YELLEN stecca la prima a Jackson Hole

 

La prima apparizione di Janet Yellen al resort estivo dei banchieri centrali di Jackson Hole nella veste di capo della FED, non ha suscitato le acclamazioni entusiastiche che erano riservate al suo predecessore Bernanke.

Altri tempi, ma soprattutto altri ruoli. Alla Yellen spetta il compito di trovare nuovi "stimoli" per convincere Wall Street che la pacchia durerà ancora a lungo.

Al di là delle frasi di rito sciorinate dalla Yellen - "se, forse, vedremo, faremo ecc" - sono evidenti due cose:

1) La Yellen è considerata troppo legata ai Democratici e ad Obama ( a differenza di Bernanke, nominato da Bush e confermato da Obama, che aveva una fama bipartizan). Con le elezioni di medio termine a novembre (favoriti i repubblicani che potrebbero conquistare anche il Senato), e l'uscita di scena di Obama tra due anni, la Yellen non sarà certamente reincaricata da un eventuale presidente repubblicano.

Questo priva la Yellen della possibilità di offrire uno scenario di lungo periodo, oltre quello già scontato di breve-medio termine.

2) Di rialzo dei tassi se ne comincerà a parlare subito dopo le elezioni di novembre, per non creare ostacoli alla già difficile corsa del partito democratico. La speculazione si aspettava che queste due "ombre" sulle mosse della Yellen fossero occultate da un "bel canto" di circostanza, ma nenache questo è avvenuto.  Le dissertazioni della Yellen sul mercato del lavoro sono state banali, scontate e strumentali.

Penoso il tentativo di portare alcuni "contestatori" a Jackson Hole per creare un evento mediatico e alzare l'attenzione internazionale. Alcuni giovani ben vestiti e pettinati, oltre che pagati, si sono presentati per ricordare ai banchieri che le prospettive dei giovani nel mercato del lavoro non sono rosee. Ma suvvia ... Yellen.

Anche la prima di Draghi però è stata noiosa e ripetitiva. 

Unica nota degna di attenzione, l'assenza di banchieri russi. Chissà perchè ?

 

 

Esecuzioni sommarie

http://www.youtube.com/watch?v=6ta2-7QJM78

 

Attenzione, il video contiene immagini violente.

Il video dell’assassinio di Kajieme Powell, un afroamericano di 25 anni ucciso da due agenti il 19 agosto a St Louis. Powell è stato ucciso a bruciapelo con vari colpi di arma da fuoco a pochi chilometri da Ferguson. 

Dalle immagini si capisce che è stata una esecuzione sommaria, senza nemmeno un barlume di motivazione.

 

 

 

Putin gioca la mossa escalation

Ma davvero Putin pensava di essere l'unico ad aver letto Omero ? Oppure la mossa del "convoglio umanitario" non è stato altro che un deliberato atto di escalation, preparato in modo che l'esercito ucraino fosse costretto ad attaccare e a creare le premesse di una risposta militare ?

La seconda ipotesi è più probabile:

1) Putin non può non ottenere una influenza ufficiale e riconosciuta sulla parte russofona dell'Ucraina. Qualunque altra soluzione sarebbe per lui una sconfitta.

2) La guerra delle sanzioni è lunga ed incerta e permette all'Ucraina di prendere tempo e sfiancare i ribelli filorussi.

3) Il consenso interno ottenuto con l'annessione della Crimea rischia di scomparire in una prospettiva di logoramento.

4) Putin è convinto (con validi argomenti) che l'Europa non seguirebbe gli USA fino in fondo in una eventuale escalation del conflitto.

 

Anche le partite a scacchi hanno bisogno di improvvise accelerazioni.

 

 

Il mistero di EBOLA

L'epidemia di Ebola sembra ormai fuori controllo. Un decesso in Spagna (un missionario a cui era stato somministrato un farmaco sperimentale), molti altri in Nigeria, casi segnalati tra cittadini cinesi, ma soprattutto un numero elevato di casi che riguarda il personale medico e infermieristico impegnato negli ospedali delle zone colpite.

Come è possibile che circa duecento addetti all'assistenza sanitaria, specializzati nel trattamento dei casi di Ebola e attrezzati per evitare qualsiasi contatto, abbia potuto contrarre il virus ?

Le risposte possibili sono due:

1) L'epidemia di ebola è molto più ampia di quello che viene fatto credere. Si parla di morti lasciati nelle strade e di malati che vengono accatastati nelle corsie degli ospedali. In simili condizioni il personale medico è impossibilitato a seguire i protocolli in ogni minimo dettaglio e si espone ad un rischio di contaminazione più elevato.

2) il virus di ebola è mutato in una forma più aggressiva della precedente e con possibilità di trasmettersi per via aerea ravvicinata, laddove invece si ritiene che il contagio possa avvenire solo attraverso flussi - contatti diretti.

In entrambi i casi lo scenario è allarmante e catastrofico, e finora ampiamente sottovalutato.

 

 

EBOLA non si ferma con l'esercito

http://bigstory.ap.org/article/nigeria-confirms-doctor-2nd-ebola-case

 

L'epidemia di EBOLA è arrivata anche in Nigeria, nella metropoli di Lagos, dove si è registrata la morte del medico che ebbe in cura un cittadino americano morto di Ebola a fine luglio

Il caso è allarmante, sia perchè si tratta di un medico (quindi di una persona che vive in condizioni più salubri della media) sia perchè la Nigeria è un paese molto più popoloso degli altri (Guinea, Sierra Leone, Liberia) in cui il virus ha già fatto quasi duemila morti (dati ufficiali che sottostimano la realtà) e ha un interscambio notevole con il resto del Mondo. 

Il secondo caso nigeriano conferma che i medici che stanno cercando di fronteggiare l'emergenza in Africa sono a rischio. Alcuni hanno perso la vita, altri sono infetti e, come nel caso dell'americano Kent Brantly, sono stati ricoverati in ospedali occidentali suscitando la paura che il virus possa varcare le frontiere degli USA e dell'Europa. 

La verità è che i medici che operano nelle zone in cui EBOLA è fuori controllo sono pochi e male attrezzati, e operano in condizioni socio-ambientali difficilissime.

I governi locali chiedono aiuto alle organizzazioni internazionali ma nel frattempo pensano di circoscrivere le aree infette utilizzando l'esercito per "recintare" le popolazioni. Una scelta che si rivelerà non solo inutile ma che rischia di aumentare la velocità di diffusione del virus.