Joshua Wong vs Xi Jinping

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Bloccata dalla censura cinese

La protesta degli studenti di Hong Kong guadagna la simpatia di tutto il mondo. L'arresto di Joshua Wong, 17enne leader della mobilitazione giovanile, sta diventando un vero boomerang contro il potere di Pechino.

Gli studenti di Hong Kong ricordano il sacrificio dei giovani di Tienamen del 1989, la pagina vergognosa che ogni politico cinese cerca di cancellare dalla memoria collettiva per accreditare il volto moderno e tollerante della Cina Popolare.

Occupy Central e i giovani - in gran parte figli della borghesia moderna di Hong Kong - non sono addomesticabili o censurabili. Le immagini della protesta dilagano su Twitter. 

HONG KONG gli studenti non sono soli

阿爾斯曼@skpracta 6 h

請叫人在灣仔增援,務求打爆中信防線使群眾合流。

Alan Wong@byAlanWong 7 h

Admiralty, the heart of Hong Kong's government, is officially occupied.

 video della manifestazione >>http://www.scmp.com/video?movideo_m=986660

Il Governo cinese sceglie la linea dura contro gli studenti di Hong Kong che da una settimana sono mobilitati contro la limitazione al diritto di voto.

Migliaia di studenti sono scesi in piazza dopo che la polizia aveva arrestato alcuni partecipanti alle pacifiche manifestazioni di ieri, tra cui Joshua Wong leader del boicottaggio studentesco dei giorni precedenti.

E' stata occupata la piazza antistante il palazzo governativo. Da un momento all'altro la situazione può degenerare

Decine di manifestanti arrestati

Benny Tai leader di Occupy Central invita alla mobilitazione a difesa degli studenti. Per il primo ottobre, festa di regime, Benny Tai ha lanciato la proposta di una grande manifestazione pacifica per occupare il quartiere della finanza di Hong Kong, contro la truffa elettorale.

Catalogna, il dado è tratto

Il Presidente della Catalogna Artur Mas ha firmato il decreto che convoca il referendum per la richiesta di indipendenza della Catalogna, la regione più ricca della Spagna di cui Barcellona è la capitale.

Il decreto fissa la data del voto al 9 di novembre.

La firma del decreto rende operativa la scelta politica chiesta dalla stragrande maggioranza del popolo catalano - 80% favorevoli al voto - contro il parere del governo centrale di Rajoy, che ha dichiarato incostituzionale la scelta del Parlamento Catalano.

Viene formalizzato definitivamente lo scontro tra indipendentisti catalani e potere centrale spagnolo, e già questo rappresenta un antefatto gravissimo, conseguenza diretta del referendum scozzese vinto per pochi voti e con grande spiegamento di forze dallo schieramento unionista.

Come molti, tra cui noi, avevano previsto, la vittoria di Pirro di Cameron e Milliband ha dato maggiore forza alle rivendicazioni indipendentiste.

Madrid deve scegliere tra due opzioni, entrambe perdenti per il potere centrale: non consentire il referendum del 9 novembre anche con l'uso estremo della forza oppure non andare allo scontro frontale sperando che la spinta indipendentista dopo il voto (e la vittoria probabile del SI) possa essere contenuta in un ambito di contrattazione su maggiori poteri amministrativi a favore di Barcellona.

Ma Rajoy ha già fatto un primo passo falso, negando qualsiasi spazio di trattativa e quindi fare marcia indietro ora diventa una mezza sconfitta per lui e per il suo partito.

 

Dopo le fatiche del referendum scozzese, si preannuncia un nuovo duro lavoro per i burocrati di Brusselles, le tecnocrazie del G20, per Mario Draghi e la BCE, per la Lagarde e il FMI, e anche per Obama e il suo nuovo amico Renzi: la grande coalizione per fermare il referendum della Catalogna.

 

 

Yellen, do you know Carmen Segarra ?

Yellen sapeva che "the Squidd" Goldman Sachs - per non parlare di JPMorgan - corrompeva i funzionari della Federal Reserve?

Se non era stata messa al corrente di come funzionavano le cose, potrebbe fare un gesto importante e REINTEGRARE al suo posto di lavoro la coraggiosa ed esemplare Carmen Segarra, licenziata per aver denunciato la CORRUZIONE dei funzionari della Federal Reserve.

Se Yellen non reintegra la Segarra, significa che l'attuale capo della FED, al pari dei suoi predecessori Bernanke e Greenspan, era a conoscenza della CORRUZIONE interna alla sua Istituzione, ma ha preferito chiudere entrambi gli occhi, se non addirittura incoraggiare le prassi scorrette.

tratto da PROPUBLICA.ORG

Inside the New York Fed: Secret Recordings and a Culture Clash

A confidential report and a fired examiner’s hidden recorder penetrate the cloistered world of Wall Street’s top regulator -- and its history of deference to banks.

http://www.propublica.org/article/carmen-segarras-secret-recordings-from-inside-new-york-fed?utm_source=et&utm_medium=email&utm_campaign=dailynewsletter

Per Renzi l'articolo 18 vale 80 euro

Curzio Maltese sull'Huffington Post del 21/9: 

" ... Come mai allora in un mese, soltanto un mese, il premier è passato dal considerare inutile e stupido il dibattito sulla riforma dell'articolo 18 al farne un cavallo di battaglia della sua azione e l'argomento principe di una crociata contro la Cgil?

Al netto della conclamata rapidità del Renzi-pensiero, a volte cinica (tendenza "Enrico stai sereno") e in attesa di una risposta, sono state fatte alcune ipotesi, più o meno maliziose. In ordine di cattiveria.

1) Ipotesi Camusso-Landini. Per una volta d'accordo, i duellanti della Cgil ritengono che il governo Renzi, chiacchiere a parte, sia un fantoccio in mano a Bce, Fmi e falchi dell'Ue, ai quali il premier è chiamato a portare "lo scalpo" dell'articolo 18 per dimostrare di essere "figo" e soprattutto fedele alla linea del rigore.

2) Ipotesi Economist-Diego La Valle-Fabrizio Barca. Quando parla di economia, il premier non sa di che cosa si tratti. Non ha una visione e si affida di volta in volta all'esperto di turno, che ascolta mangiando un gelato. L'attuale consigliere, l'israeliano Yoram Getguld, una colonna della multinazionale americana McKinsey, è un liberista convinto che la salvezza del mondo si ottenga privatizzando tutto il possibile e riformando alcuni diritti dei lavoratori considerati "privilegi indifendibili".

Non sono d'accordo nè con l'ipotesi 1 nè con la 2, nè tantomeno con le altre due successive, alquanto satiriche.

Renzi è in uno stato di ebbrezza politica dopo il 41% delle elezioni europee. Vuole e sa di poter ricevere mano libera dalla UE e dalla BCE a sforare il 3% deficit/PIL - perchè senza la droga del debito l'economia non darà sussulti di ripresa - e non può correre il rischio di non avere neanche uno straccio di promessa da mettere sotto l'albero di Natale. 

Gli 80 euro sono serviti a vincere a maggio, ma a dicembre saranno già dimenticati.

Per avere via libera allo sforamento del 3% ha concordato alla fine di agosto, sia con Draghi che con i tecnocrati di Bruxelles, la contropartita della eliminazione dell'articolo 18 e qualche ulteriore partita di giro fiscale. 

Per questo la partita dell'articolo 18 ha avuto una accelerazione improvvisa.

Se a Natale Renzi porterà il panettone della "ripresa", potrà giustificare la sua permanenza per altri 3000  giorni, altrimenti potrebbe fare la fine dei predecessori.

Però Renzi deve cambiare gli argomenti utilizzati per giustificare la richiesta di eliminazione di un "diritto acquisito": non può cavarsela con la retorica dei lavoratori di seria A (con art 18) e quelli di serie  B (senza).

I lavoratori di serie A hanno ereditato dai loro predecessori il diritto sancito dallo Statuto, allo stesso modo di un figlio che eredita una casa. Nessuno può andare da quest'ultimo e sequestrargli un pezzo della sua casa ereditata, giustificandosi che si tratta di un'iniziativa a favore di quelli di serie B che non ce l'hanno.

Lo si faceva all'epoca dei bolscevichi, che iniziavano però da coloro che avevano ville e reggie.

Renzi vorrebbe sequestrare un pezzo del "patrimonio" ereditato dai lavoratori di "serie A" dando in cambio che cosa ?

80 euro non bastano, ci vuole molto di più.

 

 

 

EBOLA, persino Ban Ki-moon se ne accorge

Il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha scritto una lettera ai capi di Stato chiedendogli di fare qualcosa http://www.un.org/sg/statements/index.asp?nid=7999

 "The Ebola crisis has evolved into a complex emergency, with significant political, social, economic, humanitarian and security dimensions.  The suffering and spillover effects in the region and beyond demand the attention of the entire world.  Ebola matters to us all.

The outbreak is the largest the world has ever seen.  The number of cases is doubling every three weeks.  There will soon be more cases in Liberia alone than in the four-decade history of the disease.

In the three most affected countries – Guinea, Liberia and Sierra Leone – the disease is destroying health systems.  More people are now dying in Liberia from treatable ailments and common medical conditions than from Ebola.

The virus is also taking an economic toll.  Inflation and food prices are rising. Transport and social services are being disrupted.  The situation is especially tragic given the remarkable strides that Liberia and Sierra Leone have made in putting conflict behind them."

........

This unprecedented situation requires unprecedented steps to save lives and safeguard peace security.  Therefore, I have decided to establish a UN emergency health mission, combining the World Health Organization’s strategic perspective with a very strong logistics and operational capability.

This international mission, to be known as the United Nations Mission for Ebola Emergency Response, or UNMEER, will have five priorities: stopping the outbreak, treating the infected, ensuring essential services, preserving stability and preventing further outbreaks.

.....

One week from today, we will gather at the highest level to mobilize political will to meet this extraordinary challenge.

We cannot afford delays.  The penalty for inaction is high. We need to race ahead of the outbreak -- and then turn and face it with all our energy and strength.

I count on the Security Council’s support and that of the General Assembly and all Member States in meeting this test.

Thank you.

https://www.bancafucino.it/Carta-conto-famili/

UK non c'è più

L'esito del referendum scozzese è marginale rispetto alle dinamiche che sono state messe in moto. I NO hanno vinto perché a tre giorni dal voto i partiti tradizionali inglesi hanno fatto promesse che se attuate porteranno alla scomparsa dello United Kingdom e alla nascita di una Federazione di Stati indipendenti.

Per gli indipendentisti si tratta di un successo, secondo solo a quello che sarebbe stato ottenuto con il 51% dei voti.

E sei Conservatori, Laburisti e Liberal non manterranno la promessa di una devolution dei poteri amministrativi, fiscali ed economici, l'onda di sdegno da ogni parte del Regno li sommergerà.

Qualcuno sta già provando a spostare il termine della realizzazione delle riforme da "entro gennaio 2015" a "dopo le elezioni del maggio 2015", e poi ....?

La verità è che il potere centrale si è infilato in un vicolo buio e forse cieco, pur di evitare il prevalere dei SI: ha indispettito il 45% degli scozzesi e ha fatto crescere aspettative in larga parte del 55% che lo ha seguito.

Inoltre, avendo il governo inglese fatto ricorso al massiccio appoggio delle burocrazie mondiali (EU, USA, BCE, FMI ecc) ora dovrà anche rendere conto a costoro prima di intraprendere altre iniziative, dimostrando di aver perso la tradizionale autonomia britannica.

Il sospiro di sollievo dei tecnocrati europei è già passato. Tra poco più di un mese l'incubo scozzese si riproporrà in Catalogna in uno scenario molto diverso e meno addomesticabile. E se poi la catena proseguisse con i Baschi, i Valloni, i Corsi, i Veneti ecc. sarà necessario che le promesse fatte agli scozzesi si estendano a tutta l'Europa.

Chi ha vinto il referendum in Scozia ?

 

 https://www.bancafucino.it/Carta-conto-famili/

L'ultimo comizio a Stirling Bridge

 

Il sondaggio che dava il SI in testa al referendum pro o contro l'indipendenza della Scozia ha scatenato la reazione del fronte unito per la salvezza dell'UK.

In prima fila i banchieri, non solo inglesi, a minacciare di ritirare le loro sedi dalla Scozia, pronosticando sciagure finanziarie inenarrabili. (se volete leggere un'opinione diversa cliccate su http://mises.org/daily/6878/Is-Scotland-Big-Enough-To-Go-it-Alone )

Poi i politici, all'unisono dai conservatori ai laburisti (i più accaniti) fino ai faragisti. E poi i sindacalisti, i giornalisti, i vigili del fuoco, i servizi segreti, i domestici di Windsor, gli intellettuali e gli storici del Regno Unito, i commissari europei di Bruxelles,  il FMI di Lagarde, Renzi e i piddisti.

C'è da scommettere che tutti vorranno esserci all'ultimo comizio a Stirling Bridge. Questa volta gli scozzesi saranno sconfitti, e la civiltà sarà salva.

Il sacrificio degli indipendentisti sarà servito almeno ad alimentare la discussione  sulla "democrazia della paura", ovvero accontentatevi di meno libertà per non morire.

 

https://www.bancafucino.it/familiStudenti