Perché Draghi parla attraverso Scalfari?

Eugenio Scalfari si vanta da tempo dell'amicizia di Mario Draghi, e si vanta di averne spesso anticipato le mosse salvifiche in difesa dell'Euro-pa. 

Questa domenica si è superato, avvisandoci che Draghi è molto preoccupato del fatto i greci possano votare liberamente dando la maggioranza a Tsipras di Syriza.

"I sondaggi danno in testa Tsipras che guida il suo partito Syriza, ma una sua vittoria porterebbe con sé una situazione di estremo pericolo per l'Europa e per la moneta comune perché Tsipras è deciso a ripudiare sia l'euro sia l'Europa."

Ma Draghi, ci informa Scalfari, ha pronta la contromossa: stampare moneta per garantire i debiti degli Stati europei tipo Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Francia, e quanti altri ancora.

In tal modo i cittadini Greci saranno riconoscenti all'Europa di Juncker e Merkel e NON voteranno per Syriza.

Anche i cittadini italiani saranno ben contenti di NON dovere più preoccuparsi del debito pubblico, e il primo tra tutti sarà Renzi, che sta antipatico a Scalfari NON perché abbia strategie alternative, ma solo per narcisismo e calcoli elettorali.

Renzi vuole andare alle elezioni regalando pacchi di 80 euro a tutti.

Euro stampati da Draghi ma senza che lo si dica in giro, altrimenti lui (Renzi) che figura farebbe, gli italiani potrebbero convincersi ancora di più che non serve andare a votare, tanto i politici non contano nulla, se non per rubare!

Dunque i Greci sono avvisati: potranno andare a votare SOLO se la Germania consentirà a Draghi di accollare alla BCE i debiti degli Stati e anzi, aggiunge Scalfari, anche i debiti delle grandi aziende private europee che si finanziano emettendo titoli di debito. 

"Di fatto si tratta di quella europeizzazione del bilancio e di quella garanzia dei debiti sovrani della quale ha parlato Draghi che con Juncker ha contatti molto frequenti."

Juncker consente alle multinazionali europee di evadere le tasse, Draghi accolla alla BCE i debiti delle stesse multinazionali. Grazie Scalfari per tenerci aggiornati sul Draghi - pensiero.

 

 

 

 

Come si confisca la terra in Cina

da BOXUN: On Thursday November 13, 2014 in Changsa City, Hunan Province, Changsha City, the deputy mayor of Liuyang dispatched 200 police officers and other hired muscle to a 67-mu tract of camellia trees used for the production of tea oil. They used forklifts to uproot the trees, which villagers in Yonghe Village had cultivated for more than a decade. The villagers resisted, many villagers were arrested and those observing and taking pictures also were beaten. Villagers had rejected the confiscation because the compensation they were offered was below market value and established procedures were not followed. Camellia tree oil in China is used as an edible oil.

 

Perché Pechino cerca lo scontro con gli studenti di Hong Kong

Lo sgombero violento del presidio di Mong Kok segna una tappa importante nel modo in cui Pechino ha scelto di "gestire" la protesta degli studenti e dei democratici di Hong Kong. La strategia dello sfiancamento e dell'isolamento non ha funzionato, a distanza di due mesi dall'inizio delle manifestazioni e occupazioni del centro di Hong Kong.

Ogni giorno che passa con le immagini delle vie della metropoli occupate da pittoreschi ombrelli e tende, rappresenta una spina fastidiosa per il regime cinese e per le sue abitudini di "ordine pubblico".

La protesta di Hong Kong è un canale di propagazione di comportamenti e idee sovversive che il regime non può tollerare più a lungo.

L'esempio della protesta rischia di essere contagioso.

A Pechino in questi giorni migliaia di cittadini hanno iniziato a protestare in forme estemporanee contro il taglio dei sussidi al trasporto pubblico con il conseguente aumento del prezzo del biglietto della metropolitana.

Se in Cina la gente si abitua a protestare, potrebbe trovare decine di motivi per farlo ogni giorno e con sempre più convinzione. 

L'epidemia contagiosa di Hong Kong va fermata ad ogni costo.

 

 

E' in arrivo la tassa Draghi

Draghi ha annunciato che la BCE "farà quello che deve fare" per alzare l'inflazione in Europa, perché è troppo bassa e rischia di creare nei cittadini l'abitudine ad avere prezzi stabili o addirittura in decrescita.

Cioè la stabilità dei prezzi (e quindi del potere d'acquisto) è un rischio, secondo Draghi e i krugmaniani, che bisogna combattere con ogni mezzo. Per questo comprerà i titoli ABS emessi da banche e finanziarie di ogni sorta, pagandoli con i soldi stampati dalla BCE, in modo da far scendere i tassi (già prossimi allo zero) per invogliare la gente ad indebitarsi per consumare di più e quindi far aumentare i prezzi.

Questo schema è stato già applicato in Giappone con effetti disastrosi, senza resuscitare l'economia ma garantendo al governo di poter continuare ad indebitarsi oltre il 250 % del PIL, perché i tassi sono a zero e se l'inflazione è al 1% significa che c'è ancora margine per indebitarsi, perché l'inflazione è una tassa sui risparmi e sui redditi dei lavoratori e pensionati, e siccome mettere tasse dirette è impopolare, meglio tassare con l'aumento dell'inflazione.

Poco importa se nessuno ha dato a Draghi e alla BCE l'autorizzazione a tassare i cittadini europei. I banchieri non sono abituati a chiedere il permesso. La speculazione festeggia, perché con i soldi di Draghi e l'evasione di Juncker i guadagni sono assicurati.

 

 

Le banche favoriscono la disonestà

Un esperimento svolto da alcuni ricercatori dell'Università di Zurigo dimostrerebbe quello che la gente comune pensa da centinaia di anni. La cultura d'impresa del sistema bancario favorisce i comportamenti disonesti, anche se i dipendenti delle banche non sarebbero di per sé più disonesti di quelli di altri settori.

http://www.mediadesk.uzh.ch/articles/2014/unternehmenskultur-in-der-bankenindustrie-beguenstigt-unehrliches-verhalten_en.html

 

il CIGNO NERO cinese

Calato il sipario sul vertice APEC, che é servito a sugellare l'alleanza Xi Jinping - Putin e a spostare l'asse dei rapporti asiatici a scapito di Washington e a vantaggio di Pechino, la Cina deve fare i conti con i segnali pericolosi della sua struttura economica e sociale interna. 

Il consenso di cui gode l'apparato di partito è strettamente legato alla capacità di supportare una crescita vertiginosa legata alle esportazioni, ai bassi costi,  e agli appetiti crescenti di una classe media in espansione, alle diseguaglianze e alla repressione dei diritti civili. Il motore economico cinese non riesce più a garantire il funzionamento a pieni giri, ed è per questo che la Banca Centrale Cinese da un lato cerca di manipolare il cambio dello yuan e dall'altra cerca di stampare moneta per non far inceppare il vortice di indebitamento delle aziende e delle amministrazioni locali.

Qualcuno inizia a parlare di un CIGNO NERO cinese o di crisi SUBPRIME alla cinese.

http://soberlook.com/2014/11/an-offshore-swan-could-next-financial.html

http://en.boxun.com/2014/11/04/subprime-loan-crisis-quietly-underway-in-china/

 

Bye Bye G20

Putin è all'estrema sinistra della foto, nell'atteggiamento di chi se ne sta andando, mentre gli altri lanciano una ola o un saluto che qualcuno (Renzi) tarda a comprendere. 

Il G20 di Brisbane non se lo è filato nessuno, e se non fosse stato per il "giallo" della partenza improvvisa - prima smentita poi confermata - di Putin, non sarebbe finito neanche nei trafiletti.

La notizia è che il G20 non fa più notizia. 

Anche BLOOMBERG chiede le dimissioni di Juncker

In un articolo firmato by The Editors, Bloomberg chiede le dimissioni di Juncker dopo le rivelazioni di come il Lussemburgo (governato da Juncker) abbia favorito l'evasione fiscale di centinaia di aziende multinazionali.

"... the tax revelations have put the issues before the public in a way that tests the EU's credibility afresh. Juncker has done nothing illegal and is no immediate danger of being removed. Even so, the EU would be best served if he stepped down." 

EUROEVASIONE, ecco perché Juncker è il capo dell'Europa

Il Lussemburgo di Jean Claude Juncker, da pochi giorni insediatosi come capo della Commissione Europea (la struttura politica di maggior peso nelle decisioni che L'Europa impone ai singoli Stati) è il centro di una scandalosa e gigantesca attività di evasione fiscale a favore di centinaia di aziende di ogni settore.

 

La clamorosa scoperta è stata rivelata da una inchiesta di ICIJ - International Consortium of Investigative Journalism - http://www.icij.org/

1) L'attività di evasione era organizzata da alcune grandi società di revisione contabile (Pricewaterhouse & C)

2) Il governo del Lussemburgo, che Juncker ha presieduto fino a poco tempo fa, consentiva alle aziende di sottoscrivere accordi segreti per giustificare l'evasione e la copertura "legale" delle autorità fiscali.

3) La cupola della cordata di evasori ha condizionato le scelte di politica fiscale ed economica delle istituzioni europee, e probabilmente ha imposto la scelta di Juncker a capo del Partito Popolare Europeo nelle ultime elezioni, fino poi a sostenerlo come candidato sia della destra che della sinistra a capo della commissione europea.

4) Gli importi evasi alla fiscalità delle singole nazioni sono da capogiro e rappresentano uno schiaffo alle migliaia di disoccupati, operai, contadini, imprenditori e artigiani a cui si stanno imponendo sacrifici e tasse palesi e occulte per mantenere in piedi la baracca.

5) Molte delle aziende coinvolte nell'evasione sono Banche e Assicurazioni "vigilate" dalle Banche Centrali nazionali e ora dalla BCE, che ne hanno in qualche modo "certificato" l'operato nei recenti stress test. Neanche la BCE di Draghi si era accorta della prassi evasiva delle banche?

6) E' necessario che Juncker presenti le dimissioni da Presidente della Commissione Europea, per evidenti motivi !

7) E' necessario che alle società di revisione, tipo Pricewaterhouse, sia revocata ogni autorizzazione a svolgere l'attività per conto di aziende con interesse pubblico (ad esempio la Banca d'Italia ha i poteri per intervenire sulle banche italiane, vietando di farsi certificare i bilanci dalle società di revisione implicate nella truffa)

La disfatta di Obama

Le elezioni di midterm hanno avuto un verdetto più negativo del previsto per i Democratici e per Obama. Il risultato di 52 a 45 a favore dei repubblicani nel voto al Senato ( e il rafforzamento di quello alla Camera) riporta l'orologio a 8 anni fa e lascia Obama solo e disperato al comando di una amministrazione in smobilitazione. Gli ultimi due anni della Presidenza Obama saranno insignificanti, a cominciare dal prossimo vertice APEC di Pechino tra 5 giorni, dove Xi Jinping si limiterà a prendere atto di NON avere un interlocutore in America.

Stati Uniti, le elezioni più costose e più inutili

Si vota il 4 novembre negli Stati Uniti per le elezioni di "medio termine" - a metà del mandato presidenziale di Obama che scade a fine 2016. Il costo di queste elezioni è da record: 3,67 miliardi di dollari, le elezioni midterm più costose della storia americana, ma anche le più apatiche, con il consenso di Obama ai minimi storici. Solo il 41% dei cittadini approva la sua politica, mentre il 54% la disapprova apertamente.

I Repubblicani per vincere hanno impostato la campagna "su Obama" per sfruttare l'immagine negativa del Presidente, ma in generale è tutta la classe politica che gode di pessima reputazione. Il consenso dei deputati, siano essi democratici o repubblicani, è ai minimi storici: meno del 10% dei cittadini si fida dei politici del Congresso.

Se i repubblicani prevarranno nelle elezioni di domani, avranno il controllo sia della Camera che del Senato, ma tanto potere servirà solo a lanciare la volata per le prossime presidenziali del 2016.

Il surriscaldamento del clima è INEQUIVOCABILE

 Il verdetto dell'IPCC, l'organismo internazionale che studia i cambiamenti climatici, è perentorio.

"Warming of the climate system is unequivocal, and since the 1950s, many of the observed changes are unprecedented over decades to millennia. The atmosphere and ocean have warmed, the amounts of snow and ice have diminished, and sea level has risen."

"Anthropogenic greenhouse gas emissions have increased since the pre-industrial era, driven largely by economic and population growth, and are now higher than ever. This has led to atmospheric concentrations of carbon dioxide, methane and nitrous oxide that are unprecedented in at least the last 800,000 years. Their effects, together with those of other anthropogenic drivers, have been detected throughout the climate system and are extremely likely to have been the dominant cause of the observed warming since the mid-20th century". 

leggi il report > SYR_AR5_SPM.pdf (1,39 mb)

RENZI infila il manganello nella porta USB

E' stato il caso o una regia occulta a far deragliare la corsa inarrestabile di Renzi, che alla Leopolda sbeffeggiava "chi infila un gettone nell'IPhone",  con uno spot che proietta il rottamatore all'epoca di Scelba e della polizia contro gli operai ?

Le manganellate ai 200 operai AST guidati da Landini hanno azzerato gran parte dell'effetto mediatico del modernismo di Renzi, ma soprattutto hanno complicato il percorso immaginato fino a poche ore prima.

1) Landini è stato incoronato "sul campo" come nuovo Segretario Nazionale della CGIL. Lo sciopero generale di 8 ore proclamato dalla FIOM detta la linea anche alla riluttante Camusso;

2) L'ectoplasma della "sinistra PD" si materializza nelle interviste a Cuperlo e costringe Renzi a subire il no di Napolitano sulla scelta del ministro degli esteri;

3) I costi preventivati per arrivare alle elezioni del 2018 sull'onda dell'effetto "41%" sono improvvisamente lievitati: se prima si viaggiava su uno sforamento fino al 150% del rapporto Debito/PIL (con la benedizione della Merkel) ora sarà necessario almeno arrivare al 170%. La politica degli 80 euro per tutti sarà estesa fino a campagna elettorale conclusa.

Landini, dopo aver capitalizzato i risultati ottenuti con il video delle manganellate, andrà a battere cassa da bravo sindacalista e Renzi sarà costretto a trattare, perché il manganello non si infila nella porta USB.