Tahir Elci ucciso dai servizi di Erdogan

Due video che riprendono gli istanti dell'assassinio di Tahir Elci, l'avvocato dei Curdi. 

A poche decine di metri c'era stata una sparatoria tra poliziotti e tre uomini in un auto. Non sono chiari i collegamenti tra i due episodi e se i due che si vedono correre nel video provengano dal luogo della prima sparatoria. Il secondo video mostra i fotogrammi che fanno nascere il sospetto di un assassinio organizzato dai servizi di sicurezza turchi che avrebbero dovuto proteggere Tahir Elci e che invece inspiegabilmente fanno passare i due presunti assalitori davanti alle loro pistole senza colpirli. 

Il primo dei due viene addirittura ignorato dagli agenti, uno dei quali invece spara sul secondo da distanza ravvicinata senza colpirlo. Lo stesso agente nei fotogrammi successivi viene visto cambiare la pistola. Forse la prima era caricata a salve?. Nei pochi secondi in cui gli agenti non riescono a colpire gli assalitori, Tahir Elci viene ucciso - nei fotogrammi successivi si intravede il suo corpo a terra.

Potrebbe essere stato il primo dei due assalitori, che correndo si è avvicinato a Elci uccidendolo, ma è improbabile data la velocità di corsa. Neanche per il secondo sarebbe stato agevole uccidere il leader curdo. Potrebbe invece essere stato uno degli agenti che sparavano in direzione dei due aggressori a colpire Tahir Elci. Oppure, un altro killer nascosto nelle abitazioni di fronte potrebbe aver fatto fuoco a colpo sicuro. Un "errore" o un atto premeditato? Chiedetelo a Erdogan.

http://www.todayszaman.com/national_questions-raised-over-tahir-elcis-murder_405643.html

Il Rio Dolce non passa per Parigi

Almeno due generazioni sono cresciute con le notizie sulla distruzione della foresta amazzonica, le polemiche sulle gravi conseguenze ambientali che ne sarebbero derivate per tutto il Pianeta, gli impegni solenni a cambiare pagina.

La deforestazione non si è interrotta e nemmeno il business delle ricerche, convegni e chiacchiere sui cambiamenti climatici, le sciagure prossime (sempre prossime) che ci attendono se entro domani mattina non cambiamo tutto quello che non abbiamo cambiato finora.

Nella Parigi militarizzata del post 13 novembre inizia COP21, la megafiera del business ecologico. Ecco i risultati di una ricerca intitolata:
Da Bento Rodrigues a Shanghai con ritorno.

  • La deforestazione dell'Amazzonia provoca surriscaldamento e squilibri climatici in tutto il Pianeta.
  • La siccità si alterna a violente precipitazioni ed alluvioni.
  • Le multinazionali devastano il territorio per estrarre il materiale con cui costruire le megalopoli tipo Shanghai.
  • Shanghai inquina l'atmosfera, produce enormi quantità di CO2, genera altri squilibri.
  • Le alluvioni spazzano le opere costruite dall'uomo per sfruttare le risorse naturali, come nel caso di Bento Rodrigues, portano morte e miseria nei luoghi dove l'ambiente era stato già distrutto.
  • Il governo cinese e quello brasiliano vanno alla fiera di Parigi per sponsorizzare i loro progetti per salvare l'ambiente.

Olimpiadi nel fango tossico a Rio de Janeiro

Il Rio Doce finisce nel mare 400 Km più a Nord di Rio de Janeiro. I 62 milioni di metri cubi di fanghi tossici che hanno invaso il fiume nella regione del Espirito Santo, dopo il crollo della diga di Bento Rodrigues, finiscono in mare ed iniziano il viaggio lungo le coste del Brasile, dove porteranno inquinamento e distruzione dell'ambiente per decine di anni.

Ad agosto del prossimo anno Rio de Janeiro ospiterà le Olimpiadi. Sulle spiagge di Copacabana la melma tossica si sarà sedimentata sotto la sabbia, e nessuno se ne accorgerà.

Già ora il governo di Dilma Roussef cerca di insabbiare le gravi responsabilità che hanno causato il disastro: "un evento naturale imprevedibile" - le piogge torrenziali che hanno spezzato la diga di contenimento di Bento Rodrigues - è un modo grossolano di nascondere le verità e le colpe delle multinazionali Vale e BHP Billiton.

Dopo lo scandalo Petrobras, se ne aggiunge un altro a conferma che il Brasile del miracolo economico è impegnato in un tragico testa a a testa con la Cina e l'India  nella olimpica gara alla distruzione del Pianeta Terra.

I cambiamenti climatici non sono "un evento naturale imprevedibile" ma la logica conseguenza delle devastazioni inarrestabili causate dallo sfruttamento delle risorse.

Le Olimpiadi sono ormai da decenni una fiera ambulante del gigantismo consumistico. Nei paesi che le organizzano, portano arricchimenti per pochi, tasse per molti, lavori precari che scompaiono rapidamente, corruzione degli affari e della politica.

Il Brasile è sull'orlo del collasso istituzionale. Dilma Roussef ha dovuto improvvisamente sospendere la sua visita di Stato in Giappone a causa dell'aggravarsi del caos politico. Tutto l'apparato governativo è sotto inchiesta per tangenti miliardarie, con l'arresto di finanzieri d'assalto, industriali e banchieri.

L'inflazione è alle stelle, l'economia è in recessione e la rabbia popolare, che in occasione dei Mondiali di calcio fu soffocata a stento, sicuramente non si farà scappare l'occasione delle Olimpiadi.

A Rio de Janeiro forse il fango rosso e tossico del Rio Doce non arriverà, ma la melma politica ha già sommerso tutto

Squadre della morte in Turchia

 

L'assassinio di Tahir Elci, avvocato e leader del HDP, da parte di killer sbucati all'improvviso durante un comizio a Diyarbakir in Turchia, si aggiunge all'escalation di repressione, censura, e atti di intimidazione contro qualsiasi opposizione al regime di Erdogan. 

Tahir Elci è stato giustiziato per aver difeso la causa dei curdi e per aver sostenuto, assieme a tanti altri, le ragioni di un riconoscimento del PKK come interlocutore politico non equiparabile ai terroristi.

L'assassinio di Tahir Elci segue di pochi giorni l'arresto di due giornalisti di Cumhuriyet, giornale indipendente e in prima linea nella denuncia dei metodi autoritari del regime turco.

Il "sultano turco", in affari con l'Isis, è diventato ormai un problema internazionale di enorme rilevanza.

Erdogan deve essere condannato e isolato dall'opinione pubblica mondiale, prima che possa scatenare altre stragi e guerre dalle dimensioni catastrofiche.

i siti web di COP21 a Parigi classificati insicuri

Se fate una ricerca Google sui siti che trattano l'argomento COP21 cop21 siti insicurila conferenza mondiale sui cambiamenti climatici che si apre a Parigi il 30 novembre, due dei primi tre risultati sono classificati INSICURI dal Norton Internet Security.

Sono davvero insicuri ? o semplicemente nessuno ha informato Norton che i siti ufficiali su COP21 sono tenuti sotto osservazione per monitorare attacchi terroristici ?

La salute di Europa non chiedetela a Draghi

Tra qualche giorno il primario dell'ospedale BCE in cui è ricoverata Europa da ormai immemorabili anni, ci dirà che la paziente è ancora sotto osservazione, nonostante le cure massicce di QE a cui è stata sottoposta da quasi un anno e che anzi, Europa ha bisogno ancora di rimanere attaccata alla flebo. Perciò non sperate di vedere Europa di nuovo in piedi e nutrirsi da sola. Quasi tutti abbiamo vissuto l'angoscia di un nostro caro familiare o amico, ricoverato per una male ignoto, curato da brillanti e famosi medici, ma costretto a rimanere per un periodo interminabile disteso su un letto e attaccato a tubi e medicine. Dapprima il nostro stato d'animo è pieno di speranza e fiducia nella tecnica e nei medici, poi, mano a mano che il tempo passa e il malato non si stacca dal letto, iniziano a sorgere dubbi e angosce. Molte volte il percorso termina con la rabbia contro i medici che hanno detto bugie o hanno sottovalutato, taciuto, non capito ecc ecc: l'operazione è riuscita, il paziente è morto". Qualcosa di simile sta avvenendo in Europa, con la "cura Draghi" ...

Putin prepara la vendetta

La risposta della Moskva: missili contro basi turche

 

L'abbattimento del Su-24 russo da parte degli F16 turchi sarebbe stato motivato da uno sconfinamento durato 19 secondi in un raggio di 3 chilometri dal confine con la Siria.

E' questa la motivazione ufficiale del governo turco, dopo che Putin in conferenza stampa aveva già denunciato "la pugnalata alle spalle" ed evocato "gravi conseguenze".

Putin si trova ora nella condizione obbligata di dover rispondere con un gesto altrettanto forte sul piano militare, e non sarà certo l'invito di Obama a non cercare l'escalation che lo farà desistere.

L'intera strategia di Putin sul fronte siriano sarebbe compromessa dalla mancanza di una risposta.

Putin considera la Siria un suo territorio. L'idea di "libere elezioni" per gestire il dopo Assad è un controsenso, perchè una scelta libera implica il rischio che vada al potere uno schieramento non gradito.

Dopo le stragi di Parigi, l'asse con Hollande aveva di fatto rafforzato la strategia di Putin al punto da indurlo ad un eccesso di confidenza nel bombardare i gruppi di oppositori/mercenari del fronte anti-Assad.

Erdogan non è da meno: dopo la vittoria elettorale ottenuta con l'annientamento delle libertà civili, pensa di essere l'unico interlocutore credibile per l'Europa e la NATO nello scacchiere mediorientale, e ha bisogno di dimostrare che "investire" sul suo regime è un buon affare per tutti.

L'abbattimento del caccia russo potrà servire ad Erdogan per guadagnarsi la neutralità, se non addirittura la benevolenza, di tutte le fazioni in territorio siriano, compreso l'ISIS.

La vendetta di Putin non sarà emotiva e affrettata, ma sicuramente ci sarà.

Erdogan pugnala Putin alle spalle

I piloti russi uccisi dopo essersi lanciati con il paracadute

L'abbattimento del jet militare russo Su-24 al confine della Turchia "è una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo" è il commento secco ed esplicito di Putin. Il complice dell'ISIS è Erdogan. 

Putin dichiara che "l'incidente avrà gravi conseguenze sulle relazioni tra Russia e Turchia"

 da WIKIPEDIA:  Le Forze armate turche sono la seconda più grande forza armata permanente nella NATO, dopo le forze armate statunitensi, con una forza combinata di poco più di un milione di persone in uniforme che servono i suoi cinque rami. La Turchia è considerata la più forte potenza militare della regione del Vicino Oriente oltre a Israele. Ogni cittadino maschio turco, non fisicamente impedito, è tenuto a prestare servizio militare per un periodo che va da tre settimane a quindici mesi, in base all'istruzione e alla posizione lavorativa. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e non offre un'alternativa civile al servizio militare. La Turchia è uno dei cinque stati membri della NATO che fanno parte della politica di condivisione nucleare dell'alleanza, assieme a Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. Un totale di 90 bombe nucleari B61 sono ospitate presso la base aerea di Adana, di cui 40 sono assegnate per l'uso da parte dell'aviazione turca.

I miliziani del Free Syrian Army hanno rivendicato l'uccisione dei due piloti russi del Su-24 mentre stavano in paracadute. L'FSA è un'organizzazione anti Assad e filoturca che opera nella zona della Latakia, al confine tra Siria e Turchia. Il Su-24 abbattuto era in missione contro le postazioni dell'FSA, in una zona dove l'ISIS non è presente.

Vatileaks 2, processo a Papa Francesco

Inizia oggi in Vaticano un processo molto particolare, che vede coinvolti alcuni personaggi del sottobosco vaticano, due giornalisti italiani colpevoli di aver raccontato la verità, e sullo sfondo la figura del Papa dei poveri, il Francesco che annuncia cambiamenti e rivoluzioni e si ritrova a dover gestire i casi scandalosi di cardinali che usano il denaro per fini personali, ville, appartamenti, cumuli di ricchezze in casseforti bancarie.

Il processo denominato Vatileaks 2 ha come imputati ufficiali un paio di prelati, una PR che non si sa come e perchè sia stata introdotta e promossa ai vertici dell'amministrazione cattolica e due giornalisti italiani, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, colpevoli di aver scritto due libri-inchiesta sul malaffare vaticano utilizzando le soffiate dei prelati e della PR.

L'accusa è di aver diffuso notizie e documenti riservati, sulla base di una nuova legislazione voluta proprio dal nuovo Papa, ma in realtà rischia di essere un boomerang

L'opinione pubblica, in particolare quella cattolica sempre meno tollerante verso le verità di comodo, si chiede come sia stato possibile che Bergoglio si sia fidato di personaggi come Lucio Vallejo Balda (prelato) e di Immacolata Chaouqui (PR) per riformare l'ex IOR e tutto quello che ci ruotava attorno.

E ci si chiede perchè Bergoglio abbia acconsentito che sul banco degli imputati ci fossero anche due giornalisti che hanno solo raccontato quello che avevano raccolto dai documenti e dalle rivelazioni altrui, esercitando il diritto alla libertà di informazione.

L'opinione pubblica, anche quella cattolica abituata agli atti di fede, si sarebbe aspettato che sul banco degli imputati del processo in Vaticano ci fosse quel cardinal Bertone e il suo compare ex presidente dell'ospedale Bambin Gesù che hanno usato il denaro destinato ad opere di bene per ristrutturare il mega-appartamento privato del cardinale.

Oppure quelle decine di personaggi misteriosi che per anni hanno usato lo IOR per spostare denaro in modo illegale in ogni angolo del mondo. 

Di fronte allo scandalo enorme che erode la credibilità della Chiesa, il Vaticano pensa di cavarsela mandando a processo i comprimari e i giornalisti? Oppure c'è una regia occulta che punta a screditare e colpire il Papa dei poveri?

Il processo che inizia oggi in Vaticano diventerà il processo contro coloro che non processano i veri colpevoli. Bergoglio non sembra che se ne sia accorto.

Intelligence USA diceva bugie sull'ISIS

Un'inchiesta partita alcuni mesi fa sta portando alla luce i comportamenti ambigui della intelligence militare USA che potrebbero avere avuto un ruolo importante nel ritardare e indebolire la lotta al terrorismo ISIS.

Secondo la ricostruzione del New York Times - Pentagon Expands Inquiry Into Intelligence on ISIS Surge - nel corso del 2014 i vertici militari del CENTCOMM (il comando militare dell'area che va dall'Europa al Pacifico) nei loro resoconti al Presidente Obama avrebbero modificato e attenuato l'allarme lanciato dagli analisti dello stesso US Central Command, che descrivevano in termini preoccupati e realistici l'avanzata dell'ISIS nella conquista delle città irachene, l'inefficacia dei bombardamenti aerei e il fallimento dei piani di addestramento delle truppe governative impegnate contro i terroristi.

I vertici militari avrebbero in sostanza manipolato le informazioni di intelligence su cui i vertici politici avrebbero dovuto formarsi un quadro preciso dell'evoluzione del teatro di guerra per agire di conseguenza e tempestivamente.

Perchè l'apparato militare USA ha "sottovalutato" l'avanzata dell'ISIS? dichiarandosi ottimista anzichè allarmarsi ? E' quello che dovrà appurare l'inchiesta interna, resasi ancora più importante dopo gli attentati di Parigi, ma gran parte del materiale è stato già secretato o distrutto. 

Lo scandalo del intelligence militare USA è solo all'inizio, ma il colpo alla sua credibilità è già notevole.

 

Il Giubileo in webcam

La preoccupazione che il Giubileo proclamato da Papa Francesco possa essere l'occasione di attentati terroristici è più che giustificata. 

Subito dopo gli attacchi di Parigi si è discusso della necessità o meno di far svolgere un evento religioso e turistico di tale portata: milioni di persone tra cui nascondersi e farsi esplodere sono una situazione unica per i fanatici di qualsiasi provenienza.

Il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi è tra i più convinti sostenitori della tesi a favore dello svolgimento del Giubileo, anche in un clima di massima allerta: è convinto che la sfida con i terroristi possa essere vinta con sistemi intelligenti, realizzati con un massiccio aumento delle forze impiegate per prevenire e contrastare le minacce e con grandi investimenti in tecnologie di sicurezza.

Avendo già ottenuto il via libera alla spesa da parte di Junker, il problema ora è come utilizzare in modo intelligente i soldi. Le assunzioni di forze nuove di polizia ed esercito saranno sapientemente gestite in vista delle elezioni comunali a Roma - voto di scambio necessario per la sicurezza - ma anche l'uso di una rete capillare di webcam intelligenti che possano riconoscere i terroristi mentre si aggirano in ogni angolo della capitale, anche dentro le toilette delle stazioni, dei bar, dei musei ecc.

La perdita di un pezzetto di privacy sarebbe più che giustificata dagli obbiettivi e dagli incassi della manifestazione.

Non sappiamo se l'ottimismo di Renzi sarà sufficiente a far superare la paura di attentati e stragi ai milioni di fedeli cattolici in tutto il mondo, facendoli giungere in massa a San Pietro. Certamente i terroristi saranno terrorizzati dall'impiego di webcam intelligenti e si guarderanno bene dal prendere un aereo per recarsi a Roma.

Potrebbero "accontentarsi" di fare stragi e attentati prima che i turisti arrivino nella Capitale, in un aeroporto di partenza anziché in quello di arrivo. L'effetto di terrore sarebbe quasi identico, senza il rischio di imbattersi nelle webcam intelligenti di Renzi. Il quale avrebbe comunque realizzato il suo obbiettivo di spendere molti soldi prima delle prossime elezioni amministrative.

L'unico modo per evitare inutili rischi, in modo intelligente e sicuro, sarebbe quello di fare il Giubileo via webcam, con le persone interessate comodamente sedute a casa loro. Si spenderebbe molto di meno e non servirebbero webcam con un quoziente di intelligenza elevato. Basterebbe quello dei politici attuali.

 

 

Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa

www.menoopiu.it - Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa

Bruxelles non è solo la capitale del Belgio, ma soprattutto la sede di due delle istituzioni europee più importanti: la Commissione Europea e il Consiglio dell'Unione Europea.

Quello che sta accadendo in queste ore, dopo l'attacco dell'Isis a Parigi e la "scoperta" che la capitale belga era il centro dell'organizzazione terroristica, potrebbe essere la prova generale di un processo di militarizzazione interna ad ogni paese europeo. 

Emerge una proposta di abolizione del trattato di Schengen, quantomeno per la gran parte dei paesi membri. La proposta sarebbe partita dall'Olanda e prevede i controlli alle frontiere per tutti, tranne che per i cittadini di Olanda, Belgio (?), Germania e Austria.

L'abolizione, anche solo temporanea, di Schengen sarebbe un colpo durissimo alla credibilità già traballante dell'Unione Europea, che di fatto rimarrebbe solo un'area di scambio di merci e finanza, facendo venire meno ancora di più le ragioni della moneta unica.

L'abolizione di Schengen, in una sorta di gioco al rimbalzo, servirebbe a giustificare la chiusura delle frontiere ai profughi e rifugiati politici: se per i cittadini europei vengono prese misure eccezionali di limitazione e controllo, ancora più sarebbero giustificati il divieto di attraversare le forntiere per i migranti e l'abolizione delle promesse accoglienza e solidarietà.

Nel frattempo, forse anche in modo strumentale per far crescere il clima di paura e accettazione delle limitazioni alle libertà personali, il Belgio proclama una sorta di coprifuoco generale, con misure di allarme eccezionale. Chiusi tutti i luoghi pubblici, manifestazioni sportive e culturali, le metropolitane, con " l'invito" a non fare assembramenti e a restarsene a casa, per timore di attentati come quelli avvenuti a Parigi.

 Di fatto è il coprifuoco modello Europa, che contraddice clamorosamente l'invito di politici e mass media di qualche giorno fa a "tornare alla normalità" nei luoghi di svago e turismo.

 

al-Qaeda vs ISIS, la gara del terrore

L'attacco all'hotel di Bamako, con 20 morti e l'eco del terrore rimbalzato in tutta l'Africa, dimostra che lo scontro interno al mondo dello jihadismo si risolverà in una gara a chi compie più stragi di occidentali, ma con tattiche diverse.

L'azione in Mali è stata rivendicata da al Morabitoon, affiliato di al-Qaeda ed è stata "salutata con favore" dal popolo jihadista di Twitter.

 La mappa delle basi dei gruppi pronti a scontrarsi o a cambiare bandiera, alleandosi con chi paga o dimostra di essere più forte.

 

Sembra che la tattica alqaedista, dopo le stragi di gennaio a Parigi, sia stata modificata e forse "patteggiata": concentrare gli attacchi su obbiettivi fuori dal territorio europeo, per evitare di superare la soglia di non ritorno che metterebbe in crisi gli schieramenti sul fronte siriano, dove i gruppi filo al Qaeda si scontrano con l'esercito di Assad.

L'Isis invece si concentra su obiettivi nel cuore dei territori europei/occidentali (compresa la Russia), ad alto impatto militare, emotivo, sociale e politico, che gli consentono di attirare "ammirazione" e denaro in tutto il mondo e in particolare dall'Arabia Saudita, pur esponendosi alla rappresaglia più dura.

Siamo in guerra ?

 Francois Hollande, il presidente francese più sbeffeggiato degli ultimi 50 anni, 

dopo la strage di Parigi ha dichiarato guerra all'ISIS/Daesh/Califfato/Islam e ha messo gli altri paesi di fronte alla scelta se schierarsi con lui oppure no.

Il più entusiasta e tempestivo è stato Putin, mentre Obama ha nicchiato. Le 28 nazioni dell'Unione Europea hanno unanimemente affermato il loro sostegno alla guerra che la Francia ha dichiarato, ma  resta un mistero in cosa consista il sostegno. Appoggio logistico, contributo economico oppure un vero e proprio coinvolgimento nelle azioni militari che l'esercito francese sta lanciando in Siria? E' una questione di rilievo, perchè comporta passaggi istituzionali e conseguenze sostanziali.

Si può essere d'accordo o contrari all'ipotesi di mandare un esercito in territorio siriano per combattere i terroristi dell'ISIS, purchè se ne valutino le implicazioni e le prospettive: se si dovesse giudicare dall'esperienza recente in Libia, in Iraq o Afghanistan, la risposta unanime sarebbe quella di non ripetere le stesse scelte perchè hanno avuto conseguenze ancora più destabilizzanti e distruttive.

Si potrebbe osservare che quando i curdi di Kobane avevano chiesto un aiuto militare contro l'attacco dell'Isis, gli stessi che oggi proclamano la guerra, allora avevano opposto ragioni geopolitiche e di opportunità ad un coinvolgimento aperto.

La tragedia delle popolazioni del Kurdistan, della Siria e dell'Iraq è sempre passata in secondo piano rispetto alle ragioni della diplomazia / convenienza.

I morti di Parigi pesano quanto quelli di Kobane, di Homs, di Aleppo o di Mosul e tutti chiedono che i terroristi siano sconfitti e neutralizzati. Ma soprattutto è necessario sconfiggere le ragioni del loro successo, che si fonda non solo sul terrore ma anche sulle ipocrisie e convenienze di molti governi e gruppi di potere.

Il G20 in Turchia è stato un esempio. Putin, che ha impiegato 15 giorni per ammettere l'abbattimento del A321 da parte dell'Isis, ha chiesto di essere "riabilitato", dimenticando Crimea e Ucraina (oltre che il sostegno ad Assad, concedendo di sostituire il macellaio siriano con un suo clone, con finte elezioni.

Molti paesi, tra cui la Francia, si sono dichiarati disposti a chiudere 3 occhi pur di appoggiare la proposta di Putin. 

Per non parlare di Erdogan, che ha utilizzato l'Isis per scatenare terrore e repressione pur di riprendersi il potere in Turchia.

E' comprensibile che la Francia voglia vendicare le vittime degli attentati di Parigi mandando aerei e soldati in Siria contro l'Isis. E' comprensibile che Hollande cerchi di risollevare le sue sorti politiche dimostrando di saper fronteggiare la minaccia terroristica, ma non si capisce ancora con chi e come voglia fare la guerra.

Lo stato di emergenza prolungato, la revisione della Costituzione per sopprimere "alcune" libertà individuali, la militarizzazione della società, la proclamazione dello stato di guerra sono davvero necessari per sconfiggere quelle decine di terroristi che hanno organizzato la strage di Parigi via playstation?

Un quesito per i partiti politici italiani: il sostegno alla guerra dichiarata da un paese equivale ad una entrata in guerra ?

I servizi di sicurezza sono insicuri

Dalle indagini sugli autori degli attacchi terroristici di Parigi emerge una verità allarmante: gli apparati di sicurezza, dotati di risorse enormi e mezzi sofisticati, non sono stati in grado di individuare la pericolosità di alcuni membri dei tre commando dell'Isis, pur avendo nei propri schedari tutti gli elementi per bloccarli.

Omar Ismail Mostefai, francese musulmano di 29 anni schedato per precedenti penali, aveva viaggiato tra la Siria, la Turchia e la Francia tra il 2013 e il 2014 ed è stato identificato tra quelli che hanno fatto strage nel teatro Bataclan.

Era così difficile pensare che non avesse viaggiato per motivi di affari in Siria, in un periodo in cui il paese era già un campo di battaglia ?

Quali sistemi di intercettazione e monitoraggio sono stati utilizzati per verificarne gli spostamenti e le frequentazioni? Le ipotesi sono due: o i terroristi hanno tecnologie e sistemi più avanzati di quelli degli apparati di sicurezza per spostarsi, comunicare tra di loro senza destare sospetti, oppure gli apparati di sicurezza sono insicuri.

Terroristi tra i migranti regolari dalla Siria

Il falso passaporto del terrorista proveniente dalla Siria, identificato dalle impronte come rifugiato.

Se la notizia che uno dei terroristi responsabili della strage di Parigi aveva un passaporto siriano regolarmente registrato in ingresso come profugo è vera, la polemica sarà molto più devastante di quanto già facilmente immaginabile. Alle vittime di Parigi si aggiungeranno sicuramente le migliaia di migranti che ora saranno rifiutati e a ritroso respinti verso la Siria.

Il Ministro degli Interni greco avrebbe confermato che il passaporto apparteneva ad un individuo entrato come profugo il 3 ottobre dall'isola di Leros e dotato di un permesso registrato per la circolazione in Europa.

Iniziano a delinearsi le responsabilità dei servizi di sicurezza francesi: uno dei terroristi sarebbe un cittadino francese già schedato dalla polizia.

 

Il piccolo sbruffone fiorentino

Il PIL dell'Italia è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre di quest'anno, contro lo 0,4 della Francia e lo 0,3 della Germania. La notizia è triste e carica di implicazioni che vanno al di là dei numeri. Perchè un giornale nazionale relega questo dato economico - fondamentale per giudicare se le politiche del governo e delle istituzioni monetarie (BCE in primis) sono efficaci o sbagliate - in un trafiletto ? 

Perché questi numeri sono impietosi nei riguardi non solo del governo italiano, sempre pronto a sbandierare l'ottimismo dei propri successi, ma anche del Mr. Whateverittakes, idolo degli editori di giornali, che da un anno si vantava di aver fatto ripartire l'economia europea con il suo QE.

Manovre finanziarie, jobacts, assunzioni, aumento della spesa e degli indebitamenti, tassi di interesse negativi, stampa di centinaia di miliardi di euro per ottenere lo zero-virgola qualcosa.

Di fronte alla realtà che smentisce profezie e promesse, i sostenitori dell'uno e dell'altro non trovano di meglio che minimizzare, negare e occultare.

Guai a chiedersi se la diagnosi e le medicine sono sbagliate. La colpa è della crisi dei paesi emergenti - Cina, Brasile ecc - che non "crescono" come dovrebbero per sostenere la domanda mondiale. L'inflazione "non cresce": e perché dovrebbe crescere se i redditi reali disponibili diminuiscono a vantaggio delle rendite finanziarie e dei profitti, i risparmi sono sequestrati a favore dell'indebitamento e quest'ultimo è a livelli storici mai visti perchè il denaro viene regalato soprattutto a chi non lo rimette nella produzione ma solo nei mercati finanziari? Possibile che la scomparsa di centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle banche europee non si traduca in ondate di panico e preoccupazione per altrettante persone di altri settori che una volta rappresentavano il ceto medio, colonna portante dei consumi?

Mr. Whateverittakes, sostenuto da tutta la Troika, ha già promesso che rincarerà la dose. Chi la dura la vince. Costi quel che costi. Prepariamoci ad accontentarci dello zerovirgolauno.

Catalogna, inizia la desconnexiò democratica

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Dopo la vittoria alle elezioni politiche del settembre scorso, https://www.menoopiu.it/post/Catalogna-sconfitto-il-modello-Troika il fronte catalano dei partiti e movimenti favorevoli alla secessione tira dritto e porta il Parlament ad approvare una mozione che di fatto inizia il percorso indipendentista.

La TROIKA è molto preoccupata e farà pressioni soprattutto sul partito Socialista e Ciudadanos affinché si dichiarino disponibili ad un governo di coalizione con Rajoy"per la Spagna", prima delle prossime elezioni di fine mese, in chiave anti Catalogna.

Ecco cosa accade dopo il voto di lunedì: http://www.lavanguardia.com/politica/20151109/54438729485/que-pasara-catalunya.html

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da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9).

Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis.

La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA.

Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321.

Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden.

Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai.

Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.

il nuovo mistero del A321 russo

 

aggiornamento 8/11/2015: The Sunday Times riporta

Plane bombing mastermind unmasked as Egyptian cleric

"The group’s frontman, Abu Osama al-Masri, an Egyptian cleric, brokered a pact with Isis last year in Syria.

 

Whitehall officials confirmed this weekend that Masri is a “person of interest” and that Britain would help Egypt or Russia in a “kill or capture” mission. Such a move could involve the deployment of the SAS to Egypt"

http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/Terrorism/article1630319.ece

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https://www.menoopiu.it/russia_A321_2015.mp4

Un nuovo mistero si aggiunge a quello, ormai risolto, della distruzione del A321 russo con 224 vittime innocenti.

Non ci sono più dubbi ormai che l'aereo è precipitato dopo un'esplosione a bordo, come menoopiu Blog aveva ipotizzato fin dal primo giorno.

Putin lo ha ammesso indirettamente, con la sospensione di tutti i voli civili sul Medio Oriente e sull'Egitto, mentre Al Sisi è rimasto unico e deriso a sostenere la tesi del guasto meccanico. Si scopre che nel luglio scorso il suo esercito nel Sinai per poco non abbatteva con un missile un aereo civile britannico.

Per il dittatore egiziano la morte dei 224 passeggeri causata dalla carente sicurezza dello scalo di Sharm el Sheikh è un rovescio politico-militare incredibile che ha azzerato in un colpo solo tutta la scenografia dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez.

Chiarite le cause del disastro, resta da sciogliere i dubbi su chi è stato: l'Isis è ovviamente il principale, se non unico, indiziato.

Ma resta un mistero il motivo della mancata rivendicazione da parte del gruppo terroristico legato allo Stato Islamico. Poche ore dopo la  notizia del disastro, una rivendicazione attribuiva all'Isis l'abbattimento, senza precisare i dettagli.

Il documento postato via Twitter si rivelava un falso.

Perché non c'è ancora una rivendicazione credibile ? 

Alcune spiegazioni : Assessing IS’ Claim of Responsibility for the Russian Plane Downing in Egypt

sono ancora ipotesi 

Le verità nascoste attorno all'aereo russo

resti aereo russoIl 31 ottobre scorso, a poche ore dalla notizia della tragica sorte dell'aereo russo in volo sul Sinai, i lettori di "menoopiù Blog" hanno potuto apprendere che l'ipotesi più probabile era quella del sabotaggio, ovvero dell'attentato terroristico da parte dell'Isis.

Mentre le autorità egiziane e russe diffondevano voci su SOS dell'equipaggio e guasti all'aereo dovuti alla cattiva manutenzione, in realtà già sapevano che la verità era un'altra: qualcuno era riuscito a piazzare un ordigno a bordo dell'aereo. Le immagini da satellite (americano) lo confermano, così come l'analisi dei reperti e dei primi responsi della scatola nera.

Perché ci sono voluti più di tre giorni per iniziare a far emergere la verità ? 

Perché i mass media russi continuano a diffondere opinioni contrarie all'ipotesi terroristica ? 

Russia Today (RT) è in prima fila nel negare le evidenze e mette in bocca ad "esperti" dell'aviazione civile che "The explosion of the engine could have caused the Russian plane crash as it went down right after finishing the climbing stage, when the engines are under the most stress."

oppure 

"There is a possibility that the aircraft could have collided with some other object – I’m thinking, in particular, unmanned aerial vehicles or drones may have been operated in that area to gather intelligence by different authorities… We know it was a conflict area. We know that drones can achieve that kind of altitude”

Per il governo russo qualsiasi ipotesi, anche la più inverosimile, va bene se serve a negare l'evidenza che si sia trattato di un attentato.

Perché ?

Perchè la tragica morte di 224 passeggeri - quasi tutti russi - è un colpo durissimo per la campagna militare e politica che Putin pensava di realizzare in Siria.

Nei primi giorni dell'intervento russo contro le basi Isis, ma non solo, la propaganda di regime aveva fatto sfoggio di grande sicurezza e orgoglio nazionale, proponendo le immagini di un'aviazione militare vincente e moderna, con la precisione chirurgica, tante volte sbandierata dagli americani, che veniva messa al servizio della nobile causa della guerra al terrorismo Isis. La mossa di Putin sembrava avere solo punti di vantaggio e nessun rischio, consentendogli di rafforzare la posizione strategica della Russia in Medio Oriente.

La bomba sul A321 è una mazzata che riporta l'opinione pubblica a confrontarsi con la dura realtà: l'Isis combatte la sua guerra su tutti fronti e può colpire gli inermi civili in qualsiasi momento: i cittadini russi, che pensavano di assistere alla guerra davanti alla televisione, ora partecipano ai funerali dei connazionali civili e militari, ma sono disposti davvero ad accettare questa terribile realtà ?

Oppure c'è il rischio che riaffiorino i fantasmi dell'Afghanistan, delle migliaia di morti nascosti dal regime, fino alla ritirata umiliante ?

Perché i russi dovrebbero morire e pagare dure conseguenze per appoggiare il regime di Assad ?

La trionfante campagna di Siria di Putin è a rischio, perché il terrore dell'Isis ha dimostrato di potersi muovere e colpire ovunque, anche in un territorio militarizzato come quello egiziano: quanti adepti dello Stato Islamico ci sono in giro per il mondo ? infiltrati nel personale di terra degli aeroporti in grado di piazzare una bomba nella stiva o nei motori degli aerei prima del decollo? sarebbe una minaccia invisibile e costante, in grado di paralizzare buona parte del traffico aereo civile o di far pagare a vittime innocenti il prezzo del ricatto politico.

Ecco perché la verità fa paura ai russi ma non solo.

Cosa esplode nella centrale nucleare di Doel

Nella notte del 31 ottobre qualcosa è esploso all'interno del reattore 1 della centrale nucleare di Doel in Belgio. Dopo l'esplosione si è alzata una colonna di fumo, di cui non si conosce la composizione, e i tecnici avrebbero spento rapidamente le fiamme.

Secondo le informazioni rilasciate dalla Electrabel, la società che gestisce l'impianto, il reattore dove è avvenuto l'incendio non conteneva combustibile nucleare, perché era in "spegnimento" essendo scaduto il tempo di licenza operativa di 40 anni.

Ma quello che sconcerta è l'assenza di informazioni su come stia avvenendo lo "spegnimento" del reattore e di quali siano i rischi per le popolazioni circostanti - diversi milioni di abitanti e attività industriali nel raggio di 30 chilometri.

L'impianto nucleare di Doel era stato già al centro di un misterioso caso di sabotaggio oltre un anno fa, e si fece anche l'ipotesi di un attentato terroristico. Dopo pochi mesi, un altro caso misterioso vide protagonista un drone, intercettato mentre volava sui reattori di Doel.

Nè la società Electrabel, nè le autorità belghe hanno informato l'opinione pubblica sui rischi e sulle conseguenze di quanto accaduto. La verità - taciuta - è  che non sanno cosa dire soprattutto in merito a quali siano i procedimenti per la chiusura e lo smantellamento dei "mostri" nucleari ormai troppo vecchi per continuare a funzionare.

Arrivano al pettine le questioni sollevate in passato dai movimenti antinucleari in materia di smantellamento delle centrali e di stoccaggio dei combustibili spenti, ed è per questo motivo che l'esplosione di Doel pone gravi interrogativi a cui le autorità europee dovrebbero immediatamente rispondere.

 

Dalla Turchia la prossima ondata di rifugiati politici

Dopo il "voto" con cui Erdogan si è ripreso il controllo del Parlamento (già previsto questa mattina), la Turchia si appresta a vivere un periodo ancora più cupo ed incerto. Erdogan potrà imporre il suo disegno costituzionale di stato islamico presidenziale, alleandosi con l'estrema destra e andando allo scontro con la parte del paese, sia turco che curdo, che vuole autonomia e democrazia. 

Inizierà la resa dei conti finale con gli oppositori, un'ondata di repressione contro ogni forma di dissenso.

Il PKK troverà legittimazione ancora più forte alla sua guerra per l'indipendenza, e l'Isis cercherà di approfittarne per giocare la sua partita del terrore in una prateria aperta alle sue infiltrazioni. Chi pensa che la vittoria di Erdogan chiuda la lunga fase di instabilità si illude. Il patto sociale con cui Erdogan ha costruito il suo potere non ha più le condizioni oggettive per esistere, per la crisi economica e per l'incertezza geopolitica.

I turchi hanno votato Erdogan perché stremati e impauriti, non perché  credano di poter ripetere il boom dello scorso decennio. L'impero Ottomano che gli viene prospettato è una tragica bufala, e quando si accorgeranno di essere al centro di uno scontro internazionale senza precedenti, le reazioni potrebbero essere imprevedibili.

Prepariamoci alla prossima ondata di migliaia di migranti turchi.

Le responsabilità della Merkel, che ha apertamente fiancheggiato Erdogan fino a pochi giorni prima del voto, sono enormi.

Ecco come Erdogan vince le elezioni

Stragi e bavaglio sono il metodo con cui Erdogan pensa di liquidare l'opposizione e vincere le elezioni del 1 novembre, con il silenzio-assenso dell'occidente.

 

http://www.hurriyetdailynews.com/editorial-policy-of-gulen-linked-dailies-turns-180-degrees-after-caretakers-take-over-.aspx

"The editorial policy of dailies Bugün and Millet, which belong to the Koza İpek group that recently was assigned caretakers by the government, have changed their editorial policy in one night, going from anti-government to pro-government. Meanwhile, journalists, whose names were handed to the police standing at the headquarters in Istanbul, were not allowed inside the building and were fired. "

 I sondaggi commissionati da Erdogan sull'esito delle quinte elezioni in 18 mesi mostravano una situazione ancora di stallo, con l'AKP (partito di Erdogan) ottenere la maggioranza ma senza i seggi sufficienti per governare da solo. Per questo il dittatore turco ha deciso di dare una svolta ancora più autoritaria contro l'opposizione e la stampa libera.