Claudio Ranieri dilly-ding dilly-dong

Il Leicester City, che fino a due anni fa giocava nel fango della serie B inglese, è a tre passi dalla vittoria in Premiere League, con una squadra di ragazzotti da oratorio allenati da Mr Nemo Propheta in Patria Claudio Ranieri, finanziata da una società asiatica di Vichai Srivaddhanaprabha.

E' la favola di Cenerentola che anche nel calcio miliardario-televisivo qualche volta si trasforma in realtà. La formula magica di Ranieri per mutare i rospi in cavalli bianchi: "dilly-ding, dilly-dong"

The Guardian:

http://www.theguardian.com/football/2016/apr/29/claudio-ranieri-gentle-man-leicester-city-premier-league

Domani Ranieri si gioca la sua favola contro il mito del Manchester United. 

Qualcuno ha cominciato a gufare contro il Leicester, perchè una sua vittoria in Premier League porta pochi soldi all'industria calcistica e potrebbe addirittura favorire lo schieramento del Brexit: dilly-ding, dilly-dong Ranieri, le sorti dell'Europa si incrociano con le speranze di Leicester City.

Ad ALEPPO c'era un ospedale

L'ospedale di Medicins sans Frontiere era rimasto in piedi tra le macerie di Aleppo. Rimanere in piedi, mentre tutto crolla e si frantuma, per salvare persone, dignità e speranze. Ora hanno distrutto anche l'ospedale, con decine di morti tra civili e medici, uniformando il paesaggio di distruzione. Hanno colpito l'ospedale in modo premeditato, perchè non c'era altro da distruggere, se non la tenacia di chi ancora tentava di sottrarre qualcuno alla morte.

E' un atto di barbarie crudele e stupido, l'ennesima riprova della violenza cinica che circonda la guerra in Siria. 

 

"Gli ospedali non sono un bersaglio". RITWITTA la nostra denuncia http://bit.ly/1XWYLhu   

 

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https://www.menoopiu.it/post/Siria-escalation-del-terrore

 

L'incubo di Draghi si chiama Kuroda

Mentre gli opinionisti commentano l'ultima intervista di Mario Draghi alla Bild cercando di interpretarne le implicazioni nello scontro con il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, la vera minaccia alla credibilità della BCE viene dal Giappone.salva banche what ever it takes

Il collega giapponese  di Draghi, Haruhiko Kuroda, ha toccato con mano cosa significa fare promesse e non mantenerle, in particolare quelle che interessano gli squali finanziari assetati di "manovre" che gli permettano di speculare su tutto.

E' bastato che Kuroda lasciasse immutato il quadro di misure monetarie - già oltre livelli mai visti - e i "mercati" delusi dalla mancata pioggia di denaro lo hanno messo sotto pressione.

Non c'è più nessuno tra gli analisti economici che dubiti della incompetenza del giapponese, che da tre anni promette -  a suon di trilioni di dollari - di risolvere la crisi deflattiva senza riuscirci. Non ci crede più nemmeno il suo padrino Abe, che ora dovrà sostituirlo con qualcuno meno imbarazzante.  

L'ultima trovata di Kuroda era stata quella di copiare Mario Draghi con i tassi negativi sui depositi (chi risparmia deve pagare chi si indebita) ma tutto continua come prima. 

Per un banchiere centrale è come ricevere una lettera di licenziamento per giusta causa.

MarketWatch: "Bank of Japan boss Kuroda shocked markets by not launching more stimulus.

“It is hard not to feel sorry for the Bank of Japan,” said IG’s Chris Beauchamp in a note. “It has tried unconventional policy once this year, and it didn’t work. Now it has tried to be unconventionally conventional, sitting on its hands, and this hasn’t worked either.”

Ed ecco allora che sorge il dubbio:  Draghi, che ha fatto le stesse inutili e rischiose manovre di Kuroda, farà la stessa fine del giapponese ?

Fin quando si tratta di rispondere alle melense domande dei giornalisti, Draghi ha vita facile e può persino permettersi di raccontare la favola che lui non fa politica, ma obbedisce alle leggi - e si permette di minacciare gli inglesi in caso di Brexit ! 

Ma ad un certo punto gli squali gli chiederanno di più, come lo hanno chiesto a Kuroda, pronti ad azzannarlo se dovessero rimanere delusi.

 

Foreign Office, i servizi segreti egiziani hanno ucciso Regeni

Il Foreign Office della Gran Bretagna ha chiesto ufficialmente al governo egiziano di indagare sulle responsabilità dei servizi segreti per l'omicidio di Giulio Regeni.

"Following consultation with the Italian government, we raised the investigation into Regeni’s murder with the Egyptian authorities on a number of occasions. In these conversations, we called for a full and transparent investigation and full cooperation with the Italian investigators"

"We are aware of allegations that the Egyptian security forces were responsible for the murder of Regeni. These are unproven, but we urge the Egyptian authorities to consider every possible scenario as they investigate"

Per tutta risposta il regime di Al Sisi ha lanciato una campagna di repressione ancora più feroce: è stato arrestato Ahmed Abdallah, Regeni, arrestato in Egitto consulente della famiglia: "Liberatelo"presidente del consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, ong che offre consulenza ai legali della famiglia Regeni. L'accusa è promozione del terrorismo.

 

Assieme a lui, sono stati arrestate decine di persone, giornalisti e attivisti per i diritti civili, tra cui Sanaa Seif e l'avvocato Malek Adly.

 

La Fiera del TTIP ad Hannover

Obama è ad Hannover per piazzare il TTIP agli europei, che da sinistra e da destra non lo vogliono. Ma a lui interessa  solo convincere le burocrazie e gli apparati di governo, prima che scada il suo mandato. 

A vedere sui giornali tedeschi le foto dei teneri sguardi e  abbracci di Merkel-Obama sembrava che il gioco fosse fatto,  e invece è arrivato il siluro contro Obama della BILD, il giornale nazional-popolare di Merkel e soci, che pubblica in prima pagina un'intervista esclusiva a Karl Theodor Zu Guttemberg, ex ministro del governo Merkel dimessosi per lo scandalo della tesi di laurea copiata, ma molto apprezzato nell'elettorato CDU-CSU. 

Il titolo dell'intervista della BILD è uno schiaffo all'ospite americano: Perchè Obama ha deluso il mondo, ed è un'avvertimento alla Merkel: "cerca di non farci perdere altri voti, il TTIP conviene solo ad Obama"

 

L'Austria è già fuori Schengen

La carica di Presidente della Repubblica in Austria conta quasi nulla sul piano dei poteri istituzionali,

ma il voto del 24 aprile ha comunque un significato politico inequivocabile: il cuore benestante e moderato dell'Europa cerca soluzioni estreme o comunque diverse da quelle tradizionali offerte da socialdemocratici e popolari, blocco dominante del Parlamento Europeo e della politica in generale.

Norbert Hofer del FPOE di destra riceve il 36% dei voti, al secondo posto il candidato indipendente - ex Verdi  - Alexander Van der Bellen prende la metà dei suoi voti, e  l'altra candidata indipendente Irmegard Griss - ex socialdemocratica -  arriva terza. E' probabile che al secondo turno di ballottaggio del 20 maggio si creerà un ampio fronte anti-Hofer a favore di Van der Bellen, ma in ogni caso sarà un voto contro i partiti tradizionali, nella scia di molti altri paesi europei, con al centro il problema dei flussi di migranti ( chiusura delle frontiere, fine di Schengen, blocco del Brennero) e la crisi economica che si fa beffe dei soldi fasulli di Draghi.

Il voto austriaco dimostra che la svendita dei diritti dei migranti, come l'accordo UE-Turchia, non solo non serve a placare la paura di essere invasi ma  rafforza chi chiede barriere e muri sempre più alti.

Tra qualche settimana si vota in Gran Bretagna, e il prossimo anno in Germania, senza dimenticare che la Spagna e l'Irlanda, che hanno già votato, sono ancora senza governo.

L'Austria non è di destra, è soltanto molto esasperata, come tutto il resto dell'Europa.

Zhao Wei

Zhao Wei è stata arrestata a metà gennaio 2016 a Pechino e da allora si sono perse le sue tracce. Zhao Wei ha meno di venticinque anni, ha sempre studiato, si è laureata in giornalismo e ha cercato di capire cosa sono i diritti civili, ma per il regime di Xi Jinping è una pericolosa sovversiva, in grado di "sovvertire i poteri dello Stato".

Zhao Wei 赵威 , Crime: Subversion of state power - Length of Punishment: N/A - Court: N/A - Trial Date: N/A - Sentencing Date: N/A - Dates of Detention/Arrest: July 10, 2015 (detained); January 8, 2016 (arrested) - Place of Incarceration: Tianjin No. 1 Detention Center

Zhao Wei, also known by her screen name Kaola (考拉), is an assistant for lawyer Li Heping (李和平) at Globe-Law Law Firm in Beijing. Zhao, Li, and his other assistant, Gao Yue (高月), were detained as a part of nationwide crackdown on human rights lawyers and activists. A dozen unidentified men forcibly seized Zhao and her roommate from their residence on July 10, 2015. Zhao’s family did not receive notification about her situation until her lawyer confirmed in late July that she was criminally detained at Hexi District Detention Center in Tianjin Municipality. Zhao, whose lawyers have been denied any visitation, was initially held on suspicion of “creating a disturbance” and a crime in the category of “endangering state security,” which was later confirmed to be “inciting subversion of state power.” She was later arrested on suspicion of “subversion of state power”—an even more serious “political” offense—and is being held at Tianjin No. 1 Detention Center.

Born on October 20, 1991, Zhao Wei graduated with a journalism degree from Jiangxi Normal University in 2013. According to her family and friends, Zhao has always been passionate about social justice and concerned about marginalized groups. In 2012, she and activist You Minglei (游明磊), now her husband, distributed leaflets that promoted democracy to students at Zhao’s university. Afterwards, police interrogated Zhao Wei while You Minglei was arrested on “subversion of state power” but released a week later after an online outcry. Zhao joined You Minglei and became a cyber activist in Fujian Province and befriended prominent netizen Wu Gan (吴淦), who became a special advisor for Fengrui, the law firm most heavily targeted in the July 2015 crackdown. Zhao Wei, You Minglei, and several other Fuzhou activists were all briefly detained in October 2013 after meeting for dinner. In May 2014, Zhao and Liao Minyue, the daughter of imprisoned Jiangxi activist Liu Ping (刘萍), initiated an online campaign about the 1989 pro-democracy movement following the detention of Pu Zhiqiang (浦志强) and several others who attended a private gathering about June Fourth. Fujian national security officers later questioned Zhao after she and Liao gave an interview to the Japanese broadcaster NHK about the “90s Generation” of activists who grew up after 1989.

In October 2014, Zhao Wei began to work as an assistant for Li Heping, and later took part in at least two human rights campaigns for families and victims of wrongful convictions, one in March 2015 near Beijing and another in May 2015 in Jiangxi.

Obama in cerca di un nuovo lavoro

Obama si avvia a chiudere - mancano sei mesi alle elezioni del successore - senza suscitare  rimpianti, con un livello di consenso interno inferiore al 50%.

 

E' probabile che negli ultimi sei mesi cercherà di rimettere in sesto la sua immagine di presidente che ha suscitato tante speranze e altrettante delusioni, non fosse altro perché uscire a testa alta gli gioverebbe nella ricerca di un nuovo lavoro.

Per non smentirsi è andato a fare visita al maggiordomo Cameron, a meno di due mesi dal referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'unione europea - Brexit, pensando di dargli una mano ma scatenando invece un gran putiferio.

"Fuori dall'europa sarete back of the queue - in fondo alla coda - per fare affari con gli Stati Uniti" : in queste poche parole Obama ha riassunto la concezione servile alla base dei trattati economici USA Europa - il TTIP,  in cui gli europei sono visti come dei questuanti ai piedi dell'impero, e Londra deve decidere che posizione occupare nella coda, in testa, in mezzo o in coda alla coda.

Le parole di Obama sono suonate come una minaccia, uno schiaffo alla maestà anglosassone, piuttosto che un aiuto a Cameron, anche se dall'altra parte non mancano gli imbec.... come il sindaco di Londra Boris Johnson, per riequilibrare il gioco di chi le spara più grosse.

President Obama’s Brexit intervention insults the British people, scrive Nile Gardiner , Direttrice del Margaret Thatcher Center for Freedom at the Heritage Foundation in Washington, DC.

"President Obama has been no friend to Britain. His presidency has overseen the weakening of the Special Relationship, a byproduct of Obama’s general lack of respect for America’s allies. In many respects, Barack Obama has been the most anti-British US president of modern times, siding with Argentina over the Falklands, removing a bust of Sir Winston Churchill from the Oval Office, calling France America’s “strongest ally”, and even snubbing the funeral of Margaret Thatcher. .."

In ogni caso Obama ha messo in chiaro, anche ai più ciechi laburisti europeisti, che l'unico interesse che gli USA hanno verso l'Unione Europea con dentro la Gran Bretagna, è il TTIP, il trattato economico che consentirebbe alle aziende multinazionali USA di fare più di quanto stanno già facendo.

La  gran bretagna come base e avamposto USA per occupare l'Europa, ovvero lo sbarco in Normandia del TTIP.Demonstranten versammeln sich auf dem Opernplatz in Hannover und halten Anti-TTIP-Schriftzüge in die Höhe. © dpa - Bildfunk Fotograf: Christian Charisius

 

Prima dello scacchiere europeo, l'imperatore al capolinea aveva fatto tappa in Arabia Saudita, per cercare di mettere una pezza alla disastrosa evoluzione dei rapporti politici ed economici con i tiranni locali. 

Il risultato della visita è stato riassunto nella minaccia degli arabi in merito alla richiesta del congresso USA di desecretare i documenti che proverebbero la complicità saudita nell'attentato delle Torri Gemelle del 11 settembre 2001.

"Se vi azzardate a scoperchiare la verità, metteremo in vendita 750 miliardi di titoli di Stato americani", ovvero, caro Obama, ricordati che non solo abbiamo finanziato Al Qaeda ma tuttora siamo vostri finanziatori/creditori per una montagna di soldi", quindi attento a quello che fai...

Cosa credete che farà Obama, sapendo che tra qualche mese dovrà cercarsi un nuovo lavoro ?

 

Omicidio Regeni, la verità nebulizzata

La notizia diffusa dalla  Reuters sull'omicidio di Giulio Regeni (Egitto, Regeni detenuto da polizia prima di omicidio, http://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN0XI20J) va letta tra le righe.

Sarebbero 6 le fonti egiziane ufficiose che hanno ricostruito le prime fasi del sequestro di Regeni da parte della polizia e del successivo trasferimento in un luogo gestito dai servizi segreti di sicurezza.

Le sei fonti sono di diversa provenienza: servizi segreti egiziani e polizia interna, come a dire che non si tratta di una sola versione, e pertanto le nuove rivelazioni sono ancor più attendibili e provate di quelle trapelate alcune settimane fa (https://www.menoopiu.it/post/La-verita-vera-sullomicidio-Regeni).

" ... tre agenti dell'intellingence e tre fonti investigative hanno confermato in maniera indipendente a Reuters che la polizia aveva preso in custodia Regeni prima della sua morte. Alla domanda se sia stato portato alla stazione di polizia di Izbakiya al Cairo, come riferito da alcune fonti, un funzionario del ministero dell'Interno ha detto di non voler rispondere .."

Significa che una parte dei servizi egiziani ha mantenuto aperto un canale di comunicazione con le autorità italiane ? che è in atto uno scontro interno agli apparati di regime di Al-Sisi ? 

Oppure, più semplicemente, da entrambe le parti si prende atto dei rispettivi vincoli e si cerca una via di uscita : si sta cercando di "nebulizzare la verità" in modo da farla "intravedere" senza però materializzarla in un unica immagine, in un unico corpo di procedimenti e atti ufficiali. E' una verità frazionata in tante piccole parti, che si negano e si ammettono senza approdare a nulla di definitivo,  per far passare il tempo necessario a decantare la situazione e riprendere gli affari come prima. 

Il governo Renzi ha già mandato segnali in tal senso, tramite le sue avanguardie verdiniane: gli interessi economici tra Italia ed Egitto sarebbero troppo grandi ed importanti per poterli piegare alle ragioni della verità sui diritti umani. E poi, se gli italiani non chiudono un occhio, ci sono sempre i francesi che ne chiudono due, come ha dimostrato la recente visita di Hollande ad al-Sisi.

 

Referendum affluenza al 30% è sconfitta di Renzi

Date le premesse e le condizioni, l'affluenza al voto sulle "trivelle" oltre il 30% rappresenta una sconfitta politica importante per Renzi e il PD.

1) Si è trattato di un referendum non abbinato ad altre elezioni (quindi senza effetto "traino"),

2) Renzi puntava su un'affluenza intorno al 20%, avendo "speso" le sue dichiarazioni di astensionismo attivo,

3) Il governo avrebbe dovuto cercare una mediazione con i 9 Consigli Regionali che hanno proposto il referendum (si tratta di istituzioni, a cui si sarebbe potuto concedere l'autonomia decisionale sulla materia delle "trivelle") anzichè andare allo scontro.

4) Renzi ha frantumato ancora di più il PD, schierandosi anche contro le regioni amministrate da suoi esponenti, e si è appiccicato l'etichetta indelebile del partito dei petrolieri, che di questi tempi non porta molte simpatie. A poche settimane dal voto nelle città più importanti d'Italia, quel divario tra il 20% sperato da Renzi e il 32% ottenuto dai  promotori del referendum lancia un segnale sinistro per i candidati renziani.

Renzi è proprio sicuro di avere vinto ?

 

 

A casa da FRANCESCO

Papa Francesco fa lezione di diritto e di solidarietà all'aperto, sull'isola di Lesbo, tra i migranti sopravvissuti all'orrore della guerra siriana, e torna a Roma con tre famiglie musulmane come esempio di speranza concreta.

L'Europa dei politicanti invece mercanteggia con Erdogan e studia soluzioni per fare affari sulla pelle dei profughi.

MERKEL umilia la Germania

Il caso dello sconosciuto comico Böhmermann che sarà processato per aver fatto satira sul dittatore turco Erdogan è un colpo durissimo alla credibilità politica della Merkel e della Germania.

Der Spiegel Online : 

Erdogan and the Satirist: Inside Merkel's Comedy Conundrum

 Prior to the scandal, Böhmermann had led a niche existence in Germany's media landscape, but now everybody in the country knows who he is. The 35-year-old has triggered an affair of state, one which has served to demonstrate just how limited Chancellor Angela Merkel's power really is. And how absurd German law can be. If Böhmermann intended to show just how powerful satire can be, he has been incredibly successful.

The poem includes references to "goat fucking" and "oppressing minorities." It calls Erdogan "dumb as a post, cowardly and uptight" and "perverse, lice-ridden and a zoophile." "Kicking Kurds, beating Christians all while watching child porno films." It goes on in that vein.

 The satirical verses drove a wedge through the country. Böhmermann managed to demolish a nationwide consensus that hadn't really been up for debate for years: What are the limits of humor? For Böhmermann, though, consensus generally isn't the solution; it is the problem. He views consensus as poison.

The real provocateur, of course, is Erdogan himself, the man who is Böhmermann's target and the man who is making life extremely difficult for Chancellor Merkel. And his provocations have nothing funny about them. It is a context that cannot be forgotten when discussing the insulting poem that Böhmermann composed.

Those who criticize Erdogan are, depending on the circumstances, accused of being "terrorists," "traitors," "provocateurs" or "agents" of a foreign power. In a country where the majority is politically illiterate and gets its information from pro-government television, most people believe the dominant narrative of an evil world trying to keep Turkey in its place. In such an atmosphere, it is even possible for a schoolchild to be prosecuted over an ill-considered Facebook post.

  

Ferma le trivelle, evita il disastro

Il 20 aprile 2010 la "trivella" DeepWater Horizon della British Petroleum esplose uccidendo 11 lavoratori. Dalle tubazioni il petrolio continuò a fuoriuscire fino al 15 luglio, creando una enorme marea nera che distrusse l'ecosistema della costa della Louisiana.

 Era considerato un gioiello della tecnologia petrolifera, ha lasciato uno strascico di danni calcolati in oltre 20 miliardi di dollari.

Domenica 17 aprile ricordatene:  vai a votare al Referendum e vota SI per fermare le trivelle italiane e le cricche di politicanti ed affaristi che si arricchiscono distruggendo l'ambiente e l'economia.

Nasce Demosistō - 香港眾志)

Joshua Wong, il ventenne che ha sfidato la Cina dando vita insieme ad altri al movimento Occupy Central, fonda il partito  Demosistō che chiederà l'autodeterminazione per Hong Kong. "Questa è la nostra proposta politica più importante", ha detto alla CNN. "Se noi non combattiamo per l'autodeterminazione, il Partito comunista cinese determinerà il nostro futuro." 

Il primo obiettivo del nuovo partito politico sarà quello di allargare il consenso oltre gli studenti e i giovani e partecipare alle elezioni amministrative a fine 2016, elezioni controllate dal partito comunista secondo i criteri di "un paese, due sistemi", in cui a Hong Kong è concessa una parziale autonomia dalla Cina. "Il tempo è dalla nostra parte", ha detto Wong. La scelta di "Demosistō" come nome del partito ha creato confusione e attirato un certo numero di critiche. In un post su Facebook, i fondatori spiegano che il nome deriva da "demo", la radice greca di "democrazia" e dal latino "Sisto", "stare in piedi "."

Demosistō, perseverante. 

In Cina il regime pochi giorni fa ha condannato al carcere quattro simpatizzanti del movimento nato a Hong Kong nel 2014, con l'accusa di aver "incitato alla sovversione contro i poteri dello stato".

 

Omicidio Regeni, Hollande fa affari con Al-Sisi

La retorica dell'europeismo mostra il suo vero volto: nel pieno dello scontro Italia-Egitto per accertare la verità sull'omicidio di Giulio Regeni, il presidente francese Hollande ne approfitta per andare a vendere armi ad Al-Sisi, il dittatore responsabile di torture e omicidi.

 

 

 

 

 

 

 

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/190994/Egypt/Politics-/Highlevel-French-delegation-arrives-in-Egypt-ahead.aspx

Hollande is expected to visit Cairo on 18 April, a trip that was announced in December 2015. The French delegation will stay in Egypt for four days. .... Egypt has been developing closer ties with France in the last two years. The countries have signed numerous military deals, including the purchase by Egypt of 24 Rafale fighter jets and a multipurpose frigate in June. Leaders of both countries have agreed on the importance of global cooperation to fight terrorism. 

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http://www.defensenews.com/story/defense/policy-budget/industry/2016/04/06/egypt-france-fighter-jet-frigate-satellite/82695674/

Egypt and France plan to sign agreements for the purchase of weapons that include fighter aircraft, navy vessels and a military satellite communication system worth €1 billion (US $1.1 billion) during the forthcoming visit of French President Francois Hollande to Cairo, according to French news site La Tribune.

La Tribune reported that the deal, which is expected mid-April, will include the sale of four new navy vessels worth up to €400 million by French naval defense equipment manufacturer DCNS. Two GOWIND corvettes are reported to be part of the upcoming sale.In terms of the deal, Airbus and Finmeccanica group member Thales Alenia Space will jointly supply the Egyptian defense force with a military satellite communication system worth €600 million.

The deals are expected to be signed during a visit to Egypt by Hollande on April 18. La Tribune said the signing during Hollande's visit to Cairo on April 18 would cap months of negotiations on the military acquisitions between the French and Egyptian governments.

If confirmed, the sale would bring the number of GOWIND corvettes supplied by DCNS to the Egyptian Army to six following the delivery of four variants in 2014. The Egyptian Navy has been negotiating with France for the sale of two military satellite systems for over two years.The deal has previously been called on and off a couple of times amid reports that Russian and South Korean companies had offered cheaper alternatives to the French system.

The Egyptian-French defense relationship has blossomed since February 2015 when Cairo purchased 24 Rafale fighters, a frigate and missiles. In October last year, France sold two Mistral helicopter carriers to the Egyptian Navy after cancelling an earlier deal with Russia in line with European Union sanctions imposed on Russia to protest its alleged involvement in Ukraine.

Se l'Europa dei popoli esistesse davvero, a nessun capo di governo europeo verrebbe in mente di incontrare il dittatore di un paese dove la polizia segreta ha assassinato un giovane europeo.

Ma a Hollande interessa ben poco dell'Europa dei popoli e dei giovani: lui rappresenta quella degli affaristi, dei banchieri e dei politicanti.

La visita del presidente francese in Egitto, dopo l'omicidio di Giulio Regeni, è un atto di sciacallaggio affaristico contro gli interessi e la dignità dei cittadini europei. 

C'è da augurarsi inoltre che Renzi faccia le dovute rimostranze e impedisca a Finmeccanica di associarsi all'affare.

Omicidio Regeni, richiamato l'ambasciatore dal Cairo

Un comunicato del Ministero degli Esteri italiano annuncia il richiamo dell'ambasciatore al Cairo, prendendo atto che gli egiziani inviati a Roma da Al Sisi continuavano a raccontare infami bugie sull'omicidio di Giulio Regeni, torturato e assassinato  dagli apparati polizieschi del dittatore.

"Il Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ha disposto il richiamo a Roma per consultazioni dell'Ambasciatore al Cairo Maurizio Massari. La decisione fa seguito agli sviluppi delle indagini sul caso Regeni e in particolare alle riunioni svoltesi a Roma ieri e oggi tra i team investigativi italiano ed egiziano. In base a tali sviluppi si rende necessaria una valutazione urgente delle iniziative più opportune per rilanciare l'impegno volto ad accertare la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni."

 Ma l'Egitto afferma di non aver ricevuto notifiche sul richiamo dell'ambasciatore italiano, secondo Ahramonline:

 Egyptian foreign ministry's spokesman, Ahmed Abu Zeid, said the ministry hadn't been notified officially about the recall, and did not know the reasons for the decision, "particularly as no statement has been issued yet regarding the results of the meeting between the Egyptian and Italian investigation teams looking into the case of the murder of Italian student Giulio Regeni."

 

https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-Regeni-la-versione-ufficiale

Cameron e Xi Jinping si incontravano a PANAMA

David Cameron ammette di avere evaso le tasse fino a pochi mesi prima di diventare capo del governo. Xi Jinping non parla ma censura, cioè conferma le verità dei PANAMA Papers.

Sotto l'incalzare della stampa britannica, dopo le rivelazioni sugli affari del defunto padre nei paradisi offshore, David Cameron ha iniziato a confessare: aveva una quota dal 1997 al gennaio 2010 di 31.500 sterline in una società intestata al padre, la Blairmore Investment Trust,  che non ha mai pagato le tasse. Così come non avevano pagato tasse le somme ereditate alla morte del padre provenienti dalla liquidazione della Blairmore.

Ma soprattutto Cameron deve rispondere alla domanda: dove è finita l'eredità del padre (un patrimonio stimato in oltre 10 milioni di sterline), in quali paradisi fiscali è occultata ?
Cameron dovrà dimettersi, come ha già fatto il presidente islandese, e come invece non farà Xi Jinping, il quale non deve rispondere alle pressioni della stampa e alle prove evidenti del suo arricchimento personale e familiare.

 

La verità vera sull'omicidio Regeni

Le lettere di un anonimo alto funzionario del regime di Al Sisi consegnano ai magistrati e ai vertici politici italiani la vera verità sull'assassinio di Giulio Regeni.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/06/news/_ecco_chi_ha_ucciso_giulio_l_accusa_anonima_ai_vertici_che_svela_tre_dettagli_segreti-136996781

Il racconto circostanziato degli ultimi terribili giorni di Giulio, ricostruito da Carlo Bonini su Repubblica, indica i mandanti e gli esecutori dell'infame assassinio:

"L'ordine di sequestrare Giulio Regeni - scrive l'Anonimo - è stato impartito dal generale Khaled Shalabi, capo della Polizia criminale e del Dipartimento investigativo di Giza"

Quindi, tra il 26 e il 27 gennaio, "per ordine del Ministero dell'Interno Magdy Abdel Ghaffar", viene trasferito "in una sede della Sicurezza Nazionale a Nasr City". Di fronte ai suoi nuovi aguzzini, Giulio continua a ripetere di non avere alcuna intenzione di parlare se non di fronte a un rappresentante della nostra ambasciata. "Viene avvertito il capo della Sicurezza Nazionale, Mohamed Sharawy, che chiede e ottiene direttive dal ministro dell'Interno su come sciogliergli la lingua.

Tre giorni di torture non vincono la resistenza di Giulio. Ed è allora - ricostruisce l'Anonimo - che il ministro dell'Interno decide di investire della questione "il consigliere del Presidente, il generale Ahmad Jamal ad-Din, che, informato Al Sisi, dispone l'ordine di trasferimento dello studente in una sede dei Servizi segreti militari, anche questa a Nasr city, perché venga interrogato da loro". È una decisione che segna la sorte di Giulio. "Perché i Servizi militari vogliono dimostrare al Presidente che sono più forti e duri della Sicurezza Nazionale  ...

in attesa che si decida che farne". La "decisione viene presa in una riunione tra Al Sisi, il ministro dell'Interno, i capi dei due Servizi segreti, il capo di gabinetto della Presidenza e la consigliera per la sicurezza nazionale Fayza Abu al Naja ", nelle stesse ore in cui il ministro Guidi arriva al Cairo chiedendo conto della scomparsa di Regeni. "Nella riunione venne deciso di far apparire la questione come un reato a scopo di rapina a sfondo omosessuale e di gettare il corpo sul ciglio di una strada denudandone la parte inferiore. Il corpo fu quindi trasferito di notte dall'ospedale militare di Kobri a bordo di un'ambulanza scortata dai Servizi segreti e lasciato lungo la strada Cairo-Alessandria".

 

Nomi, luoghi e fatti circostanziati che indicano in Abd al-Fattah al-Sisi, capo della dittatura militare egiziana, il responsabile numero 1 dell'assassinio di Giulio.

Al Sisi sapeva del sequestro del giovane italiano e poteva intervenire per salvarlo; non solo non lo ha fatto, ma ha ordinato di proseguire le sevizie e torture fino alla morte.

Questa è la conferma della verità che tutti intuivamo fin dall'inizio. https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Va dato atto al team di investigatori italiani di aver compiuto una impresa notevole per accertare la verità.

Va dato atto al governo Renzi, dopo le incertezze iniziali, di aver fatto un salto di qualità nel braccio di ferro diplomatico con la cricca di Al Sisi. Ora si tratta di far seguire atti coerenti alle responsabilità che stanno emergendo. Il regime di Al Sisi ovviamente negherà le accuse e proporrà una versione addomesticata, ma ormai è troppo tardi per smentire le lettere dell'Anonimo.

La verità vera sul martirio di Giulio non servirà solo a ridargli dignità e giustizia, ma è una grande vittoria per chi in Egitto combatte a rischio della vita contro una dittatura feroce e arrogante.

 

PANAMA PAPERS, Obama non si è accorto di nulla

 David Gunnlaugsson, capo del governo islandese è stato costretto alle dimissioni dalle proteste di piazza. Il suo nome compariva nella PANAMA Papers list 

Putin mente quando afferma che le notizie sui suoi traffici offshore - due miliardi di dollari - con Mossack Fonseca sono una macchinazione della CIA per diffamarlo.

La prova che la CIA non è dietro al lavoro investigativo di ICIJ è data dal fatto che Obama era all'oscuro dell'inchiesta giornalistica, perchè nè l'intelligence militare nè il grande orecchio della NSA erano al corrente di quanto stava per emergere da milioni di files condivisi da oltre trecento giornalisti sparsi in tutto il mondo.

Gli USA, dal suo Presidente fino al direttore del prestigioso New York Times - sponsor di Obama e ora di Hillary Clinton - erano all'oscuro di un evento di straordinaria importanza geopolitica  e finanziaria.

In attesa che Obama si giustifichi, magari licenziando qualcuno della CIA  e della NSA, il New York Times ha dovuto giustificare pubblicamente non solo di essere stato all'oscuro del lavoro investigativo, ma anche di aver taciuto la notizia per più di 24 ore, da domenica mattina al pomeriggio di lunedì, quando tutta la stampa mondiale riportava  la notizia dei Panama Papers a pieni titoli in prima pagina.

Il New York Times si è giustificato con argomenti poco credibili:

http://publiceditor.blogs.nytimes.com/2016/04/04/why-no-big-splash-for-panama-papers

 "siccome non facciamo parte del consorzio giornalistico investigativo (?), prima di dare la notizia dovevamo leggere i documenti e accertarne la veridicità, e questo richiede tempo"

Dopo questa "giustificazione" forse anche il direttore del New York Times rischia il licenziamento.

 In ogni caso Putin può stare tranquillo: Obama non si è accorto di nulla, deve ancora finire di leggere alcuni milioni di files.

PANAMA PAPERS, ecco le vittime

L'inchiesta di International Consortium of Investigative Journalists  sulle attività dello studio "legale" Mossack Fonseca scoperchia una gigantesca rete di traffici finanziari finalizzati non solo all'evasione e al riciclaggio ma anche alla compravendita delle armi, al finanziamento dei gruppi terroristici, all'aggiramento dei controlli e delle sanzioni sui commerci illeciti, al flusso di denaro per corrompere i politici.

Come è stato possibile che per 40 anni le istituzioni di controllo su banche, commercio e armamenti abbiano ignorato cosa accadeva nei paradisi offshore ? 

Quante e quali sono le altre strutture simili a Mossack Fonseca che in tutto il mondo agevolano e coprono le attività illecite ?

 

PANAMA Papers, il GOTHA del riciclaggio mondiale

Se non siete nominati, direttamente o tramite familiari, nei Panama Papers siete dei poveracci oppure avete scelto di utilizzare un'altro canale per riciclare il vostro denaro.

 

Lo studio Legale Mossack Fonseca, di cui sono stati pubblicati oltre 11 milioni di documenti riguardanti anni di attività per conto di politici, finanzieri, truffatori e riciclatori di ogni parte del mondo (Russia e Cina in testa), è sola la QUARTA azienda del settore "offshore" a livello mondiale.

Putin sarebbe uno dei principali "utilizzatori" del sistema Mossack Fonseca, con più di 2 miliardi di dollardi riciclati, ma anche la famiglia di Xi Jinping e il padre di Cameron, il presidente dell'Argentina Macri, il boss dell'Azerbaijan, il presidente dell'Ucraina e quello dell'Islanda, i reali del Marocco e dell'Arabia Saudita, sono nominati nella lista di Panama. https://panamapapers.icij.org/the_power_players/

The Panama Papers expose offshore companies controlled by the prime ministers of Iceland and Pakistan, the king of Saudi Arabia and the children of the president of Azerbaijan. They also include the names of at least 33 people and companies blacklisted by the U.S. government because of evidence that they’ve done business with Mexican drug lords, terrorist organizations like Hezbollah or rogue nations, including North Korea and Iran.

E non potevano mancare le banche, per il tramite di società travestite: HSBC, UBS, Credit Suisse, Societe Generale, Commerzbank, Rothschild, Julius Baer, e per l'Italia Unicredit e Ubi.

Panama è il cortile degli Stati Uniti, e il Grande Orecchio della NSA, apparentemente, non ha mai "sentito" nulla, nemmeno quello che accadeva nella filiale di Mossack Fonseca nel Nevada (USA), dove sono stati fatti sparire file ed email dai computer per nascondere l'attività illegale dello studio legale.

Così come non si è accorto di nulla l'apparato di lotta alla corruzione di Xi Jinping, nonostante lo studio Mossack Fonseca abbia ben otto agenzie dislocate in varie città della Cina. Suo cognato figura tra i clienti abituali dello studio legale.

https://panamapapers.icij.org/20160403-panama-papers-global-overview.html

 

 

Altro che Libia - Renzone l'Africano si ferma in Basilicata

Proprio nei giorni in cui dal caos libico sembrava emergere una soluzione che consente al governo Renzi di autorizzare l'intervento militare, scoppia il caso "Basilicata" che costringe la ministra Guidi a dimettersi, e si allarga addirittura al capo  della Marina Militare.

Come si fa ad intervenire con l'esercito in Libia (operazione di per sè rischiosissima e impopolare) in una situazione politica così depressa e con un apparato militare indagato dalla magistratura?

L'inchiesta Tempa Rossa, la connection tra petrolio, appalti, politica, rifiuti e appropriazione di beni pubblici, estende le conseguenze oltre i confini e rischia di far saltare il grande obbiettivo di Renzi: intervenire nel Nord Africa, piantare le bandiere e ricostruire la più potente lobby italiana dall'epoca democristiana, quella dominata dal Petrolio di Stato e da tutto ciò che ci ruota attorno.

Una parte fondamentale di questa strategia si sta costruendo in questi giorni con lo "sbarco" del libico Fayez Serraj, eletto dall'ONU a nuovo primo ministro con il compito di dare copertura istituzionale ad una richiesta di intervento militare straniero. La precondizione indispensabile per mandare truppe italiane sul territorio libico è rappresentata dal binomio ONU-governo libico, cioè una missione che abbia una cornice internazionale e una richiesta di intervento da un "legittimo" governo libico.

Quest'ultima condizione sembrava impossibile da realizzarsi, a causa della guerra tra le varie tribù e bande legate agli interessi petroliferi, e aggravata dalla presenza di gruppi terroristi di ogni specie, su cui l'ISIS sta prendendo la leadership.

Proprio ora che la situazione sembrava sbloccarsi, Renzi è costretto a fermarsi in Basilicata, dove di petrolio se ne trova poco.

La situazione in Libia vista da Guma El-Gamaty  http://www.aljazeera.com/news/2016/02/libya-gaddafi-left-long-damaging-legacy-160216072812492.html