Post Brexit, Bernie Sanders suona la sveglia negli USA

La retorica della stampa progressista italiana spiega il Brexit con il conflitto tra i giovani filo-europeisti e i vecchi nostalgici che vogliono tornare indietro.

Provate a dirlo ad un giovane diplomato, laureato e disoccupato a cui viene proposto di lavorare per 3 euro l'ora o 400 euro al mese. Negli Stati Uniti non se la passano molto meglio e il contagio Brexit peserà sulle prossime elezioni presidenziali, come denuncia Bernie Sanders, il più votato dai giovani americani.

"Surprise, surprise. Workers in Britain, many of whom have seen a decline in their standard of living while the very rich in their country have become much richer, have turned their backs on the European Union and a globalized economy that is failing them and their children"
http://www.commondreams.org/news/2016/06/28/wake-democrats-warns-sanders-populist-unrest-cannot-be-ignored
Citing troubling metrics of massive income and wealth inequality both in the U.S. and around the globe, Sanders said the xenophobia and regressiveness represented by the rise of Donald Trump within the Republican Party and Friday's vote in favor of Brexit in the UK is the result of increasing numbers of people around the world who recognize that the economic system is designed to disproportionately benefit the rich and powerful, not them.

Strage continua in Turchia

L'attacco terrorista all'aeroporto Ataturk di Istanbul è l'ultimo della scia di stragi - dieci - che in un anno ha provocato centinaia di morti in tutta la Turchia.

 

Erdogan pensa solo a giustificare l'impotenza del suo regime, incapace di contrastare i terroristi che indisturbati si muovono nel paese, mentre i diritti delle opposizioni, della stampa, della magistratura vengono annullati e repressi. 

Post BREXIT resurgo la truffa salvabanche

Non bisognava essere particolarmente informati per immaginare cosa Renzi andava a discutere con Hollande e Merkel dopo il voto pro Brexit

 

soldi, soldi all'Italia per sostenere il governo e le banche entrambi minacciati dall'ondata populista, soldi da far apparire miracolosamente dal nulla e farli scomparire dal debito pubblico, e riapparire nei bilanci delle banche.

Dietro lo scudo dell'europaura, i responsabili del disastro si accingono a farsi applaudire ed incensare come salvatori delle patrie, mentre dietro le quinte regolano i conti rimasti in sospeso. L'Italia ne ha diversi, e primo tra tutti il conto delle banche decotte e saccheggiate, sommerse da 360 miliardi di euro di prestiti andati in fumo (e qualcuno nelle tasche di amici).

Grazie al Brexit, sarà possibile fare con Banca Popolare di Vicenza o Veneto Banca quello che per motivi tecnici non si era potuto con Banca Etruria: salvare banche e banchieri senza troppi fronzoli, senza che lo si dica, senza che nessuno se ne accorga, anche tra i risparmiatori.

Ma il conto chi lo paga ?

E qui entrano in gioco i prestigiatori della finanza, i creatori di Panama Papers, gli inventori di "teste di legno" che fanno girare i soldi facendone perdere tracce e provenienze.

I soldi non necessariamente devono essere "veri", cioè esistere ed essere nelle disponibilità di qualcuno: c'è la BCE che li stampa per chi ne faccia motivata richiesta.

la nuova truffa salvabanche funzionerà così: un soggetto parapubblico (CDP o equivalente) si compra con 40 o 50 miliardi i crediti in sofferenza delle banche, non con il proprio denaro ma emettendo obbligazioni che vengono acquistate dalla BCE, la quale ovviamente non ha quel denaro ma può "stamparlo" cioè farlo figuare nel proprio bilancio come "prestito" concesso a CDP a fronte delle obbligazioni emesse.

La forma è salva, come le banche, perchè il debito pubblico non aumenta, nonc'è intervento dello Stato (se non con qualche marginale garanzia), la proprietà delle banche resta nelle "mani amiche" di un ente controllato dal potere politico, i risparmiatori non vengono penalizzati, anzi vengono "salvati".

Renzi ha già pronti gli slogan da agitare nella campagna referendaria di ottobre. Ci sono dettagli" tecnici" da mettere a punto e ostacoli legali da rimuovere, ma nell'emergenza tutto sarà consentito, tanto ormai nessuno se ne accorge. Poi tra qualche anno verrà presentato il conto ai soliti imbecilli.

Lo schema potrà essere ripetuto anche in Germania, in Francia o in Spagna, laddove qualche banca ( o tante) ne avessero bisogno. Sarebbe lecito chiedersi : "ma la BCE nel 2015 non aveva fatto gli stress test alle banche europee per verificare se erano in grado di superare una turbolenza molto forte ?" ed eventualmente apportare dei correttivi ? O gli stress test della BCE erano una bufala o chi li ha fatti aveva altri scopi.

Ma intanto post BREXIT resurgo.

https://www.menoopiu.it/post/Renzi-salva-banche-la-truffa-si-complica1

 

La SPAGNA dopo il voto aspetta ordini dal triumvirato europeo

L'ondata di europaura scatenata da Bruxelles dopo BREXIT si misura con il ri-voto in Spagna.

Unidos Podemos arretra e non scavalca i socialisti di Sanchez, il PP di Rajoy si riprende i voti di Ciudadanos, prevale l'astensionismo. Il nuovo triumvirato Merkel-Hollande-Renzi ordinerà a PSOE e PP di sbrigarsi a fare un governo di coalizione nazionale, nell'interesse supremo dell'Europa...

E poi sarà la volta del referendum di ottobre in Italia, a cui il triumvirato darà ovvie disposizioni... e poi ci sarà da fermare Le Pen e poi ...

Le grandi sfide del minaccioso futuro d'Europa sono sulle spalle di un Renzi sconfitto alle elezioni, Hollande sbeffeggiato nelle piazze di Parigi e Merkel in crisi preelettorale. Junker si è defilato, Tusk guarda le partite di calcio.

Per prima cosa l'autoproclamato triumvirato andrà a bussare cassa: servono tanti soldi e tanti nuovi debiti per farsi apprezzare, e far dimenticare agli spagnoli, italiani, francesi, greci ... che sono disoccupati. 

L'impresa non è facile, perché, avverte il New York Times, "Britain’s vote to leave the European Union is raising questions about the future of the order imposed by the United States and its allies after World War II."

Ma Renzi-Hollande-Merkel si esaltano nelle difficoltà e il cupo presagio di Soros "Now the catastrophic scenario that many feared has materialized, making the disintegration of the EU practically irreversible." sarà scongiurato.

Aspettano che alla compagnia si aggiunga anche uno spagnolo di loro gradimento.

 

Uscire da questa Europa si può, anzi si deve

L'Europa è esplosa come una pentola a pressione, alla quale negli ultimi anni hanno cercato di impedire qualsiasi sfiato, senza spegnere il fuoco sottostante. Pensavano che la pentola reggesse all'infinito e invece è esplosa nel modo più imprevedibile. Lo spettro di una nuova Europa si aggira per l'Europa.

In sintesi è questo quello che è accaduto con il Brexit, ed è per questo che non ci si può meravigliare del voto inglese.
La troika e i governi dell'eurozona lo scorso anno avevano "comprato" il referendum greco con pochi spiccioli, pensando di aver chiuso il buco della pentola, senza spegnere il fuoco.
E convinti della efficacia del loro modello o forse costretti a reiterarlo grazie alle rassicurazioni monetarie della BCE di Draghi whateverittakes hanno replicato con la Francia dove i giovani bruciano le piazze e il governo pensa di abolire il Parlamento...
la Spagna va al voto domenica per la seconda volta in sei mesi, in un clima ancora più incerto.
La Germania viene spiazzata nella sua strategia del doppio binario, fare finta di guardare all'Europa per coltivare i propri interessi.
L'Italia è andata già a bussare cassa: Renzi ha chiesto di poter aumentare il debito pubblico per trovare i soldi con cui fare un pò di regali prima del referendum di ottobre.

La pentola è scoppiata nel Regno Unito, dove la City di Londra ha rappresentato il cuore della speculazione finanziaria - scandalo Libor, manipolazione delle valute e dell'oro, vendita di prodotti finanziari tossici - il simbolo dell'impunito potere bancario internazionale.

Casa Europa crolla sotto il peso delle diseguaglianze e delle oppressioni, delle illusioni e delle bugie.
Fanno finta di stare calmi, ma Merkel, Junker, Draghi e Hollande sono nel panico.

Tutti promettono cambiamenti, per salvare l'Europa dalla disgregazione, ma le contraddizioni degli ultimi 15 anni non si cancellano in pochi mesi e non potrà farlo chi le ha generate.
Uscire da questa Europa si può, anzi si deve. Lo spettro di una nuova Europa si aggira per l'Europa.

 

Incredibile vittoria di LEAVE, i tecnocrati nel panico, i governi europei non sanno cosa fare, gli inglesi non consentono a Cameron di fare il tsipras e lo licenziano

Ribaltando ogni previsione e manipolazione il voto del BREXIT prevale 52 a 48 nel referendum in Gran Bretagna.

CAMERON si dimette, le BORSE si sgonfiano, e in Europa inizia la BREXIT LIBERATUTTI corsa al referendum

 

Il voto inglese, con l'eccezione di Londra, ha travolto ogni dubbio sulla permanenza o meno nell'Unione Europea. Tutti i governi al potere, ad iniziare da Cameron, escono sconfitti dal voto popolare. Qualcuno pensa ad una soluzione stile Tsipras, cioè rinnegare l'esito del referendum e rinegoziare la permanenza in EU, ma gli inglesi non sono i greci e il prezzo del voltafaccia sarebbe troppo alto anche per le casse della regina.

Che cosa vogliono i militanti di Bernie Sanders

Bernie Sanders si prepara a fondare un partito ? e annuncerà la sua candidatura indipendente alle prossime elezioni presidenziali negli US ? oppure continuerà a chiedere la mobilitazione permanente delle migliaia di volontari che lo hanno sostenuto su tutti i temi della lotta politica e sociale ?

Dal Washington Post https://www.washingtonpost.com/posteverything/wp/2016/06/23/bernie-sanders-heres-what-we-want/
As we head toward the Democratic National Convention, I often hear the question, “What does Bernie want?” Wrong question. The right question is what the 12 million Americans who voted for a political revolution want.
And the answer is: They want real change in this country, they want it now and they are prepared to take on the political cowardice and powerful special interests which have prevented that change from happening.
They understand that the United States is the richest country in the history of the world, and that new technology and innovation make us wealthier every day. What they don’t understand is why the middle class continues to decline, 47 million of us live in poverty and many Americans are forced to work two or three jobs just to cobble together the income they need to survive.
What do we want? We want an economy that is not based on uncontrollable greed, monopolistic practices and illegal behavior. We want an economy that protects the human needs and dignity of all people — children, the elderly, the sick, working people and the poor. We want an economic and political system that works for all of us, not one in which almost all new wealth and power rests with a handful of billionaire families.
Sembrano le parole di un marziano costretto a muoversi nell'ambiente venefico e ostile del suo stesso partito. Dirà ai suoi 12 milioni di elettori di votare per Hillary Clinton ?

Perchè il fronte Brexit perderà il referendum

Dopo l'assassinio di Jo Cox le probabilità di vittoria del fronte BREXIT si sono ridotte a meno del 15%.

 Senza dubbio l'onda emotiva seguita all'uccisione della deputata laburista per mano del terroristaneonazistasquilibrato Thomas Mair ha convinto buona parte degli indecisi (che prima del 16 giugno erano circa il 15%) a schierarsi per il "remain" e una parte del brexit a cambiare fronte.
Come certamente avranno un peso sull'esito finale gli ultimi "colpi di paura" sparati da sedicenti economisti, banchieri, affaristi e tecnocrati di ogni estrazione e nazione sulle conseguenze catastrofiche che l'uscita della Gran Bretagna dalla UE avrebbe sull'economia britannica e mondiale.
Ma alla fine dei conti il vero motivo che sta dietro la sconfitta del brexit va ricercato nella composizione politica e nelle idee di chi lo sostiene. Un fronte troppo caratterizzato da conservatori e nostalgici e molto poco da chi aspira all'autonomia da Bruxelles per scelta di libertà dalle imposizioni tecnocratiche, per valori di comunità e identità ma senza alzare muri, per convenienza economica ma senza rinunciare alla solidarietà.
Il partito laburista di Corbyn, dopo una fase di interrogativi e incertezze, ha scelto di scomparire dalla battaglia referendaria, con poche eccezioni a favore del "leave", appiattendosi e nascondendosi dietro il governo Cameron e il partito conservatore, che di fatto ha occupato tutta la scena pro e contro il Brexit. Il neo leader non è andato oltre una generica affermazione che la UE "non è democratica, ma non possiamo lasciarla".
Sulla scelta di Corbyn hanno influito le pressioni della componente blairista del Labour e l'orientamento dominante a livello europeo di tutte le componenti socialdemocratiche, nettamente immerse nel modello tecnocratico di sviluppo e incapaci di declinare i valori tradizionali con le nuove tensioni sociali, come ha dimostrato la recente sconfitta elettorale. 

Anche gli scozzesi di Nicolas Sturgeon si sono divisi, con la maggoranza dell'apparato a favore di un generico remain che a molti è risultato indigeribile e machiavellico.

La sera del 23 giugno Cameron riceverà le congratulazioni di Obama e Tsipras, Lagarde e Junker, Draghi, Merkel,Hollande, Erdogan, Soros e via dicendo. Anche i veri padroni di Londra, arabi, russi, cinesi e kazaki potranno riaprire le bottiglie di champagne. Chissà se qualcuno si ricorderà di ringraziare anche Jeremy Corbin ?

Virginia Raggi sindaca 5 Stelle di Roma

Finisce 2 a 0 la partita tra Movimento 5 Stelle e Partito di Renzi. Virginia Raggi stravince a Roma, Chiara Appendino ribalta Fassino a Torino. La sconfitta di Renzi è netta e avrà ripercussioni politiche in Italia e in Europa.

https://www.menoopiu.it/post/Effetto-Raggi-in-Europa-nasce-il-problema-Renzi

 

Chiara Appendino nel suo primo discorso indica la strada di un nuovo modo di concepire la politica, coniugandola in modo credibile con l'amministrazione delle città,  vere grandi comunità di persone, bisogni, tradizioni e solidarietà e non assemblaggio di macchine burocratiche da governare più o meno onestamente.

 

Arrestato Lin Zuluan sindaco di Wukan che sfida il regime per difendere le terre dei contadini contro l'esproprio

L'arresto di Lin Zuluan, sindaco del villaggio di Wukan che osò sfidare il regime per difendere le terre dei contadini contro l'esproprio a favore dei costruttori di regime, è la vendetta del Partito contro il più importante esperimento di cambiamento democratico in Cina.

Centinaia di poliziotti in assetto paramilitare sono entrati a Wukan di notte e hanno prelevato il settantenne Zuluan dalla sua casa, con l'accusa formale di "atti di corruzione e appropriazione" completamente infondata ma che che è servita al duplice scopo di infangare Lin Zuluan e soffocare le immediate proteste degli abitanti del villaggio, minacciati di repressione violenta dalle autorità di governo.

LEGGI TUTTO

Se qualcuno avesse programmato l'omicidio di Jo Cox ...

Archiviato l'atto formale di incriminazione di Thomas Mair per l'assassinio della deputata laburista Jo Cox. L'autore del folle gesto si è di fatto dichiarato "prigioniero politico", rispondendo alle domande di rito con "My name is death to traitors, freedom to Britain".

 


Non ci sono dubbi sulla colpevolezza di Mair, catturato al termine dell'agguato, nè sul movente, l'odio per chi, come la Cox, rappresenta l'impegno a favore dei rifugiati, degli immigrati e per l'integrazione della Gran Bretagna all'Europa.
Thomas Mair è uscito dalla sua casa di Birstall nel primo pomeriggio del 16 giugno con l'intento di uccidere. Sapeva dove trovare Jo Cox, le cui attività politiche sul territorio si svolgevano senza misure di sicurezza. Ha ucciso con tre colpi sparati da una pistola autocostruita e 7 pugnalate, gridando "Britain first" e ha ferito un cittadino accorso per difendere Jo. Poi si è dato alla fuga a piedi e dopo pochi minuti è stato arrestato. Nessuno ha visto eventuali complici di Mair, che quindi avrebbe condotto l'azione in perfetta solitudine.
Un "lupo solitario" che in quaranta anni di vita trascorsi a Birstall si era fatto notare solo per aver sgridato qualche volta i ragazzi che andavano a giocare sotto la sua casa. Thomas Mair non è mai riuscito a trovare un lavoro fisso, niente relazioni umane, scambiava qualche parola con le signore del vicinato che ogni tanto gli commissionavano lavori in giardino. Il suo periodo più felice sembra che lo abbia trascorso dieci anni fa in una comunità terapeutica.
Nessuno a Birstall era a conoscenza delle sue relazioni pericolose con i gruppi razzisti e neonazisti di oltreManica.


Thomas Mair, alleged killer of British MP Jo Cox, was a longtime supporter of the neo-Nazi National Alliance.
According to records obtained by the Southern Poverty Law Center Mair was a dedicated supporter of the National Alliance (NA), the once premier neo-Nazi organization in the United States, for decades. Mair purchased a manual from the NA in 1999 that included instructions on how to build a pistol
Mair, who resides in what is described as a semi-detached house on the Fieldhead Estate in Birstall, sent just over $620 to the NA, according to invoices for goods purchased from National Vanguard Books, the NA’s printing imprint. Mair purchased subscriptions for periodicals published by the imprint and he bought works that instruct readers on the “Chemistry of Powder & Explosives,” “Incendiaries,” and a work called “Improvised Munitions Handbook." Under “Section III, No. 9” (page 125) of that handbook, there are detailed instructions for constructing a “Pipe Pistol For .38 Caliber Ammunition” from components that can be purchased from nearly any hardware store.
The Daily Telegraph also reported that Mair was a subscriber to S. A. Patriot, a South African magazine published by White Rhino Club, a pro-apartheid group. The club describes that magazine’s editorial stance as opposed to “multi-cultural societies” and “expansionist Islam.” According to the Daily Telegraph, a January 2006 blog post attributed to the group described Mair as “one of the earliest subscribers and supporters of S. A. Patriot.”
https://www.splcenter.org/hatewatch/2016/06/16/alleged-killer-british-mp-was-longtime-supporter-neo-nazi-national-alliance


Le tracce dei contatti di Mair con l'estremismo neonazista si fermano a dieci anni fa.
Come se avesse covato i suoi rancori in attesa del grande evento, senza sapere quale, ma che certamente gli avrebbe consentito di mettere a frutto tutti quegli anni di oscura preparazione, in un momento storico denso di occasioni come questo: il dramma dell'immigrazione e la frattura con l'Europa.
Thomas Mair ha atteso quasi 20 anni per compiere il suo gesto folle.
Tutto lascerebbe pensare che sia stata una serie di coincidenze fatali a far intrecciare il suo destino con quello di Jo Cox, una settimana prima dell'avvenimento politico più importante e controverso nella storia recente della Gran Bretagna e del mondo intero. Oppure ha lucidamente scelto il momento (pochi giorni dal voto), la vittima (volto pulito e credibile di un nuovo Labour Party) e le circostanze per dare risalto al suo attentato, come dimostrano le sue parole "my name is death to traitors ..." alla prima udienza del processo.
Oppure è stato usato da qualcun altro. Qualcuno che lo aveva memorizzato nei propri archivi, ne aveva studiato le caratteristiche e deciso il potenziale utilizzo. Qualcuno molto più capace di Mair di cogliere le connessioni geopolitiche e la rilevanza strategica del voto del 23 giugno, qualcuno che ha scelto con cura sia la vittima che il carnefice e ha deciso di muoverlo come una pedina.
Non dovrebbe essere difficile risalire ai rapporti intrattenuti da Thomas Mair con la fauna del terrorismo neonazista. Il suo computer e il suo telefono conservano tutte le tracce dei suoi contatti. Ma non è detto che i suoi interlocutori siano i veri mandanti dell'omicidio di Jo Cox, anzi è probabile che siano il penultimo anello di una lunga catena.
Nessuno si meraviglierebbe più di tanto se si venisse a sapere che qualcuno di quelli che temono il crollo del sistema bancario e finanziario mondiale, e cioè il crollo delle proprie fortune economiche, in caso di uscita della Gran Bretagna dalla UE, si sia speso qualche briciola di ricchezza per mettere in moto una macchina omicida e condizionare il risultato del Brexit.

La verità non uscirà fuori prima del 23 giugno.

 

Il suicidio di un pensionato truffato dalla Banca Popolare di Vicenza diventa un nuovo atto di accusa

Antonio Bedin, pensionato e socio "forzato" della Banca Popolare di Vicenza, si è ucciso dopo aver visto scomparire i suoi 500.000 euro di risparmi investiti nelle azioni della banca veneta di Gianni Zonin.
Si ripete il triste copione di Banca Etruria, in quella che sta diventando una "strage di innocenti" coperta dall'inerzia delle autorità di vigilanza e del governo.
Il Fatto Quotidiano pubblica una ricostruzione delle truffe e delle responsabilità che hanno portato al dissesto della Popolare di Vicenza e alla espropriazione dei risparmi di 120.000 cittadini per oltre 6 miliardi di euro.
Dietro le quinte i soliti personaggi, le solite dinamiche, le solite scuse, le solite arroganze, una rete di poteri che non teme nè la magistratura nè l'opinione pubblica perchè ha i mezzi per condizionare entrambi.

La Banca d'Italia che fin dall'epoca di Draghi si limitava a fare ispezioni che evidenziavano (a chi ?) senza disturbare troppo il padrone Zonin, la Consob che non si accorgeva che i risparmiatori venivano raggirati falsificando i questionari MIFID, i magistrati che insabbiavano le denunce delle associazioni di consumatori.
Ecco quello che l'ineffabile capo di BankItalia Visco dichiara in una compiacente intervista a La Repubblica del 18/6 (il suicidio del pensionato Antonio Bedin è già avvenuto):
"Ci sono sempre banche problematiche, ma sono problemi specifici. Ora abbiamo problemi con due banche in Veneto (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), che sono sostenute da Atlante. Abbiamo una banca problematica di base a Genova (Carige). Dietro ciascuno di questi problemi, ci sono interventi da parte delle autorità di supervisione. Possiamo discutere su quanto tempo ci voglia a intervenire in questi problemi, sulla distribuzione di poteri tra l'autorità amministrativa e quella giudiziaria, se queste ultime possano lavorare meglio insieme. Ma, alla fine, abbiamo fatto tutti quello che dovevamo fare, in maniera appropriata. Se altri la pensano diversamente, è perché non è chiaro quali siano i reali poteri della vigilanza, o perché ci sono interessi politici".

 

La storia del libraio che sfida Xi Jinping

La storia del libraio Lam Wing-Kee ha scosso tutta l'opinione pubblica di Hong Kong

perchè ha messo a nudo le bugie del regime cinese sul modello "one country two systems" che doveva essere alla base della reciproca fiducia alla coesistenza tra la ex colonia inglese e la "mainland" autoritaria di Xi Jinping.
Lam Wing-kee, a cui erano state estorte false confessioni dalla polizia di regime, ha denunciato tutto in una conferenza stampa. La trascrizione della sua denuncia:

Last year on October 24, I was crossing the Shenzhen immigration point to visit my girlfriend in Dongguan when I was detained by Shenzhen officers.
When they detained me, I asked them what I had done wrong. I pressed them for an answer for the whole day, but no one was able to tell me [what I had done wrong].
I remember that when I was passing immigration, the document scan machine stopped and I was trapped there. Two immigration officers pointed at me. Then a few other officers ... took me to a corner on the left. Maybe they recognised me.

leggi tutto

L'omicidio di Jo Cox mette fine al referendum su Brexit

 AGGIORNAMENTO: Minacciata, ma non protetta . La deputata laburista uccisa ieri a Birstall, vicino a Leeds, aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi. Un uomo - che non era Thomas Mair - era stato arrestato. Ma nonostante questa escalation di violenza (riferisce il Times), la valutazione delle misure di protezione per Jo Cox da parte della polizia era ancora in corso.

______________________

La morte della deputata laburista Jo Cox per mano di uno strano squilibrato che avrebbe "firmato" l'omicidio al grido di "Britain First" (formazione di estrema destra favorevole al "leave" della Gran Bretagna dall'Europa) mette fine al referendum del 23 giugno, anche se girano voci di un rinvio.

L'assassino avrebbe sofferto di problemi di salute mentale. Le testimonianze sono ancora confuse e parziali, ma appare strana la dinamica dell'agguato che sarebbe durato dai 15 ai 20 minuti, e solo al termine la Cox sarebbe stata colpita da tre pallottole sparate da una pistola rudimentale, dopo essere stata accoltellata.

Poteva essere salvata, con un intervento tempestivo della polizia ?

L'impegno sociale e politico della Cox era esemplare, soprattutto in difesa dei profughi e degli immigrati, oltre che del "remain" al referendum del 23/6.

Un editoriale del Guardian : The idealism of Ms Cox was the very antithesis of such brutal cynicism. Honour her memory. Because the values and the commitment that she embodied are all that we have to keep barbarism at bay.

http://www.theguardian.com/commentisfree/2016/jun/16/the-guardian-view-on-jo-cox-an-attack-on-humanity-idealism-and-democracy

Che il referendum ormai sia avviato verso un esito scontato lo hanno capito subito i mercati finanziari di tutto il mondo, che pochi minuti dopo che la notizia dell'agguato al grido di "Britain First" era stata diffusa, hanno invertito la rotta e recuperato gran parte delle perdite che fino a quel momento registravano sulla base dei sondaggi che davano il "leave" in vantaggio su "remain".

Non è un mistero che i veri interessi che sarebbero colpiti da un'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sono quelli delle grandi banche e dell'alta finanza, piuttosto che quelli dei pensionati come vorrebbe far credere la propaganda di Cameron e dei burocrati di Bruxelles.

La morte di Jo Cox, come scrive il Guardian, dimostra che "the slide from civilisation to barbarism is shorter than we might like to imagine."

 

 

 

Strage di Orlando, IL Peggiore contro LA Peggiore solo in apparenza

La strage di Orlando è entrata, come era ovvio, nella campagna presidenziale USA 2016 e ha tirato fuori la peggiore retorica in entrambi gli schieramenti.

Trump ha colto l'occasione per ribadire la sua proposta di impedire l'accesso dei musulmani negli Stati Uniti e di avviare una schedatura generale di tutti quelli già residenti. Il candidato repubblicano inoltre ribadisce la tesi cara agli armaioli secondo la quale se tutti girassero armati non ci sarebbero le stragi di innocenti, perchè il terrorista troverebbe una risposta immediata. E' una tesi profondamente radicata nella cultura e nella storia americana ed ha un notevole consenso popolare, sorretto da interessi industriali noti a tutti.

La timida battaglia di Obama per far approvare una legge sul controllo delle armi, almeno quelle più devastanti come l'AR-15 usato in tante delle stragi di massa da venti anni a questa parte, è naufragata prima nel paese e poi nel parlamento a maggioranza repubblicana.

Hillary Clinton si è dichiarata a favore di una messa al bando della vendita di  armi da guerra, ma siccome è famosa per essersi smentita e contraddetta molte volte nella sua vita politica, qualcuno gli ha ricordato che nelle primarie del 2008 contro Obama si era dichiarata offesa dalla proposta di bando delle armi del futuro presidente USA perchè :

 " You know, my dad took me out behind the cottage that my grandfather built on a little lake called Lake Winola outside of Scranton and taught me how to shoot when I was a little girl," . "It’s part of culture. It’s part of a way of life. People enjoy hunting and shooting because it’s an important part of who they are."

Questo dichiarava la Clinton otto anni fa, anche se ora è costretta a nascondersi dietro l'appoggio di Obama,  e data la sua propensione a mentire c'è da credere che anche questa volta non si smentirà.

D'altra parte i sostenitori della "corsa agli armamenti" obiettano che i terroristi islamici quando vogliono uccidere lo fanno con qualsiasi tipo di arma, come è accaduto a Parigi, dove una coppia di francesi è stata assassinata con un coltello da un jihadista.

Sia nel caso di Orlando che in quello di Parigi gli assassini erano stati in qualche modo intercettati o addirittura arrestati dal sistema di polizia e controllo, che però poi li ha ignorati consentendo loro di uccidere.

Questo particolare svela il vero punto di incontro tra la retorica militarista e razzista di Trump e la finta conversione della Clinton:  per entrambi l'obiettivo non è quello di evitare altre stragi e altri morti innocenti, bensì quello di disegnare un sistema di potere e controllo sempre più invasivo e sofisticato, un sistema finalizzato a se stesso, che faccia muovere tanti interessi economici e finanziari, tanta tecnologia, tanta industria. 

Guardate le immagini dei poliziotti che hanno fatto il blitz nel locale gay di Orlando: oltre al fucile d'assalto d'ordinanza, avevano addosso decine di altre armi e dispositivi elettronici tanto da renderli goffi e pericolosi (qualcuno sostiene che molti dei 49 morti del Pulse siano stati vittime del "fuoco amico" dei poliziotti). 

La lotta al "terrorismo domestico" nelle parole di Trump e di Clinton si riduce a schematismi semplicisti e bugiardi. Abolire la religione musulmana (Trump) è un'idiozia ma lo è altrettanto cancellare il termine "terrorismo islamico" (ObamHillary) dal frasario politico.

Le vittime di Orlando meriterebbero una discussione più seria di quella che IL Peggiore e LA Peggiore hanno messo in mostra.

Strage a Orlando, USA

Se un omofobo, jihadista, può acquistare facilmente fucili da guerra, non è improbabile che li utilizzi.

Cinquanta morti e altrettanti feriti per la strage ad opera di un esaltato in un locale di Orlando frequentato da gay. L'attacco con armi da fuoco più grave di tutti i tempi. 

Il movente del  "terrorismo domestico" sembrerebbe molto labile, mentre appare più plausibile che la strage sia l'ennesimo gesto folle reso facile dalla vendita incontrollata delle armi.

 Da USATODAY

• A gunman opened fire in a gay nightclub: It began around 2 a.m. Sunday as a gunbattle between a man and a police officer who was working at the Pulse nightclub near downtown Orlando, Police Chief John Mina said in a news conference. It became a hostage situation and there was a three-hour standoff until a police SWAT team burst through a wall to rescue those inside.

About 320 people were in the club, police said. Some people escaped through the back of the club, while others were trapped inside as a hostage situation ensued.

A federal law enforcement official told USA TODAY the suspect had been identified as Omar Mateen of Port St. Lucie, Fla.

• Three-hour standoff unfolded: Officers from multiple departments arrived at the scene after the shooting. A bomb squad was called in, and before 5 a.m. officers conducted a controlled detonation. Police used an armored vehicle to break through a wall at the nightclub, then SWAT team members exchanged gunfire with the suspect. He was shot and killed. Mina said the suspect was armed with a handgun and an assault rifle.

• Terrorism suspected: Police described the mass shooting as a "domestic terror incident." Authorities are investigating whether the incident was the work of Islamic terrorism. The FBI is investigating.

When asked whether the shooter had ties to a Jihadist terror group, an FBI official said during a news conference that "we do have suggestions that that individual may have leanings toward that, that particular ideology. But right now we can't say definitively so we're still running everything around."

Police said they have no indication of any other threat in the state of Florida or elsewhere in the nation.

 

Euro 2016 calcio di avvio con monnezza

I campionati europei di calcio iniziano con tanti soldati, tante polemiche, tanta monnezza, tanti hooligans, tanti scioperi contro il jobs act alla Hollande/Draghi/Lagarde

 

 E tra meno di due mesi si replica in Brasile, a Rio de Janeiro, con le Olimpiadi. Anche lì ci sarà tanta monnezza, proteste sociali, crisi istituzionale, rischio terrorismo, rischio ZIKA, doping e quant'altro.

Il business dei mega - eventi sportivi/politici/finanziari non attraversa un buon momento. E qualcuno vorrebbe fare le Olimpiadi 2024 a Roma !

Omicidio Regeni, Anonimo rilancia l'accusa ai servizi segreti mentre ENI annuncia di aver trovato altro gas in Egitto

 Una casuale coincidenza ha voluto che nello stesso giorno in cui  l'ENI annunciava la scoperta di un altro grande giacimento di gas  a 12 chilometri dalla costa dell'Egitto, la Repubblica ha diffuso    un'inchiesta sull'omicidio di Giulio Regeni condotta sulla base di  un dossier inviato da un Anonimo  che conferma e dettaglia  la  precedente lettera di un altro (o medesimo ?) Anonimo  (https://www.menoopiu.it/post/La-verita-vera-sullomicidio-Regeni)  e avvicina ulteriormente la scoperta della verità.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/09/news/la_faida_tra_servizi_dietro_la_fine_di_regeni_accanto_al_corpo_una_coperta_militare-141606948

 Nel dossier presentato dai giornalisti Carlo Bonini, Giuliano Foschini e Fabio Tonacci  si consolidano alcune verità:

1) Giulio Regeni sarebbe stato spiato fin dal suo arrivo al Cairo (settembre 2015). Qualcuno dall'Inghilterra aveva avvisato i servizi egiziani ?

2) La gestione del dossier su Giulio Regeni sarebbe statta al centro di una faida interna ai servizi di sicurezza - polizia contro militari, con questi ultimi nella parte dei duri che alla fine avrebbero assassinato il giovane ricercatore.

3) Il ritrovamento del corpo martoriato di Giulio con vicina una coperta militare (particolare inedito finora taciuto ) sarebbe stato un avvertimento/denuncia ad al Sisi da parte del servizio di sicurezza "civile"e un segno di accusa per quello militare.

4) nel reportage di Repubblica  il ruolo di al Sisi sembra quello della bella statuina, in balia dei suoi apparati e delle loro faide interne, un'ipotesi che già circola da mesi nelle stanze del potere al Cairo. E' un tentativo di decolpevolizzare il dittatore e in qualche modo riabilitarlo come interlocutore bisognoso di assistenza da parte dei paesi occidentali?

A lato dell'inchiesta di Repubblica si sviluppa l'ipotesi inquietante che Giulio Regeni sarebbe stato mandato allo sbaraglio - più o meno consapevolmente - dai servizi inglesi ;  perchè i docenti universitari di Cambridge che lo avevano accreditato per la ricerca a il Cairo si sono rifiutati di rispondere alle domande dei magistrati italiani?

Alcuni passi dell'inchiesta di Repubblica: 

 "Subito dopo il suo ingresso nel Paese - si legge nell'incarto recapitato alla nostra ambasciata in Svizzera - la Sicurezza Nazionale (il Servizio segreto civile, ndr) apre il fascicolo numero "333//01 intelligence anno 2015", il cui supervisore è l'allora Capo del Servizio, il generale Salah Hegazy (...)"

 "Spionaggio per conto di Italia e Gran Bretagna. Istigazione ad assassinare il presidente della Repubblica e autorevoli personalità dello Stato. Istigazione al sabotaggio e lo sciopero al fine di bloccare il ciclo produttivo. Manipolazione dell'immagine e dell'azione operaia in Egitto. Perpetrazione di azioni specifiche al fine di suscitare conflitti tra le fila operaie, creare disordine all'interno del Paese nonché calunniare l'Egitto con l'accusa di guidare il terrorismo. Istigazione degli operai a manifestare contro la legge e le istituzioni al fine di sovvertire il governo". Una costruzione paranoica che conosce il suo culmine quando Giulio entra in contatto con un ragazzo....

Il 19 dicembre del 2015, il generale Salah Hegazi viene rimosso dall'incarico di Capo della Sicurezza Nazionale e sostituito dal generale Mohammed Shaarawi. Pagherebbe due colpe. La pigrizia con cui ha gestito il fascicolo Regeni, ma soprattutto la decisione di sollevare dall'incarico il maggiore che ha scoperto il contatto tra Giulio e Whalid, il ragazzo che del generale è parente. L'ufficiale defenestrato si lamenta infatti con il generale Abbas Kamil, uno degli uomini più potenti del Regime, capo dello staff di Al Sisi e suo potente braccio destro. E Kamil reagisce. "Dispone - si legge nel dossier - che il fascicolo Regeni venga trasferito dalla Sicurezza Nazionale alla direzione dei Servizi segreti Militari, sotto il controllo del generale Mahmud Farj al Shihat" ... 

Il Boia si mette a lavoro su Giulio che, ignaro, è in Italia per le vacanze di Natale. Al Cairo, scoppia l'inferno tra la Sicurezza Nazionale e i Servizi Militari, che ormai si contendono il giovane ricercatore italiano come un trofeo che dà corpo a tutte le paranoie del regime. Lo Spionaggio esterno e il Nemico interno. Il ministro dell'Interno Abdel Ghaffar entra nella contesa. Con una lettera inviata ad Al Sisi (di cui il dossier riporta quello che ne sarebbe il testo), denuncia il "trasferimento illegale della pratica", l'"umiliazione" della Sicurezza Nazionale e del suo lavoro che "ha consentito di sollevare il coperchio sul ragazzo italiano e sulla rete cospiratrice a cui era collegato" e chiede che il caso venga restituito alla Sicurezza Nazionale.

Sappiamo che Giulio muore nelle 48 ore precedenti il suo ritrovamento, nella tarda mattinata del 3 febbraio. Ma perché far ritrovare il corpo? È ancora il dossier - ma non solo, come vedremo - a fornire ora una risposta plausibile. "All'alba del 3 febbraio, i Servizi segreti Militari consegnano il cadavere di Regeni alla Sicurezza Nazionale, ordinando di affrettarsi a seppellirlo con i suoi effetti personali in un'area del quartiere 6 Ottobre utilizzata dalla Polizia per far scomparire i sequestrati illegalmente e gli ignoti". Ma l'ordine non viene eseguito come i Servizi Militari vorrebbero. "Quella mattina, all'alba, il responsabile della struttura della Sicurezza Nazionale nella zona 6 ottobre raggiunge telefonicamente il generale Shaarawy. Lo informa dell'accaduto e dell'ordine ricevuto. Il generale Sharaawy si oppone e ordina al suo ufficiale di liberarsi rapidamente del corpo abbandonandolo in un luogo allo scoperto, in una delle strade desertiche vicine alla struttura in cui era stato consegnato dai Servizi Militari, di conservarne gli effetti personali e di recarsi personalmente nel suo ufficio per consegnarglieli. Lo stesso Sharaawy riferirà poi al ministro dell'Interno Ghaffar, informandolo di aver disposto la custodia degli effetti personali di Regeni in una cassaforte della Sicurezza Nazionale".

...Lo spaccato della resa dei conti interna al Regime si sovrappone come un calco a quanto, proprio in quei giorni, si legge nell'analisi ("The Egyptian media, the Conflict of Agencies and the President") di un autorevole think-tank come il "Washington Institute for near Policy". "Con la presa del Potere da parte di Al Sisi è ripreso il conflitto tra i Servizi segreti del Paese. La Sicurezza Nazionale tenta di recuperare il dominio che ha avuto nell'era di Mubarak. Il Servizio Militare, di cui Al Sisi è stato direttore e con cui ha stretti legami, lotta per evitare che non si pongano le condizioni per un nuovo Mubarak e una nuova Rivoluzione (...) È un conflitto non più nascosto. Bisognerà capire quanto in profondità si spingerà".

È in quella settimana di marzo, dunque, che, al Cairo, la verità su Regeni diventa un lusso che nessuno può più in alcun modo permettersi. "Shaarawy - scrive l'Anonimo - ha ora in mano anche la registrazione della riunione con il ministro e con Abbas Kamil". Ricatto chiama ricatto. Tutti colpevoli e dunque nessun colpevole. .."

Come presentare questa verità al governo e all'opinione pubblica italiana ? senza pregiudicare gli equilibri interni al sistema di potere egiziano ?  Ecco che si fa strada un'ipotesi che consentirebbe di superare lo stallo diplomatico senza togliere quasi nulla alla verità vera.

L'annuncio della scoperta del giacimento dell'ENI, che in teoria avrebbe dovuto sospendere le sue attività fino a quando l'Egitto non avesse fatto piena luce sull'omicidio di Giulio Regeni, sembra essere un messaggio trasversale ad Al Sisi: "nella faida tra i tuoi servizi ti conviene far emergere la verità, fare la parte di quello che è stato messo in mezzo suo malgrado, sacrificare la testa di qualche vertice dell'apparato militare, riconoscendone la responsabilità dell'omicidio, e consentire quindi di ripristinare le relazione d'affari precedenti. Noi siamo pronti, ce n'è in abbondanza per tutti ". La coincidenza è casuale.

 

Deutsche Bank contro la BCE di Draghi

salva banche what ever it takesLa Deutsche Bank, la più grande ed esposta banca d'Europa (70.000.000.000.000 di euro in derivati), ha lanciato un durissimo ed esplicito attacco alla BCE e a Mario Draghi. In un documento dal titolo "The ECB must change course", la banca tedesca fa un'analisi a tutto tondo delle politiche monetarie messe in campo da Draghi e conclude:

"With its “whatever it takes” stance the ECB has removed incentives for governments to reform and has distorted the market-based pricing of government bond yields. Politicians are also stuck because unpopular reforms would probably see them replaced by more national and euro-sceptic politicians, which poses an even bigger risk for the eurozone."

ECB president Mario Draghi... ignoring the wider consequences of monetary policy led to last crisis. "

Effetto Raggi, in Europa nasce il problema Renzi

 Il secondo turno delle elezioni comunali in Italia si svolgerà 4 giorni prima del referendum in Gran Bretagna e a una settimana dalle ri-elezioni politiche in Spagna. 

Una vittoria della M5S Raggi a Roma e del centrodestra a Milano potrebbe influenzare anche gli altri due eventi successivi, e qualcuno in Europa propone di suonare l'allarme rosso nei prossimi giorni, per isolare o limitare il contagio della sconfitta di Renzi, per non far crescere ulteriormente il senso di impotenza che traspare dai vertici di Merkel, Hollande, Cameron, Junker e Draghi; ma le opinioni su come e cosa fare divergono. 

Una parte dei laburisti inglesi e in generale del gruppo socialista europeo propone di scendere in campo a fianco del governo italiano, cardine della tenuta dei tecnocrati in tutto il continente, magari con l'ennesimo appello contro la "minaccia dei populisti". Qualcuno obietta che una simile discesa in campo sarebbe poco efficace, o addirittura controproducente, vista la bassa considerazione che l'opinione pubblica ha delle istituzioni europee.

Un'altra parte vorrebbe non esporsi troppo in difesa delle sorti di Renzi, che due anni fa si pavoneggiava come il "più votato dei leader europei". La Merkel ha già il suo da fare e non pensa di farsi coinvolgere più di tanto, anche perchè il sostegno che Renzi cerca si traduce in altre concessioni ad allentare i cordoni della borsa per far scendere una pioggia di bonus prima del referendum di ottobre.

Una cosa è certa: il volto tranquillo di Virginia Raggi ha letteralmente squarciato le pagine dei mass media di tutto il mondo, assieme alla notizia della sua probabile elezione a sindaco di Roma. Gli spagnoli e gli inglesi che saranno chiamati al voto dopo il 19 giugno hanno potuto vedere che si tratta di una giovane che ispira simpatia e attenzione anzichè evocare favole e incubi sui "populisti euroscettici assatanati".

Anche per questo la battaglia di Roma non può essere confinata al "semplice voto amministrativo" come ha cercato e cerca di fare Renzi, il quale ora inizia a  diventare, lui sì, un problema grosso per l'Europa. Al prossimo vertice Junker gli chiederà : "Matteo, ma non ci avevi garantito che in Italia era tutto sotto controllo per i prossimi 10 anni?"

 

My name is MUHAMMAD ALI

Quando nel 1964 Cassius Clay comunicò al mondo che da allora si sarebbe chiamato Muahmmad Ali, furono in molti a considerare quella scelta come una delle tante spavalderie del campione. 

 

Ma quando nel 1967 rifiutò di arruolarsi nella guerra del Vietnam, si cominciò a capire che in quella testa piena di pugni c'era una storia vera, che avrebbe contribuito a cambiare il mondo. Tutti oggi commemorano la scomparsa di "the Greatest", musulmano, nero e antimilitarista.

Ammirazione sincera o retorica ?

Benigni, la nostra Costituzione è la più bella del mondo, ma si può cambiare per avere le riforme

 

"La nostra Costituzione è la più bella del mondo, ma si può cambiare per avere le riforme" NON lo ha detto per primo Roberto Benigni in una surreale intervista al quotidiano Repubblica (chi lo intervistava - Ezio Mauro - è l'ex direttore, licenziato da Renzi, stessa sorte di Belpietro di Libero).

La frase ha il copyright di Erdogan l'Ottomano, coniata per convincere i sostenitori della costituzione laica turca ad accettare una "riforma" in senso religioso - musulmano. Per sostenere i suoi concetti, il turco non ha lesinato licenziamenti, arresti e incidenti mortali per i giornalisti più critici increduli.

La profondità del pensiero benigniano, ormai abituato a confrontarsi direttamente con Sant'Agostino, Hegel, Popper e compagni da cui trae le indiscutibili verità costituzionali - la frase "la sua forza è che la puoi cambiare" merita di essere suggerita ad Al Sisi, o a un concessionario di automobili - che poi offre ai comuni mortali televisivi, si manifesta al termine dell'intervista nell'invito a votare il Giachetti di Renzi alle prossime elezioni comunali di Roma. Bella la vita, e Benigni !.

La Germania si è accorta del genocidio degli Armeni

"... Ricordiamo che su due milioni di Armeni residenti in Anatolia, furono uccise circa un milione e mezzo di persone, i tre quarti - è importante vedere le proporzioni, oltre che il numero totale. Altrettanto avvenne per la minoranza siriaca (o assira, secondo le denominazioni)

 ... Ricordiamo che genocidio vuol dire sterminio programmato e organizzato dall’alto, non una cosa episodica. A volte la parola genocidio viene usata a sproposito oggi: genocidio significa la volontà di programmare dall’alto, di ottenere la sparizione di un popolo per motivi, dice la famosa dichiarazione delle Nazioni Unite del dicembre 1948, “etnici, politici o religiosi”. Questa è proprio la definizione del termine, inventato da un ebreo polacco, Raphael Lemkin, che inventò questa parola, dobbiamo sempre ricordarlo, nel 1944, e la inventò basandosi su ciò che era successo al suo popolo - la sua famiglia era scomparsa ad Auschwitz - ma tenendo presente la tragedia degli Armeni che studiava da 30 anni. Il collegamento lo stabilì già lui e lo dichiarò in due celebri interviste televisive che rilasciò negli anni ’50 agli albori della televisione."

(Antonia Arslan, autrice del libro "La masseria delle allodole")

Il Parlamento della Germania oggi ha votato una risoluzione in cui si riconosce che un secolo fa la Turchia commise il genocidio del popolo armeno. Il voto era previsto nel 2015 per la ricorrenza del centenario, ma fu rinviato per motivi diplomatici (la Merkel non voleva danneggiare la campagna elettorale di Erdogan).

Il dittatore turco Erdogan ha reagito violentemente al voto tedesco richiamando l'ambasciatore turco a Berlino. L'arroganza di Erdogan di fronte all'evidenza storica dovrebbe far capire alle istituzioni europee che non è possibile negoziare con un simile personaggio,ma la Merkel si è preoccupata di far sapere che la (sua) amicizia con il Sultano "è solida".

 

 

Lettera aperta delle Madri di Tiananmen 27 anni dopo

" ... Per 27 anni noi, familiari delle vittime di piazza Tiananmen, abbiamo lucidamente perseverato nei nostri tre appelli: verità, responsabilità e riparazione

 

nel tentativo di cercare una giusta risoluzione per la mancata giustizia di quanto accaduto il 4 giugno 1989. Ma il governo ci ha ignorato, fingendo che il massacro del 4 giugno, che ha scioccato il mondo intero, non sia mai accaduto in Cina e rifiutando di rispondere ai nostri appelli, mentre i nostri connazionali perdono gradualmente la memoria dell'evento. .."

il testo della lettera da Human Rights in China

Banca d'Italia ha già dimenticato la truffa di Banca Etruria ma l'inchiesta giudiziaria è a un passo dalla verità

Il governatore della Banca d'Italia il 31 maggio di ogni anno presenta la relazione sulle attività svolte nell'anno precedente, accompagnata dalle "considerazioni finali", un documento che riassume le analisi e le politiche su cui l'istituzione di vigilanza accende i riflettori del mondo finanziario e politico.

La Relazione presentata da Ignazio Visco quest'anno (2016) è stata scritta in realtà nel 2013 ma lui pensava che nessuno se ne accorgesse. Nella relazione manca qualsiasi riferimento esplicito alla vicenda della truffa di Banca Etruria e delle altre banche che hanno azzerato i risparmi di migliaia di cittadini, creando una situazione di crisi senza precedenti.

A chi gli faceva notare l'imbarazzante omissione, l'ineffabile Visco ha risposto che il riferimento alle banche in questione era assolto nelle "Considerazioni finali" da un link che rinviava a sua volta al documento presentato dallo stesso Visco nell'audizione del 19 aprile in commissione parlamentare. Documento in cui ovviamente Visco aveva ripetuto il ritornello già noto: la Banca d'Italia ha fatto tutto quello che era previsto nei suoi poteri "limitati".

L'affermazione fa il paio con quella del presidente della CONSOB Vegas di qualche settimana fa: CONSOB ha fatto quello che poteva, sulla base di quello che poteva e sapeva ...

Sia i vertici di Banca d'Italia che della CONSOB hanno evitato le domande più imbarazzanti: come si faceva a non sapere quello che stava accadendo nelle banche e non solo in Banca Etruria ?  

Sia Visco che Vegas ignorano che le loro rispettive istituzioni avevano firmato il 21 maggio 2012 un "Protocollo d'intesa tra la Banca d'Italia e la CONSOB in materia di scambio di informazioni sulle banche che effettuano offerte al pubblico aventi ad oggetto titoli di debito" .ProtocolloBI-Consob_21-5-2012.pdf (108,21 kb)

Dal 2012 in poi quali sono state le informazioni che la Banca d'Italia e la CONSOB si sono scambiate sulla situazione di Banca Etruria in occasione delle emissioni di Obbligazioni Subordinate ? Chi dei due ha nascosto all'altro ? Quali responsabilità potranno emergere dall'inchiesta sul "suicidio provocato" del pensionato Luigino D'Angelo ?

La ricostruzione degli eventi consente di individuare le responsabilità ... (in aggiornamento)