Donald TRUMP servo di MOSCA

Quello che sembrava solo un astioso e dispettoso addio di Obama alla Casa Bianca prima di far posto al trionfante Trump, comincia ad apparire sotto una nuova luce: una strategia di opposizione al trumpismo capace di unificare trasversalmente gli americani nel comune sentimento antirusso, anzi antisovietico.

rocky balboa vs ivan drago

L'espulsione di 35 diplomatici, come ritorsione alle attività di hackeraggio e "fiancheggiamento" a Trump durante la campagna elettorale, è un gesto simbolico che serve a tracciare la linea di demarcazione tra chi è contro Putin e chi è a favore.


E' un gesto che parla "alla pancia" dell'America, rubando un pò dello stile propagandistico trumpiano, e dichiara in modo inequivocabile che il successore di Obama alla guida del Partito Democratico è Obama stesso, anche senza l'abito del Presidente, più libero di lottare e interpretare gli scenari futuri.
La risposta di Putin alla mossa di Obama è sembrata essere quella di uno statista saggio e disciplinato contro la "diplomazia da cucina" del presidente uscente, ma a ben guardare ha fatto il gioco che Obama si aspettava, rivelando al mondo intero la propensione di Trump alle sviolinate imbarazzanti nel confronti del dittatore russo.


“Great move on delay – I always knew he was very smart!” ha twittato troppo tempestivamente Trump applaudendo alla decisione di Putin di non reagire all'espulsione dei russi con altrettante espulsioni di americani.

La frase di Trump rivela la sua profonda - e malriposta - ammirazione per l'orso russo e lo espone non solo al disdegno dei suoi amici di establishment - chi se ne frega, direbbe lui che ha vinto anche contro di loro - ma anche a quello di una parte notevole degli americani cresciuti nel mito di Rocky Balboa contro Ivan Drago, la sinfonia dei valori americani contro la cupezza maligna della potenza oltrecortina.
La fretta con cui Trump si lancia ad elogiare ogni mossa di Putin fa il gioco di Obama e della sua nuova, futura discesa in campo: Trump è il servo di Mosca, quello che consentirà a Putin di prendersi la rivincita contro l'America vittoriosa di Reagan e Clinton.

Ogni concessione diplomatica di Donald a Vladimir sarà denunciata come un gesto di servilismo, contro il quale Obama chiamerà gli americani (e gli europei e forse anche i cinesi) alla mobilitazione.

Omicidio REGENI, un'altra finta verità per coprire il regime Al Sisi

Che il capo del sindacato ambulanti, la "miseria umana" Mohamed Abdallah, fosse una spia dei servizi segreti del regime egiziano era cosa più che risaputa. vedasi https://www.menoopiu.it/post/2016/09/10/omicidio-regeni-e-la-mezza-verita-da-far-accettare-ai-genitori e quindi non è uno scoop la notizia riportata nell'intervista all'Huffington Post arabo.

"Sì, l'ho denunciato e l'ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso", racconta il capo del sindacato. "Siamo noi che collaboriamo con il ministero degli Interni - afferma Abdallah - Solo loro si occupano di noi ed è automatica la nostra appartenenza a loro. Quando viene un poliziotto a festeggiare con noi a un nostro matrimonio, mi dà più prestigio nella mia zona".
Poi la precisazione sui contatti con Regeni: "L'ultima volta che l'ho sentito al telefono è stato il 22 gennaio, ho registrato la chiamata e l'ho spedita agli Interni". Dunque appena tre giorni prima del sequestro del ricercatore italiano, avvenuto il 25 gennaio 2016, il ministero degli Interni aveva ricevuto una telefonata registrata di Giulio. Cosa si diceva nella chiamata? È stata consegnata agli atti degli inquirenti italiani? Abdallah trova anche "illogico" e strano che uno studente di Cambridge, che conduce una ricerca sui sindacati autonomi egiziani, rivolga domande agli ambulanti sugli stessi sindacati: "E' illogico che un ricercatore straniero si occupi dei problemi degli ambulanti se non lo fa il ministero degli Interni. Quando io l'ho segnalato ai servizi di sicurezza, facendo saltare la sua copertura, lo avranno ucciso le persone che lo hanno mandato qua". Un'allusione oscura, che apre ancora domande.

 

Il capo delle spie ambulanti in pratica suggerisce, per conto del regime di Al Sisi, la versione che dovrebbe porre fine alle richieste di verità per Giulio Regeni:
il giovane ricercatore italiano è morto nelle mani dei servizi segreti (stranieri secondo la nuova versione ovvero egiziani, su questo punto è aperta la trattativa), i quali sarebbero intervenuti sulla base della denuncia fatta dal "capo degli ambulanti" al quale Regeni si era rivolto per avere informazioni .

Il sindacalista, collaboratore dei servizi di sicurezza, ha aggiunto anche qualche dettaglio: “Io e Giulio ci siamo incontrati in tutto sei volte. E’ un ragazzo straniero che faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale. L’ultima volta che l’ho sentito al telefono è stato il 22 gennaio, ho registrato la chiamata e l’ho spedita agli Interni”.

Sulla base di queste affermazioni, il regime egiziano verrebbe scagionato dalle accuse principali che riguardano le responsabilità dei vertici della polizia, del ministero degli interni, dei servizi militari e dello stesso Al Sisi.
L'intera vicenda si riduce ad una morte accidentale durante gli interrogatori a cui Giulio sarebbe stato sottoposto dopo la denuncia del miserabile Mohamed Abdallah, il quale a sua volta avrebbe avuto giustificati motivi perchè il giovane faceva domande strane, come se fosse un agente di servizi segreti stranieri.

Abdallah fornisce anche una propria versione sugli scambi avvenuti con Giulio. In merito al video che il procuratore generale egiziano avrebbe consegnato al collega italiano, il sindacalista sostiene che la versione fornita dagli inquirenti del Cairo sia corretta. “Io non lo spiavo" aggiunge "Collaboravo con lui, non avete notato che la situazione si è calmata da quando hanno visto quel video?”. L’allusione di Abdallah è che quelle scene riprendessero Giulio nel tentativo di offrire una somma di denaro al sindacalista in cambio di alcuni informazioni. Non ha però precisato che tipo di informazioni.
Insomma, Regeni una spia uccisa da servizi segreti stranieri. Questa è l’ultima versione fornita da chi ha avuto, in un modo o nell'altro, un ruolo nella tortura e l’uccisione del ricercatore italiano. Solo durante il vertice di settembre Abdallah ha cercato più volte di smentire ogni suo coinvolgimento, dicendosi estraneo a ogni esposto agli Interni riguardo alle attività di Giulio. D'altronde lo stesso Giulio, in uno dei suoi appunti, lo aveva definito “una miseria umana”.

Perchè il "miserabile" confessa ora quello che aveva negato qualche mese fa?
Probabilmente serve ad aprire la strada ad una versione accomodante, forse l'ultima, che offre pezzi di verità dentro una cornice di bugie, ma che potrebbe essere sufficiente e utile per il governo italiano, alla ricerca di una via di uscita che gli consenta di riprendere al più presto gli affari con il regime di Al Sisi.
Sì, è vero che i servizi segreti egiziani hanno seviziato e torturato fino alla morte Giulio Regeni, ma in fondo erano stati indotti ad un comportamento così estremo dalle informazioni del "sindacalista" il quale a sua volta aveva alcuni elementi ... ecc ecc.

Gentiloni non vede l'ora di chiudere il caso, magari facendolo scivolare nel dimenticatoio, con una "verità" un pò meno dozzinale di quella proposta dagli inquirenti egiziani, e incassare il ringraziamento interessato dell'ENI e dell'industria militare

Xi Jing Ping, un lieve comportamento criminale non è reato se commesso dai suoi poliziotti

Il caso di Lei Yang, un giovane cinese morto il 7 maggio scorso in circostanze "misteriose" dopo essere stato arrestato e picchiato dalla polizia a Pechino, è il paradigma del concetto di legalità nella Cina di Xi Jing Ping.

Se qualcuno muore a causa delle violenze subite da parte dei poliziotti, il fatto non costituisce reato perchè si tratta di un "lieve comportamento criminale", non perseguibile da parte della magistratura, e anzi, chi ne parla in termini scandalizzati deve essere censurato. La sentenza è stata emessa pochi giorni fa e ha suscitato un'ondata di indignazione nell'opinione pubblica cinese, messa subito a tacere con i soliti sistemi di controllo e censura.
Anche nei paesi occidentali - dagli USA all'Italia - si verificano casi di cittadini assassinati dalla polizia e coperti dalla magistratura più o meno compiacente, tutto il mondo è paese - ma un'assoluzione basata sul principio "del lieve comportamento criminale" è una riscrittura fondamentale nella storia dei diritti umani presenti e futuri.


La giustizia non si accerta, ma si pesa. I crimini pesano di meno se sono commessi per difendere il regime. Teoria di Xi Jing Ping.


http://www.nytimes.com/2016/12/23/world/asia/china-lei-yang-police.html
https://apnews.com/5ecc82c103e94cd0b34c8996d55fdc8a/Charges-dropped-for-Beijing-police-in-death-in-custody-case
http://chinadigitaltimes.net/2016/12/police-escape-charges-in-beijing-arrest-death/

ATTENTATO al Tupolev russo con a bordo il coro dell'ARMATA ROSSA

Come per l'aereo russo precipitato in Sinai nell'ottobre del 2015, il TU-154 decollato da Sochi e inabissato nel mar Nero è stato abbattuto da un attentato terroristico

Nel disastro scompare uno dei miti della Russia pre e post muro di Berlino, la Aleksandrov Ensemble, conosciuto in tutto il mondo come il coro dell'Armata Rossa.

 

L'aereo era diretto in Siria. E' scomparso dai radar dopo 20 minuti dal decollo. Le autorità militari russe negano l'ipotesi terroristica, ma non non forniscono una spiegazione plausibile delle cause di incidente. Il ministro dei Trasporti invece non esclude la matrice terroristica.

Una settimana dopo l'assassinio dell'ambasciatore russo ad Ankara, il disastro del Tupolev è un altro durissimo colpo al prestigio di Putin: i suoi apparati di sicurezza non riescono a prevenire gli attentati contro obbiettivi russi, e nel caso del Tupolev decollato da Sochi, gli attentatori avrebbero agito indisturbati in territorio russo.

 

https://www.menoopiu.it/post/2015/11/03/Le-verita-nascoste-attorno-allaereo-russo

 

La BCE di Draghi salva il MONTE DEI PASCHI di Draghi

Non fatevi ingannare dal nome, decreto "salvarisparmio", perchè il trucco è lo stesso giù usato con la "buonascuola": confezionare un pacco con un bel nome per nasconderci dentro qualcosa di maleodorante.

mario draghi


Il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena non è ancora noto nei dettagli - quelli in cui sempre si nasconde il diavolo - ma nelle linee generali si intuisce che :


1) i cittadini contribuenti si accollano un ulteriore aumento di debito pubblico per 20 miliardi


2) Il fondo di 20 miliardi viene coperto con emissione di titoli di Stato che saranno acquistati dalla BCE di Mario Draghi, impacchettati nel mucchio chiamato Quantitative Easing. Di fatto si tratta di un'operazione incestuosa da un punto di vista finanziario.


3) Non sono noti i termini di rimborso / conversione dei titoli subordinati del Monte dei Paschi nelle mani dei risparmiatori, ma è molto probabile che verranno utilizzati i sotterfugi ben noti al mondo della finanza per accollargli maggiori rischi futuri in cambio di apparenti vantaggi immediati.


4) Il Monte dei Paschi è di fatto "nazionalizzato" con fondi pubblici, e quindi si apre un capitolo importantissimo su chi e come andrà a gestire la futura banca.
Il partito che ha amministrato e distrutto il Monte dei Paschi negli ultimi decenni è al governo (abusivo) del Paese: sarebbe l'ennesimo insulto alla ragione pensare che la gestione della banca salvata con i soldi dei cittadini venga affidata ai giochi di potere dei renziani, verdiniani, alfaniani, bersaniani, ecc ecc.


5) Il problema della gestione del futuro "Monte dei Paschi d'Italia" non può essere separato da una rigorosa ricostruzione delle responsabilità amministrative e penali che hanno devastato il risparmio di milioni di cittadini: sia la magistratura che il Parlamento (attraverso un'apposita commissione d'inchiesta) hanno l'obbligo di fare chiarezza sui comportamenti delinquenziali dei banchieri e degli organi Banca d'Italia e Consob che dovevano controllarli.
Senza questa minima chiarezza, tra qualche anno i contribuenti si troveranno ad avere più tasse da pagare (per aver "salvato" il Monte dei Paschi) e con gli stessi amministratori responsabili del dissesto bancario, più voraci e arroganti di prima.

Da Libero.it  : Mps, i misteri di Draghi e il giallo sulla commissione Jp Morgan


PS . Noto con piacere che anche il giornale più fiancheggiatore di Draghi non può fare a meno di citare il benemerito governatore della BCE nella ricostruzione delle responsabilità sul dissesto del MPS. Da La Repubblica 


"Non lievi sono le responsabilità di Consob e Banca d'Italia, che vigilando hanno approvato acquisizioni e emissioni di titoli per circa 20 miliardi, già in cenere o ben avviati. ...
E Banca d'Italia? Autorizza, governante Mario Draghi, l'acquisto lampo di Antonveneta senza neppure una perizia contabile e a una cifra eccessiva per il Monte. "

Sono i miracoli del post 4 dicembre?

Attenti alla TRUFFA del salvataggio pubblico di MPS

SOLO in ITALIA chi insulta i giovani disoccupati diventa ministro del lavoro

Il Ministro del Lavoro Poletti ha insultato pubblicamente i giovani che vanno all'estero per cercare lavoro. Nonostante l'indignazione nazionale, Poletti resta al suo posto nel governo Gentiloni-Renzibis. Speriamo che non gli venga in mente di commemorare la giovane Fabrizia Di Lorenzo, emigrata in Germania per lavoro, uccisa nell'attentato di Berlino.

 

 

E il Presidente della Repubblica Mattarella, quando farà il rituale discorso agli italiani la sera di San Silvestro e cercherà di commuoverci sul dramma dei giovani che non hanno un lavoro, si ricordi che il Poletti è un ministro a cui lui può togliere l'incarico.

Se non lo fa, caro Presidente della Repubblica, i giovani si sentiranno insultati anche da Lei.


Lettera Aperta

Poletti Dimettiti !

Poletti deve sloggiare

Da Ankara a Berlino, i misteri di un giorno di terrore

Nel tardo pomeriggio l'ambasciatore russo in Turchia Andrej Karlov viene assassinato ad Ankara da un agente della sorveglianza. Alle 20,15 a Berlino, nel quartiere commerciale di Charlottenburg, un camion si lancia sulla folla, uccidendo almeno 12 persone.

Due attentati apparentemente diversi e distanti ma collegati da un comune denominatore: la guerra in Medio Oriente e il nuovo "squilibrio del terrore" che si è venuto a creare con la caduta di Aleppo, la vittoria militare della coalizione Assad-Putin, le ambizioni del dittatore turco Erdogan, la sconfitta di Obama, la vacatio di Trump e i riflessi sul cuore spompato dell'Europa 

Come è stato possibile che nella Turchia militarizzata e sultanizzata da Erdogan, un esponente importante e fondamentale della diplomazia internazionale sia stato assassinato in mondovisione con tanta facilità?

E dopo poche ore, l'attacco al cuore dell'Europa sicura, opulenta e tradizionale è solo una coincidenza oppure è la rappresaglia di poteri segreti che escono allo scoperto per rimarcare la loro cupa presenza ?

Come ha fatto un agente di 22 anni a sottrarsi alle massicce e spietate epurazioni del regime, a nascondersi a tutto e a tutti, per uscire allo scoperto guidato dal "cronometro" della storia? vorrebbero farci credere alla storiella del "terrorista dell'ISIS" che vendica le migliaia di vittime di Aleppo?

L'assassinio dell'ambasciatore russo in Turchia è stato commissionato, preparato e realizzato dai servizi segreti americani, con la piena consapevolezza dello scenario politico-militare che si sta delineando dopo la vittoria di Putin in Siria e il riavvicinamento di Erdogan. 

L'attentato di Berlino è stata la rappresaglia immediata all'attentato di Ankara.

Anche nel caso di Berlino è impossibile pensare che un esaltato islamico abbia potuto organizzare tutto da solo e in poco tempo, senza passi falsi e in uno dei paesi più "controllati" del mondo.

ll camion sarebbe piombato sulla Breitscheidplatz, ai piedi della "Gedaechtniskirche",  nel cuore della parte occidentale di Berlino provenendo dalla stazione dello Zoologischer Garten.

... Gli inquirenti stanno interrogando l'uomo che avrebbe guidato il camion polacco contro il mercatino natalizio. Lo riferisce il Die Welt, secondo il quale la persona morta trovata nella cabina del mezzo era polacca. Il quotidiano tedesco sembra così avvalorare apparentemente l'ipotesi - avanzata da alcune fonti tra cui lo spedizioniere polacco che ha raccontato di non aver avuto notizie dell'autista, il cugino, dal pomeriggio - che il camion polacco, partito dall'Italia e che doveva fare tappa a Berlino, sulla strada di casa a Stettino, possa essere stato sequestrato e usato per compiere la strage.

Più probabile immaginare che l'attentatore fosse un agente coperto, da innescare a comando, e in questo caso da parte dei servizi che avevano subito poche ore prima lo smacco dell'assassinio di Ankara. 

 

___________________

 

da RT

 

  • 19 December 2016

    21:43 GMT

    Turkish President Recep Tayyip Erdogan called the shooting of Russia’s ambassador in Ankara a provocation, aimed at destroying bilateral ties. The Turkish leader "strongly" and "vehemently" condemned the assassination of Andrey Karlov.


    "I believe this is an attack on Turkey, the Turkish state and the Turkish people, and also a clear provocation ... [in terms of] Turkish-Russian relations. I am sure our Russian friends also see this fact," Erdogan said. ”Both Turkey and Russia have the will not to be deceived by this provocation.”


    The Turkish leader also confirmed the identity of the attacker as 22-year-old Turkish riot police officer Mevlut Mert Altintas. Erdogan also added that a joint commission with Russia would be established to investigate the murder. 


    "All the security measures around the Russian embassy and consulate general have been tightened as we agreed with Mr. Putin," Erdogan noted. "Our relations with Russia are significant … I am calling on those who aim to destroy our relations: You are waiting in vain. You will never reach your goals,” Anadolu reported.

  • 20:59 GMT

    US-based cleric Fethullah Gulen strongly condemned the attack and has absolutely no links to the gunman, Alp Aslandogan, Gulen’s advisor on media issues, told Reuters. "Mr. Gulen categorically condemns this heinous act,” he stressed.

  • 20:33 GMT

    Turkish Foreign Minister Mevlut Cavusgolu, who is currently visiting Moscow, said that the murder of the Russian ambassador in Ankara hasn’t affected relations between the two countries, which will work together on the investigation, Reuters reported.

 

 

 

 

Virginia RAGGI, la "sindaca tentenna", che se non si dimette affonda i 5STELLE

Da cittadino elettore della sindaca Raggi mi auguro che si dimetta subito e consenta di chiudere la vicenda della sua vergognosa incapacità di capire le cose minime dell'amministrazione pubblica. Mi auguro che si dimetta per i tanti motivi accumulati nei suoi primi sei mesi di governo della metropoli, e non solo per l'ultimo scandalo che coinvolge il suo pupillo (o il suo burattinaio) Raffaele Marra.


Ho votato Raggi non per la persona (sconosciuta) ma per l'esperienza che era chiamata a rappresentare e che paradossalmente rischia ora di naufragare pochi giorni dopo la vittoria referendaria del NO che ha consacrato il movimento 5Stelle come principale aspirante al governo dell'Italia.
I retroscena della vicenda Marra dimostrano che quest'ultimo aveva approfittato della "ingenuità" del modello organizzativo delle primarie "pentastellate" per impadronirsi di una parte dell'apparato e far salire al Campidoglio una persona - la Raggi - di fiducia di una banda di affaristi . Questa è l'amara verità che si sta disvelando.

I vertici del MoVimento avevano capito ben poco all'inizio: pensavano di cavarsela senza dover ammettere l'errore clamoroso, presi dalla paura che la bomba scoppiasse prima della conclusione della campagna referendaria; hanno sbagliato anche loro a sottovalutare il rischio di trascinare la situazione e soprattutto dimostrano di "non fidarsi" ancora di se stessi.

La legittimazione del movimento CinqueStelle non discende dalla persona Raggi, bensì è vero il viceversa, e molti elettori sarebbero disposti a considerare la figuraccia di Roma come un incidente di percorso solo se la sindaca si dimette subito e consente nuove elezioni in cui i 5Stelle si presentino con proposte e personaggi credibili, capaci e al di sopra di qualsiasi sospetto. Ne avrebbero ampie possibilità, perché c'è una parte sana e positiva della società che ha iniziato a riconoscersi nelle loro idee.

Ma se la Raggi resta al suo posto, pur "commissariata" da Grillo come in parte lo è stata finora, consegnerebbe l'intero movimento ad un destino di sberleffi e faide di cui i soliti "altri" non potrebbero che approfittarne, con tutto ciò che ne consegue.
Lo scandalo di Roma è diventato il punto di svolta più importante della politica italiana.

Nasce il Governo di IRRITAZIONE NAZIONALE

Superando ogni pessimistica previsione, Gentiloni si presenta all'Italia con un governo fatto apposta per insultare tutti quelli che hanno votato NO al referendum. Una decisione grave e carica di implicazioni negative, che approfondisce il solco di sfiducia tra cittadini e istituzioni e genera una ancor più diffusa "irritazione".

La lista dei nomi dei ministri è raccapricciante. Quasi tutti gli stessi di prima, con la Boschi "spostata" a vice di Gentiloni, un paio di nuovi impresentabili, e in tutto il Mondo saremo rappresentati dalla faccia di Alfano; "ve lo siete meritati", sghignazzano quelli del PD, così la prossima volta ci pensate due volte prima di votare contro il capetto fiorentino.

Incarico di governo a Gentiloni per cercare di addormentare gli italiani

GOVERNO RENZILONI. Come previsto, Renzi non ha alcuna intenzione di dimettersi: ha creato le condizioni per continuare a governare con la faccia di Paolo Gentiloni e sbeffeggiare Mattarella e tutti gli italiani

 

Il principale obbiettivo del nuovo presidente del consiglio sarà quello di "addormentare" il clima politico, utilizzando il pretesto della legge elettorale da cambiare per prendere tempo e trascinarsi almeno fino al prossimo autunno.

E mentre tutti dormono cullati da Gentiloni, Renzi cercherà di riordinare le fila del suo apparato di potere, rincuorare le truppe del PD, mantenere il controllo della RAI  e proporsi come nuovo per la prossima stagione.

Ma prima di fare finta di tornare a casa, Renzi non ha perso l'occasione di sbeffeggiare il Presidente Mattarella, negandogli la primizia ufficiale dell'incarico a Gentiloni e riservando a se stesso l'annuncio del suo clone. 

Il mancato accordo con Berlusconi è solo una questione di tattica: il capo di FI gli ha chiesto di metterci la sua faccia per un'intesa su una nuova legge elettorale proporzionale, mentre Renzi ha voluto lasciare il compito al suo Gentiloni che dovrà sporcarsi le mani e sottoscrivere un accordo con Forza Italia per mettere fuori gioco i 5 Stelle. 

Attenti alla TRUFFA del salvataggio pubblico di MPS

E' scandaloso che il governo Renzi in tre anni non abbia trovato una soluzione dignitosa della scandalosa vicenda Montepaschi di Siena.
E' scandaloso che ora, in pochi giorni e facendosi scudo dei piccoli risparmiatori, si cerchi di far passare una soluzione-truffa ai danni dei contribuenti per coprire le responsabilità politiche e penali di chi ha gestito il caso MPS.

 


La soluzione più semplice per impedire la truffa ai danni dello Stato e salvare i piccoli risparmiatori è la seguente: la costituzione di un fondo pubblico che acquista le obbligazioni subordinate dei risparmiatori, circa 2,1 miliardi,  ad un valore uguale al prezzo pagato al netto degli interessi incassati, senza convertirle in azioni Mps; il fondo pubblico in contropartita acquisisce la titolarità gratuita di una quota di crediti in sofferenza (NPL), incassa il recupero dei crediti e si autoliquida. 
Tutto il resto va per la sua strada, anche quella dell'eventuale fallimento.


In parallelo, è necessario che la magistratura e il futuro Parlamento (attraverso una commissione di inchiesta) facciano piena luce sui tanti risvolti oscuri degli ultimi 10 anni di storia del MPS. Perchè è bene ricordare che quello che è successo, e sta succedendo, attorno alla più antica banca del mondo è uno scandalo di proporzioni inaudite per gli intrecci tra la politica, i poteri finanziari, massonici e mafiosi su scala europea.

Oltre alla storia ancora oscura dei derivati e dei bilanci falsi per acquistare Antonveneta dal Santander, di cui la Banca d'Italia governata da Mario Draghi non si era accorta , c'è da fare piena luce su come siano stati generati e gestiti i  ventotto miliardi di crediti in sofferenza che ora gravano sulle spalle degli italiani. Chi ha incassato quei crediti ? quale tessuto di potere hanno alimentato ? chi ha interesse a far sparire quei crediti nel nulla o a consegnarli nelle mani di "amici"?

All'ombra del salvataggio dei piccoli risparmiatori si sta cercando di salvare i grandi truffatori.


Il caso (?) vuole che lo scandalo MPS abbia messo radici nei primi anni di Mario Draghi alla Banca d'Italia - quando questa esercitava ancora la piena vigilanza sul sistema bancario nazionale - e veda il suo epilogo nel momento in cui la responsabilità di vigilare sui grandi gruppi europei è passata alla BCE, con Mario Draghi al comando ma con i tedeschi a fargli le pulci.

Molti si interrogano sul motivo del rifiuto della Sorveglianza BCE (organo indipendente da Draghi) a concedere una piccola proroga per l'aumento di capitale oltre il 31 dicembre. La risposta nei prossimi giorni ...

 

PS - Nello scorso luglio avevo scritto : Crisi Monte dei Paschi anticamera della crisi del governo Renzi ? 

TRUMP consegna a PUTIN le chiavi del cimitero di ALEPPO

Quello che resta di Aleppo, un enorme cumulo di morti, macerie e affamati, sta per finire nelle mani di Assad, cioè di Putin. Da quando Trump ha vinto le elezioni negli USA, i ribelli asserragliati nel cuore della seconda città siriana hanno iniziato a cercare una via di fuga dall'assedio infinito.

Ormai è solo questione di ore, e non si sa ancora se ci sarà l'ennesima carneficina o se sarà contrattata una tregua umanitaria.

Sul piano pratico la caduta definitiva di Aleppo non aggiunge nulla di nuovo allo scenario militare in Siria, dove il macellaio Assad si appresta a riaprire la bottega russa, ma le conseguenze geopolitiche consentiranno a Trump di insediarsi a gennaio avendo chiuso il contenzioso più duro con Putin, aperto e gestito in maniera catastrofica da Obama, dando la possibilità ai due amici di tornare a parlare di affari.

PS. Per non far perdere l'allenamento ai soldati russi, Putin sta iniziando ad aprire un nuovo fronte di intervento in Libia, dove nessuno è ancora riuscito a prendere il sopravvento. Grazie ai buoni rapporti con Trump, il dittatore russo potrebbe mettere i piedi sulla sponda mediterranea del nordafrica, magari con il "nobile" intento di fermare il flusso di migranti.

 

Dopo Renzi, inizia la ricerca di un accordo PD-Berlusconi

Gli italiani hanno bocciato il tentativo di costruire un nuovo blocco di Potere basato sul narcisismo dinamico di Renzi e il continuismo dell'era Napolitano.

 

 

Dopo l'inequivocabile voto del 4/12 Renzi si dimette - come avrebbe potuto non farlo ? - da presidente del consiglio, ma resta segretario del partito di maggioranza nel parlamento, posizione che cercherà di sfruttare per provocare di fatto una paralisi istituzionale con la quale screditare le opposizioni - in particolare i 5 Stelle - per poi negoziare un accordo di potere con Berlusconi che eviti di qualche mese il necessario ricorso alle elezioni anticipate.

Mattarella è chiamato a scegliere tra due opzioni: assecondare il tentativo Renzi-Berlusconi di arrivare al voto non prima della fine del 2017, caricandosi di una responsabilità notevole rispetto ai desiderata espressi dal voto del 4 dicembre; oppure forzare il parlamento a votare una legge elettorale minima ma organica (Camera e Senato) per andare a votare prima dell'estate del 2017. Quale delle due scelte, lo si capirà da come e a chi darà l'incarico per la formazione del nuovo governo.

Il Movimento 5 Stelle è il vincitore principale del 4 dicembre: è stato suo l'apporto di voti maggiore al fronte del NO, e sulla scia della vittoria ha l'obbligo di indicare un'alternativa al tentativo di Renzi-Berlusconi di ritardare il voto. Senza però cadere nella trappola di utilizzare l'Italicum come scorciatoia per andare al potere.

La stampa di apparato - con il gruppo De Benedetti in testa - esce pesantemente sconfitto dal referendum. Il direttore di "Repubblica" dovrebbe dimettersi?

Anche Mario Draghi esce indebolito dalla sconfitta di Renzi: nell'immediato dopo-referendum ha dato ordini di comprare BTP e azioni delle banche italiane, per dare l'impressione che i mercati non temono la crisi italiana e che la vita (dell'euro) continua. Ma è solo un bluff, anche per lui la resa dei conti è vicina. Non può passare sotto silenzio il fatto che Renzi ha utilizzato il Quantitative Easing della BCE per aumentare il debito pubblico di altri 100 miliardi, quasi tutti spesi in mance elettorali, e che Draghi ha favorito oggettivamente il "moral hazard" di Renzi, permettendogli anche di rinviare le soluzioni possibili per le banche in crisi, Montepaschi in primis.

 

REFERENDUM ITALIA, primo exit poll

REFERENDUM ITALIA, primo exit poll

 

NO 55%  - -  SI 45%

 

Secondo il primo exit poll il NO vince con una percentuale tra il 54 e il 59% contro il 46- 41% del SI

Ma altre previsioni danno un vantaggio minore per il NO, e quindi diventerebbe decisivo il voto all'estero.

L'unico dato certo è la grande affluenza di elettori, oltre il 65%, che trasforma la vittoria del NO in una cacciata di Renzi a furor di popolo.

________________________________

ore 22.00 - manca un'ora alla chiusura dei seggi - e Renzi annuncia che parlerà a mezzanotte da Palazzo Chigi. Brutto segno, vuol dire che già conosce il primo exit poll a lui favorevole?

 

 

REFERENDUM ITALIA, gli scenari del dopo voto

Il dopo referendum non dipende solo da chi vince - se il NO o il SI - ma anche dalle percentuali  con cui il voto si suddividerà.

Ecco cosa potrebbe succedere a seconda dell'esito del voto 

se vince il SI con oltre il 53%

Renzi occupa la RAI e Mediaset, ordina a Mattarella di sciogliere le Camere prima della sentenza sull'Italicum

 

si va a votare subito con l'Italicum, Renzi si fa un partito personale, ottiene più del 40% e si prende tutto. Ai soliti populisti non resta che strillare a vuoto contro il regime di Renzi.

se vince il SI tra il 51% e il 53%

Renzi occupa la RAI e Mediaset, aspetta la sentenza sull'Italicum e si mette d'accordo con Berlusconi per una legge elettorale molto simile all'Italicum

si a votare  prima dell'estate 2017, Renzi vince e si prende tutto ecc ecc

se vince il SI con meno del 51%

Renzi occupa la RAI, aspetta la sentenza sull'Italicum, modifica la legge elettorale con Berlusconi solo in minima parte

si va a votare dopo l'estate 2017, dopo il voto tedesco per capire come butta in Europa ed estorcere un altro pò di soldi per fare le elezioni

se vince il NO con più del 53%

Renzi si dimette, ordina a Mattarella di incaricare  un suo nominato, aspetta la sentenza sull'Italicum e si mette d'accordo con Berlusconi per una legge elettorale quasi-proporzionale.

si va a votare dopo l'estate 2017, si aspetta il voto tedesco e si fa il governo di unità PD-FI

se vince il NO tra il 51 e il 53%

Renzi non si dimette, aspetta la sentenza sull'Italicum ecc ecc

Si va a votare dopo l'estate 2017 e dopo un'altra pioggia di bonus

se vince il NO con meno del 51%

Renzi occupa la RAI, si proclama vincitore morale politico, non si dimette ecc ecc

NON si va a votare prima del 2018