SALLY YATES for PRESIDENT

La frase con cui Donald Trump "licenzia" Sally Yates, il ministro della Giustizia pro-tempore in attesa della nomina del razzista Jeff Sessions da parte del Congresso, ricorda nella forma e nella sostanza il cupo lessico nazista: "Ha tradito il Dipartimento di Giustizia rifiutando di attuare un ordine messo a punto per difendere i cittadini americani". Le stesse parole con cui i dittatori di ogni epoca hanno liquidato i funzionari che si opponevano ai loro editti.

Le parole "tradimento" e "rifiuto" usate per eliminare politicamente e fisicamente chi esprime un dubbio e non si allinea, trascinandolo davanti al pubblico disprezzo non potendo, per ora, attivare il plotone di esecuzione.

Il delirio di onnipotenza ispirato dal suo capo stratega Steve Bannon sta superando i limiti dell'immaginabile; gli Stati Uniti d'America sono sull'orlo di una crisi epocale del sistema istituzionale e sociale.

Sally Yates era fino ad oggi una oscura funzionaria dell'ex Obama, in carica per il disbrigo dell'ordinaria amministrazione nell'interim della successione, e il suo nome ora rimbalza in ogni angolo dell'America e del Mondo come un eroe della giustizia, del buon senso e del coraggio di sfidare la stupidità del potere, essendosi rifiutata di accondiscendere supinamente alle direttive contro gli immigrati musulmani.

Sally Yates da oggi è un simbolo di resistenza, contro e oltre gli establishment di qualsiasi colore, un ottimo candidato alla carica di Presidente degli Stati Uniti.

 

TRUMP è un pazzo pericoloso o un abile biscazziere?

trump vs muslimsTRUMP inizia la "guerra lampo" contro i deboli del mondo, si allea con PUTIN e riporta gli USA all'epoca della guerra in Vietnam.

Con il paravento della "lotta al terrorismo", il "vigliacco pericoloso", come lo ha definito il New York Times, compie le prime mosse di uno scontro di proporzioni e incognite senza precedenti. Proteste in tutto il mondo, mentre un giudice americano blocca il bando di Trump sui rifugiati. L'uso strumentale della "lotta al terrorismo" copre di ridicolo l'establishment americano: l'Arabia Saudita, da cui proveniva la maggioranza degli attentatori del 11 settembre, non è inclusa nel bando, e Trump si guarda bene dal leggere i documenti desecretati che comproverebbero il coinvolgimento del paese arabo nemico dell'Iran.

La pioggia di "ordini esecutivi" con cui Trump ha inondato lo scenario politico mondiale pone un interrogativo inquietante anche a coloro che hanno un punto di vista neutrale e "prudentemente realistico".

Il Wall Street Journal giudica la prima settimana di Trump un esempio di "governare senza un copione" e amministrare la Casa Bianca come fossero le sue aziende, con decisioni prese all'ultimo minuto, tanto che anche molti dei suoi consiglieri e alleati di partito sono rimasti sconcertati.

Il "muro del Messico" e la minaccia, poi smentita, di dazi doganali, il bando contro l'immigrazione da sette paesi islamici, tra cui l'Iran dell'accordo nucleare, la negazione del diritto di asilo ai profughi siriani, la crociata antiabortista, la negazione dell'emergenza ambientale, il ripristino dei progetti sugli oleodotti, la messa al bando della stampa non allineata, sono alcune delle "perle" infilate in meno di dieci giorni, figuriamoci il resto dei prossimi 4 anni.
Tra i suoi sostenitori si afferma che le convulsioni trumpiane fanno parte di una strategia negoziale tipica dei grandi uomini di affari: alzare subito la posta al tavolo da gioco in modo da costringere gli avversari più deboli (tra cui l'Europa) ad autoeliminarsi o allinearsi e intimorire quelli più forti (Cina e Russia) per costringerli ad un negoziato su basi diverse.
In sintesi, l'anima del biscazziere e del giocatore d'azzardo alla guida della potenza economica e militare americana.
Esiste ovviamente un'altra versione, sostenuta dagli avversari, che dipinge Trump come un pazzo avventuriero, capace di portare guerre e disordini, incompetente negli affari di Stato e attento ai suoi personali.

Da El Pais:

El Hitler yanqui Al igual que el Führer probó sus armas en España, Trump usa a México como laboratorio

 

In attesa di sciogliere i dubbi su cosa si nasconda dietro la maschera di Trump, le sinistre agonizzanti nei vari paesi del mondo lo ringraziano per avergli dato l'occasione di riaprire le valigie in soffitta, mentre le destre nazionaliste in Europa provano a scimmiottarlo.

Ho l'impressione che anche l'Europa dei tecnocrati tragga un imprevisto giovamento dalle mosse confuse di Trump, di cui potranno agitarne lo spauracchio per giustificare la necessità di una unione "forzata" e imposta dall'alto. Un motivo in più per sentirsi vittime del pazzo biscazziere.

http://www.wsj.com/articles/trumps-first-week-governing-without-a-script-1485544924

https://www.theatlantic.com/business/archive/2017/01/trump-mexico-border-wall-tax/514664/

https://www.theguardian.com/us-news/2017/jan/27/trump-immigration-plan-refugees-vetting-reaction

Inizia l'era di TRUMP NOT MY PRESIDENT

Papa Francesco: Trump come Hitler?

da El Pais : Después de [Paul von] Hindenburg, la crisis del 30, Alemania destrozada, busca levantarse, busca su identidad, busca un líder, alguien que le devuelva la identidad y hay un muchachito que se llama Adolf Hitler y dice “yo puedo, yo puedo”. Y toda Alemania vota a Hitler. Hitler no robó el poder, fue votado por su pueblo, y después destruyó a su pueblo. Ese es el peligro. En momentos de crisis, no funciona el discernimiento y para mí es una referencia continua. Busquemos un salvador que nos devuelva la identidad y defendámonos con muros, con alambres, con lo que sea, de los otros pueblos que nos puedan quitar la identidad. Y eso es muy grave.

Women's March: milioni di donne contestano Trump

women's march

Donald Trump si autoproclama "popolo"

"Today we are not merely transferring power from one administration to another or from one party to another. We are transferring power from Washington, D.C. and giving it back to you, the people."

L'Inauguration Day più contestato della storia americana segna l'inizio di un cambiamento che avrà effetti dirompenti sui vecchi equilibri precari del mondo in cui abbiamo vissuto negli ultimi 25 anni.

Trump not my president

Fino ad ora la retorica di tutti gli schieramenti ha prevalso sulle analisi più obbiettive e sulla capacità di prevedere la complessità dei fenomeni di trasformazione profondi. 

Donald Trump è il secondo "populista" a salire al potere ( il primo fu Tsipras nella Grecia che sta al fondo della graduatoria del potere mondiale); ha scalato la Casa Bianca grazie alla disillusione di milioni di persone a cui la globalizzazione degli establishment aveva promesso un futuro di inarrestabile benessere, ritrovandosi invece più poveri e meno tutelati.

Non sarà facile fargli capire che Trump non porta le soluzioni da loro sperate, ma anche chi contesta il 45° presidente degli Stati Uniti non ha ancora fatto i conti con i veri errori del passato. 

dal New York Times

Now comes President-elect Donald Trump. He has won the office and yet has continued his vindictive, disruptive style of politicking. He has run a post-campaign that has corroded the traditional grace period of considerate political transition that the nation needs. The hope of citizens for a better future, for a sense of uplift, has wound up hostage to his impetuous Twitter attacks on individuals, institutions and nations. 

(...) Americans who voted for Mr. Trump, as well as those who voted against him, surely must see that few incoming presidents have been in greater need of an informed cabinet and experienced public officials. Yet his cabinet choices have largely been ideologues and plutocrats who may or may not carry out Mr. Trump’s contradictory campaign promises.

 

Il New Yorker Post rincara la dose

Maybe the day of transformation will come soon and Trump will be nothing more than a bumptious, vulgar, ideologically unpredictable, utterly survivable conservative. But are you betting on it? Did the months of transition promise anything of the kind?

Six decades after the Constitution was ratified, in Philadelphia, Walt Whitman, the author of “Leaves of Grass” and “Democratic Vistas,” issued a warning similar to Franklin’s. “There is no week nor day when tyranny may not enter upon this country, if the people lose their supreme confidence in themselves, and lose their roughness and spirit of defiance,” he wrote, in the Brooklyn Eagle. “Tyranny may always enter, there is no charm, no bar against it—the only bar against it is a large resolute breed of men [and women].”

In other words, the Constitution is not by itself an insuperable barrier against the authoritarian temptation.

Definire Trump un "populista" è un'aberrazione, e chi lo definisce tale lo fa solo per convenienza di lotta politica spinto dalla impotenza di fermare l'onda di crisi che nell'occidente coinvolge i vecchi apparati ideologici dei conservatori e dei laburisti. 

Donald Trump è il tentativo, incerto e pericoloso, di superare la crisi di un modello con alcuni escamotage che garantiscano al modello stesso di sopravvivere. Primo tra tutti il richiamo ad un "nazionalismo bianco" irrispettoso sia delle comunità interne che di quelle esterne, ma anche la ripetizione ossessiva  del ritornello "consumate e indebitatevi" purchè sia americano.

Ben presto molti altri paesi lo imiteranno.

Chelsea Manning tornerà alla vita, grazie ad Assange e ad Obama

Chelsea Manning, detenuta condannata a 35 anni per aver rivelato al mondo, tramite WikiLeaks, alcuni degli orrori della guerra in Iraq, sarà liberata a maggio. 

chelsea manning

Era una notizia sperata e attesa da migliaia di persone e associazioni di ogni paese, perchè il caso dell'ex soldato Manning, whistleblower condannata alla pena più lunga e ingiustificata - 35 anni - da un tribunale militare americano riesumato dal medioevo della ragione, era diventata la bandiera di tante cause di diritti civili. Il diritto a diffondere e documentare la verità, il diritto a non lasciarla manipolare nelle mani di apparati militari e spionistici, il diritto ad affermare la propria personalità e a cambiarla, anche nelle tenebre dell'universo dogmatico e violento degli eserciti.

I tanti significati, anche geopolitici, che la vicenda di Chelsea Manning portava con sè, sono improvvisamente riapparsi negli ultimi giorni con la richiesta di Julian Assange, che dal suo luogo di detenzione a Londra aveva proposto al presidente uscente Obama lo scambio: mi faccio estradare negli USA, sottoponendomi alla giustizia americana, se liberate Manning.

Una decisione estrema, improponibile tecnicamente su un piano giudiziario-diplomatico, che però ha avuto la forza e la risonanza mondiale per vincere le ultime titubanze di Obama, e anzi ha trasformato l'atto di clemenza in un punto di ripartenza di tante battaglie per i diritti civili, in uno spartiacque tra valori che si erano confusi e offuscati, come testimonia la rabbiosa reazione dell'establishment di Trump.

La liberazione di Chelsea Manning è una grande vittoria di WikiLeaks e Julian Assange.

 

Sbaglia Federico Rampini su La Repubblica a ridurre il gesto di Obama ad una decisione di carattere umanitario:

Il perdono presidenziale di Obama non ha il valore politico né tantomeno giudiziario di un'assoluzione per le violazioni di 700.000 segreti diplomatici e militari che Manning aveva messo in circolazione. E' un gesto umanitario dovuto alle gravi condizioni di salute della detenuta. Dopo la condanna a 35 anni di carcere Manning aveva deciso di procedere al cambio di sesso, ed era diventato donna. Ma scontava la pena in un carcere militare del Kansas con soli detenuti maschi. Aveva già tentato due volte il suicidio.

 La decisione dell'ormai ex presidente USA è invece un tassello importante e utile, non solo a lui, di una visione politica che lo riavvicina alle sue origini e a quella parte del mondo che aveva sperato, disillusa, nell'avvocato Obama.

 

 

 

OXFAM denuncia l'oscenità dei ricchi

La ricchezza di 8 (otto) individui uguaglia quella di tre miliardi e mezzo di persone.

 
OXFAM report
 
"E' osceno che tanta ricchezza sia nelle mani di così pochi, quando il 10% della popolazione mondiale sopravvive con meno di 2 $ al giorno. La disuguaglianza sta intrappolando centinaia di milioni di persone in povertà; sta frantumando le nostre società e minando la democrazia.
In tutto il mondo, i popoli vengono lasciati alle spalle. I loro salari sono stagnanti mentre i manager delle aziende portano a casa milioni di bonus in dollari; i loro servizi sanitari ed educativi sono tagliati mentre le multinazionali e i super-ricchi evadono le tasse; le loro voci vengono ignorate, mentre i governi sono sintonizzati con le grandi imprese e le elite benestanti."
 
La denuncia è di Winnie Byanyima, di Oxfam International, alla presentazione del report  An economy for the 99 percent che illustra il dramma della disuguaglianza e i possibili rimedi che ogni governo si guarderà bene dall'applicare.
Gli otto più osceni del mondo - Bill Gates, Amancio Ortega (Inditex Zara), Warren Buffett, Carlos Slim, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Michael Bloomberg - sono l'avanguardia di quel 1% i cui rappresentanti si riuniranno nei prossimi giorni a Davos in Svizzera per filosofeggiare sulle disgrazie altrui.  
A tale proposito, segnalo un articolo dell'economista Satyajit Das "Davos elite promise global solutions, but they’re part of the problem" alla vigilia del Forum annuale dei super-ricchi.
 
This year, the focus, ironically, is on “Responsive and Responsible Leadership” — code for confronting the rise of populism that threatens attendees’ control of their societies and economies.
The conference agenda shows how disconnected attendees are from real life. It is difficult for those who live in a cocoon of wealth or power, generally paid for by others, to understand the concerns of ordinary denizens of the planet. Discussions on economic inequality take place with scant participation from employee representatives or workers.
 
 

RENZI - BERLUSCONI l'intesa è vicina

renzi bugie

Renzi a La Repubblica, Berlusconi sul Corriere della Sera, rilasciano due interviste che dimostrano quello che si intuiva già dal 5 dicembre: l'inciucio PD-Forza Italia per evitare il voto anticipato e consentire sia al primo che al secondo di prendere tempo e presentarsi con un accordo di potere per riportare Renzi al Governo e salvare gli affari privati di Berlusconi dagli attacchi di Vivendi.

https://www.menoopiu.it/post/2016/12/05/dopo-renzi-inizia-la-ricerca-di-un-accordo-pd-berlusconi

Nell'intervista a Ezio Mauro di Repubblica, l'ex primo ministro ripete con la stessa arroganza lo schema di racconto e le bugie che lo avevano portato alla sconfitta: "Sono convinto che se il 4 dicembre si fosse votato per i partiti, saremmo risultati nettamente primi."

Altro che autocritica! Fa finta di attribuirsi un errore

"Mi sono illuso che si votasse su province, Cnel, regioni. Errore clamoroso. In questo clima la parola riforma è suonata vuota, meccanica, artificiale. Nel 2014 il Paese sapeva di essere a rischio Grecia, l'efficienza aveva presa, funzionava perché serviva. Tre anni dopo avrei dovuto metterci più cuore, più valori, più ideali. Insomma, meno efficienza e più qualità".

per rigettarlo e riproporsi come nuovo

"ho pensato che solo il vigliacco scappa nei momenti di difficoltà. Ho ripensato alle migliaia di lettere ricevute, al desiderio di futuro espresso da milioni di persone. La nostra battaglia è appena incominciata"

 

Le opposizioni, che si tratti del sindacato o di Grillo, non hanno legittimazione

Quei ragazzi sono già divisi, si odiano tra gruppi dirigenti, fanno carte e firme false per farsi la guerra. Ma sono un algoritmo, non un partito. Lui è il Capo di un sistema che ripete ai seguaci solo quello che vogliono sentirsi dire, raccogliendo la schiuma dell'onda del web".

e le elezioni possono aspettare "Io non ho fretta, decidiamo quel che serve all'Italia, senza ansie"

Sul Corriere della Sera, Berlusconi conferma che la trattativa in corso per un Nazareno Bis con Renzi è in fase avanzata

Teme che Renzi aspetti la sentenza della Consulta per tentare il blitz in Parlamento e andare alle urne con il Consultellum? Oppure è tranquillo perché conta sul ruolo di garante del presidente della Repubblica?
«Bisognerà verificare anzitutto che la sentenza della Corte possa essere auto-applicativa. Verosimilmente sarà comunque necessario un intervento legislativo. Non credo che Renzi – dopo il referendum - abbia interesse a fare altre mosse avventate.

e le elezioni anticipate non convengono a nessuno (dei due).

Gentiloni pensi alla sua salute, fino a febbraio 2018 nessuno avrà interesse a complicare la vita del suo governo.

 

Perchè Trump ha bisogno di bombardare la Corea del Nord

Trump è assediato da tutte le parti. Un sondaggio Gallup lo vede già in minoranza nel grado di apprezzamento dei cittadini americani, e mentre all'interno del suo stesso partito lo mettono sotto inchiesta, il capo della CIA da lui nominato prende le distanze dalla sua strategia filo-Putin così come il suo ministro della Difesa Mattis.

Secondo il sondaggio Gallup http://www.gallup.com/poll/201833/approval-trump-transition-low-inauguration-nears.aspx non era mai accaduto che un presidente eletto avesse così poco consenso all'inizio del suo mandato:
il 51% degli americani non lo approva, contro il 44%. Gli ultimi tre presidenti - Clinton, Bush Jr ed Obama - a pochi giorni dall'inizio del loro mandato avevano rispettivamente il 68%, il 61% e l'83% di apprezzamento.
Tra i paesi stranieri, con l'eccezione ovvia della Russia di Putin, sono molti ad aver criticato alcune delle promesse elettorali fatte da Trump. I suoi diretti confinanti, Canada e Messico, hanno problemi con le decisioni di politica economica e sociale in materia di immigrazione e protezionismo.
La Cina di Xi Jingping non solo non ha gradito la telefonata a Taiwan, ma ha già fatto sapere che il suo arsenale nucleare non ha nulla da invidiare a quello americano. E anche il Giappone di Abe è pronto a difendersi dagli attacchi trumpiani al suo apparato industriale.
Il Senato americano a maggioranza bipartizan aprirà un'indagine sul dossier degli "hackers russi" che avrebbero condizionato l'esito delle elezioni, mentre in proposito lo storico alleato inglese ha già anticipato una parte del materiale che i propri servizi segreti hanno raccolto contro Trump.
Come potrà il neopresidente americano rompere l'assedio e ribaltare la situazione?
Con ogni probabilità cercando una mossa in grado di "unire" il fronte interno e dividere quello esterno. Il pretesto glielo offrirà il pazzo nordcoreano Kim Jong-un, magari stuzzicato ad arte, dopo qualche lancio di missile verso l'oceano Pacifico.
La minaccia nord-coreana servirà a Trump per galvanizzare il clima interno e far capire a giapponesi, sud-coreani e filippini che lo scudo americano è l'unico che può salvarli dalla pazzia del dittatore. I Cinesi sarebbero costretti a schierarsi apertamente pro o contro, ma da una posizione di debolezza, mentre Putin non perderebbe l'occasione per fare della Corea del Nord la merce di scambio con l'Ucraina e i paesi dell'Est europeo.
Se Kim Jong-un fosse un pò più furbo e meno megalomane cercherebbe di non dare pretesti a Trump per attaccarlo. Ma la Storia quasi sempre sceglie altre logiche ed altri percorsi.

Caro BEPPE

Caro Beppe,
le nostre strade si sono divise.
Tu hai ottenuto la vittoria nella battaglia principale del MoVimento 5 Stelle: la caduta del Governo Renzi. Un risultato notevole che non sarebbe mai arrivato senza la tua leadership. E sono felice che sia arrivato tramite un referendum, massima espressione della volontà popolare.
Il sottoscritto invece la sua battaglia deve ancora vincerla e per questo ho valutato di adottare un altro gruppo politico in Parlamento perchè ritengo di poter affrontare con più concentrazione, entrambi, io e voi, le prossime sfide.
Ti auguro il meglio e spero che le nostre strade si incrocino ancora, ma non quando sarai ambasciatore dell'Italia negli Stati Uniti, come ha auspicato il Presidente eletto Trump.
Questo mondo non riusciremo a cambiarlo.
Senza affetto e con residua stima,
Menpok

beppe grillo

TRUMP è un mezzo-presidente

Il report di CIA, FBI e NSA che doveva rivelare le prove sulle attività di hackeraggio di Putin  a favore di Donald Trump si rivela una mezza-bufala: il boss russo ha ordinato ai suoi apparati di "aiutare" il miliardario americano e di danneggiare la sua rivale Hillary ma senza manomettere direttamente il sistema di voto, "limitandosi" ad acquisire documenti veri (email) e a diffonderli attraverso vari canali, tra cui Wikileaks.

http://www.nytimes.com/interactive/2017/01/06/us/politics/document-russia-hacking-report-intelligence-agencies.html

Il contenuto del report si rivela molto banale, scontato e generico, "tanto rumore per nulla" verrebbe da dire, tanto che Trump stesso lo ha commentato positivamente, sottolineando come non vi fossero elementi di prova sulla manomissione del sistema informatico di voto, ma solo "opinioni", mentre l'hackeraggio del DNC è colpa dei democratici che non sanno ancora come si proteggono i computer.

Alla fine quindi è stato trovato un compromesso per scongiurare una situazione di estrema difficoltà istituzionale che avrebbe paralizzato le funzioni più importanti degli Stati Uniti: Trump è stato eletto con l'aiuto dei Russi ma con "mezzi leciti" o comunque di "nuova concezione" nel panorama dello scontro geopolitico. 

Trump dovrà comunque stare attento a non tirare troppo la corda verso Putin, perchè il marchio infamante di "eletto dai Russi" deve cercare di cancellarlo con i fatti e magari c'è qualche parte nascosta del report della CIA che aspetta solo di sbucare fuori al momento più opportuno.

Nonostante il compromesso con la mezza-bufala, Trump è un mezzo-presidente.

 

 

Donald TRUMP il Presidente eletto dai RUSSI

Mancano due settimane all'insediamento di Trump alla Casa Bianca e le polemiche sui retroscena della sua elezione aumentano, creando una situazione senza precedenti: il Presidente degli Stati Uniti sospettato di essere stato eletto dai Russi.

 

Tutte le più importanti agenzie di intelligence attribuiscono agli hacker di Putin la responsabilità sulla diffusione delle "Podesta email" e di altre "fake news"; la CIA avrebbe addirittura le registrazioni di diplomatici e agenti russi che festeggiano alla notizia della vittoria di Trump.

Che siano bufale o verità, poco importa: Trump é costretto a doversi difendere dai sospetti e dalle illazioni, e quindi è in una condizione perdente, qualunque cosa faccia o dica.

Dal New York Times

A united front of top intelligence officials and senators from both parties on Thursday forcefully reaffirmed the conclusion that the Russian government used hacking and leaks to try to influence the presidential election, directly rebuffing President-elect Donald J. Trump’s repeated questioning of Russia’s role. 

“There’s a difference between skepticism and disparagement,” James R. Clapper Jr., the director of national intelligence, said at a hearing of the Senate Armed Services Committee on the Russian hacks. He added that “our assessment now is even more resolute” that the Russians carried out the attack on the election. 

ISTANBUL 2017, il terrore è più veloce del tempo

attentato Istanbul 2017

Allo scadere della prima ora del 2017 la Turchia viene nuovamente sconvolta da un attentato terroristico di matrice ISIS. Un finto "Babbo Natale" armato di kalashnikov uccide 39 persone e decine di feriti.

Le misure di sicurezza adottate dal regime di Erdogan per la notte di Capodanno nel cuore della Turchia turistica  si rivelano ancora una volta un colabrodo.