DJ Fabo non vuole vivere aspettando che i partiti capiscano quanto vale il diritto al fine vita

DJ Fabo è morto il mattino del 27 febbraio nella clinica svizzera dove era stato accompagnato per l'eutanasia.

“Schiavi di uno Stato che ci costringe ad andare all'estero per liberarci da una tortura insopportabile e infinita”

 

La legge sul testamento biologico non verrà approvata dal governo in carica e in ogni caso il testo approvato in Commissione lascia la porta aperta a interpretazioni, ostacoli e "obiezioni deontologiche".

Per questo chi si trova nelle condizioni di DJ Fabo non avrà altra scelta che andare all'estero per affermare il diritto alla morte.

L'appello di DJ Fabo : https://www.youtube.com/watch?v=oNIjhBtUX-s&feature=youtu.be

 

Trump Xi Jinping Erdogan Putin

Cosa accomuna Trump Putin Xi Jinping e Erdogan? Sono i 4 benemeriti cavalieri  che combattono il mostro delle fake news, difendono la libertà di stampa e promuovono il diritto di critica senza limitazioni o censure da parte del potere politico.

 

Donald Trump, per non essere secondo a nessuno in questa battaglia, ha dispensato i giornalisti di NYT, CNN, WaPo, POLITICO, dal partecipare alle conferenze stampa della Casa Bianca affinché possano avere più tempo da dedicare ad altre questioni più importanti per l'opinione pubblica. I soliti fabbricanti di fake news hanno diffuso la falsa notizia che si tratterebbe di un attacco alla libertà di stampa, una ritorsione contro chi aveva sparso la voce delle pressioni di Trump sulla FBI per addomesticare le indagini sul Russiagate.

La battaglia di Donald è solo all'inizio, e in questa impari lotta gli gioveranno certamente gli insegnamenti dei suoi compari di ventura sulla raffinata arte della censura o della eliminazione fisica dei giornali e dei giornalisti indipendenti e scomodi. 

I will not be attending the White House Correspondents' Association Dinner this year. Please wish everyone well and have a great evening!

Cucu' il PD non c'e' piu'

Renzi fa finta di dimettersi, il PD convoca un finto congresso, la minoranza fa finta di sapere cosa fare.

 

renzi scissione PD

 notate gli sguardi di Renzi e Orfini dopo l'intervento di Emiliano all'assemblea nazionale del PD

 

Lo psicodramma di Renzi e del PD è ad un bivio che porta nella stessa direzione:
a) Renzi non cede alle pressioni degli Emiliano, Bersani & C, che se ne vanno subito, e il PD non c'è più, forse neanche il governo; b) Renzi cede alle pressioni, anche dell'apparato di partito, tratta con la minoranza, si logora e il "suo PD" non c'è più

 

 

A favore della prima ipotesi (probabilità 80-20%) giocano diversi fattori: la futura legge elettorale, qualunque sia, premia le scissioni e le frazioni e quindi rende più fattibile la creazione di un partito tra il 5 e il 10% che diventa ago della bilancia nella formazione di un governo. Inoltre, una scissione subito coglierebbe Renzi ancora "debole" dopo la batosta del referendum, mentre un prolungamento della gestione del suo partito gli consentirebbe di riorganizzare le fila degli incerti e schiacciare l'opposizione interna in vista del congresso di autunno-inverno. Molti renziani sono convinti che la scissione della minoranza garantirebbe molte più poltrone parlamentari per loro - vedi il fuorionda di Del Rio.

La seconda ipotesi (probabilità 20-80%) trae ragioni da molte paure:
la scissione del PD farebbe cadere Gentiloni, che è quello che ora Renzi vuole perchè ha paura del suo stesso avatar mentre la minoranza PD vorrebbe tenere in "coma terapeutico" il governo. Ma Renzi ha paura di essere additato dal suo stesso partito come il killer di Gentiloni e di pagarne il prezzo dell'impopolarità.
soluzione: meglio aspettare, per capirci qualcosa di più.

Gli scissionisti hanno paura di rimanere "oscurati" una volta fuori dal partito e quindi dai riflettori, e senza apparati e mass media è difficile sopravvivere al giorno d'oggi. Meglio sarebbe quindi continuare a "stare dentro" per rosicchiare pezzi di apparato, organizzarsi e sperare di dare la spallata a Renzi in una conta congressuale dopo la sconfitta, magari sperando anche in qualche aiutino della magistratura (inchieste CONSIP,  Banca Etruria).
soluzione: come sopra

Il copione non ha ancora un finale scritto, ma comunque prevede un ampio spargimento di lacrime, appelli, promesse e proclami, con l'apparizione di comparse e comprimari (tutti in cerca di un Pisapia).

In questo scenario aleggiano le incertezze e le paure vere, le guerre e le migrazioni, le oppressioni e le indifferenze, e le elezioni in Europa, e il caos Trump in America,
Uno scatto di intelligenza consiglierebbe di iniziare a discutere di cose vere e di smetterla con i giochi di apparato e di sopravvivenza, cioè ... cucù il PD non c'è più.

Come sono lontani i tempi quando Renzi cuculeggiava in TV.

Misteriosa nube di Iodio radioattivo sull'Europa

Nella seconda metà di gennaio in tutti i paesi europei sono state rilevate tracce di radioattività da Iodio 131. Non se ne conosce l'origine e la notizia è stata tenuta nascosta.

https://thebarentsobserver.com/en

La notizia è stata rivelata dal Barents Observer, che ha riportato una segnalazione del Institute de Radioprotection et de Süreté Nucléaire. I livelli di radioattività sono stati registrati dai centri specializzati dalla Finlandia alla Spagna, attraversando i paesi dell'Europa centro-settentrionale.

Lo Iodio 131 ha un decadimento di pochi giorni e quindi l'incidente che ha provocato la nube dovrebbe essere accaduto tra il 9 e il 10 gennaio, in una zona compresa tra la Polonia e la Russia.

L'incidente che ha rilasciato il materiale radioattivo potrebbe aver riguardato una centrale nucleare oppure un impianto di produzione di iodio 131 utilizzato a scopi medici.

I livelli di radioattività rilevati non comporterebbero conseguenze per la salute dei cittadini, ma la cosa più inquietante e grave è che non se ne conosce l'origine, e quindi non è possibile escludere il ripetersi, anche in forme più gravi, del fenomeno.

 

 

Le dimissioni di Flynn aprono il Russiagate di Trump

Trump ? No, Thanks
Robert Harward ha rifiutato l'offerta di consigliere per la sicurezza nazionale, dopo la prematura uscita di "Flynn il Russo".

Harward preferisce offrire i suoi servigi alla multinazionale Lockheed Martin piuttosto che al biscazziere Trump, il quale ormai fa discutere il mondo scientifico oltre che quello politico: "Is It Time to Call Trump Mentally Ill?" si interroga il New York Times .

A lot of people seem to be questioning President Trump’s mental health. This month, Representative Ted Lieu, a California Democrat, went so far as to say he was considering proposing legislation that would require a White House psychiatrist.

 

Non è durato nemmeno un mese l'incarico di Michael Flynn a Consigliere per la Sicurezza Nazionale, numero 1 dello staff presidenziale di Donald Trump. Si è dovuto dimettere per aver mentito sui suoi contatti con i Russi, prima dell'insediamento di Trump, per mettersi d'accordo sulla fine delle sanzioni di Obama. Flynn non aveva ancora nessun titolo per trattare con i Russi, ma le bugie successive hanno aggravato la colpa originaria.

Dal New York Times:

In his resignation letter, Mr. Flynn said he had given senior officials “incomplete information” about the phone call. F.B.I. agents interviewed Mr. Flynn days after the inauguration on that same subject, The Times reported on Tuesday. That means he could be exposed to a felony charge if he lied to them as well. The Times also reported Tuesday that current and former American officials said other Trump associates and campaign officials had had repeated contacts with senior Russian intelligence officials in the year before the election.

 

Mr. Flynn and Sergey Kislyak, the Russian ambassador, had been in touch during the campaign and after President Barack Obama imposed sanctions on Russia on Dec. 29 for hacking the Democrats’ campaign computers, allegedly to benefit Mr. Trump in the election, according to intelligence reports and official sources cited by The Post. Mr. Kislyak’s communications had been monitored by the F.B.I., revealing his contacts with Mr. Flynn.

 

Ma le dimissioni di Flynn non hanno chiuso il caso, anzi.

E' banale domandarsi: Donald Trump era davvero all'oscuro delle telefonate di Flynn ? oppure sapeva e ha mentito anche lui?

Chi ha ordinato a Flynn di mettersi in contatto con i russi?, si interroga la stampa americana.

http://www.politico.com/magazine/story/2017/02/who-told-flynn-to-call-russia-214782

Inizia a delinearsi quello che potrebbe definirsi il Russiagate di Trump, collegando in un solo colpo sia l'inchiesta sulle "chiacchierate" di Flynn per conto di Trump,  sia quella sulle "interferenze" russe nelle elezioni americane e quindi rafforzare il sospetto / certezza che i documenti (legittimamente) pubblicati da Wikileaks provenissero dallo spionaggio russo per agevolare l'elezione di miliardario americano amico di Putin.

 

 

 

Gentiloni ha nascosto l'hackeraggio russo

Paolo Gentiloni

La vera notizia non è quella relativa all'intrusione delle spie di Putin nel sistema informatico della Farnesina, quando ministro degli Esteri era Paolo Gentiloni. Piuttosto che a rivelare l'atto di ostilità dei russi nei confronti dell'Italia sia stato il giornale inglese The Guardian, anzichè lo stesso Gentiloni, il quale ha ammesso di essere a conoscenza del fatto da molto tempo - senza però averne informato il Parlamento e i cittadini.

Exclusive: Italian government official says no classified emails were compromised in attack believed to have lasted more than four months last year

 

An Italian government official confirmed that the attack took place last spring and lasted for more than four months but did not infiltrate an encrypted system used for classified communications.
Paolo Gentiloni, the Italian prime minister who was serving as foreign minister at the time, was not affected by the hack, according to the official, who said Gentiloni avoided using email while he was foreign minister.
The foreign ministry’s “field offices”, including embassies and staff members who report back to Rome about meetings with foreign officials, were affected by the malware attack. But the government official said sensitive information had not been compromised because it would also have been encrypted.
The official did not confirm that Moscow was behind the attack. But two other people with knowledge of the attack said the Russian state was believed to have been behind it. The hacking is now the subject of an inquiry by the chief prosecutor in Rome.

 

Intromettersi abusivamente in un sistema informatico, per di più di un ministero, è un reato; perchè non è stato denunciato ? Chi ha dato disposizione di non dare risalto all'accaduto ? e per quale motivo ?
Non è difficile immaginare la risposta, come quella ipotizzata dal Guardian:

If Russia did attack Italy, it was targeting a country generally considered less hostile to it than other EU countries such as Germany or the UK. While Italy has supported sanctions against Russia that were imposed following the annexation of Crimea, the government under former prime minister Matteo Renzi strongly opposed a proposal to levy new sanctions against Moscow for its role in the Syrian conflict.

Se si fosse diffusa la notizia che le spie di Putin spulciavano indisturbate per quasi 4 mesi le email di un ministero importante, il governo Renzi non avrebbe fatto una gran bella figura, nè tantomeno il suo erede Gentiloni. E poi, tanto rumore per nulla.

Putin vende Snowden a Trump

Finally: irrefutable evidence that I never cooperated with Russian intel. No country trades away spies, as the rest would fear they're next. https://twitter.com/CNBCnow/status/830190986697523203 

L'Europa ricomincia da due o da tre ?

"Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un’Unione Europea con differenti velocità e che non tutti parteciperebbero ogni volta a tutti i passaggi dell’integrazione. Penso che questo potrebbe essere inserito nella Dichiarazione di Roma".

Euro due velocità

Le parole con cui la Merkel ha gettato il sasso di una possibile scissione dell'Europa e quindi dell'eurozona ripropongono in apparenza un tema antico e caro ai tedeschi (e non solo): la presa d'atto delle "divergenze" strutturali tra i vari gruppi di paesi europei - nordici e mediterranei in primis - e quindi della impossibilità di uniformarli attraverso regole e moneta uguali per tutti.
Le reazioni al "sasso" gettato dalla Merkel sono trasversali e ancora poco decifrabili, perchè nessuno ha ben chiaro come il nuovo principio - che rompe il tabù finora dominante e rappresentato dallo slogan di Mario Draghi in difesa dell'euro "whatever it takes" - possa essere attuato in modo ordinato senza scatenare reazioni centrifughe incontrollate.
Plaudono alle parole della Merkel anche alcuni europeisti storici come Romano Prodi ed Enrico Letta, ma sono soddisfatti anche i trumpiani come Le Pen e Salvini e i no-euro di sinistra che le considerano una prima breccia nel muro che loro proveranno a sfondare.
Mario Draghi si è trincerato dietro un no comment che in realtà è un no chiaro - "l'euro è irrevocabile" ha sentenziato appellandosi ai trattati e dimenticandosi che possono essere cambiati - e in generale lo schieramento socialdemocratico vede con diffidenza il progetto merkeliano delle due velocità per motivi elettorali più che per convinzione strategica.

Alcune considerazioni in ordine sparso:
E' triste vedere come gli argomenti che da anni sostengono la critica all'Europa come "gabbia monetaria" siano stati sbeffeggiati anzichè valutati attentamente quando le condizioni sociali e politiche consentivano di fare un esame ordinato e trovare misure corettive senza naufragare sugli scogli. Il dogma dell'unione monetaria ha schiacciato ogni tentativo di ragionamento e rivisitazione, sommergendo anche quegli aspetti, valori e speranze che invece avvicinavano ed accomunavano gran parte delle popolazioni europee, con il risultato tragico che è sotto gli occhi di tutti.

I capi e i tecnocrati europei si sono fatti condizionare pesantemente dalle scelte e dalle pressioni dell'amministrazione Obama, che aveva l'interesse a mantenere lo status quo dell'euro per motivi domestico-finanziari. Ora che il vento trumpiano ha cambiato direzione, prevale la reazione opposta del "tutti liberi" di fare ciò che si vuole. La Germania precede tutti in questa corsa per non perdere le posizioni di vantaggio acquisite in passato.

L'Europa a più velocità (due, tre ecc) è fattibile, come per anni lo è stato il "serpente europeo", ma nel frattempo il vero problema sarà di capire chi e come pagherà i costi enormi di un ritorno al passato. Le politiche monetarie della BCE hanno reso ancora più pesante il conto da pagare per i paesi che si troveranno nella "serie B" tra cui certamente l'Italia al fianco della Grecia, perchè l'ombrello di Draghi ha consentito ai governanti come Renzi di rinviare le questioni del debito e di largheggiare - con soldi finti - in manovre elettorali. Ora lo stock di debito è maggiore di cinque anni fa e un rialzo dei tassi - come sta già avvenendo - aumenterebbe anche la velocità di creazione diulteriore indebitamento.

L'Italia si trova nella condizione di perdere comunque, in ogni caso: se resta nel gruppo con la Germania viene schiacciata dal cambio e dalla concorrenza di un sistema più efficiente (soluzione lunga agonia); se finisce nel gruppo di coda con la Grecia e il Portogallo subisce uno shock inflattivo ed una fuga di capitali che possono rompere il sistema politico-sociale e quindi economico (soluzione schiena rotta).

Forse c'è una via di mezzo, quella di un'Europa a tre velocità, con l'Italia in quella di mezzo, forse da sola o con la Spagna (soluzione febbre altissima e cura da cavallo).

Discorsi teorici, perchè l'Italia non ha un governo per decidere e forse non lo avrà per molto tempo, e questo significa che qualsiasi soluzione sarà subìta anziché scelta.

 

PS

Il Parlamento britannico a larga maggioranza ha approvato la legge che richiede l'uscita dall'Unione Europea - Brexit - anche con il sostegno di una larga parte del partito laburista. E' un voto che sancisce il risultato del referendum popolare e soprattutto ribalta l'orientamento che lo stesso Parlamento aveva un anno fa. Come volevasi dimostrare.

Beppe GRILLO affonda il MoVimento 5 Stelle

"Cara Virginia ti scrivo", inizia così il post di Beppe Grillo sul suo blog, in cui annuncia ufficialmente il suo sostegno alla sindaca di Roma, il giorno dopo l'interrogatorio dei giudici e l'autodifesa della stessa Raggi in TV da Mentana. Dopo il sonetto in romanesco - "er sinnaco nun se tocca" - la prosa è semiasciutta ma non convincente.

beppe grillo difende raggi

La verità... che cosa è? In questo momento un coriandolo dentro un oceano diffamatorio. La verità è una carica pubblica presa d'assalto da televisioni con la bava alla bocca, messa alla berlina, diffamata ed insultata. Le polizze vita come strumento di corruzione?

Cara Virginia, non deve essere facile ammettere i propri errori come tu hai avuto il coraggio di fare pubblicamente. Anche per questo hai la mia stima.

Roma ha bisogno del MoVimento 5 Stelle e ha scelto te per attuare il cambiamento che abbiamo proposto. Chi sta con te, sta con il MoVimento. E viceversa.

La prossima settimana darai il via al piano buche, per la prima volta con degli appalti seri. Fatti che spaventano la malapolitica e che la diffamazione non può cancellare! E così continueremo fino al 2021 per ricostituire la nostra Capitale e riportare i cittadini romani al governo della loro città.

La rotta è tracciata, il mare è in tempesta, le parole non ci potranno fermare.

Con affetto, Beppe

Con questa presa di posizione Beppe Grillo lega la sua credibilità a quella di Virginia Raggi, e poichè il MoVimento 5 Stelle dipende ancora molto dal suo fondatore, anche la sorte del movimento è legata, senza alternative, a quella della sindaca di Roma.

La quale purtroppo continua a dimostrare di non aver capito in quale situazione/guaio si trova.

 Chiudendo un occhio sull'inizio incerto (le dimissioni di Minnella e Raineri, il caso Muraro), è arrivata la tegola Marra (Raffaele) a cui è seguita quella di Marra (Renato) a cui è seguita quella di Romeo (polizze assicurative).

Ciascuno dei fatti, considerato a se stante, può essere spiegato/giustificato se non contribuisse a comporre il mosaico che ora inizia a rivelarsi, anche se Grillo non lo vede o è costretto a non vederlo.

La banale verità che si sta delineando- e non per colpa dei giornalisti - è che Virginia Raggi è diventata candidata (prima) e sindaca (poi) grazie ad un sottobosco di personaggi che avevano capito, dopo la caduta di Marino, che i 5 Stelle avrebbero vinto le elezioni comunali a occhi chiusi, anche candidando un quadrupede, e che quindi si apriva una enorme opportunità di manipolare il percorso di scelta delle primarie a sindaco, come dimostra anche la vicenda della diffamazione contro De Vito.

Non sappiamo se Virginia Raggi fosse consapevole di essere utilizzata da Marra, Romeo e C. o del tutto ignara: fatto sta che si è infilata in un vicolo cieco molto prima di diventare sindaco, e lo ha percorso fino a un punto di non ritorno, come dimostra lo stillicidio di notizie a cui cerca di mettere fine ma che continueranno a perseguitarla.

A questo punto gli sviluppi giudiziari futuri - di cui Raffaele Marra si accinge a rendere doviziosi particolari - contano ben poco. Il destino politico di Virginia Raggi non dipende più dalle buche, dalla monnezza, dai trasporti e dai debiti, perchè è nelle mani di personaggi che sono pronti a buttarla giù in qualsiasi momento, avendo purtroppo i mezzi, dopo averla fatta salire sul Campidoglio.

Beppe Grillo ha legato il suo destino a quello di Virginia Raggi. Da questa vicenda non credo che ne uscirà a testa alta.

 

 

CAOS USA

Aggiornamento 5/2/2017 : La Corte D'Appello di San Francisco ha respinto la richiesta del so-called presidente Trump di annullare il blocco del so-called giudice Robart contro il decreto sui visti per gli immigrati musulmani.

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Il giudice federale di Seattle James Robart ha bloccato su tutto il territorio nazionale il decreto di Trump sull'immigrazione. La decisione del giudice ha ovviamente provocato una rabbiosa reazione dello staff presidenziale, che preparerà un contro-ordine per annullarne l'effetto.

The opinion of this so-called judge, which essentially takes law-enforcement away from our country, is ridiculous and will be overturned!

Da Politico.com

"At the earliest possible time, the Department of Justice intends to file an emergency stay of this outrageous order and defend the executive order of the President, which we believe is lawful and appropriate," White House press secretary Sean Spicer said in a written statement. "The president’s order is intended to protect the homeland and he has the constitutional authority and responsibility to protect the American people."

Spicer's statement was reissued about 10 minutes later to remove the word "outrageous." No explanation was given for the modification, but such intemperate language toward the judge's order could have landed government lawyers in hot water.

 

Ma la preoccupazione più grande di Trump ora è rivolta a trovare un buon pretesto per fare guerra all'Iran, considerato "il più grande sponsor del terrorismo mondiale" dal segretario alla Difesa Mattis, che ha già allertato la flotta americana nel mar Rosso dopo il test di lancio di un missile balisticoda parte di Teheran.

Sono lontani i tempi in cui le guerre in Medio Oriente si facevano per proteggere l'estrazione di petrolio e mantenerne basso il prezzo. Ora la situazione si è capovolta: i paesi arabi non hanno più il monopolio dell'oro nero, gli USA puntano a far salire le quotazioni del barile perchè hanno un surplus di estrazione, così come la Russia di Putin. 

La fine delle sanzioni ha consentito all'Iran di rientrare nel business petrolifero, aumentando l'offerta globale a danno dei petrolieri americani e sauditi, che hanno costi di estrazione più alti. 

Ci vorrebbe una guerra?

 

Virginia RAGGI ha affondato il MoVimento 5 Stelle

A dicembre 2016, sull'onda dell'arresto di Raffaele Marra, scrivevo che se la sindaca di Roma Virginia Raggi non si fosse dimessa avrebbe "affondato" l'intero MoVimento 5 Stelle.

La sindaca, complice anche la conveniente paralisi cerebrale dei capi del movimento, non si è dimessa, pensando di potersela cavare con poco.

murales roma

E invece ora è costretta a farsi sbeffeggiare da tutti, la sua vita privata e politica viene messa alla berlina dalle "polizze assicurative" intestategli, a sua "insaputa", dal suo Romeo, quello miracolato dalla sindaca stessa con incarichi importanti e relativo aumento di stipendio.

I contraccolpi della telenovela Raggi sono forti e definitivi: la Capitale si avvia a rivivere l'agonia "Marino", tra debiti, monnezza e buche nelle strade, periferie allo sbando e paralisi istituzionale, ma soprattutto con una disillusione tanto più forte quanto il consenso unanime che l'elezione della Raggi aveva suscitato.

Ma non tutte le responsabilità sono da imputare alla sindaca Raggi: la raffica di retroscena colpisce l'intero gruppo dirigente del movimento e la sua mancanza di esperienza e strategia.

Lo scandalo Raggi, unito alle decisioni della Consulta sull'Italicum, affonda i 5Stelle e li condanna prima alla insignificanza e poi al dissolvimento. Non credo che Grillo sarà capace di riportare a galla la sua creatura.