Propagande di GUERRA

si consiglia la visione contemporanea dei due video

 

in attesa di una breaking news 

 

2 Maggio:

Trump fa le carezze al boss della Corea del Nord, perché i dittatori gli sono sempre piaciuti: "sarei onorato di poter incontrare Kim Jong-Un". Imbarazzo e precisazioni dello staff della Casa Bianca. Gli psichiatri gioiscono.

http://edition.cnn.com/2017/05/01/politics/donald-trump-meet-north-korea-kim-jong-un/index.html

1 Maggio:

il capo della CIA Mike Pompeo (quello che "Assange è un terrorista") "visita" la Corea del Sud.

Dura reazione della stampa sudcoreana alla richiesta di Trump di far pagare all'alleato i costi del THAAD - sistema di difesa antimissilistico.

http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20170430000153, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/205_228586.html  

 

Trump peggiora

Alla vigilia del possibile attacco militare alla Corea del Nord, il Presidente USA chiede i soldi alla Corea del Sud per l'uso dei missili THAAD e minaccia la cancellazione dei trattati commerciali con Seul.  

Intervistato dalla Reuter in occasione dei 100 giorni dall'inizio della Presidenza, Donald Trump accentua i segnali di squilibrio già manifestati in altre situazioni con capi di Stato, giornalisti o personaggi dello spettacolo. 

Chiede soldi in modo ossessivo e continua a parlare della campagna elettorale dello scorso autunno. I presenti annuiscono in silenzio, imbarazzati ... qualcuno pensa - senza dirlo - toglietegli la valigetta ...

 

Alitalia ci de-colla davvero

AGGIORNAMENTO 27-04-2017: Come previsto, i lavoratori avevano ragione a respingere l'accordo sindacale. Il governo Gentiloni-Renzi prepara l'ennesimo esborso di soldi dei contribuenti a fondo perduto sotto forma di "prestito ponte" di 400 milioni per 6 mesi (o forse il doppio per 12 mesi) garantito da nulla, perchè in Alitalia è già tutto ipotecato. Il prestito servirà ad evitare manifestazioni di piazza durante le prossime campagne elettorali, che altrimenti sarebbero disturbate dal video di Renzi che due anni fa annunciava il decollo dell'Italia e dell'Alitalia.

________________

L'esito del referendum tra i lavoratori Alitalia sul piano aziendale di ristrutturazione si presta a molte interpretazioni. Quella prevalente nell'opinione pubblica sembra sintetizzarsi in "bravi, avete fatto bene a non accettare il ricatto di azienda governo e sindacati, ma ora non chiedete altri soldi ai cittadini che pagano le tasse per salvare i vostri posti di lavoro"
Ai lati estremi di questa opinione - credo alquanto trasversale - ci sono


quelli che reclamano una soluzione tipo Montepaschi di Siena, cioè nazionalizzare di nuovo la compagnia aerea ( ... e questa volta mettendoci manager capaci ... non i soliti amici di politici e sindacalisti ... !?)

e quelli che invece maledicono i referendum (perchè vincono sempre i NO) e chiedono una soluzione tecnocratica ( lo Stato presta i soldi all'ennesimo sceicco privato e in cambio chiede improbabili tagli drastici e cure da cavallo, magari dopo aver fatto un pò di sceneggiata con un commissario liquidatore).

Personalmente suggerisco un'altra soluzione, molto azzardata, impopolare e utopica: commissariare l'Alitalia affidandola ad un comitato di autogestione nominato direttamente dai lavoratori (senza intromissioni sindacalpolitiche) e lanciare un crowdfunding nazionale. Se a qualcuno interessa davvero tenere in vita e far funzionare l'Alitalia, questo è il momento di dimostrarlo.
Ma non credo che esistano le condizioni per una simile dimostrazione.
I lavoratori che hanno votato NO sono esperti di politica, non di economia aziendale. Si ricordano molto bene le promesse e i toni del governo Renzi quando meno di due anni fa annunciava trionfante "allacciatevi le cinture, ora l'Italia decolla davvero" rivolgendosi ai dipendenti di Alitalia nel corso della presentazione della nuova livrea della compagnia aerea. "Ci sono polemiche tutti i giorni, ci dicono 'dovete fermarvi, rallentare'. Ma piaccia o non piaccia, noi stiamo rimettendo il paese Paese come deve correre - ha detto il premier - L'Italia ha bisogno di non fermarsi e di recuperare gli anni che ha perso"
http://video.repubblica.it/politica/alitalia-renzi-allacciate-le-cinture-ora-l-italia-decolla-davvero/203049/202122
Sanno bene che in Italia, tra primarie del PD, elezioni locali e nazionali, nei prossimi mesi ci saranno politici che dovranno sbandierare successi o scongiurare allarmismi e tensioni, pronti ad aprire le tasche dei cittadini per fare altri debiti o a chiedere a Draghi di stampare qualche miliardo in più, come già fatto per le banche e altre situazioni da "salvare".
Lo sanno molto bene anche i manager di Lufthansa o di qualsia altra cordata di salvataggio, a caccia di affari (propri) a spese degli elettori italiani, con un Renzi trionfante pronto ad informarci dei suoi successi e che grazie a lui anche questa volta ci hanno de-collati davvero.
Quando le regole del gioco sono falsate non ci si può meravigliare che qualcuno rovesci il tavolo, come hanno fatto i lavoratori Alitalia.

Gentiloni ha le prove che Trump è pazzo

Da mesi si susseguono voci e battute sulla salute mentale di Donald Trump.


Il New York Times del 13 febbraio scorso titolava: "Mental Health Professionals Warn About Trump"
"Mr. Trump’s speech and actions demonstrate an inability to tolerate views different from his own, leading to rage reactions. His words and behavior suggest a profound inability to empathize. Individuals with these traits distort reality to suit their psychological state, attacking facts and those who convey them (journalists, scientists)."

Pochi giorni fa Independent pubblicava il resoconto di una ricerca di alcuni psichiatri americani
"Donald Trump has 'dangerous mental illness', say psychiatry experts at Yale conference"
Mental health experts say President is 'paranoid and delusional'
Speaking at the conference at Yale’s School of Medicine on Thursday, one of the mental health professionals, Dr John Gartner, a practising psychotherapist who advised psychiatric residents at Johns Hopkins University Medical School, said: “We have an ethical responsibility to warn the public about Donald Trump's dangerous mental illness.”

Opinioni di professori che attaccano Trump per apparire sui giornali ?
Non sembrerebbe, perchè le conferme sul precario stato mentale del Presidente americano arrivano da fonti insospettabili, come dimostra la notizia che Trump avrebbe chiesto a Gentiloni di pagare il conto della NATO.
Da Repubblica del 24/4:
"Con il primo ministro italiano abbiamo scherzato: 'forza, dovete pagare, dovete pagare', gli ho detto. E pagherà". Al tentativo del giornalista di Ap di avere dettagli più concreti ("Glielo ha detto? Glielo ha detto nel vostro incontro privato?"), Trump ha glissato: "Finirà per pagare. Ma prima di me nessuno glielo aveva chiesto. Nessuno. Nessuno gli aveva chiesto di pagare. Questo è quello che intendo quando dico che la mia è un tipo di presidenza diversa dalle altre".
Trump che chiede all'Italia di pagare di più per le spese della NATO - e ci crede davvero - è la prova inconfutabile che le rotelle sono fuori posto.

Gentiloni può testimoniare.

Perchè i francesi voteranno Macron

 

Si vota per il primo turno delle presidenziali in Francia con quattro candidati in una forbice di 3-4 punti percentuali, ma in realtà l'esito è già scontato: sarà Emmanuele Macron il successore di Hollande, di cui è stato ministro dell'Economia prima di mettersi in proprio.

Nonostante gli attacchi terroristici, l'immigrazione incontrollata, la stagnazione economica e il malessere diffuso che attraversa tutti i paesi dell'Europa, i francesi sceglieranno il finto cambiamento rappresentato da Macron per riaffermare una scelta di continuità.

Il Fronte Nazionale di Marine Le Pen può arrivare al secondo turno ma non ha alcuna possibilità di battere un candidato su cui convergerebbero tutti gli altri, dalla destra moderata di Fillon ai socialisti di Hammon e anche una parte della sinistra di Mélenchon.
E' improbabile una rimonta di Fillon sia su Le Pen che su Macron, così come è impossibile l'impresa generosa di Mélenchon.

Macron è la continuità che rassicura tutti, in un paese impaurito e sfiduciato dal terrorismo, dalla crisi economica e dalla corruzione politica-affaristica. Ha gli amici che contano nell'establishment europeo, sia in Germania che nella BCE, per garantire ai francesi i tanti sussidi con cui vanno avanti da decenni.

La sua missione è tirare a campare, ma con giovialità.

Il giornalista Gabriele Del Grande sequestrato da Erdogan

#FreeGabriele

Il giornalista italiano Gabriele Del Grande è sequestrato dal 9 aprile nel carcere turco di Mugla.
Non si conoscono quali siano le accuse, nè quale siano le sue condizioni. I carcerieri non hanno permesso al console italiano di visitare il giornalista.
La famiglia di Gabriele e la stampa italiana hanno lanciato una grande mobilitazione per chiederne la liberazione immediata.
Il sequestro di Gabriele è la riprova del cinismo di Erdogan di cui ne pagano le conseguenze tutti coloro che mettono piede in Turchia, trasformata dal regime in una enorme prigione.

http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2017/04/18/news/parla-del-grande-da-stasera-sciopero-della-fame-1.15212367

 

 

 

Chi si prenderà la Corea del Nord?

Mentre Trump fa girare a vuoto la portaerei Vinson nel Pacifico, la Cina si prende prima la Corea del Nord e poi quella del Sud.

 

 

La logica del potere, sia militare che politico, ci dice che un piccolo stato, organizzato come una caserma, con a capo un pazzo, senza soldi o risorse e con tecnologie distruttive 1000 volte inferiori a quelle dei suoi nemici, non può che soccombere in uno scontro diretto.

E' quello che dovrebbe accadere da un giorno all'altro alla Corea del Nord di Kim Jong Un, non appena farà uno starnuto che possa somigliare ad un gesto di sfida alla "armada" internazionale che Trump e Xi Jinping hanno messo in campo contro di lui.

Ma il pazzo coreano ha il vantaggio che nessuno dei suoi nemici ha una strategia per il "dopo", che sia praticabile e conveniente per tutti, ovvero:
- l'attacco al regime di Pyongyang deve essere limitato in modo da colpire le basi militari e i laboratori dove si accumula l'uranio per le bombe, lasciando il pazzo al suo posto e sperando che si impaurisca per molti lunghi anni (poco probabile) oppure
- un attacco più vasto e distruttivo, con notevoli bombardamenti e "danni collaterali" civili per annichilire la popolazione e cercare di defenestrare il pazzo, lasciando però intatta la struttura di potere, cioè l'esercito e la nomenclatura di partito e sperando che ci sia qualcuno in grado di avviare una transizione di regime (molto probabile) oppure
- ipotesi estrema e dalle ripercussioni incontrollabili, avviare una guerra vera e propria, con distruzione di infrastrutture civili su larga scala, migliaia di vittime, missili in ogni direzione e con un'invasione finale che azzeri completamente il regime per sostituirlo con qualcosa di completamente diverso.

Ciascuna di queste tre ipotesi ha i suoi pro e contro, ma alla fine la domanda è la stessa: chi si avvantaggerà del post Kim Jong Un, cioè sotto quale sfera di influenza andrà a finire la Corea del Nord.

La risposta più ovvia indica nella Cina il vincitore di qualsiasi scenario immaginabile, come dire che Trump ci mette le bombe e Xi Jinping raccoglie i frutti. La Corea del Nord diventerebbe una provincia cinese, confinante con quella del Sud sulla quale potrà esercitare influenza e pressioni, nella prospettiva di una storica riunificazione che farebbe ricadere nell'orbita cinese l'intera penisola.
Con conseguenze imprevedibili anche sul vicino Giappone, al quale una Corea tutta "cinese" fa paura molto più dei missili di Kim Jong Un.
Nel breve termine la Cina ci guadagna anche nel caso di un attacco americano limitato, che lascia al suo posto il pazzo ma rende l'area geopolitica completamente instabile e bisognosa quindi di un autorevole intervento della diplomazia di Pechino.
L'opzione che Trump decida di non intervenire e lasciare ai cinesi il lavoro sporco di eliminare o arginare il pazzo è da escludere, perchè il presidente USA ha un bisogno disperato di sparare missili e bombe almeno quanto il dittatore coreano. La Cina aspetta di raccogliere i frutti.

L'unica variabile incontrollabile è il vento, in che direzione e con quale forza spingerà le nubi radioattive che si sprigioneranno dalla guerra di Corea. Andranno verso il Sud, oppure si dirigeranno verso il Giappone, all'opposto verso la Cina e forse la Russia e finanche la costa californiana.

PS: un amico mi fa notare che c'è anche una quarta possibilità che apre uno scenario da incubo mondiale. Una invasione della Corea del Nord da parte dell'esercito del Sud, ovviamente preceduta e favorita dai bombardamenti americani, che scatenerebbe la conseguente controinvasione dell'esercito cinese nel tentativo di riprendersi quello che è suo.

Altre due portaerei americane, oltre quella già annunciata, si stanno dirigendo verso la zona calda, dove dovrebbero iniziare "esercitazioni congiunte" tra USA e Corea del Sud. Esercitarsi a che cosa?

Turchia arrivederci al 2030

Nonostante tutto il SI non va oltre il 51%; il NO prevale ad Ankara e Istanbul. Brogli elettorali a man bassa. Il colpo di Stato di Erdogan è ancora più evidente.

 

Il farsesco referendum a cui sono chiamati oggi i turchi ufficializzerà la dittatura di Erdogan fino al 2029.

Decine di migliaia di oppositori in carcere; tutti i giornali critici chiusi o imbavagliati; magistrati, insegnanti, militari, avvocati minacciati ed epurati; la minoranza curda massacrata.


Il voto dei turchi è un voto "sotto dettatura", ininfluente e scontato. Sarebbe una vera sorpresa se Erdogan non dovesse ottenere più del 60% dei voti .

Il vero obiettivo del sultano palazzinaro è di ottenere un cambiamento costituzionale con cui mettere la parola fine ad ogni parvenza di pluralismo interno e dedicarsi alla ricerca della consacrazione internazionale, il sogno dell'ottomano moderno che con minacce e tangenti aspira a riaffacciarsi tra i potenti della Terra, tra i quali sono in molti ad aspettarlo a braccia aperte.

La messinscena dei missili di Trump

Dopo il lancio di missili Tomahawk sulla base aerea siriana in risposta alla strage di civili con bombe chimiche si confrontano due ipotesi.


La prima è quella che va per la maggiore e attribuisce a Trump il merito di aver cambiato strategia sia su cosa fare im medio oriente e soprattutto su come "trattare" con Putin, per arginarne l'iniziativa e il predominio.

(leggi tutto)

 

Xi Jinping in America per turismo e affari

Doveva essere il vertice geopolitico dell'anno e invece la visita del boss cinese Xi Jinping negli Stati Uniti di Trump si è ridotta a poco più di una scampagnata turistica contornata da accordi di business poco trasparenti.


Il presidente americano ha nascosto al cinese che aveva cose più importanti da sbrigare - ordinare il lancio di missili sulla Siria e twittare per godersi il plauso internazionale.


Finita la gita turistica, Donald ha salutato Xi con "see you in Pyongyang", quando nella capitale della Corea del Nord liberata andrà a inaugurare il suo prossimo resort casinò.

 

ARRIVANO I NOSTRI (!?): missili di Trump sulla Siria

"Tonight, I ordered a targeted military strike on the air field in Syria from where the chemical attack was launched"

 

La Russia è stata informata prima dell'attacco, e si rafforza l'ipotesi di una mossa combinata.

 

dalla CNN

(CNN) The United States launched a military strike Thursday on a Syrian government target in response to their chemical weapons attack that killed dozens of civilians earlier in the week.

On President Donald Trump's orders, US warships launched 50 to 60 Tomahawk cruise missiles at a Syrian government airbase where the warplanes that carried out the chemical attacks were based, US officials said.
The strike is the first direct military action the US has taken against the regime of Syrian President Bashar al-Assad in the country's six-year civil war and represent a substantial escalation of the US' military campaign in the region, which could be interpreted by the Syrian government as an act of war.

Caos U.S.A. la Casa Bianca è un verminaio

Steve Bannon, l'amico stratega di Donald Trump ed esponente del "Breitbart pensiero" della destra radicale americana, è stato sacrificato per cercare di risollevare le traballanti sorti del Presidente e del suo staff familiare. L'uscita di Bannon può essere l'anticamera dell'impeachment o l'inizio di una ricomposizione del partito repubblicano.

 

Le rivelazioni sempre più imbarazzanti sul Russiagate, il fallimento dell'abolizione dell'Obamacare con un partito repubblicano che pur avendo la maggioranza in entrambe le Camere è diviso e paralizzato, la gestione nepotistica dello staff con la figlia Ivanka e il genero Kushner a farla da padroni, ma soprattutto le immagini sconvolgenti dei bambini siriani gassificati dai russi che chiamano in causa la strategia mediorentiale americana, costringono Donald Trump a sacrificare il "pezzo pregiato" della sua argenteria ideologica.

Bannon ha giustificato la cacciata affermando che dopo aver smascherato il ruolo di Susan Rice al NSC la "sua missione" è ormai conclusa e può dedicarsi ad altre attività.

 

da Breitbart.com
President Donald Trump’s Senior adviser Stephen K. Bannon has exited his role on President Donald Trump’s National Security Council, claiming that his mission is complete.
“Susan Rice operationalized the NSC during the last administration. I was put on to ensure that it was de-operationalized,” Bannon said in a statement to the Wall Street Journal.
The council suffered a tumultuous transition after Trump’s first National Security Adviser Gen. Michael Flynn resigned less than a month after he took office and was replaced by Lt. Gen. H.R. McMaster. “General McMaster has returned the NSC to its proper function,” Bannon said in his statement. Other sources told reporters that Bannon was part of the council to monitor Flynn’s activity in the early days of the Trump administration.
Former National Security Adviser Susan Rice and Obama allies were furious that Bannon was allowed on the council, even though he rarely attended meetings. Rice was exposed earlier this week by reports revealing that she requested the unmasking of key members of Trump’s transition team.

 

A due giorni dall'incontro con il boss cinese Xi Jingping la cacciata di Bannon è una evidente manifestazione di debolezza e confusione.

 

Crimini di guerra della coppia Assad - Putin

Un attacco aereo siriano lancia bombe chimiche su Khan Sheikhoun in una zona presidiata dai ribelli, facendo strage di civili e bambini. Poi un altro attacco aereo russo sull'ospedale dove erano stati ricoverati i feriti del primo bombardamento.
E' un crimine di guerra che porta il marchio inequivocabile della coppia Assad - Putin, con la complice inerzia delle diplomazie internazionali e della nuova "strategia" mediorientale di Donald Trump.

 

da Al Jazeera

At least 58 people, including 11 children, have been killed in a "toxic gas" bombing raid on a rebel-held Syrian town, doctors and a monitor said, in an attack the United Nations quickly said it would investigate as a possible war crime.
The Syrian Observatory for Human Rights said the attack on Khan Sheikhoun in Idlib province caused many people to choke or faint, and some to foam from the mouth, citing medical sources who described the symptoms as possible signs that gas was used.
The Edlib Media Centre (EMC), a pro-opposition group, posted images that were widely shared on social media, showing people being treated by medics and what appeared to be dead bodies, many of them children.
It would mark the deadliest chemical attack in Syria since sarin gas killed hundreds of civilians in Ghouta near the capital in August 2013. Western states said the Syrian government was responsible for the 2013 attack. Damascus blamed rebels.

 

dalla BBC

http://www.bbc.com/news/world-middle-east-39488539

Human Rights Watch also recently accused government helicopters of dropping bombs containing chlorine on rebel-held areas of Aleppo on at least eight occasions between 17 November and 13 December, during the final stages of the battle for the city.
And last week, two suspected chemical attacks were reported in Hama province, in a rebel-held area not far from Khan Sheikhoun.

 

 

Bomba fa strage nella metro di San Pietroburgo

Una esplosione alla fermata della metro di Piazza Sennaya a San Pietroburgo 

 

https://www.rt.com/news/383206-blast-metro-petersburg-russia/

Undici morti e 50 feriti il tragico bilancio dell'attentato alla metropolitana.

Una tecnica terroristica artigianale, un "lupo solitario" originario dell'Asia centrale, ripiombano la Russia negli anni delle stragi della guerra in Cecenia.

Putin e il dittatore bielorusso Lukashenko si sarebbero  dovuti incontrare a San Pietroburgo nel pomeriggio.

I servizi di sicurezza russi brancolano nel buio.