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tutti i post di menoopiu' blog del 2018

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28/12/2018

LA VERA STORIA DELLA CRISI ECONOMICA IN CINA

L'economista Xiang Songzuo rompe il muro di retorica e ipocrisia che circonda il dibattito sul sistema economico cinese, il suo modello e le conseguenze di una crisi sempre più evidente.

video originale<video controls="controls" width="320" height="240"><source

"https://www.menoopiu.it/video/向松祚震撼演讲:四十年未有之大变局.mp4" type="video/mp4" /></video>Tratto da China Change:

I want to share two characters with my fellow alumni here. I hope that everyone present, every entrepreneur here, can reflect together with me. These two characters are fan si (反思, reflect). What do we reflect on?

China’s economy has been going downward this year, as everyone knows. The

year 2018 is an extraordinary year for us, with so many things taking place. But the main thing is the economic slowdown.

How bad are things? The number that China’s National Bureau of Statistics (NBS) gives is 6.5 percent, but just yesterday, a research group of an important institution released an internal report. Can you take a guess on the GDP growth rate that they came up with using the NBS data?

They used two measurements. Going by the first estimate, China’s GDP growth this year was about 1.67 percent. And according to the other calculation, the growth rate was negative.

Of course, my main point here is not about the accuracy of these calculations, or which one is more credible. But this year, there have been three issues regarding China that we either failed to consider, or about which we have made serious misjudgments.

First, the trade war between China and the U.S.. Did we make some inaccurate assessment? Did we underestimate the severity of the situation? Let’s recall some slogans from the mainstream media at the beginning of the year: “In the trade war between U.S. and China, the Americans are lifting rocks only to smash them on their own feet, China is sure to win.” “China will win the trade war without a doubt, be the battles big or small.”

What’s behind this kind of thinking? To this day, we keep suffering from a cognitive dissonance between our understanding of the Sino-U.S. trade war and the international reality. This calls for deep reflection.

Second, what was the cause for the economic downturn? Why did private enterprises suffer setbacks in 2018? Looking at the data, investment by private businesses has dropped substantially, so what made private business owners lose confidence? On November 1, the national leaders convened a high-profile economic conference, which some interpreted as a signal that the government wants to win back the confidence of private businesses as the economy worsens. Since the beginning of the year, though, all kinds of ideological statements have been thrown around: statements like “private property will be eliminated,” “private ownership will eventually be abolished if not now,” “it’s time for the private enterprises to fade away,” or “all private companies should be turned over to their workers.” Then there was this high-profile study of Marx and the Communist Manifesto. Remember that line in the Communist Manifesto? Abolition of private property. What kind of signal do you think this sends to private entrepreneurs?

This is why we need to reflect on China’s economic downturn, the pressure on Chinese economy, and the trade war between the U.S. and China that is

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26/12/2018

I GIAPPONESI RICOMINCIANO LO STERMINIO DELLE BALENE

Il governo giapponese ha annunciato la ripresa della caccia alle balene a scopi commerciali nelle acque del Pacifico settentrionale.

Con l'occasione si toglierà anche la maschera che per trenta anni ha nascosto il business del massacro dei cetacei, cioè la partecipazione al International Whaling Commission, che gli ha garantito di poter cacciare le balene "a scopi di ricerca scientifica" nelle acque dell'Antartide.

Greenpeace Japan ha rilasciato una prima reazione contro la decisione del governo giapponese.

"È chiaro che il governo sta cercando di far passare questo annuncio alla fine dell'anno, lontano dai riflettori dei media internazionali, ma il mondo lo vede per quello che è", ha detto il suo direttore esecutivo, Sam Annesley."La dichiarazione di oggi non è al passo con la comunità internazionale, per non parlare della protezione necessaria per salvaguardare il futuro dei nostri oceani e di queste maestose creature.Il governo del Giappone deve agire con urgenza per conservare gli ecosistemi marini, piuttosto che riprendere la caccia commerciale. Come risultato delle moderne tecnologie, la pesca eccessiva nelle acque costiere giapponesi e nelle zone di alto mare ha portato all'esaurimento di molte specie. La maggior parte delle popolazioni di balene non si è ancora ripresa, comprese quelle più grandi come balene blu, balenottere e balene sei. "

 

La decisione di riprendere ufficialmente lo sterminio delle balene per uso alimentare - circa cinquemila tonnellate ogni anno trasformate in sushi - è l'ultimo atto, in ordine di tempo, di "ritorno alle tradizioni" che il governo di destra di Abe persegue da anni, compresa la modifica della Costituzione per consentire il riarmo dell'esercito, la negazione dei crimini commessi durante la seconda guerra mondiale in Corea e in Cina.

da CNN

While the Japanese political class has sought the resumption of commercial whaling activities, campaigners say eating whale is becoming "less and less popular."

"Actually many (regular) people don't have any interest in whales or whaling now in Japan," Nanami Kurasawa of the Iruka and Kujira (dolphin and whale) Action Network (IKAN) told CNN.

Purtroppo, a sua discolpa, il Giappone porta l'esempio di due nazioni che non hanno mai smesso di cacciare balene, Islanda e Norvegia. https://www3.nhk.or.jp/nhkworld/en/news/20181226_16/

https://www.theguardian.com/environment/2018/dec/26/japan-confirms-it-will-quit-iwc- to-resume-commercial-whaling

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23/12/2018

CASO HUAWEI, LA CINA MINACCIA IL CANADA (E NON SOLO)

L'arresto diMeng Wanzhou, manager e figlia del fondatore diHuawei, scompare dalle prime pagine dei media ma il caso è lungi dall'essere risolto, anzi si aggrava.

Dopo il 6 dicembre, la polizia cinese ha arrestato tre cittadini canadesi, i primi due sono tipici rappresentanti della rete di affari e diplomazia di cui la Cina va orgogliosa, del terzo non si conoscono le generalità. Per tutti è evidente la matrice ritorsiva degli arresti, avvenuti mentre è ancora in giudicato la richiesta di estradizione dal Canada agli USA, anche se Meng è stata scarcerata dietro cauzione. Il giudizio è atteso per il 6 febbraio, una data che alla luce delle diverse interpretazioni, può essere considerata vicina o tremendamente lontana.

Dopo la scarcerazione, i toni "dialoganti" della stampa ufficiale cinese avevano fatto credere che il caso Meng-Huawei avesse trovato il giusto binario per risolversi, tenendo anche conto della cornice della tregua di 90 giorni concordata da Trump e Xi Jinping al G20 per trovare un accordo sulla guerra dei dazi commerciali.

Ma un editoriale di Global Times, Canada will pay for its bad behavior, rompe il silenzio diplomatico e preannuncia un'escalation di minacce e azioni che dovrebbero "far capire" al Canada e soprattutto agli USA che la soluzione va concordata prima dell'udienza di estradizione, e che l'unica mediazione possibile è data dalla rinuncia da parte americana o dalla garanzia che il giudice canadese non la conceda.

"Canada is taking a tougher stance. On one hand, its Foreign Minister Chrystia Freeland on Friday called for the immediate release of two Canadians lawfully detained in China. On the other hand, she claimed that "Canada is conducting a fair, unbiased and transparent legal proceeding with respect to Meng Wanzhou, Huawei's chief financial officer; Canada respects its international commitments, including by honoring its extradition treaty with the US." Canada will seek further support from its allies in the coming days, said Freeland on Saturday. (...) Canada is an accomplice in the US violation of the international business order.

While claiming devotion and innocence in defending the rule of law, it is taking unreasonable and unscrupulous actions against China. Canada certainly will pay for this.

Canada will never get sincere support from international society. No country is so foolish as to not understand the real situation.

China's diplomatic wisdom will be tested after the Huawei case. China should neither overreact, nor be soft in counterattacking the most active countries of the "Five Eyes" intelligence alliance, namely Australia, Canada, New Zealand, the UK and the US.

China will make Canada pay the price if it extradites Meng to the US so as to demonstrate to the world the cost of helping Washington harm China.

 

A quale "prezzo" allude l'organo del regime cinese ? A quello delle case di lusso di Vancouver, acquistate negli scorsi anni dai ricchi cinesi in cerca di investimenti e di rifugi per le ricchezze accumulate grazie al Partito? Oppure alla chiusura degli scambi economici ? Oppure a ritorsioni violente, o azioni di hackeraggio ?

L'arresto di Meng Wanzhou è solo l'inizio di una guerra dalle imprevedibili conseguenze, come titola SCMP "Sabrina Meng Wanzhou’s arrest is just a taste of the US-China battle to come", una guerra giustificata dal primato del dominio tecnologico del 5G da cui dipendono le telecomunicazioni e le infrastrutture civili, commerciali e militari del prossimo decennio.

Chiedendo e consentendo l'arresto di Meng Wanzhou, gli USA hanno palesemente compiuto un atto di pirateria internazionale e lo hanno fatto nel modo peggiore e grossolano, ma è altrettanto vero che la Cina si è spinta ben oltre il consentito con l'invasione tecnologica dei suoi prodotti, basata su concorrenza sleale, corruzione e furto di segreti industriali.

da SCMP :

... In August, the Trump administration signed a bill banning government use of Huawei and ZTE technology as part of its broader Defence Authorisation Act. The Five Eyes network is reaching out to other US allies, including Japan,

Germany and France, and it is to be expected that more countries will join the US- led alliance against Huawei and ZTE.

This all goes to show how the escalating competition between the US and China on technology and economic matters will have all sorts of unintended consequences for global diplomacy.

Asian countries, such as India, South Korea, Indonesia, the Philippines, Thailand, Malaysia, and Vietnam– all of which have strong security ties to the US and strong economic ones to China – will be forced to make uncomfortable choices.

This is just the latest example of how economic competition between the world’s two biggest economies is escalating into a greater rivalry in the strategic and security arenas.

It may seem that Meng’s case is just part of the US-China competition for technological supremacy. But it is also part of something deeper: an intensifying rivalry between two spheres of influence that stretches across the world, the likes of which has not been seen since the height of the cold war.

 

Come in tutte le guerre, le parti in causa chiedono agli altri di schierarsi e di combattere senza chiedersi troppi perché. Simili richieste in genere sfociano in disastri collettivi.

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21/12/2018

L'ULTIMO NATALE DI TRUMP ALLA CASA BIANCA

"L'uscita di Mattis spiana la strada verso il caos globale", titola laCNN.

Azzardo una previsione: alla luce degli ultimi avvenimentiDonald Trump non vedrà un altro Natale dalla Casa Bianca.

In sintesi, per queste ragioni:

 

Le dimissioni del Segretario alla Difesa Mattis, per "divergenze" insuperabili con il Presidente, all'indomani dell'improvviso annuncio del ritiro completo di truppe USA dalla Siria e parziale dall'Afghanistan, segnano un solco enorme con l'establishment del Pentagono, ovvero "la Forza" da cui dipendono le sorti dell'Impero.Trump avrebbe deciso il ritiro dalla Siria durante una telefonata con Erdogan, senza consultarsi con altri. Il tiranno turco gli avrebbe rivelato di avere prove schiaccianti contro il tiranno saudita MBS che lo inchioderebbero come mandante dell'assassinio di Khashoggi.In cambio del silenzio, Erdogan ha proposto a Trump, che di MBS è il principale protettore per interessi di famiglia, il ritiro dell'appoggio USA alle forze anti ISIS guidate dai curdi al confine tra Siria e Turchia, in modo da facilitarne lo sterminio da parte dell'esercito turco. Trump non se lo è fatto ripetere due volte, mettendo in mutande tutto l'apparato della Casa Bianca, e facendo un favore anche al suo amico Putin.

 

Le pressioni sul capo della Federal Reserve Jerome Powell per impedire il rialzo dei tassi di interesse sono cadute nel vuoto e hanno allargato le distanze con l'altra colonna dell'Impero, la finanza, su cui The Donald aveva riposto buona parte della sua immagine. I mercati hanno registrato la peggiore performance prenatalizia dal 1931 in poi, a causa della guerra commerciale con la Cina e del probabile, conseguente, rallentamento del ciclo economico e così come Trump si era preso i meriti del rialzo di Wall Street, così sarà costretto a prendersi le colpe del brusco calo.

 

L'imminente chiusura di numerosi servizi governativi (shutdown) per il mancato accordo sul decreto per prorogarne il finanziamento, a causa della richiesta di Trump di includere anche i 5 miliardi per costruire "the wall" al confine con il Messico, respinta da numerosi senatori del suo stesso partito repubblicano, avrà un effetto boomerang. Si tratta del terzo shutdown della presidenza trumpiana e l'umore dei dipendenti pubblici il cui stipendio è a rischio non sarà festoso.

 

Le rivelazioni dei suoi stessi ex collaboratori su legami e affari con la Russia nell'ambito dell'inchiesta Russiagate del procuratore speciale Mueller danno altra benzina ai suoi detrattori confermando l'ipotesi del tycoon messosi in politica spinto dall'interesse per i propri affari personali piuttosto che per servire l'America. Anche l'omicidio del giornalista Khashoggi lo ha visto goffamente schierarsi con le ragioni dell'assassino saudita Mohammed bin Salman contro la verità rivelata dal capo della CIA che lo indicava come il mandante del delitto.

 

L'improvviso ritiro delle truppe dalla Siria non è stato certamente dettato da una conversione di Trump alle tesi antimilitariste e pacifiste, ma dalla necessità di "pagare" il suo debito nei confronti di Putin, contratto all'epoca della campagna del 2016. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, già colmo, di "Dog" Mattis costringendolo alle dimissioni. Il terzo generale che si ritira dall'Amministrazione.

E da gennaio prossimo si insedia a Capitol Hill la nuova maggioranza dei democratici...che in condizioni normali non farebbe paura a nessuno, ma con l'aria che tira renderà più nervoso, irascibile, intrattabile e pericoloso il POTUS.

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16/12/2018

MARIO DRAGHI E I GILETS JAUNES

Anche seMario Draghi non è stato preso di mira direttamente dallaprotesta popolare francese, è fuor di dubbio che la politica monetaria della BCE è coinvolta a pieno titolo nellacrisi del modello Macron messa a nudo dal fenomeno deigilets jaunes.

Il boss della BCE gode di una status speciale che lo mette al di sopra di ogni critica: da quando ha iniziato a comprare titoli di stato e obbligazioni della grandi banche e aziende europee facendo scendere i tassi di interesse a zero, nessuno, nè da destra nè da sinistra - e nemmeno dai nuovi soggetti populisti - osa criticarlo pur sapendo che la vera festa se la godono in pochi, che prima o poi dovrà finire e che il risveglio potrebbe essere traumatico per tutti gli altri.

La favola che Draghi racconta da anni prevede i seguenti postulati:

-  il Quantitative Easing per oltre 2.600 miliardi negli ultimi tre anni ha consentito all'economia europea di crescere in modo sostenibile

-  le politiche fiscali dei paesi con piùalto debito devono essere improntate alla riduzione dei deficit di bilancio e ad inasprire ulteriormente le condizioni di precarietà del mercato del lavoro.

La prima affermazione è molto relativa: se è necessario "stampare" centinaia di miliardi di euro per far crescere l'economia di meno del 2% solo per un paio di anni, quante "stamperie" saranno necessarie per garantire un futuro dignitoso ai nostri figli?

Giàda quest'anno la crescita rallenta, persino la Germania è andata sottozero nel terzo trimestre, e le previsioni sono di un ulteriore rallentamento nel 2019. Altro che crescita sostenibile.

La seconda "verità" della Banca Centrale di Draghi è quella su cui Macron ha improntato il suo primo anno e mezzo di presidenza. Riforma del mercato del lavoro all'insegna di meno garanzie e più tasse per tutti. Una settimana fa ha dovuto fare una precipitosa ritirata, dopo che i gilets jaunes avevano imbrattato l'Arco di Trionfo con la richiesta delle sue dimissioni visibile sui teleschermi di tutto il mondo.

Mario Draghi è rimasto solo, a fare sfoggio di cautele e ottimismi, mezze frasi e mezze smentite, equilibrismi tra austerity e "stimoli" e previsioni che non si avverano, con il vantaggio però di stare dietro le quinte, di non esporsi al rischio politico dell'impopolarità.

Nessuno puògiudicare le sue decisioni monetarie, un pò per convenienza - a chi non fa comodo indebitarsi sapendo che qualcun altro pagherà le sue cambiali - un pò perchè tutto il mondo e tutti gli schieramenti politici (populisti compresi) hanno accettato il dogma che tenere i tassi a zero e stampare denaro, incentivando l'indebitamento perpetuo, siano l'unico modo per guadagnare tempo, fino alla prossima crisi, mentre la Politica sta a guardare e a rimbalzarsi accuse e responsabilità.

Ecco quello che Draghi ha detto nell'ultima riunione di metà dicembre della BCE: la prosa non è invitante ma si comprende ugualmente la distanza abissale tra il mondo surreale dei banchieri e quello reale che ci circonda.

... Nel terzo trimestre del 2018 il PIL in termini reali dell’area dell’euro è aumentato dello 0,2% sul periodo precedente, dopo una crescita dello 0,4% nei primi due trimestri. I dati più recenti e i risultati delle ultime indagini congiunturali indicano un’evoluzione più debole rispetto alle attese, di riflesso a un minore contributo della domanda estera e a fattori specifici a livello di paese e settore.

Questa valutazione trova sostanzialmente riscontro nelle proiezioni macroeconomiche di dicembre 2018 formulate dagli esperti dell’Eurosistema per l’area dell’euro. Le proiezioni indicano una crescita annua del PIL in termini reali dell’1,9% nel 2018, dell’1,7% nel 2019, dell’1,7% nel 2020 e dell’1,5% nel 2021. Rispetto all’esercizio condotto a settembre 2018 dagli esperti della BCE, le prospettive per l’espansione del PIL in termini reali sono state riviste leggermente al ribasso per il 2018 e il 2019.

 

 

I rischi per le prospettive di crescita possono tuttora essere ritenuti sostanzialmente bilanciati nell’area dell’euro. Nondimeno, nel complesso i rischi si stanno orientando al ribasso per effetto delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici, alla minaccia del protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità nei mercati finanziari.

In sintesi, la verifica incrociata degli esiti dell’analisi economica con le indicazioni derivanti dall’analisi monetaria ha confermato che un ampio grado di accomodamento monetario è ancora necessario affinché l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Per poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle nostre misure di politica monetaria, le altre politiche devono contribuire in modo più decisivo a incrementare il potenziale di crescita a più lungo termine e a ridurre le vulnerabilità. L’attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’area dell’euro va considerevolmente accelerata per consolidare la capacità di tenuta, ridurre la disoccupazione strutturale e rafforzare la produttività e il potenziale di crescita dell’area.

Quanto alle politiche di bilancio, il Consiglio direttivo ribadisce la necessità di ricostituire margini di manovra nelle finanze pubbliche.

Ciò risulta particolarmente importante per i paesi che presentano un debito pubblico elevato e per i quali il pieno rispetto del Patto di stabilità e crescita è cruciale per preservare posizioni di bilancio solide.

 

Tradotto : vi eravate illusi che stampare soldi potesse risolvere i vostri problemi. E' tempo di tornare con i piedi per terra e di "ricostituire margini di manovra nelle finanze pubbliche ... per preservare posizioni di bilancio solide".

Dopo che la Commissione di Junker è stata costretta ad approvare il deficit italiano e persino il suo pupillo Macron ha pronunciato il mea culpa, le parole di Draghi risuonano nel vuoto. Non è una musica piacevole, ma tra qualche mese saranno tutti costretti a cambiare spartito.

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15/12/2018

SI FARA' L'ACCORDO TRA ITALIA E UE ?

Nonostante i colpi bassi di quel che resta dei socialisti francesi e del PDRenzi, un accordo tra il governo di "unità populista" italiano e la Commissione Europea sembra in dirittura d'arrivo, trovando il compromesso a metà strada tra il 2,4 e 1,6% di deficit in più.

Quasi due mesi fa scrivevo:

L'unica mossa che resta al boss di M5S per sparigliare una situazione incartata è quella di ottenere una tregua duratura dall'EU proponendo di "riscrivere" la legge di Bilancio, cancellando le modifiche alla Fornero (tanto non risolvono i problemi dei pensionati) e lasciando per il 2019 solo il reddito di cittadinanza e l'introduzione della flat tax per le partite IVA . Il deficit verrebbe limato di qualche decimale, attorno al 2%.

https://www.menoopiu.it/post/crisi-italia-alla-resa-dei-conte

 

E' ovvio che la soglia del 2,04% su cui si sono stretti la mano Junker e il Presidente del Consiglio Conte rappresenta un valore politico-psicologico, prefissato, dentro il quale ci dovranno stare tutte o parte delle promesse che M5S e Lega hanno fatto agli elettori.

Un margine stretto, ma si tratta dell'unica soluzione possibile per evitare lo scontro frontale, la guerra totale che non conviene a nessuno, meno che mai dopo che Macron è stato sbaragliato sul campo di battaglia dai gilets jaunes e per limitare i danni ha dovuto promettere di fare deficit fino al 3,8% !!

Ma quella parte di apparati e partiti che sperava nello scontro e nella sconfitta del governo italiano, quelli che professano "senso di responsabilità" e "interesse della nazione" solo quando i loro interessi sono protetti e garantiti, sta facendo di tutto per far saltare l'accordo e/o per far pagare un prezzo altissimo al governo italiano, accusandolo di tradimento nei confronti della base e di "capitolazione".

E' un fronte variegato, con ruoli e compiti assegnati per coprire tutti gli angoli del campo di battaglia. Lo si è visto con le dichiarazioni di Pierre Moscovici, secondo il quale il 2% è ancora troppo e vengono richiesti ulteriori tagli, non curante del fatto che Junker (che ha concluso la trattativa con Conte) è ancora il capo della Commissione di cui lui fa parte, anche se per poco.

E i giornali del gruppo De Benedetti, unico vero partito di opposizione in Italia con La Repubblica in testa, ad accusare la Commissione di aver fatto troppe concessioni al governo italiano, la cui "retromarcia" sarebbe solo di facciata.

Lo schieramento degli "anti-populisti" è ancora sotto shock per la umiliante sconfitta di Macron e non sembra in grado di riformulare una strategia vincente.

Se fossero un po' meno arroganti e prepotenti si renderebbero conto che la "tregua del 2%" conviene anche a loro, almeno per riordinare le idee in vista delle future battaglie.

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13/12/2018

A COSA SERVE MOSCOVICI ?

Il commissario Moscovici, francese, giudica "insufficiente" la riduzione del deficit italiano dal 2,4 al 2,04% e chiede ulteriori "sforzi".

Lo scopo di Moscovici, che tra qualche mese andrà ad ingrossare le fila dei burocrati senza più ruolo ma con un lauto vitalizio pagato dai contribuenti europei, è solo quello di "provocare" reazioni inconsulte e violente, stile gilets jaunes, nei cittadini italiani che leggono le sue dichiarazioni, apparentemente sconclusionate e faziose, ma in realtà funzionali alla strategia politica di Bruxelles (e Parigi).

FACCIA DI MOSCOVICI QUANDO EMETTE LE SUE SENTENZE

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11/12/2018

MACRON CANCELLA MAASTRICHT

Per salvare se stesso Macron fa ampie concessioni alle richieste dei gilets jaunes e sconfessa tutta la politica fiscale europea. Le misure promesse porteranno il deficit/PIL a quasi il 4%.I gilets jaunes saranno imitati in ogni angolo della UE; ogni governo, di qualunque tendenza, sarà legittimato a superare i vincoli di bilancio nel nome della stabilità sociale.Inizia la corsa ai 100 euro. Tutti all'arrembaggio del surplus commerciale e finanziario tedesco.

Stando alle prime reazioni al discorso televisivo, seguito da oltre 21 milioni di francesi, circa il 60% dei cittadini non ritiene sufficienti le "misurettes" promesse dal Presidente.

I presidii e le manifestazioni dei gilets jaunes restano ancora numerosi in tutto il Paese.

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08/12/2018

L'EUROPA SENZA TIMONIERI E SENZA TIMONE

Larivolta dei GILETS JAUNES in Francia ha cancellato in pochi giorni le speranze di mettere in piedi una controffensiva dei partiti tradizionali, sia conservatori che progressisti, guidata da Emmanuel Macron contro i "populismi" dilaganti.

I cinque principali paesi dell'Unione Europea - Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna - si ritrovano contemporaneamente a pochi mesi dalle elezioni del 2019 senza leader "europeisti" (Italia e Gran Bretagna, peraltro già uscita con la Brexit) o con politici "tradizionali" privi di maggioranze e consensi.

Pedro Suarez del PSOE aveva scalzato Rajoy con un espediente parlamentare alla guida della Spagna, ma ha perso le elezioni in Andalusia e sembra avviato alla probabile sconfitta in elezioni anticipate, in quadro politico avvelenato dalla infinita prigionia degli indipendentisti catalani, dall'avanzata della destra estrema e dall'appannamento di Albert Rivera fondatore dei Ciudadanos che aspira a realizzare in Spagna quello che Macron aveva fatto diciotto mesi fa in Francia. Ma adesso si guarderà bene dal gemellarsi con il presidente odiato, se non vuole autolesionarsi.

L'Italia alle ultime elezioni ha già cacciato Renzi e Berlusconi, i cui rispettivi partiti si accingono a sciogliersi o a sopravvivere malamente a causa della assoluta mancanza di idee e persone. Ma nemmeno i due vincitori "populisti" Di Maio e Salvini possono dormire sonni tranquilli: il loro successo è costruito sul vuoto altrui, e il macigno del debito pesa perché nessuno dei due ha un'idea diversa dai predecessori su come ridurlo senza scatenare rivolte popolari.

La Germania sembra quella messa meglio, grazie alla tradizionale moderazione dei tedeschi e alla ricchezza sottratta agli altri paesi della UE, in parte per meriti propri - un sistema industriale solido ed efficiente, una prudente spesa sociale - in parte per le politiche monetarie e finanziarie della BCE.

Ma anche Angela Merkel è uscita anzitempo di scena, dopo le varie sconfitte elettorali. La Germania si ritrova con i due principali storici partiti CDU e SPD  entrambi in crisi, sia di leadership che di programmi. Il governo di unità nazionale potrà resistere fino a maggio prossimo, ma nessuno si illude che la Germania sia in grado esprimere una guida politica autorevole e forte nella battaglia antipopulista. Nel disperato tentativo di arginare lo smottamento elettorale, i partiti di centro-sinistra cercheranno di convincere i Verdi ad allearsi, facendo ampie concessioni all'ecologismo stile COP21.

La Gran Bretagna si è già chiamata fuori, ma il vero problema per l'Europa, oltre che per i sudditi di Elisabetta II, è se ci sarà o meno una maggioranza parlamentare per approvare l'accordo sulle modalità del "divorzio". In caso contrario, il governo di Theresa May andrà in crisi e l'Europa non avrà interlocutori con cui trattare, ovvero caos nel caos.

La crisi della Francia di Macron è sulle prime pagine internazionali. I francesi si sono assunti l'ingrato compito di "denudare il re" anche per conto terzi, portando alla ribalta i motivi profondi del malessere comune a tutti i popoli dell'Unione. Le politiche economiche e sociali hanno aumentato le disuguaglianze, accresciuto la pressione fiscale sui ceti popolari e piccolo-borghesi, hanno reso precario il lavoro delle generazioni giovani e incerta la vecchiaia. E il paradosso è che tutto questo avviene  in presenza di un aumento vertiginoso dell'indebitamento pubblico e privato, accentuando l'impotenza e la precarietà delle soluzioni.

L'intero modello di sviluppo degli ultimi 50 anni in Europa si trova in un vicolo cieco, e quelle forze politiche che sono nate e cresciute in quel modello, ora sembrano

arrivate alla fase terminale, incapaci di rigenerarsi ma comunque avvinghiate ai privilegi e al potere.

I gilet jaunes sbattono in prima pagina la notizia che a nessuno piace leggere: l'Europa è come una nave che improvvisamente perde tutti i timonieri e pure il timone, proprio nel mezzo di una storica bufera. Non c'è nessuno che possa prenderne la guida verso un porto sicuro.

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06/12/2018

IL MISTERO DEL SILENZIO DI HUAWEI

Meng Wanzhou,figlia del fondatore di Huawei, viene arrestata il 1° Dicembre a Vancouver, Canada, su richiesta degli Stati Uniti, con l'accusa di averviolato le sanzioni commerciali nei confronti dell'Iran. La notizia del suo arresto viene diffusa il 6 dicembre.Per cinque giorni una delle personalità più potenti nell'industria delle telecomunicazioni scompare dai radar dei mass media e dei leader politici mondiali.

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04/12/2018

Vincono i GILETS JAUNES, bloccato l'aumento delle tasse. Sconfitto Macron, diventato un incubo per l'Europa

Il governo francese è statocostretto a bloccare l'aumento delle accise sui carburanti che aveva scatenato la protesta deigilets jaunes e fatto precipitare la Francia in un clima insurrezionale.

Si tratta di una bruciantesconfitta per il presidente Macron, il suo establishment e il suo "progetto riformista" che piaceva molto aitecnocrati europei ma non ai ceti popolari francesi.

Il successo della protesta dei gilets jaunes rischia di creare un effetto di imitazione e di propagarsi in altri paesi dell'Unione Europea.

Diciotto mesi fa Emmanuel Macron vinceva il duello presidenziale con Marine Le Pen e faceva tirare un sospiro di sollievo a tutti gli schieramenti tradizionali  - centro, destra e sinistra - dell'Europa Unita.

Macron diventava l'esempio e la guida per sconfiggere l'incombente pericolo  populista e sovranista - materializzatosi con la Brexit - l'alfiere della Riforma dell'Europa che si rimetteva "in Marcia" per sottrarre argomenti e linfa ai denigratori di Bruxelles e Francoforte, capitali del potere tecnocratico e bancario.

Il novello Bonaparte rappresentava l'esperimento riuscito a cui avevano dedicato ogni energia e attenzione sia Angela Merkel che Mario Draghi. Finalmente la Francia usciva dalla palude di Hollande per affiancare la Germania nella difficile sfida di  tenere uniti i cocci e costruire le premesse per uscire dall'impasse politico, facendosi  il maquillage con il volto giovane e determinato di Macron e consorte.

Ma la luna di miele è durata molto poco, e sono iniziati i guai per il piccolo bullo parigino - il cui indice di popolarità è sceso sotto il 30% - ma anche per coloro che avevano riposto in lui troppe speranze.

Da un editoriale di Le Monde del 3 dicembre :

La posture régalienne s’est muée en une inaptitude de plus en plus visible à obtenir des résultats en matière de maintien de l’ordre. Le courage réformateur

mis en avant se heurte à l’image de « président des riches » accolée en raison des premières décisions fiscales, notamment sur l’ISF.

Un mélange continu d’arrogance et de provocation verbale a achevé de refermer le piège actuel.

 

Gli ultimi mesi hanno visto un susseguirsi di dimissioni di ministri e alti funzionari  dello Stato, l'imbarazzante vicenda della sua guardia del corpo trasformato in consigliere più fidato e manganellatore di manifestanti per divertimento. L'immagine sempre più fredda e distaccata dai sentimenti della gente comune ... Macron nel cul- de-sac

 

Ma la colpa più grande che i suoi precedenti estimatori gli imputano è quella di non aver capito il malessere profondo della piccola borghesia di provincia e di non aver previsto lo scoppio della rivolta.

La Francia ha un livello di tassazione superiore a quello pur notevole dell'Italia, e non si percepisce una qualità dei servizi adeguati, anzi ... nessuno ha creduto alle bugie

dell'amministrazione riguardo la destinazione dell'aumento delle accise sui carburanti, la tassa verde per finanziare l'abbattimento delle emissioni di CO2, contrastare il global warming e finanziare la conversione alle energie pulite e rinnovabili ... per molti si trattava dell'ennesima furberia a vantaggio di finanza, banche e petrolieri e poi, al diavolo le promesse di un futuro verde se il presente è sempre più grigio ...

Nessuno si aspettava un rivolta così ampia e violenta, ma un politico intelligente, dopo il primo week end di proteste, avrebbe dovuto rendersi subito conto dei rischi di un muro contro muro, invertire rapidamente la rotta ... Macron invece ha sfidato i gilet gialli, pensando di domarli con il suo decisionismo e la mancanza di alternative e quelli invece non si sono arresi ... hanno fatto le barricate nei Campi Elisi e vandalizzato l'Arco di Trionfo ... e tutto il mondo ha assistito alla ritirata della polizia francese presa d'assalto da estremisti di destra e di sinistra ...

La sera di domenica 2 dicembre la Francia si è scoperta nel pieno di una insurrezione la cui responsabilità, anche per i moderati centristi e conservatori, ricadeva interamente sulle spalle di Macron, incapace e arrogante... messo nell'angolo.

Se Macron fa marcia indietro e sospende l'applicazione delle tasse, il movimento di rivolta potrà cantare vittoria e lanciare nuove sfide al governo e al presidente; se tira dritto, sfidando ancora di più la piazza, rischia il collasso del Paese e la sfiducia del Parlamento.

Ma in entrambi i casi, Macron ha già perso la sua partita principale, quella che doveva farlo diventare il comandante in capo delle truppe moderate di centro, di destra e di sinistra alle prossime elezioni europee nel maggio 2019, per sconfiggere i populisti di ogni tendenza, cinquantuno anni dopo il maggio del '68, da tutti ricordato come l'ultima volta che i francesi si erano rivoltati con tanta violenza, prima del 2 dicembre scorso.

Con che faccia l'aspirante Napoleone si presenta sui palcoscenici altrui dopo che il proprio teatro è stato messo a fuoco?

Angela Merkel e Mario Draghi dovranno cercarsi qualcun altro, se vorranno avere qualche probabilità di sopravvivenza, e non sarà facile dopo che anche il leader spagnolo del PSOE Pedro Sanchez si è fatto travolgere alle elezioni in Andalusia. Renzi può consolarsi, essendo stato il primo a farsi cacciare ...

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02/12/2018

GILETS JAUNES: perchè quello che accade in Francia riguarda tutta l'Europa

Terzo week end di scontri a Parigi tra "gilets jaunes" e polizia con scene di barricate e assalti, con il governo diMacron che non riesce a fermare quella che la stampa nazionale definisce non più una protesta mauna "quasi-insurrezione".

da Liberation

 

 

In un'atmosfera di quasi-insurrezione, parecchie migliaia dimostranti con le più disparate motivazioni hanno lasciato scoppiare la loro rabbia in numerosi scontri violenti con le forze dell'ordine. (...)

In diverse occasioni, diversi veicoli della polizia sono stati letteralmente presi d'assalto ...

Oltre ai soliti slogan che chiedono la "fine delle imposte" e le "dimissioni di Macron", sono presenti diversi gruppi di estrema destra e di sinistra, abituati agli scontri con la polizia e alla guerriglia urbana. Su un muro vicino a Place des Ternes, vediamo questi due tag fianco a fianco: l'emblema della croce celtica del GUD e lo slogan "ACAB" ("tutti i poliziotti sono bastardi")

 

Le Figaro

"Giubbotti gialli": la pista dello stato di emergenza non è esclusa

 

http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2018/12/01/01016-20181201ARTFIG00156- gilets-jaunes-le-chaos-a-paris-en-photos-apres-un-samedi-de-violences.php

Macron è isolato dai Francesi

 

http://www.lefigaro.fr/vox/societe/2018/11/29/31003-20181129ARTFIG00348-ivan- rioufol-comment-emmanuel-macron-s-est-isole-des-francais.php

Le ragioni della protesta derivano dalla decisione di aumentare le tasse sui carburanti per gli automobilisti, sia privati cittadini che artigiani e professionisti, un aumento che secondo le intenzioni - poco credibili - del governo e degli economisti filogovernativi - dovrebbe servire a finanziare un ambizioso piano di conversione dal fossile al rinnovabile per contrastare le emissioni di CO2 e il conseguente innalzamento della temperatura del Pianeta, rendendo più competitive le soluzioni alternative come l'auto elettrica.

La tassa "a favore del futuro" viene così sbandierata come necessaria e irrinunciabile per le sorti dell'umanità, dato che i cambiamenti climatici provocati dal dissennato sviluppo degli ultimi 20-30 anni rischiano di diventare irreversibili e distruggere l'equilibrio naturale di gran parte della Terra.

Chi si oppone alla tassaè un retrogrado egoista, secondo lo schema del pensiero liberal-macroniano a cui aderisce gran parte della sinistra tecnocratica-ecologista

ben rappresentato da un articolo di Maurizio Ricci su Repubblica

.... Le emissioni, in Europa, sono scese del 22 per cento fra il 1990 e il 2017 e si riuscirà solo a contenerle del 40 per cento entro il 2030. Per trovare il ritmo giusto, occorre investire nella nuova energia (elettricità con vento e sole, auto elettriche, isolamento degli edifici) fra 175 e 290 miliardi di euro l'anno. Vogliamo, invece, incrociare le dita e accontentarci di fermare il riscaldamento a due gradi, l'obiettivo minimo indicato a Parigi? Le emissioni di Co2 vanno ridotte, entro il 2050, dell'85 per cento. Costo: investimenti fra 75 e 175 miliardi di euro l'anno.

Ma non sono solo soldi a perdere. Al contrario. Un'energia più efficiente ha anche un ritorno sotto forma di soldi. Arrivare a emissioni zero significa abbattere del 70 per cento le importazioni di petrolio e gas, che oggi costano 266 miliardi di euro l'anno. Sono 2-3 mila miliardi di euro di risparmi, da qui al 2050, che potrebbero essere, man mano, investiti per la modernizzazione dell'economia e per ridurre l'impatto dei costi della transizione energetica, aiutando, ad esempio, il cameriere di Bersani a rottamare il suo diesel.

Purtroppo, l'Europa, pur con i suoi ritardi, è un paradigma di virtù, isolato in un mondo che - Usa in testa - continua ad aumentare (più 10 per cento nel 2017) le emissioni globali di gas serra. E, infatti, l'Onu calcola che, per rientrare anche solo nel tetto di 2 gradi al 2100, l'economia mondiale dovrebbe triplicare gli sforzi attuali di contenimento delle emissioni. In più, l'orologio ticchetta: se non si riesce ad imprimere alla produzione di gas serra una svolta verso il basso entro il 2030, l'obiettivo di 1,5 gradi sarà per sempre fuori portata. Fossero tutti efficienti come sono già gli automobilisti europei, il mondo risparmierebbe il 6 per cento del petrolio che consuma oggi. Il problema è che l'eccesso di virtù è faticoso. E finisce che uno apre il cofano e tira fuori il gilet giallo. "

 

Il ragionamento dei macroniani (non solo francesi) è che la riduzione delle emissioni di CO2 è un grande business da realizzare prevalentemente con l'appoggio delle grandi industrie del settore energetico e dei trasporti, da ricambiare con sostanziosi incentivi, e da finanziare con tasse e balzelli scaricati sulla popolazione indistinta.

Perchè in tutto il resto del mondo, a cominciare dai grandi inquinatori USA, Cina e India, nel frattempo si fa poco o nulla per combattere i cambiamenti climatici.

Con il risultato che in Europa paghiamo di piùl'energia e i trasporti, penalizzando il tessuto economico e finendo poi per importare le merci prodotte in Asia o in America con sistemi inquinanti o ad alte emissioni ma a prezzi più bassi.

La gente protesta contro il modello di business governato dalle lobbies automobilistiche e petrolifere e non ha piùintenzione di credere alla finta equazione "più tasse meno CO2".

La soluzione piùbanale è quella di impedire che in Europa arrivino le merci prodotte da paesi come la Cina e gli Stati Uniti che non hanno adottato politiche effettive di riduzione delle emissioni. Verrebbe attuato una sorta di protezionismo a scopo ambientale, per produrre a Km zero quello che invece viene prodotto a migliaia di chilometri di distanza senza regole e senza controlli.

Per difendere il futuro del Pianeta, anzichè tassare i cittadini europei sarebbe necessario scoraggiare e mettere fuori mercato le industrie di quei paesi a cui non interessa un fico secco del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.

Produrre in Europa, che ha già gli standard più elevati di riduzione di CO2, diventerebbe così più conveniente per l'ambiente planetario e per l'economia domestica, senza un euro di tasse in più.

Ma a Macron piace di più tassare la benzina.

E se fosse la Francia il vero malato d'Europa?

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26/11/2018

"Brexit, THE Deal" il film che nessuno vedrà

Raggiunto l'accordo tra i 27 paesi della UE e il capo del governo britannico Theresa May sulle modalità di applicazione della Brexit.

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21/11/2018

Trump non abbandona l'amico saudita anche se è un assassino

 

 

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20/11/2018

Virginia Raggi sgombera i Casamonica e Matteo Salvini

Otto ville abusive del clan Casamonica sgomberate a Roma da 600 vigili guidati dalla sindaca Virginia Raggi, che alla fine esulta e si prende il giusto merito di aver compiuto l'impresa mai tentata dai suoi predecessori Rutelli, Veltroni e Alemanno. "Quella di oggi è una giornata storica per la città di Roma e per i romani.

Mettiamo fine a 30 anni di illegalità e inviamo un segnale forte alla criminalità e al clan Casamonica".

La sindaca di Roma rianimata dalla sentenza di assoluzione sul "caso Marra" ha poi "sgomberato" il ministro in campagna elettorale permanente Matteo Salvini, presentatosi nella zona delle case abusive per prendersi abusivamente la sua parte di applausi.

Virginia Raggi, nel lungo elenco di persone e istituzioni che ha voluto ringraziare per il successo dell'operazione contro i Casamonica, ha infatti omesso di menzionare lo sciacallo Salvini e/o il suo ministero, togliendosi il sassolino dopo le battute del boss leghista contro di lei.

"È stata un'operazione complessa, partita molti mesi fa che ha permesso di concludere procedimenti sospesi e abbandonati in un cassetto ... Voglio ringraziare - ha concluso Raggi - il VII Municipio per il coraggio e la costanza di questi mesi; i tecnici del Comune; gli agenti della Polizia Locale e il comandate Antonio Di Maggio; il personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Soprintendenza di Stato; i fabbri; gli operai; Atac; i tecnici di Acea, Enel e Italgas; la Sala Operativa Sociale di Roma Capitale, la Protezione Civile capitolina, le ditte che si occupano delle demolizioni; e in particolare tutti quei cittadini che con le loro denunce non si sono arresi mai".

 

Brava Raggi.

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18/11/2018

Esplode la bomba francese dei gilets jaunes, finito il bluff di Macron

 

 

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17/11/2018

Anche la CIA scopre che l'amico saudita di Trump è un assassino

Di fronte alle decine di evidenze inequivocabili, anche la CIA si è convinta che il mandante dell'omicidio di Khashoggi è l'erede al trono saudita Mohammed bin Salman (MBS), grande amico della famiglia Trump. Lo hanno rilevato fonti ufficiose dell'intelligence americana al Washington Post.

 

La Cia sostiene di avere le prove che il fratello di MBS Khalid avrebbe contattato il giornalista del WP per convincerlo a rientrare in Arabia o comunque a rivolgersi con fiducia al consolato di Istanbul per le sue pratiche di matrimonio.

Il giornalista con ogni probabilitàha rifiutato di rientrare a Riad ma si è fidato ingenuamente dell'invito a recarsi in consolato, non pensando che la crudeltà dei nuovi padroni arabi sarebbe potuta arrivare ad ucciderlo all'interno di una sede diplomatica.

Nel consolato c'erano ad attenderlo 15 aguzzini di MBS di cui uno esperto in "macelleria" umana e fornito di sega taglia-ossi. Il corpo di Khashoggi non è stato ancora ritrovato.

Le rivelazioni dell'agenzia americana chiudono definitivamente il goffo e cinico tentativo, avallato anche da Donald Trump, di far credere all'opinione pubblica mondiale che a dare l'ordine di uccidere Khashoggi sia stato un personaggio dell'establishment saudita all'insaputa di MBS.

Dal Washington Post:

The CIA’s conclusion about Mohammed’s role was also based on the agency’s assessment of the prince as the country’s de facto ruler who oversees even minor affairs in the kingdom. “The accepted position is that there is no way this happened without him being aware or involved,” said a U.S. official familiar with the CIA’s conclusions.

 

Come logica conseguenza delle accuse della CIA, il tiranno arabo dovrebbe essere incluso nella lista di soggetti coinvolti nell'assassinio di Khashoggi messi al bando e sanzionati dal Congresso USA.

Le ripercussioni sui rapporti USA-Arabia Saudita sarebbero notevoli con imprevedibili conseguenze sui precari equilibri di tutto il Medio Oriente e sulla strategia trumpiana che poggiava sull'allenaza stretta con il killer di Riad.

Donald Trump non ha ancora twittato alcun commento dopo le rivelazioni della CIA. Sta forse meditando di licenziare la boss dell'agenzia Gina Haspel?

https://www.menoopiu.it/post/l-amico-saudita-di-trump

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14/11/2018

Socialdemocratici tedeschi appoggiano 5Stelle italiani ?

Con un'intervista alla CNBC il socialdemocratico Olaf Scholz, numero due del  governo tedesco e ministro delle Finanze, sostiene che la proposta di reddito di cittadinanza contenuta nella legge di Bilancio dell'Italia e cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle è una misura "comprensibile" data la situazione di disoccupazione e precarietà del Paese.

La dichiarazione di Olaf Scholz, in contemporanea alla lettera del governo italiano in risposta alla bocciatura della Commissione europea, è una presa di posizione di grande rilievo, sia per la necessità di trovare punti di mediazione tra le posizioni contrapposte della EU e dell'Italia in uno scontro di dimensioni mai viste in precedenza, sia in chiave di alleanze strategiche in vista delle elezioni europee del 2019.

da CNBC :

Speaking at the SZ Wirtschaftsgipfel Economic Summit in Berlin, Scholz said a complete lack of support for long-term unemployed in Italy was "a bit astonishing" and a change of policy in that area could be considered.

"If they, the Italian government is working on questions like this, we can understand this," said Scholz.

The finance minister cautioned however that in doing this, Italy would also be expected to be very cautious with its budget.

"If you have a very high amount of sovereign debt it is absolutely necessary that you are cautious and this is what the Italian government will have to be," he said.

 

La dichiarazione del ministro tedesco Scholz va nella direzione che avevo intravisto circa un mese fa:

https://www.menoopiu.it/post/crisi-italia-alla-resa-dei-conte

L'unica mossa che resta al boss di M5S per sparigliare una situazione incartata è quella di ottenere una tregua duratura dall'EU proponendo di "riscrivere" la legge di Bilancio, cancellando le modifiche alla Fornero (tanto non risolvono i problemi dei pensionati) e lasciando per il 2019 solo il reddito di cittadinanza e l'introduzione della flat tax per le partite IVA . Il deficit verrebbe limato di qualche decimale, attorno al 2%.

https://www.menoopiu.it/post/europa-vs-italia-una-guerra-pericolosa-nel- momento-sbagliato

Ma non può neanche sfuggire il significato strategico espresso dal tedesco Scholz - che nella SPD in crisi verticale di consensi rappresenta un punto di riferimento per un possibile rilancio in chiave europea.

Per fronteggiare l'ondata dei "populisti di destra" come AfD, Le Pen, Salvini e Orban, i socialdemocratici tedeschi forse pensano ad un fronte diverso da quello capeggiato da Macron con il suo maggiordomo Renzi, tentando di coinvolgere le esperienze dei Verdi (che in Germania sono in forte risalita) e dei "populisti di sinistra" come Podemos, Tsipras e forse i 5Stelle di Di Battista e Fico.

Quella di Scholz potrebbe essere una mossa che smuove il quadro statico e debole del fronte social-laburista europeo.

Il principale partito di opposizione in Italia - il quotidiano La Repubblica - relega la notizia senza evidenza in fondo ad un articolo dal solito contenuto propagandistico:

Una sorta di 'difesa' delle intenzioni di Lega e M5s è arrivata invece dal ministro

Olaf Scholz, titolare delle Finanze: "Verosimilmente non si può raggiungere tutto.

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10/11/2018

Assolta Virginia Raggi, eddechè ?

 

L'assoluzione della sindaca 5Stelle di Roma Virginia Raggi, per un "fatto che non costituisce reato", non avrebbe mai dovuto diventare una notizia da prima pagina su otto colonne di tutta la stampa nazionale.

Il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna a dieci mesi, meno di quanto si richiede per un ladro di galline, come dire che l'eventuale reato non era poi così  grave. In un'Italia sommersa dai Marra della politica affaristica a tutti i livelli e in ogni luogo, ci sarebbero decine di esponenti di qualsiasi partito che metterebbero una  firma per una pena di soli 10 mesi (che con eventuali attenuanti si riduce ad una  multa insignificante). E allora perché il processo alla Raggi era diventato così  rilevante per le sorti dell'Italia ?, tanto che adesso la sua assoluzione appare come un boomerang per quanti avevano catalizzato l'attenzione dell'opinione pubblica con lo scopo di trasformarlo in un "processo al Movimento 5Stelle".

Il giornale-partito La Repubblica, l'unica vera opposizione al governo Di Maio-Salvini, aveva fatto del processo Raggi una tappa fondamentale nel percorso di logoramento  e screditamento dei 5Stelle. L'assoluzione della sindaca non gli faràcambiare idea, anzi, ma certamente la testa d'ariete del Gruppo Espresso dovrà rivedere lo stile degli attacchi.

Ma anche i 5Stelle hanno esagerato nelle reazioni a caldo dopo la sentenza. Comprensibile e dignitoso il pianto liberatorio di Virginia Raggi, ma decisamente fuori di testa le dichiarazioni di Di Maio e Di Battista contro i giornalisti della stampa di opposizione.

I due dovrebbero aver capito giàda un pezzo che gli attacchi/insulti ai giornalisti, di qualsiasi orientamento, sono stupidi, inutili e controproducenti.

Al loro posto, e comunque come elettore della sindaca Raggi, avrei commentato:"bene, siamo molto contenti per l'assoluzione, ma questa vicenda è stata ingigantita e ci ha fatto perdere fin troppo tempo. Adesso, se siamo capaci, bisogna tornare al lavoro per risolvere i problemi di Roma, che sono tanti, antichi e complicati". E il duo MatteoR-MatteoS farà di tutto per complicarli ancora di più, ciascuno per la sua parte.

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08/11/2018

Donald Trump inizia le prove tecniche di dittatura

 

Non ha fatto passare neanche 24 ore dalla chiusura delle urne per le elezioni di midterm e "MOTUS Trump" ha scatenato le sue pulsioni dittatoriali represse prima del voto.

Ha cacciato un giornalista della CNN, poi ha licenziato il suo ministro della Giustizia Session (colpevole di non aver bloccato l'inchiesta sul Russiagate) e infine ha minacciato i membri del Senato.

Jim Acosta, accreditato per la CNN alle conferenze stampa della Casa Bianca, si è visto ritirare il passi dopo essere stato aggredito verbalmente da Trump durante la conferenza stampa post elettorale per aver fatto qualche domanda scomoda sulle politiche di immigrazione. I giornalisti presenti hanno dichiarato di non aver mai visto una cosa del genere nella loro carriera.

Dopo poche ore il MOTUS (Moron Of The United States) ha twittato la notizia del licenziamento di Jeff Sessions e della nomina di un suo fidato lustrascarpe all'incarico di ministro della Giustizia pro-tempore. Ora potrà finalmente liberarsi del procuratore speciale Mueller che indaga sulle interferenze dei servizi segreti di Putin durante la campagna presidenziale del 2016 e sui traffici che lo staff di Trump aveva con i russi. Il peggio deve ancora arrivare.

dal New YorkerTrump, the Midterms, and Why the Really Crazy Times May Just Be Beginning

By firing Attorney General Jeff Sessions the day after the G.O.P. lost the House, the President made clear that he won’t be constrained.

By Susan B. Glasser

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07/11/2018

Elezioni midterm USA, vince il partito del debito

 

Come gli ultimi sondaggi prevedevano, le elezioni di medio termine negli Stati Uniti per il rinnovo del Congresso hanno "premiato" i Democratici, che riprendono la maggioranza dei deputati alla Camera, ma non hanno punito i Repubblicani che anzi rafforzano la maggioranza al Senato.

 

Trump ne esce ringalluzzito, perchè ha dimostrato di avere ancora un filo diretto con la "pancia grassa" dell'America bianca, e pensa già alle prossime presidenziali tra due anni.

Non saranno certamente i resti dell'establishment del partito democratico ancora in cerca di idee ad impensierirlo: gli basterà chiedere alla Camera a maggioranza democratica di finanziare con più debiti il suo megapiano da un trilione di dollari in infrastrutture per mettere Nancy Pelosi e Obama con le spalle al muro. Se si rifiutano perdono consensi, se accettano daranno più carburante alla propaganda di Trump e al "suo" boom economico" per fare "America great again".

 

Il risultato dei prossimi due anni di finta contrapposizione tra democratici e repubblicani al Congresso sarà un debito pubblico oltre il 110% del PIL e un'America ancora più "sovranista" in politica estera, una bella piscina in cui Trump potrà sguazzare e farsi rieleggere per altri quattro anni.

E se il procuratore Mueller avesse intenzione di guastare la festa con l'inchiesta Russiagate, Donald non dovrà fare altro che licenziarlo. Con il pieno appoggio del bi- partito del debito.

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03/11/2018

Come diventare buoni sudditi di Xi Jinping: milioni di Uighur nei campi di "rieducazione"

 

Photo posted by the Xinjiang Judicial Administration to its WeChat account, April 2017, showing detainees at a camp in Lop county, Hotan prefecture, Xinjiang. Photo: RFA, Oct. 2, 2018; cf. WaybackMachine Internet Archive, April 17, 2017.

All'inizio di novembre verrà presentato un rapporto delle Nazioni Unite che denuncia e documenta la repressione degli Uiguri da parte del regime cinese.

 

A partire dal aprile 2017, gli uighuri accusati di nutrire "idee religiose forti" e idee "politicamente scorrette" sono stati incarcerati o detenuti in campi di rieducazione in tutto lo Xinjiang, dove la popolazione si lamenta di subire da lungo tempo una discriminazione pervasiva, repressione religiosa, e la soppressione delle tradizioni culturali.

Per più di un anno le autorità cinesi hanno negato le pratiche repressive nei confronti dei musulmani uighuri, ma nelle ultime settimane hanno dovuto ammettere l'esistenza di "campi di rieducazione" volontaria che avrebbero lo scopo di "insegnare la corretta via per diventare buoni cittadini e comunisti".

Le autorità cinesi, per dimostrare la loro tesi ridicola, hanno dispiegato una massiccia propaganda con immagini idilliache di donne e uomini felici di frequentare i "campi di rieducazione", mentre svolgono lavori o intonano canzoni inneggianti al partito.

da RFA

https://www.rfa.org/english/news/uyghur/evidence-10312018173222.html

Growing Evidence Forced China to Acknowledge Xinjiang Political ‘Re- education Camps’: Researcher

 

While Beijing initially denied the existence of such camps, the Uyghur chairman of Xinjiang’s provincial government, Shohrat Zakir, told China’s official Xinhua news agency earlier this month that the facilities are an effective tool to protect the country from terrorism and provide vocational training for Uyghurs.

According to Zakir, Uyghurs and other ethnic Muslims in the region are taught Mandarin at the camps, as well as important vocational skills and lessons on Chinese law, all while being provided with free meals in comfortable living conditions, and that they are free to come and go as they like.

 

 

Qualcuno ha paragonato la propaganda cinese a quella dei nazisti tedeschi quando iniziarono a deportare migliaia di oppositori ed ebrei nei campi di concentramento.

Da Hong Kong Free Press

https://www.hongkongfp.com/2018/10/27/beijing-using-nazi-propaganda-playbook- justify-concentration-camps-world/How Beijing is using the Nazi propaganda playbook to justify its concentration camps to the world

27 October 2018 10:11 Magnus Fiskesjö

Camp prisoners must sing the Chinese song "If there was no Communist Party

there’d be no New China", or they get no food. Screenshot of a smuggled-out image via RFA.

Shawn Zhang, studente in Legge alla University of British Columbia, ha individuato tramite le immagini satellitari di Google più di 60 campi di detenzione in tutto lo Xinjiang:

https://medium.com/@shawnwzhang

L'opinione pubblica cinese applaude alle iniziative del regime per "combattere il terrorismo".

HKFP VOICES POLITICS & PROTESTAs China legalises Xinjiang ‘re-education camps,’ Weibo netizens cheer on

27 October 2018

… Global Times’ editor-in-chief Hu Xijin claimed that the one million Muslims detainees figure was pure speculation:

Hu Xijin 胡锡进@HuXijin_GT

  • <time class="dt-updated" title="Time posted: 15 October 2018 14:09:49 (UTC)" datetime="2018-10-15 14:09:49+0000">15 Oct 2018</time>

I have learned the number of people who are receiving de-extremism education at vocational training centers in Xinjiang. I am not authorized to disclose this figure. All I can say is that it is much fewer than “1 million or so” speculated by the outside world.

Hu Xijin 胡锡进@HuXijin_GT

Chinese officials didn’t reveal the true number to avoid falling into the stats trap, giving Western media another excuse to hype up the issue.

<time class="dt-updated" title="Time posted: 15 October 2018 14:09:49 (UTC)"

datetime="2018-10-15 14:09:49+0000">15:09 - 15 Oct 2018</time>

⦁  18

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The one million figure is an estimation by the UN Committee on the Elimination of Racial Discrimination, who say they have received many credible reports by international human rights organisations. Further reports have pointed to the scale of the camps as shown by satellite images, which hints at a capacity of up to a

million detainees or more.

A lot of people rebuffed Xijin’s claim and drew attention to the fact that China doesn’t allow journalists to visit the camps and objectively report on what happens in them.

Nel panorama di silenzio o disinteresse delle diplomazie internazionali su quanto sta accadendo nello Xinjiang, le inchieste della stampa libera sono le uniche fonti di speranza affinché la repressione del popolo Uighur non venga relegata a fenomeno marginale.

The Guardian ha pubblicato numerosi reportage e articoli di denuncia:China 'legalises' internment camps for million Uighurs

Laws revised in Xinjiang region to permit ‘education centres’ for ‘people influenced by extremism’

A truck carrying paramilitary policemen passes a Uighur man during an anti-terrorism oath-taking rally in Urumqi, Xinjiang. Photograph: China Stringer Network/Reuters

the Guardian:China is committing ethnic cleansing in Xinjiangit's time for the world to stand up

Frances Eve

Beijing needs to be held to account. On Tuesday, a UN meeting provides other nations with that chance

https://www.theguardian.com/world/2018/sep/13/uighur-xinjiang-family-missing-china- kazakhstan

(post in aggiornamento)

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02/11/2018

I "giudici" di Madrid vogliono seppellire in carcere gli indipendentisti catalani. Così la Spagna diventa la vergogna d'Europa

Dopo più di un anno dal referendum per l'indipendenza della Catalogna, i giudici di "sua maestà" Filippo chiedono pene fino a 25 anni per i leader dell'autonomia catalana.

Dalla lista manca il nome di Carles Puigdemont, il Presidente della Catalogna che si trova esiliato in Belgio, che tecnicamente non può essere rinviato a giudizio fintanto che non rimette piede in Spagna (ovvero viene arrestato)

La richiesta (dopo un anno di carcerazione preventiva) dei magistrati del Tribunale Supremo rappresenta una decisione gravissima che viola i più elementari diritti di libertà politica sul territorio europeo.

Alcune settimane fa Amnesty International aveva lanciato un appello per la liberazione dei prigionieri catalani:

Spagna: un anno dopo l’arresto, Amnesty International continua a chiedere il rilascio dei due Jordi

Non c’è alcuna giustificazione per tenere Jordi Sànchez e Jordi Cuixart in detenzione preventiva”, ha dichiarato Fotis Filippou, vice direttore per l’Europa di Amnesty International a un anno di distanza dal loro arresto.

Amnesty International continua a chiedere il loro immediato rilascio. La loro prolungata detenzione costituisce una limitazione sproporzionata ai diritti alla libertà d’espressione e di manifestazione pacifica”, ha proseguito Filippou.

Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, presidenti rispettivamente dell’Assemblea nazionale catalana e dell’associazione “Òmnium Cultural”, sono stati arrestati il 16 ottobre 2017 con l’accusa di sedizione. Il 24 novembre il loro caso è stato associato a un’altra denuncia (il caso straordinario 20907/2017) e trasmesso alla Corte suprema.

...

Secondo le informazioni di cui è in possesso Amnesty International, le accuse contro i due Jordi sono infondate e dovrebbero essere pertanto annullate. Se fosse provato che i due uomini avevano chiesto ai manifestanti di impedire alla polizia di svolgere un’operazione legittima, questo potrebbe essere considerato un reato contro l’ordine pubblico. Ma accusarli di reati gravi come la sedizione o la ribellione e trattenerli in carcere da un anno rappresentano una sproporzionata ed eccessiva limitazione dei loro diritti alla libertà d’espressione e di manifestazione pacifica.

Invece di porre fine alla loro detenzione, le autorità giudiziarie stanno perpetuando un’ingiustizia”, ha concluso Filippou.

La richiesta dei giudici tifosi del Real Madrid complica la vita del governo del socialista Sanchez, che con un colpo di fortuna era riuscita a scalzare il PP Rajoy anche grazie ai voti degli indipendentisti catalani nel Parlamento di Madrid.

L'appoggio era ovviamente condizionato ad una soluzione politica per liberare i prigionieri catalani e in assenza di questa soluzione è probabile che il clima politico si surriscalderà.

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31/10/2018

Il Vaticano scopre di avere due cadaveri nella Nunziatura di Roma

 

Potrebbero essere di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi le ossa trovate nella Nunziatura di Roma. Oppure potrebbero essere i resti di un evento, delittuoso o meno, di minore rilevanza.

Se la prima ipotesi fosse confermata dai test del DNA verrebbero a cadere i misteri che da 35 anni circondano le sorti delle due quindicenni, scomparse a distanza di un mese l'una dall'altra, anche se lo scalpore maggiore fu suscitato dal caso di Emanuela Orlandi.

Il ritrovamento delle ossa sepolte in un locale dell'ambasciata vaticana potrebbe non essere stato casuale ma il risultato di una sorta di "confessione" da parte delle autorità vaticane stesse, dopo decenni di illazioni, depistaggi, intrighi internazionali. Come è stato possibile seppellire due corpi dentro la Nunziatura senza che nessuno se ne accorgesse? o venisse a sapere?

Se le ossa sono quelle delle due ragazze scomparse, qual è stato il ruolo del capo della Nunziatura dell'epoca, l'arcivescovo Romolo Carboni vicino agli ambienti Opus Dei, che lasciò l'incarico dopo tre anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi per ritirarsi a vita privata?

Il Vaticano deve dare molte spiegazioni sulle ossa ritrovate "per caso".

L'opinione pubblica cattolica è molto, molto scossa dal ritrovamento, e il Vaticano di Papa Francesco non potrà trincerarsi nel silenzio dietro le indagini in corso della magistratura.



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31/10/2018

Donald Trump gioca con i soldatini contro i migranti

 

Ad una settimana dalle elezioni di midterm il Presidente USA schiera 7000 soldati al confine con il Messico per fermare i 3500 superstiti della "carovana dei migranti" partiti dal centroamerica per rivendicare il diritto alla protezione contro le violenze e i soprusi dei governi locali e devono ancora coprire una distanza di 1500 chilometri per arrivare in vista del Texas.

Anche un idiota si accorgerebbe della sproporzione e della cinica strumentalizzazione in chiave elettorale, ma Trump confida di poter suscitare uno scatto patriottico - la difesa della nazione e della razza - nello strato grasso dell'anima americana.

Per chi non avesse ancora capito che fa sul serio, Trump si appresta a decretare la fine del diritto di "ius soli" (birthright citizenship) per i bambini nati negli USA da immigrati irregolari, diritto garantito dalla Costituzione americana di cui l'estrema destra contesta l'interpretazione.

Trump inoltre cerca di smentire quanti lo accusano di vicinanza con i neonazisti antisemiti e per questo è andato a prendersi una bella razione di fischi e contestazioni ai funerali delle vittime della strage nella sinagoga di Pittsburgh ad opera di un suo esaltato seguace.

Cosa è costretto a fare il povero Donald per strappare qualche voto in più alle prossime elezioni!

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29/10/2018

Angela Merkel si dimette dalla politica ma resta Cancelliera

 

Dopo la sconfitta elettorale in Assia Angela Merkel lascia l'incarico di leader della CDU e promette di non ricandidarsi in Parlamento alla scadenza della legislatura, anche se mantiene la carica di Cancelliera del governo, ormai sempre più zombie, di "unità nazionale" con la SPD.

Una soluzione "debole" in un contesto di crisi dei partiti che testimonia che anche in Germania il sistema politico tradizionale è in preda alla confusione e alla mancanza di idee di ricambio, con i Grunen eterna promessa di alternativa non subalterna ai socialdemocratici.

Angela Merkel avrebbe voluto chiudere la sua lunga carriera politica - 18 anni alla guida della CDU e 13 come cancelliera - in ben altro modo, ma dopo un anno di tentennamenti seguiti alla sconfitta nelle elezioni politiche nazionali e il ripescaggio della formula logora della grossekoalition con la SPD, si è arresa all'evidenza: dovrà abdicare nel momento peggiore, senza aver avuto il modo e il tempo di preparare una vera alternativa di successione, senza poterlo dire apertamente e senza poter  ricevere gli onori alla carriera. Di fatto la cancelliera ha congelato il tavolo di gioco, sperando di fermare anche la crisi dei conservatori democratici e l'ascesa di AfD.

Per l'Europa l'uscita di scena della Merkel era già evidente da molti mesi e ora coincide con l'inizio della lunga campagna elettorale del 2019, una faccenda da sbrigare senza passioni e senza leader autorevoli, costretti a stare "insieme" solo per non soccombere sotto il peso dei debiti altrui.

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26/10/2018

Omicidio Cucchi: il ministro Salvini fa propaganda elettorale con i generali dei Carabinieri

Una frase sulle responsabilità dell'omicidio di Stefano Cucchi pronunciata dal leghista Salvini - ministro dell'Interno in campagna elettorale permanente - suscita indignazione.

«Non ammetterò mai da ministro che l’eventuale errore di uno possa infangare il

sacrificio e l’impegno di migliaia di ragazzi e ragazze in divisa» ha dichiarato con enfasi retorica Matteo Salvini, intervenendo alla celebrazione del 40° anniversario del Gis (Gruppo Intervento Speciale) dei carabinieri. «Voi meritate rispetto - ha detto rivolgendosi ai militari schierati nella caserma Palidoro - niente e nessuno potrà mettere mai in discussione il vostro onore, la vostra fedeltà, la vostra lealtà».

Fa indignare che Salvini consideri l'omicidio di Stefano Cucchi alla stregua di un

"eventuale errore", dopo tutto quello che è stato rivelato in questi giorni. Fa indignare che Salvini utilizzi l'occasione pubblica per nascondere le responsabilità dei vertici utilizzando lo scudo di tutti i militari dell'Arma.

Non è questo che chiede l'opinione pubblica. Il leghista Salvini dovrebbe spiegare come mai i vertici di uno degli apparati di sicurezza dello Stato non abbiano mai  aperto un'inchiesta seria sulla morte di Stefano Cucchi. Sono incapaci o sono collusi? come possono i cittadini fidarsi di una istituzione che in nove anni non riesce a far  luce sui responsabili della morte di un giovane avvenuta dentro una loro caserma?

Se non fosse stato per il coraggio dei familiari e di un carabiniere di cui Salvini non elogia l'esempio, l'omicidio di Stefano Cucchi sarebbe rimasto irrisolto e sepolto dalle bugie.

I cittadini pretendono che coloro che sono preposti alla sicurezza e all'ordine svolgano il loro compito sempre, anche quando c'è da far luce su responsabilità e comportamenti interni.

La retorica su "onore, fedeltà, lealtà", pronunciata nello stesso giorno in cui è stato diffuso l'audio di uno dei carabinieri presenti al pestaggio che di fronte all'agonia di Stefano gli augura "magari morisse", è vuota e inutile, anzi fa crescere l'indignazione di chi cerca solo la verità sull'omicidio di Stefano Cucchi.



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25/10/2018

Il Brasile verso l'abisso della dittatura Bolsonaro

 

 

Un paese frustrato, disilluso, istupidito e avvelenato si avvia senza apparenti preoccupazioni a dare una legittimazione elettorale a quello che a tutti gli effetti è un golpista di carriera, Jair Bolsonaro.

The Rio Times:Brazil’s Presidential Race Divides Families, Encourages Fake News

 

 

Independent:Brazil presidential election: Political violence sweeps across country as electorate prepares for divisive vote

Incendiary presidential frontrunner and backlash from large-scale corruption investigation creates tense political atmosphere

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24/10/2018

Europa vs Italia, una guerra pericolosa nel momento sbagliato

La Commissione Europea per la prima volta ha respinto con procedura d'urgenza la manovra economica presentata da un governo dell'Unione, quello italiano.

Per quanto scontata e prevista, la mossa ha comunque un peso enorme e segna ufficialmente l'inizio della guerra tra l'Italia del governo di "unitàpopulista" e l'Europa, sia quella dei tecnocrati di Bruxelles che quella dei governanti di diversi paesi, con Austria e Francia in prima fila.

Le reazioni a caldo di leghisti e 5stelle non sono significative e non fanno intuire quali potranno essere i veri sviluppi della situazione, ma è certo che quando si inizia una guerra entrambi gli schieramenti hanno la presunzione di poter vincere o comunque  di ottenere un qualche vantaggio.

Premessa doverosa: le affermazioni di Moscovici, Dombrovsky e via dicendo sulla insostenibilità del debito italiano sono ovvie e sacrosante, anche se provengono dalle fila di coloro che hanno sempre consigliato di fare debiti per "incentivare la crescita", altrimenti perchè Draghi ha azzerato il costo dei debiti se non per rendere più conveniente indebitarsi?

Quando i debiti superano, per molti anni di seguito, la ricchezza reale prodotta, non solo si determina un'economia asfittica e malata ma si compromette la libertàpolitica di scelta da parte dei cittadini e si corrode in qualche modo la credibilità della democrazia.

In Italia tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 25 anni hanno fatto ben poco per ridurre il debito e soprattutto quella enorme componente di spesa che è collegata ai tentacoli delle caste e lobby politico-affaristiche che stritolano l'economia reale e dirottano le risorse dai servizi e dalla solidarietà sociale al privilegio di pochi.

Si sperava che il nuovo governo "di unità populista" di Di Maio e Salvini affrontasse questo problema storico per la prima volta dopo decenni e che fosse in grado di realizzare le promesse elettorali - reddito di cittadinanza, riduzione delle tasse e abolizione della legge Fornero - senza aumentare il debito, ma addirittura riducendolo.

L'aver tradito questa aspettativa da parte del governo Di Maio-Salviniè ben più grave di qualche decimale di deficit in più.

La situazione

Dopo aver scremato gli eventi e le affermazioni dei vari protagonisti nelle ultime settimane dalle componenti folcloristiche e demagogiche, restano sul tavolo due posizioni opposte e dogmatiche

1  - L'Italia ha tutto da perdere in uno scontro con l'Europa.

2  - L'Europa senza l'Italia (dopo aver perso la Gran Bretagna) andrebbe in frantumi.  La prima constatazione può essere dimostrata o smentita con validi argomenti, ma già il solo evocare la possibilità di uno scontro (i media lo chiamano "innalzamento dello spread") provoca angoscia e terrore in vasti strati popolari. Fuori dalla protezione dell'Europa e dell'euro c'è lo spettro del disastro economico, la fuga dei capitali, la perdita dei risparmi, l'aumento dell'inflazione e della disoccupazione.

La seconda constatazione è meno comprensibile alla gente comune ma è un evento che getterebbe nel panico i mercati finanziari e e le corporation di dimensione sovranazionale.

L'Europa senza l'Italia sarebbe "piùpiccola" e più instabile, andrebbe incontro a movimenti centrifughi che coinvolgerebbero a cascata anche altri paesi e ne determinerebbero la frantumazione o un lungo periodo di sospensione.

I vari Junker, Moscovici, Tusk presenti e futuri sarebbero seduti su formule vuote e



traballanti.

Ragionare sugli scenari possibili dovrebbe far comprendere a tutti che la guerra tra Italia ed Europa non avrebbe alcun vincitore ma solo tanti cumuli di macerie.

La strada per restare o uscire dall'Europa non puòessere quella della guerra tra e contro i popoli.

Se in Italia un movimento o un partito politico ritengono non conveniente la permanenza in questo modello di costruzione dell'unitàeuropea devono attrezzarsi molto di più di quanto abbiano fatto 5stelle e leghisti per spezzare le catene del debito con cui i tecnocrati ci terrorizzano e paralizzano, chiedendo al contempo un consenso popolare niente affatto scontato (molti preferiscono i debiti ai sacrifici) Per liberarsi dalle catene dei debiti non c'èaltro modo che non farne più e pagare quelli esistenti (non è contemplata la possibilità di eliminare i creditori). Questo ci darebbe la possibilità di fare una grande pernacchia a Junker, Macron e Merkel senza fare la guerra.

Purtroppo gli scenari attuali e quelli prevedibili nell'immediato futuro non lasciano

sperare, anzi.

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22/10/2018

Pronto, Matteo? sono Matteo

Ambienti vicini all'ex premier Gentiloni riferiscono che Matteo R ha iniziato un proficua attività di consulenza a favore di Matteo S.

In particolare si tratterebbe di consigli pratici, utili per qualsiasi governo, ad esempio come scrivere una legge senza che ci si accorga di quello che significa e su come mettere in difficoltà Luigi, in modo da indebolirne la leadership, dividere i suoi sostenitori e fargli perdere consensi facendolo passare per scemo.

Quale sia il costo e la convenienza della consulenza nonè dato sapere, ma è certo che i risultati sono già ben visibili, compreso l'aumento del tasso di antipatia suscitata da Matteo S grazie agli insegnamenti di Matteo R.

Luigi ancora non si accorge di nulla.

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20/10/2018

Omicidio Khashoggi: Trump e Sauditi trovano i colpevoli

 

Come previsto, la "misteriosa scomparsa" del giornalista Jamal Khashoggi nel consolato saudita a Istanbul ha trovato una spiegazione: è morto durante una rissa (fistfight) con 15 addetti alla sicurezza del principe ereditario Mohammed bin Salman (MBS).

La "rissa" è scoppiata negli uffici del console, perché Khashoggi si rifiutava di rispondere alle "domande" che i 15 (più il console) gli rivolgevano educatamente; qualcuno si è arrabbiato e lo ha afferrato per la gola, stringendola troppo violentemente. Khashoggi, non abituato a questo tipo di "colluttazioni amichevoli", è morto con grande dispiacere dei presenti che hanno chiamato un fornitore di servizi di lavanderia del consolato e gli hanno affidato il corpo, opportunamente suddiviso in tanti pezzi grazie ad una sega da macellaio, senza sapere dove sarebbe stato  portato.

Come prova di autentica collaborazione alle indagini, il principe ereditario saudita MBS ha licenziato il vice capo dei servizi di sicurezza al-Assiri (che avrebbe organizzato a sua insaputa "l'interrogatorio") e il suo fidatissimo addetto Saud al- Qahtani, colpevole di essersi fatto fotografare a Istanbul lo stesso giorno della morte di Khashoggi.

Trump si è subito, molto "subito", dichiarato soddisfatto della versione saudita, anche se "addolorato" per la morte di Khashoggi, è ha sottolineato che saranno prese misure contro l'Arabia Saudita senza però interrompere i contratti di vendita di armi. Tra le sanzioni più probabili ci sarà il divieto di vendere seghe e coltelli da macellaio ai sauditi, perché potrebbero inavvertitamente utilizzarli per tagliare il corpo di qualche vittima dei loro interrogatori.

https://www.menoopiu.it/post/omicidio-khashoggi-make-america-rogue-again https://www.menoopiu.it/post/l-amico-saudita-di-trump

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19/10/2018

Crisi Italia alla resa dei Conte

Il governo di "unità populista" Di Maio - Salvini affronta i giorni decisivi dello scontro con l'establishment di Bruxelles dilaniato da divisioni, tradimenti, scivoloni ed incertezze, e sotto il fuoco incrociato dei mercati finanziari, con lo spread BTP-Bund che viaggia verso 400.

 

La fragile tregua è durata una settimana, poi si è scatenata una serie di eventi che faranno precipitare la situazione:

il giallo del decreto fiscale e del condono liberatutti, lo scontro Di Maio-Salvini

la lettera della Commissione europea con il rigetto totale e senza mediazioni della legge di bilancio

il M5S nel caos

la Lega in campagna elettorale permanente

le opposizioni PD-Forza Italia in stato comatoso

Il dilemma di Di Maio: staccare la spina al governo Conte e andare subito allo scontro con la Lega, facendo anche saltare la legge di Bilancio che tanto non piace a nessuno, oppure tirare a campare fino alle elezioni europee di maggio 2019, logorandosi e spianando la strada ad un governo leghista?

L'unica mossa che resta al boss di M5S per sparigliare una situazione incartata è quella di ottenere una tregua duratura dall'EU proponendo di "riscrivere" la legge di Bilancio, cancellando le modifiche alla Fornero (tanto non risolvono i problemi dei pensionati) e lasciando per il 2019 solo il reddito di cittadinanza e l'introduzione della flat tax per le partite IVA . Il deficit verrebbe limato di qualche decimale, attorno al 2%. Salvini non accetterebbe ma dovrebbe prendersi la responsabilità della crisi di governo e del voto a gennaio. Se vuole provare a prendersi il governo dell'Italia lo dovrà fare senza la faccia di Conte, Di Maio e Toninelli, ma con quella di Berlusconi, in un clima da guerra di tutti contro tutti.



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16/10/2018

Omicidio Khashoggi, Make America Rogue Again

The Donald non ha dubbi su chi ha ucciso il giornalista Jamal Khashoggi, e lo ha detto a telefono al sincero amico principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammed bin Salman: si tratta di "rogue killers", una squadra di assassini canaglia, cioè mercenari al soldo di qualche paese straniero oppure di servizi segreti "deviati" e quindi non riconducibili alla responsabilità del principe il quale, secondo la testimonianza di Trump, è apparso molto sincero nel negare qualsiasi coinvolgimento nella scomparsa e nello spezzettamento del corpo di Khashoggi.

Ma anche al più idiota degli idioti la versione di Trump per scagionare l'amico saudita è sembrata esageratamente poco credibile, e quindi si lavora ad una "verità" un pò meno idiota:

"Si, è vero, abbiamo posto alcune domande a Khashoggi, un "interrogatorio" nei locali del consolato di Istanbul, ma qualcuno si è "arrabbiato" per le risposte fornite dal giornalista del WP e gli ha dato uno schiaffo un pò troppo forte, è caduto ed è

morto" ... "una disgrazia come poteva capitare a chiunque, siamo dispiaciuti, puniremo il responsabile ..."

I sauditi comunque erano preparati ad un evento così tragico e per precauzione avevano inserito nella squadra di 15 "rogue killers" anche un esperto in autopsie, che per capire come era morto Khashoggi ha dovuto segarlo in cento pezzi.

Questa è la triste ma vera verità che Trump e Mohammed bin Salman stanno per ufficializzare al mondo intero, che certamente apprezzerà la sincerità e potrà tornare al business as usual con i sauditi, soprattutto nello Yemen dove migliaia di bambini affamati sono in attesa delle bombe liberatorie della coalizione USA-Arabia.

Trump ha confidato al genero Kushner di essere invidioso di come i sauditi possano trattare simili casi restando impuniti, ricordando come ai bei tempi gli USA avevano le mani libere per organizzare colpi di stato, assassini politici, attentati e guerre "locali" di cui poi scaricavano la responsabilità sui "rogue killers".

Make America Rogue Again

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12/10/2018

L'amico saudita di Trump è un killer

 

 

Jamal Khashoggi era un giornalista del Washington Post che da tempo denunciava i soprusi e le violenze del regime saudita, in particolare dopo la svolta degli ultimi anni con l'ascesa al potere del "Principe della Corona" Mohammed bin Salman.

Khashoggi è scomparso il 2 ottobre scorso, dopo essere entrato nel consolato dell'Arabia Saudita ad Istanbul per ritirare dei certificati necessari al suo nuovo matrimonio.

La scomparsa è stata subito associata alla possibilità di una sua uccisione da parte di killer autorizzati ad operare dentro il consolato.

Il Washington Post ha annunciato che esisterebbero le prove audio-video delle torture e dell'uccisione del giornalista dentro i locali del consolato saudita.

Si tratterebbe di materiale agghiacciante che inchioda le autorità saudite alla responsabilità di un omicidio efferato; per far scomparire ogni indizio, il corpo di Khashoggi è stato fatto a pezzi e trasportato per l'occultamento definitivo.

L'uccisione del giornalista di WP ha sollevato grandi reazioni e denunce in tutto il mondo sulla vera natura del regime saudita, ma l'unico a non essersene ancora accorto è il Presidente USA Donald Trump che lo scorso anno ha firmato un accordo di oltre 200 miliardi di dollari per la vendita di armi all'Arabia e il cui genero Jared Kushner è un assiduo "frequentatore" del principe

da "the Intercept"

SAUDI CROWN PRINCE BOASTED THAT JARED KUSHNER WAS “IN HIS POCKET”

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11/10/2018

Omicidio Cucchi, il vero processo è all'Arma dei Carabinieri

 

La confessione di uno dei tre carabinieri imputati nel processo per l'omicidio di Stefano Cucchi rende definitivamente chiare le responsabilità non solo di chi ha materialmente ucciso Stefano ma soprattutto di chi per nove anni ha occultato e manipolato la verità.

Due anni fa Matteo Salvini accusava Ilaria Cucchi per aver pubblicato la foto di uno dei carabinieri sospettati dell'omicidio del fratello: "... si deve vergognare ... mi sembra difficile pensare che ci siano poliziotti o carabinieri che hanno pestato per il gusto di farlo".

Per nove anni la verità è stata occultata non da tre o quattro carabinieri improvvisatisi giustizieri, ma da un intero apparato dell'Arma che nella migliore delle ipotesi ha volutamente evitato di fare luce sull'episodio e sulle responsabilità.

Inizia ora il vero processo sull'omicidio di Stefano Cucchi e sul banco degli imputati dovranno comparire anche tutti quelli che hanno impedito l'accertamento della verità e hanno dato copertura ai violenti e squadristi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/11/stefano-cucchi-dopo-9-anni-carabiniere- imputato-ammette-il-pestaggio-fu-picchiato-da-due-colleghi/4685348/

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07/10/2018

Orco Kavanaugh

 

 

 

Incredibile Trump, incredibile America !

Ad un anno dall'esplosione dello scandalo Weinstein e della nascita del fenomeno mondiale #MeToo, The Donald fa eleggere alla carica di Giudice della Corte Suprema il suo amico Brett Kavanaugh, uno che è accusato da alcune donne di essere stato protagonista di violenze sessuali nella sua spensierata gioventu' nei campus universitari.

La vicenda ha infiammato lo scontro politico negli USA, ha fatto infuriare migliaia di donne nelle piazze di Washington, ma alla fine il Senato a maggioranza repubblicana (con un piccolo aiutino dei soliti democratici) ha approvato la nomina di Orco Kavanaugh, dando ai conservatori del GOP la maggioranza in tutte e tre le principali istituzioni americani, avendo già quella del Senato e del Congresso.

Una parte della società civile degli Stati Uniti, soprattutto quella femminile, ha protestato e protesta non solo nelle strade ma anche aprendo il portafoglio per finanziare i candidati anti-Trump alle prossime elezioni di novembre.

Persino Elisabeth Warren sta riconsiderando l'ipotesi di correre alle Presidenziali del 2020 contro Trump e il suo orco Kavanaugh.

Dal New YorkerThe Political Aftermath of the Senate’s Final Kavanaugh VoteBy Benjamin Wallace-Wells October 6, 2018

… This past Saturday, I attended a town hall with Elizabeth Warren in Holyoke, Massachusetts, where a schoolteacher asked Warren if she would be running for President. The surprise was not in Warren’s reply, in which she edged toward announcing her candidacy, saying that she would take a "long, hard look" at the race immediately after the midterms, but in her description of why she might run, which was all about Kavanaugh. "I watched eleven men too chicken to question a woman themselves," she said. "I watched powerful men helping another powerful man. . . . I thought, Time’s up.’ " Warren continued, "It’s time for women to go to Washington and fix a broken government, and that includes a woman at the top." Liberals are anticipating the midterm and 2020 elections in part because they believe they can transform the politics of the country, and in part because waiting for the next election is all they believe they can do.



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06/10/2018

Il Mago Xi Jinping fa scomparire anche il capo dell'INTERPOL

 

Il boss cinese ci ha preso gusto a far scomparire i personaggi famosi (con i "normali" cittadini il gioco é troppo ripetitivo e noioso).

Dopo la scomparsa dell'attrice più famosa e pagata Fan Bingbing, ora è la volta del poliziotto più famoso e potente, addirittura il capo dell'Interpol Meng Hongwei il cui scopo principale consiste nel dare la caccia ai dissidenti rifugiati in tutto il mondo, ma che essendo cinese non può sottrarsi ai giochi di prestigio del suo dittatore.

Il superpoliziotto è scomparso una settimana fa all'aeroporto di Pechino, subito dopo essere atterrato con un volo da Parigi, prelevato e portato in un luogo segreto per confessare di essere un corrotto, e di aver infranto le regole dettate dalla Guida Infallibile per un Avvenire Luminoso del Popolo Cinese, alias Xi Jinping.

Essendo capo dell'Interpol (nominato nel 2016), cioè di un organismo internazionale con sede in Francia, Meng avrebbe dovuto godere di alcune garanzie e soprattutto avrebbe dovuto intuire che qualcosa stava cambiando tra le sue vecchie amicizie che nel 2016 lo avevano sponsorizzato per la carica di Presidente, primo cinese nella storia dell'organizzazione con sede in Francia. E invece si è consegnato senza indugio (!?) nelle mani dell'apparato poliziesco di regime che lo utilizzerà come prova indiscutibile dell'infallibilità del Potere di Xi Jinping.

La colpa di Meng è di aver profittato del suo incarico per proteggere alcuni amici del Partito caduti in disgrazia o di aver fallito gli obbiettivi di caccia ai dissidenti che Xi Jinping gli aveva assegnato ?

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28/09/2018

L'Europa di MACRON-DRAGHI scatena la guerra all'Italia

Sono bastati 8 decimi di deficit in più (dal 1,6 al 2,4%) per scatenare l'inferno dei mercati finanziari contro la manovra economica presentata dal governo Di Maio- Salvini-Mattarella.

Il bombardamento ha interessato sia i titoli azionari che le obbligazioni di Stato, con lo spread oltre 280, ed è tutt'ora in corso.

Le manovre militari sul campo di battaglia sono affidate ai francesi, mentre la regia si nasconde nei palazzi di Bruxelles e Francoforte.

Il fuoco incrociato contro "l'Italia dei populisti" punta a creare una situazione di allarme e terrore in tutti i ceti sociali, con l'evidente messaggio "vi avevamo avvertiti di cosa sarebbe successo se ..." , " .... ve la siete cercata ...".

La manovra economica sarà bocciata dai tecnocrati europei che provvederanno  anche a sanzionare l'Italia, spingendo il braccio di ferro al punto di non ritorno, ovvero l'umiliazione del governo e della nazione.

Altrimenti, passata la sfuriata dei primi giorni, si dovrà trovare un modo più ragionevole per ridimensionare l'allarme e avviare le trattative per far sopravvivere una parvenza di Unione Europea. Ma qualcuno dovrebbe convincere Napoleone Macron a non eccedere nelle tracotanti dichiarazioni, e non è detto che ci si riesca prima delle prossime elezioni di maggio 2019.

Il bullo francese, a cui vanno i ringraziamenti di Di Maio per aver dichiarato l'intenzione di sforare il deficit al 2,8%, punta a mettersi alla testa degli "anti-populisti" di tutta Europa, in modo da guadagnarsi quanti più punti possibili per le successive nomine nei posti chiave della tecnocrazia europea - BCE, Commissione, Parlamento ecc.



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21/09/2018

Il Mago Xi Jinping fa scomparire anche la bella Fan Bingbing

L'attrice più famosa e pagata di tutta la Cina era Fan Bingbing, almeno fino allo scorso 1° luglio, giorno in cui è scomparsa senza lasciare alcuna traccia e senza che nessuna autorità pubblica, cioè polizia magistratura ecc, si sia preoccupata ufficialmente di cercarla.

Fan Bingbing era apprezzata e richiesta anche nei salotti internazionali, perché dopo essersi affermata come attrice era diventata una imprenditrice, nel mondo della comunicazione globale e digitale, con decine di milioni di followers - più di 60 milioni di cinesi - ma anche nella finanza perchè si era lanciata nel business dei prestiti P2P che in Cina sono diventati un pericoloso gioco di massa.

Le circostanze in cui l'attrice è scomparsa fanno presumere che sia caduta improvvisamente in disgrazia a causa del vizietto di evadere le tasse con il trucco del doppio prezzo, uno finto per il fisco e uno vero per l'interessato, che in Cina è largamente praticato e tollerato dai funzionari di regime fino a quando gli conviene.

Ancora una volta il meccanismo di controllo del potere messo in piedi da Xi Jinping non fa una piega: l'obbiettivo della lotta alla corruzione, alle frodi o al terrorismo giustifica qualsiasi mezzo, anche quelli "poco ortodossi" che vengono sperimentati in modo sempre più massiccio per annientare le minoranze etniche come gli Uyghur o i rappresentanti di associazioni di difesa dei diritti umani.

Chi sbaglia paga, senza guardare in faccia a nessuno. Bravi, peccato che chi giudica appartiene alla casta ristretta degli amici devoti di Xi Jinping, che il giudizio è inoppugnabile e viene formulato prima ancora che siano raccolte le prove di eventuale colpevolezza.

Il caso di Fan Bingbing, che certamente non era nèuna santarella nè un intellettuale dei diritti umani ma anzi era perfettamente integrata nel sistema di potere, è esemplare.

La sua caduta in disgrazia era stata già preannunciata attraverso il ministero per la propaganda di regime:

https://chinadigitaltimes.net/2018/09/celebrities-fail-social-responsibility-assessment- amid-industry-crackdown/In June, days before Fan disappeared from all public events and stopped posting on social media, the party’s propaganda department, which plays a key role in media regulation and censorship, issued a notice chastising the film industry for “distorting social values,” “fostering money worship tendencies” and encouraging Chinese youths to “blindly chase celebrities.”

 

E anche la condanna sarebbe giàstata emessa: tre anni di arresti domiciliari e l'esclusione da qualsiasi attività pubblica. https://variety.com/2018/film/news/fan-bingbing-rumor-acting-ban-tax-evasion- scandal-1202902939/

Non c'è dubbio che il potere raggiunto dalla cricca di Xi Jinping è ai massimi livelli e il caso di Fan Bingbing è una ulteriore dimostrazione di forza, brutale ed efficace, ma può anche essere la spia di una debolezza che si trasforma in eccesso, una mania di controllo oppressivo che alla lunga potrebbe far scattare reazioni imprevedibili.

Gli oltre 60 milioni di followers dovranno rassegnarsi alla scomparsa della loro superstar. Il Mago Xi ne farà apparire un'altra, di sicuro gradimento.PS: Per ironia della sorte uno dei primi celebri film di Fan Bingbing si chiamava "Lost in Beijing" (2007)

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19/09/2018

VIA, VIA, GOVERNO TRIA

Con un pò di ritardo anche Luigi Di Maio si sta accorgendo che il Governo da lui sostenuto assieme alla Lega non è presieduto dall'avvocato Conte bensì dal Presidente Mattarella nascosto dietro le sembianze del ministro dell'Economia Tria.

 

Mano a mano che si avvicina l'ora della resa dei conti, ovvero l'attuazione delle misure promesse in campagna elettorale - reddito di cittadinanza, flat tax e abolizione della legge Fornero - si svela l'architettura del sistema politico italiano uscito dalle urne del 4 marzo. Una maggioranza numerica Cinque Stelle-Lega e una politica che si dovrebbe reggere su un patto Mattarella-Di Maio-Salvini, con il Presidente della Repubblica nella veste di garante nei confronti dei poteri forti sia nazionali che europei attraverso due ministeri - chiave, Tria all'Economia e Moavero agli Esteri.

Tria fa il cane da guardia alla soglia del deficit (1,6) giudicata invalicabile da Bruxelles e Francoforte e con quei numeri a Di Maio non restano neanche gli spiccioli per pagare il caffè agli amici, facendo una brutta figura e relegando il Movimento 5 Stelle - che in Parlamento ha la compagine più numerosa - a cuscinetto di Mattarella e

Salvini - a quest'ultimo per il momento basta abbaiare stupidaggini e volgarità contro gli immigrati per raccogliere consensi.

Forse il braccio di ferro, ammesso che Di Maio abbia intenzione di farlo, con Tria alias Mattarella alias "ministro poco serio" porterà ad una mediazione sulla base di qualche decimale di spesa in più, ma non sarà sufficiente per raccontare la verità agli italiani: questo governo ha la faccia dei "populisti" e l'anima dei burocrati, quelli che c'erano prima, che per il momento si accontentano di governare sotto mentite spoglie in attesa che qualcuno riesca a rianimare gli zombies del PD o a riassemblare una destra double face con Lega e Forza Italia.

Via, via, Governo Tria



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14/09/2018

Perché il bazooka di DRAGHI spara contro DI MAIO-SALVINI

Il boss della BCE ha costruito la sua carriera grazie alla capacità di muoversi con passi felpati nei meandri del potere, chiunque fosse al governo, in Italia o all'estero. Piuttosto che rilasciare dichiarazioni che avrebbero potuto non essere gradite a chi gli poteva tornare utile per appoggiare le sue ambizioni, faceva la parte di chi "no sapeva", che si trattasse dei derivati di Morgan Stanley quando era al Tesoro o degli imbrogli del MontePaschi quando era in Banca d'Italia.

Perché ora si lancia alla testa del fronte anti-populista e in particolare contro il governo M5S-Lega ?

Le sue dichiarazioni, parallele a quelle dello spensierato Moscovici, sono il primo colpo di bazooka contro il governo italiano insediatosi da pochi mesi:

«Le parole di esponenti del governo italiano sono cambiate molte volte e in alcuni casi hanno provocato qualche danno, con un aumento dei tassi per imprese ...Ora aspettiamo i fatti, cioè la presentazione della legge di bilancio e il successivo esame in Parlamento», e se provate a rompere i vincoli europei saranno guai.

In altri tempi Mario Draghi avrebbe taciuto, almeno fino alla "prova dei fatti", o avrebbe risposto che "non si occupa di politica", mentre ora ha voluto "anticipare" gli avvenimenti e le prese di posizione dei politici, perché ?

Glielo ha forse ordinato Macron o Angela Merkel ? Improbabile, Draghi non prende ordini e nel peggiore dei casi li contratta. Oppure si è sentito in dovere di esercitare  un presunto ruolo di stabilizzazione verso le "incertezze dei mercati" ? soprattutto per chi teme che il "contagio italiano" possa distruggere il castello dell'Euro ?. Risposta parziale e formale.

La verità è che Mario Draghi, che tra un anno dovrà lasciare il posto di comando della BCE, è in cerca di una sistemazione futura, che sia consona alle sue ambizioni e agli interessi dei suoi supporter europei e internazionali.

La minaccia populista alle prossime elezioni europee nel 2019 per Mario Draghi rappresenta un fronte di guerra senza precedenti, al quale ha deciso di non sottrarsi e anzi di arruolarsi anzitempo per essere alla testa di quelle truppe che ritiene saranno vittoriose.

Draghi sa benissimo che una vittoria dei variegati populismi renderebbe impossibile una sua nomina a boss della Commissione Europea - il posto a cui aspira e che ora è occupato da Junker - ma anche una vittoria di misura degli schieramenti tradizionali - Popolari e Socialdemocratici - non gli garantirebbe alcun avanzamento di carriera.

L'unica chance di Draghi è quella di essere lui stesso il capo indiscusso, e vincente, dell'esercito antipopulista.

Il campo di battaglia italiano sarà il più importante di tutto il fronte europeo, perché un disallineamento sostanziale dell'Italia dalla rotta tracciata dai tecnocrati di Francoforte e Bruxelles sarebbe il certificato di morte dell'Euro, quello a cui Mario Draghi aveva promesso "whatever it takes".

Per Mario Whateverittakes Draghi è arrivata l'ora della battaglia finale. Il suo bazooka sparerà ancora.



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06/09/2018

"NOT MY PRESIDENT" alla Casa Bianca

In simultanea con il nuovo libro di Bob Woodward (quello dell'inchiesta sul Watergate di Nixon) dove Trump viene definito dai suoi fedelissimi "idiota" e "squilibrato", arriva sul New York Times un editoriale anonimo di un funzionario importante della Casa Bianca (qualcuno insinua che possa trattarsi addirittura del Vice Presidente Mike Pence) e della cerchia di uomini / donne al servizio di Trump.

Il contenuto dell'articolo è un altro colpo al Presidente, e questa volta proviene dalle stesse stanze in cui le paranoie del "idiota" si manifestano in presa diretta.

Dal New York Times, alcuni stralci dell'editoriale anonimoI Am Part of the Resistance Inside the Trump Administration

I work for the president but like-minded colleagues and I have vowed to thwart parts of his agenda and his worst inclinations.

... To be clear, ours is not the popular “resistance” of the left. We want the administration to succeed and think that many of its policies have already made America safer and more prosperous.

But we believe our first duty is to this country, and the president continues to act in a manner that is detrimental to the health of our republic. ....

The root of the problem is the president’s amorality. Anyone who works with him knows he is not moored to any discernible first principles that guide his decision making.

Don’t get me wrong. There are bright spots that the near-ceaseless negative coverage of the administration fails to capture: effective deregulation, historic tax reform, a more robust military and more.

But these successes have come despite — not because of — the president’s leadership style, which is impetuous, adversarial, petty and ineffective.

From the White House to executive branch departments and agencies, senior officials will privately admit their daily disbelief at the commander in chief’s comments and actions. Most are working to insulate their operations from his whims.

The erratic behavior would be more concerning if it weren’t for unsung heroes in and around the White House. Some of his aides have been cast as villains by the media. But in private, they have gone to great lengths to keep bad decisions contained to the West Wing, though they are clearly not always successful.

It may be cold comfort in this chaotic era, but Americans should know that there are adults in the room. We fully recognize what is happening. And we are trying to do what’s right even when Donald Trump won’t.

The result is a two-track presidency.

The bigger concern is not what Mr. Trump has done to the presidency but rather what we as a nation have allowed him to do to us. We have sunk low with him and allowed our discourse to be stripped of civility.

Senator John McCain put it best in his farewell letter. All Americans should heed his words and break free of the tribalism trap, with the high aim of uniting through our shared values and love of this great nation.

We may no longer have Senator McCain. But we will always have his example — a lodestar for restoring honor to public life and our national dialogue. Mr. Trump may fear such honorable men, but we should revere them.

There is a quiet resistance within the administration of people choosing to put

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28/08/2018

Nicolas Hulot si dimette e Macron perde la foglia di fico ecologista.

Il ministro dell'Ambiente franceseNicolas Hulot era tra i nomi più popolari e credibili del "nuovo corso" macroniano .

Si dimette dopo un anno e mezzo perchè si è reso conto di non avere alcuna possibilità di incidere sulle scelte del governo, impegnato a continuare le politiche del passato.

http://www.liberation.fr/politiques/2018/08/28/hulot-a-libe-macron-et-philippe-n-ont- toujours-pas-compris-l-essentiel_1674935

Hulot si è dimesso senza avvisare nè Macron nè il capo del governo Philippe, dopo alcuni mesi di indecisione e di "solitudine", decidendo di non voler fare più la "foglia di fico" :

"E' una decisione fra me e me, onesta e responsabile ... non voglio più mentire a me stesso ... non voglio illudermi che la mia presenza al governo significhi che siamo all'altezza della sfida ... Continuiamo a mantenere un modello economico che è la causa di tutti i disordini climatici".

Con buona pace della retorica macroniana, sempre più in crisi dopo l'affaire Benalla,

e di COP21

https://www.menoopiu.it/post/Cambiamenti-climatici-la-Terra-si-vendica



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28/08/2018

Ecco la vera causa del crollo del ponte Morandi

Vogliono farci credere - quelli collusi o interessati a difendere gli interessi di Autostrade, e sono tanti e ben mimetizzati - che la responsabilità del disastro di Genova, dei 43 morti e delle centinaia di sfollati, sia dello Scirocco, il vento umido che in Liguria viene dal mare da prima che l'uomo esistesse, e porta pioggia e salsedine che tutti sanno, tranne gli ingegneri, corrode il cemento e il ferro, implacabile ogni anno che passa.

Lo Scirocco ha corroso il ponte e lo ha fatto crollare, dicono i tecnici bene informati, e noi dobbiamo crederci perché cosa ne sappiamo di come si costruiscono i ponti ? e di come si guarda dentro al cemento per capire se i tondini sono corrosi ? anche il magistrato che indaga dovrà ammettere che buona parte delle "concause" erano "imprevedibili" e quindi non imputabili alla negligenza o all'avidità della società Autostrade (Benetton).

Ma tra le "concause" ora ne emerge una, più grande delle altre, più forte dello Scirocco, e sta scritta nei documenti allegati al contratto di concessione che i passati governi di centrosinistra e centrodestra hanno prima concesso e poi rinnovato all'azienda della famiglia Benetton: la clausola di "salvaguardia" del rendimento dell'investimento, ovvero il profitto, che doveva essere comunque garantito e non inferiore al 7% annuo.

In un'epoca di inflazione bassa e tassi sottozero, per garantire un profitto del 7% non si può ricorrere troppo di frequente all'aumento dei pedaggi - manovra ingiustificata e impopolare soprattutto se al governo c'è Renzi - ma si può certamente ridurre il costo della manutenzione o dell'ammodernamento, cioè degli investimenti.

Per ridurre il costo della manutenzione è sufficiente "scegliere" i tecnici "giusti" che chiudono un occhio, quelli che dicono e non dicono a seconda delle convenienze o entrambi, ancora meglio se sono pagati dal Ministero. E se qualcosa va storto, c'è sempre uno scirocco che soffia dal mare e porta pioggia o il cambiamento climatico che causa troppa siccità o troppa umidità e il cemento si spacca o si gonfia ...

Guai a pensare o dire che un profitto esorbitante e garantito, a prescindere dal clima e dal traffico, è l'unica vera causa di un ponte che crolla ... https://www.menoopiu.it/post/ponte-morandi-crolla-e-fa-strage-a-genova



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23/08/2018

Matteo Salvini, duro con gli immigrati morbido con i Benetton

Il ministro Salvinivieta lo sbarco a decine di immigrati stipati in condizioni malsane sullanave Diciotti bloccata nel porto di Catania.

E' l'ennesima prova di forza del boss leghista, per dimostrare che la sua strategia per bloccare i "crocieristi" funziona e costringe gli altri paesi europei ad intevenire per occuparsi attivamente del problema.

Ma questa volta Salvini vuole tirare la corda dell'immigrazione clandestina in un modo diverso, a pochi giorni dalla strage di Genova causata dal crollo del ponte Marconi, non adeguatamente sorvegliato da chi ne aveva l'obbligo.

La coincidenza tra i due eventi fa venire alla mente la differenza di atteggiamento e toni che Salvini ha avuto.

Appena insediatosi al ministero, aveva insultato gli immigrati "crocieristi"proclamando che "la pacchia è finita".

Una frase tanto stupida quanto volgare e violenta nei confronti di individui che da quando sono nati non se la sono mai "spassata", anzi.

Ma qualcuno potrebbe obiettare che il problema degli immigrati trasportati a migliaia in Italia da trafficanti senza scrupoli, con l'impotenza dei precedenti governi e lo scandaloso silenzio passivo degli altri paesi europei, aveva creato le condizioni per reazioni esasperate da parte dei cittadini, pronte ad essere raccolte e amplificate da politicanti furbi e disinvolti come quelli della Lega.

La sinistra e in particolare il PD di Renzi, avevano trattato il problema immigrazione sotto il profilo del "business" politico sottovalutando quello della sicurezza e non prevedendo che i numeri del fenomeno avrebbero soverchiato qualunque altro discorso di solidarietà e buona volontà. Il predecessore di Salvini, Minniti, se ne era reso conto e aveva iniziato a fare quello che il boss leghista avrebbe applaudito, senza mai "condire" le scelte operative con ciniche e volgari battute da bettola razzista.

Quelle battute che Salvini si è guardato bene dal fare nei confronti dei responsabili del disastro "annunciato" di Genova e in particolare dei Benetton azionisti di maggioranza della società Autostrade che ha la concessione per guadagnare molti soldi dai pedaggi autostradali e spenderne il meno possibile per la sicurezza delle strutture.

Salvini all'indomani del crollo di Ponte Marconi non si è rivolto ai Benetton dicendogli "la pacchia è finita". Ha fatto critiche, richieste e promesse (solo su sollecitazione giornalistica ha ammesso di aver approvato la "strana" norma del 2008 che prorogava sine die la concessione ad Autostrade) ma si è guardato bene dal usare i toni duri e volgari dimostrati in altre circostanze.Per criticare i Benetton Salvini ha usato la carta igienica soffice, mentre con gli immigrati usa la spazzola di ferro.

Ora minaccia la crisi di governo, se Fico e Mattarella gli imporranno di fare marcia indietro consentendo lo sbarco dei sequestrati sulla nave Diciotti.

Non è mai troppo presto per le sue dimissioni.

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22/08/2018

C'era una volta Trump, il Presidente che diceva bugie a sua moglie e agli americani

La confessione diMichael Cohen, avvocato che custodiva i segreti diDonald Trump, sui pagamenti per "silenziare" lepornostar che avevano offerto servizi al futuro presidente, inaugura l'assalto finale alle bugie delporcostar.

 

Cohen infatti non si è limitato a rivelare i pagamenti per "conto di", ma ha anche precisato che l'ordine e la motivazione del pagamento provenivano direttamente da Trump.

1) Bisognava "pagare il silenzio" e 2) perchè altrimenti in campagna elettorale sarebbe esploso lo scandalo e le probabilità di vittoria sarebbero svanite.

Queste sono in sintesi le ammissioni dell'avvocato e quindi le rivelazioni di Cohen non riguardano aspetti della vita privata ma hanno una rilevanza pubblica perché prefigurano il reato di "frode elettorale".

Nelle stesse ore in cui Cohen metteva nei guai il suo ex cliente, arrivava la perima sentenza di un tribunale contro Paul Manafort, ex capo della campagna elettorale di Trump nel 2016, condannato per frode fiscale.

l'editoriale del New York Times

"Mr. Trump’s own lawyer has now accused him, under oath, of committing a felony."

...

" ... The conviction of Paul Manafort, who ran the Trump campaign for three months in 2016, was a win for prosecutors even though jurors were unable to reach a verdict on 10 of the 18 counts against him. On the other eight, which included bank fraud, tax fraud and a failure to report a foreign bank account, the jury agreed unanimously that Mr. Manafort was guilty. He is scheduled to go on trial in a separate case next month in Washington, D.C., on charges including money laundering, witness tampering, lying to authorities and failing to register as a foreign agent. Mr. Manafort faces many decades behind bars, although he will probably serve less than that under federal sentencing guidelines."

da Politico.com

"Pelosi, the House minority leader, issued a firm statement on Tuesday criticizing Trump, but she -- like many other top congressional Democrats -- did not mention impeachment.

“Cohen’s admission of paying hundreds of thousands of dollars in hush money‘at the direction of the candidate’ to influence the 2016 election shows the president’s claims of ignorance to be far from accurate, and places him in even greater legal jeopardy,” Pelosi said in the statement."

Entrambi gli episodi, anche se non direttamente connessi, avranno ripercussioni sull'inchiesta Russiagate del procuratore speciale Mueller, rendendo più difficile la difesa di Trump.

Si avvicinano le elezioni di midterm, nelle quali i democratici potrebbero riprendersi la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti e avere i voti necessari per iniziare le procedure di impeachment contro Trump.

Fino al 6 novembre il presidente dovràrispondere ad una semplice domanda: chi ha



dato ordine al suo avvocato Cohen di pagare durante la campagna elettorale 2016 le prestazioni sessuali extramatrimoniali che avrebbero convinto molti elettori "bigotti" a non fidarsi di uno che mente a sua moglie ?

 

 

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14/08/2018

Ponte Morandi crolla e fa strage a Genova

Il crollo diPonte Morandi a Genova è l'ennesima strage annunciata.

Era uno dei simboli dell'Italia del boom economico, delle autostrade e delle grandi opere per modernizzare, "unire" il paese e diffondere l'uso dell'automobile.

La striscia lunga un chilometro, che da cinquant'anni è appesa sulla testa dei genovesi, è crollata all'improvviso per un cedimento strutturale, provocando più di 40 morti.

E' iniziata la corsa al "io l'avevo detto" e lo scarico di responsabilità (il ponte secondo  i tecnici di Autostrade "era sicuro"), ma nessuno in cinquant'anni ha avuto il coraggio di denunciare i rischi e mettere in sicurezza o smantellare il ponte.

La società Autostrade che gestisce la rete viaria sapeva che si trattava di una corsa contro il tempo: sostituire gli "stralli" di cemento armato con quelli di acciaio era un intervento da realizzare almeno 5 anni fa.

Si è aspettato l'ultimo momento per programmare lavori di manutenzione che non saranno mai eseguiti. Il viadotto è crollato distruggendo le vite di decine di persone, trascinando l'intera città di Genova nel dolore e nel caos, emettendo un'altra dura sentenza contro l'immagine stereotipata dell'Italia del boom, cemento acciaio e asfalto.

Con le ovvie differenze, il collasso del viadotto Marconi di Genova mi riporta alla memoria il crollo della diga del Vajont, l'illusoria presunzione dei sacerdoti del progresso smentita dalle incompetenze, dalla corruzione e dalla sete di profitto.

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25/07/2018

La scomparsa di Sergio Marchionne impoverisce l'Italia

 

 

Sergio Marchionne (1952 - 2018) aveva dimostrato che si può risanare e gestire un'azienda in Italia e nel mondo senza doversi vendere l'anima, senza corruzioni o prepotenze.

 

Le scelte e lo stile dell'amministratore di FCA non hanno avuto comprensione nè un vero seguito in Italia, ma solo il tentativo dei politicanti di associare la propria immagine alla sua (vincente).

 

La scomparsa di Sergio Marchionne priva la società italiana di uno dei pochissimi esempi positivi e incontestabili in un panorama paludoso e viscido dominato dalla mediocrità dovunque al potere.

 

Dal Corriere della Sera

https://www.corriere.it/economia/18_luglio_24/morto-sergio-marchionne-l-uomo-che- ha-rivoluzionato-fiat-34ad60f0-8fcb-11e8-9e3d-9a7bf81b9c8e.shtml

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16/07/2018

Trump e Putin finalmente insieme

 

 

Un film a "luci rosse" avrebbe fatto meno scandalo di quello causato dall'incontro tra Putin e Trump ad Helsinki.

Da Politico.com

President Donald Trump on Monday publicly sided with Russian President Vladimir Putin over his own intelligence agencies, refusing to condemn the Kremlin for interference in the 2016 election and saying that “I don’t see any reason” why Russia would have hacked Democratic computer servers.

Trump’s remarkable statements, during a joint news conference in Helsinki, Finland, after holding a two-hour one-on-one meeting with Putin, came after special counsel Robert Mueller indicted 12 Russians on Friday over allegations of involvement in the state-ordered election-interference operation.

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15/07/2018

L'Europa non esulta per la vittoria della Francia

La Francia vince la coppa del mondo di calcio contro la Croazia e si scatenano le solite scene di giubilo nazional-popolare, mentre il resto dell'Europa - che tifava Croazia - recrimina sia per gli aspetti calcistici che per quelli politici.

Napoleone Macron non si è fatto pregare per sciorinare il repertorio da curva ultras mentre zar Putin era costretto ad assistere all'inefficienza del suo apparato di polizia sbeffeggiato da quattro manifestanti del gruppo Pussy Riot che costringevano l'arbitro ad interrompere la partita per pochi secondi.

https://www.menoopiu.it/post/l-europa-esulta-per-la-sconfitta-della-germania

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10/07/2018

LIU XIA finalmente libera

E' arrivata in EuropaLiu Xia, la vedova del Premio Nobel Liu Xiaobo morto un anno fa a causa della lunga prigionia nelle carceri del regime cinese.

Liu Xia era da oltre otto anni confinata agli arresti domiciliari, isolata dal mondo e sofferente di una grave depressione. Da tempo si moltiplicavano gli appelli per la sua liberazione, e Liu Xia era diventata il simbolo di una battaglia per la democrazia iniziata dal suo compagno Liu Xiaobo ma repressa con il metodo più praticato nella Cina di Xi Jinping: l'annientamento psicofisico e l'isolamento totale.

Ora Liu Xia è a Berlino, ufficialmente per ricevere cure adeguate al suo stato di salute gravemente minato dalle costrizioni subite ma in realtà si è trovata al centro di uno "scambio" politico-commerciale rappresentato dalla visita di Li Keqiang alla Merkel  per discutere della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. Grazie alla  spinta della mobilitazione internazionale, la cancelliera Merkel ha chiesto e ottenuto un gesto "simbolico" per facilitare le trattative.

La liberazione di Liu Xia è una sconfitta per il regime di Xi Jinping.

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03/07/2018

Il Messico di Obrador porta la rivoluzione nel cortile di Trump

La vittoria del "populista di sinistra" Andres Manuel Lopez Obrador (AMLO) nelle elezioni presidenziali è stata la più schiacciante (52%) nella storia messicana e la prima di un esponente di un partito non tradizionale ("progressista" o "conservatore"). Obrador ha vinto con lo slogan "prima i poveri", nel paese che più di altri sta subendo l'ondata americanista di Trump, la violenza sistematica delle bande armate di trafficanti di ogni genere, la corruzione soffocante dell'apparato statale al potere da sempre.

La vittoria di Obrador è innanzitutto un atto d'accusa a decenni di "geopolitica" gestita dall'ingombrante vicino, e paradossalmente è conseguenza indiretta  dell'isolazionismo trumpiano: che bisogno c'è di votare i partiti tradizionali che hanno consentito la devastazione del Messico in cambio della licenza di espellere i poveri oltre il confine nel Texas, di produrre a basso costo ed esportare, ora che questa "licenza" è venuta meno?.

La vittoria di Obrador è una sfida dai risvolti globali, un inizio di rivoluzione che potrà anche non sortire i risultati sperati - una società più libera, meno disuguale, meno violenta, meno corrotta, con più diritti per tutti, non più obbligata ad "emigrare" negli Stati Uniti e a vivere senza identità - ma in ogni caso offre un barlume di alternativa ad un sistema schiacciato dalla servitù della "globalizzazione".

Difficile pensare che l'America, di Trump o di chiunque altro, consenta ai messicani di vivere un'esperienza così rivoluzionaria e di "cattivo esempio" in modo pacifico e senza ingerenze.

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19/06/2018

ORCO TRUMP

Le migliaia di bambini allontanati dai propri genitori e segregati nelle gabbie del Customs and Border Protection USA per ordine di Donald Orco Trump saranno segnati per tutta la vita dal trauma della separazione.

 

Sono i figli di immigrati che il "senso pratico " trumpiano considera alla stregua di un pacco non recapitato: i genitori vengono rispediti nel paese di origine e i figli - regolarmente nati e registrati negli Stati Uniti - devono farne a meno, in attesa di essere anch'essi spediti nel paese straniero su richiesta dei genitori.

Il "senso pratico" di Orco Trump lo induce a scommettere che le prime a cedere saranno le madri, che chiederanno di ricongiungersi ai figli ma non negli USA bensì in Guatemala o in Messico; oppure il senso materno di protezione le spingerà ad accettare il distacco ? pur di evitare ai loro figli gli orrori della povertà delle guerre o delle mafie che governano nei loro paesi di origine.

Il pianto dei bambini separati dai genitori è musica per le orecchie dell'orco. Qualcuno (Matteo Salvini ?!) sta studiando attentamente il caso, perchè vorrebbe riproporlo in Italia per risolvere il problema dei Rom: separare i bambini nati in Italia dai genitori nomadi, espellendo quelli di questi ultimi che non abbiano cittadinanza italiana e mettendo i figli in orfanotrofi creati appositamente. Oppure in alternativa, preferibile, far sì che i nomadi espulsi si portino via anche i piccoli potenziali delinquenti.

 

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19/06/2018

Matteo Salvini punta a nuove elezioni in autunno

 

La Stampa 19/06/2018

 

Censimento dei rom, la rabbia di Conte: “Salvini esagera. Adesso basta, è troppo”

.... Di fronte alla schedatura dei rom però Conte è disorientato a dir poco. E questa volta non può e non vuole far finta a nulla. «Questa è veramente troppo, supera ogni limite», si sfoga.

Poi, poco prima di salire sull’aereo che lo avrebbe portato nella capitale tedesca, d’accordo con Luigi Di Maio, fa arrivare a Salvini questo messaggio: «Così non reggiamo, devi rettificare».

Appena atterrato, mentre la macchina di rappresentanza lo porta nel cortile della cancelleria federale, Conte tira un sospiro di sollievo. Gli leggono le agenzie in cui Salvini ha appena corretto il tiro. «Meno male...» si lascia andare. Il segno però resta. L’ennesimo che fa sospettare Conte che ci possa essere «una strategia per destabilizzare il governo». Le coincidenze ora sono tante e pesano. Non c’è viaggio internazionale di Conte (tre in dieci giorni) che non sia accompagnato da dichiarazioni choc del leghista. Salvini gli ruba la scena, radicalizza i piani del governo, provoca un immediato stress test con gli alleati grillini

In mano il premier ha il sondaggio della Swg che ha buttato nello sconforto Di Maio, il primo in cui la Lega è sopra al M5S, 29,2% contro 29%. In una settimana i grillini perdono due punti e mezzo. Sono i giorni del ferro e del fuoco di Salvini, cominciati contro l’Aquarius e conclusi con la paventata schedatura dei rom.

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15/06/2018

Giuseppe Conte, il suo governo è già finito

Lo scandalo delle tangenti per lo stadio di Roma esce dai confini metropolitani e arriva direttamente a Montecitorio.

Le intercettazioni del costruttore Parnasi con il presidente dell'Acea Lanzalone, "nominato" da Di Maio per meriti oscuri, riguardano anche la formazione del nuovo governo all'indomani delle elezioni del 4 marzo.

"Questo governo lo sto a fare io", dichiara orgoglioso Parnasi durante una telefonata, e poi si scopre che ha organizzato una cena a tre, con Lanzalone e Gianluca Giorgetti, eminenza grigia di Matteo Salvini e attuale sottosegretario di Giuseppe Conte, per "facilitare" la formazione del nuovo esecutivo M5S-Lega.

Cosa si siano detti Parnasi, Lanzalone e Giorgetti è facile immaginarlo, e le cronache dei prossimi giorni faranno filtrare con cura molti particolari ancora indediti.

Ma da queste prime battute si capisce che non è solo la sindaca Raggi a doversi dimettere, ma anche e soprattutto il neo primo ministro avvocato Giuseppe Conte, perchè il suo governo e forse anche la sua scelta, dopo le dichiarazioni di Parnasi, è macchiato dall'ombra nera della corruzione e di essere al servizio di affaristi e palazzinari.

Gli italiani possono chiudere un occhio sul curriculum "gonfiato" dell'avvocato, ma avere il sospetto che sia stato messo lì per coprire altri affari ...

 

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14/06/2018

Virginia Raggi, se non ora quando ti dimetti ?

Due buone notizie: 1) il nuovo stadio di calcio a Roma non si farà e si eviterà una colata di cemento che sarebbe servita solo ai costruttori per arricchirsi e agli ultras  per sfogarsi. 2) La sindaca Virginia Raggi, pur non coinvolta direttamente nello scandalo di tangenti e favori da parte del costruttore Parnasi, dovrà spiegare perchè non si dimette dal momento che alcuni personaggi chiave della sua giunta (il capogruppo Ferrara, indagato) e del suo apparato (il presidente dell'ACEA  Lanzalone, arrestato) sono coinvolti nell'inchiesta.

La Raggi avrebbe dovuto già da tempo dare le dimissioni, ma questa è davvero un'occasione irripetibile: se non ora quando ?

Sarebbe un'occasione propizia anche dal punto di vista nazionale: passate le elezioni e fatto il governo (almeno fino a Natale), il Movimento 5 Stelle può permettersi il lusso di far cadere la sua giunta romana e andare a nuove elezioni, magari alleandosi con un nuovo PD a cui potrebbe offrire la poltrona di sindaco con un personaggio al di sopra di ogni parte e sospetto (tipo Raffaele Cantone), sia per dare un segnale allo strabordante Salvini, sia per trovare davvero un altro forno a cui rivolgersi nella  politica nazionale.

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13/06/2018

Macron fa campagna elettorale per Salvini

La vicenda della nave Aquarius a cui Matteo Salvini ha impedito di far sbarcare i 629 migranti in un porto italiano e la successiva "disponibilità" spagnola ad accoglierli, ha scatenato una serie di dichiarazioni boriose quanto stupide da parte di diversi rappresentanti del governo francese e del partito di Emmanuel Macron.

E il furbo Matteo ha colto la palla al balzo per farsi ancora più propaganda, dato che la Francia è stata molto più vomitevole dell'Italia in fatto di accoglienza e trattamento dei migranti, così come la Spagna, e non può dare quindi lezioni a nessuno, ecc ecc.

Delle due l'una: o Macron è un populista mascherato che non perde occasione per consentire a Salvini di ergersi a statista illuminato, oppure persegue l'obbiettivo di mandare tutto in rissa / caciara per poi legittimare presso gli altri eurocrati del suo rango l'idea che l'Europa debba avere due velocità, quella sua (e della Merkel) e quella dell'Italia con la Grecia.

Sulla base del curriculum dell'aspirante Napoleone si propende per la seconda ipotesi.

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11/06/2018

Kim Jong-un ha avuto quello che voleva

aggiornamento:"Trump said we’re signing a “very important document, a pretty comprehensive document”.Kim said: “Today we have had a historic meeting, we decided to leave the past behind. The world will see a major change. I would like to express my gratitude to President Trump for making this meeting happen.”

After making statements, they shook hands and signed the documents.

It is still unclear what they have signed. Trump said that would become clear shortly and that he would “discuss this at great length” in a press conference to be held in about 45 minutes, but that the document was “comprehensive”.

Ilvertice tra Kim Jong-un e Donald Trump a Singapore potrebbe durare solo un minuto, stando a quanto affermato dal presidente americano: "con il mio fiuto infallibile, mi basterà un minuto per capire se Kim ha intenzioni serie".

Il confine tra il successo e la sconfitta nel vertice tra i "due dittatori", come lo ha definito una gaffe di Fox News, sta nella parola denuclearizzazione e nel modo in cui sarà interpretata. Per il nordcoreano significa non fare più test nucleari e limitare la produzione di bombe da lanciare con missili balistici, per l'americano significa distruzione di tutte le bombe e dei laboratori di arricchimento del materiale nucleare. Kim Jong-un dovrebbe privarsi dell'unica arma che ha convinto gli USA a trattarlo da capo di stato e in cambio di che cosa? la promessa di non essere attaccato o spodestato ?

Trump è quello che più ha da perdere da un eventuale insuccesso del vertice e per questo molti analisti militari temono che sia disponibile a concedere molto, troppo, alla controparte, pur di accreditarsi come un presidente che ha fatto la Storia.

Lo stesso obbiettivo di Kim Jong-un che, essendo molto più giovane, ha tutto l'interesse a garantirsi un futuro, magari addirittura nelle vesti di futuro presidente delle due Coree riunificate.

Ma il vero motivo per cui il vertice sarà un gigantesco spot alla "Pace ritrovata" va ricercato a Pechino e nella partita che Xi Jinping sta giocando dietro le quinte.

Se Trump vuole prendersi il merito di aver riappacificato la penisola coreana dovrà concedere al dittatore cinese la possibilità di prendersi l'agognata Taiwan che la Cina considera un pezzo della propria nazione sottraendola all'influenza politico-militare degli USA.

Lo scambio è Corea contro Taiwan, e se Trump accetta il vero vincitore sarà Xi Jin Ping.



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11/06/2018

Il governo Conte è già affondato

aggiornamento: il neo-governo spagnolo del socialistaPedro Sanchez si offre di accogliere i 629 immigrati sull'Aquarius.

Salvini commenta trionfante "Alzare la voce paga" e non si accorge che si sta preparando il "trappolone" per il governo dell'avvocato Conte-Chi? La prossima volta cosa succederà?Se la nave Aquarius con 629 immigrati a bordo non riesceentro 48 ore a trovare un porto in cui sbarcare i disperati che ha raccolto lungo le coste libiche, ci saranno gravi ripercussioni in Italia e in Europa.

Le immagini dei bambini stremati dalla fame e dalla sete nella calura del mar Mediterraneo a bordo di una nave che vaga senza meta, rifiutata come se trasportasse rifiuti tossici anziché esseri umani, faranno il giro del mondo, affiancate al volto beffardo e cinico di Salvini ministro degli interni del neonato governo italiano di "unità populista" guidato da un avvocato che non sa cosa può dire.

La questione degli immigrati, su cui pesano le enormi responsabilità dei governi precedenti, non può essere risolta da un braccio di ferro estemporaneo e giocato sulla pelle di centinaia di diseredati.

Se l'avvocato Conte non riesce a far ragionare il suo ministro in cerca di casi esemplari ("rifiutarne uno per rifiutarne cento") per dimostrare che la "pacchia" è finita, il suo governo sarà affondato prima ancora di salpare per mari incerti.

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31/05/2018

Bye Bye Rajoy

Con un imprevedibile scatto di intelligenza politica il segretario del PSOE Pedro Sanchez presenta unamozione di sfiducia contro Mariano Rajoy, capo del governo conservatore che fino ad oggi si appoggiava sui Ciudadanos di Rivera (nazional- liberisti) e liste nazionaliste minori.

La decisione di Sanchez ottiene l'appoggio dei "populisti" di Podemos, dei catalani repubblicani e indipendentisti e degli autonomisti baschi, raggiungendo il quorum necessario a sovrastare i voti del Partito Popolare e di Ciudadanos.

La sfiducia a Rajoy è l'ultima tappa di un percorso della crisi politica spagnola, costellata dagli scandali per corruzione e malgoverno, oltre che dalle disgraziate scelte con cui si è deciso di soffocare la spinta indipendentista della Catalogna. Grazie al particolare meccanismo elettorale spagnolo, Sanchez diventerà primo ministro anche se quasi certamente il Parlamento verrà subito sciolto e si andrà ad elezioni anticipate.

In ogni caso si tratta di una svolta politica importante, per la Spagna e per l'Europa, perchè rappresenta un cambio di strategia notevole da parte dei socialisti spagnoli, che per rientrare in scena scelgono di allearsi con i movimenti che fino a ieri venivano considerati "populisti" e quindi fuori dalla possibilità di alleanze.

E' come se il PD si fosse alleato con i M5S per fare un governo in Italia...

 

 

 

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31/05/2018

Crisi ITALIA, dacci oggi il nostro governo quotidiano

Aggiornamento. La lunga crisi istituzionale sembra finita: torna ilgoverno dell'avvocato Conte con una maggioranza di "unità populista" con M5Stelle e Lega.

Perché appena è svanita l'ipotesi del governo balneare di Cottarelli e si è riaffacciata quella di un Conte (M5S-Lega) con Savona di lato lo spread è calato e la paura dei "mercati" è scomparsa? Anche i "mercati" sono diventati populisti?

Mistero, dentro la più misteriosa e grottesca e grave crisi politica italiana.

Se i "mercati" sono tranquilli, c'è da fidarsi oppure, al contrario, gatta ci cova? Segnalo una stimolante intervista a Luciano Violante su La Stampa :

 

A chi si riferisce? Salvini, Di Maio?

«È una sorta di circo del buon umore che scherza mentre sta crollando il pavimento. Comprende anche qualche talk show. E qualche dirigente del Pd che invoca allegramente il voto subito. Come un pokerista sconfitto che chiede un’altra mano».



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29/05/2018

Crisi ITALIA e la strategia del TERRORE dei tecnocrati europei

Aggiornamento: «I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta»: la frase è del commissario europeo al bilancio Gunther Oettinger, nel corso di

un’intervista a un tv tedesca. E' la conferma della STRATEGIA DEL TERRORE. Dispiace che una persona come Carlo Cottarelli abbia prestato il suo nome ad una delle scelte più drammatiche e sbagliate degli ultimi sessanta anni.

Nelle intenzioni sempre più contorte e inesplicabili di Mattarella, l'ex commissario alla spending review incaricato di traghettare la crisi italiana verso nuove elezioni avrebbe dovuto rassicurare i famigerati "mercati" terrorizzati dall'ipotesi di un governo populista M5S-Lega.

 

Ma stando alle prime reazioni che accompagnano i primi passi del governo balneare di Cottarelli sembra che anche questa mossa di Mattarella provocherà effetti opposti a quelli desiderati. Il Wall Street Journal non ha dubbi : "Italian bond yields jumped Tuesday, extending a recent surge as investors position themselves for the possibility that a new general election will be held in the eurozone's third- largest economy". La responsabilità della tempesta sui BTP sarebbe quindi di chi ha impedito la nascita di un governo provocando le elezioni anticipate e una crisi istituzionale senza precedenti.

Lo spread BTP-Bund vola verso quota 300 ed oltre, mentre la speculazione internazionale ha iniziato a scommettere allo scoperto contro i titoli italiani e prevedibilmente sarà in agguato per tutta la campagna elettorale.

Perchè sarà Mister Spread a dettare tempi e strategie elettorali di Renzi e Berlusconi: più Mister Spread sale in alto più si abbassano le probabilità di vittoria elettorale (per ora molto alte) del fronte populista.

La campagna elettorale organizzata da Merkel-Junker-Macron prevede di terrorizzare gli italiani di ogni ceto e opinione politica e andrà di pari passo con i sondaggi elettorali. All'inizio si scatenerà l'inferno, con il martellamento della stampa e delle televisioni, lo spettro della distruzione dei risparmi di tutta una vita, i pensionati che prendono d'assalto i bancomat - ricordate la Grecia del 2015 ? - gli artigiani e i piccoli imprenditori senza più credito dalle banche costretti a chiudere, l'aumento della disoccupazione ...

In sintesi, la moderna peste del terzo millennio.

Salvini, Di Maio e Di Battista cominceranno a balbettare che loro non sono antieuro, che anzi vogliono un'europa più forte ecc ecc ma questo non basterà a diminuire l'intensità del "trattamento".

La BCE di Draghi starà a guardare dando la colpa ai tedeschi cattivi che gli impediscono di correre in aiuto del popolo italiano, anche se qualcuno dovrebbe ricordargli la possibilità di attivare il programma OMT (Outright Monetary Transactions) per acquistare titoli su richiesta del governo (quale ?, e la richiesta di attivare OMT  può essere fatta da un governo di "ordinaria amministrazione balneare" come quello di Cottarelli ? oppure era necessario avere un governo con pieni poteri ? e in tal caso la colpa dello spread è dei populisti o di Renzi-Mattarella che non ha consentito la formazione dell'esecutivo a guida Conte ?).

Solo quando ( e se) la somma dei probabili risultati di Di Maio e Salvini fornita dai sondaggisti sarà scesa abbondantemente sotto quota 40% si comincerà ad allentare la strategia del terrore, per far capire anche ai più testardi che la salvezza dalla peste moderna consiste nel cambiare le proprie idee e il proprio voto per ridare a Renzi e Berlusconi le chiavi di Palazzo Chigi.



Ma se gli italiani alle prossime elezioni-referendum non dovessero sottomettersi alla "strategia" dei mercati, pensando di essere eroici populisti fedeli agli ideali del contratto di Di Maio-Salvini, e dovessero ridare la maggioranza a questi due pericolosi antieuropeisti, non ci sarà scampo: l'Italia sarà espulsa dall'Unione Europea e precipiterà in una crisi simile a quella libica.

E' solo un'ipotesi molto remota ... perchè prima di allora la paura sarà un'ottima consigliera e ci avrà convinto a cambiare voto.

 

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28/05/2018

Grazie MATTARELLA per averci dato il referendum su Euro

Sergio Mattarella ha di fatto trasformato le prossime elezioni politiche in unreferendum pro o contro l'euro e l'Europa di Merkel, Macron e Draghi, un referendum il cui esito è già prevedibile ed avrà ripercussioni gravi e profonde sull'Italia e gli equilibri europei.Ponendo ilveto su Paolo Savona e argomentandolo come ha fatto nel suo intervento per annunciare l'insuccesso dell'avvocato Conte, il Presidente della Repubblica ha aperto la campagna elettorale referendaria e si è contrapposto alla maggioranza assoluta del Parlamento che potrebbe chiedere (inutilmente) il suoimpeachment.

Mattarella è riuscito in una impresa ai limiti dell'impossibile: in un colpo solo ha   evitato la formazione del primo governo di unità populista rinviandone di ben tre mesi la nascita; ha delegittimato il suo ruolo di garante agli occhi di gran parte del Paese e del Parlamento;ha isolato il PD più di quanto già non lo fosse; ha consentito che le prossime elezioni anticipate diventino ilprimo referendum sul destino dell'euro e dell'unione europea, cosa che fino ad oggi era stata impedita sulla base dei trattati in vigore.

 

vado a rileggermi quello che avevo scritto l' 8 maggio : CRISI ITALIA, il caos sarà più grande di quel che sembra

(in aggiornamento)

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27/05/2018

ITALIA senza Governo e senza Capo dello Stato

Ilbraccio di ferro tra Mattarella e M5S-Lega si conclude nel modo peggiore: fallisce il tentativo dell'avvocato Conte di formare il governo e la Presidenza della Repubblica rappresentata da SergioMattarella cade in una grave crisi di legittimazione per aver posto il veto sul nome di Paolo Savona, personaggio sgradito alla tecnocrazia europea (e in particolare alla BCE).L'Italia precipita in una crisi istituzionale senza precedenti, Di Maio e Salvini scendono in piazza per i primi comizi elettorali, la Meloni chiede l'impeachment del Presidente Mattarella che si prepara a dare l'incarico aCarlo Cottarelli (quello che la spending review non l'ha mai vista).

 

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27/05/2018

Mattarella non infilarti in un vicolo cieco

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, probabilmente mal consigliato o tirato per la giacca, si è infilato in un vicolo stretto e senza sbocchi, facendo trapelareil suo veto sul nome di Paolo Savona a Ministro dell'Economia nel futuro governo di Giuseppe Conte.

Come era ampiamente scontato, sia Salvini che Di Maio hanno dichiarato di non voler fare marcia indietro su Paolo Savona, che è diventato la bandiera "politica" dello schieramento di "unità populista", contro le ingerenze dell'establishment nazionale ed europeo, e simbolo dell'autonomia decisionale del popolo italiano che la stampa tedesca ha offeso in modo volgare ed autolesionista.

Se Mattarella rifiuta la nomina di Paolo Savona, il governo Conte svanisce e si va ad elezioni anticipate ma il Presidente della Repubblica sarebbe indicato come principale colpevole della crisi e quindi ne uscirebbe indebolito ed inviso ad una gran parte dell'elettorato. E' altrettanto evidente che il problema si riproporrebbe dopo pochi mesi, perché il fronte populista e in particolare la Lega avrebbero una maggioranza ancora più ampia di consensi.

Se invece accetta l'incarico all'economista "No Euro", anche se con "contrappesi" o dichiarazioni di garanzia, il Quirinale apparirà come il vero sconfitto di un braccio di ferro che non sarebbe mai dovuto iniziare.

Il nodo dello scontro non è rappresentato dalla figura di Savona ma dall'essenza stessa del nuovo governo a cui Mattarella vuole dare un segnale forte di quali siano i confini da non oltrepassare.

Ma per dare questo segnale aveva un'occasione migliore se avesse sfruttato la scivolato dell'avvocato Conte sul suo curriculum gonfiato. Mattarella poteva ritirargli l'incarico avendone buoni motivi, e costringendo sulla difensiva M5S e Lega.

Il Presidente della Repubblica invece si è infilato nel vicolo più pericoloso per i poteri del Quirinale e più favorevole per le ambizioni di Salvini, il quale alle prossime elezioni potrà presentarsi come capo della coalizione di centrodestra, prendere molti più deputati e fare un governo (anche senza Di Maio) con Paolo Savona primo ministro.



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23/05/2018

Un buon motivo per rifiutare l'incarico all'avvocato Conte

Quello che sembrava dover diventare il primo presidente del consiglio di ungoverno di "unità populista", l'avvocato Giuseppe Conte, è finito sotto i riflettori per aver "gonfiato" il proprio CV, inserendovi presunte attività in università come la New York University dove nella migliore delle ipotesi ha passato qualche settimana estiva a consultare biblioteche e a perfezionare le lingue.

L'avvocato Conte non avrebbe mentito ma solo "pompato" i suoi meriti. Secondo Di Maio e Salvini questo non basta per silurarlo. Entrambi sbagliano due volte.

La prima, ovvia considerazione è che un premier già debole per non essere un "politico" e avere solo un ruolo di "esecutore" (maggiordomo) sarebbe ancora più debole dopo la scoperta del suo curriculum: "Scusi, signor Presidente del Consiglio,  in quale università passerà le sue vacanze quest'anno ?" gli chiederanno giornalisti e opposizioni in Parlamento.

Ma la vera buona ragione per dare il benservito all'avvocato Conte sta nel dare al Presidente Mattarella un buon motivo per affermare le sue prerogative, evitare di farsi imporre un nome non gradito e trovarne un altro con il consenso sia del Presidente che dei due capi populisti.

Sarebbe un modo per aggirare l'impasse istituzionale che si sta creando attorno al nome di Giuseppe Conte, trovando una nuova figura più gradita al Quirinale e chiedendo in contropartita che vengano approvati gli incarichi di ministri ad alcuni personaggi indigesti alla tecnocrazia europea (Paolo Savona).

Se Di Maio e Salvini non riescono a sciogliere un nodo così semplice come pensano di affrontare le sfide ben più importanti e difficili che gli si presenteranno a breve ?

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22/05/2018

Grandi pressioni su Mattarella per arruolarlo nel fronte contro M5s- Lega

Il Presidente della Repubblica Mattarella si è messo a leggere l'articolo 95 della Costituzione (Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. ...) durante gli incontri con Di Maio e Salvini che gli proponevano il nome di Giuseppe Conte per l'incarico di premier del futuro governo M5s-Lega.

Un gesto simbolico, anche se inusuale, o un messaggio trasversale, quasi una minaccia: "state attenti a quali ministri andrete a proporre ... perché alla fine decido io" .

Che il nuovo governo italiano sarà indigesto a tutti i tecnocrati europei è cosa ovvia e risaputa, così come è noto che Napoleone Macron si è già promosso alla testa di un esercito multinazionale per riconquistare l'Italia, dando ordine alle banche francesi di vendere i titoli di Stato che il suo amico Draghi non correrà certo a comprare, resuscitando i fantasmi dello spread.

Ma il megalomane francese che piace tanto a Renzi e a Berlusconi ha pensato di arruolare direttamente Mattarella, consegnandogli il comando delle operazioni di terra, di aria e di mare.

Il Presidente della Repubblica Italiana è una persona mite e ragionevole, conoscitore delle procedure e dei confini sottili che le delimitano o ampliano. Se ha ritenuto doveroso ricordare l'articolo 95 ai "nuovi barbari" è perché questo è il massimo della potenza di fuoco che può esprimere in questo frangente, e non altro. Molti invece premono affinchè Mattarella faccia di più, si rifiuti di incaricare Giuseppe Conte o quantomeno qualche possibile ministro non troppo addomesticabile come Paolo Savona, con l'evidente obbiettivo di umiliare e piegare fin dall'inizio il nascente governo, rendendone le aspettative di vita talmente brevi da configurarlo come governo balneare.

Se Mattarella cederà alle pressioni interne ed internazionali che puntano ad

esasperare la crisi per favorire una soluzione "tecnica" in attesa di future elezioni in un quadro di ricatto economico-sociale, si presterà ad un gioco ancora più pericoloso perché esporrebbe la sua persona e la sua carica ad una reazione popolare imprevedibile.



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21/05/2018

Di Maio - Salvini contro Draghi - Macron

Se Luigi Di Maio e Matteo Salvini non faranno sciocchezze a pochi centimetri dal traguardo, l'Italia sarà il primo paese europeo ad avere un"governo di unità populista", espressione delle due principali, ma diverse, forze anti-establishment uscite vittoriose dal voto del 4 marzo.

Terminate le trattative sul "contratto di governo" - libro dei sogni o galleria di incubi - i due leader di M5S e Lega si presenteranno da Mattarella per ricevere le ultime raccomandazioni per poi "andare a governare", ovvero iniziare la battaglia dura e autentica per onorare le promesse di cambiamento, contro ogni ragionevole evidenza ma soprattutto contro il fuoco di sbarramento che sarà lanciato da Bruxelles, Parigi e Francoforte.

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11/05/2018

Governo populista Di Maio-Salvini o Salvini-Di Maio ? o del maggiordomo ?

Se il supplemento di trattativa tra Cinquestelle e Lega va a buon fine, chi sarà a guidare davvero il nuovo governo?

Per dare una risposta alla domanda che molti si pongono in questo momento userei  la metafora dell'automobile in panne: per provare a farla ripartire uno deve stare al volante mentre un altro deve spingere. Ma quello che spinge non si fida che chi sta al volante poi non se ne approfitti per ripartire senza di lui, una volta che il motore dell'auto si sia riacceso.

La soluzione, o quanto meno il compromesso, sta nel trovare qualcuno che sia disposto a stare al volante mentre entrambi spingono. Una specie di "terzo uomo", che in altri tempi si sarebbe definito maggiordomo di fiducia, pronto a sacrificarsi e a fare tutto quello che gli veniva ordinato. Ma non è facile trovare persone disposte a fare da maggiordomo senza farsi poi venire in mente di continuare a guidare l'auto come se fosse sua. E poi un maggiordomo fedele e con due padroni alla pari è molto difficile, se non impossibile, trovarlo.

Se maggiordomo dovrà essere, sarà importante capire a chi dei due sarà più utile. E Di Maio e Salvini dovranno anche fare presto a trovarlo, altrimenti ci pensa il Caimano riabilitato, che di maggiordomi può permettersene quanti ne vuole ...

(in aggiornamento)

 

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09/05/2018

Mattarella dimentica Banca Etruria e prepara il "governo di Banca d'Italia"

Se le voci che circolano fossero vere, come purtroppo sembra, il "governo neutrale" che Mattarella si appresta a varare per risolvere la crisi politica sarà in realtà infangato e reso ancora più indigesto dalla presenza di un "tecnico" della Banca d'Italia a capo del ministero dell'Economia.

Si fa infatti il nome di Salvatore Rossi, attuale Direttore Generale della Banca d'Italia, come tra quelli indicati ad entrare nella schiera del Presidente Mattarella.

Gli italiani hanno conosciuto il nome e la faccia di Salvatore Rossi nei giorni tragici della vicenda Banca Etruria e del cosiddetto "salvataggio" delle banche italiane, all'indomani del suicidio del pensionato Luigino D'Angelo al quale la Etruria aveva fatto investire tutti i risparmi in titoli subordinati diventati poi carta straccia.

Salvatore Rossi andòin televisione e sui giornali rilasciando interviste che avevano tutte lo stesso filo conduttore: la Banca d'Italia ha fatto tutto quello che poteva con i suoi pochi strumenti di vigilanza, altri soggetti (CONSOB) dovevano intervenire, quindi non sapeva e se pure avesse saputo non avrebbe potuto fare diversamente.

Gli italiani ovviamente non credettero alle parole di Salvatore Rossi e anzi manifestarono chiari segni di rabbia per quella sceneggiata arrogante con cui la Banca d'Italia si sottraeva alle sue responsabilità, tanto che persino Renzi dovette prendere le distanze (senza essere creduto) quando si trattòdi rinominare il governatore Visco a capo di Banca d'Italia.

Per quale motivo il Presidente Mattarella oggi dovrebbe dare un incarico importante e in un momento altrettanto grave ad un dirigente di Banca d'Italia coinvolto nella crisi delle banche italiane e nella perdita di credibilità dell'istituto di vigilanza ?

Per quale motivo il Presidente Mattarella oggi dovrebbe sfidare la sensibilità di milioni di cittadini ed elettori che non gradirebbero che un uomo di Banca d'Italia possa ricoprire un qualsiasi incarico di governo?

Per quale motivo il Presidente Mattarella oggi dovrebbe regalare a Di Maio e Salvini uno spot elettorale così grande da far cadere il "governo neutrale" nel più completo discredito dopo poche ore dall'insediamento ?

Quali poteri opachi ha la Banca d'Italia (e il suo manovratore in BCE) da costringere il Presidente Mattarella ad esporsi ad un sicuro pubblico ludibrio per aver nominato Salvatore Rossi a Ministro di un "governo neutrale" ?



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08/05/2018

CRISI ITALIA, il caos sarà più grande di quel che sembra

Una pessima legge elettorale, due personaggi screditati che ricattano e intrallazzano, un presidente della repubblica che, dopo aver firmato la pessima legge elettorale di cui sopra, scopre di non avere influenza e credibilità sugli schieramenti in  Parlamento.

La crisi del sistema politico italiano non trova sbocchi, se non quello del ritorno al voto con la stessa pessima legge elettorale e gli stessi personaggi e partiti che ricattano e intrallazzano pur di non lasciare il passo a chi potrebbe mettere in crisi il loro potere ventennale.

Era evidente e scontato che Renzi non si sarebbe mai dimesso da boss del PD e che Berlusconi considera surreale che egli non sia più il leader del centrodestra. Entrambi hanno difeso fino alla fine le loro pretese, che poi altro non sono che logiche di potere e di apparati avvinghiati ad intrecci di interessi, costringendo gli italiani ad assistere alle loro apparizioni indecenti.

La legge elettorale l'avevano pensata a misura dei loro calcoli che gli italiani hanno tuttavia provato a capovolgere riuscendoci solo in parte.

Il Presidente Mattarella esce anche lui malconcio dai due mesi di consultazioni perchè non ha saputo esercitare quella pressione sufficiente a rimuovere gli ostacoli, dando l'impressione di essere debole ed incerto. Qualcuno pensa che il mite Mattarella fosse ancora troppo legato al ricordo di quel Renzi che lo ha fatto salire al Colle per potersi smarcare con più decisione.

Ora che il pessimo cabaretè finito ci si rende conto che le soluzioni prospettate sono orribili al pari di quelle propinate nei due mesi scorsi.

Votare a luglio oppure sopportare un governo "neutrale" !! volete essere cotti in padella o alla brace?

Il governo "neutrale" di Mattarella sarà benedetto da Renzi (e da tutto il PD) perchè lo aiuta a sopravvivere per altri mesi, a recitare la parte del segretario che c'è ma non si deve vedere, a rinviare l'ulteriore sconfitta elettorale sognando improbabili soluzioni alla Macron.

Anche Berlusconi si aggrapperàalla zattera del Presidente, perchè è convinto di poter ancora ricattare Salvini come ha fatto fino ad ora.

Gli italiani questa estate possono stare tranquilli, andando in vacanza o rimanendo chiusi al fresco a casa loro: la calda estate non sarà rovinata dai comizianti elettorali, e si andrà a votare con le prime fresche piogge di ottobre.

Chi proveràa rovinargli le vacanze saranno i soliti manovratori ai quali non sembra vero di poter fare un semplice giochino: soffiare sulla crisi, sullo spettro dei mercati, gli sbarchi dei migranti, qualche guerra vicina o lontana, pur di giustificare la necessità che il "governo neutrale" prosegua fino al prossimo anno.

I giornali finanziari internazionalii oggi riportano che "Italian stocks and bonds sold off on Tuesday as fears mounted that the country will need to hold a fresh general election over the summer as a last-ditch effort to form a government crumbled on Monday."

Nei prossimi mesi gli italiani subiranno minacce oscure e promesse idilliache : il Caos è alle porte ma per fortuna c'è il Governo Neutrale che ci difende.

E se proprio non dovesse succedere nulla, ci penseranno Rai di Renzi e Mediaset di Berlusconi a creare il clima giusto per farci ravvedere. Di Maio e Salvini sono avvisati.

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03/05/2018

Avvocato di Trump rivela che TRUMP E' UN BUGIARDO

Rudy Giuliani rivela che Donald Trump ha restituito al suo avvocato Cohen i

130.000 dollari che quest'ultimo aveva versato alla pornostar Stormy Daniels per farla tacere sulle prestazioni da lei fornite nel 2006 all'attuale Presidente degli Stati Uniti.

Ai fini pratici significa che Trump ha pagato la Daniels affinche' tenesse nascosta la relazione.

Circa un mese fa Trump aveva affermato di essere all'oscuro di quel pagamento e dell'intera vicenda, ma una perquisizione dell'FBI nello studio di Cohen ha portato alla luce le transazioni riguardanti i centotrentamila dollari e per evitare guai peggiori il   neo avvocato Giuliani ha deciso di fare la mezza ammissione: Trump ha restituito il denaro a Cohen che lo aveva già dato alla Daniels, ma non sapeva a quale scopo servissero quelle transazioni !!!.

Le rivelazioni di Giuliani in diretta televisiva su Fox News erano state concordate con il Presidente, o si è trattato di una iniziativa dell'ex procuratore generale ? I pagamenti di Trump a Cohen per quasi mezzo milione di dollari erano serviti anche ad aggirare le norme sul finanziamento della campagna elettorale ?

Ora tutta l'America e il mondo sanno che Trump è quanto meno un bugiardo per stessa ammissione del suo avvocato più prestigioso.

Immaginate come sarà possibile credere alle sue parole quando denuncia le violazioni del trattato nucleare da parte dell'Iran o le intenzioni "pacifiche" nei confronti dei paesi a cui pratica i dazi doganali.

E pensare che qualcuno nel suo partito lo ha proposto come candidato al Nobel per la Pace, confidando nei buoni auspici di Kim Jong Un.

Grazie al coraggio di Stephanie Clifford, in arte Stormy Daniels, forse riusciremo a non cadere così in basso.



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30/04/2018

Renzi lascia il PD nel caos e va al governo con Salvini e Berlusconi

Passate le elezioni friuliane, il cui esito a favore del centrodestra leghista era previsto anche se con proporzioni diverse, la vera novità resta l'intervista di Renzi che senza tanti giri di parole ha annunciato che i "suoi" parlamentari non voteranno mai la  fiducia a Luigi Di Maio ma appoggeranno un governo "che dovrà scrivere le regole" assieme al centrodestra, a guida Salvini e regia Berlusconi, anche a costo di lasciare il PD.

Il boss della Lega non avrà difficoltà ad accettare i voti di Renzi, perchè quelli non saranno voti targati PD ma di un "nuovo soggetto politico", di cui si farà garante il Caimano, e potrà quindi sempre dire di essere stato coerente.

I 5Stelle potranno gridare allo scandalo ma servirà a ben poco, perchè un esecutivo con dentro la coppia Renzi-Berlusconi questa volta punterà a fare di tutto per isolarli e distruggerli.

Altro che Terza Repubblica, va in scena la vendetta della Seconda.

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24/04/2018

CABARET ITALIA, Renzi fa il ventriloquo

Archiviata la prima settimana di esplorazioni si entra nella seconda, con Roberto Fico dei 5Stelle e Presidente della Camera che prova a far parlare di cose serie qualcuno del PD.

Ma l'impresa di Fico si scontra con due difficoltà...

1)  Se parla con Martina,è proprio sicuro che le parole siano pronunciate dalla sua bocca, oppure è quel ventriloquo di Renzi che si nasconde dietro le quinte delle finte dimissioni da segretario e muove la lingua dei suoi pupazzi ?

2)  Se parla con Di Maio è proprio sicuro che non gli sferri un cazzotto sul naso ?  C'è chi giura di aver visto Matteo Renzi ringalluzzito dalla scelta di Mattarella e addirittura proporre un appoggio alla candidatura di Fico a primo ministro pur di fare un dispetto a Di Maio e spaccare i CinqueStelle.

In ogni caso lo spettacolo durerà un paio di giorni, tanto basta per far passare un'altra settimana ed arrivare al week end elettorale in Friuli Venezia Giulia, poi c'è il 1° Maggio e poi si comincerà a parlare sul serio del prossimo governo, se, come e con chi.

L'ipotesi più utile resta quella di un accordo limitato e temporaneo tra M5S e Lega, a meno che Di Maio e Salvini non vogliano far tornare al centro della scena Renzi e Berlusconi, con un governo "del presidente" che li vedrebbe recitare di nuovo una commedia non gradita agli elettori.

L'idea di lasciare Gentiloni per tutta l'estate a Palazzo Chigi, caldeggiata sia da Renzi che Berlusconi, è crudele sia per il diretto interessato sia per gli italiani che comincerebbero a dubitare anche del Presidente Mattarella. Se governo balneare deve essere, la ciambella deve essere data a chi le elezioni non le ha perse (posto che nessuno le ha vinte) e la scelta ricade tra Di Maio e Salvini, o entrambi.



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21/04/2018

TRUMP JONG UN

Donald Trump ha un disperato bisogno che qualcuno distragga l'opinione pubblica americana dalle storie di prostituzione che lo riguardano. Per questo ha twittato con entusiasmo, giudicato da molti eccessivo, alla notizia che Kim Jong Un non farà più test missilistici e nucleari, “very good news for North Korea and the world”.

Ovviamente Donald Trump si attribuisce il merito di aver costretto Kim Jong Un a cambiare strategia, grazie alle minacce militari e alle sanzioni economiche.

Non gli viene il dubbio che il dittatore coreano ha già ottenuto quello che voleva, cioè aver dimostrato di poter costruire bombe atomiche e lanciarle con missili intercontinentali dal Giappone alla California, e perciò può sospendere i test e sedersi al tavolo delle trattative da posizioni di forza.

Kim Jong Un ha quaranta anni di meno di Donald Trump e può fare il dittatore per almeno altri trenta, mentre il presidente americano tra due anni deve convincere i  suoi elettori che i Russi non lo hanno aiutato, le prostitute non le ha mai frequentate e che nessuno lo considera un idiota. Nemmeno Kim Jong Un.

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20/04/2018

CABARET ITALIA, eppur si muove

L'esplorazione di MEA Casellati è andata a sbattere (dalla parte interna) contro i cancelli di Arcore, perchè Di Maio si è rifiutato di digerire l'ipotesi di ministri berlusconiani in un governo M5S - centrodestra.

Ma la Casellati non siè immolata invano ...

Berlusconi infatti ha finalmente esternato quello che pensa degli italiani, "imbecilli che hanno votato 5Stelle", ai quali farebbe "pulire i cessi nelle sue aziende" e ha detto chiaramente che preferisce fare un accordo con PdRenzi.

Lo sfogo poco istituzionale del Caimano gioca a favore di Salvini, che al confronto sembra un prof di Oxford.

Il boss della Lega adesso può non nascondere la preoccupazione che l'alleato Silvio punta a farlo fuori, con un governo "del Presidente" che imbarca sia Forza Italia che il PD. E per evitare di finire isolato e stritolato, Salvini non può che tornare a guardare Di Maio, per evitare il rischio di elezioni anticipate gestite da Gentiloni o, ancora peggio, da un primo ministro balneare gradito al Cavaliere e alle sue televisioni.

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18/04/2018

CABARET ITALIA, Berlusconi esploratore

Nel tentativo di ingannare il tempo che ci separa dal 2 maggio, data in cui la crisi politica italiana entrerà nella fase finale decisiva, il Presidente della Repubblica Mattarella ha chiesto alla M.E.A. Casellati, alias Berlusconi, di "esplorare" la giungla dei partiti e delle correnti per tentare di trovare la strada che porti ad un nuovo governo.

L'esplorazione è rivolta principalmente a Di Maio e Salvini, per verificarne la disponibilità ad un accordo tra M5S e TUTTO il centrodestra, dopo che entrambi erano stati sbeffeggiati da Berlusconi al Quirinale, e quindi è facile immaginarne l'esito pratico.

Nel frattempo inizia a farsi strada una richiesta di buon senso, quella di NON corrispondere lo stipendio dei primi due mesi ai parlamentari eletti, dal momento che non hanno avuto quasi nulla da fare e non ne avranno per il prossimo mese.

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14/04/2018

ATTACCO ALLA SIRIA tanto rumore per quasi nulla

Trump annuncia l'inizio dell'attacco "punitivo" contro Bashar Al Assad.

Più di cento missili sparati da aerei USA con la partecipazione simbolica di Francia e Gran Bretagna contro 3 obbiettivi: un centro di ricerca, un deposito di armi chimiche (già svuotato), una base logistica militare siriana (preallertata).

Trump annuncia l'attacco nella fascia oraria televisiva di massimo ascolto con grande retorica ma dalle cifre fornite dal Segretario alla Difesa Mattis si capisce subito che si è trattato di un'azione dimostrativa, anche se con grande dispendio di missili, più di cento per soli tre obbiettivi.

L'attacco dimostrativo è stato lanciato con il tacito assenso della Russia, che aveva minacciato una escalation nel caso in cui la ritorsione contro la strage chimica di Assad avesse coinvolto le sue truppe sul territorio siriano.

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13/04/2018

CABARET ITALIA

Silvio Berlusconi ha trasformato l'incontro al Quirinale in un intermezzo da cabaret anni '50, come un giullare che tenta di prendersi tutta la scena anziché rassegnarsi a fare la comparsa.

Ha scimmiottato il suo neo-regista Salvini, mentre leggeva il comunicato finale dell'incontro con Mattarella, e poi gli ha rubato il microfono per avvisare tutti gli italiani di non votare più per i 5Stelle : "mi raccomando, fate i bravi, sappiate distinguere chi è un democratico e chi non conosce l'abc della democrazia".

Forse Berlusclown pensa di essere già nella prossima campagna elettorale, o più semplicemente alza il prezzo che gli altri dovranno pagargli per tenerselo ancora sulla scena del prossimo governo.

Ma in entrambi i casi si tratta di un disegno sbagliato, perchè la comparsata al Quirinale giustifica ancora di più le "irritazioni" del suo neo-regista Salvini, che sarà sempre più tentato di toglierlo definitivamente dallo spettacolo, e i veti di Di Maio che certo ha la faccia da ragazzo educato ma non fino al punto di allearsi con chi lo insulta pubblicamente.

In ogni caso l'intrattenimento di Berlusclown servirà a riempire il tempo che intercorre fino alla fine di questo mese, tra incarichi fasulli e preoccupazioni vere, quando le possibilità di fare o non fare un governo da parte di tutti gli attori in scena saranno davvero verificate.

Per ora accontentiamoci del cabaret Italia.

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12/04/2018

RASSEGNARSI ALLA GUERRA ?

Se il capo dell'esercito più distruttivo del mondo pronuncia, anzi twitta, una frase come quella che preannuncia "nice and new and 'smart'" missiles would soon be fired toward Syria" vuol dire che una guerra di dimensioni catastrofiche non è più solo un brutto sogno ma una possibile realtà.

Non era mai accaduto che un Presidente degli Stati Uniti pronunciasse una frase così drammaticamente idiota, violenta e cinica come quella twittata da Trump. In quell'elogio dei missili c'è l'assenza della pur minima consapevolezza di cosa significa un'azione militare, una scintilla accesa in una polveriera con dentro milioni di vite umane.

Il raccapriccio per i crimini compiuti da Assad con l'avallo del suo protettore Putin non giustifica il tono criminale della frase di Trump sui missili "carini nuovi e intelligenti" da sparare come fossero petardi alla festa del patrono.

Trump e Putin stanno trascinando la guerra di Siria in un conflitto nel centro del Mediterraneo, all'incrocio tra l'Europa, l'Asia e l'Africa, eppure nessuna diplomazia europea ha fatto sentire la sua voce per fermare l'escalation, nessuna marcia pacifista per denunciare i pericoli di una guerra catastrofica. Il mondo non crede nella possibilità di un tale evento e quindi non ha paura, perchè convinto che le armi e gli eserciti accumulati attorno alla Siria resteranno lì confinati, senza pericolo per gli altri. Grazie a questa assenza di percezione del pericolo, un idiota, anche se eletto presidente degli USA o della Francia, può eccitarsi all'idea di sparare missili carini e intelligenti.

Ma quell'idiota e i suoi interlocutori amici/nemici sono a capo degli eserciti più distruttivi della Terra.

Forse non siamo tutti rassegnati alla guerra, ma di certo non facciamo molto per non sembrarlo.



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11/04/2018

Zuckerberg, too little too late

Il boss di Facebook Zuckerberg si è presentato davanti alla commissione del Congresso americano per spiegare perché e come è potuto accadere che la sua azienda abbia "svenduto" illegalmente la privacy di 80 milioni di utenti alla Cambridge Analytica e a chissà quanti altri.

Molti membri della commissione erano in palese conflitto di interesse, in quanto azionisti di Facebook e quindi soci di Zuckerberg, ma la sceneggiata prevedeva comunque il mea culpa del boss e qualche timido accenno a ipotesi di regolamentazione.

La riprova che si è trattato di una messinscena a favore dell'immagine di Zuckerberg è data dal fatto che al termine dell'audizione il titolo Facebook è salito in Borsa e il suo padrone è tornato a casa libero anziché in galera.

Per chi non è azionista del socialmedia si è trattato di una occasione perduta, perché Zuckerberg se l'è cavata con  too little too late, grazie alla sudditanza di gran parte dei senatori e deputati presenti.

Non resta che #DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebo ok#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFace book#DeleteFacebook#DeleteFacebook ....

 

 

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10/04/2018

Siria, la guerra che NON DEVE MAI finire

Dieci giorni fa Trump annunciava il ritiro delle truppe USA presenti sul territorio siriano. Ora da' ordine di bombardare le basi militari governative e russe, come gesto di punizione per la strage di civili causata dalle armi chimiche a Douma.

Tutto il mondo si è indignato di fronte alle immagini di bambini uccisi dal gas, tra le macerie già bombardate decine di volte.

Perché il regime del macellaio Assad, con la complicità di russi e iraniani, ha  compiuto l'unica forma di massacro che avrebbe automaticamente fatto scattare la reazione e l'intervento USA? e proprio nel momento in cui la guerra civile che da oltre 5 anni insanguina la Siria sembra volgere definitivamente a favore del regime?

Sembra quasi che un consorzio di forze oscure ed eterogenee si sia alleato affinché i motivi di guerra dentro i confini siriani non finiscano mai.

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07/04/2018

Il Brasile prigioniero del caso Lula

L'ex presidente del Brasile Lula riceve l'ordine di farsi arrestare e lui invece si barrica dentro una sede sindacale, protetto da migliaia di sostenitori mentre in tutto il paese si svolgono manifestazioni per la sua liberazione.

E' lo scenario clamoroso che scaturisce dalla clamorosa vicenda dell'uomo che da quasi quaranta anni calca la scena politica del Brasile, di cui ne è stato presidente diretto per 8 anni dal 2003 al 2011 e poi grande burattinaio di Dilma Rousseff, impeachmentata nel 2016.

La parabola politica di Lula e del suo partito PT è tutta dentro la storia della "globalizzazione" e della grande speranza di riscattare dalla povertà decine di milioni di individui attraverso fiumi di denaro in cerca di profitti da ogni parte del mondo verso l'enorme serbatoio dell'America Latina.

Quella speranza purtroppo si è poi rivelata mal riposta, perchè quando il fiume di denaro si è spostato verso altre rotte ha lasciato un paese devastato, con nuovi poveri, nuove disuguaglianze, tanta corruzione e criminalità, un sistema politico fragile e pessimo.

Il partito che in quegli anni ha gestito il potere è stato "beneficiato" e ricompensato per aver favorito questo o quello, aver chiuso occhi e bocche.

Il presidente Lula o era complice o faceva finta di non vedere: è stato accusato di corruzione passiva e di riciclaggio sulla base di prove inventate o vere ? La seconda ipotesi è più probabile, perchè la vicenda di Lula è incastonata in altre decine di casi di corruzione e malversazione che hanno fatto emergere un sistema di potere radicato e diffuso a cui la politica per un decennio ha prestato copertura.

Lula ha cercato di sfuggire in tutti i modi alla giustizia brasiliana, facendosi anche nominare capo dello staff presidenziale dalla Rousseff prima che questa cadesse in disgrazia anch'essa per storie di corruzione.

Ora il mitico Lula, il presidente sindacalista, l'uomo che ha incarnato in America Latina più di ogni altro la via riformista e l'emancipazione di un popolo intero, sta giocando la sua ultima carta, quella della drammatizzazione del suo caso per poter suscitare una onda emotiva tanto grande da poter influenzare le prossime elezioni presidenziali di ottobre, a cui certamente non potrà partecipare ma che certamente spera di condizionare.

Lula dal carcere può mobilitare i settori sindacali rimasti legati al PT e scambiare il suo sostegno politico a quel candidato che gli garantirà l'amnistia o la grazia quando assumerà la carica di presidente.

Consegnarsi alla giustizia alla testa di un corteo di popolo sarebbe una scenografia di grande effetto per la prossima campagna elettorale.

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04/04/2018

l'Italia alla ricerca dell'unico governo possibile

Senza alcuna fretta, nonostante i problemi sociali ed economici, il nuovo Parlamento uscito dal voto del 4 marzo verrà "consultato" dal Presidente Mattarella per capire se e quale governo ci sarà.

 

Gli elettori hanno scombussolato tutti i piani prevedibili fino a qualche mese fa e in particolare hanno decretato la fine del bipolarismo venticinquennale nella versione Renzi-Berlusconi.

Ma nonostante una legge insulsa e ricamata per favorire l'accordo PD-Forza Italia, il voto degli italiani produrrà un governo espresso dai due partiti che hanno vinto le elezioni, M5S e Lega.

Nessuna altra ipotesi è realizzabile, o perché numericamente impossibile oppure perché politicamente impraticabile. A quest'ultima categoria appartiene sia l'ipotesi di una alleanza M5S - PD, propugnata da larga parte dei primi e da una minoranza dei secondi, sia quella di un'alleanza tra M5S e tutto il centrodestra.

La prima sarebbe una associazione numericamente risicata che richiederebbe che tutto il PD appoggi un governo a guida Di Maio ma questo è impossibile perché la maggioranza dei parlamentari sono renziani e Renzi è di fatto ancora il dominus del PD.

Una maggioranza formata da tutto il centrodestra e M5S sarebbe altrettanto improbabile, perché i 5Stelle non accetterebbero mai di fare da stampella a Salvini e Berlusconi e anzi hanno capito che possono far leva sulle rivalità tra i due. Da qui nasce l'idea, per quanto difficile ma semplice, di un "contratto" di programma tra Di Maio e i leghisti, senza Berlusconi.

Se non sarà così Mattarella minaccerà di sciogliere le Camere e di andare a votare a ottobre, ma c'è da scommettere che a quel punto - nella prima metà di maggio - tutto il Parlamento farà il tifo per le nozze di governo M5S - Lega. Con Luigi Di Maio primo ministro e Matteo Salvini ministro degli Interni.

Piaccia o non piaccia è la fotografia del voto del 4 marzo.



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31/03/2018

I misteri di Bardonecchia

Perché un gruppo di agenti della polizia doganale francese sequestra vicino Bardonecchia un nigeriano su un treno che lo porta verso Napoli ?

Perché lo sottopongono al test delle urine dentro la toilette di un locale della stazione che da anni era inutilizzato e che ora accoglieva i volontari di una ong che assiste i migranti? il nigeriano inseguito dai francesi (risultato negativo al test delle urine) era uno spacciatore o un consumatore di droghe ?

Perché non avevano preavvisato le autorità italiane di quanto si accingevano a fare ? A questi interrogativi i francesi rispondono con il loro ministro de l’Action et des Comptes publics, Gérald Darmanin una specie di Alfano d'Oltralpe mentre la stampa nazionale, da Le Figaro a Le Monde, non cita l'episodio nemmeno nei trafiletti interni, e non riporta neppure la notizia che l'ambasciatore francese a Roma è stato convocato alla Farnesina per fornire spiegazione sull'accaduto.

Perché mentre in Italia tutti i partiti, la stampa e l'opinione pubblica chiedono di lavare l'onta di Bardonecchia, in Francia nessuno si degna di darne notizia ? forse non hanno ancora capito che la Farnesina non è una soubrette televisiva ma il nome della piazza su cui affaccia il palazzo dove dovrebbe lavorare il ministro degli Esteri che però non c'è, perchè quello nuovo non si sa chi sarà e quello vecchio (Alfano) non c'è più perchè da tempo si dedica ad altro.

La verità è che i Francesi non hanno tempo per occuparsi di fattarelli come quello di Bardonecchia, loro sono En Marché con Napoleone Macron e non possono farsi distrarre dalle diatribe italiane.

PS: Matteo Salvini non faccia il furbo, perché a lui di un nigeriano sequestrato in un bagno di Bardonecchia non interessa più di tanto ma cerca solo un pretesto per fare propaganda a favore di Putin, dopo le sanzioni per il caso Skripal: "Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi!".

 

 

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30/03/2018

Israele fa STRAGE di Palestinesi nel Land Day

17 morti e più di mille feriti e' il bilancio provvisorio della strage compiuta dall'esercito israeliano nel giorno della"marcia del Ritorno" per commemorareil Land Day del 1976 quando furono uccisi 7 palestinesi.

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28/03/2018

Xi Jong Un

Kim Jong Un, dittatore della Corea del Nord, ha incontrato "da turista" il dittatore cinese Xi Jinping.

La visita del coreano infatti è stata classificata come "non ufficiale" dalle autorità di Pechino, ma ciò non ha impedito ai due di mettere in scena un siparietto previsto per le visite di Stato più importanti.

Si è parlato ovviamente della situazione di crisi "nucleare" e dei previsti incontri tra nord e sud coreani con la probabile apparizione di Trump.

L'agenzia ufficiale cinese spiega, a modo suo, i motivi dell'incontro:

 

"Allo stato attuale, la situazione della penisola coreana si sta sviluppando rapidamente e molti importanti cambiamenti hanno avuto luogo, ha detto Kim, aggiungendo che ha ritenuto opportuno arrivare in tempo per informare il Segretario generale compagno Xi Jinping di persona della situazione per spirito di cameratismo e senso di responsabilità."

 

.....

La Cina invita tutte le parti a sostenere il miglioramento dei legami inter-coreani e adoperarsi concretamente per facilitare i colloqui di pace, ha detto Xi,  sottolineando che la Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo sulla questione e collaborerà con tutte le parti, inclusa la Corea del Nord, verso il disgelo della situazione sulla penisola.

Kim ha detto che la situazione nella penisola coreana sta iniziando a migliorare, dal momento che la Corea del Nord ha preso l'iniziativa per allentare le tensioni e presentare proposte per i colloqui di pace.

"La nostra posizione coerente è impegnata a denuclearizzare la penisola, in accordo con la volontà del compianto presidente Kim Il Sung e del segretario generale Kim Jong Il", ha affermato.

Kim ha detto che la Corea del Nord è determinata a trasformare i legami intercoreani in un rapporto di riconciliazione e cooperazione e a tenere il vertice tra i capi delle due parti.

La RPDC è disposta a dialogare con gli Stati Uniti e a tenere un vertice dei due paesi, ha affermato.

"La questione della denuclearizzazione della penisola coreana può essere risolta, se la Corea del Sud e gli Stati Uniti rispondono ai nostri sforzi con buona volontà, creano un'atmosfera di pace e stabilità prendendo misure progressiste e sincrone per la realizzazione della pace", ha affermato Kim.

 

 

A giudicare dal contesto, la visita "non ufficiale" di Kim a Xi sembrerebbe essere stata chiesta e organizzata dal coreano per consolidare le posizioni raggiunte, dopo aver dimostrato a tutto il mondo di poter lanciare missili balistici intercontinentali con  testata nucleare e di potersi quindi sedere al tavolo delle trattative da posizioni di forza.

Raggiunto lo scopo, ora può "impegnarsi a denuclearizzare la penisola" a condizione che gli americani tolgano le sanzioni economiche e chiudano le basi militari a sud.

Ma anche a Xi Jinping torna utile partecipare al nuovo corso coreano, sia per



rimarcare l'influenza cinese sulla penisola sia per aggiungere altri tasselli a proprio vantaggio nella cornice di scontro con Trump sui dazi commerciali.

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26/03/2018

Se la MERKEL ripete la storia contro la Catalogna ...

Molti hanno paragonato la situazione di Carles Puigdemont, dopo l'arresto in Germania, con la vicenda di Lluís Companys i Jover , Presidente del Parlamento Catalano prima dell'ascesa al potere del dittatore Franco, esule in Francia nel 1940 dove fu catturato dai nazisti della Gestapo, consegnato al regime di Madrid e fucilato.

da Wikipedia:

... Alle 6.45 della mattina del 15 ottobre 1940, nel fossato di Santa Eulàlia del castello di Montjuïc, Companys fu fucilato dai militari franchisti.

« Assassineu un home honrat. Per Catalunya!!! (State assassinando un uomo onesto. Viva la Catalogna) »

(Lluís Companys)

 

Sono passati quasi 80 anni e nessuno può paragonare la cupezza e la violenza di quei tempi con la situazione attuale dell'Europa e della Spagna. Ma è pur vero che le storie e i sentimenti di una comunità non si cancellano facilmente e possono addirittura riaccendersi, anche solo per darsi forza e reagire a quello che si ritiene un sopruso insopportabile.

La cancelliera Angela Merkel non avrebbe mai dovuto acconsentire che sul suolo tedesco venisse arrestato Carles Puigdemont, esponente politico eletto da milioni di catalani, innocuo e libero di circolare per mezza Europa.

La Germania ha consentito con l'arresto di Puigdemont che riaffiorassero i fantasmi degli orrori nazifascisti che rischiano di tramutarsi in un vasto sentimento antigermanico nell'Europa fragile e divisa di questi anni.

Il formalismo giustizialista evocato dal regime corrotto e ottuso di Madrid, nelle due varianti di Mariano Rajoy e Albert Rivera, non deve prevalere sulla ragione della giustizia sociale e della aspirazione pacifica all'autodeterminazione.

Se Angela Merkel consegnerà Carles Puigdemont alla vendetta della giustizia spagnola arrecherà un danno incalcolabile all'immagine della Germania e dell'Unione Europea.

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25/03/2018

Arrestato PUIGDEMONT : Esta Europa es una vergüenza

L'arresto in Germania dell'ex presidente catalano Puigdemont, esponente di punta della rivendicazione indipendentista, fa esplodere un caso politico senza precedenti che mette allo scoperto l'inconsistenza dell'Europa di fronte al problema catalano e alla vergognosa repressione del regime di Madrid contro decine di leader politici.

Carles Puigdemont, da mesi in esilio, stava rientrando dalla Finlandia in Belgio quando è stato fermato e arrestato mentre transitava in auto al confine con la Danimarca.

Decine di migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Barcellona e davanti  alla sede della rappresentanza del Parlamento Europeo, per protesta contro l'arresto, chiedendo la liberazione dei detenuti politici e un pronunciamento chiaro delle istituzioni europee sulla gravissima situazione in Spagna.

"Esta Europa es una vergüenza", questa Europa è una vergogna, gridano i

manifestanti nelle principali città della Catalogna, esprimendo un sentimento di rabbia e delusione contro l'immobilismo e la connivenza delle forze politiche europee di destra e di sinistra.

Come si fa a parlare di Unione Europea, quando un esponente politico democraticamente eletto viene perseguitato nel suo paese e arrestato in un paese membro dell'Unione mentre in altre nazioni europee gli viene concesso il diritto di asilo e la libertà di espressione ?

Puigdemont deve essere liberato, assieme a tutti gli altri politici detenuti nelle carceri di Madrid, e la Spagna di Rajoy e Rivera dovrebbe essere sanzionata per le gravi violazioni alla libertà e alla democrazia, altrimenti il processo di disgregazione europea segnerà un'altra accelerazione.

A chi giova umiliare il popolo catalano ?

 

Persistim.

Seguim amb les mateixes conviccions. Seguim amb fermesa.

Seguim pacíficament i sense violència.

Som gent de pau i volem ser lliures!#LlibertatPresosPolítics#PrimaveraCatalana

— Meritxell Serret (@MeritxellSerret) 25 marzo 2018

Si els alemanys són intelligents, deixaran q el President Puigdemont passi a Bèlgica.

Si no ho fan, si el detenen, es crearan ells mateixos un problema molt gros. I si el detenen i després l'extraditen:

1)  Potser aquesta seràla guspira de la revolta cat

2)  La UE hauràmort

— Ramir De Porrata-D. (@ramirp) 25 marzo 2018

Ayer por la noche en la tv italiana #propagandalive volví a pedir

#llibertatpresospolítics y el fin de la represión en Catalunya: “Estamos ante la política sin alma, cruel, que sólo busca venganza y la derrota del enemigo” Vídeo

pic.twitter.com/Rj1h3jCNHQ

— Ada Colau (@AdaColau) 24 marzo 2018

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25/03/2018

Facebook contro #DeleteFacebook

 

Nel cuore della notte Facebook ha sparato una raffica di SMS sul mio cellulare per "invitarmi" a riaprire il profilo chiuso da anni : "Xxxxy, torna su Facebook cliccando su https://fb.com/l/9TxzdtFbvcdGH86...."

Zuckerberg deve essere proprio in difficoltà se ha deciso di lanciare una simile campagna. Capisco che il titolo Facebook a Wall Street ha perso il 14% (75 miliardi di dollari) dall'inizio dello scandalo Cambridge Analytica, Facebook’s week of shame: the Cambridge Analytica fallout, ma spero che non si illudano di rifarsi con il sottoscritto, che da anni ha deciso di non farsi spiare e invadere dalle aziende a cui Facebook vende i nostri dati privati, dai biscotti per cani agli "agenti nervini" di Trumputin. #DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFaceb ook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook ....

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24/03/2018

Il caso ITALIA

Credevo di aver esagerato nel titolo del post del 4 marzo "elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra". Quest'ultimo giudizio nei giorni successivi non aveva elementi visibili di conferma: la Lega di Salvini aveva preso più voti del partito di Berlusconi ma tutto sommato non sembrava che l'evento potesse mettere in crisi un'alleanza basata su evidenti e reciproche convenienze. Meditavo di correggere il tiro e mestamente mi accingevo a constatare che il Caimano aveva ancora una volta imposto il suo cinico metodo con la richiesta di eleggere alla presidenza del Senato il fido condannato Romani con il solo scopo di umiliare Salvini e soprattutto i 5 Stelle.

Il segno della sua egemonia, nonostante la sconfitta elettorale, avrebbe dato un'impronta all'inizio della nuova Legislatura.

Ma Luigi Di Maio ha ribaltato il tavolo e Salvini ha avuto il coraggio di sfidare Berlusconi in un braccio di ferro per la leadership del centrodestra, con la mossa a sorpresa del voto alla Bernini che ha fatto scattare la reazione rabbiosa della vecchia guardia di Forza Italia, seguita poi da una precipitosa ritirata quando si sono resi conto che il boss leghista poteva (se voleva) fare a meno di loro. Ma gli insulti e le minacce hanno svelato a tutti che il centrodestra o è a guida leghista oppure non esiste.

E quindi avevo visto giusto la sera del 4 marzo: il "caos nel centrodestra" è il fatto nuovo della nuova stagione politica italiana, assieme ovviamente alla sconfitta epocale del centrosinistra e di Renzi.

Forza Italia sorpassata e fagocitata dalla Lega non ha praticamente alcun futuro, a meno che non si accontenti di vivacchiare all'ombra di Salvini, cedendogli l'egemonia che per un quarto di secolo è stata di Berlusconi.

Nei retroscena che hanno accompagnato l'elezione del presidente del Senato si è consumato il tramonto definitivo del berlusconismo, anche nella sua nuova versione di "ammaestratore di populisti" per conto dei tecnocrati europei. Se Salvini gli garantisce di curare i suoi interessi privati, il cavaliere scioglierà il partito-azienda e salirà sul carro leghista. Quasi tutti i suoi maggiordomi lo seguiranno.

Adesso la coppia M5S-Lega comincia davvero a far paura a chi pensava di poterli comunque condizionare con le astuzie del vecchio establishment e l'Italia è davvero il primo vero preoccupante caso di anomalia politica dirompente nel panorama europeo.

E' nato il "caso Italia".

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19/03/2018

Il Club dei Dittatori si complimenta con PUTIN

La scontatissima rielezione diVladimir Putin, ormai noto come l'Agente Nervino Dalla Russia con Amore, ha scatenato una corsa ai"Complimenti!" da parte di tutti i dittatori del Mondo.

In prima fila il neoboss a vita Xi Jinping, secondo il quale la "collaborazione Tra Russia e Cina rappresenta un modello di costruzione del nuovo tipo di relazioni internazionali".

Dato per scontato il plauso del macellaio siriano Assad, nel Medio Oriente spiccano le felicitazioni del torturatore egiziano Al Sisi e dei due regimi islamici opposti, Arabia Saudita e Iran.

Dall'America Latina l'affamatore venezuelano Nicolas Maduro "si congratula con il Presidente Putin e con il glorioso popolo di Russia per la grande dimostrazione di civiltà, consapevolezza e profonda vocazione alla democrazia !!!!!???", assieme al preistorico cubano Raoul Castro e al post moderno boliviano Evo Morales.

E' attesa a breve una dichiarazione del fraterno popolo Nord Coreano per bocca del suo illuminato faro Kim Jong-un.

Donald Trump non ha ancora potuto twittare le sue felicitazioni, per colpa del divieto di McMuster e del perfido inquisitore del Russiagate Mueller. Entrambi saranno quanto prima licenziati.



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18/03/2018

Chiedete a FACEBOOK per chi dovete votare

Doveva essere solo un esperimento, poi un business e alla fine è diventato un modo occulto di manipolare le scelte elettorali.Grazie ad un software che analizza i vostri Like su Facebook, alcune aziende sono in grado di spiare e orientare le vostre opinioni, spingervi a votare per uno piuttosto che per un altro.

A denunciarlo, con tanto di prove, è il The Guardian, grazie alle rivelazioni del whistleblower Christopher Wylie che racconta come il sistema sia stato testato con successo dalla Cambridge Analytica, azienda legata agli ambienti attorno al guru della destra americana Steve Bannon, per poi essere usato in occasione del referendum inglese e delle elezioni USA.

Dal The Guardian:

Wylie oversaw what may have been the first critical breach. Aged 24, while studying for a PhD in fashion trend forecasting, he came up with a plan to harvest the Facebook profiles of millions of people in the US, and to use their private and personal information to create sophisticated psychological and political profiles.

And then target them with political ads designed to work on their particular psychological makeup.

"We ‘broke’ Facebook," he says.

And he did it on behalf of his new boss, Steve Bannon.

"Is it fair to say you ‘hacked’ Facebook?" I ask him one night.

He hesitates. "I’ll point out that I assumed it was entirely legal and above board." Last month, Facebook’s UK director of policy, Simon Milner, told British MPs on a select committee inquiry into fake news, chaired by Conservative MP Damian Collins, that Cambridge Analytica did not have Facebook data. The official Hansard extract reads:

Christian Matheson (MP for Chester): "Have you ever passed any user information over to Cambridge Analytica or any of its associated companies?"

Simon Milner: "No."

Matheson: "But they do hold a large chunk of Facebook’s user data, don’t they?" Milner: "No. They may have lots of data, but it will not be Facebook user data. It may be data about people who are on Facebook that they have gathered themselves, but it is not data that we have provided."

 

Il sistema di Cambridge Analytica sarebbe quindi "legale" o comunque "non illegale" e non coinvolgerebbe alcuna responsabilità diretta da parte di Facebook ?

In sintesi, il software messo a punto dall'azienda in cui lavorava Wylie "catturava" i post di milioni di profili Facebook, ne analizzava i Like e ne traeva le conseguenze, con algoritmi che via via affinavano le capacità predittive. Tutto questo avrebbe consentito ad un'altra società, la Global Science Research di proprietà di un professore di Cambridge, Aleksandr Kogan, di mettere in piedi un business a favore di ambienti legati a Steve Bannon.

Wylie has a copy of an executed contract, dated 4 June 2014, which confirms that SCL, the parent company of Cambridge Analytica, entered into a commercial arrangement with a company called Global Science Research (GSR), owned by Cambridge-based academic Aleksandr Kogan, specifically premised on the harvesting and processing of Facebook data, so that it could be matched to personality traits and voter rolls.



......

What the email correspondence between Cambridge Analytica employees and Kogan shows is that Kogan had collected millions of profiles in a matter of weeks. But neither Wylie nor anyone else at Cambridge Analytica had checked that it was legal. It certainly wasn’t authorised. Kogan did have permission to pull Facebook data, but for academic purposes only. What’s more, under British data protection laws, it’s illegal for personal data to be sold to a third party without consent. "Facebook could see it was happening," says Wylie. "Their security protocols were triggered because Kogan’s apps were pulling this enormous amount of data, but apparently Kogan told them it was for academic use. So they were like, ‘Fine’." Kogan maintains that everything he did was legal and he had a "close working relationship" with Facebook, which had granted him permission for his apps.

Cambridge Analytica had its data. This was the foundation of everything it did

next– how it extracted psychological insights from the "seeders" and then built an algorithm to profile millions more.

 

 

Parafrasando l'ovvio, la denuncia del Guardian apre nuovi e inquietanti interrogativi. E in attesa dei necessari chiarimenti da parte di Zuckerberg, astenetevi dal cliccare LIKE su Facebook.

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17/03/2018

Perché Napoleone Macron è preoccupato dell'Italia

Il presidente francese Macron e l'eterna cancelliera tedesca Merkel ci hanno fatto sapere di essere preoccupati, anzi angosciati, dall'esito " ... delle elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi" cioè M5S e Lega.

E per questo secondo loro l’Unione Europea dovrà avere una trazione (supremazia) ancor più franco-tedesca. "Le elezioni italiane hanno scosso il contesto europeo" ha detto l'aspirante Napoleone. Che poi ha specificato: "Il lavoro che ci aspetta è importante in un contesto europeo profondamente scosso dopo la Brexit e profondamente scosso dopo le elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi... e toccare con mano, nello stesso tempo, le conseguenze di una duratura crisi economica e delle sfide migratorie a cui non siamo stati in grado di rispondere".

Originale intuizione, di cui non saremmo stati capaci se non ci avessero illuminato Napoleone Macron e Bismerkel che avvierannouna "road map chiara e ambiziosa entro giungo" per rifondare l’Unione. "È indispensabile costruire questa nuova ambizione per l’Europa" ha aggiunto la cancelliera. "Nel trimestre che si apre abbiamo molte cose da fare, si tratta di un lavoro indispensabile, ancora più indispensabile di qualche mese fa…"

In Italia le dichiarazioni di Macron-Merkel sono scivolate sul dibattito post elettorale, trattate con la rituale enfasi ma anche con incertezza:

perchè Francia e Germania si scagliano contro l'esito del voto italiano, sapendo che comunque, in qualsiasi caso dovranno incontrarsi e trattare o con Di Maio o con Salvini o con entrambi ?

quale credibilità hanno le loro promesse di molte cose da fare? vogliono togliere i migranti dall'Italia e ospitarli nelle loro città, e destinare più fondi per il Mezzogiorno e smetterla di fare shopping di aziende importanti ?

Niente di tutto questo.

Le "preoccupazioni" di MacronMerkel hanno un unico obbiettivo: come isolare il fenomeno italiano, ad un anno dalle elezioni europee, per evitare il contagio nei loro rispettivi paesi e oltre.

Trai due è Macron che scalpita più di tutti per mettersi alla testa delle truppe che dovranno ingaggiare battaglia contro i populisti.

Il suo piano prevede di replicare in tutta Europa quello che ha realizzato in Francia: distruggere il partito socialista e il repubblicano, cioè i partiti tradizionali ed egemoni nel parlamento europeo, e affermarsi con un movimento tipo "En Marche!", colonizzando politicamente le regioni più instabili dell'Unione Europea come la Spagna e l'Italia.

Oltre i Pirenei ha già pronta l'alleanza con i Ciudadanos di Albert Rivera per rottamare il PP e il PSOE mentre in Italia sperava in una situazione transitoria con Gentiloni-Tajani per prendere tempo e trovare una più valida alternativa.

Gli italiani lo hanno deluso ma soprattutto hanno reso molto più difficile il suo progetto.

A meno che non metta davvero in atto le promesse di "rinnovare l'Europa", non con le chiacchiere ma con i soldi e le vere solidarietà: distribuire davvero il carico delle immigrazioni, destinare davvero più risorse economiche all'Italia. Subito, e senza aspettare la futura campagna elettorale nella primavera del 2019.



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16/03/2018

Putin ha ordinato l'uso del nervino a Londra

Secondo il Ministro degli Esteri britannico Boris Johnson non ci sono dubbi che il presidente russo Vladimir Putin abbia dato personalmente l'ordine di utilizzare un agente nervino per cercare di uccidere l'ex spia Sergei Skripal e sua figlia Yulia.

Si tratta dell'accusa più diretta contro il leader russo in quello che ormai è diventato un fronte di guerra vero e proprio tra la Russia e la Gran Bretagna.

Il primo ministro Theresa May questa settimana ha annunciato che 23 diplomatici russi saranno espulsi dalla Gran Bretagna come conseguenza delle responsabilità di Mosca nell'attacco di Salisbury, ma non aveva ancora elementi per accusare direttamente Putin.

E' evidente che le dichiarazioni di Johnson troveranno conferma anche in quelle del primo ministro e alzeranno l'asticella del confronto con i Russi a cui dovranno conformarsi anche i recalcitranti Stati Uniti.

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15/03/2018

Xi Jinping sbeffeggiato in diretta TV

<video controls="controls" width="494" height="247"><source "/video/Chinese% 20reporter%27s%20dramatic%20eye%20roll.mp4" type="video/mp4" /></video> Nella Cina ipercensurata e sottomessa al Boss Eterno Xi Jinping, accade che la reporter Liang Xiangyi della TV Yicai Media ruota gli occhi in segno di disapprovazione mentre un'altra giornalista fa una sviolinata a favore del regime durante la sessione annuale del Congresso del Popolo.

Il video è stato immediatamente censurato ma il colpo lanciato dalla coraggiosa Liang Xiangyi era ormai andato a segno.

E' superfluo annotare che Liang Xiangyi è sotto inchiesta per oltraggio e sovversione.



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13/03/2018

POMPEO il guerrafondaio alla guida della diplomazia USA

Come previsto Trump ha licenziato il suo Segretario di Stato Rex Tillerson, colpevole di non aver seguito la linea di scontro con l'Iran e per aver dato del "moron" - idiota - al Presidente USA.

All'ex capo della Exxon non è stato concesso nemmeno l'onore e il tempo di dimettersi, segno che Trump si trova nella fase acuta e pericolosa della sua paranoia. Il sostituto di Tillerson sarà Mike Pompeo, capo della CIA famoso per le dichiarazioni pubbliche contro l'accordo sul nucleare iraniano.

Per dare il benvenuto al nuovo Segretario di Stato USA, la CIA ha fatto esplodere una bomba mentre passava il convoglio di auto del primo ministro dell'autorità palestinese di Gaza. Nessuna vittima, ma il messaggio è chiaro.

Con il licenziamento di Tillerson, Trump ha quasi completato l'opera di smantellamento del suo staff presidenziale iniziale, di cui resta in carica (ancora per poco) il ministro della Giustizia Jeff Session e il Segretario alla Difesa James Mattis, inamovibile perchè appoggiato dalla lobby militare.



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11/03/2018

Il golpe di XI JINPING, dalla dittatura del Partito alla dittatura personale - 2

Il "congresso del popolo cinese" ha approvato l'emendamento alla Costituzione che consentirà a Xi Jinping di rimanere al potere per tutta la vita.

Al di là delle opinioni dei pochi dissidenti rimasti, anche alcuni osservatori politici pensano che l'idea di Xi Jinping di autoproclamarsi dittatore a vita possa essere un pericolo per la stabilità del regime cinese.

Da http://chinamediaproject.org/2018/02/28/li-datongs-open-letter/

The following open letter was posted to WeChat on February 26, 2018, by Li Datong

(李大同), the former top editor of Freezing Point, a respected supplement of the China Youth Daily newspaper. The letter has been one of the most prominent voices of

criticism in the wake of the announcement that China would eliminate term limits for the president and vice-president, paving the way for Xi Jinping to serve beyond the end of his current term in 2023.

To: Xu Tao (徐韬), Ren Ming (任鸣), Yang Yuanqing (杨元庆), Chen Jining (陈吉宁)

and the rest of the 55 Beijing delegates to the National People's Congress.

Greetings All!

I am a Chinese citizen, and a voter in Beijing. You are delegates chosen by us, and you represent us in political deliberations and in political action — and you represent us in exercising the right to vote (表决权).

After speaking with many other voters who are of the same opinion as me and

reaching common agreement, I decided to make an urgent call to you, urging you to enter dissenting votes during the 13th session of the National People's Congress that is about to take place, overruling the decision taken by the Party's Central Committee concerning the amendment of Article 14 of the Constitution to abolish term limits for the president.

As I understand it, the stipulation in the 1982 Constitution that the national leaders of China may not serve for more than two terms in office was political reform measure taken by the Chinese Communist Party and the people of China after the immense suffering wrought by the Cultural Revolution. This was the highest and most effective legal restriction preventing personal dictatorship and personal domination of the Party and the government, and it was a major point of progress in raising the level of  political civilization in China, in line with historical trends. It was also one of the most important political legacies of Deng Xiaoping. China can only move forward on this foundation, and there is emphatically no reason to move in the reverse direction.

Removing term limitations on national leaders will subject us to the ridicule of the

civilized nations of the world. It means moving backward into history, and planting the seed once again of chaos in China, causing untold damage.

I ask you please to take the greatest interests of the Chinese people into consideration first and foremost, earnestly considering our request and submitting your dissenting vote — for the long-term peace and stability of China, and for the preservation of political civilization in China.

Respectfully,

The Citizens (公民敬礼) Signed,

Li Datong (李大同)




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09/03/2018

Kim Trump-un

 

Dal New York TimesTrump Accepts North Korea’s Invitation to Discuss Its Nuclear Program

WASHINGTON — North Korea’s leader, Kim Jong-un, has invited President Trump to meet for negotiations over its nuclear program, an audacious diplomatic overture that would bring together two strong-willed, idiosyncratic leaders who have traded threats of war.

The White House said that Mr. Trump had accepted the invitation, and Chung Eui- yong, a South Korean official who conveyed it, told reporters that the president would meet with Mr. Kim within two months.

da CNNAn opportunity ... or a trapTalks bombshell sets up stunning Kim-Trump summit

Washington (CNN)President Donald Trump's stunning decision to meet Kim Jong Un sets up the prospect of the most mind-boggling diplomatic summit in modern history. Trump, a reality star turned convention busting President, has dubbed Kim "Little Rocket Man" and threatened to rain fire and fury over North Korea, raising fears of a devastating war across the world's last Cold War frontier.

Kim, a portly 30-something whose state media recently blasted Trump as a "lunatic mean old trickster and human reject" presides over a prison state, purges his foes and has vowed to obliterate the US in a nuclear cloud.

The meeting, announced by a South Korean delegation at the White House on Thursday night, would, if it goes ahead, mark an unmatched moment of history in the 70-year standoff between the US and the isolated state.

In the short term, a meeting could defuse the spiraling tensions between the US and North Korea that have raised fears the two nations are on an accelerating slide to a clash that could kill millions on the Korean peninsula.

Da Al JazeeraTrump accepts invitation to meet North Korea's Kim Jong-un

US president says Kim offered talks on denuclearisation and promised to halt missile testing during negotiations.

Da Asahi ShimbunTrump says he'll meet with North Korea's Kim Jong Un

After months of trading insults and threats of nuclear annihilation, President Donald Trump agreed to meet with North Korean leader Kim Jung Un by the end of May to negotiate an end to Pyongyang's nuclear weapons program, South Korean and U.S. officials said Thursday. No sitting American president has ever met with a North Korea leader.

The meeting would be unprecedented during seven decades of animosity between the U.S. and North Korea. The countries remain in a state of war because the 1950-53 Korean War ended with an armistice and not a peace treaty.

"Great progress being made," Trump tweeted after the South Korean national security director, Chung Eui-yong, announced the plans to reporters in a hastily called




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06/03/2018

Renzi cacciato via dagli elettori ma non se ne vuole andare

Con il solito sorriso beffardo alternato a sguardi minacciosi Matteo Renzi annuncia dimissioni finte e lancia minacce e critiche a tutti, a cominciare da Mattarella per finire con Gentiloni, senza pronunciare neppure una parola di autocritica, dopo aver portato il PD al disastro storico del 4 marzo.

Ha detto di voler restare in carica in carica fino a quando ci sarà un governo (!). Immaginiamo con quale credibilità e autorevolezza potrà guidare la delegazione PD nelle trattative e nei colloqui con le altre forze politiche le quali si chiederanno con chi stanno discutendo e per quale motivo dovrebbero parlare con uno zombi dimissionario.

Renzi vuole tenere in ostaggio quel che resta del suo partito per il solo gusto di vendicarsi o perché ha in mente di trascinarsi in una nuova avventura portandosi dietro quante più truppe parlamentari?

I soliti maligni lo vedono già nei panni del Verdini a fare da stampella per un governo di centrodestra, contro il resto del suo (ex) partito che cerca di fare un accordo con i CinqueStelle.

Il voto del 4 marzo è andato oltre le previsioni nello sconquassare il quadro politico

già traballante dopo il referendum del 2016.

Di colpo tutte le ipotesi che potevano più o meno essere gestibili dall'establishment di potere (sia dentro che fuori l'Italia) sono state spazzate via. La riedizione di Gentiloni, nella duplice ipotesi di un governo di "scopo" o di una maggioranza Renzi-Berlusconi, non esiste nemmeno nel mondo dei sogni. Il PD è vicino al collasso totale, Renzi è stato cacciato definitivamente dal palcoscenico politico, e i suoi seguaci sono allo sbando. Berlusconi ha perso l'ultima sfida possibile, prima che la condanna del tempo si sommi a quella della giustizia, e anche la sua creatura Forza Italia è destinata all'autosciglimento e/o alla subalternità nei confronti della Lega di Salvini.

L'incubo dei 5Stelle al governo con Luigi Di Maio non è solo un brutto sogno per le tecnocrazie del continente europeo, bensì un ostacolo duro contro cui sono andati a sbattere i Macron - Merkel - Junker - Draghi. Quest'ultimo ha perso due volte perchè tutti e due gli schieramenti che lo avevano sostenuto nell'incarico alla BCE hanno perso e perchè dovrà continuare a comprare titoli di stato italiani con un governo a trazione populista.

La longa manus di Draghi nella gestione delle principali crisi politiche europee è ormai paralizzata, i soldi stampati per sostenere il debito del governo italiano non sono bastati a farlo vincere contro Di Maio-Salvini.

Il terremoto italiano è arrivato a Bruxelles. Il Parlamento europeo attualmente in carica è l'espressione della sua stessa inutilità. Da quando il PD vi era entrato con Renzi e il suo 40% dei voti, i laburisti inglesi non ci sono più, i socialisti francesi sono scomparsi e quelli spagnoli sono in crisi, i socialdemocratici tedeschi ridotti a fare da scendiletto sempre più logoro per la Merkel. Un parlamento normale si sarebbe auto- disciolto, mentre quello europeo continuerà a fare finta che nulla sia accaduto, aggravando ancora di più la sensazione di odioso distacco tra il potere politico e i bisogni della gente.

Le soluzioni possibili alla crisi di sistema che si è aperta in Italia passano attraverso alcuni "traumi" che non sarà facile prevedere e gestire. Lo sfaldamento del PD, andato via Renzi, potrebbe giovare ai 5Stelle per ottenere un sostegno parlamentare di breve periodo ?

Salvini non è Berlusconi al quale non sarebbero mancati mezzi e argomenti per

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04/03/2018

elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra

Gli exit poll indicano ilMovimento 5 Stelle come primo partito con oltre il 30%. Il centrodestra a guida Salvini è la coalizione con più parlamentari. Crolla il PD di Renzi e tutto il centrosinistra. Perde anche Berlusconi.

Il PD attorno al 20%, Liberi e Uguali al 5%.

Nel centrodestra la Lega supera Forza Italia e Salvini si proclama capo del futuro governo.

Al Sud Di Maio fa il pieno.Come previsto, non c'è una chiara maggioranza di governo. Il terremoto italiano fa tremare i grattacieli di Francoforte e Bruxelles.



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03/03/2018

perché il voto a M5S

Si vota in Italia, al termine di una insipida e bugiarda campagna elettorale. L'establishment ha diverse opzioni, chi gli si oppone ne ha una sola: il voto al Movimento 5 Stelle.

Il sistema elettorale messo in piedi nemmeno un anno fa da Renzi, Salvini e Berlusconi non garantisce una governabilità trasparente ma favorisce gli accordi e i voltafaccia post elettorali.

Il pasticcio è talmente evidente che molti avanzano l'ipotesi di un "governo di scopo" per cambiare la legge elettorale e andare di nuovo a votare. Si tratta della ennesima bugia per mascherare un governo Gentiloni-Berlusconi che possa durare fino a quando lo vuole Bruxelles.

Andrò a votare, tra molti dubbi e poche certezze. In fondo, il voto quasi sempre finisce con il diventare un atto istintivo, frutto di considerazioni che poi non reggono la prova di qualche mese.

Tra incerti e astenuti, quasi il 50% degli italiani non trova alcuno slancio nell'andare a votare.

L'altra metà ci va per qualche convenienza immediata, perchè beneficia di quello che l'apparato statale eroga (facendo debiti) o potrebbe erogare nelle tante forme di assistenzialismo, oboli, fenomeni corruttivi, bonus e promesse dell'ultim'ora. Il 60% della popolazione vive più o meno a carico di quello che si definisce Stato, ma che in realtà è diventato un sistema opaco di gestione dell'economia, dell'informazione e del potere.

Un sistema sempre più impermeabile alla società civile ma che ha raffinato nel corso degli ultimi anni le tecniche di manipolazione del consenso e di ricatto istituzionale. O fate così oppure c'è il caos, la fine del vostro mondo e delle vostre sicurezze, per quanto poche.

Non credo che il Movimento Cinque Stelle sia la magica soluzione ai disastri presenti e futuri, anzi potrei scrivere decine di post di critica nei loro confronti. Ma lo voterò perché istintivamente credo che anche queste elezioni si giochino ancora sul fronte pro o contro l'establishment, nelle multiformi varianti di centro destra o sinistra e che i cinquestelle siano tra i pochi attrezzati a combatterli.

Se poi Di Maio e pentastellati dovessero addirittura avere la maggioranza per andare al governo sarà tutta un'altra storia, un capitolo davvero poco banale e meno insipido della prospettiva Gentiloni-Berlusconi.



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28/02/2018

Il golpe di XI JINPING, dalla dittatura del Partito alla dittatura personale

E' bastato eliminare poche parole dalla Costituzione cinese, per trasformare il sistema da una dittatura del Partito a quella di una sola persona, il boss Xi Jinping. Non essendoci più il limite dei due mandati (di cinque anni ciascuno) per la carica di segretario generale e presidente, Xi Jinping potrà essere reincaricato per altri 20 anni e il suo "Pensiero sul Socialismo con le Caratteristiche Cinesi per una Nuova Era" verrà inserito nella Costituzione per ricordarlo in eterno.

Si tratta di una mossa già prevista alla fine dello scorso anno ma che ha provocato forti reazioni nella comunità dei dissidenti, i pochi rimasti a piede libero in Cina e i tanti emigrati all'estero.

Scrive Mo Zhixu ( 莫 之 许) , pseudonimo di Zhao Hui ( 赵晖) su China

Change:

Durante il 19 ° Congresso del Partito nel novembre 2017, non è apparso nessuno nel nuovo comitato permanente del politburo essere il potenziale successore di Xi Jinping, poiché Hu Jintao era a Jiang Zemin, e Xi Jinping era a Hu Jintao. La gente allora aveva già previsto che Xi Jinping avrebbe continuato a rimanere al potere dopo che il suo mandato scadrà tra cinque anni, con l'unico essere sconosciuto: Anche se la proposta di sopprimere il limite di tempo è solo la caduta dell'altra scarpa, ha causato un enorme scalpore. Da ieri, si percepisce una certa disperazione in ogni gruppo di chat su WeChat; le ricerche per "yi-min" (immigrazione) sono aumentate, e le persone hanno discusso su quali paesi possono fuggire.

Vi sono ragioni complesse per cui un tale cambiamento costituzionale ha sconvolto

la società cinese, il più fondamentale è che il limite a due termini sancito nell'attuale Costituzione, che è stata modificata nel 1982, è la configurazione politica ed economica dell'era Deng Xiaoping. Per smantellarla è bastato premere il pulsante di reset per una nuova era.

Il limite di due mandati nella costituzione del 1982 era il risultato della dolorosa revisione della Rivoluzione Culturale da parte della leadership cinese: un leader supremo che aveva il mandato a vita aveva abbastanza tempo per elevare il suo potere ad essere adorato da tutti gli altri, e aveva il potere assoluto sulle vite e sulla morte degli altri. Coloro che hanno pagato il prezzo più alto erano quelli che una volta avevano occupato posizioni elevate. Abolire il mandato a vita e sostituirlo con un termine limitato avrebbe impedito l'emergere di persone come Mao. Era, in primo luogo, una misura di autoprotezione per le alte cariche del partito.

In pratica, tuttavia, il termine limite e l'istituzione della leadership collettiva hanno avuto un effetto maggiore: ridurre efficacemente il potere del leader numero uno. Mentre la Cina ha spostato l'attenzione sullo sviluppo economico, è stata in grado di dare un aspetto pragmatico o persino ragionevole nella sua governance, anche se il regime è rimasto una dittatura. Agli analisti che hanno osservato da vicino la Cina, come i professori Andrew Nathan e David Shambaugh, questa apparizione era un'indicazione della "resilienza" del regime.

Tale aspetto ha offerto alle persone comuni una visione ottimistica del futuro della Cina, assicurando al contempo che il capitale straniero potesse fidarsi del sistema. Questi sono stati i fondamenti psicologici della rapida crescita economica della Cina negli ultimi decenni.

Nel discorso liberale cinese, il tetto dei due mandati è stato considerato un punto di

riferimento della riforma politica, una manifestazione dell'autolimitazione del partito comunista cinese.

Per molto tempo, la classe media emergente della Cina ha voluto perseguire il cambiamento, ma è stata ugualmente spaventata dal caos: cioè, sono insoddisfatti della politica autocratica cinese e sperano che si riformi, ma allo stesso tempo, come beneficiari degli attuali accordi Sei contrario a un cambiamento radicale. I loro interessi acquisiti guidano i loro orientamenti psicologici e li rendono più inclini a sostenere una riforma graduale. In larga misura, il rapido sviluppo e la trasformazione sociale ed economica della Cina hanno avuto luogo in condizioni politiche notevolmente stabili. A parte il credito guadagnato attraverso la cosiddetta "legittimità delle prestazioni", la capacità di adattamento e di riforma del PCC è stata ampiamente accettata ed è un presupposto fondamentale della stabilità politica della Cina.

Riforma graduale - Via col vento

Per questi motivi, l'abolizione del limite ai mandati, mentre prima minacciava chi è al potere, rappresenta il colpo più forte contro la fede nel sistema economico e politico cinese. Questo perché negli ultimi anni il potere di Xi Jinping si è gonfiato enormemente, vanificando la credenza del pubblico nella razionalità di base del dominio comunista. L'annullamento del limite è la goccia che spezzerà la schiena del cammello: ora la leadership è tornata alla regola degli uomini forti e non ci sono limiti al suo potere, e quindi l'apparenza di un regime fondamentalmente pragmatico è stata anche schiacciata.

L'esplosione nelle persone che cercano la frase "immigrazione" è un perfetto esempio del trauma psicologico delle ultime notizie. Il periodo successivo al 1989 vide già una severa sfida alla narrativa dell'autoriforme e dell'adattamento del Partito comunista; ora, quella narrativa sembra basata semplicemente sulle riforme degli anni '80, e in particolare sull'emendamento costituzionale del 1982 che ha visto il limite dei termini implementato per i posti di comando dello stato.

Da quando è salito al potere, Xi Jinping ha aumentato la repressione e il controllo della società, e le prospettive di una riforma graduale non sono più sul tavolo.

L'abolizione del sistema di limiti del termine eliminerebbe completamente la base per le affermazioni sull'adattabilità del PCC e ha trasformato tutte le speranze di una riforma graduale basata su questo argomento in uno scherzo. Questo equivale a una pena di morte per una riforma graduale, tanto efficace quanto il gabinetto di emergenza istituito alla fine della dinastia Qing per occuparsi della rivoluzione Xinhai.

Negli ultimi anni, molte persone insoddisfatte del governo di Xi avevano ancorato le loro speranze a che Xi fosse disabile in una (fittizia) lotta di potere; mentre altri si erano rassegnati ad aspettare fino al 2022 quando consegnava il potere. Ma il consolidamento del potere di Xi al XIX Congresso del Partito ha distrutto il precedente desiderio e l'eliminazione del limite di scadenza ha fatto scoppiare la bolla di quest'ultimo.

Il potere di Xi Jinping e la linea politica che ha perseguito continueranno ora indefinitamente. Ma ancora più importante, le ipotesi di base sulla politica e l'economia della Cina, sul futuro di Xi Jinping e sulle prospettive di riforma, sono state tutte bucate da questo sviluppo.

Ora non ci sono prospettive immediate per il cambiamento. Questo è il motivo per cui quello che è stato un annuncio così sorprendente ha portato a uno shock e a un lamento universale.



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20/02/2018

March for Our Lives on 24 March, Washington DC

We are going to be the kids you read about in textbooks

https://edition.cnn.com/2018/02/17/us/florida-student-emma-gonzalez- speech/index.html

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18/02/2018

prodi berlusconi gentiloni

Romano Prodi sembra che abbia trovato il suo vero erede in Paolo Gentiloni, ex pro tempore di Matteo Renzi ora impegnato a costruire la propria ditta per cercare di tornare al governo dopo le elezioni del 4 marzo.

La sortita di Prodi - non si tratta di una vera e propria discesa in campo - ha il pregio di essere semplice e chiara, senza fraintendimenti: l'appoggio a Gentiloni è in funzione anti Renzi e a favore di un governo di larghe intese con Berlusconi.

Dalla intervista del Corriere della Sera a margine del comizio di Bologna: Gentiloni è la persona giusta per guidare un governo che riformi il Rosatellum?

«Sì. Non per caso la mia sortita dopo nove anni è stata a sostegno di Gentiloni, non è un fatto casuale».

In caso di stallo sosterrebbe un governo di larghe intese con Berlusconi?

«Io ho dato il mio sostegno pieno a un disegno, dopodiché in democrazia tutto dipende dai voti. Il problema dell’Italia è l’instabilità. Quando diventai premier e andai a Berlino per la prima visita ufficiale, il cancelliere Kohl mi abbracciò felice e poi mi chiese "chi viene la prossima volta?". Ormai questo aneddoto lo conoscete a memoria, ma se non chiudiamo questa storia dell’instabilità ci staremo sempre dentro».

Traduzione: dopo il 4 marzo c'è bisogno di un governo gentiloni con l'appoggio di berlusconi e la benedizione di prodi, per fare un paio di anni di sonno tranquillo con la ninna nanna di draghi, raffazzonare una legge elettorale di nuovo maggioritaria, riportare all'ovile i bersani d'alema, e riprendersi dallo shock del perditutto renziano.

Prodi e Berlusconi sono come due vecchi acerrimi nemici che alla fine si ritrovano sullo stesso fronte. Il Professore e il Pornostar, nel nome della realpolitik ovvero mai un governo con i 5Stelle, sfidano il senso dell'imbarazzo e del ridicolo e si lanciano in un nuova sfida per interposta persona, ma questa volta chi vince va bene anche a chi perde.

Il Professore si traveste da Gentiloni, l'ex maggiordomo diventato padrone; il Pornostar si affida a Tajani, faccia a Bruxelles e anima all'amatriciana.

Solo a pensarci, viene voglia di non andare a votare.



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17/02/2018

Russiagate, Mueller mette all'angolo Trump

Il procuratore speciale Robert S. Mueller III, incaricato di far luce sulle interferenze russe durante le elezioni presidenziali USA 2016, ha emesso il primo indictment, atto d'accusa ufficiale, contro 13 cittadini russi - tra i quali il miliardario "cuoco di Putin" - per aver svolto attività illecite finalizzate a manipolare i risultati del voto.

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11/02/2018

Elezioni 4 marzo, la DESTRA ha già vinto

Se c'era bisogno di capire chi e perchè vincerà le elezioni politiche del 4 marzo la risposta è arrivata in modo chiaro e inequivocabile da Macerata: vincerà la destra di Berlusconi-Salvini con la quasi piena soddisfazione dei fedelissimi di Renzi.

Il voto degli italiani, i due terzi che andranno a votare, servirà solo a stabilire se la maggioranza in Parlamento sarà autosufficiente o se dovrà ricorrere a qualche manipolo preso in "prestito" dal PD.

Ad avvalorare questa triste ipotesi non ci sono solo i sondaggi, tutti unanimi nel dare la coalizione di centrodestra vincente grazie ad una legge elettorale idiota voluta da Renzi, ma soprattutto il clima e l'aria che si respira fanno intuire che c'è un'ampia egemonia culturale di destra che accomuna gran parte dello schieramento politico. Il neofascista che ha tentato la strage a Macerata è stato trasformato in un eroe della causa nazionale dalla destra sia estrema che moderata, ma anche dalle prove di impotenza dei rappresentanti di governo e delle istituzioni locali.

L'unica incertezza nella vittoria del buio dejavu è rappresentata da chi raccoglierà più voti tra Salvini e Berlusconi.

Se dovesse essere il primo, gli verràfatto capire con le buone o le cattive che non può essere lui il presidente del consiglio ma in cambio riceverà molti posti di potere; se, come sembra, dovesse vincere Berlusconi, a Bruxelles faranno comunque festa e a Francoforte faranno gli straordinari per stampare altra moneta.

Il Movimento 5Stelle si consoleràcon l'effimero primato tra i partiti. Nel futuro Parlamento dovrebbero avere vita facile ad accreditarsi come unica opposizione al governo, ma penso che sarà anche molto alto il rischio dello sfarinamento.

Renzi non ha ancora deciso quale potrebbe essere il risultato più utile per lui e il suo cerchio.

Quello più favorevole, scartata l'eventualità diche il centrosinistra + LeU avvicini la soglia dei 316 seggi, sarebbe un voto senza maggioranze possibili, nel qual caso si andrebbe a mantenere Gentiloni per altri 12 mesi a Palazzo Chigi sorretto da una maggioranza tecnica PD-Forza Italia.

Un governo Gentiloni consentirebbe di gestire il potere in continuitàper preparare nuove elezioni chissà con quale porcata di legge elettorale e rinvierebbe forse la resa dei conti interna al PD alle calende greche.

In alternativa c'èl'ipotesi di un Renzi che, messo in minoranza nel PD, se ne va a cercare fortuna con un nuovo partito personale con il vantaggio di possedere l'80% dei parlamentari eletti.

Anche lui si metterebbe a cantare "non mi avere fatto niente".



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06/02/2018

Niente paura, la festa continua a WALL STREET

Come in un party di vip smodati in cui qualcuno inizia a straparlare e ad agitarsi (troppo anche per le sfrenate abitudini dei cocainomani festaioli) e i padroni di casa si sentono in dovere di buttarli fuori a prendere una boccata d'aria affinchè non disturbino gli altri, così a Wall Street e nelle piazze finanziarie globali i boss della finanza avida e insaziabile hanno iniziato a preoccuparsi del livello di eccessiva euforia, da loro stessi creata, che aveva contagiato i mercati.

Tutti a parole si aspettavano una "correzione", ma nessuno era disposto a scommetterci, tanto che le quotazioni del VIX, l'indice del costo dei derivati di copertura detto anche "indice della paura", era ai minimi storici da mesi, segno che quasi nessuno scommetteva sulla possibilità che con tanta "droga" in corpo i mercati potessero risentirne.

E' bastato un timido accenno della banca centrale americana alla possibilità di una lieve e controllata ascesa dei tassi di interesse - comunque inferiore all'aumento dell'inflazione reale - per mandare in tilt i software di trading automatico che erano ancora posizionati sulle euforiche promesse di Trump e del gotha di Davos.

In pochi giorni il tasso di alcol e droga causato dallo "spaccio continuo" dei banchieri centrali è calato di qualche punto percentuale, quasi nulla rispetto ai livelli raggiunti ma sufficiente per:

far perdere miliardi alle pecore che negli ultimi mesi si erano aggregate al boom delle borse (e dei bitcoin)

far incassare il ricavato agli speculatori / banche che avevano ricevuto la soffiata

giustificare le esose commissioni che l'industria finanziaria estorce ai risparmiatori ("vedete cosa succede a chi non ha un buon consulente?")

Per il momento quindi il crollo di Wall Street è servito solo a far prendere una boccata d'aria ai più esagitati, ma dentro tutti pensano che la festa continua. Nelle ore in cui le Borse mondiali erano prese dal panico, Mario Draghi a Bruxelles rassicurava tutti che lui continuerà a spacciare moneta.

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03/02/2018

Il terrorismo di DESTRA cerca la strage a Macerata

Il raid del neofascista Luca Traini a Macerata è la conferma che anche in Italia la destra razzista e violenta si sente "protetta" da uno schieramento politico più ampio al punto da uscire allo scoperto e cercare l'escalation.

Il leghista-fascista-militante di Salvini non ha esitato a strumentalizzare l'omicidio della giovane Pamela ad opera di un delinquente nigeriano per scatenare una reazione a metà strada tra il terrorismo e l'agitprop. Al posto del megafono ha utilizzato una pistola e invece della piazza ha cercato l'applauso nelle strade per la caccia all'immigrato da ammazzare.

Ha ragione Roberto Saviano su Twitter:

Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro.

— Roberto Saviano (@robertosaviano) 3 febbraio 2018

Credo che il futuro sia stato già ampiamente ipotecato e che le prossime elezioni del 4 marzo ne saranno la tragica riprova.

Salvini si prepara a giocare e a vincere su due tavoli diversi: se il centrodestra vince e ha i numeri per governare da solo, Salvini e le sue truppe si sentiranno ancora più protetti e legittimati nell'utilizzo delle minacce e delle violenze. Se Berlusconi si allea con Renzi per un governo di inciucio nazionale, il boss leghista avrà buon gioco dall'opposizione a scatenarsi su tutto e contro tutti.

Per questo l'estrema destra sta con Salvini, ricambiata.



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02/02/2018

AmazonNO

Ovvero tutti contro Amazon, ma solo a parole.

Appena siè diffusa la notizia che Amazon ha brevettato un dispositivo da mettere al polso ("braccialetto") degli oltre 500.000 dipendenti in tutto il mondo, i politici italiani hanno fatto a gara a commentarla con varie gradazioni di sdegno, in un encomiabile afflato di unità nazionale.

Da Salvini a Boldrini, passando per Gentiloni e Poletti, con il coro unanime dei sindacalisti, tutti hanno ravvisato l'ignobile tentativo di Amazon di schiavizzare i lavoratori, già sottoposti a condizioni precarie e stressanti e ora umiliati con un braccialetto, quasi fossero detenuti, e telecomandati, quasi fossero dei robot.

Qualcuno, senza successo, ha provato a spiegare che si tratta di un sistema di "guida", non di controllo, utile ad aiutare il lavoratore nella ricerca del pacco giusto da smistare entro 24 ore ai consumatori assatanati. Un modo ingegnoso di trasmettere indicazioni, consigli, e forse anche divagazioni; utilizzato volontariamente già da migliaia di persone che lo chiamano smartwatch anzichè braccialetto, anche se in fondo sono la stessa cosa.

Inoltre il braccialetto sarebbe uno strumento più"democratico" e rispettoso se si paragona al "guinzaglio" a cui sono sottoposti le migliaia di addetti ai call center di tutto il mondo.

E nonè più "etico" controllare i ritmi dei lavoratori piuttosto che usarli come cavie per la misurazione dei gas di scarico delle automobili ?

A ben vedere, l'indignazione dei politici, soprattutto in campagna elettorale, è una beffa dentro la beffa, un'ipocrisia come tante altre.

Amazon puòpensare di mettere il braccialetto ai propri dipendenti perchè nel mondo c'è una moltitudine di politici pronti ad abbaiare senza mordere. Grazie a questa schiera di ipocriti planetari, Amazon, come altri, è riuscita ad imporre nei trattati commerciali internazionali tutto quello che le serve per raggiungere e consolidare la posizione di monopolio in quasi tutto l'emisfero. E' riuscita ad evadere le tasse, ad annullare le normative anti-trust, a finanziarsi a costo zero per acquisire altre aziende, altri stabilimenti, altre tecnologie. Amazon è un enorme aspirapolvere di denaro, alimentato dalla sete di consumo di centinaia di milioni di individui, a cui è riuscita a mettere il braccialetto al cervello.

Perchè i politici che criticano e sbraitano non hanno fatto (e non promettono di fare) una legge per mettere un tetto alla quota di mercato di Amazon? una semplice legge per tutelare la concorrenza, come si faceva nell'era preglobalizzazione, e che potrebbe salvare molte aziende commerciali, altrimenti strozzate dalla potenza economica di Amazon.

Ma la lotta agli oligopoli è un argomento troppo NoGlobal, e c'è da scommetere che passate le elezioni i braccialetti di Amazon diventeranno "utili innovazioni tecnologiche" per creare quel "lavoro di qualità" tanto caro a Gentiloni.

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28/01/2018

Cosa hanno in comune VENEZUELA EGITTO RUSSIA e HONG KONG

In questi quattro paesi i cittadini sono chiamati al voto entro i prossimi mesi ma chi si candida a sfidare il boss già al potere viene escluso dalle elezioni e messo in galera. Un sistema "efficace" e sempre più diffuso, utilizzato con successo da Erdogan in Turchia, che garantisce stabilità e non incontra particolari obiezioni negli altri paesi, molti dei quali sono alle prese con condizionamenti e restrizioni delle libertà.

Venezuela: entro fine aprile si dovrebbe votare per scegliere il "nuovo" Presidente della Repubblica che si chiamerà Maduro. Il dittatore venezuelano infatti correrà da solo perchè il suo Tribunale Supremo ha escluso dalla competizione qualsiasi candidato dell'opposizione.

Egitto: Si vota a fine marzo per eleggere il Presidente ma il dittatore Al Sisi ha fatto arrestare l'unico sfidante che si era presentato, l'ex generale Sami Anan, il quale deve ritenersi fortunato di essere stato "solo" arrestato (per ora).

Russia: secondo il copione della farsa elettorale, i russi vanno al voto il 18 marzo. Già da un anno Putin ha sgombrato il campo da ogni possibile avversario in particolare quel Alexey Navalny che da anni lo critica aspramente. Essendo stato arrestato più volte, Navalny è stato escluso dalla possibilità di candidarsi e non è detto che non venga arrestato di nuovo.

Hong Kong: la città che avrebbe dovuto essere uno "Stato nello Stato" e godere di una ampia autonomia dalla mainland Cina è sempre di più sotto la morsa repressiva di Pechino.

Le elezioni legislative locali sono diventate la trincea dello scontro tra lo schieramento democratico-indipendentista e i burocrati rappresentanti degli interessi cinesi.

Non appena i candidati democratici vengono eletti, il governo locale si affretta a destituirli con cavilli formali. L'ultima è stata quella di escludere dalle prossime elezioni Agnes Chow, la candidata di Demosisto - il movimento dei giovani di Joshua Wong e Nathan Law - con la scusa di aver appoggiato la protesta dei suoi compagni eletti ma poi esclusi dal consiglio su decisione del partito comunista.

A questo elenco di esempi non edificanti di regimi potrebbe aggiungersi anche la Spagna, dove è bene ricordarsi che alcuni dei deputati catalani eletti a dicembre sono ancora esclusi dal parlamento perchè in carcere per motivi politici.

Nelle prossime ore la Catalogna potrebbe ripiombare in una nuova crisi istituzionale se Puigdemont, indicato dalla maggioranza indipendentista come futuro Presidente, dovesse rientrare dall'esilio belga a Barcellona e subire un arresto immediato. Rajoy farebbe compagnia a Maduro e C.



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27/01/2018

I metodi di Hitler e Stalin applicati dall'allievo Xi Jinping sugli Uyghur

La provincia dello Xinjiang in Cina sta diventando il più grande laboratorio sulle tecniche di controllo di massa e di soppressione etnica e individuale.

Nella regione vivono gli Uyghur, che con i Cinesi non hanno nulla a che fare per  storia e caratteristiche etnico-religiose, ma essendo stati occupati molte decine di  anni fa, sono diventati un problema dal momento che rivendicano autonomia, rispetto delle proprie tradizioni e soprattutto di non essere oggetto di una silenziosa e inarrestabile "sostituzione" etnica che consiste nel favorire l'insediamento socio- economico nello Xinijang delle popolazioni di origine cinese a scapito di quelle uyghur. E chi si oppone viene imprigionato, "rieducato", o fatto scomparire.

Pochi giorni fa Tom Phillips su The Guardian ha ripreso una denuncia di un Radio Free Asia amplificandone la portata.

sviluppi:https://www.rfa.org/english/news/uyghur/camps-01262018140920.html testimonianze:https://www.nytimes.com/2015/08/01/world/asia/a-voice-from- chinas-uighur-homeland-reporting-from-the-united-states.html

Alla fine dello scorso anno la stampa cinese aveva dato grande enfasi alla notizia che proprio nello Xinjang il regime avrebbe lanciato il più grande sistema di "videosorveglianza" di massa, un progetto di "alta tecnologia" per schedare e controllare milioni di cittadini, ovviamente a fin di bene, per la sicurezza e la lotta al terrorismo ecc.

Ma mancava lo step finale: cosa fare dopo aver schedato e controllato la totalità della popolazione e aver individuato le migliaia di possibili "devianti" pericolosi? semplicemente farli scomparire, come testimoniano le denunce delle organizzazioni  di diritti umani e le testimonianze sempre più numerose.

In questi giorni 120.000 uyghurs - di qualsiasi età, sesso e opinione - sono scomparsi nei "centri di rieducazione".

Migliaia di loro non riappariranno mai più, gli altri saranno ridotti a zombie che cantano inni patriottici e declamano il "pensiero di Xi Jinping".

I vecchi sistemi di Hitler e Stalin e Mao, mutuati e mascherati con il progresso tecnologico.

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25/01/2018

Omicidio REGENI, manca il coraggio di dire la verità

Non è vero che a due anni di distanza dalla fine atroce di Giulio Regeni per mano dei servizi segreti egiziani non si sia ancora arrivati a stabilire la verità.

La verità"vera" si conosce, anche nei dettagli o nelle attendibili ricostruzioni. Manca soltanto la volontà e il coraggio di pronunciare i nomi dei responsabili della morte di Giulio, in primis quello del generale Al-Sisi, dittatore egiziano che era stato messo al corrente del sequestro e non ha mosso un dito per impedirne la tortura e l'assassinio, trattandolo alla stregua delle migliaia di vittime che in Egitto hanno spazzato via ogni parvenza di diritti umani.

Se le responsabilità egiziane, dopo due anni di bugie, montature, depistaggi, finte collaborazioni sono evidenti e testimoniano la colpevolezza del regime, altrettanto cominciano a diventare quelle del governo italiano e degli interessi politico/affaristici che si ingrassano all'ombra delle piramidi.

Nell'estate scorsa Gentiloni aveva inviato un nuovo ambasciatore al Cairo, motivandolo con la scusa di favorire le indagini per arrivare alla verità sull'assassinio di Giulio.

Nonostante l'ambasciatore, le indagini della procura egiziana sono ferme, o girano a vuoto, con l'intenzione esplicita di far passare piùtempo possibile per non disturbare il dittatore e il suo entourage. A fine marzo gli egiziani dovrebbero avvalorare la farsa elettorale proposta da Al Sisi, candidato unico, perchè chi si presenta in competizione viene fatto arrestare o scomparire.

Dispiace leggere le considerazioni di Giuseppe Pignatone, il procuratore italiano che segue il caso Regeni, in una lettera inviata ai giornali nell'anniversario della scomparsa. Rappresentano la logica attendista ed impotente che le autorità italiane si sono date in questo caso. " ... dare il tempo ai colleghi (egiziani) di studiarla e quindi valutare assieme a loro le successive attività da compiere. Un iter complesso, basato sul reciproco spirito di collaborazione. Un metodo che non può avere la speditezza  che tutti noi desidereremmo. Ma è l'unico possibile. ..."

In un paese che dopo quasi 40 anni non ha avuto il coraggio di attribuire le responsabilità della strage di Ustica, perchè dovremmo illuderci di ottenere da un cinico Al Sisi l'accertamento della verità sulla morte di Giulio?

Dopo due anni, la verità vera sull'omicidio Regeni è già emersa, mentre quella sulla volontà del governo italiano di chiamare gli assassini con il loro nome e cognome è ancora tutta da provare.



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22/01/2018

DAVOS è il nuovo look del Potere

Banchieri, economisti, politici, capi di governo, affaristi di ogni latitudine si danno appuntamento a Davos nelle Alpi svizzere per discutere di povertà e disuguaglianze al World Economic Forum 2018.

Quasi sette miliardi di abitanti del Pianeta non sono tra gli invitati di Davos, e quindi possono ritenersi fortunati perchè non correranno il rischio di essere sommersi da   una gigantesca valanga di neve che si potrebbe staccare dalle montagne circostanti...

I "non-invitati" a Davos inoltre risparmieranno molte centinaia di migliaia di dollari procapite, perché a tanto ammonta il costo dell'invito, tra cene, alberghi, sollazzi, guardie del corpo e trasporti, ad occuparsi dei problemi dei poveri, dell'ambiente, del futuro dei giovani e delle donne ecc ecc.

La grande ammucchiata di banchieri, businessmen e politici in terra svizzera ci ricorda l'epoca felice delle grandi feste settecentesche, quelle che ora si scimmiottano soltanto nelle carnevalate di Venezia, e questo rappresenta un altro grande rischio per gli sfortunati partecipanti del World Economic Forum: il pericolo sempre attuale di una rivolta degli esclusi, un populistico assalto alle sembianze multiformi (destra, sinistra, centro) del Potere, un rischio che, per quanto ormai residuale e impopolare, è pur sempre da tenere presente.

Quest'anno ci saranno anche Donald Trump e consorte a portare la croce dei ricchi e potenti, dopo l'esempio dato da Xi Jinping lo scorso anno, e chissà che non gli porti bene come al cinese.

E infine c'è Gentiloni che con il suo incedere ricurvo e lo sguardo spaesato esprime e incarna tutta la sofferenza degli italiani esclusi da Davos.

Qualcuno, molto ingrato, vorrebbe addirittura aprire un'inchiesta su chi ha pagato la partecipazione del nostro presidente del consiglio all'ammucchiata nella neve.

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21/01/2018

SCHULZ condanna la SPD alla scomparsa

Trecentosessantadue dei seicentoquarantadue delegati al congresso straordinario della SPD hanno votato a favore della GroKo - GrosseKoalition - con CDU-CSU di Angela Merkel, a quattro mesi dalle elezioni che avevano sancito la sconfitta del modello di governo che ora si propone di riesumare.

 

 

Il risultato del congresso era scontato, dato che il leader socialdemocratico Schulz e gli esponenti del partito avevano già dato il via libera alla terza riedizione dell'accordo di governo, ma questa volta l'approvazione dei delegati rappresenta in realtà la presa d'atto dell'impotenza politica in cui versa la socialdemocrazia tedesca dopo la disfatta delle elezioni politiche del settembre 2017.

Condannati a dover appoggiare un governo dominato dagli avversari tradizionali, a doversi accontentare di qualche impegno generico e diluito, a doversi umiliare prendendo ordini da Macron, i delegati socialdemocratici hanno ascoltato con freddezza e sarcasmo le parole del loro triste capo.

La SPD si aggrappa al pragmatismo del Potere, agli apparati che governano le regioni e amministrano i centri nevralgici del Paese, e a chi critica la scelta di subalternità ripete l'italico ritornello "ce lo chiede l'Europa".

Il quaranta per cento dei delegati ha votato contro la GroKo e si è schierato con Kevin Kunhert, il leader dei giovani Juso, che difficilmente riuscirà a ribaltare il risultato nel voto degli iscritti a cui spetta l'ultima parola sulla scelta di tornare ad appoggiare un governo a guida Merkel.

Il 40% non è poco, a dimostrazione del diffuso e aperto malcontento che serpeggia tra i "sopravvissuti" alla crisi della SPD, ma non è sufficiente a scalzare l'establishment o a condizionarne le scelte.

Il copione futuro della SPD tedesca rassomiglia molto a quello del PD italiano.



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17/01/2018

KIM JONG-UN è più genius di Trump

La Corea del Nord ha raggiunto l'accordo con quella del Sud per partecipare con una propria delegazione alle prossime Olimpiadi Invernali e addirittura sotto un'unica bandiera che raffigura l'intera Corea riunificata.

 

Se si pensa che fino a due mesi fa si parlava del possibile rischio di un attacco nucleare "preventivo" al regime di Kim Jong-Un, l'accordo di oggi ha del miracoloso, anche se in realtà è la logica tappa della politica del "pazzo" dittatore coreano e segna una sconfitta per Donald Trump e le sue "sparate" militari.

Con il test nucleare del 3 settembre scorso (bomba a idrogeno) e quello missilistico del 28 novembre (balistico intercontinentale con gittata fino al cuore degli USA) Kim Jong-Un ha raggiunto i suoi scopi e ora ritiene di potersi confrontare alla pari con i suoi avversari, porgendo un ramoscello di ulivo e dando prova di buona volontà.

L'occasione storica era a portata di mano con le Olimpiadi a poche centinaia di chilometri dal confine e Kim l'ha raccolta con abilità e prontezza, andando addirittura oltre le aspettative accettando, o forse addirittura suggerendo, la partecipazione congiunta delle due Coree.

La politica aggressiva di Trump è rimasta spiazzata: il Genius ha provato inizialmente ad attribuirsi il merito della svolta di Pyongyang, sostenendo che era il risultato della linea dura adottata dalla Casa Bianca, ma con scarso successo. La verità è che la Corea del Nord è entrata di diritto sia nel club delle potenze nucleari che in quello delle tecnologie missilistiche, cosa che gli consente di chiedere alle diplomazie internazionali "più rispetto" e di sedersi al tavolo delle trattative con il Sud con molta più forza di prima, che userà in gran parte per chiedere la fine delle sanzioni economiche e l'allentamento dell'assedio militare navale degli USA.

Alla Corea del Sud e al suo presidente Moon Jae-in un allentamento della tensione con il Nord è quanto mai utile non solo per attirare l'attenzione sulle mega Olimpiadi ma soprattutto per rilanciare il ruolo di una delle realtà economiche più importanti dell'Asia e del mondo.

E' presto per dire che il "rischio Corea" è terminato, ma è certo che la mossa di Kim Jong-Un sembra a tutti più intelligente di quella di Trump.

 

 

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14/01/2018

Il grande burattinaio delle prossime ELEZIONI in Italia

Una promessa di Matteo Renzi nel 2012

E' iniziata la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 4 marzo prossimo e sembra una farsa, una carnevalata, la rincorsa a chi promette più elargizioni, tagli di tasse, cancellazione di norme impopolari, posti di lavoro, eterna giovinezza.

Il marketing politico suggerisce di spararle grosse a più non posso, e tutti, chi più chi meno, di adeguano: perchè mai ci si dovrebbe limitare nel promettere qualsiasi cosa e di più?

Sembrerebbe che i politici di qualsiasi schieramento abbiano improvvisamente perso  il senso della misura oltre che la ragione. Chi prova a chiedergli se le promesse sono credibili, giuste e realizzabile, riceve insulti e sbeffeggiamenti: "ma allora non hai capito nulla, sei rimasto fermo a cinque anni fa, quando ancora ci si tormentava con lo spread, i vincoli di Maastricht, lo spauracchio della Troika, il debito enorme, l'austerità, il fiscal compact ecc ecc. Non ti sei accorto che è tutto cambiato?"

 

Cosa è cambiato di così sostanziale rispetto a cinque anni fa?

Il ceto politicoè diventato più onesto e competente ? meno corrotto e avido ? Il deficit (quello vero) siè azzerato? il debito (quello vero) si è ridotto ?

Il lavoro (quello vero)è aumentato ? il senso di civismo ed umanità si è accresciuto ?

................

Le risposte (quelle vere) sono NO NO NO ...

solo una cosaè cambiata. La sensazione, anzi la certezza, che nessuno chiederà conto ai politici italiani di quello che hanno fatto e di quello che si apprestano a fare, chiunque di essi debba vincere le elezioni.

E' una sensazione che ha origine nello sfrenato ottimismo sul futuro prossimo. Una euforia generale che trasuda dai commenti, dalle opinioni, dalle notizie, da chiunque apre la bocca, per proporre la ricetta della futura felicità in Italia, per i pensionati e per  i bebè, per i disoccupati e per gli imprenditori, per i contadini e per i pescatori, e per tutti ... nei secoli a venire.

Qualcuno "gufa" e prova a dubitare di tanto ottimismo, o a farlo tornare a livelli più credibili e ragionevoli: dove si troveranno i soldi per far fronte a tutte le promesse fatte e in corso di allestimento ?

Inguaribili pessimisti, bastian contrari, astensionisti, non avete capito che ora i soldi non sono piùun problema ? che ora il coltello dalla parte del manico ce lo abbiamo noi italiani e non più gli avari tedeschi.

Possiamo fare promesse e pensare di mantenerle perchè i debiti ce li compra Mario Draghi, "whatever it takes". La sua BCE ha già comprato più di 350 miliardi di titoli di stato (ovvero debiti) della prima, seconda e terza Repubblica e ha   incoraggiato le banche a fare altrettanto; ha comprato decine di miliardi di titoli di aziende (ovvero debiti) e incoraggia tutti a fare altrettanto. Ha riempito di liquidità   tutto e tutti e per questo gli euroscettici sono scomparsi: a caval donato non si guarda in bocca, e oggi criticare l'euro che scende come manna dal cielo sarebbe altamente impopolare, autolesionista, in ogni parte d'Europa, figuriamoci in Italia.

I politici italiani sanno che Mario Draghi è italiano, conosce il linguaggio e le sue sfumature, recepisce i messaggi cifrati. Mario Draghi non permetterebbe mai che l'Italia finisca nelle mani dei populisti euroscettici, semmai ce ne fossero ancora, e non permetterebbe mai che possa essere governata da onesti incompetenti.

Mario Draghi stampa i soldi e li dà a chi se li "merita". Sarà lui, dopo il 4 marzo, a stabilirlo e a decidere chi dovrà raccontare agli italiani che le promesse fatte erano ... promesse e basta.

In cambio chiederàsolo un piccolo favore: quando il suo mandato in BCE scadrà nel 2019 vorrebbe un posto di lavoro adeguato e sarebbe utile che in quel periodo ci fosse un governo italiano riconoscente.

Un Gentiloni sostenuto da Berlusconi sarebbe il trionfo della perfezione. Chissàche a Mario Draghi non gli riesca di metterlo in scena.

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06/01/2018

C'era una volta il presidente degli stati uniti d'AMERICA

AGGIORNAMENTO:     Discutendo alla Casa Bianca con alcuni deputati le modifiche alle leggi sugli immigrati, Trump ha chiesto: "Why are we having all these people from shithole countries come here?”, definendo Haiti, San Salvador e tutta l'Africa in generale come paesi shithole.

Donald Trump leader dell'estrema destra mondiale

 

Ad un anno dall'insediamento alla Casa Bianca Donald Trump conquista l'unanime appellativo diIdiota, mentre e' iniziata la pubblicazione di libri che descrivono il suo stato di totale incapacità.

Michael Wolff lo intitola "Fire and Fury, inside the Trump White House" e diventa subito un best seller globale.

Una sintesi delle rivelazioni su The Guardian: Michael Wolff's explosive book on Trump: the key revelations.

A parlar male di The Donald sono soprattutto i suoi ex consiglieri piùfidati (quelli ancora in carica tacciono per non correre guai o, come nel caso di Tillerson, rilasciano smentite che sono uguali a conferme) a cominciare dal famigerato stratega similnazista Steve Bannon, il quale tuttavia si è limitato a raccontare episodi già noti, come l'incontro tra il Trump junior e i Russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale.

Il ritratto del presidente degli Stati Uniti d'America che si ricava dalla lettura del libro di Wolff è quello di un "Nerone Americano" come lo ha definito The New Yorker, un imperatore pazzo, vanaglorioso, incapace, ma ossessionato dal bisogno di raffigurarsi potente e ricco.

Ad un anno dall'inizio della presidenza Trump, l'America scopre di non avere un presidente ma un semplice ingombrante idiota che per altri tre anni userà la Casa Bianca per scolarsi più di 15.000 lattine di coca cola e passare altrettante ore davanti alla televisione.

I Poteri forti militari, finanziari e politici non sembrano molto preoccupati, anzi stanno intravedendo la possibilità di un evento storico incredibile: rendere ufficiale che il ruolo di Presidente degli Stati Uniti non conta assolutamente nulla, anzi dovrà di diritto essere attribuito a persone incapaci e inutili anche se squilibrate.

Questa possibilità è stata ampiamente anticipata ed apprezzata dagli squali di Wall Street che non a caso da un anno festeggiano ogni giorno che passa nei mercati finanziari. Un Presidente inesistente garantisce ampia libertà di manovra e decisione alle lobby più potenti ed occulte.

Dopo un anno, Donald Trump The Idiotè la prova evidente che nè l'America nè il Mondo hanno bisogno di un vero Presidente degli Stati Uniti. Basta un semplice idiota che crede di essere un genio, anzi un "stable genius".

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05/01/2018

JUNQUERAS resta in carcere e si allontana la soluzione politica in Catalogna

La Corte Suprema spagnola ha deciso di respingere la richiesta di libertà per Oriol Junqueras, leader dei repubblicani catalani ERC, rieletto in Parlamento nelle recenti elezioni e detenuto politico da oltre due mesi.

La decisione era attesa come un banco di prova decisivo per iniziare un confronto di mediazione tra gli indipendentisti e il governo Rajoy, dopo che il voto del 21 dicembre aveva riaffermato una maggioranza parlamentare a favore di Puigdemont e Junqueras.

Quest'ultimo, dopo il rifiuto della Corte Suprema, ha lanciato un appello ai catalani: “Transformad la indignación en coraje y perseverancia”. “Persistid porque yo persistiré” “En estos días que vendrán, manteneros fuertes y unidos.

Transformad la indignación en coraje y perseverancia. La rabia en amor. Pensad siempre en los otros. En lo que tenemos que rehacer. Persistid porque yo persistiré. Gracias por todo vuestro apoyo. Os quiero”.

Puigdemont dall'esilio belga ha definito la sentenza della Corte Suprema uno "scandalo che dovrebbe mettere in imbarazzo qualsiasi democratico con un minimo senso di giustizia". In un messaggio sui social network Puigdemont ritiene che Junqueras è un "ostaggio": "Nel conflitto irrisolto tra la Catalogna e la Spagna ci siamo sempre attenuti a mezzi pacifici e al dialogo".

La situazione adesso si complica, sia sul piano sociale che su quello istituzionale: la Catalogna resta divisa e frustrata dall'arroganza del PPE e di Ciudadanos e la rabbia potrebbe prendere il sopravvento sui tentativi di mediazione.

Ci saranno nuove elezioni, in un clima più teso di repressione e di limitazione dei diritti politici.

Le centinaia di migliaia di persone che hanno votato per Junqueras, Puigdemont e gli altri detenuti politici dello schieramento indipendentista saranno capaci di superare il senso di umiliazione a cui Madrid li costringe in ogni occasione?

La questione catalana diventa sempre più la frontiera dei diritti politici di tutta l'Europa libera.

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03/01/2018

TRUMP Bottone grande Cervello piccolo

Donald Trump risponde via Twitter al dittatore nordcoreano Kim Jong Un che lo aveva "informato" di avere un "bottone nucleare" sulla scrivania: "... I too have a Nuclear Button, but it is a much bigger & more powerful one than his, and my Button works! ".

Lo stile smargiasso del Presidente è sempre quello da bettola maschilista, ma ha il pregio di sintetizzare le illusioni dell'America più retriva: il sogno di risolvere qualsiasi problema con un grande fungo atomico, anziché perdere tempo ed energie a trovare soluzioni pacifiche anche le più semplici.

Il tweet di Trump contiene due ovvietà ed una bugia: è evidente, e anche il pazzo coreano lo sa, che il "bottone" nucleare americano è più grande e potente, ma è altrettanto vero che non funziona, almeno nel caso della Corea. E speriamo che non funzioni in nessun luogo del Pianeta, per tutti i secoli a venire. (Se fossi un giapponese, unico popolo ad aver provato il "funzionamento" del bottone americano, chiederei il ritiro dell'ambasciatore a Washington)

Qualcuno dovrebbe informare Donald che il suo omologo di Pyongyang, avendo raggiunto l'obiettivo di sparare un vero missile intercontinentale con eventuale testata nucleare, fa sfoggio di diplomazia riappacificatrice con quelli del Sud, avviando una trattativa lampo per spedire due atleti alle prossime olimpiadi invernali (due atleti, non due missili).

Il "bottone" di Trump sarà pure grande, ma il cervello si dimostra sempre più piccolo ...



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01/01/2018

I giovani populisti mettono in crisi il regime in IRAN

 

Le proteste sono scoppiate all'improvviso, senza capi, senza programmi, senza nostalgie. Convocate via Telegram o Twitter, con parole d'ordine contro il governo e le istituzioni islamiche, l'aumento dei prezzi, la disoccupazione e il blocco delle pensioni, ma anche contro l'oppressione nei confronti delle donne, la corruzione dei funzionari di Stato, la censura dei mezzi di informazione liberi e dei social media.

L'Iran ha mostrato a tutto il mondo un volto repressivo e una situazione di crisi che pochi avevano voglia di immaginare, dopo la vittoria elettorale del moderato "riformista" Rouhani e l'avvio di relazioni commerciali con molti paesi europei ed asiatici.

Oltre dieci morti sono il bilancio parziale dei primi giorni di scontri di piazza, destinato purtroppo ad aumentare, centinaia di arresti, il blocco di internet e dei blog indipendenti.

Gli unici che sembrano contenti dell'esplosione iraniana sono i sauditi e il loro "protettore" Donald Trump, che per ovvi motivi festeggiano qualsiasi forma di indebolimento del regime iraniano.

Escludendo le ipotesi complottistiche che vedrebbero nelle proteste di piazza la mano della CIA, resta da capire da dove viene e dove andràla rivolta di questi giorni, che ha molti tratti in comune con il fenomeno dei "populismi" europei, cioè della rivolta contro l'establishment e contro le scelte di autoconservazione del potere.

Il primo ad essere meravigliato e spaventato è proprio Rouhani che, dopo un primo tentennamento, ha capito che la rivolta non è effimera nè strumentale e rappresenta

una seria minaccia alla sua leadership e immagine. Ha invitato gli apparati periferici a non eccedere nella repressione e a discernere tra le critiche e le violenze.

Il presidente iraniano teme che una repressione incontrollata possa giovare alla protesta e trasformarla da un episodio limitato ad un contagio di massa contro la Repubblica Islamica.

Dubito che il tentativo di "ragionare" da parte di Rouhani possa avere chance di successo sulle idee di rivolta dei giovani "populisti" iraniani.

Why Are Iranians Protesting – Bad Economy Or A Total Rejection Of The Regime?

How Rouhani can use protests to advance reform, Mohammad Ali Shabani December 31, 2017