E' NEGLI USA IL NORDCOREANO SCOMPARSO DA ROMA

18/04/2019

La misteriosa diserzione di Jo Song-gil, responsabile pro-tempore dell'ambasciata della Corea del Nord a Roma, era stata organizzata dalla CIA da quasi un anno.

Jo Song-gil

A metà novembre Jo Song-gil, con la moglie e i due figli (che vivevano con lui a Roma, privilegio non concesso ad altri diplomatici) ha raggiunto la base militare USA a Francoforte ed è stato imbarcato su un aereo con destinazione sconosciuta negli USA, dove sarà costretto a vivere sotto copertura in cambio delle preziose rivelazioni che fornirà alla CIA.

Non è il primo diplomatico a fuggire dalle gabbie del pazzo dittatore Kim Jong-un. Due anni fa fece scalpore la fuga dall'ambasciata di Londra di Thae Yong-ho, consegnatosi ai servizi segreti di Seoul e rifugiato nella Corea del Sud.

La fuga di Jo Song-gil  è forse il colpo più duro per il regime di Pyonyang: il diplomatico in Italia era lo snodo di traffici molto importanti che servivano ad aggirare le sanzioni commerciali imposte dagli USA alla Corea del Nord e ad approvigionare i vertici della nomenclatura al potere di merci e denaro.

Dal Corriere della Sera

Al momento Pyongyang non ha reagito alla notizia diffusa ieri a Seul. In casi simili, in passato, la Nord Corea ha accusato i servizi segreti sudisti e americani di aver tramato per destabilizzare il governo. Il mistero che circonda da quasi due mesi la scomparsa di Jo Song-gil avvalora l’ipotesi di coinvolgimento dell’intelligence di uno o più Paesi.
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Soprattutto, il collega Jo sarebbe diventato responsabile di un canale di traffici clandestini attraverso una società di copertura italiana. Ma oltre che di «generi di conforto» Jo sarebbe stato esperto anche di piani nucleari. Se è così, è chiaro che il traditore potrebbe avere informazioni di valore da vendere ai servizi americani (o al miglior offerente, magari interessato a tenere tutto sotto silenzio per non rovinare la nuova immagine di Kim).

Il governo italiano sarebbe stato informato della fuga solo a cose fatte, con la richiesta da parte dei servizi segreti americani di far trapelare "voci" che accrediterebbero la presenza di Jo Song-gil ancora sul territorio italiano, protetto in una località segreta, in modo da depistare i servizi nordcoreani e non intralciare l'incontro previsto tra Trump e Kim Jong-un.

Un piccolo "favore" che espone l'Italia alle gravi ritorsioni del regime nordcoreano ma riempie di orgoglio gli amici italiani di Donald Trump.