LA CINA DI XI JINPING, LA GERMANIA DI HITLER, L'ITALIA DI ALLORA E DI ADESSO

05/05/2019

Sul Quirinale oggi sventolava la bandiera cinese, assieme a quella italiana e dell'unione europea.

Sul Quirinale oggi sventolava la bandiera cinese, assieme a quella italiana e dell'unione europea.

Xi Jinping ha fatto visita al Presidente Mattarella, con grandi coreografie di cinesi dell'Esquilino ad applaudirlo lungo le strade del centro di Roma, mentre tutti gli organi di stampa italiani relegavano nei trafiletti invisibili la gravissima notizia dell'esplosione di una fabbrica di pesticidi, in uno dei tanti  distretti industriali che in Cina inquinano ed uccidono.
Il silenzio o la deliberata censura/sottovalutazione dell'incidente, la dice lunga su come i cinesi si apprestano ad esportare il loro modello di sviluppo in tutti i paesi che saranno coinvolti nel mega progetto chiamato Via della Seta. E come se non bastasse, poche ore prima dell'arrivo del boss cinese a Roma, il più violento ciclone a memoria d'uomo si è abbattuto sull'Africa centro orientale, devastando Mozambico, Zimbabwe ed altri, accomunati dalla povertà e dall'essersi venduti a banche e megaimprese cinesi.
Lo squilibrio climatico dell'Oceano Indiano e del Pacifico asiatico è ormai acclarato. Ogni sorta di gas, pulviscoli, emissioni formano una gigantesca cappa dal Mar della Cina alla costa orientale dell'Africa, che si trova devastata dagli squilibri climatici causati dall'economia di Pechino e di Nuova Delhi e dai debiti, sempre verso i cinesi, che non potranno ripagare, dovendo cedere in cambio piantagioni di canna da zucchero, di banane o miniere di diamanti e materiali per l'onnivora  industria cinese.
A queste considerazioni che sono acclarate da anni, i nostri politici di ogni risma, e ora tocca ai salvini-dimaio, controbattono elencando i vantaggi per l'industria nazionale, l'occupazione e lo sviluppo economico, con lo scambio di merci "in entrambi i sensi", cinica affermazione nel giorno dell'esplosione della fabbrica di pesticidi.
Anche uno sprovveduto sa che il peso nei rapporti tra Italia e Cina è totalmente squilibrato, e i soldi che Xi Jinping farà tintinnare al Pinocchio Conte, facendogli credere che crescono sugli alberi, serviranno a costruire l'inevitabile testa di ponte dell'espansionismo cinese vero l'Europa intera, esportando i loro surplus industriali e le tecnologie per il controllo ela rieducazione di massa delle popolazioni.

Ma c'è anche un sinistro parallelo, pur con le ovvie distinzioni, tra l'atteggiamento dei governanti italiani verso la Cina di Xi e quello del Duce Mussolini, dopo l'ascesa al potere di Hitler in Germania e l'avvicinamento trai due dittatori dopo la guerra di Etiopia che aveva dissanguato l'economia Italiana nel 1935.
Mussolini era convinto che l'alleanza con i tedeschi potesse avvenire da posizioni di forza, e comunque di non inferiorità, traendone benefici geopolitici ed economici.
Dopo qualche anno la Storia ci ha purtroppo dimostrato che si trattava di un gigantesco, tragico errore.

Il Presidente Mattarella, che certamente è persona di grande sensibilità democratica ed istituzionale, forse non ancora informato di quanto accaduto a Yangchen, è stato costretto dal trio salvini-dimaio-conte ad usare parole felpate ed insignificanti per rimarcare "una collaborazione a due sensi" (!!!?") condita con qualche frase d'occasione su un confronto sul sistema (inesistente) dei diritti umani in Cina.


La Via della Seta, ha aggiunto il presidente della Repubblica nella conferenza stampa congiunta «è una strada a doppio senso e lungo di essa devono transitare non solo commercio ma talenti, idee, conoscenze». «Il contributo italiano ha un significato cruciale -  , e rivolgendosi a Xi ha detto - Il vostro impegno testimonia la condivisa volontà cinese e italiana di sviluppare una collaborazione sempre più estesa e articolata».


Mattarella ha anche affrontato il tema dei diritti umani: «Alla luce del mandato italiano nel consiglio per i diritti umani dell’Onu, desidero auspicare che, in occasione della sessione del dialogo Ue-Cina sui diritti umani che si svolgerà a Bruxelles dopo quella che si è svolta a Pechino lo scorso luglio, si possa proseguire in un confronto costruttivo sui temi così rilevanti».


Nell'attesa di un "confronto costruttivo", i porti italiani saranno venduti o occupati dalla montagna di container provenienti lungo la via della Seta in cerca di consumatori di schifezze chimiche e tecnologie di dominio.


E' probabile che il Presidente Mattarella, nel recitare lo sconcertante ruolo dell'ingenuo, abbia dovuto piegarsi alle lobby politico- economiche che lo circondano, come Vittorio Emanuele Terzo a cui Mussolini fece credere che l'alleanza con Hitler avrebbe risolto molti dei problemi italiani.