RUSSIAGATE, COSA ACCADE DOPO LE "NON CONCLUSIONI" DI MUELLER SU TRUMP

20/04/2019

L'inchiesta di Robert Mueller si conclude con la mancanza di prove sulle "collusioni" tra Donald Trump e i russi per le presidenziali 2016 e con un "decidete voi" se c'è stata ostruzione all'inchiesta da parte del presidente USA.

In due anni di "caccia alle streghe", come le ha definite il "MOTUS", il procuratore speciale Mueller ha inquisito decine di persone, tra cui alcuni dei collaboratori più stretti come l'avvocato Cohen e il manager della sua campagna elettorale Manafort, entrambi dichiaratisi colpevoli e condannati, ha individuato i canali con cui gli hacker russi hanno saccheggiato gli archivi elettorali dei Democratici, ha dettagliato gli incontri tra lo staff trumpiano ed oscuri personaggi russi, ma non ha potuto trovare nemmeno una prova del coinvolgimento di Donald.


Quindi, se qualcuno ha commesso crimini o irregolarità lo ha fatto all'insaputa di Trump, e inoltre la valutazione sulle azioni di ostruzionismo all'inchiesta, che per le leggi USA equivalgono ad un reato, messe in atto dallo staff del presidente non sono oggetto di giudizio da parte di Mueller che le rinvia alla discrezione del Procutore Generale Barr, maggiordomo di fiducia dello stesso Trump, che si è affrettato a dire che "ostruzione" non c'è stata da parte del suo padrone.
Trump e i suoi fan hanno reagito con gioia alla notizia che il mastino Mueller non aveva azzannato l'obbiettivo principale.
Gli esperti di diritto diranno che un'assoluzione per "mancanza di prove" equivale sul piano pratico a quella per "non aver commesso il fatto" ma ...
D'altra parte è risaputo che Al Capone non fu mai condannato per crimini di mafia, non essendone state mai trovate le prove, ma solo per evasione fiscale per colpa di un commercialista ignorante ....

La vittoria di Trump su Mueller e l'ampio e trasversale schieramento che sperava nella messa sotto accusa del biscazziere americano possono ringalluzzire le speranze (o gli incubi) della sua rielezione nel 2020 ?
Certamente, ma per esserne sicuri sarà necessario leggere il testo integrale del dossier trasmesso da Mueller al procuratore Barr e sperare che questi lo faccia arrivare senza omissis ai deputati del Congresso, che ne hanno chiesto l'acquisizione integrale all'unanimità.

Nelle centinaia di pagine ed allegati i deputati dell'opposizione e i giornalisti di investigazione troveranno numerosi spunti per illustrare ed approfondire ciò che Mueller non ha potuto fare. Gli incontri segreti, i personaggi dietro le quinte, i flussi di denaro e di informazioni, tutto sarà ulteriormente spacchettato ed esaminato con la lente di ingrandimento, saranno pubblicati articoli, inchieste, interviste, veri o presunti scoop: un vero e proprio tormentone, una valanga di sottoinchieste a cui Donald Trump continuerà a controbattere con invettive contro la caccia alle streghe, ma che avranno come base il dossier di Mueller.

E' come se quest'ultimo, pur impossibilitato a perforare la cupola più stretta del presidente, quella dei familiari che detengono le chiavi dei suoi segreti, abbia voluto lasciare ad altri il compito di continuare le inchieste e vedere se il boss scivola su qualche buccia di banana, come Al Capone per colpa delle tasse non pagate.

L'unico modo per evitare le nuove persecuzioni, consiste nel secretare il dossier di Mueller, ma in questo caso ci penserebbe Wikileaks a diffonderlo e Trump accrescerebbe i sospetti su se stesso e sugli scheletri nel suo armadio.

I Russi intanto festeggiano, perché sono loro i veri vincitori di questa partita: hanno agito nell'ombra, sono rimasti defilati, e quel poco che li chiama in causa è da imputare ad hacker birbantelli a cui stava antipatica Hillary Clinton e non alle strategie di Putin, che adesso potrà davvero presentare il conto a Trump.