STRAGE DI STATO IN CINA, ESPLODE UNA FABBRICA DI PESTICIDI E FA PIU' DI 50 VITTIME

05/05/2019

I MORTI ACCERTATI SALGONO A 64

Un impianto chimico per la produzione di pesticidi è esploso a Yancheng, nella provincia cinese di Jiangsu.

cina esplosione fabbrica chimica

I MORTI ACCERTATI SALGONO A 64.

Ma sarà impossibile arrivare ad un bilancio credibile, perché le fiamme hanno incenerito  tutto, e molti dei lavoratori potrebbero non essere stati mai registrati.

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L'impianto era stato costruito nelle vicinanze del centro abitato, circondato da altre fabbriche e addirittura da asili nido a cui le autorità locali avevano dato il permesso di aprire.

La gran parte delle 64 vittime finora accertate sono abitanti della zona che in un raggio di oltre 500 metri è stata colpita dall'esplosione, avvenuta nel primo pomeriggio.

Da China Daily:

The explosion occurred around 2:48 pm at the Tianjiayi chemical plant in Xiangshui county’s Chenjiagang chemical park, and the fire spread to factories nearby and was still burning as of press time, the government of Xiangshui county said.
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The company, which was established in 2007, is a producer of over 30 organic chemical compounds, including anisole, m-Phenylenediamine and para-Phenylenediamine, many of which are flammable and toxic, according to its website.
Wan Pingyu, professor of applied chemistry at Beijing University of Chemical Technology, said in an interview with CCTV that the leak of the toxic chemicals might have affected the surrounding people and environment. The residents nearby should be evacuated as soon as possible.

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According to a report by CCTV, there are also schools and kindergartens in the neighborhood. In a kindergarten about one kilometer away from the explosion site, some children got injured and were sent to hospital for treatment.

https://www.youtube.com/watch?v=K7DdVekpk24

Le cause dell'esplosione non sono note,  ma già in passato la fabbrica era stata al centro di proteste da parte degli abitanti della zona per numerosi episodi di inquinamento causato da perdite di liquidi e gas dalle tubazioni  o dai contenitori. L'azienda proprietaria dell'impianto, la Tianjiayi, era stata denunciata per la scarsa sicurezza dell'impianto ma, grazie agli appoggi politici, ad un modello di sviluppo sfrenato e ad una legislazione approssimativa in materia ambientale, ha sempre evitato la chiusura. 

Nella stessa zona, meno di due anni fa era avvenuta un'altra devastante esplosione di una fabbrica chimica che aveva causato 10 morti, e solo dopo l'incidente la fabbrica (ormai distrutta) è stata chiusa e la società che la gestiva è stata multata con la cifra irrisoria di 500 mila euro.

Purtroppo la strage di Yancheng riporta alla ribalta mondiale la cruda realtà del modello economico cinese che produce danni umani e ambientali di proporzioni planetarie... ma nessuno si azzardi a dirlo all'imperatore Xi Jinping mentre è in visita a Roma e a Parigi lungo la "nuova via della Seta" ...