Israele fa STRAGE di Palestinesi nel Land Day

17 morti e più di mille feriti e' il bilancio provvisorio della strage compiuta dall'esercito israeliano nel giorno della "marcia del Ritorno" per commemorare il Land Day del 1976 quando furono uccisi 7 palestinesi.

Marcia del Ritorno in Palestina

https://en.wikipedia.org/wiki/Land_Day

E' stata una strage premeditata, una prova di forza brutale da parte dell'esercito di Israele contro migliaia di persone che manifestavano come tante altre volte, lungo il confine della striscia di Gaza.

 

Da La Repubblica:

... L'esercito ha aperto il fuoco in più occasioni con colpi di artiglieria, munizioni vere e proiettili di gomma vicino alla barriera di sicurezza davanti a cui hanno manifestato 17 mila palestinesi. Dalla folla sono stati lanciati sassi e bottiglie molotov verso i militari.

Di primo mattino il colpo di artiglieria di un carro armato aveva ucciso Omar Samour, un agricoltore palestinese di 27 anni che era entrato nella fascia di sicurezza istituita dalle forze armate israeliane. Testimoni hanno raccontato che si trovava su terreni vicini alla frontiera e un portavoce dell'esercito ha spiegato l'episodio parlando di "due sospetti che si sono avvicinati alla barriera di sicurezza nel sud della Striscia di Gaza e hanno cominciato a comportarsi in maniera strana", e i carri armati hanno sparato contro di loro". Successivamente è stato ucciso con un colpo allo stomaco un 25enne a est di Jabaliya, nel nord del territorio costiero e altri due (fra cui un 38enne) in punti diversi della frontiera. La maggior parte dei feriti sono stati colpiti da proiettili di gomma e gas lacrimogeni.

Yusef al Mahmoud, portavoce dell'Anp a Ramallah, ha chiesto "un intervento internazionale immediato e urgente per fermare lo spargimento del sangue del nostro popolo palestinese da parte delle forze di occupazione israeliane".

Xi Jong Un

Kim Jong Un, dittatore della Corea del Nord, ha incontrato "da turista" il dittatore cinese Xi Jinping.
La visita del coreano infatti è stata classificata come "non ufficiale" dalle autorità di Pechino, ma ciò non ha impedito ai due di mettere in scena un siparietto previsto per le visite di Stato più importanti.

 

Si è parlato ovviamente della situazione di crisi "nucleare" e dei previsti incontri tra nord e sud coreani con la probabile apparizione di Trump.

L'agenzia ufficiale cinese spiega, a modo suo, i motivi dell'incontro:

 

"Allo stato attuale, la situazione della penisola coreana si sta sviluppando rapidamente e molti importanti cambiamenti hanno avuto luogo, ha detto Kim, aggiungendo che ha ritenuto opportuno arrivare in tempo per informare il Segretario generale compagno Xi Jinping di persona della situazione per spirito di cameratismo e senso di responsabilità."

.....

La Cina invita tutte le parti a sostenere il miglioramento dei legami inter-coreani e adoperarsi concretamente per facilitare i colloqui di pace, ha detto Xi, sottolineando che la Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo sulla questione e collaborerà con tutte le parti, inclusa la Corea del Nord, verso il disgelo della situazione sulla penisola.

Kim ha detto che la situazione nella penisola coreana sta iniziando a migliorare, dal momento che la Corea del Nord ha preso l'iniziativa per allentare le tensioni e presentare proposte per i colloqui di pace.
"La nostra posizione coerente è impegnata a denuclearizzare la penisola, in accordo con la volontà del compianto presidente Kim Il Sung e del segretario generale Kim Jong Il", ha affermato.
Kim ha detto che la Corea del Nord è determinata a trasformare i legami intercoreani in un rapporto di riconciliazione e cooperazione e a tenere il vertice tra i capi delle due parti.

La RPDC è disposta a dialogare con gli Stati Uniti e a tenere un vertice dei due paesi, ha affermato.
"La questione della denuclearizzazione della penisola coreana può essere risolta, se la Corea del Sud e gli Stati Uniti rispondono ai nostri sforzi con buona volontà, creano un'atmosfera di pace e stabilità prendendo misure progressiste e sincrone per la realizzazione della pace", ha affermato Kim.

 

 

A giudicare dal contesto, la visita "non ufficiale" di Kim a Xi sembrerebbe essere stata chiesta e organizzata dal coreano per consolidare le posizioni raggiunte, dopo aver dimostrato a tutto il mondo di poter lanciare missili balistici intercontinentali con testata nucleare e di potersi quindi sedere al tavolo delle trattative da posizioni di forza.

Raggiunto lo scopo, ora può "impegnarsi a denuclearizzare la penisola" a condizione che gli americani tolgano le sanzioni economiche e chiudano le basi militari a sud.
Ma anche a Xi Jinping torna utile partecipare al nuovo corso coreano, sia per rimarcare l'influenza cinese sulla penisola sia per aggiungere altri tasselli a proprio vantaggio nella cornice di scontro con Trump sui dazi commerciali.

 

Se la MERKEL ripete la storia contro la Catalogna ...

Molti hanno paragonato la situazione di Carles Puigdemont, dopo l'arresto in Germania, con la vicenda di Lluís Companys i Jover , Presidente del Parlamento Catalano prima dell'ascesa al potere del dittatore Franco, esule in Francia nel 1940 dove fu catturato dai nazisti della Gestapo, consegnato al regime di Madrid e fucilato.

da Wikipedia:

... Alle 6.45 della mattina del 15 ottobre 1940, nel fossato di Santa Eulàlia del castello di Montjuïc, Companys fu fucilato dai militari franchisti.

« Assassineu un home honrat. Per Catalunya!!! (State assassinando un uomo onesto. Viva la Catalogna) »

(Lluís Companys)

 

Sono passati quasi 80 anni e nessuno può paragonare la cupezza e la violenza di quei tempi con la situazione attuale dell'Europa e della Spagna. Ma è pur vero che le storie e i sentimenti di una comunità non si cancellano facilmente e possono addirittura riaccendersi, anche solo per darsi forza e reagire a quello che si ritiene un sopruso insopportabile.

La cancelliera Angela Merkel non avrebbe mai dovuto acconsentire che sul suolo tedesco venisse arrestato Carles Puigdemont, esponente politico eletto da milioni di catalani, innocuo e libero di circolare per mezza Europa. 

La Germania ha consentito con l'arresto di Puigdemont che riaffiorassero i fantasmi degli orrori nazifascisti che rischiano di tramutarsi in un vasto sentimento antigermanico nell'Europa fragile e divisa di questi anni. 

Il formalismo giustizialista evocato dal regime corrotto e ottuso di Madrid, nelle due varianti di Mariano Rajoy e Albert Rivera, non deve prevalere sulla ragione della giustizia sociale e della aspirazione pacifica all'autodeterminazione.

Se Angela Merkel consegnerà Carles Puigdemont alla vendetta della giustizia spagnola arrecherà un danno incalcolabile all'immagine della Germania e dell'Unione Europea.

Arrestato PUIGDEMONT : Esta Europa es una vergüenza

L'arresto in Germania dell'ex presidente catalano Puigdemont, esponente di punta della rivendicazione indipendentista,  fa esplodere un caso politico senza precedenti che mette allo scoperto l'inconsistenza dell'Europa di fronte al problema catalano e alla vergognosa repressione del regime di Madrid contro decine di leader politici.

 

Carles Puigdemont, da mesi in esilio, stava rientrando dalla Finlandia in Belgio quando è stato fermato e arrestato mentre transitava in auto al confine con la Danimarca.

Decine di migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Barcellona e davanti alla sede della rappresentanza del Parlamento Europeo, per protesta contro l'arresto, chiedendo la liberazione dei detenuti politici e un pronunciamento chiaro delle istituzioni europee sulla gravissima situazione in Spagna.

"Esta Europa es una vergüenza", questa Europa è una vergogna, gridano i manifestanti nelle principali città della Catalogna, esprimendo un sentimento di rabbia e delusione contro l'immobilismo e la connivenza delle forze politiche europee di destra e di sinistra.

Come si fa a parlare di Unione Europea, quando un esponente politico democraticamente eletto viene perseguitato nel suo paese e arrestato in un paese membro dell'Unione mentre in altre nazioni europee gli viene concesso il diritto di asilo e la libertà di espressione ?

Puigdemont deve essere liberato, assieme a tutti gli altri politici detenuti nelle carceri di Madrid, e la Spagna di Rajoy e Rivera dovrebbe essere sanzionata per le gravi violazioni alla libertà e alla democrazia, altrimenti il processo di disgregazione europea segnerà un'altra accelerazione.

A chi giova umiliare il popolo catalano ?

 

 

 

Facebook contro #DeleteFacebook

 

Nel cuore della notte Facebook ha sparato una raffica di SMS sul mio cellulare per "invitarmi" a riaprire il profilo chiuso da anni : "Xxxxy, torna su Facebook cliccando su https://fb.com/l/9TxzdtFbvcdGH86...."

Zuckerberg deve essere proprio in difficoltà se ha deciso di lanciare una simile campagna. Capisco che il titolo Facebook a Wall Street ha perso il 14% (75 miliardi di dollari) dall'inizio dello scandalo Cambridge Analytica, Facebook’s week of shame: the Cambridge Analytica fallout, ma spero che non si illudano di rifarsi con il sottoscritto, che da anni ha deciso di non farsi spiare e invadere dalle aziende a cui Facebook vende i nostri dati privati, dai biscotti per cani agli "agenti nervini" di Trumputin. 

#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook ....

 

 

Milioni di studenti USA marciano contro le armi

Milioni di studenti, insegnanti, famiglie di ogni classe sociale hanno manifestato in oltre 800 città americane per una legge efficace sul controllo della vendita di armi, dopo le recenti stragi nelle scuole.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-5539363/Crowds-descend-DC-historic-March-Lives-protest.html

https://edition.cnn.com/interactive/2018/03/us/march-for-our-lives-cnnphotos/index.html

https://www.politico.com/story/2018/03/24/gun-control-march-for-our-lives-dc-483428

https://www.newyorker.com/news/news-desk/the-march-for-our-lives-photographs-from-washington-dc

 

 

Il caso ITALIA

Credevo di aver esagerato nel titolo del post del 4 marzo "elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra". Quest'ultimo giudizio nei giorni successivi non aveva elementi visibili di conferma: la Lega di Salvini aveva preso più voti del partito di Berlusconi ma tutto sommato non sembrava che l'evento potesse mettere in crisi un'alleanza basata su evidenti e reciproche convenienze. Meditavo di correggere il tiro e mestamente mi accingevo a constatare che il Caimano aveva ancora una volta imposto il suo cinico metodo con la richiesta di eleggere alla presidenza del Senato il fido condannato Romani con il solo scopo di umiliare Salvini e soprattutto i 5 Stelle.

Il segno della sua egemonia, nonostante la sconfitta elettorale, avrebbe dato un'impronta all'inizio della nuova Legislatura.

Ma Luigi Di Maio ha ribaltato il tavolo e Salvini ha avuto il coraggio di sfidare Berlusconi in un braccio di ferro per la leadership del centrodestra, con la mossa a sorpresa del voto alla Bernini che ha fatto scattare la reazione rabbiosa della vecchia guardia di Forza Italia, seguita poi da una precipitosa ritirata quando si sono resi conto che il boss leghista poteva (se voleva) fare a meno di loro. Ma gli insulti e le minacce hanno svelato a tutti che il centrodestra o è a guida leghista oppure non esiste.

E quindi avevo visto giusto la sera del 4 marzo: il "caos nel centrodestra" è il fatto nuovo della nuova stagione politica italiana, assieme ovviamente alla sconfitta epocale del centrosinistra e di Renzi.

Forza Italia sorpassata e fagocitata dalla Lega non ha praticamente alcun futuro, a meno che non si accontenti di vivacchiare all'ombra di Salvini, cedendogli l'egemonia che per un quarto di secolo è stata di Berlusconi.

Nei retroscena che hanno accompagnato l'elezione del presidente del Senato si è consumato il tramonto definitivo del berlusconismo, anche nella sua nuova versione di "ammaestratore di populisti" per conto dei tecnocrati europei. Se Salvini gli garantisce di curare i suoi interessi privati, il cavaliere scioglierà il partito-azienda e salirà sul carro leghista. Quasi tutti i suoi maggiordomi lo seguiranno.

Adesso la coppia M5S-Lega comincia davvero a far paura a chi pensava di poterli comunque condizionare con le astuzie del vecchio establishment e l'Italia è davvero il primo vero preoccupante caso di anomalia politica dirompente nel panorama europeo.

E' nato il "caso Italia".

#DeleteFacebook

#DeleteFacebook

Il Club dei Dittatori si complimenta con PUTIN

La scontatissima rielezione di Vladimir Putin, ormai noto come l'Agente Nervino Dalla Russia con Amore, ha scatenato una corsa ai "Complimenti!" da parte di tutti i dittatori del Mondo.

Putin Al Sisi

In prima fila il neoboss a vita Xi Jinping, secondo il quale la "collaborazione Tra Russia e Cina rappresenta un modello di costruzione del nuovo tipo di relazioni internazionali".

Dato per scontato il plauso del macellaio siriano Assad, nel Medio Oriente spiccano le felicitazioni del torturatore egiziano Al Sisi e dei due regimi islamici opposti, Arabia Saudita e Iran.

Dall'America Latina l'affamatore venezuelano Nicolas Maduro "si congratula con il Presidente Putin e con il glorioso popolo di Russia per la grande dimostrazione di civiltà, consapevolezza e profonda vocazione alla democrazia !!!!!???", assieme al preistorico cubano Raoul Castro e al post moderno boliviano Evo Morales.

E' attesa a breve una dichiarazione del fraterno popolo Nord Coreano per bocca del suo illuminato faro Kim Jong-un.

Donald Trump non ha ancora potuto twittare le sue felicitazioni, per colpa del divieto di McMuster e del perfido inquisitore del Russiagate Mueller. Entrambi saranno quanto prima licenziati.

 

Chiedete a FACEBOOK per chi dovete votare

Doveva essere solo un esperimento, poi un business e alla fine è diventato un modo occulto di manipolare le scelte elettorali.

Grazie ad un software che analizza i vostri Like su Facebook, alcune aziende sono in grado di spiare e orientare le vostre opinioni, spingervi a votare per uno piuttosto che per un altro.

 

A denunciarlo, con tanto di prove, è il The Guardian, grazie alle rivelazioni del whistleblower Christopher Wylie che racconta come il sistema sia stato testato con successo dalla Cambridge Analytica, azienda legata agli ambienti attorno al guru della destra americana Steve Bannon, per poi essere usato in occasione del referendum inglese e delle elezioni USA.

Dal The Guardian:

Wylie oversaw what may have been the first critical breach. Aged 24, while studying for a PhD in fashion trend forecasting, he came up with a plan to harvest the Facebook profiles of millions of people in the US, and to use their private and personal information to create sophisticated psychological and political profiles. And then target them with political ads designed to work on their particular psychological makeup.

"We ‘broke’ Facebook," he says.

And he did it on behalf of his new boss, Steve Bannon.

"Is it fair to say you ‘hacked’ Facebook?" I ask him one night.

He hesitates. "I’ll point out that I assumed it was entirely legal and above board."

Last month, Facebook’s UK director of policy, Simon Milner, told British MPs on a select committee inquiry into fake news, chaired by Conservative MP Damian Collins, that Cambridge Analytica did not have Facebook data. The official Hansard extract reads:

Christian Matheson (MP for Chester): "Have you ever passed any user information over to Cambridge Analytica or any of its associated companies?"

Simon Milner: "No."

Matheson: "But they do hold a large chunk of Facebook’s user data, don’t they?"

Milner: "No. They may have lots of data, but it will not be Facebook user data. It may be data about people who are on Facebook that they have gathered themselves, but it is not data that we have provided."

 

Il sistema di Cambridge Analytica sarebbe quindi "legale" o comunque "non illegale" e non coinvolgerebbe alcuna responsabilità diretta da parte di Facebook ?

In sintesi, il software messo a punto dall'azienda in cui lavorava Wylie "catturava" i post di milioni di profili Facebook, ne analizzava i Like e ne traeva le conseguenze, con algoritmi che via via affinavano le capacità predittive. Tutto questo avrebbe consentito ad un'altra società, la Global Science Research di proprietà di un professore di Cambridge, Aleksandr Kogan, di mettere in piedi un business a favore di ambienti legati a Steve Bannon.

 

Wylie has a copy of an executed contract, dated 4 June 2014, which confirms that SCL, the parent company of Cambridge Analytica, entered into a commercial arrangement with a company called Global Science Research (GSR), owned by Cambridge-based academic Aleksandr Kogan, specifically premised on the harvesting and processing of Facebook data, so that it could be matched to personality traits and voter rolls.

......

What the email correspondence between Cambridge Analytica employees and Kogan shows is that Kogan had collected millions of profiles in a matter of weeks. But neither Wylie nor anyone else at Cambridge Analytica had checked that it was legal. It certainly wasn’t authorised. Kogan did have permission to pull Facebook data, but for academic purposes only. What’s more, under British data protection laws, it’s illegal for personal data to be sold to a third party without consent.

"Facebook could see it was happening," says Wylie. "Their security protocols were triggered because Kogan’s apps were pulling this enormous amount of data, but apparently Kogan told them it was for academic use. So they were like, ‘Fine’."

Kogan maintains that everything he did was legal and he had a "close working relationship" with Facebook, which had granted him permission for his apps.

Cambridge Analytica had its data. This was the foundation of everything it did next – how it extracted psychological insights from the "seeders" and then built an algorithm to profile millions more.

 

 

Parafrasando l'ovvio, la denuncia del Guardian apre nuovi e inquietanti interrogativi. E in attesa dei necessari chiarimenti da parte di Zuckerberg, astenetevi dal cliccare LIKE su Facebook.

 

Perché Napoleone Macron è preoccupato dell'Italia

Il presidente francese Macron e l'eterna cancelliera tedesca Merkel ci hanno fatto sapere di essere preoccupati, anzi angosciati, dall'esito " ... delle elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi" cioè M5S e Lega.

 

E per questo secondo loro l’Unione Europea dovrà avere una trazione (supremazia) ancor più franco-tedesca. "Le elezioni italiane hanno scosso il contesto europeo" ha detto l'aspirante Napoleone. Che poi ha specificato: "Il lavoro che ci aspetta è importante in un contesto europeo profondamente scosso dopo la Brexit e profondamente scosso dopo le elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi... e toccare con mano, nello stesso tempo, le conseguenze di una duratura crisi economica e delle sfide migratorie a cui non siamo stati in grado di rispondere".

Originale intuizione, di cui non saremmo stati capaci se non ci avessero illuminato Napoleone Macron e Bismerkel che avvieranno una "road map chiara e ambiziosa entro giungo" per rifondare l’Unione. "È indispensabile costruire questa nuova ambizione per l’Europa" ha aggiunto la cancelliera. "Nel trimestre che si apre abbiamo molte cose da fare, si tratta di un lavoro indispensabile, ancora più indispensabile di qualche mese fa…"

In Italia le dichiarazioni di Macron-Merkel sono scivolate sul dibattito post elettorale, trattate con la rituale enfasi ma anche con incertezza:

perchè Francia e Germania si scagliano contro l'esito del voto italiano, sapendo che comunque, in qualsiasi caso dovranno incontrarsi e trattare o con Di Maio o con Salvini o con entrambi ?

quale credibilità hanno le loro promesse di molte cose da fare? vogliono togliere i migranti dall'Italia e ospitarli nelle loro città, e destinare più fondi per il Mezzogiorno e smetterla di fare shopping di aziende importanti ?

Niente di tutto questo.

Le "preoccupazioni" di MacronMerkel hanno un unico obbiettivo: come isolare il fenomeno italiano, ad un anno dalle elezioni europee, per evitare il contagio nei loro rispettivi paesi e oltre.

Trai due è Macron che scalpita più di tutti per mettersi alla testa delle truppe che dovranno ingaggiare battaglia contro i populisti.

Il suo piano prevede di replicare in tutta Europa quello che ha realizzato in Francia: distruggere il partito socialista e il repubblicano, cioè i partiti tradizionali ed egemoni nel parlamento europeo, e affermarsi con un movimento tipo "En Marche!", colonizzando politicamente le regioni più instabili dell'Unione Europea come la Spagna e l'Italia.

Oltre i Pirenei ha già pronta l'alleanza con i Ciudadanos di Albert Rivera per rottamare il PP e il PSOE mentre in Italia sperava in una situazione transitoria con Gentiloni-Tajani per prendere tempo e trovare una più valida alternativa.

Gli italiani lo hanno deluso ma soprattutto hanno reso molto più difficile il suo progetto.

 A meno che non metta davvero in atto le promesse di "rinnovare l'Europa",  non con le chiacchiere ma con i soldi e le vere solidarietà: distribuire davvero il carico delle immigrazioni, destinare davvero più risorse economiche all'Italia. Subito, e senza aspettare la futura campagna elettorale nella primavera del 2019.

 

 

 

Putin ha ordinato l'uso del nervino a Londra

Secondo il Ministro degli Esteri britannico Boris Johnson non ci sono dubbi che il presidente russo Vladimir Putin abbia dato personalmente l'ordine di utilizzare un agente nervino per cercare di uccidere l'ex spia Sergei Skripal e sua figlia Yulia.

Si tratta dell'accusa più diretta contro il leader russo in quello che ormai è diventato un fronte di guerra  vero e proprio tra la Russia e la Gran Bretagna.

Il primo ministro Theresa May questa settimana ha annunciato che 23 diplomatici russi saranno espulsi dalla Gran Bretagna come conseguenza delle responsabilità di Mosca nell'attacco di Salisbury, ma non aveva ancora elementi per accusare direttamente Putin.

E' evidente che le dichiarazioni di Johnson troveranno conferma anche in quelle del primo ministro e alzeranno l'asticella del confronto con i Russi a cui dovranno conformarsi anche i recalcitranti Stati Uniti.

 

Xi Jinping sbeffeggiato in diretta TV

Nella Cina ipercensurata  e sottomessa al Boss Eterno Xi Jinping, accade che la reporter Liang Xiangyi della TV Yicai Media ruota gli occhi in segno di disapprovazione mentre un'altra giornalista fa una sviolinata a favore del regime durante la sessione annuale del Congresso del Popolo.

Il video è stato immediatamente censurato ma il colpo lanciato dalla coraggiosa Liang Xiangyi era ormai andato a segno.

E' superfluo annotare che Liang Xiangyi è sotto inchiesta per oltraggio e sovversione.

 

 

POMPEO il guerrafondaio alla guida della diplomazia USA

Come previsto Trump ha licenziato il suo Segretario di Stato Rex Tillerson, colpevole di non aver seguito la linea di scontro con l'Iran e per aver dato del "moron" - idiota -  al Presidente USA.

 

All'ex capo della Exxon non è stato concesso nemmeno l'onore e il tempo di dimettersi, segno che Trump si trova nella fase acuta e pericolosa della sua paranoia.

Il sostituto di Tillerson sarà Mike Pompeo, capo della CIA famoso per le dichiarazioni pubbliche contro l'accordo sul nucleare iraniano.

Per dare il benvenuto al nuovo Segretario di Stato USA, la CIA ha fatto esplodere una bomba mentre passava il convoglio di auto del primo ministro dell'autorità palestinese di Gaza. Nessuna vittima, ma il messaggio è chiaro.

Con il licenziamento di Tillerson, Trump ha quasi completato l'opera di smantellamento del suo staff presidenziale iniziale, di cui resta in carica (ancora per poco) il ministro della Giustizia Jeff Session e il Segretario alla Difesa James Mattis, inamovibile perchè appoggiato dalla lobby militare.

Il golpe di XI JINPING, dalla dittatura del Partito alla dittatura personale - 2

Il "congresso del popolo cinese" ha approvato l'emendamento alla Costituzione che consentirà a Xi Jinping di rimanere al potere per tutta la vita.

Al di là delle opinioni dei pochi dissidenti rimasti, anche alcuni osservatori politici pensano che l'idea di Xi Jinping di autoproclamarsi dittatore a vita possa essere un pericolo per la stabilità del regime cinese.

xi-jinping-2018

Da http://chinamediaproject.org/2018/02/28/li-datongs-open-letter/

The following open letter was posted to WeChat on February 26, 2018, by Li Datong (李大同), the former top editor of Freezing Point, a respected supplement of the China Youth Daily newspaper.  The letter has been one of the most prominent voices of criticism in the wake of the announcement that China would eliminate term limits for the president and vice-president, paving the way for Xi Jinping to serve beyond the end of his current term in 2023. 

 To: Xu Tao (徐韬), Ren Ming (任鸣), Yang Yuanqing (杨元庆), Chen Jining (陈吉宁) and the rest of the 55 Beijing delegates to the National People's Congress. 

Greetings All!

 I am a Chinese citizen, and a voter in Beijing. You are delegates chosen by us, and you represent us in political deliberations and in political action — and you represent us in exercising the right to vote (表决权).

 After speaking with many other voters who are of the same opinion as me and reaching common agreement, I decided to make an urgent call to you, urging you to enter dissenting votes during the 13th session of the National People's Congress that is about to take place, overruling the decision taken by the Party's Central Committee concerning the amendment of Article 14 of the Constitution to abolish term limits for the president.

 As I understand it, the stipulation in the 1982 Constitution that the national leaders of China may not serve for more than two terms in office was political reform measure taken by the Chinese Communist Party and the people of China after the immense suffering wrought by the Cultural Revolution. This was the highest and most effective legal restriction preventing personal dictatorship and personal domination of the Party and the government, and it was a major point of progress in raising the level of political civilization in China, in line with historical trends. It was also one of the most important political legacies of Deng Xiaoping. China can only move forward on this foundation, and there is emphatically no reason to move in the reverse direction. Removing term limitations on national leaders will subject us to the ridicule of the civilized nations of the world. It means moving backward into history, and planting the seed once again of chaos in China, causing untold damage.

 I ask you please to take the greatest interests of the Chinese people into consideration first and foremost, earnestly considering our request and submitting your dissenting vote — for the long-term peace and stability of China, and for the preservation of political civilization in China.

 Respectfully, 
The Citizens (公民敬礼)

 Signed, 
Li Datong (李大同)

Kim Trump-un

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Dal New York Times

Trump Accepts North Korea’s Invitation to Discuss Its Nuclear Program

WASHINGTON — North Korea’s leader, Kim Jong-un, has invited President Trump to meet for negotiations over its nuclear program, an audacious diplomatic overture that would bring together two strong-willed, idiosyncratic leaders who have traded threats of war.

The White House said that Mr. Trump had accepted the invitation, and Chung Eui-yong, a South Korean official who conveyed it, told reporters that the president would meet with Mr. Kim within two months.

 

 da CNN

Talks bombshell sets up stunning Kim-Trump summit

 

Washington (CNN)President Donald Trump's stunning decision to meet Kim Jong Un sets up the prospect of the most mind-boggling diplomatic summit in modern history. Trump, a reality star turned convention busting President, has dubbed Kim "Little Rocket Man" and threatened to rain fire and fury over North Korea, raising fears of a devastating war across the world's last Cold War frontier.

Kim, a portly 30-something whose state media recently blasted Trump as a "lunatic mean old trickster and human reject" presides over a prison state, purges his foes and has vowed to obliterate the US in a nuclear cloud.
The meeting, announced by a South Korean delegation at the White House on Thursday night, would, if it goes ahead, mark an unmatched moment of history in the 70-year standoff between the US and the isolated state.
In the short term, a meeting could defuse the spiraling tensions between the US and North Korea that have raised fears the two nations are on an accelerating slide to a clash that could kill millions on the Korean peninsula.

 

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Da Al Jazeera

Trump accepts invitation to meet North Korea's Kim Jong-un

US president says Kim offered talks on denuclearisation and promised to halt missile testing during negotiations.

 

 

Da Asahi Shimbun

Trump says he'll meet with North Korea's Kim Jong Un

After months of trading insults and threats of nuclear annihilation, President Donald Trump agreed to meet with North Korean leader Kim Jung Un by the end of May to negotiate an end to Pyongyang's nuclear weapons program, South Korean and U.S. officials said Thursday. No sitting American president has ever met with a North Korea leader.

The meeting would be unprecedented during seven decades of animosity between the U.S. and North Korea. The countries remain in a state of war because the 1950-53 Korean War ended with an armistice and not a peace treaty.

"Great progress being made," Trump tweeted after the South Korean national security director, Chung Eui-yong, announced the plans to reporters in a hastily called appearance on a White House driveway.

Trump added that sanctions will remain in place until there's a deal.

Renzi cacciato via dagli elettori ma non se ne vuole andare

Con il solito sorriso beffardo alternato a sguardi minacciosi Matteo Renzi annuncia dimissioni finte e lancia minacce e critiche a tutti, a cominciare da Mattarella per finire con Gentiloni, senza pronunciare neppure una parola di autocritica, dopo aver portato il PD al disastro storico del 4 marzo.

Ha detto di voler restare in carica in carica fino a quando ci sarà un governo (!). Immaginiamo con quale credibilità e autorevolezza potrà guidare la delegazione PD nelle trattative e nei colloqui con le altre forze politiche le quali si chiederanno con chi stanno discutendo e per quale motivo dovrebbero parlare con uno zombi dimissionario.

Renzi vuole tenere in ostaggio quel che resta del suo partito per il solo gusto di vendicarsi o perché ha in mente di trascinarsi in una nuova avventura portandosi dietro quante più truppe parlamentari?

I soliti maligni lo vedono già nei panni del Verdini a fare da stampella per un governo di centrodestra, contro il resto del suo (ex) partito che cerca di fare un accordo con i CinqueStelle.

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Il voto del 4 marzo è andato oltre le previsioni nello sconquassare il quadro politico già traballante dopo il referendum del 2016.

Di colpo tutte le ipotesi che potevano più o meno essere gestibili dall'establishment di potere (sia dentro che fuori l'Italia) sono state spazzate via. La riedizione di Gentiloni, nella duplice ipotesi di un governo di "scopo" o di una maggioranza Renzi-Berlusconi, non esiste nemmeno nel mondo dei sogni.  Il PD è vicino al collasso totale, Renzi è stato cacciato definitivamente dal palcoscenico politico, e i suoi seguaci sono allo sbando. Berlusconi ha perso l'ultima sfida possibile, prima che la condanna del tempo si sommi a quella della giustizia, e anche la sua creatura Forza Italia è destinata all'autosciglimento e/o alla subalternità nei confronti della Lega di Salvini.

L'incubo dei 5Stelle al governo con Luigi Di Maio non è solo un brutto sogno per le tecnocrazie del continente europeo, bensì un ostacolo duro contro cui sono andati a sbattere i Macron - Merkel - Junker - Draghi. Quest'ultimo ha perso due volte perchè tutti  e due gli schieramenti che lo avevano sostenuto nell'incarico alla BCE hanno perso e perchè dovrà continuare a comprare titoli di stato italiani con un governo a trazione populista.

La longa manus di Draghi nella gestione delle principali crisi politiche europee è ormai paralizzata, i soldi stampati per sostenere il debito del governo italiano non sono bastati a farlo vincere contro Di Maio-Salvini.

Il terremoto italiano è arrivato a Bruxelles. Il Parlamento europeo attualmente in carica è l'espressione della sua stessa inutilità. Da quando il PD vi era entrato con Renzi e il suo 40% dei voti, i laburisti inglesi non ci sono più, i socialisti francesi sono scomparsi e quelli spagnoli sono in crisi, i socialdemocratici tedeschi ridotti a fare da scendiletto sempre più logoro per la Merkel. Un parlamento normale si sarebbe auto-disciolto, mentre quello europeo continuerà a fare finta che nulla sia accaduto, aggravando ancora di più la sensazione di odioso distacco tra il potere politico e i bisogni della gente.

Le soluzioni possibili alla crisi di sistema che si è aperta in Italia passano attraverso alcuni "traumi" che non sarà facile prevedere e gestire. Lo sfaldamento del PD, andato via Renzi, potrebbe giovare ai 5Stelle per ottenere un sostegno parlamentare di breve periodo ?

Salvini non è Berlusconi al quale non sarebbero mancati mezzi e argomenti per convincere/comprare una parte di parlamentari di altri schieramenti per formare un governo guidato da un suo maggiordomo. Salvini dovrà faticare per trattenere nelle fila del centrodestra gli immancabili fautori di un "nuovo centro moderato" ovvero quelli che cercano il miglior acquirente.

Ma le soluzioni tecniche parlamentari allo stato attuale sono dettagli secondari. Il vero problema per chiunque voglia governare sarà quello di interpretare il voto nel modo piò corretto e trasparente possibile. I problemi sociali in Italia e in Europa sono enormi, i mezzi per risolverli sono scarsi e le idee non si improvvisano.

Mentre Mattarella farà il sorteggio con la monetina per decidere a chi dare l'incarico di formare il nuovo governo, gli zombies di Bruxelles inizieranno a disegnare scenari da incubo: quante varianti di euro ci saranno nel prossimo futuro e chi comprerà i debiti italiani dopo Mario Draghi ?

elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra

Gli exit poll indicano il Movimento 5 Stelle come primo partito con oltre il 30%. Il centrodestra a guida Salvini è la coalizione con più parlamentari. Crolla il PD di Renzi e tutto il centrosinistra. Perde anche Berlusconi.

 

Il PD attorno al 20%, Liberi e Uguali al 5%. 

Nel centrodestra la Lega supera Forza Italia e Salvini si proclama capo del futuro governo.

Al Sud Di Maio fa il pieno.

Come previsto, non c'è una chiara maggioranza di governo. 

Il terremoto italiano fa tremare i grattacieli di Francoforte e Bruxelles.

perché il voto a M5S

Si vota in Italia, al termine di una insipida e bugiarda campagna elettorale. L'establishment ha diverse opzioni, chi gli si oppone ne ha una sola: il voto al Movimento 5 Stelle.

 

Il sistema elettorale messo in piedi nemmeno un anno fa da Renzi, Salvini e Berlusconi non garantisce una governabilità trasparente ma favorisce gli accordi e i voltafaccia post elettorali.

Il pasticcio è talmente evidente che molti avanzano l'ipotesi di un "governo di scopo" per cambiare la legge elettorale e andare di nuovo a votare. Si tratta della ennesima bugia per mascherare un governo Gentiloni-Berlusconi che possa durare fino a quando lo vuole Bruxelles.

Andrò a votare, tra molti dubbi e poche certezze. In fondo, il voto quasi sempre finisce con il diventare un atto istintivo, frutto di considerazioni che poi non reggono la prova di qualche mese.

Tra incerti e astenuti, quasi il 50% degli italiani non trova alcuno slancio nell'andare a votare.

L'altra metà ci va per qualche convenienza immediata, perchè beneficia di quello che l'apparato statale eroga (facendo debiti) o potrebbe erogare nelle tante forme di assistenzialismo, oboli, fenomeni corruttivi, bonus e promesse dell'ultim'ora. Il 60% della popolazione vive più o meno a carico di quello che si definisce Stato, ma che in realtà è diventato un sistema opaco di gestione dell'economia, dell'informazione e del potere.

Un sistema sempre più impermeabile alla società civile ma che ha raffinato nel corso degli ultimi anni le tecniche di manipolazione del consenso e di ricatto istituzionale. O fate così oppure c'è il caos, la fine del vostro mondo e delle vostre sicurezze, per quanto poche.

Non credo che il Movimento Cinque Stelle sia la magica soluzione ai disastri presenti e futuri, anzi potrei scrivere decine di post di critica nei loro confronti. Ma lo voterò perché istintivamente credo che anche queste elezioni si giochino ancora sul fronte pro o contro l'establishment, nelle multiformi varianti di centro destra o sinistra e che i cinquestelle siano tra i pochi attrezzati a combatterli.

Se poi Di Maio e pentastellati dovessero addirittura avere la maggioranza per andare al governo sarà tutta un'altra storia, un capitolo davvero poco banale e meno insipido della prospettiva Gentiloni-Berlusconi.

 

Il golpe di XI JINPING, dalla dittatura del Partito alla dittatura personale

E' bastato eliminare poche parole dalla Costituzione cinese, per trasformare il sistema da una dittatura del Partito a quella di una sola persona, il boss Xi Jinping. Non essendoci più il limite dei due mandati (di cinque anni ciascuno) per la carica di segretario generale e presidente, Xi Jinping potrà essere reincaricato per altri 20 anni e il suo "Pensiero sul Socialismo con le Caratteristiche Cinesi per una Nuova Era" verrà inserito nella Costituzione per ricordarlo in eterno.

Si tratta di una mossa già prevista alla fine dello scorso anno ma che ha provocato forti reazioni nella comunità dei dissidenti, i pochi rimasti a piede libero in Cina e i tanti emigrati all'estero.

Scrive Mo Zhixu ( 莫 之 许) , pseudonimo di Zhao Hui ( 赵晖) su China Change: 

Durante il 19 ° Congresso del Partito nel novembre 2017, non è apparso nessuno nel nuovo comitato permanente del politburo essere il potenziale successore di Xi Jinping, poiché Hu Jintao era a Jiang Zemin, e Xi Jinping era a Hu Jintao. La gente allora aveva già previsto che Xi Jinping avrebbe continuato a rimanere al potere dopo che il suo mandato scadrà tra cinque anni, con l'unico essere sconosciuto:

Anche se la proposta di sopprimere il limite di tempo è solo la caduta dell'altra scarpa, ha causato un enorme scalpore. Da ieri, si percepisce una certa disperazione in ogni gruppo di chat su WeChat; le ricerche per "yi-min" (immigrazione) sono aumentate, e le persone hanno discusso su quali paesi possono fuggire.

Vi sono ragioni complesse per cui un tale cambiamento costituzionale ha sconvolto la società cinese, il più fondamentale è che il limite a due termini sancito nell'attuale Costituzione, che è stata modificata nel 1982, è la configurazione politica ed economica dell'era Deng Xiaoping. Per smantellarla è bastato premere il pulsante di reset per una nuova era.

Il limite di due mandati nella costituzione del 1982 era il risultato della dolorosa revisione della Rivoluzione Culturale da parte della leadership cinese: un leader supremo che aveva il mandato a vita aveva abbastanza tempo per elevare il suo potere ad essere adorato da tutti gli altri, e aveva il potere assoluto sulle vite e sulla morte degli altri. Coloro che hanno pagato il prezzo più alto erano quelli che una volta avevano occupato posizioni elevate. Abolire il mandato a vita e sostituirlo con un termine limitato avrebbe impedito l'emergere di persone come Mao. Era, in primo luogo, una misura di autoprotezione per le alte cariche del partito.

In pratica, tuttavia, il termine limite e l'istituzione della leadership collettiva hanno avuto un effetto maggiore: ridurre efficacemente il potere del leader numero uno. Mentre la Cina ha spostato l'attenzione sullo sviluppo economico, è stata in grado di dare un aspetto pragmatico o persino ragionevole nella sua governance, anche se il regime è rimasto una dittatura. Agli analisti che hanno osservato da vicino la Cina, come i professori Andrew Nathan e David Shambaugh, questa apparizione era un'indicazione della "resilienza" del regime.

Tale aspetto ha offerto alle persone comuni una visione ottimistica del futuro della Cina, assicurando al contempo che il capitale straniero potesse fidarsi del sistema. Questi sono stati i fondamenti psicologici della rapida crescita economica della Cina negli ultimi decenni.

Nel discorso liberale cinese, il tetto dei due mandati è stato considerato un punto di riferimento della riforma politica, una manifestazione dell'autolimitazione del partito comunista cinese.

Per molto tempo, la classe media emergente della Cina ha voluto perseguire il cambiamento, ma è stata ugualmente spaventata dal caos: cioè, sono insoddisfatti della politica autocratica cinese e sperano che si riformi, ma allo stesso tempo, come beneficiari degli attuali accordi Sei contrario a un cambiamento radicale. I loro interessi acquisiti guidano i loro orientamenti psicologici e li rendono più inclini a sostenere una riforma graduale. In larga misura, il rapido sviluppo e la trasformazione sociale ed economica della Cina hanno avuto luogo in condizioni politiche notevolmente stabili. A parte il credito guadagnato attraverso la cosiddetta "legittimità delle prestazioni", la capacità di adattamento e di riforma del PCC è stata ampiamente accettata ed è un presupposto fondamentale della stabilità politica della Cina.

Riforma graduale - Via col vento

Per questi motivi, l'abolizione del limite ai mandati, mentre prima minacciava chi è al potere, rappresenta il colpo più forte contro la fede nel sistema economico e politico cinese. Questo perché negli ultimi anni il potere di Xi Jinping si è gonfiato enormemente, vanificando la credenza del pubblico nella razionalità di base del dominio comunista. L'annullamento del limite è la goccia che spezzerà la schiena del cammello: ora la leadership è tornata alla regola degli uomini forti e non ci sono limiti al suo potere, e quindi l'apparenza di un regime fondamentalmente pragmatico è stata anche schiacciata.

L'esplosione nelle persone che cercano la frase "immigrazione" è un perfetto esempio del trauma psicologico delle ultime notizie. Il periodo successivo al 1989 vide già una severa sfida alla narrativa dell'autoriforme e dell'adattamento del Partito comunista; ora, quella narrativa sembra basata semplicemente sulle riforme degli anni '80, e in particolare sull'emendamento costituzionale del 1982 che ha visto il limite dei termini implementato per i posti di comando dello stato.

Da quando è salito al potere, Xi Jinping ha aumentato la repressione e il controllo della società, e le prospettive di una riforma graduale non sono più sul tavolo. L'abolizione del sistema di limiti del termine eliminerebbe completamente la base per le affermazioni sull'adattabilità del PCC e ha trasformato tutte le speranze di una riforma graduale basata su questo argomento in uno scherzo. Questo equivale a una pena di morte per una riforma graduale, tanto efficace quanto il gabinetto di emergenza istituito alla fine della dinastia Qing per occuparsi della rivoluzione Xinhai.

Negli ultimi anni, molte persone insoddisfatte del governo di Xi avevano ancorato le loro speranze a che Xi fosse disabile in una (fittizia) lotta di potere; mentre altri si erano rassegnati ad aspettare fino al 2022 quando consegnava il potere. Ma il consolidamento del potere di Xi al XIX Congresso del Partito ha distrutto il precedente desiderio e l'eliminazione del limite di scadenza ha fatto scoppiare la bolla di quest'ultimo.

Il potere di Xi Jinping e la linea politica che ha perseguito continueranno ora indefinitamente. Ma ancora più importante, le ipotesi di base sulla politica e l'economia della Cina, sul futuro di Xi Jinping e sulle prospettive di riforma, sono state tutte bucate da questo sviluppo. 

Ora non ci sono prospettive immediate per il cambiamento. Questo è il motivo per cui quello che è stato un annuncio così sorprendente ha portato a uno shock e a un lamento universale.