ATTACCO ALLA SIRIA tanto rumore per quasi nulla

Trump annuncia l'inizio dell'attacco "punitivo" contro Bashar Al Assad.

 

Più di cento missili sparati da aerei USA con la partecipazione simbolica di Francia e Gran Bretagna contro 3 obbiettivi: un centro di ricerca, un deposito di armi chimiche (già svuotato), una base logistica militare siriana (preallertata).

Trump annuncia l'attacco nella fascia oraria televisiva di massimo ascolto con grande retorica ma dalle cifre fornite dal Segretario alla Difesa Mattis si capisce subito che si è trattato di un'azione dimostrativa, anche se con grande dispendio di missili, più di cento per soli tre obbiettivi.

L'attacco dimostrativo è stato lanciato con il tacito assenso della Russia, che aveva minacciato una escalation nel caso in cui la ritorsione contro la strage chimica di Assad avesse coinvolto le sue truppe sul territorio siriano.

 

 

CABARET ITALIA

Silvio Berlusconi ha trasformato l'incontro al Quirinale in un intermezzo da cabaret anni '50, come un giullare che tenta di prendersi tutta la scena anziché rassegnarsi a fare la comparsa.

Ha scimmiottato il suo neo-regista Salvini, mentre leggeva il comunicato finale dell'incontro con Mattarella, e poi gli ha rubato il microfono per avvisare tutti gli italiani di non votare più per i 5Stelle : "mi raccomando, fate i bravi, sappiate distinguere chi è un democratico e chi non conosce l'abc della democrazia".

Forse Berlusclown pensa di essere già nella prossima campagna elettorale, o più semplicemente alza il prezzo che gli altri dovranno pagargli per tenerselo ancora sulla scena del prossimo governo.

Ma in entrambi i casi si tratta di un disegno sbagliato, perchè la comparsata al Quirinale giustifica ancora di più le "irritazioni" del suo neo-regista Salvini, che sarà sempre più tentato di toglierlo definitivamente dallo spettacolo, e i veti di Di Maio che certo ha la faccia da ragazzo educato ma non fino al punto di allearsi con chi lo insulta pubblicamente.

In ogni caso l'intrattenimento di Berlusclown servirà a riempire il tempo che intercorre fino alla fine di questo mese, tra incarichi fasulli e preoccupazioni vere, quando le possibilità di fare o non fare un governo da parte di tutti gli attori in scena saranno davvero verificate.

Per ora accontentiamoci del cabaret Italia.

 

RASSEGNARSI ALLA GUERRA ?

Se il capo dell'esercito più distruttivo del mondo pronuncia, anzi twitta, una frase come quella che preannuncia "nice and new and 'smart'" missiles would soon be fired toward Syria" vuol dire che una guerra di dimensioni catastrofiche non è più solo un brutto sogno ma una possibile realtà.

Non era mai accaduto che un Presidente degli Stati Uniti pronunciasse una frase così drammaticamente idiota, violenta e cinica come quella twittata da Trump. In quell'elogio dei missili c'è l'assenza della pur minima consapevolezza di cosa significa un'azione militare, una scintilla accesa in una polveriera con dentro milioni di vite umane.

Il raccapriccio per i crimini compiuti da Assad con l'avallo del suo protettore Putin non giustifica il tono criminale della frase di Trump sui missili "carini nuovi e intelligenti" da sparare come fossero petardi alla festa del patrono.

Trump e Putin stanno trascinando la guerra di Siria in un conflitto nel centro del Mediterraneo, all'incrocio tra l'Europa, l'Asia e l'Africa, eppure nessuna diplomazia europea ha fatto sentire la sua voce per fermare l'escalation, nessuna marcia pacifista per denunciare i pericoli di una guerra catastrofica. Il mondo non crede nella possibilità di un tale evento e quindi non ha paura, perchè convinto che le armi e gli eserciti accumulati attorno alla Siria resteranno lì confinati, senza pericolo per gli altri.

Grazie a questa assenza di percezione del pericolo, un idiota, anche se eletto presidente degli USA o della Francia, può eccitarsi all'idea di sparare missili carini e intelligenti.
Ma quell'idiota e i suoi interlocutori amici/nemici sono a capo degli eserciti più distruttivi della Terra.

Forse non siamo tutti rassegnati alla guerra, ma di certo non facciamo molto per non sembrarlo.

Zuckerberg, too little too late

Il boss di Facebook Zuckerberg si è presentato davanti alla commissione del Congresso americano per spiegare perché e come è potuto accadere che la sua azienda abbia "svenduto" illegalmente la privacy di 80 milioni di utenti alla Cambridge Analytica e a chissà quanti altri.

Molti membri della commissione erano in palese conflitto di interesse, in quanto azionisti di Facebook e quindi soci di Zuckerberg, ma la sceneggiata prevedeva comunque il mea culpa del boss e qualche timido accenno a ipotesi di regolamentazione.

La riprova che si è trattato di una messinscena a favore dell'immagine di Zuckerberg è data dal fatto che al termine dell'audizione il titolo Facebook è salito in Borsa e il suo padrone è tornato a casa libero anziché in galera.

Per chi non è azionista  del socialmedia si è trattato di una occasione perduta, perché Zuckerberg se  l'è cavata con  too little too late, grazie alla sudditanza di gran parte dei senatori e deputati presenti.

Non resta che #DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook ....

 

Siria, la guerra che NON DEVE MAI finire

Dieci giorni fa Trump annunciava il ritiro delle truppe USA presenti sul territorio siriano. Ora da' ordine di bombardare le basi militari governative e russe, come gesto di punizione per la strage di civili causata dalle armi chimiche a Douma.

Tutto il mondo si è indignato di fronte alle immagini di bambini uccisi dal gas, tra le macerie già bombardate decine di volte.

Perché il regime del macellaio Assad, con la complicità di russi e iraniani, ha compiuto l'unica forma di massacro che avrebbe automaticamente fatto scattare la reazione e l'intervento USA? e proprio nel momento in cui la guerra civile che da oltre 5 anni insanguina la Siria sembra volgere definitivamente a favore del regime?

Sembra quasi che un consorzio di forze oscure ed eterogenee si sia alleato affinché i motivi di guerra dentro i confini siriani non finiscano mai.

 

 

 

 

Il Brasile prigioniero del caso Lula

L'ex presidente del Brasile Lula riceve l'ordine di farsi arrestare e lui invece si barrica dentro una sede sindacale, protetto da migliaia di sostenitori mentre in tutto il paese si svolgono manifestazioni per la sua liberazione.

 

E' lo scenario clamoroso che scaturisce dalla clamorosa vicenda dell'uomo che da quasi quaranta anni calca la scena politica del Brasile, di cui ne è stato presidente diretto per 8 anni dal 2003 al 2011 e poi grande burattinaio di Dilma Rousseff, impeachmentata nel 2016.

La parabola politica di Lula e del suo partito PT è tutta dentro la storia della "globalizzazione" e della grande speranza di riscattare dalla povertà decine di milioni di individui attraverso fiumi di denaro in cerca di profitti da ogni parte del mondo verso l'enorme serbatoio dell'America Latina.

Quella speranza purtroppo si è poi rivelata mal riposta, perchè quando il fiume di denaro si è spostato verso altre rotte ha lasciato un paese devastato, con nuovi poveri, nuove disuguaglianze, tanta corruzione e criminalità, un sistema politico fragile e pessimo.

Il partito che in quegli anni ha gestito il potere è stato "beneficiato" e ricompensato per aver favorito questo o quello, aver chiuso occhi e bocche.

Il presidente Lula o era complice o faceva finta di non vedere: è stato accusato di corruzione passiva e di riciclaggio sulla base di prove inventate o vere ? La seconda ipotesi è più probabile, perchè la vicenda di Lula è incastonata in altre decine di casi di corruzione e malversazione che hanno fatto emergere un sistema di potere radicato e diffuso a cui la politica per un decennio ha prestato copertura.

Lula ha cercato di sfuggire in tutti i modi alla giustizia brasiliana, facendosi anche nominare capo dello staff presidenziale dalla Rousseff prima che questa cadesse in disgrazia anch'essa per storie di corruzione.

Ora il mitico Lula, il presidente sindacalista, l'uomo che ha incarnato in America Latina più di ogni altro la via riformista e l'emancipazione di un popolo intero, sta giocando la sua ultima carta, quella della drammatizzazione del suo caso per poter suscitare una onda emotiva tanto grande da poter influenzare le prossime elezioni presidenziali di ottobre, a cui certamente non potrà partecipare ma che certamente spera di condizionare.

Lula dal carcere può mobilitare i settori sindacali rimasti legati al PT e scambiare il suo sostegno politico a quel candidato che gli garantirà l'amnistia o la grazia quando assumerà la carica di presidente.

Consegnarsi alla giustizia alla testa di un corteo di popolo sarebbe una scenografia di grande effetto per la prossima campagna elettorale.

 

l'Italia alla ricerca dell'unico governo possibile

Senza alcuna fretta, nonostante i problemi sociali ed economici, il nuovo Parlamento uscito dal voto del 4 marzo verrà "consultato" dal Presidente Mattarella per capire se e quale governo ci sarà.

 

Gli elettori hanno scombussolato tutti i piani prevedibili fino a qualche mese fa e in particolare hanno decretato la fine del bipolarismo venticinquennale nella versione Renzi-Berlusconi.

Ma nonostante una legge insulsa e ricamata per favorire l'accordo PD-Forza Italia, il voto degli italiani produrrà un governo espresso dai due partiti che hanno vinto le elezioni, M5S e Lega.

Nessuna altra ipotesi è realizzabile, o perché numericamente impossibile oppure perché politicamente impraticabile. A quest'ultima categoria appartiene sia l'ipotesi di una alleanza M5S - PD, propugnata da larga parte dei primi e da una minoranza dei secondi, sia quella di un'alleanza tra M5S e tutto il centrodestra.

La prima sarebbe una associazione numericamente risicata che richiederebbe che tutto il PD appoggi un governo a guida Di Maio ma questo è impossibile perché la maggioranza dei parlamentari sono renziani e Renzi è di fatto ancora il dominus del PD.

Una maggioranza formata da tutto il centrodestra e M5S sarebbe altrettanto improbabile, perché i 5Stelle non accetterebbero mai di fare da stampella a Salvini e Berlusconi e anzi hanno capito che possono far leva sulle rivalità tra i due. Da qui nasce l'idea, per quanto difficile ma semplice, di un "contratto" di programma tra Di Maio e i leghisti, senza Berlusconi.

Se non sarà così Mattarella minaccerà di sciogliere le Camere e di andare a votare a ottobre, ma c'è da scommettere che a quel punto - nella prima metà di maggio - tutto il Parlamento farà il tifo per le nozze di governo M5S - Lega. Con Luigi Di Maio primo ministro e Matteo Salvini ministro degli Interni.

Piaccia o non piaccia è la fotografia del voto del 4 marzo.

 

I misteri di Bardonecchia

Perché un gruppo di agenti della polizia doganale francese sequestra vicino Bardonecchia un nigeriano su un treno che lo porta verso Napoli ?

Perché lo sottopongono al test delle urine dentro la toilette di un locale della stazione che da anni era inutilizzato e che ora accoglieva i volontari di una ong che assiste i migranti? il nigeriano inseguito dai francesi (risultato negativo al test delle urine) era uno spacciatore o un consumatore di droghe ?

Perché non avevano preavvisato le autorità italiane di quanto si accingevano a fare ?

A questi interrogativi i francesi rispondono con il loro ministro de l’Action et des Comptes publics, Gérald Darmanin una specie di Alfano d'Oltralpe mentre la stampa nazionale, da Le Figaro a Le Monde, non cita l'episodio nemmeno nei trafiletti interni, e non riporta neppure la notizia che l'ambasciatore francese a Roma è stato convocato alla Farnesina per fornire spiegazione sull'accaduto.

Perché mentre in Italia tutti i partiti, la stampa e l'opinione pubblica chiedono di lavare l'onta di Bardonecchia, in Francia nessuno si degna di darne notizia ? forse non hanno ancora capito che la Farnesina non è una soubrette televisiva ma il nome della piazza su cui affaccia il palazzo dove dovrebbe lavorare il ministro degli Esteri che però non c'è, perchè quello nuovo non si sa chi sarà e quello vecchio (Alfano) non c'è più perchè da tempo si dedica ad altro.

La verità è che i Francesi non hanno tempo per occuparsi di fattarelli come quello di Bardonecchia, loro sono En Marché con Napoleone Macron e non possono farsi distrarre dalle diatribe italiane.

PS: Matteo Salvini non faccia il furbo, perché a lui di un nigeriano sequestrato in un bagno di Bardonecchia non interessa più di tanto ma cerca solo un pretesto per fare propaganda a favore di Putin, dopo le sanzioni per il caso Skripal: "Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi!".

 

Non chiamateli soldati, sono solo criminali

Un video riprende il momento in cui un giovane palestinese viene ucciso da colpi di fucile sparati alle spalle mentre corre nella spianata dove migliaia di persone manifestano pacificamente per la Marcia del Ritorno, iniziata nel Land Day che commemora il giorno del 1976 in cui furono sequestrate le terre e le case di migliaia di palestinesi inermi.

Il giovane si chiamava Abdul Fattah Abdulnabi e aveva 18 anni. E' uno dei 17 morti ammazzati da quelli che si fanno chiamare soldati di Israele ma si comportano come criminali agli ordini di boss spietati.

 

 

Israele fa STRAGE di Palestinesi nel Land Day

17 morti e più di mille feriti e' il bilancio provvisorio della strage compiuta dall'esercito israeliano nel giorno della "marcia del Ritorno" per commemorare il Land Day del 1976 quando furono uccisi 7 palestinesi.

Marcia del Ritorno in Palestina

https://en.wikipedia.org/wiki/Land_Day

E' stata una strage premeditata, una prova di forza brutale da parte dell'esercito di Israele contro migliaia di persone che manifestavano come tante altre volte, lungo il confine della striscia di Gaza.

 

Da La Repubblica:

... L'esercito ha aperto il fuoco in più occasioni con colpi di artiglieria, munizioni vere e proiettili di gomma vicino alla barriera di sicurezza davanti a cui hanno manifestato 17 mila palestinesi. Dalla folla sono stati lanciati sassi e bottiglie molotov verso i militari.

Di primo mattino il colpo di artiglieria di un carro armato aveva ucciso Omar Samour, un agricoltore palestinese di 27 anni che era entrato nella fascia di sicurezza istituita dalle forze armate israeliane. Testimoni hanno raccontato che si trovava su terreni vicini alla frontiera e un portavoce dell'esercito ha spiegato l'episodio parlando di "due sospetti che si sono avvicinati alla barriera di sicurezza nel sud della Striscia di Gaza e hanno cominciato a comportarsi in maniera strana", e i carri armati hanno sparato contro di loro". Successivamente è stato ucciso con un colpo allo stomaco un 25enne a est di Jabaliya, nel nord del territorio costiero e altri due (fra cui un 38enne) in punti diversi della frontiera. La maggior parte dei feriti sono stati colpiti da proiettili di gomma e gas lacrimogeni.

Yusef al Mahmoud, portavoce dell'Anp a Ramallah, ha chiesto "un intervento internazionale immediato e urgente per fermare lo spargimento del sangue del nostro popolo palestinese da parte delle forze di occupazione israeliane".

Xi Jong Un

Kim Jong Un, dittatore della Corea del Nord, ha incontrato "da turista" il dittatore cinese Xi Jinping.
La visita del coreano infatti è stata classificata come "non ufficiale" dalle autorità di Pechino, ma ciò non ha impedito ai due di mettere in scena un siparietto previsto per le visite di Stato più importanti.

 

Si è parlato ovviamente della situazione di crisi "nucleare" e dei previsti incontri tra nord e sud coreani con la probabile apparizione di Trump.

L'agenzia ufficiale cinese spiega, a modo suo, i motivi dell'incontro:

 

"Allo stato attuale, la situazione della penisola coreana si sta sviluppando rapidamente e molti importanti cambiamenti hanno avuto luogo, ha detto Kim, aggiungendo che ha ritenuto opportuno arrivare in tempo per informare il Segretario generale compagno Xi Jinping di persona della situazione per spirito di cameratismo e senso di responsabilità."

.....

La Cina invita tutte le parti a sostenere il miglioramento dei legami inter-coreani e adoperarsi concretamente per facilitare i colloqui di pace, ha detto Xi, sottolineando che la Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo sulla questione e collaborerà con tutte le parti, inclusa la Corea del Nord, verso il disgelo della situazione sulla penisola.

Kim ha detto che la situazione nella penisola coreana sta iniziando a migliorare, dal momento che la Corea del Nord ha preso l'iniziativa per allentare le tensioni e presentare proposte per i colloqui di pace.
"La nostra posizione coerente è impegnata a denuclearizzare la penisola, in accordo con la volontà del compianto presidente Kim Il Sung e del segretario generale Kim Jong Il", ha affermato.
Kim ha detto che la Corea del Nord è determinata a trasformare i legami intercoreani in un rapporto di riconciliazione e cooperazione e a tenere il vertice tra i capi delle due parti.

La RPDC è disposta a dialogare con gli Stati Uniti e a tenere un vertice dei due paesi, ha affermato.
"La questione della denuclearizzazione della penisola coreana può essere risolta, se la Corea del Sud e gli Stati Uniti rispondono ai nostri sforzi con buona volontà, creano un'atmosfera di pace e stabilità prendendo misure progressiste e sincrone per la realizzazione della pace", ha affermato Kim.

 

 

A giudicare dal contesto, la visita "non ufficiale" di Kim a Xi sembrerebbe essere stata chiesta e organizzata dal coreano per consolidare le posizioni raggiunte, dopo aver dimostrato a tutto il mondo di poter lanciare missili balistici intercontinentali con testata nucleare e di potersi quindi sedere al tavolo delle trattative da posizioni di forza.

Raggiunto lo scopo, ora può "impegnarsi a denuclearizzare la penisola" a condizione che gli americani tolgano le sanzioni economiche e chiudano le basi militari a sud.
Ma anche a Xi Jinping torna utile partecipare al nuovo corso coreano, sia per rimarcare l'influenza cinese sulla penisola sia per aggiungere altri tasselli a proprio vantaggio nella cornice di scontro con Trump sui dazi commerciali.

 

Se la MERKEL ripete la storia contro la Catalogna ...

Molti hanno paragonato la situazione di Carles Puigdemont, dopo l'arresto in Germania, con la vicenda di Lluís Companys i Jover , Presidente del Parlamento Catalano prima dell'ascesa al potere del dittatore Franco, esule in Francia nel 1940 dove fu catturato dai nazisti della Gestapo, consegnato al regime di Madrid e fucilato.

da Wikipedia:

... Alle 6.45 della mattina del 15 ottobre 1940, nel fossato di Santa Eulàlia del castello di Montjuïc, Companys fu fucilato dai militari franchisti.

« Assassineu un home honrat. Per Catalunya!!! (State assassinando un uomo onesto. Viva la Catalogna) »

(Lluís Companys)

 

Sono passati quasi 80 anni e nessuno può paragonare la cupezza e la violenza di quei tempi con la situazione attuale dell'Europa e della Spagna. Ma è pur vero che le storie e i sentimenti di una comunità non si cancellano facilmente e possono addirittura riaccendersi, anche solo per darsi forza e reagire a quello che si ritiene un sopruso insopportabile.

La cancelliera Angela Merkel non avrebbe mai dovuto acconsentire che sul suolo tedesco venisse arrestato Carles Puigdemont, esponente politico eletto da milioni di catalani, innocuo e libero di circolare per mezza Europa. 

La Germania ha consentito con l'arresto di Puigdemont che riaffiorassero i fantasmi degli orrori nazifascisti che rischiano di tramutarsi in un vasto sentimento antigermanico nell'Europa fragile e divisa di questi anni. 

Il formalismo giustizialista evocato dal regime corrotto e ottuso di Madrid, nelle due varianti di Mariano Rajoy e Albert Rivera, non deve prevalere sulla ragione della giustizia sociale e della aspirazione pacifica all'autodeterminazione.

Se Angela Merkel consegnerà Carles Puigdemont alla vendetta della giustizia spagnola arrecherà un danno incalcolabile all'immagine della Germania e dell'Unione Europea.

Arrestato PUIGDEMONT : Esta Europa es una vergüenza

L'arresto in Germania dell'ex presidente catalano Puigdemont, esponente di punta della rivendicazione indipendentista,  fa esplodere un caso politico senza precedenti che mette allo scoperto l'inconsistenza dell'Europa di fronte al problema catalano e alla vergognosa repressione del regime di Madrid contro decine di leader politici.

 

Carles Puigdemont, da mesi in esilio, stava rientrando dalla Finlandia in Belgio quando è stato fermato e arrestato mentre transitava in auto al confine con la Danimarca.

Decine di migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Barcellona e davanti alla sede della rappresentanza del Parlamento Europeo, per protesta contro l'arresto, chiedendo la liberazione dei detenuti politici e un pronunciamento chiaro delle istituzioni europee sulla gravissima situazione in Spagna.

"Esta Europa es una vergüenza", questa Europa è una vergogna, gridano i manifestanti nelle principali città della Catalogna, esprimendo un sentimento di rabbia e delusione contro l'immobilismo e la connivenza delle forze politiche europee di destra e di sinistra.

Come si fa a parlare di Unione Europea, quando un esponente politico democraticamente eletto viene perseguitato nel suo paese e arrestato in un paese membro dell'Unione mentre in altre nazioni europee gli viene concesso il diritto di asilo e la libertà di espressione ?

Puigdemont deve essere liberato, assieme a tutti gli altri politici detenuti nelle carceri di Madrid, e la Spagna di Rajoy e Rivera dovrebbe essere sanzionata per le gravi violazioni alla libertà e alla democrazia, altrimenti il processo di disgregazione europea segnerà un'altra accelerazione.

A chi giova umiliare il popolo catalano ?

 

 

 

Facebook contro #DeleteFacebook

 

Nel cuore della notte Facebook ha sparato una raffica di SMS sul mio cellulare per "invitarmi" a riaprire il profilo chiuso da anni : "Xxxxy, torna su Facebook cliccando su https://fb.com/l/9TxzdtFbvcdGH86...."

Zuckerberg deve essere proprio in difficoltà se ha deciso di lanciare una simile campagna. Capisco che il titolo Facebook a Wall Street ha perso il 14% (75 miliardi di dollari) dall'inizio dello scandalo Cambridge Analytica, Facebook’s week of shame: the Cambridge Analytica fallout, ma spero che non si illudano di rifarsi con il sottoscritto, che da anni ha deciso di non farsi spiare e invadere dalle aziende a cui Facebook vende i nostri dati privati, dai biscotti per cani agli "agenti nervini" di Trumputin. 

#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook#DeleteFacebook ....

 

 

Milioni di studenti USA marciano contro le armi

Milioni di studenti, insegnanti, famiglie di ogni classe sociale hanno manifestato in oltre 800 città americane per una legge efficace sul controllo della vendita di armi, dopo le recenti stragi nelle scuole.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-5539363/Crowds-descend-DC-historic-March-Lives-protest.html

https://edition.cnn.com/interactive/2018/03/us/march-for-our-lives-cnnphotos/index.html

https://www.politico.com/story/2018/03/24/gun-control-march-for-our-lives-dc-483428

https://www.newyorker.com/news/news-desk/the-march-for-our-lives-photographs-from-washington-dc

 

 

Il caso ITALIA

Credevo di aver esagerato nel titolo del post del 4 marzo "elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra". Quest'ultimo giudizio nei giorni successivi non aveva elementi visibili di conferma: la Lega di Salvini aveva preso più voti del partito di Berlusconi ma tutto sommato non sembrava che l'evento potesse mettere in crisi un'alleanza basata su evidenti e reciproche convenienze. Meditavo di correggere il tiro e mestamente mi accingevo a constatare che il Caimano aveva ancora una volta imposto il suo cinico metodo con la richiesta di eleggere alla presidenza del Senato il fido condannato Romani con il solo scopo di umiliare Salvini e soprattutto i 5 Stelle.

Il segno della sua egemonia, nonostante la sconfitta elettorale, avrebbe dato un'impronta all'inizio della nuova Legislatura.

Ma Luigi Di Maio ha ribaltato il tavolo e Salvini ha avuto il coraggio di sfidare Berlusconi in un braccio di ferro per la leadership del centrodestra, con la mossa a sorpresa del voto alla Bernini che ha fatto scattare la reazione rabbiosa della vecchia guardia di Forza Italia, seguita poi da una precipitosa ritirata quando si sono resi conto che il boss leghista poteva (se voleva) fare a meno di loro. Ma gli insulti e le minacce hanno svelato a tutti che il centrodestra o è a guida leghista oppure non esiste.

E quindi avevo visto giusto la sera del 4 marzo: il "caos nel centrodestra" è il fatto nuovo della nuova stagione politica italiana, assieme ovviamente alla sconfitta epocale del centrosinistra e di Renzi.

Forza Italia sorpassata e fagocitata dalla Lega non ha praticamente alcun futuro, a meno che non si accontenti di vivacchiare all'ombra di Salvini, cedendogli l'egemonia che per un quarto di secolo è stata di Berlusconi.

Nei retroscena che hanno accompagnato l'elezione del presidente del Senato si è consumato il tramonto definitivo del berlusconismo, anche nella sua nuova versione di "ammaestratore di populisti" per conto dei tecnocrati europei. Se Salvini gli garantisce di curare i suoi interessi privati, il cavaliere scioglierà il partito-azienda e salirà sul carro leghista. Quasi tutti i suoi maggiordomi lo seguiranno.

Adesso la coppia M5S-Lega comincia davvero a far paura a chi pensava di poterli comunque condizionare con le astuzie del vecchio establishment e l'Italia è davvero il primo vero preoccupante caso di anomalia politica dirompente nel panorama europeo.

E' nato il "caso Italia".

#DeleteFacebook

#DeleteFacebook

Il Club dei Dittatori si complimenta con PUTIN

La scontatissima rielezione di Vladimir Putin, ormai noto come l'Agente Nervino Dalla Russia con Amore, ha scatenato una corsa ai "Complimenti!" da parte di tutti i dittatori del Mondo.

Putin Al Sisi

In prima fila il neoboss a vita Xi Jinping, secondo il quale la "collaborazione Tra Russia e Cina rappresenta un modello di costruzione del nuovo tipo di relazioni internazionali".

Dato per scontato il plauso del macellaio siriano Assad, nel Medio Oriente spiccano le felicitazioni del torturatore egiziano Al Sisi e dei due regimi islamici opposti, Arabia Saudita e Iran.

Dall'America Latina l'affamatore venezuelano Nicolas Maduro "si congratula con il Presidente Putin e con il glorioso popolo di Russia per la grande dimostrazione di civiltà, consapevolezza e profonda vocazione alla democrazia !!!!!???", assieme al preistorico cubano Raoul Castro e al post moderno boliviano Evo Morales.

E' attesa a breve una dichiarazione del fraterno popolo Nord Coreano per bocca del suo illuminato faro Kim Jong-un.

Donald Trump non ha ancora potuto twittare le sue felicitazioni, per colpa del divieto di McMuster e del perfido inquisitore del Russiagate Mueller. Entrambi saranno quanto prima licenziati.

 

Chiedete a FACEBOOK per chi dovete votare

Doveva essere solo un esperimento, poi un business e alla fine è diventato un modo occulto di manipolare le scelte elettorali.

Grazie ad un software che analizza i vostri Like su Facebook, alcune aziende sono in grado di spiare e orientare le vostre opinioni, spingervi a votare per uno piuttosto che per un altro.

 

A denunciarlo, con tanto di prove, è il The Guardian, grazie alle rivelazioni del whistleblower Christopher Wylie che racconta come il sistema sia stato testato con successo dalla Cambridge Analytica, azienda legata agli ambienti attorno al guru della destra americana Steve Bannon, per poi essere usato in occasione del referendum inglese e delle elezioni USA.

Dal The Guardian:

Wylie oversaw what may have been the first critical breach. Aged 24, while studying for a PhD in fashion trend forecasting, he came up with a plan to harvest the Facebook profiles of millions of people in the US, and to use their private and personal information to create sophisticated psychological and political profiles. And then target them with political ads designed to work on their particular psychological makeup.

"We ‘broke’ Facebook," he says.

And he did it on behalf of his new boss, Steve Bannon.

"Is it fair to say you ‘hacked’ Facebook?" I ask him one night.

He hesitates. "I’ll point out that I assumed it was entirely legal and above board."

Last month, Facebook’s UK director of policy, Simon Milner, told British MPs on a select committee inquiry into fake news, chaired by Conservative MP Damian Collins, that Cambridge Analytica did not have Facebook data. The official Hansard extract reads:

Christian Matheson (MP for Chester): "Have you ever passed any user information over to Cambridge Analytica or any of its associated companies?"

Simon Milner: "No."

Matheson: "But they do hold a large chunk of Facebook’s user data, don’t they?"

Milner: "No. They may have lots of data, but it will not be Facebook user data. It may be data about people who are on Facebook that they have gathered themselves, but it is not data that we have provided."

 

Il sistema di Cambridge Analytica sarebbe quindi "legale" o comunque "non illegale" e non coinvolgerebbe alcuna responsabilità diretta da parte di Facebook ?

In sintesi, il software messo a punto dall'azienda in cui lavorava Wylie "catturava" i post di milioni di profili Facebook, ne analizzava i Like e ne traeva le conseguenze, con algoritmi che via via affinavano le capacità predittive. Tutto questo avrebbe consentito ad un'altra società, la Global Science Research di proprietà di un professore di Cambridge, Aleksandr Kogan, di mettere in piedi un business a favore di ambienti legati a Steve Bannon.

 

Wylie has a copy of an executed contract, dated 4 June 2014, which confirms that SCL, the parent company of Cambridge Analytica, entered into a commercial arrangement with a company called Global Science Research (GSR), owned by Cambridge-based academic Aleksandr Kogan, specifically premised on the harvesting and processing of Facebook data, so that it could be matched to personality traits and voter rolls.

......

What the email correspondence between Cambridge Analytica employees and Kogan shows is that Kogan had collected millions of profiles in a matter of weeks. But neither Wylie nor anyone else at Cambridge Analytica had checked that it was legal. It certainly wasn’t authorised. Kogan did have permission to pull Facebook data, but for academic purposes only. What’s more, under British data protection laws, it’s illegal for personal data to be sold to a third party without consent.

"Facebook could see it was happening," says Wylie. "Their security protocols were triggered because Kogan’s apps were pulling this enormous amount of data, but apparently Kogan told them it was for academic use. So they were like, ‘Fine’."

Kogan maintains that everything he did was legal and he had a "close working relationship" with Facebook, which had granted him permission for his apps.

Cambridge Analytica had its data. This was the foundation of everything it did next – how it extracted psychological insights from the "seeders" and then built an algorithm to profile millions more.

 

 

Parafrasando l'ovvio, la denuncia del Guardian apre nuovi e inquietanti interrogativi. E in attesa dei necessari chiarimenti da parte di Zuckerberg, astenetevi dal cliccare LIKE su Facebook.

 

Perché Napoleone Macron è preoccupato dell'Italia

Il presidente francese Macron e l'eterna cancelliera tedesca Merkel ci hanno fatto sapere di essere preoccupati, anzi angosciati, dall'esito " ... delle elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi" cioè M5S e Lega.

 

E per questo secondo loro l’Unione Europea dovrà avere una trazione (supremazia) ancor più franco-tedesca. "Le elezioni italiane hanno scosso il contesto europeo" ha detto l'aspirante Napoleone. Che poi ha specificato: "Il lavoro che ci aspetta è importante in un contesto europeo profondamente scosso dopo la Brexit e profondamente scosso dopo le elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi... e toccare con mano, nello stesso tempo, le conseguenze di una duratura crisi economica e delle sfide migratorie a cui non siamo stati in grado di rispondere".

Originale intuizione, di cui non saremmo stati capaci se non ci avessero illuminato Napoleone Macron e Bismerkel che avvieranno una "road map chiara e ambiziosa entro giungo" per rifondare l’Unione. "È indispensabile costruire questa nuova ambizione per l’Europa" ha aggiunto la cancelliera. "Nel trimestre che si apre abbiamo molte cose da fare, si tratta di un lavoro indispensabile, ancora più indispensabile di qualche mese fa…"

In Italia le dichiarazioni di Macron-Merkel sono scivolate sul dibattito post elettorale, trattate con la rituale enfasi ma anche con incertezza:

perchè Francia e Germania si scagliano contro l'esito del voto italiano, sapendo che comunque, in qualsiasi caso dovranno incontrarsi e trattare o con Di Maio o con Salvini o con entrambi ?

quale credibilità hanno le loro promesse di molte cose da fare? vogliono togliere i migranti dall'Italia e ospitarli nelle loro città, e destinare più fondi per il Mezzogiorno e smetterla di fare shopping di aziende importanti ?

Niente di tutto questo.

Le "preoccupazioni" di MacronMerkel hanno un unico obbiettivo: come isolare il fenomeno italiano, ad un anno dalle elezioni europee, per evitare il contagio nei loro rispettivi paesi e oltre.

Trai due è Macron che scalpita più di tutti per mettersi alla testa delle truppe che dovranno ingaggiare battaglia contro i populisti.

Il suo piano prevede di replicare in tutta Europa quello che ha realizzato in Francia: distruggere il partito socialista e il repubblicano, cioè i partiti tradizionali ed egemoni nel parlamento europeo, e affermarsi con un movimento tipo "En Marche!", colonizzando politicamente le regioni più instabili dell'Unione Europea come la Spagna e l'Italia.

Oltre i Pirenei ha già pronta l'alleanza con i Ciudadanos di Albert Rivera per rottamare il PP e il PSOE mentre in Italia sperava in una situazione transitoria con Gentiloni-Tajani per prendere tempo e trovare una più valida alternativa.

Gli italiani lo hanno deluso ma soprattutto hanno reso molto più difficile il suo progetto.

 A meno che non metta davvero in atto le promesse di "rinnovare l'Europa",  non con le chiacchiere ma con i soldi e le vere solidarietà: distribuire davvero il carico delle immigrazioni, destinare davvero più risorse economiche all'Italia. Subito, e senza aspettare la futura campagna elettorale nella primavera del 2019.