#COLLATERALFREEDOM, come aggirare la censura su Internet

 

collateral freedom reporters without borders

 

http://12mars.rsf.org/2015-en/collateralfreedom-foiling-censorship-in-12-anti-internet-countries-a-modifier/

 Per aggirare la censura in 11 paesi del mondo - dove la libertà di stampa è considerato un esercizio pericoloso - REPORTERS WITHOUT BORDERS ha lanciato una iniziativa di mirroring dei siti censurati denominata #CollateralFreedom

Con questa operazione, i cittadini dei paesi "nemici di Internet" - dalla Russia alla Cina, agli Emirati Arabi, Cuba ed altri - potranno accedere ai siti censurati. Per bloccare i siti, i governi censori dovrebbero bloccare anche altre attività commerciali che utilizzano le dorsali di quei siti e pagare quindi un prezzo politico ed economico molto alto.

Grani.ru Fergananews.com The Tibet Post Dan Lam Bao Mingjing News Hablemos Press  Gooya News  Gulf Center for Human Right  Bahrain Mirror

 

L'omicidio di Nemtsov e lo "stile Putin"

L'intervista postuma a Boris Nemtsov pubblicata su Novaya Gazeta

 omicidio Nemtsov e minacce Putin

 

http://en.novayagazeta.ru/politics/67524.html

 Le tracce più evidenti della mano di Putin dietro l'omicidio di Boris Nemtsov.

Campagna di stampa con leit motiv "cui prodest".

Arrestati ceceni dal passato ambiguo, per dimostrare:

1. Matrice islamica terroristica, o motivi di malaffare

2. Rapidità ed efficienza nelle indagini.

3. Chiudere il caso e la bocca agli oppositori

Obiettivo raggiunto: far capire agli oppositori che cosa l'aspetta se non la smettono di opporsi. Messaggio semplice ed efficace.

 

Il fallimento di Xi Jinping

Il dodicesimo congresso del Partito Comunista Cinese prende atto del fallimento delle promesse di Xi Jinping. 

L'economia rallenta (le cifre ufficiali non riescono a nascondere le dimensioni della crisi), i debiti delle imprese e delle amministrazioni locali aumentano, la lotta alla corruzione nasconde le lotte di potere interne al partito, e la "grande campagna contro l'inquinamento" censura un video contro l'inquinamento. Il Wall Street Journal pubblica una catastrofica previsione.

Ma anche la censura inizia a non funzionare come si deve, se è vero che questo video - Under the Dome di Chai Jing - è stato visto da almeno 100 milioni di cinesi prima di essere bloccato.

"Un giorno lascerò questo mondo, ma mia figlia vivrà ancora su questo pianeta. È per questo che me ne preoccupo. Ecco perché lo guardo allo stesso modo in cui guardo voi. Ecco perché lo proteggerò come proteggo voi."

 chai jing

 

PaginaInizio.com

 

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Black lives matter

 

Tony Robinson, pictured here with his mother Andrea Irwin, graduated from Sun Prairie High School in 2014 and was soon entering college, said a source following the teen's death from a police shooting.

 http://www.nydailynews.com/news/national/mother-slain-black-teen-son-death-baffles-article-1.2140835

Qualunque cosa Obama dirà a Selma per commemorare i 50 anni dalla brutale aggressione della polizia contro una pacifica dimostrazione antirazzista guidata da Martin Luther King, sarà comunque oscurata dall'ennesima esecuzione sommaria di un ragazzo nero per mano di un poliziotto bianco.

Grecia, un rinvio mascherato da accordo

 

Perché il vertice che doveva essere risolutivo per concedere tempo alla Grecia ha partorito un finto accordo di 4 mesi che in realtà sono solo 2 giorni ?

Cosa potranno cambiare due giorni in più di tempo ? Quali miracolose "riforme" potranno essere inventate nel week end in modo tale che il lunedì la Commissione Europea dia il suo assenso alle nuove proposte di Tsipras ? Quali indicibili minacce o lusinghe saranno messe sul tavolo dove, in teoria, si giocano i destini dell'Europa ?

Nel braccio di ferro tra Troika e Grecia finora hanno perso coloro che nutrivano speranze di verità e trasparenza, con buona pace di Varoufakis. Le sceneggiate del passato vanno ancora di moda a Bruxelles.  

Come darla vinta alla Grecia senza farlo sapere agli altri

http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_15/02/2015_547280

 

Il vero nodo della questione è come far sembrare che la cancellazione - di fatto - di gran parte del debito greco (60%) sia una "dilazione" anziché un taglio.

Perché in un mondo ormai chiuso nella trappola del debito, se dovesse passare l'idea che i debiti si possono NON pagare, fosse anche sulla base di motivi eccezionali, ogni debitore - privato, pubblico o impresa - si accorgerebbe di avere un potere contrattuale maggiore di prima, e sarebbe ben contento di farlo valere verso i creditori.

La differenza tra il caso Grecia di oggi e quello della Germania postbellica sta nel fatto che nel sistema attuale la cancellazione del debito non è sufficiente a garantire la ripresa dell'economia, se non è accompagnato anche dal governo della moneta e del sistema giuridico. Tsipras mente quando dice che in sei mesi il governo di Syriza può cambiare il corso della Grecia, restando nella gabbia UE.

Draghi e la Merkel mentono quando dicono che un accordo di allungamento del debito può consentire alla Grecia di uscire dalla crisi. Entrambi sanno che se alla Grecia dovesse essere concesso il taglio dei debiti, anche gli altri paesi seguiranno l'esempio, e non solo in Europa ma in tutto il resto del Mondo.

Ormai i debitori sono la maggioranza, e Tsipras è il loro profeta. Un'economia fondata sui debiti può accettare che non si paghino più ? Del resto, non sono proprio i banchieri centrali - Yellen, Draghi e C. - ad aver capovolto i rapporti di forza tra creditori e debitori ?, garantendo tassi a zero o negativi a favore degli Stati indebitati e l'allungamento perpetuo delle scadenze.

 https://www.menoopiu.it/blog/page/Perche-la-GRECIA-conta

ISIS ... we are Anonymous ... we don't forget ... expect us

#OpISIS : dal sito di Anonymous " ... has just struck a massive blow against ISIS recruiting efforts.

Hacktivists recently took control of dozens of Twitter and Facebook accounts that had been openly used by ISIS to expand their influence and recruit new members."

The above video explains the attack was coordinated by “Muslims, Christians, Jews” alike. They are “hackers, crackers, Hacktivist, phishers, agents, spies, or just the guy next door… students, administrators, workers, clerks, unemployed, rich, poor.” They are also “young, or old, gay or straight… from all races, countries, religions, and ethnicity. United as one, divided by zero.”

An important point made by the video is that “the terrorists that are calling themselves [the] Islamic State (ISIS) are not Muslims.” Anonymous further directs a threat to ISIS itself:

We will hunt you, take down your sites, accounts, emails, and expose you…
From now on, no safe place for you online…
You will be treated like a virus, and we are the cure…
We own the internet…
We are Anonymous; we are Legion; we do not forgive, we do not forget, Expect us.

Dove portano gli esperimenti di Zar Putin e Boss Obama ?

escalation ukraina

 

L'escalation della guerra in Ucraina tocca un alto livello di guardia, testimoniato dal tentativo Merkel - Hollande di far cambiare idea a Putin, il quale a sua volta chiede loro di far cambiare idea ad Obama.

1) Putin ha inviato truppe ed armi in Ucraina per tentare di acquisire una parte di territorio (fino a Mariupol) per poi sedersi al tavolo delle trattative per congelare la situazione (annessione di una parte dell'Ucraina).

2) Obama fa finta di resistere alle pressioni della Nato e del Congresso a maggioranza Repubblicana favorevoli alla fornitura di "armi letali" all'esercito ucraino.  Il suo prossimo Segretario di Stato A. Carter si è detto favorevole a considerare l'opzione "arma letale".

3) Le sanzioni economiche applicate da USA e EU stanno creando difficoltà a Putin, ma non ne scalfiscono la popolarità interna, nè il potere, che anzi si rafforza  e giustifica le ulteriori limitazioni alle libertà politiche e di espressione con l'aggravarsi dello scontro con l'Occidente. Inoltre Putin sa che le sanzioni economiche e il rischio di contagio finanziario sono una leva per convincere gli Europei a fare pressioni su Obama, perché l'economia di Francia, Germania & C. ha bisogno anche della Russia per riprendersi dallo stato di crisi. Le elezioni in Grecia con la vittoria di Syriza hanno dato una sponda ulteriore alle pressioni geopolitiche di Putin.

4) I colloqui di domenica Russia-Germania-Francia-Ucraina si concluderanno con tanti appelli e qualche pugno di mosche. I termini della questione sono esattamente quelli di un anno fa: Putin considera l'intera Ucraina come territorio di influenza politica della Grande Russia; essersi annesso la Crimea non gli basta. Gli europei non solo non hanno intenzione di "morire per Kyev" ma hanno bisogno di fare affari con i russi. Obama è costretto a mostrare i muscoli, dopo i tanti schiaffi internazionali, perché la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del prossimo anno è già iniziata. 

5) Con la caduta del prezzo del petrolio e i rischi di una recessione economica globale, cosa c'è di meglio di un pericolo di guerra Est - Ovest per entusiasmare gli speculatori e le industrie belliche nazionali ?

 

 

 

 

Un PRESIDENTE vero

Il nuovo Presidente della Repubblica italiana non si chiama Nazareno bensì

Sergio Mattarella, un Presidente vero.

Renzi fa un passo indietro e due avanti, Berlusconi deraglia.

Il soffio pesante della crisi trasforma un Parlamento di illegittimi in un Esercito della Salvezza.

GRECIA compatta con Syriza

"Da oggi, la TROIKA è roba del passato"

19.00 - Results of opinion poll conducted by University of Macedonia for Skai TV:

SYRIZA: 39-36 %

New Democracy: 27-24 %

To Potami: 8.5-6.5 %

Golden Dawn: 8-6 %

Communist Party (KKE): 7-5 %

PASOK: 6-4 %

Independent Greeks: 4.5-2.5 %

 

Grecia, Ucraina, Medio Oriente

Grecia, Ucraina e Medio Oriente non hanno fattori comuni diretti, ma simboleggiano tre epicentri di altrettante crisi internazionali che rischiano di implodere contemporaneamente.

La GRECIA è il simbolo della crisi europea.

Il voto di domenica dovrebbe sancire la vittoria di Tsipras e del movimento Syriza. I greci diranno che i debiti non sono disposti a pagarli, che sotto il tallone della Troika non hanno futuro e che sono pronti a sfidare la Germania e la BCE, "vediamo chi cede per primo".

 

L'Ucraina è il terreno di battaglia dello scontro USA - Russia.

Putin deve cercare di forzare i tempi, perchè il tempo gli gioca a sfavore e la crisi economica interna, aggravata dal calo del prezzo del petrolio, rischia di indebolirlo sul fronte interno. L'Ucraina non sta messa meglio, l'escalation è inevitabile e imprevedibile. 

 

Il Medio Oriente è una faglia tellurica in movimento.

La morte del re saudita, a pochi giorni dal ribaltone sciita in Yemen e lo scontro Iran Israele in Siria si combinano con l'improvviso crollo del prezzo del petrolio. In molti, ad iniziare dagli USA e dalla Russia, avrebbero interesse ad una guerra in Medio Oriente che faccia risalire il prezzo dell'oro nero. 

Mr Draghi, se tu fai QE noi facciamo ....BYE

Immaginate una zona dell'Africa devastata dalle carestie e dalla povertà. Immaginate che qualcuno prometta di inviare un grande quantitativo di generi alimentari alle popolazioni di quelle zone. Immaginate la carovana di camion stracolmi di pacchi e sacchi.

Immaginate l'arrivo della carovana nel piazzale polveroso dell'accampamento dove decine di migliaia attendono i viveri. Immaginate che dai camion iniziano le operazioni di scarico  e una moltitudine di persone si spinge, si picchia, si travolge per guadagnare le posizioni più favorevoli vicino ai camion e afferrare i sacchi di farina e quant'altro. Dopo pochi attimi vi rendete conto che un manipolo di energumeni armati si accaparra la quasi totalità degli aiuti scaricati. Gli energumeni si fanno strada con la forza (non hanno sofferto la fame e gli stenti) e non lesinano bastonate a chi cerca di ricevere il tanto desiderato aiuto alimentare.

Questa è la metafora del QE - già sperimentato da Bernanke (lui lanciava i soldi dall'elicottero), dalla Yellen, da Carney e dal banchiere di Abe (si chiama Kuroda ma è insignificante e nessuno ne conosce il nome). Ora tocca a Mr Draghi lanciare i soldi ad una moltitudine bisognosa, ma i posti migliori per arraffare tutto li hanno già prenotati i soliti potenti.

Come difendersi dall'ennesimo sopruso, mascherato da intenti nobili e salvifici ?

Nel solo modo che la dignità umana ci consente: non partecipare, non prestarsi al ricatto.

Per questo, Mr Draghi, più voi iniettate denaro fasullo nel sistema e più noi ridurremo le spese e i consumi, preferiremo tenere i risparmi sotto il mattone anzichè comprare titoli di stato di paesi ultraindebitati che non pagano più interessi (anzi, per acquistare la loro monnezza pretendono di essere pagati). Gli esperti finanziari diranno che un simile atteggiamento è stupido e improduttivo, ma non presteremo ascolto.

Con le debite proporzioni, più Draghi regala denaro ai soliti sopraffattori e speculatori, più noi ci defileremo dalla ressa.

 Good bye, Mr QE. 

Forse un giorno anche gli economisti di corte si accorgeranno che la cattiva depressione è figlia di pessimi banchieri.

DRAGHI affonda l'Euro e la Svizzera esce dal gioco

La mossa della banca centrale svizzera di abbandonare il legame di cambio franco/euro ha fatto tremare i mercati finanziari, con conseguenze ancora tutte da valutare.

I motivi sono molteplici:

  1.  I cambi tra le monete “più importanti” sono un elemento di equilibrio delicatissimo, per le quantità di denaro enormi scambiate (5 trilioni di dollari al giorno) e per le conseguenze sulle economie dei singoli paesi (ricadute sulle importazioni ed esportazioni di merci e servizi, e sui guadagni / perdite delle speculazioni finanziarie).
  2. L'oscillazione violenta del cambio euro / franco svizzero equivale ad una scossa tellurica dell'ottavo grado.Draghi aveva basato una buona parte della sua strategia QE sul fatto che gli svizzeri avrebbero continuato a comprare euro per difendere il cambio ad 1,20. Era come se la Svizzera avesse adottato l'euro come propria moneta nazionale, mentre ora ne è uscita e può fare quello che vuole.
  3. Per Draghi si tratta di uno smacco politico notevole, una quasi rottura dell'euro: se gli svizzeri non sono più disposti a sopportare i costi della difesa della moneta unica (60 miliardi di euro), perchè dovrebbero esserlo i tedeschi ?
  4. La campagna elettorale in Grecia si gioca sulla paura di “essere cacciati dall'euro”. I tecnocrati europei usano questa carta a favore di Samaras contro Syriza, ma l'uscita della Svizzera dimostra che dopotutto “si può fare”, se i costi della permanenza nell'euro superano i vantaggi.
  5. Tra pochi giorni Draghi dovrebbe annunciare l'avvio del QE (acquisto di titoli di Stato dei paesi europei pagati con moneta stampata dalla BCE) come manovra salvifica dell'economia europea e dell'euro. Ora circolano voci sul fatto che a comprare i titoli non sarebbe la BCE bensì le banche nazionali, nella misura che ciascuna di esse riterrà possibile. Se la voce è vera si tratta di un ulteriore passo verso il disconoscimento dell'euro e l'inizio di una divergenza tra le politiche monetarie dei singoli paesi. In altre parole si prefigura un ritorno a “prima della BCE”.
  6. Sembra che nel programma QE i titoli di stato della Grecia non saranno acquistabili dalla BCE (troppo rischiosi): se questa voce sarà confermata si tratta di una ulteriore ammissione dell'uscita della Grecia dall'Euro.

Draghi ha salvato l'euro o lo ha messo in trappola ?

https://www.bancafucino.it/Carta-conto-famili/

  

Nuovi terribili scenari dopo la strage di Parigi

  

La strage di Parigi segna un punto di svolta nelle strategie terroristiche.

Le organizzazioni si sono insediate in aree geografiche di cui controllano e determinano le istituzioni e le popolazioni, ma ora puntano a insediarsi e a "scavare trincee" dentro gli stessi paesi occidentali, in primo luogo l'Europa.

Le organizzazioni islamiche possono contare su un enorme bacino di rabbia e frustrazione che si è insediato in quasi tutti i paesi europei, e di cui il caso francese è l'emblema.

I musulmani ormai sono una componente nativa dell'Europa e sono una componente sociale in gran parte priva di rappresentanza politica: per questo diventano facile terreno di diffusione di fanatismi religiosi che surrogano il bisogno di aggregazione e legittimazione.

E' un problema che i partiti e le forze sociali tradizionali di qualsiasi schieramento affrontano con molta retorica e scarsa credibilità.

Il tema dell'integrazione è una bandiera che non ha più vento per sventolare, perché la crisi economica ha annullato i margini di mediazione e i milioni di figli di immigrati delle periferie metropolitane combattono contro altrettanti milioni di emarginati "europei".

Lo scontro è DENTRO i confini degli Stati nazionali. Le organizzazioni terroristiche puntano a gestire questo conflitto. Chi vuole evitare davvero il ripetersi sistematico della strage di Parigi dovrà cercare di occupare con soluzioni concrete lo spazio politico invocato da milioni di cittadini europei musulmani.

Le manifestazioni che in tutto il Mondo e in Francia hanno raccolto milioni di persone sotto lo slogan JE SUIS CHARLIE contro ogni fanatismo o scorciatoie guerrafondaie sono la speranza più grande che possa prevalere la ragione. Persino il sussulto dei Capi di Stato, rappresentanti screditati delle istituzioni - tra tutti primeggia per incapacità il presidente francese Hollande - è da considerare importante e positivo.

La strage di Parigi, per le tante circostanze che si sono concentrate, ci ha fatto comprendere quanto sia fragile e a rischio il sistema di vita degli ultimi 50 anni.

Le guerre di religione non c'entrano, sono solo un pretesto.

La Grecia NON vuole pagare i debiti

Le elezioni in Grecia hanno preso il sopravvento, dopo che la Merkel ha ventilato la possibilità di una uscita della Grecia dall'euro, e sono diventate una battaglia all'ultimo azzardo: "dall'Euro non si esce", proclamano i burocrati di Bruxelles, esasperando la rabbia di chi si sente in trappola e privato della possibilità di scegliere in democrazia.

"Vi cacceremo dall'euro, se non pagate i debiti" tuona la Germania della Merkel, ma molti pensano che sia un bluff per spaventare i greci e spingerli a votare il filotedesco Samaras.

I banchieri non stanno a guardare, e mandano giù i mercati finanziari per avvisare sia una parte che l'altra che non si scherza con loro, che gli speculatori amano i "rischi calcolati" (grazie ai soldi stampati da Yellen e Draghi) ma non i salti nel buio tipo Lehman Brothers.

I Greci che voteranno Tsipras e compagni hanno idee più pragmatiche: "restiamo nell'euro, ma senza debiti da pagare". E' quello che Mario Draghi aveva indirettamente promesso tre anni fa, ed è quello che va ripetendo nella stanze della BCE: il debito greco è insostenibile, a prescindere dai tassi di interesse. O i creditori rinunciano alla loro parte a favore di un abbattimento del debito greco o saranno guai per tutti.

Questa posizione è il risultato di quello che si palesava dietro l'azione dei Banchieri Centrali (Bernanke-Yellen, Kuroda, Carney e Draghi): il rischio che tassi a zero e denaro facile potesse far salire l'asticella dell'azzardo. Perché pagare i debiti ? Chi pagherebbe di più le conseguenze di crisi finanziarie al buio ? Chi ha più da perdere, i banchieri di Wall Street e Francoforte o i tassisti e gli agricoltori greci ?

Se i greci non pagano i debiti, perché dovrebbero farlo gli spagnoli, i portoghesi, i francesi o gli italiani? Come verrebbero ripartite le perdite del debito greco sui cittadini del resto dell'area euro? Da cosa è garantito il debito greco nei confronti dei suoi creditori?