Edward Snowden is a Patriot

Un sondaggio organizzato da alcune testate del gruppo Wall Street Journal ha chiesto ai lettori:" Edward Snowden is a patriot or a traitor ?"; il 68% (alle 19 ora italiana) ha risposto : Snowden is a Patriot !

Un risultato incredibile che sintetizza la tempesta che si sta abbattendo sull'amministrazione Obama dopo che Snowden si è auto accusato di aver rivelato il meccanismo di spionaggio ed intercettazione denominato PRISM. 

Il quadro politico è in subbuglio e spaccato: rappresentanti democratici e repubblicani sono divisi tra chi denuncia Snowden come "disertore" e chiede che venga estradato e condannato, e chi invece lo difende (tra questi il senatore repubblicano Ron Paul, un libertario anticonformista a cui Snowden avrebbe devoluto lo scorso anno 500 dollari di finanziamento privato)

Edward Snowden for President

Edward Snowden for President

 

http://www.guardian.co.uk/world/video/2013/jun/09/nsa-whistleblower-edward-snowden-interview-video

Da The Guardian : "The individual responsible for one of the most significant leaks in US political history is Edward Snowden, a 29-year-old former technical assistant for the CIA and current employee of the defence contractor Booz Allen Hamilton. Snowden has been working at the National Security Agency for the last four years as an employee of various outside contractors, including Booz Allen and Dell.

The Guardian, after several days of interviews, is revealing his identity at his request. From the moment he decided to disclose numerous top-secret documents to the public, he was determined not to opt for the protection of anonymity. "I have no intention of hiding who I am because I know I have done nothing wrong," he said.

Snowden will go down in history as one of America's most consequential whistleblowers, alongside Daniel Ellsberg and Bradley Manning. He is responsible for handing over material from one of the world's most secretive organisations – the NSA.

In a note accompanying the first set of documents he provided, he wrote: "I understand that I will be made to suffer for my actions," but "I will be satisfied if the federation of secret law, unequal pardon and irresistible executive powers that rule the world that I love are revealed even for an instant." (...)

Vertici al ribasso

Il summit Obama - Xi Jinping, iniziato sotto i riflettori dello scandalo PRISM è finito praticamente al buio, neanche valesse la pena di menzionarlo. Ha fatto più scalpore la dichiarazione del capo del NSA, l'agenzia che da anni "intercetta" telefonate e scambi privati in tutto il mondo, il quale ha dichiarato che non si tratta di "intercettazioni" ma di una semplice raccolta di numeri di telefono ad uso del governo degli USA. Come dire, una semplice agenda di numeri ed email private, nel caso fosse necessario chiamare qualcuno in giro per il mondo...

vertice Obama -  Xi Jinping

Una dichiarazione ridicolizzata dalle nuove rivelazioni del Guardian, che espone la mappa degli "encroachments" mondiali. 90 miliardi di intercettazioni nel solo mese di marzo, in gran parte effettuate in Pakistan e Iran (guarda caso i paesi al centro delle attenzioni dei droni) e un paio di miliardi anche negli USA.

Spiati e Dronizzati

Lo scandalo delle intercettazioni di massa (telefoniche e via Internet) si accoppia con la libertà di uccidere cittadini americani (e non) per mezzo dei droni.

La stampa liberal "scarica" Obama paragonandolo a G. Bush. Cosa accade nel cuore del potere USA ?

E' uno scivolone isolato, o un ulteriore episodio della stagione dei veleni che sta corrodendo il potere di Obama ? 

Dietro le rivelazioni del Guardian ci sono i servizi segreti militari cinesi, oppure quelli israeliani ?

 

Probama: modest encroachmentsesident Barack Obama said that "nobody is listening to your telephone calls," following articles about the National Security Agency's programs that monitor communications. He said a program monitoring U.S. citizens takes numbers but not content or names of the users, and the program monitoring the Internet is targeted only toward those who are overseas. He said the "modest" encroachments on privacy are worth the trade-off on fighting terrorism. 

La Turchia laica sfida Erdogan

Seconda settimana di proteste in tutta la Turchia, nonostante le migliaia di arresti, feriti e due morti.

Dagli alberi di Istanbul alle vie di Stoccolma ...

Cosa lega la protesta di Gazi Park ad Istanbul a quella dei giovani di Stoccolma o di Francoforte ??

E' possibile scoprirlo in alcuni semplici grafici e da un'analisi autorevole di pochi giorni fa di Jeffrey D. Sachs, Professor of Sustainable Development, Professor of Health Policy and Management, and Director of the Earth Institute at Columbia University, is also Special Adviser to the United Nations Secretary-General on the Millennium Development Goals. His books include The End of Poverty and Common Wealth.

L'analisi di Sachs è un ininterrotto elogio delle politiche economiche e sociali della Tuchia di Erdogan. Un modello di equilibrio, saggezza, lungimiranza, unito a orgoglio nazionale, ruolo internazionale, fermezza delle istituzioni ecc ecc.

E tutto questo nonostante la collocazione geografica della Turchia, stretta tra Iraq e Siria, Grecia e Cipro, priva di risorse naturali significative e con gran parte del territorio impervio...

L'analisi ("Il successo della Turchia") è di pochi giorni fa ed è possibile leggerla su http://www.project-syndicate.org/commentary/inside-the-turkish-economic-miracle-by-jeffrey-d--sachs/italian. Dopo averla letta, mi sono fatto un'idea del perchè i turchi scendono in piazza con il pretesto di impedire che il verde pubblico venga cementificato, ma con l'obbiettivo (inconsapevole ?) di protestare contro la "gabbia della crescita". Le analisi compiacenti dei tecnocrati difficilmente possono cogliere le ragioni di una simile protesta.

 

graf1

 

 

grafico disoccup1

Grillo restituisce voti all'astensione

Il vero dato politico delle elezioni comunali - e in particolare il risultato di Roma - è che l'astensione prende il sopravvento, abbandona il tentativo di farsi rappresentare dal M5S, costringe i partiti di maggioranza a "confrontarsi" in una dimensione surreale.

A Roma, per diventare il futuro sindaco della Capitale, basterà il 25% dei voti effettivi. Tre cittadini su 4 a Roma non si sentiranno rappresentati da chi li dovrà guidare per 5 anni in una congiuntura terribile.

Se Marino, ad esempio (probabile futuro sindaco) dovesse essere costretto (come probabile) ad aumentare le tasse locali anche di un solo centesimo, si dovrà scontrare con il 75% che non lo ha votato e con i partiti (PDL e M5S) che da sponde opposte faranno il tiro al piccione.

Altro che la "resurrezione" del PD! Nè il PD, nè il PDL intercettano i voti in uscita da Grillo, che vanno ad allargare l'area della protesta astensionistica.  Il ceto politico tradizionale e i suoi massmedia, nell'interpretare i risultati elettorali con la solita superficialità, darà l'ennesima riprova di miopia: ricordate quando a Natale, dopo le primarie del PD, tutti osannavano Bersani come futuro vincitore e grande stratega del  centrosinistra? 

Piove ? Mr President

Obama mostra i segni di un precoce invecchiamento: lo scandalo IRS (l'ente federale analogo all'Agenzia delle Entrate che nel 2012 aveva disposto un "trattamento particolare" per i contribuenti dello schieramento di opposizione del Tea Party) rischia di aggravarsi. Discriminazione Fiscale, o intimidazione a scopo politico, Obama afferma di esserne meravigliato ma dalle testimonianze dei funzionari dell'IRS emerge che i "capi sapevano" già tutto dal giugno 2012. Chi ha ordinato, chi ha taciuto, chi ha mentito ? Lo scandalo è solo all'inizio. http://blogs.wsj.com/washwire/2013/05/19/woodward-it-isnt-watergate-but-it-is-nixonian/

Un altro scandalo tocca il Dipartimento di Giustizia, colpevole di aver fatto spiare l'Associated Press. In questo caso Obama dice di non sapere ma di giustificare comunque l'iniziativa in nome della lotta al terrorismo. Le restrizioni alla libertà individuale e di informazione sono ormai un dato acquisito, secondo Obama.

 

E infine lo scandalo più doloroso, quello che coinvolge il comportamento dell'Amministrazione e in particolare dell'ex Segretario di Stato Hillary Clinton nell'assalto all'Ambasciata Libica in cui morì l'Ambasciatore Steven: le versioni dei fatti fornite subito dopo l'attentato furono improntate alla manipolazione della verità, per non far emergere le gravi lacune della sicurezza in Libia poco prima delle elezioni presidenziali americane. 

Piove, Mr President