L'incubo di Draghi si chiama Kuroda

Mentre gli opinionisti commentano l'ultima intervista di Mario Draghi alla Bild cercando di interpretarne le implicazioni nello scontro con il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, la vera minaccia alla credibilità della BCE viene dal Giappone.salva banche what ever it takes

Il collega giapponese  di Draghi, Haruhiko Kuroda, ha toccato con mano cosa significa fare promesse e non mantenerle, in particolare quelle che interessano gli squali finanziari assetati di "manovre" che gli permettano di speculare su tutto.

E' bastato che Kuroda lasciasse immutato il quadro di misure monetarie - già oltre livelli mai visti - e i "mercati" delusi dalla mancata pioggia di denaro lo hanno messo sotto pressione.

Non c'è più nessuno tra gli analisti economici che dubiti della incompetenza del giapponese, che da tre anni promette -  a suon di trilioni di dollari - di risolvere la crisi deflattiva senza riuscirci. Non ci crede più nemmeno il suo padrino Abe, che ora dovrà sostituirlo con qualcuno meno imbarazzante.  

L'ultima trovata di Kuroda era stata quella di copiare Mario Draghi con i tassi negativi sui depositi (chi risparmia deve pagare chi si indebita) ma tutto continua come prima. 

Per un banchiere centrale è come ricevere una lettera di licenziamento per giusta causa.

MarketWatch: "Bank of Japan boss Kuroda shocked markets by not launching more stimulus.

“It is hard not to feel sorry for the Bank of Japan,” said IG’s Chris Beauchamp in a note. “It has tried unconventional policy once this year, and it didn’t work. Now it has tried to be unconventionally conventional, sitting on its hands, and this hasn’t worked either.”

Ed ecco allora che sorge il dubbio:  Draghi, che ha fatto le stesse inutili e rischiose manovre di Kuroda, farà la stessa fine del giapponese ?

Fin quando si tratta di rispondere alle melense domande dei giornalisti, Draghi ha vita facile e può persino permettersi di raccontare la favola che lui non fa politica, ma obbedisce alle leggi - e si permette di minacciare gli inglesi in caso di Brexit ! 

Ma ad un certo punto gli squali gli chiederanno di più, come lo hanno chiesto a Kuroda, pronti ad azzannarlo se dovessero rimanere delusi.

 

TPP, e sapete di non sapere

 

L'immagine che vedete sopra è tratta dal sito del senatore americano Bernie Sanders, candidato democratico alle primarie per le elezioni presidenziali USA del 2016.

Il repubblicano Donald Trump è ancora più categorico e greve. In conclusione, l'accordo storico chiamato TPP per il "libero scambio" tra 12 paesi - 40% del commercio internazionale - firmato in pompa magna, in America sono in pochi a volerlo, a parte Obama che pur di passare alla storia firmerebbe qualunque cosa.

Tutta la stampa ha usato iperboli e illustrazioni per parlare di una cosa di cui nessuno sa ancora nulla (perchè NON si deve sapere nulla).

Qual'é il vero contenuto del TPP ?

Secondo WIRED sarebbero 10 le cose da sapere http://www.wired.it/economia/2015/10/06/trattato-scambio-tpp/

Secondo l'Internazionale invece sarebbero sette: http://www.internazionale.it/notizie/2015/10/05/trans-pacific-partnership-scheda

Allargando la panoramica si può spaziare da un minimo di tre ad un massimo di 15 cose da sapere su TPP.

I più informati mi sembrano quelli della Electronic Frontier Foundation : https://www.eff.org/deeplinks/2015/10/trade-officials-announce-conclusion-tpp-now-real-fight-begins

Nel frattempo i soliti antagonisti che sanno di sapere organizzano una protesta contro il gemello europeo TTIP:

A cominciare da sabato 10 ottobre, le campagne internazionali Stop TTIP organizzeranno eventi, mobilitazioni, presidi in centinaia di città, tutti con un intento preciso: fermare il Trattato transatlantico fra USA e Ue, bloccare il negoziato TiSA sulla liberalizzazione di tutti i servizi e impedire la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio fra Ue e Canada.
«I movimenti tornano in piazza per affermare che serve una netta inversione di rotta – dichiara Marco Bersani, fra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Il TTIP dev’essere fermato subito per riaprire la strada ad un nuovo modello sociale, fatto di beni comuni, diritti e democrazia, in Italia e in Europa».
La più grande manifestazione è attesa a Berlino, e ad essa parteciperà anche una parte della campagna italiana.

 

Mr Draghi, se tu fai QE noi facciamo ....BYE

Immaginate una zona dell'Africa devastata dalle carestie e dalla povertà. Immaginate che qualcuno prometta di inviare un grande quantitativo di generi alimentari alle popolazioni di quelle zone. Immaginate la carovana di camion stracolmi di pacchi e sacchi.

Immaginate l'arrivo della carovana nel piazzale polveroso dell'accampamento dove decine di migliaia attendono i viveri. Immaginate che dai camion iniziano le operazioni di scarico  e una moltitudine di persone si spinge, si picchia, si travolge per guadagnare le posizioni più favorevoli vicino ai camion e afferrare i sacchi di farina e quant'altro. Dopo pochi attimi vi rendete conto che un manipolo di energumeni armati si accaparra la quasi totalità degli aiuti scaricati. Gli energumeni si fanno strada con la forza (non hanno sofferto la fame e gli stenti) e non lesinano bastonate a chi cerca di ricevere il tanto desiderato aiuto alimentare.

Questa è la metafora del QE - già sperimentato da Bernanke (lui lanciava i soldi dall'elicottero), dalla Yellen, da Carney e dal banchiere di Abe (si chiama Kuroda ma è insignificante e nessuno ne conosce il nome). Ora tocca a Mr Draghi lanciare i soldi ad una moltitudine bisognosa, ma i posti migliori per arraffare tutto li hanno già prenotati i soliti potenti.

Come difendersi dall'ennesimo sopruso, mascherato da intenti nobili e salvifici ?

Nel solo modo che la dignità umana ci consente: non partecipare, non prestarsi al ricatto.

Per questo, Mr Draghi, più voi iniettate denaro fasullo nel sistema e più noi ridurremo le spese e i consumi, preferiremo tenere i risparmi sotto il mattone anzichè comprare titoli di stato di paesi ultraindebitati che non pagano più interessi (anzi, per acquistare la loro monnezza pretendono di essere pagati). Gli esperti finanziari diranno che un simile atteggiamento è stupido e improduttivo, ma non presteremo ascolto.

Con le debite proporzioni, più Draghi regala denaro ai soliti sopraffattori e speculatori, più noi ci defileremo dalla ressa.

 Good bye, Mr QE. 

Forse un giorno anche gli economisti di corte si accorgeranno che la cattiva depressione è figlia di pessimi banchieri.

Draghi non è un politico?

Mario Draghi, che si dice pronto ad inondare l'Europa di denaro facile (per i pochi fortunati), afferma di non essere un "politico" e pertanto non è interessato alla carica di Presidente della Repubblica italiana che Napolitano lascerà vacante tra poco.

Mario Draghi ha ragione: i politici in Europa non contano quasi nulla, perché le vere scelte oggi le fanno i tecnocrati, nazionali e sovranazionali, che non partecipano alla farsa delle elezioni manipolate e delle battaglie in bicchieri d'acqua.

Mario Draghi non ha bisogno di chiedere il consenso elettorale per decidere le sorti della moneta europea (e quindi delle economie e dei rapporti sociali nei paesi euro): si sente investito ed illuminato dall'alto e tuttalpiù può chiedere l'opinione di altri banchieri, anch'essi liberi dai condizionamenti della "politica".

Mario Draghi tra meno di un mese deve iniziare la sua missione salvifica (QE) che consiste nel CREARE INFLAZIONE per "STIMOLARE la CRESCITA", cioè aumentare la tassazione reale a carico dei cittadini a favore degli Stati indebitati che utilizzeranno il denaro stampato dalla BCE per aumentare i loro debiti e perpetuare le politiche economiche nazionali dimostratesi inutili, improduttive ma funzionali al mantenimento del potere.

Mario Draghi ha scelto di pronunciare il suo "rifiuto" alla Presidenza italiana a tre settimane dal voto in Grecia: in tal modo Draghi avvisa i politici che quel voto è inutile, chiunque vinca e che la BCE accoglierebbe con favore anche una eventuale vittoria di Syriza, anzi ...

Mario Draghi non deve spiegare a nessuno (e non spiega) perché i duemila miliardi di euro stampati e regalati alle banche per comprare titoli di debito italiano o spagnolo o francese non hanno prodotto alcun cambiamento nelle economie di quei paesi, anzi ...

Mario Draghi non deve chiedersi (e spiegare) per quale motivo in Giappone il QE ultras di Abe ha fallito, e il QE di Bernanke-Yellen in USA altrettanto (se si depura la favola dalla realtà di un debito pubblico USA cresciuto fino a 18 trilioni di dollari, di una working class scomparsa e di un tasso di ineguaglianza sociale malcelato).

Mario Draghi non deve chiedersi perché l'economia europea non chiede prestiti a tasso zero, e come sia possibile che lo stato italiano (il cui debito pubblico viaggia al 150% del PIL) paga interessi inferiori a quelli degli Stati Uniti o della Gran Bretagna, o che le banche europee nascondano ancora buona parte dei loro bilanci, anche grazie a quegli ABS che lui vorrebbe comprare ...

Mario Draghi, in compagnia degli altri banchieri centrali, non verrà mai sfiorato dal dubbio che l'economia mondiale soffra delle scelte monetarie delle ultimi 20 anni e che la DEFLAZIONE sia l'effetto combinato di un indebitamento elevato e di tassi di interesse sottozero.

Mario Draghi non sa che il denaro lanciato dall'elicottero non finisce mai nelle tasche di chi ne avrebbe bisogno ma in quelle di chi è più potente, violento e ricco per accaparrarsi la manna che scende dal cielo.

Mario Draghi non è un "politico": lui i politici li tiene in pugno.

ABE, la farsa della democrazia

Il Giappone vota per incoronare il metodo ABE - ABENOMICS - in quelle che saranno le elezioni con il minor afflusso di elettori nella storia giapponese.

La Camera Bassa è stata sciolta un mese fa da Abe per consentirgli di chiedere ai giapponesi : "se volete che NON vi aumento le tasse sul consumo (IVA) votatemi".

I giapponesi risponderanno alla chiamata di Abe in modo scontato, ma con una astensione record, che potrebbe sfiorare il 45%. Già nelle elezioni vinte da Abe nel 2012 si era verificato un forte calo di votanti (da circa 70 milioni a 58).

Il voto giapponese sarà una ulteriore dimostrazione della divergenza tra politica e società, che riguarda tutti i continenti dall'Europa all'Asia passando per l'America.

Il fenomeno della "inutilità" della democrazia, cioè della partecipazione e della scelta, in un sistema globalizzato ed uniforme di manipolazione, imposizione del consenso, controllo e repressione poliziesca, scelte economiche improntate alla distruzione del lavoro, al sequestro del risparmio, alla massimizzazione dei profitti e delle rendite.

L'astensione non è certo un fenomeno consapevole ed organizzato, ma la risposta crescente ed inconsapevole ad una domanda banale: "perché chiedermi di votare, se le decisioni sono state già prese ed imposte ?".

Come ha fatto Abe in Giappone, prima rinviando l'aumento delle tasse (necessario a limitare la crescita del gigantesco debito pubblico giapponese sotto il 250% del PIL) e poi chiamando gli elettori a rafforzare la sua decisione. E in ogni caso, prima che fossero evidenti i segni del fallimento della ABENOMICS: dopo due anni di "stimoli" (quelli che Draghi vorrebbe importare in Europa) l'economia è in recessione, le aziende chiudono ad un ritmo crescente, la corruzione e l'apatia dilagano.

Meglio votare subito, anche se in pochi, prima che anche questi se ne accorgano.

 

 

ABE è il modello: i debiti non si pagano

La Banca del Giappone, abbandonando le ultime parvenze di indipendenza dal potere politico ha deciso di "raddoppiare all'infinito" la stampa di yen, con l'obiettivo di "sconfiggere la deflazione".

In termini tecnici significa che chi è creditore verso lo Stato giapponese - il cui debito pubblico è pari al 250% del Prodotto Interno Lordo - si vedrà svalutare ulteriormente i suoi crediti. Il governo ABE, in crisi di consenso e senza aver risolto i problemi strutturali dell'economia giapponese dopo 2 anni di "abenomics", tenta la mossa della disperazione: dichiarare al mondo intero che i debiti si fanno ma non si pagano (o si ripagano con carta svalutata). Ma i creditori dello Stato giapponese sono in gran parte i giapponesi stessi, i quali non hanno scelta che aggrapparsi ad Abe, perché altrimenti dovrebbero coprire i debiti dello Stato con soldi veri, cioè tasse.

 

I Cinesi chiedono il boicottaggio anti-Giappone

La reazione cinese alla provocazione giapponese sarà molto dura. E' quanto promettono i più alti livelli del governo e delle forze armate cinesi, dopo la visita di Abe al santuario dei caduti in guerra giapponesi, compresi alcuni condannati per crimini di guerra contro le popolazioni inermi della Corea e della Cina.

L'opinione pubblica cinese chiede ai propri governanti di non tollerare più l'arroganza di Abe, definito pubblicamente come un "ipocrita e senza scrupoli".

La misura più richiesta è il boicottaggio delle merci giapponesi, facile a dirsi ma rischioso sia da un punto di vista politico (sarebbe un ulteriore gradino verso l'escalation totale) sia sotto l'aspetto economico, perché entrambi i paesi hanno interessi bilaterali che generano contraccolpi sociali.

Ma questa volta i cinesi sembrano aver perso davvero la pazienza. Alcuni prevedono addirittura l'invio di navi nelle acque del mare orientale (vicino alle isole contese) per sfidare i giapponesi e cercare lo scontro fisico.

 

A Fukushima niente più errori umani

 Il Presidente della Tokyo Electric Power Company (TEPCO) ha assicurato che a Fukushima non si verificheranno più "errori umani", come quello che pochi giorni fa ha causato un altro riversamento di tonnellate di acqua radioattiva da uno dei serbatoi di stoccaggio.

Molti vorrebbero dar credito alle parole del signor Naomi Hirose (il Presidente) ma il caso ha voluto che mentre pronunciava il solenne impegno, alla centrale di Fukushima è mancata per qualche minuto l'energia elettrica, bloccando l'impianto di raffreddamento di uno dei reattori. Errore umano, qualcuno avrà pigiato l'interruttore sbagliato.

L'unico a credere alle parole di Hirose è il Primo Ministro Abe, quello che ha garantito che a Fukushima è tutto sotto controllo, e i Giochi Olimpici del 2020 non saranno turbati da alcunchè.

In mezzo a tanto ottimismo, si affacciano dubbi sul futuro economico della TEPCO. L'azienda è di fatto al collasso e si regge solo grazie alle iniezioni di soldi pubblici. Ma sono in molti ormai a chiedere di fare chiarezza: se TEPCO è un'azienda privata, dovrebbe far fronte con i propri mezzi agli impegni economici - tra cui il rimborso alle popolazioni costrette all'evacuazione dalle zone inquinate dalla centrale. Ma TEPCO non ha i mezzi per pagare i debiti presenti e futuri, le sue entrate si sono ridotte dopo il fermo delle centrali nucleari, mentre i costi di gestione dell'emergenza sono saliti alle stelle. Occorrono decine di miliardi di dollari, che TEPCO non ha, e nemmeno il governo Abe.

Fukushima dal punto di vista economico è un pozzo senza fondo, e assorbirà risorse finanziarie per decine di anni. L'alternativa non esiste, perchè significherebbe non finanziare più la TEPCO che sarebbe costretta al fallimento e ad abbandonare i reattori al loro destino, cioè una enorme devastante esplosione.

Quello che Abe non ha ancora detto ai suoi cittadini e al mondo interno: o il disastro nucleare oppure quello economico.

 

TEPCO sbugiarda Abe

Tepco smentisce AbeA pochi giorni dalle perentorie assicurazioni di Abe dopo l'assegnazione delle Olimpiadi 2020 a Tokyo ("la situazione è sotto controllo, nessun pericolo da Fukushima"), arriva una clamorosa smentita ... da parte della TEPCO, società proprietaria dell'impianto di Fukushima, che dichiara pubblicamente che "le perdite di acqua radioattiva NON sono sotto controllo".

La dichiarazione è stata rilasciata dopo che negli ultimi giorni si sono manifestati altri picchi di radioattività nelle acque del sottosuolo. Nessuno sa da dove provenga quest'acqua, se dalle sorgenti inquinate dal "lavaggio" ad opera delle piogge del terreno contaminato, oppure dagli enormi serbatoi di stoccaggio dell'acqua di raffreddamento dei reattori danneggiati, o da entrambe le situazioni. 

Le dichiarazioni della TEPCO purtroppo arrivano, per strana coincidenza, solo dopo la decisione del Comitato Olimpico: chi ha "convinto" la TEPCO a non diffondere i dati prima?, c'è stata una sorta di ricatto tra governo giapponese e la società che gestisce l'impianto di Fukushima? 

Perchè il CIO, o chi per lui, non apre un'inchiesta internazionale sulle dichiarazioni di Abe? dal momento che sulle Olimpiadi pende una minaccia così grave ?.

Se già prima c'erano forti perplessità su come fossero stati assegnati i giochi Olimpici del 2020, ora c'è un motivo in più di preoccupazione: il governo Abe sta nascondendo al mondo intero la verità su quanto accade a Fukushima. Un disastro di proporzioni sconosciute sta coinvolgendo l'Oceano Pacifico, altro che Olimpiadi del 2020 !!  

Lo scandalo delle Olimpiadi 2020 a Tokyo

L'assegnazione delle Olimpiadi 2020 a Tokyo, anziché Madrid o Istanbul, è una decisione scandalosa, per le motivazioni e per le conseguenze.

Nel comunicato finale si scopre che il Giappone è stato preferito alla Spagna e alla Turchia perchè ritenuto politicamente ed economicamente  più stabile e sicuro (?!).

Quanto denaro è servito per corrompere i membri del Comitato Olimpico affinchè potessero credere ad una simile falsità ?

Adesso è evidente a tutta l'opinione pubblica mondiale il motivo per cui da mesi si nascondono i veri numeri di quello che sta accadendo a Fukushima, 200 km a nord di Tokyo.

Nel 2020 in Giappone la vera "attrattiva" non saranno i Giochi Olimpici, ma un lago di 10 milioni di tonnelate di acqua radioattiva, creato per raffreddare i reattori di Fukushima che nel 2020 staranno ancora lì a buttare stronzio e cesio. Ma "Abe said the situation at the plant is under control and will never do any damage to Tokyo". Ma un documento recente della TEPCO (scarica il PDF)ammette per la prima volta l'esistenza di una perdita dall'impianto del reattore 1 ( e non solo quindi dai serbatoi di stoccaggio) che finisce nel sottosuolo e poi nell'Oceano Pacifico.


Nessuno ha informato il Comitato Olimpico che 48 ore prima  la Corea del Sud aveva vietato l'importazione del pesce pescato nelle acque ad est del Giappone?

Ed inoltre il debito pubblico giapponese, che ora è solo il 250% del PIL (forza Letta, che ne hai ancora da correre per raggiungere Shinzo Abe) nel 2020 sarà del 350%, grazie anche alle spese da sostenere per allestire i giochi.

Due "bombe" che da qui al 2020 potrebbero esplodere in qualsiasi momento. Ma i membri del Comitato Olimpico hanno ritenuto più sicuro e stabile il Giappone, data la proverbiale attitudine dei giapponesi a subire qualunque trattamento senza protestare. E per questo hanno davvero ragione. Ma non hanno fatto i conti con la natura ...

E infine Erdogan avrà un buon motivo per reprimere dissenso ed opposizione: "visto cosa succede a manifestare ? per salvare qualche albero ci avete fatto perdere l'occasione delle Olimpiadi..."


Fukushima, livello allarme 5

Fukushima livello allarme 5

Una settimana fa i tecnici della NRA giapponese avevano deciso di rompere l'omertà sulla reale situazione di Fukushima. Il livello di allarme, in una scala di gravità crescente da 1 a 7, fu elevato improvvisamente da 1 a 3, dopo aver trovato una perdita di acqua contaminata che aveva fatto salire le radiazioni a 1.800 msievert.

 

Da quel giorno il livello di radioattività in prossimità dell'area di stoccaggio dell'acqua è salito a 2.200, senza che ancora si sia individuato con precisione la fonte della perdita e la causa.

La minaccia di inquinare il Pacifico, che già da alcuni mesi avrebbe dovuto allertare l'opinione pubblica giapponese e  mondiale, ormai è diventata una certezza.

Come è altrettanto certo che il Governo giapponese cerca di nascondere la verità e cioè la incompetenza della TEPCO ad affrontare l'emergenza e ad approntare un piano credibile per mettere in sicurezza l'impianto.

L'ultima trovata, tragica e farsesca, del governo Abe è stata quella di stanziare mezzo miliardo di dollari per costruire un gigantesco "muro di ghiaccio" per congelare l'acqua contaminata prima che si riversi nell'oceano !

Un'idea folle, che da sola meriterebbe di far scattare un allarme a livello 5 sull'incidente di Fukushima.

Ma il livello 5 - solo due tacche prima della catastrofe - è una realtà tecnica possibile per l'impianto, e per vari motivi concomitanti.

Gli oltre 300 serbatoi contenenti migliaia di tonnellate di acqua contaminata, potrebbero progressivamente fessurarsi per un difetto di progettazione all'origine; questo spiega l'improvviso innalzamento della radioattività degli ultimi giorni;

nel sottosuolo si sta raccogliendo un lago di acqua piovana radioattiva, per l'accumulo delle polveri di superficie trasportate dalle pioggie;

non si sa quasi nulla delle barre di combustibile spento, collocate in una piscina di raffreddamento, che avevano iniziato il meltdown, fermato usando tonnellate di acqua di mare.

Non si tratta quindi di fronteggiare un'unica causa, ed è per questo che appare ancora più sconcertante l'idea dei tecnici Tepco e dei ministri di Abe di fronteggiare la situazione "congelando" il terreno. Nessuno ha idea di cosa significa creare un ghiacciaio artificiale profondo decine di metri e lungo almeno un chilometro, e tenerlo in funzione per almeno trenta anni senza alcuna interruzione. 

La Bomba Atomica di Fukushima

nagasaki bomba atomicaSeppur con notevole ritardo, il mondo inizia a prendere atto dei rischi nascosti dentro l'impianto di Fukushima. Rischi negati, sottaciuti, sottovalutati dai giapponesi della TEPCO, dal governo Abe (che è il vero proprietario della TEPCO) e dalla NRA, l'agenzia di controllo delle centrali nucleari.

 

Iniziano a trapelare le ammissioni sulla gravità della situazione (il livello di allarme innalzato da 1 a 3 nei giorni scorsi) creata dalle perdite di acqua radioattiva dai serbatoi costruiti per contenere il liquido di raffreddamento dei 4 reattori incidentati.

 

Si tratta di diverse centinaia di serbatoi (nessuno sa quanti siano, pare circa 400 con una capacità di 300 tonnellate ciscuno, ma alcune fonti parlano di 1000 tank ordinati) quasi tutti minacciati da un difetto di fabbricazione che si manifesta dopo un certo tempo di utilizzo: la resina con cui si "saldano" le fasce circolari di acciaio di cui sono composti i serbatoi, non resiste all'effetto combinato dell'acqua radioattiva e crea delle perdite, che fuoriescono, si insinuano nel sottosuolo e finiscono in mare aperto.

 

Con calcoli elementari si determina che il rischio potenziale riguarda decine di migliaia di tonnellate di acqua radioattiva. 

 

Ma a questo si aggiunge l'ammissione che, per cause ancora sconosciute, nei tunnel sotto i reattori si è creato un lago di acqua altamente radioattiva - soprattutto di cesio - che si riversa nell'oceano. 

Si teme che uno dei reattori o la piscina di stoccaggio delle barre di uranio "spento" possano iniziare il meltdown, ipotesi che trasformerebbe Fukushima in una bomba atomica ad orologeria. Nel gioco delle parti, l'agenzia nucleare giapponese NRA ha iniziato a fare la voce grossa contro la TEPCO, rivelando episodi e dati allarmanti che gettano ombre sull'inettitudine dei manager TEPCO e sulla "fiducia" a loro accordata dai ministri del governo. 

I vertici TEPCO avrebbero nascosto la gravità della situazione per "non disturbare" i candidati governativi nelle recenti elezioni politiche

I paesi confinanti, ed in particolare la Cina, iniziano a manifestare pubblicamente la preoccupazione per il rischio di contaminazione delle acque oceaniche e quindi degli ecosistemi che coinvolgono tutti i paesi del Pacifico (USA compresi), e lamentano la irresponsabilità con cui il governo di Abe sta affrontando la questione.

I giapponesi cercano di prendere tempo, almeno fino all'inizio di settembre, quando il Comitato Olimpico dovrà decidere l'assegnazione dei Giochi Olimpici del 2020: sono in lizza Madrid, Instanbul e ... Tokyo, la quale dista 200 chilometri da Fukushima. Creare troppo allarmismo, potrebbe pregiudicare le chance giapponesi, i sogni di grandezza di Abe e il modello di uscita dalla crisi economica denominato Abenomics.

 

La ragion di Stato internazionale impone a tutti di non allarmare troppo l'opinione pubblica, e guai a dichiarare che a Fukushima si stanno creando le condizioni per un disastro ancora più grande!

La settimana orribile di Obama

snowden

aggiornamento: Anche milioni di brasiliani spiati da NSA !

 

Con l'annuncio della disponibilità del Venezuela, del Nicaragua e della Bolivia a concedere "asilo umanitario" a Snowden e le immagini dei violenti scontri al Cairo tra gli schieramenti pro e contro Morsi, si chiude una settimana pesante per Obama e la sua politica internazionale.

1) Il Sud America vs Nord America. L'effetto del dirottamento aereo del Presidente Boliviano Morales, colpevole di voler concedere una soluzione al caso Snowden, è stato quello di compattare i paesi del Sud America, e soprattutto le opinioni pubbliche di quei paesi, contro "l'impero USA". Benzina sul fuoco per il Venezuela e il Nicaragua, che certo non sono paesi di fiorente libertà democratica ma che per gli USA rappresentano punti critici di equilibri precari in America Latina, dove in tutti i paesi (dal Cile all'Argentina, dal Brasile al Perù) si sentono gli effetti di una crisi economica esportata dagli USA.

 

2) Lo scontro in Egitto assume i connotati della tragedia, con lo spettro di una guerra civile, e per la politica mediorientale di Obama si profila il rischio di una disfatta di proporzioni storiche. Se salta il perno egiziano, crolla tutta l'impalcatura della politica estera USA degli ultimi 20 anni e di conseguenza anche la politica economica, per gli inevitabili contraccolpi sul prezzo del petrolio e sulle economie precarie di gran parte del mondo. 

Se Obama non riesce a trovare una soluzione rapida e stabile alla crisi egiziana, la sua immagine sarà messa in discussione anche all'interno degli Stati Uniti - dove ancora gode di un piccolo margine di "gradimento". Gli sarà rinfacciata l'ennesima figuraccia nello scacchiere nord africano, dopo la tragedia dell'assalto al consolato di Bengasi e l'impasse in Siria.

3) La settimana orribile si chiude con le immagini (poco diffuse) delle navi da guerra di Cina e Russia che compiono "esercitazioni congiunte" nel Mar del Giappone, a poca distanza di tempo e di spazio dalle "esercitazioni congiunte" degli Usa e Giappone. Un avvertimento neanche tanto velato che russi e cinesi lanciano ad Obama:"Non farti trascinare da Abe (il giapponese nostalgico) in prove di forza, oltre il livello di guardia".

Se anche l'Asia diventa un terreno perdente per la diplomazia USA, a Obama non sarà servito a nulla spiare tutto il mondo

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