Renzi preso a schiaffi (flessibili) a Bratislava

Renzi pensava di respirare a Bratislava la stessa brezza marina di Ventotene e i profumi del Mediterraneo, che da 500 anni inebriano i tedeschi in vacanza in Italia. Ha trovato invece le prime avvisaglie dell'inverno europeo, il freddo diniego della Merkel alle sue richieste di "flessibilità".

Poi lo schiaffo del "non invito" all'incontro di "quelli che contano" (la coppia franco-tedesca). Questa è la rappresentazione che i media hanno dato della clamorosa rottura del "direttorio" Merkel-Hollande-Renzi, dalle cui gesta sarebbero venute le soluzioni ai mali del continente, che invece si è già dissolto con tanto di conferenze stampa separate e dichiarazioni di fuoco del fiorentino.
E allora a Ventotene era tutta una messa in scena ? con buona pace di quanti avevano già intravisto la crescita della statura europea di Renzi grazie al quale l'Italia cancellava i giorni bui di Berlusconi e tornava alla pari dignità con Francia e Germania?.


Oppure - versione più probabile - Renzi aveva sperato che sulla scia della Brexit si aprisse un varco per le sue richieste di " flessibilità" per ottenere più margini di spesa a debito (prima del referendum) e aveva provato a mascherare l'elemosina con i progetti sul contenimento della migrazione dall'Africa e da ultimo per la ricostruzione delle zone terremotate.

Di fronte all'ennesimo diniego della Merkel - reduce dalla sconfitta elettorale in Pomerania, e più sensibile alle minacce del AfD e della Polonia - Renzi ha accusato lo schiaffo e ha provato a mettere in scena il piano B - che prevede di fare la parte sdegnata, la voce grossa e qualche gesto clamoroso per piegare la resistenza dei tedeschi. Del resto era un copione già utilizzato con successo da Cameron, che però aveva fatto male i conti con le possibilità di vittoria del Leave.


Il fallito vertice di Bratislava ha fatto capire ai cittadini europei che la gestione del post Brexit affidata ai politicanti del pre Brexit non esiste: tutti in ordine sparso, più di prima, peggio di prima.

Post scriptum: ironia ha voluto che alle richieste di maggiore flessibilità di Renzi e Tsipras in tema di spesa pubblica (debito) si sia ispirato anche il gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Rep Ceca, Slovacchia) il quale ha chiesto una "solidarietà flessibile" in tema di immigrazione, in modo da poter evitare la regola delle quote di accoglienza, con la minaccia di respingere i Trattati Europei: la parola flessibilità (tradotta in: ognuno fa come gli pare) è diventata l'unica colla dei 27 paesi dell'unione europea. C'è da scommettere che Renzi farà buon uso dello schiaffo di Bratislava, facendo più "populismo" di Salvini e Grillo messi insieme in vista del referendum. A questo punto, se fosse sincero, Renzi inviterebbe a votare per il NO, anziché continuare a fare il doppio gioco.

Post-post scriptum: domenica 18 settembre si vota nel Land di Berlino, SPD e CDU che governano assieme sono in netto calo, cresce l'AfD ... la Deutsche Bank si rifiuta di pagare la multa di 14 miliardi imposta dagli Stati Uniti ... nel nome della flessibilità.

Merkel addio alla GROSSE KOALITION

Il voto regionale nel Meclemburgo-Pomerania segna il tracollo dei partiti tradizionali e il successo degli anti-euro di destra del AfD. Perdono i socialdemocratici (-5%, anche se restano il primo partito non hanno più il sostegno dei Verdi e di Linke) e la CDU di Angela Merkel (-4%, sorpassati dal AfD), i Verdi non superano la soglia e non hanno seggi, come i neonazisti), la sinistra Linke perde il 5,5%.

E' una campana, anzi un campanile, d'allarme per il governo centrale, per la Grosse Koalition e per il modello di governo europeo.

 

Tutti i partiti, di ogni collocazione, sono stati "puniti" dagli elettori.

Ma sarebbe riduttivo e sbagliato pensare che l'avanzata di AfD sia solo il frutto delle paure suscitate dai "migranti" e dal terrorismo islamico che serpeggiano in tutti gli strati sociali.

Ci sono almeno altre due ragioni che spingono molti elettori tradizionali di centro e di sinistra verso il cosiddetto "populismo".

1) La politica economica tedesca viene vista come succube della BCE e causa  malumori e ansie tra i pensionati e i piccoli risparmiatori, penalizzati dai tassi negativi e dal "sequestro" dei risparmi.

2) L'esito del referendum sulla BREXIT ha fatto crescere la sensazione che è possibile sconfiggere l'ineluttabile "gabbia" imposta dalla tecnocrazia, dando argomenti e slancio a quanti sostengono i temi dell'identità nazionale (non solo in chiave reazionaria) prima di quella europea.

Non basterà quindi al Cancelliere tedesco annunciare qualche ripiegamento sulle politiche dell'accoglienza dei migranti per riprendersi i voti ceduti a AfD, ma dovrà agire a tutto tondo per riaffermare  i valori tradizionali dei conservatori in vista delle elezioni politiche genearali del 2017.

La Grande Coalizione con l'SPD, ponte strategico verso Bruxelles e la BCE di Draghi sarà la prima vittima del tentativo di riscossa della Merkel.

 

 

Voto shock per la Merkel

Il voto dei tre Land tedeschi va oltre le previsioni della vigilia, che pronosticavano un arretramento della CDU di Merkel e un'avanzata della destra AfD.

La CDU perde più del previsto (soprattutto in Baden-W, quasi dimezzato) a vantaggio sia della AfD che della FDP (Liberali), mentre i socialdemocratici mantengono la Renania ma perdono vistosamente sia in Sassonia che in Baden-W.

I Verdi sono il primo partito nel Baden-Wurttemberg, ma negli altri due Land perdono.

Per la coalizione CDU-SPD (e per la Merkel) è stata una bocciatura senza attenuanti, che non si spiega solo con le polemiche sui profughi e le violenze di Colonia.

 Baden-Württemberg

Trionfo dei verdi, successo AfD che sorpassa SPD in calo, crollo della CDU (Merkel), avanza FDP

 Rheinland-Pfalz

Tiene SPD, arretra CDU, successo AfD, arretrano Verdi, avanza  FDP

Sachsen-Anhalt

Tiene CDU, valanga AfD, crollo Linke e SPD, arretrano Verdi, avanza FDP