CRISI ITALIA, il caos sarà più grande di quel che sembra

Una pessima legge elettorale, due personaggi screditati che ricattano e intrallazzano, un presidente della repubblica che, dopo aver firmato la pessima legge elettorale di cui sopra, scopre di non avere influenza e credibilità sugli schieramenti in Parlamento.

La crisi del sistema politico italiano non trova sbocchi, se non quello del ritorno al voto con la stessa pessima legge elettorale e gli stessi personaggi e partiti che ricattano e intrallazzano pur di non lasciare il passo a chi potrebbe mettere in crisi il loro potere ventennale.

Era evidente e scontato che Renzi non si sarebbe mai dimesso da boss del PD e che Berlusconi considera surreale che egli non sia più il leader del centrodestra. Entrambi hanno difeso fino alla fine le loro pretese, che poi altro non sono che logiche di potere e di apparati avvinghiati ad intrecci di interessi, costringendo gli italiani ad assistere alle loro apparizioni indecenti.

La legge elettorale l'avevano pensata a misura dei loro calcoli che gli italiani hanno tuttavia provato a capovolgere riuscendoci solo in parte.

Il Presidente Mattarella esce anche lui malconcio dai due mesi di consultazioni perchè non ha saputo esercitare quella pressione sufficiente a rimuovere gli ostacoli, dando l'impressione di essere debole ed incerto. Qualcuno pensa che il mite Mattarella fosse ancora troppo legato al ricordo di quel Renzi che lo ha fatto salire al Colle per potersi smarcare con più decisione.
Ora che il pessimo cabaret è finito ci si rende conto che le soluzioni prospettate sono orribili al pari di quelle propinate nei due mesi scorsi.

Votare a luglio oppure sopportare un governo "neutrale" !! volete essere cotti in padella o alla brace?

Il governo "neutrale" di Mattarella sarà benedetto da Renzi (e da tutto il PD) perchè lo aiuta a sopravvivere per altri mesi, a recitare la parte del segretario che c'è ma non si deve vedere, a rinviare l'ulteriore sconfitta elettorale sognando improbabili soluzioni alla Macron.
Anche Berlusconi si aggrapperà alla zattera del Presidente, perchè è convinto di poter ancora ricattare Salvini come ha fatto fino ad ora.

Gli italiani questa estate possono stare tranquilli, andando in vacanza o rimanendo chiusi al fresco a casa loro: la calda estate non sarà rovinata dai comizianti elettorali, e si andrà a votare con le prime fresche piogge di ottobre.
Chi proverà a rovinargli le vacanze saranno i soliti manovratori ai quali non sembra vero di poter fare un semplice giochino: soffiare sulla crisi, sullo spettro dei mercati, gli sbarchi dei migranti, qualche guerra vicina o lontana, pur di giustificare la necessità che il "governo neutrale" prosegua fino al prossimo anno.

I giornali finanziari internazionalii oggi riportano che "Italian stocks and bonds sold off on Tuesday as fears mounted that the country will need to hold a fresh general election over the summer as a last-ditch effort to form a government crumbled on Monday."

Nei prossimi mesi gli italiani subiranno minacce oscure e promesse idilliache : il Caos è alle porte ma per fortuna c'è il Governo Neutrale che ci difende.

E se proprio non dovesse succedere nulla, ci penseranno Rai di Renzi e Mediaset di Berlusconi a creare il clima giusto per farci ravvedere. Di Maio e Salvini sono avvisati.

Renzi lascia il PD nel caos e va al governo con Salvini e Berlusconi

Passate le elezioni friuliane, il cui esito a favore del centrodestra leghista era previsto anche se con proporzioni diverse, la vera novità resta l'intervista di Renzi che senza tanti giri di parole ha annunciato che i "suoi" parlamentari non voteranno mai la fiducia a Luigi Di Maio ma appoggeranno un governo "che dovrà scrivere le regole" assieme al centrodestra, a guida Salvini e regia Berlusconi, anche a costo di lasciare il PD.

Il boss della Lega non avrà difficoltà ad accettare i voti di Renzi, perchè quelli non saranno voti targati PD ma di un "nuovo soggetto politico", di cui si farà garante il Caimano, e potrà quindi sempre dire di essere stato coerente.

I 5Stelle potranno gridare allo scandalo ma servirà a ben poco, perchè un esecutivo con dentro la coppia Renzi-Berlusconi questa volta punterà a fare di tutto per isolarli e distruggerli.

Altro che Terza Repubblica, va in scena la vendetta della Seconda.

CABARET ITALIA, eppur si muove

L'esplorazione di MEA Casellati è andata a sbattere (dalla parte interna) contro i cancelli di Arcore, perchè Di Maio si è rifiutato di digerire l'ipotesi di ministri berlusconiani in un governo M5S - centrodestra.
Ma la Casellati non si è immolata invano ...

Berlusconi infatti ha finalmente esternato quello che pensa degli italiani, "imbecilli che hanno votato 5Stelle", ai quali farebbe "pulire i cessi nelle sue aziende" e ha detto chiaramente che preferisce fare un accordo con PdRenzi.

Lo sfogo poco istituzionale del Caimano gioca a favore di Salvini, che al confronto sembra un prof di Oxford.

Il boss della Lega adesso può non nascondere la preoccupazione che l'alleato Silvio punta a farlo fuori, con un governo "del Presidente" che imbarca sia Forza Italia che il PD. E per evitare di finire isolato e stritolato, Salvini non può che tornare a guardare Di Maio, per evitare il rischio di elezioni anticipate gestite da Gentiloni o, ancora peggio, da un primo ministro balneare gradito al Cavaliere e alle sue televisioni.

CABARET ITALIA, Berlusconi esploratore

Nel tentativo di ingannare il tempo che ci separa dal 2 maggio, data in cui la crisi politica italiana entrerà nella fase finale decisiva, il Presidente della Repubblica Mattarella ha chiesto alla M.E.A. Casellati, alias Berlusconi, di "esplorare" la giungla dei partiti e delle correnti per tentare di trovare la strada che porti ad un nuovo governo.

L'esplorazione è rivolta principalmente a Di Maio e Salvini, per verificarne la disponibilità ad un accordo tra M5S e TUTTO il centrodestra, dopo che entrambi erano stati sbeffeggiati da Berlusconi  al Quirinale, e quindi è facile immaginarne l'esito pratico. 

Nel frattempo inizia a farsi strada una richiesta di buon senso, quella di NON corrispondere lo stipendio dei primi due mesi ai parlamentari eletti, dal momento che non hanno avuto quasi nulla da fare e non ne avranno per il prossimo mese.

CABARET ITALIA

Silvio Berlusconi ha trasformato l'incontro al Quirinale in un intermezzo da cabaret anni '50, come un giullare che tenta di prendersi tutta la scena anziché rassegnarsi a fare la comparsa.

Ha scimmiottato il suo neo-regista Salvini, mentre leggeva il comunicato finale dell'incontro con Mattarella, e poi gli ha rubato il microfono per avvisare tutti gli italiani di non votare più per i 5Stelle : "mi raccomando, fate i bravi, sappiate distinguere chi è un democratico e chi non conosce l'abc della democrazia".

Forse Berlusclown pensa di essere già nella prossima campagna elettorale, o più semplicemente alza il prezzo che gli altri dovranno pagargli per tenerselo ancora sulla scena del prossimo governo.

Ma in entrambi i casi si tratta di un disegno sbagliato, perchè la comparsata al Quirinale giustifica ancora di più le "irritazioni" del suo neo-regista Salvini, che sarà sempre più tentato di toglierlo definitivamente dallo spettacolo, e i veti di Di Maio che certo ha la faccia da ragazzo educato ma non fino al punto di allearsi con chi lo insulta pubblicamente.

In ogni caso l'intrattenimento di Berlusclown servirà a riempire il tempo che intercorre fino alla fine di questo mese, tra incarichi fasulli e preoccupazioni vere, quando le possibilità di fare o non fare un governo da parte di tutti gli attori in scena saranno davvero verificate.

Per ora accontentiamoci del cabaret Italia.

 

Il caso ITALIA

Credevo di aver esagerato nel titolo del post del 4 marzo "elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra". Quest'ultimo giudizio nei giorni successivi non aveva elementi visibili di conferma: la Lega di Salvini aveva preso più voti del partito di Berlusconi ma tutto sommato non sembrava che l'evento potesse mettere in crisi un'alleanza basata su evidenti e reciproche convenienze. Meditavo di correggere il tiro e mestamente mi accingevo a constatare che il Caimano aveva ancora una volta imposto il suo cinico metodo con la richiesta di eleggere alla presidenza del Senato il fido condannato Romani con il solo scopo di umiliare Salvini e soprattutto i 5 Stelle.

Il segno della sua egemonia, nonostante la sconfitta elettorale, avrebbe dato un'impronta all'inizio della nuova Legislatura.

Ma Luigi Di Maio ha ribaltato il tavolo e Salvini ha avuto il coraggio di sfidare Berlusconi in un braccio di ferro per la leadership del centrodestra, con la mossa a sorpresa del voto alla Bernini che ha fatto scattare la reazione rabbiosa della vecchia guardia di Forza Italia, seguita poi da una precipitosa ritirata quando si sono resi conto che il boss leghista poteva (se voleva) fare a meno di loro. Ma gli insulti e le minacce hanno svelato a tutti che il centrodestra o è a guida leghista oppure non esiste.

E quindi avevo visto giusto la sera del 4 marzo: il "caos nel centrodestra" è il fatto nuovo della nuova stagione politica italiana, assieme ovviamente alla sconfitta epocale del centrosinistra e di Renzi.

Forza Italia sorpassata e fagocitata dalla Lega non ha praticamente alcun futuro, a meno che non si accontenti di vivacchiare all'ombra di Salvini, cedendogli l'egemonia che per un quarto di secolo è stata di Berlusconi.

Nei retroscena che hanno accompagnato l'elezione del presidente del Senato si è consumato il tramonto definitivo del berlusconismo, anche nella sua nuova versione di "ammaestratore di populisti" per conto dei tecnocrati europei. Se Salvini gli garantisce di curare i suoi interessi privati, il cavaliere scioglierà il partito-azienda e salirà sul carro leghista. Quasi tutti i suoi maggiordomi lo seguiranno.

Adesso la coppia M5S-Lega comincia davvero a far paura a chi pensava di poterli comunque condizionare con le astuzie del vecchio establishment e l'Italia è davvero il primo vero preoccupante caso di anomalia politica dirompente nel panorama europeo.

E' nato il "caso Italia".

Elezioni 4 marzo, la DESTRA ha già vinto

Se c'era bisogno di capire chi e perchè vincerà le elezioni politiche del 4 marzo la risposta è arrivata in modo chiaro e inequivocabile da Macerata: vincerà la destra di Berlusconi-Salvini con la quasi piena soddisfazione dei fedelissimi di Renzi.

Il voto degli italiani, i due terzi che andranno a votare, servirà solo a stabilire se la maggioranza in Parlamento sarà autosufficiente o se dovrà ricorrere a qualche manipolo preso in "prestito" dal PD.
Ad avvalorare questa triste ipotesi non ci sono solo i sondaggi, tutti unanimi nel dare la coalizione di centrodestra  vincente grazie ad una legge elettorale idiota voluta da Renzi, ma soprattutto il clima e l'aria che si respira fanno intuire che c'è un'ampia egemonia culturale di destra che accomuna gran parte dello schieramento politico. Il neofascista che ha tentato la strage a Macerata è stato trasformato in un eroe della causa nazionale dalla destra sia estrema che moderata, ma anche dalle prove di impotenza dei rappresentanti di governo e delle istituzioni locali.

L'unica incertezza nella vittoria del buio dejavu è rappresentata da chi raccoglierà più voti tra Salvini e Berlusconi.
Se dovesse essere il primo, gli verrà fatto capire con le buone o le cattive che non può essere lui il presidente del consiglio ma in cambio riceverà molti posti di potere; se, come sembra, dovesse vincere Berlusconi, a Bruxelles faranno comunque festa e a Francoforte faranno gli straordinari per stampare altra moneta.


Il Movimento 5Stelle si consolerà con l'effimero primato tra i partiti. Nel futuro Parlamento dovrebbero avere vita facile ad accreditarsi come unica opposizione al governo, ma penso che sarà anche molto alto il rischio dello sfarinamento.

Renzi non ha ancora deciso quale potrebbe essere il risultato più utile per lui e il suo cerchio.

Quello più favorevole, scartata l'eventualità diche il centrosinistra + LeU avvicini la soglia dei 316 seggi, sarebbe un voto senza maggioranze possibili, nel qual caso si andrebbe a mantenere Gentiloni per altri 12 mesi a Palazzo Chigi sorretto da una maggioranza tecnica PD-Forza Italia.
Un governo Gentiloni consentirebbe di gestire il potere in continuità per preparare nuove elezioni chissà con quale porcata di legge elettorale e rinvierebbe forse la resa dei conti interna al PD alle calende greche.
In alternativa c'è l'ipotesi di un Renzi che, messo in minoranza nel PD, se ne va a cercare fortuna con un nuovo partito personale con il vantaggio di possedere l'80% dei parlamentari eletti.

Anche lui si metterebbe a  cantare "non mi avere fatto niente".

 

A che serve una legge elettorale marchiata dall'infamia del voto di fiducia?

Il ceto politico italiano più screditato del dopoguerra sta producendo una legge elettorale a sua immagine e convenienza.
E lo fa con  il metodo più oltraggioso che si potesse utilizzare per una questione così importante, quello del voto di fiducia, un "colpo di mano" come lo ha definito Ezio Mauro su Repubblica, a cui i principali "ruoli istituzionali", dal Presidente della Repubblica Mattarella a Gentiloni e Boldrini, si sono piegati o prestati senza capire che l'infamia avrebbe macchiato anche loro.

manifestazione contro rosatellum


Se passa il Rosatellum, comunque andranno le prossime elezioni elezioni, sappiamo già due cose:


1) i rappresentanti eletti saranno ancora più incapaci e incompetenti che mai, perchè non c'è limite verso il basso che possa fermare la spirale di servilismo, stupidità, arroganza, cupidigia che contraddistingue il ceto politico degli ultimi venti anni.  Se vuoi essere "nominato" dal capopartito devi avere le caratteristiche giuste e devi saperle conservare e riprodurre nel tempo.


2) Il discredito del Parlamento sarà inequivocabile. Qualsiasi deputato, di qualsiasi partito, sarà marchiato dall'infamia di una legge elettorale votata con i trucchi e le imposizioni degli apparati politici. Ma a loro questo non importa, perchè tanto non avranno bisogno di guardare in faccia chi li ha eletti.

Qualcuno prevede che anche il governo che uscirà dal futuro Parlamento è stato già deciso e porta dritto all'accordo Renzi-Berlusconi. Ma questo dettaglio, pur rilevante diventa secondario di fronte allo scandalo istituzionale di queste ore.


Persino un fautore della stabilità ad ogni costo come Giorgio Napolitano, responsabile di scelte che hanno favorito l'ascesa autoritaria di Renzi e lo svuotamento del PD, ha criticato la decisione del governo di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale.

Troppo tardi, non è questa l'ora per chiedere cambi di rotta e scatti di orgoglio.
 

L'attuale situazione e degenerazione non è un "colpo di testa" isolato ma è figlia delle scelte del passato, a cui hanno contribuito anche molti di coloro che ora si scandalizzano.
Avete riempito Montecitorio di teste vuote, cosa vi aspettate ora?

A che serve una legge elettorale marchiata dall'infamia del voto di fiducia?
Semplice, servirà a far governare quelli che l'hanno votata.

Voto di scambio Renzi-Berlusconi

I soliti "garantisti del quartierino" mandano in scena una brutta storia in un parlamento già depresso dal salvataggio del renziano Luca Lotti.

Augusto Minzolini, pupillo di Berlusconi, condannato fino al terzo grado e quindi obbligato dalla legge Severino alla decadenza da senatore, viene salvato dal voto del PD di Renzi.

Dal Corriere della Sera

I numeri del voto

L’Assemblea di Palazzo Madama ha dunque approvato con 137 sì, 94 no e 20 astenuti l’ordine del giorno Caliendo con cui si chiedeva di respingere la delibera della Giunta delle elezioni che si era pronunciata a favore della decadenza del senatore per Forza Italia per incandidabilità sopravvenuta sulla base della legge Severino considerando che il giornalista era stato condannato per peculato con sentenza passata in giudicato per l’utilizzo improprio delle carte di credito aziendali ai tempi del suo incarico in Rai.

 

Renzi Berlusconi Erdogan Trump Xi-Jinping Putin, il potere non si accontenta di informazioni addomesticate

 

Hanno destato sorpresa, ma non indignazione, le dichiarazioni di Berlusconi che in tv da Vespa ha spiegato che lui è per votare NO al referendum del 4 dicembre, mentre il suo fido Confalonieri, in rappresentanza del gruppo Mediaset, voterà Si.


«Hanno paura - spiega il leader FI dallo studio di Porta a Porta - di una possibile ritorsione di chi ha il potere». «Ho avuto discussioni a questo livello - ha detto a Bruno Vespa che si è riferito alle interviste per il Sì di Fedele Confalonieri - e ho dovuto accettare, essendoci una maggioranza di risparmiatori e di investitori, che certe dichiarazioni del presidente di Mediaset, eccetera, sono attribuibili alla difesa dei risparmiatori».


Le dichiarazioni di Berlusconi sono state ampiamente ridimensionate dalla stampa nazionale, che le ha riportate alla stregua di esternazioni di un ex imprenditore vecchio e ormai privo di potere persino sulle aziende di famiglia. E invece dovrebbero essere oggetto di una denuncia ben più forte e convinta, se in questo paese, come nel resto del mondo, esistesse ancora un'idea vaga di cosa sia la libertà di stampa e di opinione.

Il gruppo Mediaset - televisioni, giornali e affari - si schiera con il SI non perchè convinto dalla solidità delle argomentazioni ma solo per paura di una possibile ritorsione di chi ha il potere. E perchè ha paura, forse qualcuno ha lanciato oscure minacce, o ha fatto intendere che i possibili scambi di favori prenderebbero un'altra direzione ?

Le dichiarazioni di Berlusconi avrebbero dovuto suscitare denuncia e indignazione anche da parte di coloro che in passato sono state vittime delle "possibili ritorsioni" dell'ex presidente del consiglio; e dovrebbero interessare anche la magistratura, perchè il ricatto o la ritorsione da parte di qualcuno contro un'azienda è pur sempre un'ipotesi di reato. C'era un tempo in cui le rivelazioni su "possibili ritorsioni" di gruppi di potere verso soggetti privati o pubblici venivano catalogate come "mafiose" o "piduiste". Nell'era di Renzi, sono normali metodi di persuasione esplicita.

Qualcuno si potrà consolare affermando che siamo nella media dello standard internazionale per quanto riguarda la libertà di stampa: anche in Turchia avevano inziato con "possibili ritorsioni" contro i mass media che si opponevano ad Erdogan, ed ora non c'è più imbarazzo nel chiudere i giornali e incarcerare i giornalisti. Per non parlare della Cina di Xi Jinping, che senza tanto clamore sta accentuando la repressione su chiunque faccia circolare idee non in linea con il suo pensiero, chiudendo addirittura giornali e siti internet vicini al partito comunista che un tempo servivano a testimoniare un qualche grado di tolleranza. O della Russia di Putin, dove i giornalisti vengono eliminati fisicamente.
E Trump, appena eletto, ha radunato gli editori e direttori delle principali catene di informazione che avevano appoggiato la Clinton per sbeffeggiarli e minacciarli. Anche negli USA qualcuno deciderà di "votare SI a Trump" per paura di "possibili ritorsioni".

Il Potere non si accontenta più dell'informazione addomesticata, ha bisogno della totale sudditanza, e i grandi network non chiedono di meglio. 

WIKILEAKS mette in rete la NSA

https://wikileaks.org/nsa-201602/

 " Today, 23 February 2016 at 00:00 GMT, WikiLeaks publishes highly classified documents showing that the NSA bugged meetings between UN Secretary General Ban Ki-Moon's and German Chancellor Angela Merkel, between Israel prime minister Netanyahu and Italian prime minister Berlusconi, between key EU and Japanese trade ministers discussing their secret trade red-lines at WTO negotiations, as well as details of a private meeting between then French president Nicolas Sarkozy, Merkel and Berlusconi...."

Si tratta di rivelazioni su fatti già noti o ricostruiti, che non aggiungono granchè alla storia.

Fermo restando che Edward Snowden aveva già denunciato le pratiche illegali della NSA e per questo si trova costretto a ricevere "protezione" da Putin, fermo restando che i politici intercettati e quelli che ora si sdegnano (vedi Renzi) non hanno mai espresso solidarietà nè a Snowden nè ad Assange nè alle migliaia di cittadini spiati indebitamente dalla NSA, resta da chiedersi se davvero vale la pena spendere miliardi di dollari per intercettare le conversazioni dei politici europei, che si possono avere a costi molto più bassi e sono largamente prevedibili.

Berlusconi tra bluff e controbluff

Tra bluff e controbluff, Berlusconi ha deciso di andare a vedere le carte, drammatizzando il livello di scontro per costringere Letta alle dimissioni.

Non è ancora l'ultimo giro, perchè ora tocca al Napolitano-Letta decidere se vedere il bluff o accordarsi su un'amnistia ad personam.

C'è poco tempo per decidere, perchè il vero fine della mossa di Berlusconi è quello di non dare tempo alla giunta di votare la sua decadenza, con il voto previsto per i primi giorni di ottobre. L'IVA aumenterà, grazie al disinteressamento di tutti (avrebbero potuto decidere un mese prima, e non lo hanno fatto per reciproche convenienze), lo spread sarà manipolato per consentire a qualcuno di arricchirsi e a molti di impoverirsi, la Merkel forse suggerirà di fare un governo di coalizione (in Germania) che abbia poteri anche sull'amministrazione italiana.

Napolitano-Letta ha ben poco da lamentarsi: chi ha dato a Berlusconi la possibilità di diventare decisivo sulla scena politica ? Se Napolitano non avesse accettato il reincarico, non si sarebbero persi 5 mesi a sopportare le bizze di un pregiudicato. La crisi è buia e la notte deve ancora arrivare.

Bluff o non Bluff ?

 

berlusconi bluffa

1) Un bluff è efficace solo se nessuno pensa che sia un bluff; 2) Per "vedere" un bluff bisogna pagare un prezzo; 3) Un bluff prima o poi finisce; 4) Le minacce di Berlusconi sono un bluff ?; 5) In questo caso è meglio "vedere" il bluff.