A Bruxelles i terroristi uccidono con agghiacciante facilità

La strage all'aeroporto Zaventem e ancor più quella alla metro di Maelbeek sono la tragica riprova che la guerra al terrorismo non ha ancora messo a punto gli strumenti e i metodi per essere condotta sul fronte europeo.

Bruxelles è da mesi la città più sorvegliata d'Europa, ma questo non ha impedito che una cellula terroristica potesse fabbricare, trasportare e far esplodere le bombe dentro l'aeroporto e sui treni della metro.

Sono mancati addirittura i piani di allarme che avrebbero potuto evitare la seconda strage a Maelbeek, dove la bomba è esplosa dopo circa 70 minuti dalla prima esplosione.

Possibile che  nessuno nel frattempo abbia dato l'ordine di bloccare ed evacuare tutti i luoghi e trasporti pubblici ? Le stragi di Parigi avevano già dimostrato che i terroristi utilizzavano una tattica di attacchi dislocati e in successione. Nessuno ha intravisto il rischio di attacchi e nessuno quindi ha avvisato i viaggiatori della metropolitana. Perchè non è scattato un piano di allarme?

Forse l'arresto di Abdeslam Salah (avvenuto in circostanze che denotano un ritardo abnorme) aveva fatto abbassare la guardia alle forze anti-terrorismo ?

Per l'ennesima volta i politici europei emettono proclami che stonano con i sentimenti dell'opinione pubblica: "Siamo in guerra" dichiara Hollande per l'ennesima volta, ma senza chiedersi a cosa sia servito bombardare in Siria se i terroristi vivono, si muovono e uccidono con agghiacciante facilità nelle metropoli europee.

 

Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa

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Bruxelles non è solo la capitale del Belgio, ma soprattutto la sede di due delle istituzioni europee più importanti: la Commissione Europea e il Consiglio dell'Unione Europea.

Quello che sta accadendo in queste ore, dopo l'attacco dell'Isis a Parigi e la "scoperta" che la capitale belga era il centro dell'organizzazione terroristica, potrebbe essere la prova generale di un processo di militarizzazione interna ad ogni paese europeo. 

Emerge una proposta di abolizione del trattato di Schengen, quantomeno per la gran parte dei paesi membri. La proposta sarebbe partita dall'Olanda e prevede i controlli alle frontiere per tutti, tranne che per i cittadini di Olanda, Belgio (?), Germania e Austria.

L'abolizione, anche solo temporanea, di Schengen sarebbe un colpo durissimo alla credibilità già traballante dell'Unione Europea, che di fatto rimarrebbe solo un'area di scambio di merci e finanza, facendo venire meno ancora di più le ragioni della moneta unica.

L'abolizione di Schengen, in una sorta di gioco al rimbalzo, servirebbe a giustificare la chiusura delle frontiere ai profughi e rifugiati politici: se per i cittadini europei vengono prese misure eccezionali di limitazione e controllo, ancora più sarebbero giustificati il divieto di attraversare le forntiere per i migranti e l'abolizione delle promesse accoglienza e solidarietà.

Nel frattempo, forse anche in modo strumentale per far crescere il clima di paura e accettazione delle limitazioni alle libertà personali, il Belgio proclama una sorta di coprifuoco generale, con misure di allarme eccezionale. Chiusi tutti i luoghi pubblici, manifestazioni sportive e culturali, le metropolitane, con " l'invito" a non fare assembramenti e a restarsene a casa, per timore di attentati come quelli avvenuti a Parigi.

 Di fatto è il coprifuoco modello Europa, che contraddice clamorosamente l'invito di politici e mass media di qualche giorno fa a "tornare alla normalità" nei luoghi di svago e turismo.