Puigdemont non si sottomette e sfida Rajoy

Scaduto l'ultimatum, il presidente catalano è pronto ad applicare la DUI se Rajoy applica l'articolo 155 della costituzione spagnola.
Significa che salta ogni tentativo di mediazione e inizia una fase di repressione da parte del governo di Madrid e di resistenza dei movimenti catalani indipendentisti.
Nessuno può prevedere come andrà a finire lo scontro,

ACCADE IN EUROPA, IL REGIME SPAGNOLO ORDINA L'ARRESTO DEI LEADER POLITICI ELETTI DEMOCRATICAMENTE

Il governo Rajoy ordina alla magistratura di inquisire ed arrestare Jordi Sanchez presidente della ANC e Jordi Cuixart di Omnia Cultural, sanchez-cuixartdue leader dell'indipendentismo catalano, eletti democraticamente e rappresentanti di opinioni politiche e culturali radicate nella società catalana.

Si tratta di una iniziativa immotivata e provocatoria che riporta la Spagna ai momenti più bui della repressione franchista.

 

 

La stampa di Madrid, con il "progressista" El Pais in testa, imbevuta di nazionalismo e retorica, plaude agli arresti.

L'Europa ha dimenticato che le opinioni politiche non si arrestano e nel nome di una presunta stabilità tace sulla strage dei diritti che sta avvenendo in Catalogna.

 

Carles Puigdemont: "España encarcela a los líderes de la sociedad civil de Cataluña por organizar manifestaciones pacíficas. Lamentablemente, tenemos prisioneros políticos nuevamente".

E' il preludio ad uno scontro violento, sanguinoso ed umiliante, con la maggioranza degli spagnoli inebriata dal rigurgito di franchismo e gli altri paesi europei ricattati e rimbecilliti dall'europeismo dei tecnocrati di ogni tendenza.

La violazione dei diritti politici in Catalogna da parte del regime di Rajoy è un atto contrario alle ragioni stesse dell'Europa.
Se oggi la politica viene arrestata e bandita in Catalogna, domani lo sarà in qualsiasi altro paese europeo.
Il referendum catalano si trasformerà in un referendum contro l'europa dei tecnocrati.

 

Migliaia di persone a Barcellona e nelle principali città della Catalogna nella notte manifestano con la "cacerolada", battendo pentole e coperchi in segno di protesta per l'arresto di Sanchez e Cuixart.

Catalogna, come gli ultimatum nazisti prima di fucilare i partigiani ...

In guerra, quando i militari volevano salvarsi l'anima per i massacri che si apprestavano a compiere, c'era sempre un generale che avvisava la popolazione di "consegnare i ribelli e le armi" entro 24 ore in cambio di una promessa di immunità.
Il dilemma per la popolazione consisteva nel tradire i partigiani, che poi erano i propri figli, mogli, mariti, amici, mandandoli a sicura morte o rifiutarsi e subire deportazioni o fucilazioni sommarie.

La barbarie dell'ultimatum a tempo si ritrova nelle parole di Rajoy verso i capi della rivolta indipendentista catalana. Negare la dichiarazione di indipendenza entro 5 giorni oppure applicazione dell'articolo 155, ovvero invasione della Catalogna, arresto dei rappresentanti per insubordinazione, mantenimento dell'ordine anche con l'esercito.

I socialisti spagnoli plaudono e sostengono "l'offerta di dialogo" di Rajoy a Puigdemont e in cambio ottengono di entrare di fatto nell'alleanza di governo, l'ossessione di tutti i socialisti europei, qualunque sia la situazione. Così facendo hanno perso dappertutto e si sono trasfigurati in qualcosa che nessuno più riconoscerà per i prossimi decenni. Il modello di "unità nazionale" si completa con la pretesa di "riforma della Costituzione" per "ammodernarla", terminologia già utilizzata da Erdogan in Turchia o da Renzi in Italia.
La Catalogna è sotto ricatto: consegnare i suoi partigiani ai soldati nemici oppure subire tutti la repressione indiscriminata di Madrid.
E' una scelta drammatica, che divide e terrorizza. Continuo a pensare che la soluzione migliore per Puigdemont e i suoi alleati sarebbe quella di sciogliere il Parlamento attuale e indire nuove elezioni per dare di fatto l'ultima parola ai cittadini. Accettare il ricatto o rifiutarlo ?

OGGI LA SPAGNA INVADE LA CATALOGNA

Dopo la "mezza dichiarazione di indipendenza" annunciata e sospesa da Puigdemont, oggi Rajoy farà la contromossa presentando alla camera di Madrid la richiesta di attivare l'articolo 155 della costituzione, ovvero l'azzeramento dei poteri del parlamento catalano, lo stato d'assedio e le misure eccezionali di sospensione dei poteri istituzionali autonomi. Di fatto è l'annuncio dell'invasione della Catalogna.

La richiesta di Rajoerdogan sarà approvata a larga maggioranza con l'appoggio dei socialisti del PSOE e l'opposizione di Podemos e Izquierda Unida.

Sarà la mossa che farà precipitare la situazione verso gli scontri di piazza, lo sciopero generale di tutta la Catalogna e gli arresti di massa.

 

 

 

Repressione in Catalogna

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Il più corrotto dei capi di governo europei Mariano Rajoy ha tuonato “Nos van a obligar a llegar donde no queremos llegar”, una frase dal significato oscuro e minaccioso, che riporta la Spagna indietro di decenni. 

Puigdemont gli risponde: "Non sottovalutare la forza del popolo di Catalogna, che ha deciso di decidere"

 

Nel pomeriggio di sabato, più di 700 sindaci di altrettante città della Catalogna hanno manifestato pubblicamente a Barcellona la volontà di far svolgere il referendum nei locali pubblici, sfidando il divieto e le minacce di arresti del governo di Madrid. Anche la sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha partecipato all'evento e ha dato il pieno sostegno della sua comunità allo svolgimento del referendum 1-O.

Nel silenzio e con la complicità dei burocrati europei, il governo Rajoy ha iniziato le manovre "militari" per impedire il referendum del 1 Ottobre in Catalogna.
La polizia di Madrid è intervenuta a Barcellona per bloccare la diffusione di 100.000 volantini per la propaganda del SI.

Bloccato il sito .cat con le informazioni su come votare. Aggirato l'ostacolo e riaperto come .eu : Snippet

https://www.ref1oct.eu/

E inoltre sono state approvate misure di strozzamento economico con il blocco del pagamento degli stipendi pubblici e dei rimborsi fiscali, l'ordine alle banche di denunciare i movimenti di denaro di cittadini e aziende che finanziano la campagna referendaria a favore dell'indipendenza catalana.

 

Madrid ha deciso di reagire con lo scontro frontale al grido di "quel referendum non si deve tenere" ed é disposta anche ad usare l'esercito per bloccarlo. 


Nel resto d'Europa i grandi organi di comunicazione hanno adottato la strategia del silenzio, oscurando completamente le notizie e il dibattito sul referendum in Catalogna. Meglio non svegliare il cane che dorme.

Da La Vanguardia:

A fin de cuentas, no hubo negociación, ni atisbo de la misma. Represión pura y dura. Judicializada y personalizada, como en los modernos regímenes autoritarios que cubren sus vergüenzas con las hojas de parra de los tribunales. Y a una escala nunca vista en la Europa contemporánea, amenazando a cientos de cargos electos y, potencialmente, a miles de personas si se concreta la intimidación genérica a los voluntarios inscritos para ayudar al referéndum. Recordemos que no se trata de reprimir la independencia de Catalunya sino la mera celebración de una consulta en la que los ciudadanos puedan votar libremente cual es su proyecto de país. No es una distinción baladí puesto que, según encuestas fiables, menos de la mitad de los catalanes estarían a favor de la independencia mientras que tres cuartas partes de la población apoyan el derecho a decidir. Es difícilmente comprensible, en esas condiciones, la obstinación del PP y de su Gobierno en bloquear cualquier movimiento que implique un voto libre y con garantías.