PER LA GRAN BRETAGNA ERDOGAN E' UN AFFARE

Mentre in Turchia l'ondata di arresti, epurazioni e torture del golpe post-golpe non si ferma, la diplomazia internazionale inizia a scoprire le carte per evitare le imbarazzanti domande sui diritti politici e civili calpestati dal dittatore turco e riprendere il business as usual nel nuovo contesto di rapporti di forza.

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In prima fila nella corsa ad ingraziarsi le simpatie di Erdogan c'è la Gran Bretagna del neo ministro degli Esteri Boris Johnson, il cui ambasciatore ad Ankara Richard Moore ha rilasciato una incredibile e inquietante intevista al hurriyet daily news- organo di stampa dell'ottomano.


http://www.hurriyetdailynews.com/uk-envoy-gulen-may-be-behind-failed-coup-attempt.aspx

"The Gülen movement led by self-exiled cleric Fethullah Gülen in the United States might have staged the July 15 coup attempt, the United Kingdom’s ambassador to Turkey has said, vowing to cooperate with Turkey against Gülen-affiliated institutions in the kingdom if evidence is provided. "I don’t have any difficulty in accepting what the government is saying; that Gülenists were involved in this coup - dichiara l'ambasciatoreI think there is a quite good deal of understanding that they had infiltrated other institutions, particularly the police and judiciary... in private, I have heard from Turkish ministers that others apart from Gülenists were probably involved in the coup; not every single officer discharged from the army is likely to have been a Gülenist. Clearly there are people involved in the coup for other motivations which should come clearer in the coming weeks

domanda dell'intervistatore: Do you share concerns that the government reaction against the Gülenists within the state, media and elsewhere could turn into a major crackdown on opponents?

risposta:... if people try and infiltrate state institutions and act as a subversive force, then that threat needs to be removed. So there is an understanding; this is the starting point.And then of course any action against anyone has to be proportionate and has to stay within the rule of law. Turkey has to meet their international obligations. And on all of those, the government has given assurances that those are its intentions.

The appointment of Boris Johnson as Britain’s foreign secretary caused skepticism here over his remarks on Turkey. When does he plan to come to Turkey?

Well, I don’t know, but I know he wants to come relatively soon. Probably in the autumn. I found some of the rhetoric during our referendum campaign both ill-informed and unfair about Turkey. But the Turkish leadership absolutely made it clear in conversations with our new U.K. government that that is in the past.International relations are not just about personalities; we should look at the fundamentals of our relationship. Here we are already NATO allies and G-20 partners. [We are] Turkey’s second largest export market, and 2,700 U.K. companies work here. So there is a deep full spectrum relationship and I am very confident that our new foreign secretary and prime minister will get on very well with their counterparts.For our foreign secretary, his connection with Turkey really means something to him. He’s got relatives, cousins here, some of them very eminent Turkish diplomats. It’s not a remote thing to him, it’s a meaningful connection. I think when he comes he will focus on it. But you tell me, is there any foreign secretary in the world who is partly Turk? I think that gives us a unique perspective on Turkey. Turkey is very much in front of his vision at the moment after the attempted coup which was the first crisis with which he had to deal.

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Nel frattempo in Germania Erdogan ha organizzato manifestazioni a suo favore, pretendendo addirittura di poter trasmettere in diretta un suo comizio al raduno di Colonia.
Il permesso non gli è stato accordato dalle autorità tedesche non per l'indecenza della richiesta ma per "motivi di ordine pubblico". L'ottomano ha protestato e ha fatto capire alla Merkel che così facendo Boris Johnson l'avrebbe scavalcata nella classifica delle sue simpatie personali.
Ma la corsa è solo all'inizio.

La disfatta di Colonia

Quello che è successo a Colonia la notte di San Silvestro dovrà essere raccontato e ricordato come uno dei momenti che segnano la storia di questa Europa: una sconfitta, anzi una disfatta, sulla scia di altre sconfitte, come le stragi di Parigi.

Mano a mano che si fa luce sulla violenza e sugli abusi subiti da decine di donne ad opera di centinaia di "arabi o nord africani"organizzati, si capisce che la battaglia di civiltà che da mesi sconquassa il mosaico dell'Europa segna una pesante battuta d'arresto.

Scrive Lucia Annunziata sul suo blog dell'Huffington Post: "..Un'operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all'intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l'Europa tutta e non solo la Germania. .."

La breve stagione della speranza e della solidarietà è già finita. I milioni di profughi che dalle rive del Mediterraneo si sono riversati all'interno delle frontiere sono visti come una minaccia, un'odiosa insicurezza in ogni istante di vita collettiva.Lo spazio di vivibilità che si pensava elastico ed accogliente è diventato ristretto e incomprimibile, la distanza di un braccio in una piazza affollata o in una metropolitana accalcata.

La battaglia di Colonia è stata una disfatta per chi sperava di poter anteporre valori di civiltà alla paura e agli interessi. Le trincee dei principii vengono spazzate via e arretrate.

L'Europa che ha salvato banchieri e politicanti corrotti non è stata in grado di salvare le vittime del Bataclan nè di impedire le aggressioni di Colonia. Chi vuole difendere le ragioni della convivenza, della dignità e della solidarietà dovrà trovarsi altri generali e alleati che non abbiano le sembianze di Junker, della Merkel, di Hollande o di Le Pen per poter sperare di vincere le altre battaglie che verranno.

Altri milioni di profughi premono alle frontiere d'Europa, in fuga dalle condizioni disumane che le guerre e i regimi stanno creando. Se le condizioni di accesso saranno quelle che la Merkel ha concordato con Erdogan pochi mesi fa, dovremo aspettarci di tutto, in peggio, per tutti.

 

Non minimizzare la violenza contro le donne a Colonia

Quello che è successo la notte di Capodanno a Colonia è gravissimo. Decine di donne sono state aggredite, derubate,molestate e violentate da un migliaio di uomini di cui ancora si ignora l'identità.

La notte di Colonia è un concentrato di domande inquietanti.

Chi erano le centinaia di uomini che come un branco si sono accomunati e organizzati per provocare la violenza?

Come è stato possibile che nessuno, quantomeno la polizia, non si sia accorto di nulla ?

Possibile che siano spuntati come mostri in una notte di incubo, oppure sono individui dalle apparenze "normali" che si confondono nel quotidiano scorrere di una metropoli occidentale?

Erano immigrati e profughi dell'ultima ondata o la seconda generazione dell'emarginazione di sempre?

http://www.spiegel.de/panorama/justiz/koeln-was-in-der-silvesternacht-am-bahnhof-geschah-a-1070625.html

 

 

Nella notte di Colonia la Germania si guarda impaurita e impotente. Le solide certezze di un anno fa si stanno rapidamente sgretolando.