KIM JONG-UN è più genius di Trump

La Corea del Nord ha raggiunto l'accordo con quella del Sud per partecipare con una propria delegazione alle prossime Olimpiadi Invernali e addirittura sotto un'unica bandiera che raffigura l'intera Corea riunificata.

 

Se si pensa che fino a due mesi fa si parlava del possibile rischio di un attacco nucleare "preventivo" al regime di Kim Jong-Un, l'accordo di oggi ha del miracoloso, anche se in realtà è la logica tappa della politica del "pazzo" dittatore coreano e segna una sconfitta per Donald Trump e le sue "sparate" militari.

Con il test nucleare del 3 settembre scorso (bomba a idrogeno) e quello missilistico del 28 novembre (balistico intercontinentale con gittata fino al cuore degli USA) Kim Jong-Un ha raggiunto i suoi scopi e ora ritiene di potersi confrontare alla pari con i suoi avversari, porgendo un ramoscello di ulivo e dando prova di buona volontà.

L'occasione storica era a portata di mano con le Olimpiadi a poche centinaia di chilometri dal confine e Kim l'ha raccolta con abilità e prontezza, andando addirittura oltre le aspettative accettando, o forse addirittura suggerendo, la partecipazione congiunta delle due Coree.

La politica aggressiva di Trump è rimasta spiazzata: il Genius ha provato inizialmente ad attribuirsi il merito della svolta di Pyongyang, sostenendo che era il risultato della linea dura adottata dalla Casa Bianca, ma con scarso successo. La verità è che la Corea del Nord è entrata di diritto sia nel club delle potenze nucleari che in quello delle tecnologie missilistiche, cosa che gli consente di chiedere alle diplomazie internazionali "più rispetto" e di sedersi al tavolo delle trattative con il Sud con molta più forza di prima, che userà in gran parte per chiedere la fine delle sanzioni economiche e l'allentamento dell'assedio militare navale degli USA.

Alla Corea del Sud e al suo presidente Moon Jae-in un allentamento della tensione con il Nord è quanto mai utile non solo per attirare l'attenzione sulle mega Olimpiadi ma soprattutto per rilanciare il ruolo di una delle realtà economiche più importanti dell'Asia e del mondo.

E' presto per dire che il "rischio Corea" è terminato, ma è certo che la mossa di Kim Jong-Un sembra a tutti più intelligente di quella di Trump.

 

 

E se un missile nordcoreano cadesse su una centrale nucleare sudcoreana ?

Un "attacco preventivo" americano contro la Corea del Nord non sarebbe in grado di eliminare in pochi minuti tutte le possibili fonti di rappresaglia militare contro la Corea del Sud.

Tra i possibili bersagli sotto il 38° parallelo non ci sono solo le grandi metropoli con centinaia di migliaia di probabili vittime umane ma anche due dozzine di reattori nucleari dislocati in alcune centrali che possono facilmente diventare il bersaglio di missili nordcoreani a media gittata con testata convenzionale.

Gli effetti di una centrale nucleare colpita da un missile o da una "normale" bomba non sono stati mai "testati" fino ad oggi ma si possono facilmente immaginare e prevedere. L'esplosione provoca la messa fuori uso dei circuiti di raffreddamento del reattore, l'inizio di un processo di meltdown del nocciolo e una reazione a catena imprevedibile, perchè nelle moderne centrali i reattori sono aggregati in gruppi di 2-4-6 all'interno di impianti dove si conservano anche le barre di combustibile "esauste" cioè le scorie radioattive ancora in grado di avviare un processo di fusione se non più raffreddate.

Le nubi radioattive sprigionate dall'esplosione dei reattori si diffonderebbero per migliaia di chilometri quadrati, contaminando tutto l'intero paese ed oltre, fino al Giappone, alla Cina, alla Russia, all'Alaska e ovviamente la Corea del Nord. Un disastro incontrollabile e inconcepibile ... decine di volte più grave di Chernobyl e Fukushima.

Ci sarebbe da chiedersi per quale motivo, dagli anni '70 in poi, la Corea del Sud abbia deciso di costruire centrali nucleari avendo come vicino di casa il regime del Nord.

La risposta banale quanto agghiacciante è che i vari governi filoamericani che si sono succeduti a Seoul hanno preferito correre quel rischio in cambio di enormi tangenti ricevute dall'industria nucleare, come hanno dimostrato le inchieste e rivelazione degli ultimi anni. Solo di recente il nuovo presidente della Corea del Sud ha promesso di smantellare entro il 2030 tutte le centrali nucleari in funzione ... ma se la guerra scoppia domani ?

(post in aggiornamento)

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_Corea_del_Sud

http://www.latimes.com/opinion/op-ed/la-oe-krauss-doomsday-clock-20170813-story.html

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/corea-del-sud-nucleare-carbone

 

 

Quattro schiaffoni a Donald Trump

In un solo giorno il Presidente USA riceve quattro schiaffoni su altrettante questioni di vitale importanza:


1) l'ex capo FBI Comey rivela che Trump gli chiese di NON indagare sul suo principale consigliere Flynn (poi costretto alle dimissioni);

2) il parlamento della Corea del Sud ha approvato la richiesta di ritiro dei missili americani THAAD, schierati in funzione anti-Nord sul suo territorio;

3) il dittatore di Pyongyang, Kim Yong-un lancia una scarica di missili balistici capaci di colpire le navi da guerra USA al largo della penisola coreana;

4) l'ISIS, su ordine dell'Arabia Saudita, attacca due luoghi simbolo dell'Iran - Parlamento e mausoleo di Khomeini - provocando morti e feriti e dimostrando che il terrorismo, che Trump dichiara di combattere, in realtà è schierato con il suo amico-alleato saudita.

Trump peggiora

Alla vigilia del possibile attacco militare alla Corea del Nord, il Presidente USA chiede i soldi alla Corea del Sud per l'uso dei missili THAAD e minaccia la cancellazione dei trattati commerciali con Seul.  

Intervistato dalla Reuter in occasione dei 100 giorni dall'inizio della Presidenza, Donald Trump accentua i segnali di squilibrio già manifestati in altre situazioni con capi di Stato, giornalisti o personaggi dello spettacolo. 

Chiede soldi in modo ossessivo e continua a parlare della campagna elettorale dello scorso autunno. I presenti annuiscono in silenzio, imbarazzati ... qualcuno pensa - senza dirlo - toglietegli la valigetta ...