Pietro Grasso risponde SI, Renzi è un pericolo per la democrazia

Due giorni fa ponevo il quesito "Renzi è un pericolo per la democrazia in Italia ?".

Il giorno dopo è arrivata la prima risposta, autorevole e pesante, da parte del Presidente del Senato Pietro Grasso, seconda carica istituzionale dello Stato ed eletto nelle liste del PD , che ha annunciato la decisione di abbandonare il gruppo senatoriale poche ore dopo il voto finale sulla legge elettorale.

La denuncia di Grasso è un colpo grave al PD di Renzi, perchè il Presidente del Senato per gran parte dell'opinione pubblica progressista e moderata è una delle ultime immagini credibili di "servitore dello Stato", non contaminato dal discredito della politica, esempio di coraggio ed impegno civile per la lotta alle mafie.

I camerieri di Renzi si sono affrettati a dichiarare che Grasso se ne è andato perchè "non condivideva la linea di Renzi". E' una mezza bugia, perchè il gesto del Presidente del Senato è molto di più di una non condivisione: è una denuncia chiara ed esplicita sulla pericolosità di Renzi e del suo PD per il sistema democratico in Italia.

Aver imposto il voto di fiducia sulla legge elettorale per Pietro Grasso "servitore dello Stato" è stata una iniziativa contro la democrazia. Una iniziativa di Renzi, appunto.

IGNAZIO MARINO e lo sgomento dell'elettore

Come cittadino romano elettore di Ignazio Marino a sindaco di Roma nel 2013, ho provato soddisfazione e sgomento alla notizia della sua assoluzione per le accuse di "peculato gastronomico" e di "parcheggio abusivo".
La soddisfazione nasce dal fatto di essermi riscattato dal dubbio di essere totalmente incapace di riconoscere un malfattore da un normale cittadino, avendolo considerato tale quando l'ho votato.

Anche se, con il senno di poi, penso che i normali cittadini, riconoscendo i propri limiti, non dovrebbero aspirare a diventare sindaci di una metropoli capitale di un paese indebitato, corrotto e decadente. Ci vogliono altri personaggi per quell'impresa. Ma all'epoca della sua elezione la scelta era obbligata, perché dall'altra parte c'era la schiera che da lì a poco sarebbe stata incorniciata nell'inchiesta su Mafia Capitale.

Ignazio Marino

 

Ignazio Marino era stato scelto per fare la foglia di fico su un grande immondezzaio indifferenziato dall'estrema destra alla sinistra, di cui il suo stesso partito era una componente fondamentale, e probabilmente se ne è accorto quasi subito dopo aver vinto. Ha retto per un paio di anni, con le indecisioni tipiche dei normali cittadini molto ambiziosi, poi lo hanno accoltellato con il metodo degli esposti e delle dimissioni dal notaio, che ormai è diventato l'unico sistema di "dibattito" politico in assenza di altri. Abbiamo un "non eletto" a Palazzo Chigi che in tre anni ha raffinato la tecnica, iniziata con #Enricostaisereno.

La soddisfazione nel constatare che non avevo commesso un atto di imbecillità nel votare Marino cede però subito il posto allo sgomento, perchè chiunque si rende ormai conto che il mestiere dell'elettore onesto e disinteressato, possibilmente documentato, in questo paese (come nel resto del mondo) sta ormai definitivamente tramontando, lasciando il posto agli elettori robot, sistemi di algoritmi computerizzati che reagiscono alle notizie diffuse dopo essere state create da altri "algoritmi", determinando reazioni in direzioni opposte in poche frazioni di secondo.

 

Il mercato della politica è identico ai mercati finanziari, dominati anch'essi dagli algoritmi che "scelgono" sulla base di "rumors" e così via, tutti governati da intrecci di potere mediatico, finanziario, corruttivo. 

Anche coloro che decidono di diventare "non elettori" cioè astensionisti, nella speranza di sfuggire al sistema di manipolazione, sono una parte controllata di questo gioco che ci ostiniamo impropriamente a chiamare democrazia.

Dovremo abituarci a vivere nello "sgomento dell'elettore", a convivere con il dubbio costante di essere degli imbecilli manipolati, e nel dubbio cercare di trovare nuovi "algoritmi" non ancora robotizzati.

Fino a prova contraria, che non tarderà ad arrivare perché tra due mesi di vota per il referendum sulla "truffa costituzionale": il mio algoritmo mi dice di votare NO.

 

referendum vota NO

 

MUJICA il profeta della DECRESCITA FELICE

MUJICA il profeta della Decrescita Felice https://www.adbusters.org/ 

"Jose Mujica is a rare leader in this world, one of the emerging dissidents calling for a total overhaul of the economic doomsday machine . . . and a renewed revolution of values. Consumerism is the death of happiness he says, and the path to real life is paved, not opulence and market success, but in humble frugality and caring for one another. To this end he donates 90% of his presidential salary to charity, lives in a simple rancher – not in the presidential palace – and refuses to have bodyguards. simple rancher. Here he is speaking about his beliefs in an Al Jazeera interview."

Più francescano di Papa Francesco, di Josè Mujica si inizia a parlarne come un vero fenomeno sociale. Le sue idee e comportamenti rilanciano e rinnovano il dibattito sulla Decrescita Felice, caduto nell'oblio della crisi economica occidentale (la Decrescita InFelice), da un altro punto di vista e con la potenza evocativa dell'America Latina.