Se tutte le bolle scoppiano insieme...

L'esplosione di Tianjin una settimana fa era un segno premonitore ? una sciagura accidentale come ne accadono spesso ? oppure era l'inizio di una esplosione globale, frutto di situazioni a lungo covate ? la corruzione politica, la presunzione di un modello di sviluppo inarrestabile, la compiacenza e l'avidità dei potenti, la speranza di facili guadagni per i più poveri, l'indebitamento perpetuo, la manipolazione delle coscienze e delle aspettative, la noncuranza dei rischi.

Scelte, comportamenti, sopraffazioni che si concentrano ed esplodono improvvisamente. Una regia occulta ma prevedibile sta facendo esplodere le "bolle" gonfiate negli ultimi anni in settori diversi: dall'ambiente alla finanza il filo conduttore è sempre lo stesso.

La bolla cinese

La bolla dei mercati finanziari

La bolla della corruzione politica

La bolla della distruzione dell'ambiente

La bolla della manipolazione dell'informazione

La bolla della tecnocrazia

La bolla del debito

La bolla delle menzogne ..... 

Oχι για να Τσίπρας

Tutte le bolle si tengono assieme se c'è qualcuno da un lato  che si adopera per gonfiarle e renderle credibili e dall'altro qualcuno che ha convenienza o ingenuità per crederci.

La bolla delle menzogne politiche è la più diffusa e importante, perchè è quella che consente ( in sistemi che si definiscono democratici) di tenere assieme tutte le altre, senza l'uso apparente della forza ma con l'illusione del consenso.

Un esempio recente lo ha fornito Tsipras con l'incredibile ribaltone pochi giorni dopo che un referendum popolare (a conferma di un voto massiccio nelle elezioni di 5 mesi prima) gli aveva conferito un mandato pieno e chiaro per non accettare le imposizioni della TROIKA.

Dopo aver fatto rientrare la Troika ad Atene, Tsipras ha ribaltato la maggioranza di governo per far passare surrettiziamente il memorandum e poi ha sciolto il Parlamento per indire nuove elezioni a fine settembre.

In questa sequenza di eventi è sintetizzata l'arte e il metodo della manipolazione politica. Tutti sapevano o prevedevano che Tsipras si sarebbe dimesso, sulla base del disegno predisposto a metà luglio. Votare subito, perché tra qualche mese i greci si accorgeranno che i sacrifici richiesti saranno serviti solo a ripagare i debiti con la BCE e il FMI e a ricapitalizzare le banche, e non a creare più lavoro.

Invece Tsipras va in televisione per annunciare le dimissioni e le nuove elezioni con il pretesto che intende "dare ai Greci l'opportunità di decidere dopo l'accordo sottoscritto con la Troika", come se i Greci fossero andati il 5 luglio a votare OXI solo per divertimento !

Se questa non è menzogna e manipolazione ...

Che differenza c'è tra Tsipras che scioglie il Parlamento in un paese sotto ricatto e stremato, ed Erdogan che convoca nuove elezioni in Turchia a tre mesi dalle precedenti - vinte dai Curdi - sotto la minaccia di attentati, svalutazione della moneta, repressione della libertà di stampa.

Se una BOLLA è un fenomeno portato all'eccesso, la manipolazione e la farsa della "democrazia sospesa" quando deflagreranno ?

 

CAOS cinese o globale?

La guerra delle valute non è una novità. Da almeno cinque anni, a fasi alterne, è il principale strumento di politica monetaria, utilizzato dalle banche centrali su richiesta dei governi per cercare di far ripartire il modello economico inceppato dalla crisi del 2008.

Prima gli USA, poi il Giappone, l'Europa e via via tutti, fino allo Zimbabwe, sono scesi in campo per svalutare la propria moneta a danno delle altre, perché ovunque si produce troppo, si consuma poco e ci si indebita tanto.

La Cina ha utilizzato per 20 anni l'arma della svalutazione per invadere il mondo con i suoi manufatti, poi ha deciso, per motivi non tutti compatibili tra di loro, di "peggarsi" al dollaro USA, mantenendo una sorta di cambio fisso manipolato dalla banca centrale.

Il motivo della scelta, in gran parte voluta e ribadita dal nuovo corso di Xi Jinping e Li Keqiang, risiedeva nella convinzione di poter uscire dallo status di paese finanziariamente anomalo e arretrato e di poter competere o addirittura condizionare le economie avanzate, con un occhio fisso al nemico Giappone.

Ma i progetti del governo cinese sono naufragati in un mare di debiti e di corruzione politica-finanziaria, nella crescita delle disuguaglianze e della necessità di mantenere un ordine sociale preordinato, dovendo comunque assecondare una parte delle spinte interne e soprattutto esterne: per farsi accettare dal FMI nel club dei paesi con una moneta "forte" e di riferimento, la Cina ha dovuto rendere meno evidente la manipolazione del cambio con le altre valute e nascondere il rallentamento della crescita esponenziale con i dati farlocchi sul PIL.

I governanti si erano illusi di poter realizzare in modo indolore la svolta economica presa a modello dalle economie occidentali, passando da un sistema basato essenzialmente sulla produzione di manufatti e opere pubbliche statali ad uno basato sui servizi e sui consumi interni. Si erano illusi di realizzare in pochi anni quel cambiamento che il capitalismo ha impiegato più di cent'anni a fare in occidente, non in maniera indolore ma con forti scosse sociali e politiche.

Negli ultimi mesi le illusioni si sono rivelate, prima con il crollo dei mercati azionari - massacrando milioni di piccoli risparmiatori semianalfabeti - e ora con la necessità di ammettere la svalutazione dello yuan come possibile arma nella guerra delle valute.

Quello che preoccupa i banchieri centrali non è tanto la dimensione della svalutazione, piuttosto le modalità caotiche e velleitarie con cui è stata annunciata, smentita, riproposta. I governanti cinesi stanno dando un'immagine inquietante di se stessi, e per gli speculatori una situazione caotica e confusa equivale al massimo rischio possibile, da evitare con ogni mezzo.

Anche la Federal Reserve non sa cosa fare, di fronte al dilettantismo cinese. La manipolazione dei mercati finanziari e il sequestro dei risparmi hanno bisogno di professionalità e collusioni che la Fed si è costruita in decenni di duro lavoro.

 

 

Il Compagno Bernanke passerà alla Storia

il Compagno BernankeUltimi scampoli di lavoro per Ben Bernanke, il Presidente della Federal Reserve che passerà alla Storia per essere stato uno dei principali artefici della distruzione del Capitalismo, con le sue coraggiose teorie di Pianificazione globale della ricchezza e della necessità di sostenere la lotta alla disoccupazione stampando moneta per far ripartire i consumi.

La disoccupazione reale non è diminuita, la moneta stampata è finita in gran parte nelle banche che manipolano Wall Street, il debito pubblico ha superato il 100% del PIL. Il risultato è che una quota notevole dell'economia americana ormai dipende solo dalla moneta stampata dalla FED, come nella vecchia Unione Sovietica dei Piani Quinquennali. Il capitalismo d'impresa è un vecchio ricordo, come la middle class e il ceto operaio unionizzato.

La percentuale di lavoratori attivi sul totale della popolazione è scesa a livelli mai visti, perchè è aumentato il numero di coloro che non cercano più lavoro, anche se potrebbero. D'altra parte fin quando la FED compra Titoli di Stato, il governo non è costretto a fare i conti con il mercato e può indebitarsi quanto vuole, come nella vecchia Unione Sovietica. C'è qualche timore e qualche controindicazione, soprattutto legata al fatto che gli altri paesi si sono accorti del trucco e hanno iniziato anche loro a stampare soldi fasulli, ma tutto questo è "calcolato", "previsto", "controllato".

Come nel 2007, quando all'inizio della crisi dei subprime Bernanke disse che si trattava di un "piccolo e controllabile fenomeno" speculativo, con una perdita massima stimata in soli 100 miliardi di dollari: Dopo qualche mese occorsero 800 miliardi per salvare le banche e poi ancora altre centinaia e migliaia. Il bilancio della FED è passato da 200 a 4.000 miliardi di dollari, circa il 25% del PIL USA, cioè un quarto dell'economia dipende dai dollari stampati. 

Gli analisti dicono che la Fed "è in trappola", se smette rischia di far collassare l'intera economia planetaria, se continua provocherà il crollo del dollaro come moneta di riferimento. Cioè in poche parole Bernanke ha portato il Capitalismo in un vicolo cieco. Non ci si illuda che una volta andato via Lui le cose cambieranno: Yanet la Rossa ha già dichiarato di voler proseguire l'opera intrapresa dal suo Maestro. Non si può smettere di fare debiti e consumare come tacchini, fin quando qualcuno ti regala i soldi. I krugmaniani anzi dicono che bisognerebbe fare di più, altri "stimoli", altri debiti, fin quando i consumatori non si ficcano in testa di consumare di più e consentire a Apple, Samsung, Ford, WalMart ecc di vendere di più e reinnescare il circolo virtuoso del Capitalismo. Se non bastano i soldi regalati dalla Fed a Wall Street a convincervi di essere ricchi, si useranno le maniere forti e con l'ausilio della NSA e della CIA si scopriranno i traditori, i consumatori che non consumano.

Mujica è avvisato.

(segue)