Inciucio all'americana, tutti contro TRUMP

Se le previsioni per il super Tuesday sono giuste, Donald J. Trump sarà il prossimo candidato alla Casa Bianca per il GOP, il Great Old Party di Abramo Lincoln.

Ma la vera notizia-bomba è che l'establishment repubblicano, incapace di esprimere una dignitosa alternativa politica al Trumpismo, inizia a considerare l'ipotesi di appoggiare Hillary Clinton nella corsa presidenziale. Sarebbe un avvenimento storico, che dimostra come ormai il modello politico globale è "il partito unico della nazione" con le sue varianti europee, asiatiche, africane ed ora anche statunitensi, all'inizio chiamato inciucio.

Mano a mano che questa eventualità si realizza, gli opinionisti politici di tutto il mondo, gli ex capi della CIA, artisti e personaggi del gossip, non hanno perso occasione di lanciare allarmi contro l'ascesa di Trump, che non curante ha addirittura citato Mussolini.

Eppure nessuno, anche tra i critici più feroci, ha fatto notare che la vera, grande fesseria-bestialità-bugia-promessa a vanvera fatta da Trump sta proprio nel suo slogan elettorale:

MAKE AMERICA GREAT AGAIN.

Questa è la vera minaccia di Trump che nessuno ha il coraggio di esplicitare, tanto meno Hillary Clinton che pure ha contribuito non poco a rendere l'America meno o più GREAT (dipende dai punti di vista).

Una vera campagna elettorale alternativa al bullismo di Trump dovrebbe convincere gli Americani a stare nel Mondo con un approccio diverso dall'egemonismo fallimentare di Obama, dopo quello militare e disastroso di Bush.

Le guerre infinite, la crisi dei profughi, la globalizzazione e le diseguaglianze sociali, la manipolazione delle coscienze, l'impoverimento e l'omologazione dei popoli, i trattati commerciali a favore delle multinazionali, sono alcune delle conseguenze che l'America ha creato ed esportato per rimanere Great. 

Trump, smettila di dire fesserie agli americani, e lascia fare alla Clinton che di bugie ne conosce più di te.

 

La disfatta di Obama

Le elezioni di midterm hanno avuto un verdetto più negativo del previsto per i Democratici e per Obama. Il risultato di 52 a 45 a favore dei repubblicani nel voto al Senato ( e il rafforzamento di quello alla Camera) riporta l'orologio a 8 anni fa e lascia Obama solo e disperato al comando di una amministrazione in smobilitazione. Gli ultimi due anni della Presidenza Obama saranno insignificanti, a cominciare dal prossimo vertice APEC di Pechino tra 5 giorni, dove Xi Jinping si limiterà a prendere atto di NON avere un interlocutore in America.

Stati Uniti, le elezioni più costose e più inutili

Si vota il 4 novembre negli Stati Uniti per le elezioni di "medio termine" - a metà del mandato presidenziale di Obama che scade a fine 2016. Il costo di queste elezioni è da record: 3,67 miliardi di dollari, le elezioni midterm più costose della storia americana, ma anche le più apatiche, con il consenso di Obama ai minimi storici. Solo il 41% dei cittadini approva la sua politica, mentre il 54% la disapprova apertamente.

I Repubblicani per vincere hanno impostato la campagna "su Obama" per sfruttare l'immagine negativa del Presidente, ma in generale è tutta la classe politica che gode di pessima reputazione. Il consenso dei deputati, siano essi democratici o repubblicani, è ai minimi storici: meno del 10% dei cittadini si fida dei politici del Congresso.

Se i repubblicani prevarranno nelle elezioni di domani, avranno il controllo sia della Camera che del Senato, ma tanto potere servirà solo a lanciare la volata per le prossime presidenziali del 2016.