Anche in Austria la GROSSE KOALITION va in soffitta

Exit Poll: OVP 31% , FPO 26%, SPO 26,5%, Grune 4,2 %

Il partito di Kurz (OVP) guadagna il 7%, l'estrema destra (FPO) +6%; stabili i socialdemocratici SPO e tracollo dei Verdi -8% che non entrano in Parlamento . I socialdemocratici restano il secondo partito ma l'estrema destra potrebbe andare al governo.

 

Le elezioni austriache per gran parte della stampa europea sono un avvenimento quasi-mondano, con al centro i 31 anni del leader conservatore Sebastian Kurz, probabile vincitore che così scalza Trudeau e Macron nella classifica di vanityfair , e il suo look molto gradito sia negli ambienti popolari che in quelli della classe media.

Sebastian Kurz ha ribaltato i rapporti tra la sua OVP (centrodestra) e la SPO, il partito socialdemocratico detentore della quota di maggioranza nella Grosse Koalition che ha governato l'Austria.
Se i pronostici saranno rispettati la OVP avrà la maggioranza relativa e potrà cambiare coalizione aleandosi con l'estrema destra FPO, quella che un anno fa perse di poco l'elezione del Presidente della Repubblica con il verde Van der Bellen.
Come nel caso delle elezioni tedesche, gli osservatori politici attribuiscono l'avanzata di Kurz principalmente alle sue posizioni anti-immigrati, in un paese in cui tutti, compresi i socialdemocratici, si sono comunque dichiarati contrari alle politiche dei flussi migratori.


La motivazione dello spostamento a destra dell'elettorato non è così semplicistica e soprattutto fa finta di non vedere le cause profonde dell'ulteriore sconfitta del modello di governo di Grande Coalizione, già perdente nelle elezioni tedesche.

 

https://www.internazionale.it/opinione/carl-henrik-fredriksson/2017/10/14/elezioni-austriache-europa

http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/austria-problem-party-171013082418684.html

Merkel addio alla GROSSE KOALITION

Il voto regionale nel Meclemburgo-Pomerania segna il tracollo dei partiti tradizionali e il successo degli anti-euro di destra del AfD. Perdono i socialdemocratici (-5%, anche se restano il primo partito non hanno più il sostegno dei Verdi e di Linke) e la CDU di Angela Merkel (-4%, sorpassati dal AfD), i Verdi non superano la soglia e non hanno seggi, come i neonazisti), la sinistra Linke perde il 5,5%.

E' una campana, anzi un campanile, d'allarme per il governo centrale, per la Grosse Koalition e per il modello di governo europeo.

 

Tutti i partiti, di ogni collocazione, sono stati "puniti" dagli elettori.

Ma sarebbe riduttivo e sbagliato pensare che l'avanzata di AfD sia solo il frutto delle paure suscitate dai "migranti" e dal terrorismo islamico che serpeggiano in tutti gli strati sociali.

Ci sono almeno altre due ragioni che spingono molti elettori tradizionali di centro e di sinistra verso il cosiddetto "populismo".

1) La politica economica tedesca viene vista come succube della BCE e causa  malumori e ansie tra i pensionati e i piccoli risparmiatori, penalizzati dai tassi negativi e dal "sequestro" dei risparmi.

2) L'esito del referendum sulla BREXIT ha fatto crescere la sensazione che è possibile sconfiggere l'ineluttabile "gabbia" imposta dalla tecnocrazia, dando argomenti e slancio a quanti sostengono i temi dell'identità nazionale (non solo in chiave reazionaria) prima di quella europea.

Non basterà quindi al Cancelliere tedesco annunciare qualche ripiegamento sulle politiche dell'accoglienza dei migranti per riprendersi i voti ceduti a AfD, ma dovrà agire a tutto tondo per riaffermare  i valori tradizionali dei conservatori in vista delle elezioni politiche genearali del 2017.

La Grande Coalizione con l'SPD, ponte strategico verso Bruxelles e la BCE di Draghi sarà la prima vittima del tentativo di riscossa della Merkel.