I metodi di Hitler e Stalin applicati dall'allievo Xi Jinping sugli Uyghur

La provincia dello Xinjiang in Cina sta diventando il più grande laboratorio sulle tecniche di controllo di massa e di soppressione etnica e individuale.

 

uyghurs 120000

 

Nella regione vivono gli Uyghur, che con i Cinesi non hanno nulla a che fare per storia e caratteristiche etnico-religiose, ma essendo stati occupati molte decine di anni fa, sono diventati un problema dal momento che rivendicano autonomia, rispetto delle proprie tradizioni e soprattutto di non essere oggetto di una silenziosa e inarrestabile "sostituzione" etnica che consiste nel favorire l'insediamento socio-economico nello Xinijang delle popolazioni di origine cinese a scapito di quelle uyghur. E chi si oppone viene imprigionato, "rieducato", o fatto scomparire.

Pochi giorni fa Tom Phillips su The Guardian  ha ripreso una denuncia di un Radio Free Asia amplificandone la portata.

sviluppi: https://www.rfa.org/english/news/uyghur/camps-01262018140920.html

testimonianze: https://www.nytimes.com/2015/08/01/world/asia/a-voice-from-chinas-uighur-homeland-reporting-from-the-united-states.html

 

Alla fine dello scorso anno la stampa cinese aveva dato grande enfasi alla notizia che proprio nello Xinjang il regime avrebbe lanciato il più grande sistema di "videosorveglianza" di massa, un progetto di "alta tecnologia" per schedare e controllare milioni di cittadini, ovviamente a fin di bene, per la sicurezza e la lotta al terrorismo ecc.

Ma mancava lo step finale: cosa fare dopo aver schedato e controllato la totalità della popolazione e aver individuato le migliaia di possibili "devianti" pericolosi? semplicemente farli scomparire, come testimoniano le denunce delle organizzazioni di diritti umani e le testimonianze sempre più numerose.

In questi giorni 120.000 uyghurs - di qualsiasi età, sesso e opinione - sono scomparsi nei "centri di rieducazione".

Migliaia di loro non riappariranno mai più, gli altri saranno ridotti a zombie che cantano inni patriottici e declamano il "pensiero di Xi Jinping".

I vecchi sistemi di Hitler e Stalin e Mao, mutuati e mascherati con il progresso tecnologico.

 

Netanyahu si prepara a fare come Hitler?

netanyahu

 

Le affermazioni di Netanyahu sulle responsabilità del Gran Muftì di Gerusalemme, che avrebbe suggerito a Hitler lo sterminio degli ebrei, hanno suscitato reazioni all'unisono in un ampio spettro di forze politiche: tutte di condanna, ma spaziando dallo scherno alla preoccupazione. Tutti hanno evidenziato che il momento attuale in Medio Oriente non si presta a fare dissertazioni storiche: a chi e a che cosa giova gettare benzina sul fuoco ?

Giova a Netanyahu e al suo tentativo di "preparare" l'opinione pubblica interna e mondiale a quella che sarà la soluzione al  problema irrisolto dei "due popoli in due Stati": la deportazione dei palestinesi.

Tutto sommato, secondo l'intenzione di Netanyahu, è una soluzione "migliore" di quella che il mufti Haj Amin al-Husseini nel 1941 suggerì al dittatore nazista e che poi fu praticata nei campi di concentramento e quindi, secondo la morale ebraica del "occhio per occhio, dente per dente" la deportazione dei palestinesi sarebbe anche legittima.

Netanyahu si prepara a fare ai palestinesi quello che, secondo la sua interessata ricostruzione storica, avrebbe fatto Hitler agli ebrei senza i suggerimenti del Gran Muftì.

Non è una polemica storiografica, purtroppo è attualità politica

new york times 

al jazeera