SPAGNA di nuovo al voto

El fracaso de Sànchez, la Spagna è senza governo da quasi tre mesi, dopo le ultime elezioni. 

 

Se il PP non ribalta la posizione di Rajoy (magari dandogli il benservito) sarà necessario tornare al voto, dopo il fallimento del socialista Sanchez, che ha preferito allearsi con il centro moderato di Ciudadanos piuttosto che scendere a patti con Podemos e i Catalani. C'è altro lavoro (imprevisto) per la Troika.

La scelta indipendentista della Catalogna pesa come un macigno che neanche le probabili nuove elezioni (c'è tempo altri 58 giorni per cercare di evitarle) riusciranno a rimuovere.

La Spagna chiede un governo a Barcellona

Rajoy ha mollato, rinunciando al tentativo di formare un governo. A un mese dalle elezioni la situazione evolve verso lo scenario che avevo previsto: un possibile governo PSOE-PODEMOS con l'appoggio delle formazioni minori e in particolare con gli indipendentisti catalani e baschi, oppure un ritorno al voto in aprile.

Iglesias (PODEMOS) ha spiazzato tutti, proponendo ufficialmente un'alleanza di governo al PSOE di Sanchez sulla base di alcune proposte, tra le quali un ministero delle "diverse cittadinanze", che fa prevedere un'apertura alle istanze catalane. Il PSOE è profondamente diviso sulla proposta di Iglesias. I catalani non si sono ancora espressi sulla incerta apertura. A loro serve una dichiarazione chiara sul referendum per l'autonomia, cosa che Iglesias non può concedere in questo momento per non pregiudicare la trattativa con Sanchez.

Se il prossimo governo non passa da Barcellona, tra due mesi si torna alle elezioni, a meno di inciuci stile Renzi-Verdini.

Spagna, Podemos al governo ?

 Risultati finali

 

 

Secondo i primi exit poll la Spagna non ha una chiara maggioranza di governo. Il tracollo del PP non viene recuperato da Ciudadanos, mentre Podemos guadagna più di quanto perde il PSOE. Podemos sarebbe il secondo partito in base ai voti ricevuti, e quindi davanti al PSOE, ma penalizzato per l'assegnazione dei seggi.

In teoria potrebbe esserci una soluzione "portoghese" con un governo PSOE-Podemos con l'apporto di gruppi più piccoli.

Una situazione che favorisce la richiesta di autonomia della Catalogna, dove oltre al successo di Podemos c'è la sorpresa della lista autonomista repubblicana di Gabriel Rufìan che triplica i seggi che aveva.

 

In Spagna si vota con tristezza

Perchè nessuno si interessa al voto spagnolo? Se non fosse stato per il pugno affibiato a Rajoy da un parente della moglie, se ne sarebbe parlato ancora meno.

Eppure ci sarebbero tanti elementi per seguire l'esito incerto delle elezioni di oggi:

1) Fine del bipartitismo PP - PSOE che dura dall'inizio dell'era post franchista  e divisione in 4 forze quasi-equivalenti

2) La reazione alla minaccia di secessione della Catalogna

3) Prime elezioni in un clima di "solo semi-emergenza" economica, con la disoccupazione "solo" al 21%

4) Irrilevanza dei socialisti spagnoli, sulla scia delle sorti socialiste in Grecia, in Francia, in Gran Bretagna, in Germania ecc ecc

5) Podemos pagherà il prezzo del tradimento di Tsipras ?

6) Sarà facile il lavoro della Troika per trovare una soluzione governativa, oppure c'è il rischio di ripetere il Portogallo ?

Tutte queste domande non riescono a scuotere l'opinione pubblica spagnola, figuriamoci quella internazionale.

Dopo le elezioni in Francia nessuno crede più ai cambiamenti elettorali.

A cinque giorni dal Natale, la cattolicissima Spagna sa cosa votare.