Chelsea Manning tornerà alla vita, grazie ad Assange e ad Obama

Chelsea Manning, detenuta condannata a 35 anni per aver rivelato al mondo, tramite WikiLeaks, alcuni degli orrori della guerra in Iraq, sarà liberata a maggio. 

chelsea manning

Era una notizia sperata e attesa da migliaia di persone e associazioni di ogni paese, perchè il caso dell'ex soldato Manning, whistleblower condannata alla pena più lunga e ingiustificata - 35 anni - da un tribunale militare americano riesumato dal medioevo della ragione, era diventata la bandiera di tante cause di diritti civili. Il diritto a diffondere e documentare la verità, il diritto a non lasciarla manipolare nelle mani di apparati militari e spionistici, il diritto ad affermare la propria personalità e a cambiarla, anche nelle tenebre dell'universo dogmatico e violento degli eserciti.

I tanti significati, anche geopolitici, che la vicenda di Chelsea Manning portava con sè, sono improvvisamente riapparsi negli ultimi giorni con la richiesta di Julian Assange, che dal suo luogo di detenzione a Londra aveva proposto al presidente uscente Obama lo scambio: mi faccio estradare negli USA, sottoponendomi alla giustizia americana, se liberate Manning.

Una decisione estrema, improponibile tecnicamente su un piano giudiziario-diplomatico, che però ha avuto la forza e la risonanza mondiale per vincere le ultime titubanze di Obama, e anzi ha trasformato l'atto di clemenza in un punto di ripartenza di tante battaglie per i diritti civili, in uno spartiacque tra valori che si erano confusi e offuscati, come testimonia la rabbiosa reazione dell'establishment di Trump.

La liberazione di Chelsea Manning è una grande vittoria di WikiLeaks e Julian Assange.

 

Sbaglia Federico Rampini su La Repubblica a ridurre il gesto di Obama ad una decisione di carattere umanitario:

Il perdono presidenziale di Obama non ha il valore politico né tantomeno giudiziario di un'assoluzione per le violazioni di 700.000 segreti diplomatici e militari che Manning aveva messo in circolazione. E' un gesto umanitario dovuto alle gravi condizioni di salute della detenuta. Dopo la condanna a 35 anni di carcere Manning aveva deciso di procedere al cambio di sesso, ed era diventato donna. Ma scontava la pena in un carcere militare del Kansas con soli detenuti maschi. Aveva già tentato due volte il suicidio.

 La decisione dell'ormai ex presidente USA è invece un tassello importante e utile, non solo a lui, di una visione politica che lo riavvicina alle sue origini e a quella parte del mondo che aveva sperato, disillusa, nell'avvocato Obama.

 

 

 

A MOSUL tutti si preparano ad un lungo assedio

AGGIORNAMENTO

Primo militare USA morto nella "Battaglia per MOSUL"A U.S. service member was killed in northern Iraq on Thursday when an improvised explosive device detonated as American troops accompanied local forces as they pushed toward Mosul, U.S. Central Command announced.

A tre giorni dall'inizio della grande "BATTAGLIA per MOSUL", le notizie sull'evento che dovrebbe cambiare il corso del medio oriente e della lotta al terrorismo sono scomparse dalle prime pagine dei giornali occidentali.

Si dà molta enfasi alla liberazione di alcuni villaggi a qualche decina di chilometri dalla cinta urbana, ma per il momento a vincere è l'incertezza: la coalizione tra iracheni sciiti, iracheni sunniti e peshmerga curdi durerà abbastanza per portare a termine la liberazione, oppure le rivalità e gli interessi contrastanti emergeranno prima? e quale sarà il costo di vite umane civili ? quanti profughi?

http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-three-oct-19-2016.html
http://www.aljazeera.com/news/2016/10/mosul-battle-produce-humanitarian-catastrophe-161020081949949.html
http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-two-oct-18-2016.html


Nelle prime ore dopo l'avvio dell'operazione "Battle for Mosul" sembrava che la città "prigioniera" dell'ISIS da due anni sarebbe stata liberata in pochi giorni.
Un'armata di 30.000 soldati tra peshmerga, iracheni sciiti, iracheni sunniti, Iraqi Security Forces (ISF), addestratori americani, inglesi, francesi, turchi, contro 4000 miliziani nascosti in una città di un milione e mezzo di abitanti, la matematica dice che non c'è storia ma solo questione di tempo.
Eppure due anni fa Mosul fu catturata da un banda di mille ISIS che misero in fuga sessantamila soldati iracheni. Ora è diverso, ma non solo perchè la carica dei trentamila è stata preparata con metodi e mezzi ben diversi, ma perchè l'operazione "Battle for Mosul" fa parte di una svolta, vera o presunta, negli schieramenti tattici iracheni e mediorientali.

Il traballante governo di Haidar al Abadi ha promesso di liberare Mosul entro la fine dell'anno e quella data non è solo un termine cronologico: rappresenta la scadenza che gli Stati Uniti gli hanno imposto e che lui dovrà rispettare se non vuole che il calderone Iraq torni a ribollire in modo incontrollabile.
L'ordine di accelerare i preparativi militari è arrivato direttamente da Obama, che vuole chiudere il suo mandato presidenziale almeno con una vittoria simbolica, dopo aver subito l'iniziativa di Putin in Siria e i focolai dello scontro Arabia-Iran in Yemen.
Inoltre Obama, memore del disastro libico, non si fida di Hillary Clinton che lo sostituirà alla Casa Bianca, e vorrebbe quindi aver sistemato almeno un piccolo tassello nel mosaico impazzito iracheno.

Ma la battaglia per la riconquista di Mosul sembra essersi già impantanata nelle sabbie dei conflitti all'interno dello schieramento anti ISIS. Chi avrà il comando sulla ex capitale sunnita dopo la liberazione ? Perché i peshmerga dovrebbero "morire per Mosul" per poi cederla ai sunniti ? perchè gli sciiti, che a Baghdad sono scesi in piazza a migliaia contro l'ingerenza militare turca, dovrebbero scendere a patti con i sunniti "addestrati" dall'esercito turco ?

A Mosul non ci sarà battaglia in campo aperto, ma solo un lungo, lungo assedio, e nessuno sembra abbia predisposto piani di evacuazione della popolazione. Come ad Aleppo.

 

http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-one-oct-16-2016.html
http://www.understandingwar.org/backgrounder/iraq-launches-campaign-mosul
http://understandingwar.org/backgrounder/campaign-mosul-october-19-2016
 

Siria: Obama abbaia ma non morde, secondo i cinesi

 "Amid reports about a possible U.S. military intervention in Syria, observers debate on whether Washington is serious about launching a war that could burn the entire region, or it is just exerting utmost pressure on Damascus ahead of a political settlement."

Il quotidiano cinese Xinhua -  molto ben informato sul ciò che pensano i politici cinesi -  pone la domanda e trova la risposta:

"Issam Khalil, a Syrian lawmaker, told Xinhua a U.S. military intervention is "unrealistic" because the situation in Syria is " different."

"In my opinion, the threats and this media frenzy about Syria's chemical weapons are mere political pressure after the abject loses of the rebels in Syria and the United States is trying to create balance ahead of the planned peace conference in Geneva," Khalil said.

Di diverso parere sembrano essere i Russi.

da RT: "US president Barack Obama is repeating the pattern of actions of his predecessor, George W. Bush, in his push for a military solution in Syria, Foreign Affairs Committee chairman of the Russian Duma, Aleksey Pushkov said.“Obama is fiercely moving towards war in Syria, just like Bush moved towards war in Iraq. Just like in Iraq, this war won’t be legit and Obama will become Bush’s clone,” Pushkov wrote on his Twitter page on Sunday".

Le opinioni russe sono influenzate dalla "stretta amicizia" con il macellaio siriano Assad e dalla preoccupazione di perdere un avamposto storico  nel risiko mediorientale.

Ma l'ostacolo principale ad un intervento USA in Siria è rappresentato dall'opinione pubblica americana, a cui Obama è molto sensibile: meno del 10% si dichiara favorevole ad un intervento militare in Siria, anche se per fini umanitari. La maggioranza non capisce perchè gli USA debbano intervenire in un paese che non ha petrolio.

Qualcuno avanza il dubbio che anche in Siria possa finire come in Libia: sulle macerie del regime, gli unici ad avvantaggiarsi potrebbero essere le bande di alquaedisti e simili. L'ennesimo schiaffo alla politica estera USA. 



Manning condannato, vergogna USA

La corte marziale americana condanna a 35 anni il whistleblower Bradley Manning, colpevole di aver mostrato al mondo le atrocità dell'esercito USA contro i civili in Iraq. Gli Stati Uniti d'America fanno un altro passo sul sentiero della vergogna internazionale. Intanto si scopre che la NSA ha spiato oltre il 75% dei cittadini americani, al di fuori delle leggi.

Chi accuserà e condannerà gli alti vertici militari e del governo Obama per aver mentito e infranto sistematicamente la legge?.

La sentenza contro Bradley Manning deve essere annullata.

Bradley Manning assolto dall'accusa più ridicola

 

Bradley Manning FREEBradley Manning, detenuto per aver fornito a Wikileaks i video delle atrocità commesse dall'esercito USA in Iraq, è stato giudicato colpevole dalla corte militare per i reati di spionaggio, mentre è stato assolto dall'accusa più ridicola di "aver svolto attività a favore del nemico" (quale?).

Oltre 100 anni di carcere equivalgono all'ergastolo per il "soldato Manning", whistleblower come Snowden, per aver denunciato crimini contro la popolazione civile.

L'accusa di spionaggio poggia su leggi militari risalenti all'inizio del '900. La sentenza è grottesca perchè equipara Wikileaks ad una potenza straniera.

L'accusa più ridicola ed infamante era quella di aver svolto attività a favore del nemico, senza precisare quale nemico fosse e come si sostanziasse l'attività.

In questo caso giudici hanno dovuto assolvere Manning.