Quattro schiaffoni a Donald Trump

In un solo giorno il Presidente USA riceve quattro schiaffoni su altrettante questioni di vitale importanza:


1) l'ex capo FBI Comey rivela che Trump gli chiese di NON indagare sul suo principale consigliere Flynn (poi costretto alle dimissioni);

2) il parlamento della Corea del Sud ha approvato la richiesta di ritiro dei missili americani THAAD, schierati in funzione anti-Nord sul suo territorio;

3) il dittatore di Pyongyang, Kim Yong-un lancia una scarica di missili balistici capaci di colpire le navi da guerra USA al largo della penisola coreana;

4) l'ISIS, su ordine dell'Arabia Saudita, attacca due luoghi simbolo dell'Iran - Parlamento e mausoleo di Khomeini - provocando morti e feriti e dimostrando che il terrorismo, che Trump dichiara di combattere, in realtà è schierato con il suo amico-alleato saudita.

I terroristi hanno nuovi strateghi: gli imbecilli

Qualcuno grida "una bomba" in mezzo a diecimila tifosi che in piazza San Carlo a Torino guardano la finale di Champion League. Il panico, il fuggi-fuggi, corpi schiacciati, bottiglie di vetro che si frantumano, millecinquecento feriti. Poi si scopre che è stata "la bravata" di un gruppo di "imbecilli".
Finora si pensava che per diventare terrorista fosse necessario essere un musulmano fanatico, un foreign fighter o un lupo solitario, avere un "percorso di radicalizzazione" e una meticolosa preparazione.
Dopo la tragedia di Torino scopriamo che basta essere un imbecille per provocare una strage.

I terroristi dell'Isis finora non ci avevano ancora pensato: adesso sanno che camuffandosi da imbecilli potranno scatenare i loro attacchi mortali in uno stadio di calcio o in un raduno rock, armati soltanto di tanta, cinica stupidità. 

La coincidenza con il terribile attacco del London Bridge è davvero inquietante.

Kabul, la strage nel quartiere della diplomazia segna l'inizio della nuova guerra in Afghanistan

Cento morti e centinaia di feriti per un attentato con un'auto-bomba nella zona più protetta di Kabul, il quartiere delle ambasciate e in particolare quella della Germania. Una strage in gran parte di civili che si recavano al lavoro negli uffici e nei negozi.


I Talebani smentiscono la loro responsabilità nell'attentato, che invece potrebbe essere opera dell'ISIS che da tempo ormai ha spostato la sua strategia di guerra e terrore in Afghanistan.
L'attentato di Kabul mostra un tragico sincronismo con i proclami del G7 di Taormina e con l'escalation degli ultimi mesi, e annuncia la risposta dell'ISIS alla decisione dell'amministrazione Trump di sganciare la MOAB, la "madre di tutte le bombe", contro i centri militari dei Talebani.
L'ISIS vuole dimostrare di essere l'unica ad avere la forza e l'agibilità sul territorio afghano, sostituendosi ai talebani nella guerra contro l'occupazione occidentale che dal 2001 non è di fatto riuscita a riportare la pace nel paese. L'attentato di Kabul,nella città che rappresenta una sorta di isola protetta nel marasma afghano, e nel quartiere iperprotetto delle ambasciate, è un terribile segnale di cambiamento e di escalation.

La prima reazione americana, scontata, è contenuta nella dichiarazione di Trump che ha annunciato il re-invio di truppe in aggiunta ai circa diecimila soldati ancora presenti sul territorio.
Sono passati sedici anni dall'inizio della guerra USA in Afghanistan: dopo otto anni con la presidenza Bush e otto anni con quella di Obama, Trump rimette la questione nelle mani dei militari e delle superbombe. Ma nel frattempo i nemici non sono diminuiti e con la strage di Kabul l'ISIS annuncia la sua tragica superpresenza nella nuova partita afghana.

In Afghanistan è iniziata una nuova guerra, senza che la vecchia fosse mai finita.

A MOSUL tutti si preparano ad un lungo assedio

AGGIORNAMENTO

Primo militare USA morto nella "Battaglia per MOSUL"A U.S. service member was killed in northern Iraq on Thursday when an improvised explosive device detonated as American troops accompanied local forces as they pushed toward Mosul, U.S. Central Command announced.

A tre giorni dall'inizio della grande "BATTAGLIA per MOSUL", le notizie sull'evento che dovrebbe cambiare il corso del medio oriente e della lotta al terrorismo sono scomparse dalle prime pagine dei giornali occidentali.

Si dà molta enfasi alla liberazione di alcuni villaggi a qualche decina di chilometri dalla cinta urbana, ma per il momento a vincere è l'incertezza: la coalizione tra iracheni sciiti, iracheni sunniti e peshmerga curdi durerà abbastanza per portare a termine la liberazione, oppure le rivalità e gli interessi contrastanti emergeranno prima? e quale sarà il costo di vite umane civili ? quanti profughi?

http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-three-oct-19-2016.html
http://www.aljazeera.com/news/2016/10/mosul-battle-produce-humanitarian-catastrophe-161020081949949.html
http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-two-oct-18-2016.html


Nelle prime ore dopo l'avvio dell'operazione "Battle for Mosul" sembrava che la città "prigioniera" dell'ISIS da due anni sarebbe stata liberata in pochi giorni.
Un'armata di 30.000 soldati tra peshmerga, iracheni sciiti, iracheni sunniti, Iraqi Security Forces (ISF), addestratori americani, inglesi, francesi, turchi, contro 4000 miliziani nascosti in una città di un milione e mezzo di abitanti, la matematica dice che non c'è storia ma solo questione di tempo.
Eppure due anni fa Mosul fu catturata da un banda di mille ISIS che misero in fuga sessantamila soldati iracheni. Ora è diverso, ma non solo perchè la carica dei trentamila è stata preparata con metodi e mezzi ben diversi, ma perchè l'operazione "Battle for Mosul" fa parte di una svolta, vera o presunta, negli schieramenti tattici iracheni e mediorientali.

Il traballante governo di Haidar al Abadi ha promesso di liberare Mosul entro la fine dell'anno e quella data non è solo un termine cronologico: rappresenta la scadenza che gli Stati Uniti gli hanno imposto e che lui dovrà rispettare se non vuole che il calderone Iraq torni a ribollire in modo incontrollabile.
L'ordine di accelerare i preparativi militari è arrivato direttamente da Obama, che vuole chiudere il suo mandato presidenziale almeno con una vittoria simbolica, dopo aver subito l'iniziativa di Putin in Siria e i focolai dello scontro Arabia-Iran in Yemen.
Inoltre Obama, memore del disastro libico, non si fida di Hillary Clinton che lo sostituirà alla Casa Bianca, e vorrebbe quindi aver sistemato almeno un piccolo tassello nel mosaico impazzito iracheno.

Ma la battaglia per la riconquista di Mosul sembra essersi già impantanata nelle sabbie dei conflitti all'interno dello schieramento anti ISIS. Chi avrà il comando sulla ex capitale sunnita dopo la liberazione ? Perché i peshmerga dovrebbero "morire per Mosul" per poi cederla ai sunniti ? perchè gli sciiti, che a Baghdad sono scesi in piazza a migliaia contro l'ingerenza militare turca, dovrebbero scendere a patti con i sunniti "addestrati" dall'esercito turco ?

A Mosul non ci sarà battaglia in campo aperto, ma solo un lungo, lungo assedio, e nessuno sembra abbia predisposto piani di evacuazione della popolazione. Come ad Aleppo.

 

http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-one-oct-16-2016.html
http://www.understandingwar.org/backgrounder/iraq-launches-campaign-mosul
http://understandingwar.org/backgrounder/campaign-mosul-october-19-2016
 

ATTACCO A NIZZA 80 MORTI un camion fa strage sul lungomare durante la festa della Bastiglia

Sale a 84 morti e più di 100 feriti il bilancio dell'attacco terroristico a Nizza - l'attentatore è un franco-tunisino di 31 anni, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, tunisino nato a Sousse ma residente a Nizza e cittadinanza francese, schedato dalla polizia per reati comuni ma non dai servizi di intelligence.

 

Attacco terroristico a Nizza in Francia durante i festeggiamenti del 14 luglio - Un camion si lancia sulla folla e inizia una carneficina premeditata, prima di essere fermato dall'intervento delle forze di sicurezza. Tutta la Francia ripiomba nel terrore. 

 

I terroristi alla guida del camion uccisi dalla polizia, che non ha ancora rilasciato informazioni sulla loro identità. Sul camion trovate bombe e fucili.

L'ISIS non ha rivendicato, ma sui siti jihadisti è partita una macabra esaltazione della strage.

 

Un journaliste de "Nice Matin" témoigne de la scène

 
"C'était une soirée cool, témoigne sur Medium Fabien Lallemand, un journaliste de Nice Matin présent au moment des faits. L'ambiance était bonne, le feu d'artifice plutôt chouette, les gamins jetaient des galets dans l'eau et le réseau plantait. Bref, c'était une soirée cool. La Prom' était noire de monde. Comme pour tous les 14-Juillet. J'avais choisi de passer la soirée sur la plage au niveau du High-Club, juste à l'endroit où la Prom' devenait piétonne."

"Une fraction de seconde plus tard, un énorme camion blanc filait à une allure folle sur les gens donnant des coups de volant pour faucher un maximum de personnes, poursuit-il. Ce camion de la mort est passé à quelques mètres de moi et je n'ai pas réalisé. J'ai vu des corps volaient comme des quilles de bowling sur son passage."
 
 

"It's total panic," a witness told the channel by telephone. "We saw a white lorry which drove directly into people on the Promenade des Anglais. A gunman fired into the crowd before being shot by police. Perhaps they are dead, I'm not sure."

"Police are flooding the streets, including anti-terrorism officers.  Nobody knows what to do, except to hide away. Gunmen are meant to be targeting hotels."

One eyewitness told France's BFM TV: "Everyone was calling run, run, run there's an attack run, run, run. We heard some shots. We thought they were fireworks because it's the 14th of July.

"There was great panic. We were running too because we didn't want to stick around and we went into a hotel to get to safety. "

 

A Bruxelles i terroristi uccidono con agghiacciante facilità

La strage all'aeroporto Zaventem e ancor più quella alla metro di Maelbeek sono la tragica riprova che la guerra al terrorismo non ha ancora messo a punto gli strumenti e i metodi per essere condotta sul fronte europeo.

Bruxelles è da mesi la città più sorvegliata d'Europa, ma questo non ha impedito che una cellula terroristica potesse fabbricare, trasportare e far esplodere le bombe dentro l'aeroporto e sui treni della metro.

Sono mancati addirittura i piani di allarme che avrebbero potuto evitare la seconda strage a Maelbeek, dove la bomba è esplosa dopo circa 70 minuti dalla prima esplosione.

Possibile che  nessuno nel frattempo abbia dato l'ordine di bloccare ed evacuare tutti i luoghi e trasporti pubblici ? Le stragi di Parigi avevano già dimostrato che i terroristi utilizzavano una tattica di attacchi dislocati e in successione. Nessuno ha intravisto il rischio di attacchi e nessuno quindi ha avvisato i viaggiatori della metropolitana. Perchè non è scattato un piano di allarme?

Forse l'arresto di Abdeslam Salah (avvenuto in circostanze che denotano un ritardo abnorme) aveva fatto abbassare la guardia alle forze anti-terrorismo ?

Per l'ennesima volta i politici europei emettono proclami che stonano con i sentimenti dell'opinione pubblica: "Siamo in guerra" dichiara Hollande per l'ennesima volta, ma senza chiedersi a cosa sia servito bombardare in Siria se i terroristi vivono, si muovono e uccidono con agghiacciante facilità nelle metropoli europee.

 

Siria escalation del terrore

 

Aleppo in Siria é diventato il tragico crocevia di tutti i conflitti in gioco. 

Quello tra Russia e USA innanzitutto, e poi tra Arabia Saudita e Iran, tra Turchia e Curdi, tra tutti contro tutti.

Putin continua a bombardare ribelli e civili, mentre l'Isis ha già traslocato in Libia. Obama si prepara ad inviare truppe di terra, l'Arabia Saudita ha già inviato aerei da guerra ospitati nelle basi militari della Turchia, che a sua volta ha iniziato l'invasione della zona curda di Aleppo.

Decine di migliaia di civili cercano di sfuggire al fuoco incrociato, intrappolati tra le macerie.

Le trattative USA-Russia-Europa a Monaco per una tregua sono praticamente fallite e la situazione siriana evolve verso una drammatica escalation, come se non bastassero i 270.000 morti, 7 milioni di evacuati, 4 milioni di profughi, 13 milioni di affamati.

 

Strage ISTANBUL, attacco alla GERMANIA

La strage di Istanbul di fatto apre il fronte tedesco nella guerra tra terroristi ed Europa.

Otto dei dieci morti nell'attentato kamikaze nel quartiere turistico di Istanbul sono cittadini tedeschi. La strage non è stata ancora rivendicata, ma l'identità  saudita dell'attentatore e il suo arrivo dalla Siria indicano la matrice dell'Isis.

Dopo le stragi di Parigi, i terroristi hanno individuato nella Germania l'obbiettivo da colpire per far saltare gli equilibri sociali e politici, dopo che le aggressioni nella notte di San Silvestro a Colonia hanno incrinato il sistema politico e istituzionale del paese più strategico per l'Europa.

La Turchia di Erdogan è ormai un paese senza sicurezza per nessuno.

Gli europei finanziano ISIS

I capi di governo della UE pagheranno a Erdogan 3 miliardi di euro come "contributo per la gestione" dei profughi siriani.

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Nel frattempo, quelle che prima erano ipotesi circa il contrabbando di petrolio tra Turchia e ISIS gestito direttamente dalla famiglia Erdogan, ora sono certezze documentate da testimonianze e prove fotografiche. 

L'Europa finanzia Erdogan che finanzia ISIS. 

E' incredibile come i politici europei abbiano la capacità di passare in così poco tempo dall'indignarsi e armarsi contro chi fa stragi e minaccia  i valori dell'Europa al trattare con affaristi e violentatori dei diritti umani che armano e finanziano quelli che hanno insanguinato Parigi.

E potremmo anche chiudere un occhio, nel nome del realismo diplomatico, se si trattasse di una vera "trattativa"  tra soggetti affidabili. La verità è che Erdogan ha ottenuto i tre miliardi sulla base di un ricatto: è pronto a deportare due milioni di siriani in Grecia e nei Balcani se non gli si danno i soldi richiesti, ma dopo aver incassato i 3 miliardi non tarderà un attimo a cacciare i profughi siriani di nuovo verso l'Europa.