Monotonia tedesca

Il partito della Merkel stravince le regionali del Nordreno-Westfalia, crolla la SPD di Martin Schulz, si ridimensiona il pericolo dell'estrema destra.

 

E' bastato poco alla cancelliera per riprendersi il controllo dell'elettorato: il freno all'immigrazione ha tolto argomenti al AfD, ma soprattutto la proposta di un'Europa a più velocità piace ai tedeschi perchè significa non essere più costretti a subire la zavorra dei paesi mediterranei - Grecia e Italia in testa.

Chi pensava che la vittoria di Macron in Francia avrebbe messo il vento a favore dei socialdemocratici in Germania si è sbagliato di grosso.
Il fenomeno Schulz, costruito in gran parte dai mass media, si è rivelato un fiasco mentre la crisi del modello socialdemocratico rischia di aggravarsi a tal punto che dalle prossime elezioni politiche di settembre potrebbe uscire una maggioranza CDU senza la necessità di Grosse Koalition.

Per Renzi, il quale spera che il vento francesse oltrepassi le Alpi per gonfiare le sue vele, il voto tedesco rappresenta lo snodo più importante per impostare la campagna di propaganda in vista delle elezioni: accentuare le critiche all'Europa governata dalla Merkel per prendere un pò di voti ai 5stelle potrebbe rivelarsi un boomerang pericoloso, perchè i tedeschi non aspettano altro per farci retrocedere in serie B.

L'Europa ricomincia da due o da tre ?

"Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un’Unione Europea con differenti velocità e che non tutti parteciperebbero ogni volta a tutti i passaggi dell’integrazione. Penso che questo potrebbe essere inserito nella Dichiarazione di Roma".

Euro due velocità

Le parole con cui la Merkel ha gettato il sasso di una possibile scissione dell'Europa e quindi dell'eurozona ripropongono in apparenza un tema antico e caro ai tedeschi (e non solo): la presa d'atto delle "divergenze" strutturali tra i vari gruppi di paesi europei - nordici e mediterranei in primis - e quindi della impossibilità di uniformarli attraverso regole e moneta uguali per tutti.
Le reazioni al "sasso" gettato dalla Merkel sono trasversali e ancora poco decifrabili, perchè nessuno ha ben chiaro come il nuovo principio - che rompe il tabù finora dominante e rappresentato dallo slogan di Mario Draghi in difesa dell'euro "whatever it takes" - possa essere attuato in modo ordinato senza scatenare reazioni centrifughe incontrollate.
Plaudono alle parole della Merkel anche alcuni europeisti storici come Romano Prodi ed Enrico Letta, ma sono soddisfatti anche i trumpiani come Le Pen e Salvini e i no-euro di sinistra che le considerano una prima breccia nel muro che loro proveranno a sfondare.
Mario Draghi si è trincerato dietro un no comment che in realtà è un no chiaro - "l'euro è irrevocabile" ha sentenziato appellandosi ai trattati e dimenticandosi che possono essere cambiati - e in generale lo schieramento socialdemocratico vede con diffidenza il progetto merkeliano delle due velocità per motivi elettorali più che per convinzione strategica.

Alcune considerazioni in ordine sparso:
E' triste vedere come gli argomenti che da anni sostengono la critica all'Europa come "gabbia monetaria" siano stati sbeffeggiati anzichè valutati attentamente quando le condizioni sociali e politiche consentivano di fare un esame ordinato e trovare misure corettive senza naufragare sugli scogli. Il dogma dell'unione monetaria ha schiacciato ogni tentativo di ragionamento e rivisitazione, sommergendo anche quegli aspetti, valori e speranze che invece avvicinavano ed accomunavano gran parte delle popolazioni europee, con il risultato tragico che è sotto gli occhi di tutti.

I capi e i tecnocrati europei si sono fatti condizionare pesantemente dalle scelte e dalle pressioni dell'amministrazione Obama, che aveva l'interesse a mantenere lo status quo dell'euro per motivi domestico-finanziari. Ora che il vento trumpiano ha cambiato direzione, prevale la reazione opposta del "tutti liberi" di fare ciò che si vuole. La Germania precede tutti in questa corsa per non perdere le posizioni di vantaggio acquisite in passato.

L'Europa a più velocità (due, tre ecc) è fattibile, come per anni lo è stato il "serpente europeo", ma nel frattempo il vero problema sarà di capire chi e come pagherà i costi enormi di un ritorno al passato. Le politiche monetarie della BCE hanno reso ancora più pesante il conto da pagare per i paesi che si troveranno nella "serie B" tra cui certamente l'Italia al fianco della Grecia, perchè l'ombrello di Draghi ha consentito ai governanti come Renzi di rinviare le questioni del debito e di largheggiare - con soldi finti - in manovre elettorali. Ora lo stock di debito è maggiore di cinque anni fa e un rialzo dei tassi - come sta già avvenendo - aumenterebbe anche la velocità di creazione diulteriore indebitamento.

L'Italia si trova nella condizione di perdere comunque, in ogni caso: se resta nel gruppo con la Germania viene schiacciata dal cambio e dalla concorrenza di un sistema più efficiente (soluzione lunga agonia); se finisce nel gruppo di coda con la Grecia e il Portogallo subisce uno shock inflattivo ed una fuga di capitali che possono rompere il sistema politico-sociale e quindi economico (soluzione schiena rotta).

Forse c'è una via di mezzo, quella di un'Europa a tre velocità, con l'Italia in quella di mezzo, forse da sola o con la Spagna (soluzione febbre altissima e cura da cavallo).

Discorsi teorici, perchè l'Italia non ha un governo per decidere e forse non lo avrà per molto tempo, e questo significa che qualsiasi soluzione sarà subìta anziché scelta.

 

PS

Il Parlamento britannico a larga maggioranza ha approvato la legge che richiede l'uscita dall'Unione Europea - Brexit - anche con il sostegno di una larga parte del partito laburista. E' un voto che sancisce il risultato del referendum popolare e soprattutto ribalta l'orientamento che lo stesso Parlamento aveva un anno fa. Come volevasi dimostrare.

Chi vota NO uccide i bambini

In una trasmissione televisiva che lo vedeva contrapposto al giornalista Marco Travaglio, il PdC Matteo Renzi ha chiarito in modo efficace perchè bisogna votare "si" al referendum costituzionale. Il suo ragionamento non fa una piega:

1) Bisogna mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici d'Italia, per evitare che il prossimo terremoto uccida i nostri figli 2) per raggiungere l'obbiettivo occorrono soldi che l'Italia non ha, e che dovranno quindi essere spesi a debito 3) la Merkel si oppone alla maggiore "flessibilità" chiesta dal nostro PdC per salvare la vita dei nostri figli 4) per sconfiggere l'austerity della Merkel è necessario che in Italia ci sia un PdC "forte" con un ampio consenso popolare 5) se il PdC perde il referendum, in caso di vittoria del NO, l'esercito anti-Merkel si indebolisce e viene sconfitto, quindi niente soldi per rifare le scuole, quindi i nostri figli moriranno sotto le macerie del prossimo sicuro terremoto.

In conclusione, chi vota NO uccide i bambini, così come chi denigra il fertility day  della LoRenzin e le buone abitudini, favorisce i cattivi "compagni" (comunisti, negri, drogati, omosessuali?) e impedisce ai bambini di nascere.

Merkel addio alla GROSSE KOALITION

Il voto regionale nel Meclemburgo-Pomerania segna il tracollo dei partiti tradizionali e il successo degli anti-euro di destra del AfD. Perdono i socialdemocratici (-5%, anche se restano il primo partito non hanno più il sostegno dei Verdi e di Linke) e la CDU di Angela Merkel (-4%, sorpassati dal AfD), i Verdi non superano la soglia e non hanno seggi, come i neonazisti), la sinistra Linke perde il 5,5%.

E' una campana, anzi un campanile, d'allarme per il governo centrale, per la Grosse Koalition e per il modello di governo europeo.

 

Tutti i partiti, di ogni collocazione, sono stati "puniti" dagli elettori.

Ma sarebbe riduttivo e sbagliato pensare che l'avanzata di AfD sia solo il frutto delle paure suscitate dai "migranti" e dal terrorismo islamico che serpeggiano in tutti gli strati sociali.

Ci sono almeno altre due ragioni che spingono molti elettori tradizionali di centro e di sinistra verso il cosiddetto "populismo".

1) La politica economica tedesca viene vista come succube della BCE e causa  malumori e ansie tra i pensionati e i piccoli risparmiatori, penalizzati dai tassi negativi e dal "sequestro" dei risparmi.

2) L'esito del referendum sulla BREXIT ha fatto crescere la sensazione che è possibile sconfiggere l'ineluttabile "gabbia" imposta dalla tecnocrazia, dando argomenti e slancio a quanti sostengono i temi dell'identità nazionale (non solo in chiave reazionaria) prima di quella europea.

Non basterà quindi al Cancelliere tedesco annunciare qualche ripiegamento sulle politiche dell'accoglienza dei migranti per riprendersi i voti ceduti a AfD, ma dovrà agire a tutto tondo per riaffermare  i valori tradizionali dei conservatori in vista delle elezioni politiche genearali del 2017.

La Grande Coalizione con l'SPD, ponte strategico verso Bruxelles e la BCE di Draghi sarà la prima vittima del tentativo di riscossa della Merkel.

 

 

La Fiera del TTIP ad Hannover

Obama è ad Hannover per piazzare il TTIP agli europei, che da sinistra e da destra non lo vogliono. Ma a lui interessa  solo convincere le burocrazie e gli apparati di governo, prima che scada il suo mandato. 

A vedere sui giornali tedeschi le foto dei teneri sguardi e  abbracci di Merkel-Obama sembrava che il gioco fosse fatto,  e invece è arrivato il siluro contro Obama della BILD, il giornale nazional-popolare di Merkel e soci, che pubblica in prima pagina un'intervista esclusiva a Karl Theodor Zu Guttemberg, ex ministro del governo Merkel dimessosi per lo scandalo della tesi di laurea copiata, ma molto apprezzato nell'elettorato CDU-CSU. 

Il titolo dell'intervista della BILD è uno schiaffo all'ospite americano: Perchè Obama ha deluso il mondo, ed è un'avvertimento alla Merkel: "cerca di non farci perdere altri voti, il TTIP conviene solo ad Obama"

 

MERKEL umilia la Germania

Il caso dello sconosciuto comico Böhmermann che sarà processato per aver fatto satira sul dittatore turco Erdogan è un colpo durissimo alla credibilità politica della Merkel e della Germania.

Der Spiegel Online : 

Erdogan and the Satirist: Inside Merkel's Comedy Conundrum

 Prior to the scandal, Böhmermann had led a niche existence in Germany's media landscape, but now everybody in the country knows who he is. The 35-year-old has triggered an affair of state, one which has served to demonstrate just how limited Chancellor Angela Merkel's power really is. And how absurd German law can be. If Böhmermann intended to show just how powerful satire can be, he has been incredibly successful.

The poem includes references to "goat fucking" and "oppressing minorities." It calls Erdogan "dumb as a post, cowardly and uptight" and "perverse, lice-ridden and a zoophile." "Kicking Kurds, beating Christians all while watching child porno films." It goes on in that vein.

 The satirical verses drove a wedge through the country. Böhmermann managed to demolish a nationwide consensus that hadn't really been up for debate for years: What are the limits of humor? For Böhmermann, though, consensus generally isn't the solution; it is the problem. He views consensus as poison.

The real provocateur, of course, is Erdogan himself, the man who is Böhmermann's target and the man who is making life extremely difficult for Chancellor Merkel. And his provocations have nothing funny about them. It is a context that cannot be forgotten when discussing the insulting poem that Böhmermann composed.

Those who criticize Erdogan are, depending on the circumstances, accused of being "terrorists," "traitors," "provocateurs" or "agents" of a foreign power. In a country where the majority is politically illiterate and gets its information from pro-government television, most people believe the dominant narrative of an evil world trying to keep Turkey in its place. In such an atmosphere, it is even possible for a schoolchild to be prosecuted over an ill-considered Facebook post.

  

Voto shock per la Merkel

Il voto dei tre Land tedeschi va oltre le previsioni della vigilia, che pronosticavano un arretramento della CDU di Merkel e un'avanzata della destra AfD.

La CDU perde più del previsto (soprattutto in Baden-W, quasi dimezzato) a vantaggio sia della AfD che della FDP (Liberali), mentre i socialdemocratici mantengono la Renania ma perdono vistosamente sia in Sassonia che in Baden-W.

I Verdi sono il primo partito nel Baden-Wurttemberg, ma negli altri due Land perdono.

Per la coalizione CDU-SPD (e per la Merkel) è stata una bocciatura senza attenuanti, che non si spiega solo con le polemiche sui profughi e le violenze di Colonia.

 Baden-Württemberg

Trionfo dei verdi, successo AfD che sorpassa SPD in calo, crollo della CDU (Merkel), avanza FDP

 Rheinland-Pfalz

Tiene SPD, arretra CDU, successo AfD, arretrano Verdi, avanza  FDP

Sachsen-Anhalt

Tiene CDU, valanga AfD, crollo Linke e SPD, arretrano Verdi, avanza FDP

 

Il trafficante ERDOGAN alza il prezzo

Lo spettacolo dei leader europei che mercanteggiano con il rappresentante turco usando i profughi siriani come merce di scambio è un'altra pagina buia della crisi politica e morale dell'Europa.

Nemmeno le apparenze, quelle a cui ha fatto appello Renzi chiedendo il rispetto della libertà di stampa !!, ormai sono più salve. Carne umana da un lato e denaro (miliardi di euro), interessi economici e militari dall'altro.

La Merkel mette in mostra il peggio dell'ipocrisia tedesca, ed è disposta ad accordare ad Erdogan tutto quello che chiede. 

Qualcuno dovrebbe ricordare a Merkel, Hollande & C. che Erdogan è anche un sostenitore dell'ISIS, un trafficante di petrolio e armi a mercato nero, uno sterminatore di Curdi, un palazzinaro corrotto, un dittatore che brucia libri e libertà di stampa.

Abbiamo già tanti validi motivi per diffidare dei politici europei, non datecene altri.

La disfatta di Colonia

Quello che è successo a Colonia la notte di San Silvestro dovrà essere raccontato e ricordato come uno dei momenti che segnano la storia di questa Europa: una sconfitta, anzi una disfatta, sulla scia di altre sconfitte, come le stragi di Parigi.

Mano a mano che si fa luce sulla violenza e sugli abusi subiti da decine di donne ad opera di centinaia di "arabi o nord africani"organizzati, si capisce che la battaglia di civiltà che da mesi sconquassa il mosaico dell'Europa segna una pesante battuta d'arresto.

Scrive Lucia Annunziata sul suo blog dell'Huffington Post: "..Un'operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all'intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l'Europa tutta e non solo la Germania. .."

La breve stagione della speranza e della solidarietà è già finita. I milioni di profughi che dalle rive del Mediterraneo si sono riversati all'interno delle frontiere sono visti come una minaccia, un'odiosa insicurezza in ogni istante di vita collettiva.Lo spazio di vivibilità che si pensava elastico ed accogliente è diventato ristretto e incomprimibile, la distanza di un braccio in una piazza affollata o in una metropolitana accalcata.

La battaglia di Colonia è stata una disfatta per chi sperava di poter anteporre valori di civiltà alla paura e agli interessi. Le trincee dei principii vengono spazzate via e arretrate.

L'Europa che ha salvato banchieri e politicanti corrotti non è stata in grado di salvare le vittime del Bataclan nè di impedire le aggressioni di Colonia. Chi vuole difendere le ragioni della convivenza, della dignità e della solidarietà dovrà trovarsi altri generali e alleati che non abbiano le sembianze di Junker, della Merkel, di Hollande o di Le Pen per poter sperare di vincere le altre battaglie che verranno.

Altri milioni di profughi premono alle frontiere d'Europa, in fuga dalle condizioni disumane che le guerre e i regimi stanno creando. Se le condizioni di accesso saranno quelle che la Merkel ha concordato con Erdogan pochi mesi fa, dovremo aspettarci di tutto, in peggio, per tutti.

 

Merkel Erdogan un disgustoso siparietto

Il viaggio della Merkel in Turchia per far visita a Erdogan era già discutibile prima della strage di Ankara. A due settimane dalle nuove elezioni, andare a trovare il dittatore turco significava regalargli uno spot elettorale e alterare i precari equilibri politici.

Dopo gli oltre 100 morti della stazione di Ankara e le evidenti complicità / omissioni che gettano ombre pesanti sugli apparati controllati dal governo, la visita della Merkel avrebbe avuto più che giustificati motivi per essere annullata o posticipata.

Non è stato così, anzi. Questa mattina i giornali di tutto il mondo sono pieni di immagini vergognose per un capo di stato europeo: la Merkel siede su un trono a fianco di un altro su cui c'è Erdogan, in una posa imperiale, tra arazzi e fregi dorati frutto di corruzioni plurime, che urtano anche la più allenata delle suscettibilità. Uno schiaffo alla realtà drammatica della Turchia sotto gli occhi di tutti.

Cosa c'entra la sala imperiale di Err dogan con una discussione sui profughi, la Siria, la Nato ecc ecc.

Essersi prestata alla scenografia elettorale di Erdogan è una colpa grave e imperdonabile per Angela Merkel. Spero che abbia parlato al dittatore solo in qualità di tedesca, e non di leader europeo.

E per non smentirsi, la polizia turca ha liquidato come suicidio  la morte della giornalista inglese Jacky Sutton, trovata in un bagno dell'aeroporto di Istanbul. La Sutton era di scalo  verso l'Iraq, dove stava portando avanti alcune inchieste sull'ISIS. La versione ufficiale dettata dai servizi segreti turchi è che la Sutton si sarebbe impiccata con un laccio di scarpe, disperata per aver perso la coincidenza del volo per l'Iraq. Per "puro caso" le videocamere di sorveglianza dell'accesso al bagno non funzionavano. Questa ormai è la Turchia, dove i giornalisti scomodi vengono eliminati e gli altri intimoriti.

E la Merkel fa il siparietto con Erdogan ... 

Merkel cambia idea, tutti deportati in Africa

I soliti maligni dicono che sia stato l'effetto della truffa Volkwagen.

Una volta scoperto il trucco della casa automobilistica più imbrogliona del mondo, in Germania non hanno più bisogno di manodopera a buon mercato, anzi ...

E per questo la Merkel si è rimangiata le promesse e ha ordinato ai suoi portaborse colleghi europei di varare un piano per deportare / riportare nei paesi di origine mezzo milione di "migranti economici", cioè quelli che vengono in europa perchè sono poveri e hanno fame, e non sono (per il momento) bombardati da tutte le parti.

 "The Times"  rivela un piano segreto per espellere/deportare centinaia di migliaia di "migranti economici" verso i paesi di provenienza (gran parte dall'Africa).

Il ragionamento è semplice.

Se sei un eritreo non puoi essere un rifugiato, e quindi devi tornare nel paese di origine, dove non è stato dichiarato lo stato di calamità politica, perchè il governo del tuo paese è amico di quelli che tu vorresti che ti ospitassero, mettendoli in grave imbarazzo.

Come se la Nigeria o l'Eritrea fossero dittature o regimi oppressivi e corrotti, che riducono alla fame le popolazioni costringendole a scappare in Europa, dove però vengono respinti perchè il paese di origine non è in guerra con i russi o gli americani.

I cittadini eritrei, se vogliono farsi ospitare in Germania, dovranno chiedere a qualche esercito straniero di bombardarli. Allora si che Santa Angela potrà fare miracoli.

Per deportare verso i paesi di origine circa mezzo milione di diseredati l'Europa Unita-EU  organizza una mobilitazione generale di tutti i paesi membri, con vagoni speciali che punteranno dritti alle coste del Mediterraneo, da dove il viaggio prosegue con altri mezzi verso l'Africa.

Santa Angela e il riscatto della Germania

 profughi a Monaco di Baviera

    (i.f.)   Il fiume di profughi arrivato a Monaco di Baviera evoca un'immagine salvifica della Germania e del suo popolo. I migranti sfilano tra due ali di cittadini che li accolgono come reduci da una vittoria, qualcuno porta in mano una grande fotografia di Angela Merkel, esibita come un'icona, la nuova santa di Germania.

Santa Angela in effetti sta compiendo un miracolo, creando una svolta finora impensabile nel comune sentire dell'opinione pubblica mondiale: la Germania, con la "folle" e giusta decisione di accogliere, senza limiti, i profughi di tutto il mondo, sta riscattando il suo passato, azzerando i dubbi e gli incubi, le silenziose perplessità, il senso di colpa dei suoi cittadini verso la Storia.

La Germania che 70 anni fa ha sterminato milioni di persone, è diventata nel corso dei decenni una democrazia solida, un motore economico importante, un centro di accoglienza per milioni di immigrati soprattutto delle'est europa, ha raggiunto una leadership diplomatica internazionale guadagnata senza avere un esercito.

In tutti questi anni ha dato prove e riprove della sua affidabilità politica e morale, e ha compiuto scelte difficili ed importanti per gli equilibri mondiali, come l'avvio della costruzione dell'Europa politica negli anni '60, la "realpolitik" della SPD degli anni '80 nel pieno dello scontro USA-URSS sui missili nell'Est Europa e la tormentata riunificazione con la Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino.  E' la stessa Germania criticata e contestata per l'atteggiamento "rigido, egoistico e avaro" nei confronti della Grecia e più in generale verso i paesi "periferici" dell'area euro. Nelle manifestazioni di piazza degli ultimi anni in numerose capitali europee, in primis ad Atene, sono riapparsi i cartelli che associano i politici tedeschi ai simboli del nazismo. Un'ombra ingiustificata quanto latente, che il tempo non riesce a scacciare. Un timore, una sensazione, un retropensiero: "La Germania si comporta bene, ... non è più una minaccia ...ma ... ". Come dire: sei bravo perché non fai il cattivo, non perché hai compiuto un'azione degna di apprezzamento e valore morale.

Ora sarà ricordata per le centinaia di migliaia, forse milioni di profughi di tutte le guerre contemporanee, che raggiungeranno il suo territorio  al termine di un viaggio lungo e pericoloso, lungo il quale gli altri (ungheresi, greci, serbi, francesi, slovacchi ... ma anche Turchia e tanti paesi dello scacchiere mediorientale) cercheranno di umiliarli e respingerli, ma loro proseguiranno sorretti dalla fede in Santa Angela.

 Frontiere aperte, il baricentro della speranza ora si chiama Berlino. L'immagine dei musulmani che sfilano per le vie della cristiana Monaco di Baviera inneggiando ad un leader politico cristiano europeo sta facendo il giro del mondo e vale più di 100 bombardamenti nella lotta contro i terroristi islamici.

Qualcuno dirà, anche a ragione, che l'improvvisa svolta tedesca è stata dettata dalla convenienza economica e da calcoli pragmatici. E' uno di quei casi in cui le obiezioni rafforzano la convinzione opposta. Agli scettici sarà utile evidenziare la dimensione morale della scelta non convenzionale fatta dalla Merkel, fuori dagli schemi di tutti gli altri politicanti europei e di molti del suo stesso paese.

La Merkel, a meno di improvvisi ripensamenti, ha dato una lezione  incredibile a tutti, a cominciare da Renzi ("muoversi anziché commuoversi", ma lui non è stato capace di fare nessuna delle due cose) per finire con Hollande e Cameron, grigi ed incompetenti ragionieri della contabilità micragnosa dei tecnocrati.Santa Angela Merkel

Brava Angela, i siriani di Berlino porteranno la tua immagine nel loro misero portafoglio; sei diventata la loro santa, e per i cittadini dei paesi europei sei comunque l'emblema di una politica seria. 

Ma non ti cullare sugli allori, è solo l'inizio, c'è da salvare davvero tanti milioni di esseri umani. 

Segnalo un'opinione interessante: https://theintercept.com/2015/07/14/syrian-refugee-crisis-will-transform-middle-east-politics/

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https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta

https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa  

https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA 

https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan 

https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

 

Schaeuble sfiducia Draghi

 

Volano gli stracci in quella che doveva essere la riunione decisiva per decidere il terzo piano di aiuti alla Grecia.  

Sono stracci pesanti perchè coinvolgono Mario Draghi, presidente-paladino dell'Euro "whatever it takes", e Wolfgang Schaeuble, rappresentante dell'azionista di maggioranza della BCE.  

Nel corso delle riunioni interminabili prima dell'elastica deadline, Draghi avrebbe apostrofato Schaeuble con un "forse non hai capito", al quale il ragioniere ministro avrebbe risposto con "Non pensare che sono stupido". Gelo e fine delle trasmissioni.  

E' il segno che le fratture del quadretto idilliaco dell'Europa sono a livello di guardia e che gli schieramenti vanno alla conta finale.  

Da un lato Draghi, dietro le sembianze impresentabili di Renzie, Hollande e Junker, dall'altro la Germania di Schaeuble, la Finlandia, l'Olanda, i Balcani e persino il Portogallo.  

L'oggetto è apparentemente una questione di carattere metafisico, che riguarda il concetto di fede e fiducia, da riporre nelle capacità della Grecia di mantenere le promesse, dopo che Tsipras ha dato prova di grande spregiudicatezza e voltafaccia.  

In realtà si tratta di capire chi e come tira fuori un centinaio di miliardi di euro (a fondo perduto) da mettere sul tavolo del piano di aiuti, oltre a quelli a cui bisognerà rinunciare per ristrutturare il debito insostenibile. 

Schaeuble, da testardo ragioniere, anzichè chiedere altri soldi ai contribuenti tedeschi preferisce un GREXIT a tempo determinato - almeno 5 anni .  

Draghi dice che i soldi alla fine ce li mette lui, con un pò di QE ed ELA in più, facendo finta che le banche greche siano ancora solvibili, ma soprattutto grazie alla sua tassa, l'inflazione "stimolata" che grava su tutti i cittadini dell'Eurozona.  

La Merkel si pronuncerà questa notte, ma ancora non ha deciso cosa dire. Non potrà dare torto al suo ministro (che ormai è più popolare di lei nella CDU) ma non vuole passare alla Storia come quella che rovinò il sogno di Kohl.

Tecnicamente la mediazione viene trovata imponendo alla Grecia l'approvazione in Parlamento delle misure promesse entro pochi giorni, e il macigno torna di nuovo sui piedi di Tsipras. 

 

 

Wall Street chiama Obama per risolvere la crisi greca

 

Il Patriarca di Wall Street Warren Buffett, conosciuto anche come "oracolo di Omaha", dopo la vittoria del NO nel referendum in Grecia ha iniziato ad avere davvero paura, assalito da brutti presentimenti. Quella che sembrava una crisi addomesticabile, utile per creare qualche buona occasione per comprare i ribassi di Borsa sfruttando l'altalena mediatica, sta prendendo una piega imprevedibile e pericolosa.

Buffett oggi ha avuto altri segni premonitori - un sondaggio su un campione di popolazione in tutti i paesi rivela che il 55% dei cittadini europei ha "simpatia" per Tsipras -  e non ha perso tempo: ha chiamato il Presidente USA Obama e gli ha chiesto di intervenire, subito e con decisione, prima che Wall Street cominci a perdere la baldanzosa sicurezza di onnipotenza degli ultimi anni. Prima che il contagio greco si diffonda ...

Obama non si è fatto pregare due volte e ha chiamato l'EuroMerkel e per telefono, intercettato dalla NSA, gli ha detto di sbrigarsi a dare a quel ragazzotto di Tsipras quello che chiede, tanto i conti saranno regolati dopo, ma Wall Street non può attendere.

Poi Obama ha chiamato anche Tsipras e gli ha ripetuto l'ordine: sbrigatevi a scrivere quella pagina di bugie che quei quattro incapaci di Bruxelles vi chiedono da tempo, poi ci metteremo d'accordo tra di noi sul prezzo dell'affitto.

Wall Street, dopo aver ricevuto i nastri delle telefonate dalla NSA, ha capito e nel giro di un paio d'ore ha dimostrato la sua gratitudine. L'Europa dei maggiordomi attende di capire meglio.

L'oracolo di Omaha è più potente di quello di Delphi ? 

 

L'Europa è in DEFAULT

La Grecia è in DEFAULT - 3

Precedenti puntate

https://www.menoopiu.it/post/La-Grecia-e-in-DEFAULT

https://www.menoopiu.it/post/La-Grecia-e-in-DEFAULT-2

 

 Juncker ha deciso di scendere in campo nel referendum greco. Lo ha fatto a modo suo, con lo stile che già in passato gli è stato riconosciuto dalla stampa internazionale, quando ebbe a dire "when it's serious you have to lie".

L'Europa dei 18 (19 - 1) si è divisa i compiti e i ruoli, tra chi fa la voce dura e minaccia ritorsioni contro la Grecia, e chi lascia le porte aperte a ulteriori trattative dopo il referendum ( a maggior ragione se vincerà il SI al memorandum del 25 giugno).

La Germania è incerta tra chi più o meno esplicitamente vorrebbe che prevalesse il NO (una quasi maggioranza trasversale) e chi preferisce il Si solo per convenienza, per le centinaia di miliardi di euro di crediti che rischiano di andare in fumo e che potrebbero avere qualche ripercussione anche sulle banche tedesche (la Deutsche Bank in prima fila). La Merkel, per non sbagliarsi, pacatamente drammatizza i toni, dichiarando di non voler influenzare il voto di domenica, purchè gli elettori sappiano che si sceglie tra stare dentro o fuori l'Europa, e che se l'euro fallisce anche l'Europa va in default.

Renzi e Padoan, per quello che contano, hanno fatto sapere che l'esposizione diretta al rischio Grecia è di 36 miliardi, come a dire: "italiani, se avete qualche amico greco convincetelo a votare Sì, altrimenti ce li rimettete voi ...". Ci aspetteremmo altrettanta trasparenza sui derivati sottoscritti dall'amico goldman.

Intanto il Portogallo viene indicato come il primo tra i paesi papabili a seguire la via della Grecia: i titoli di stato portoghesi sono venduti a valanga nonostante l'intervento della BCE. 

 Mancano 5 giorni al referendum, ed è ancora possibile leggere qualche opinione sensata, come quella di Joseph Stiglitz

http://www.project-syndicate.org/commentary/greece-referendum-troika-eurozone-by-joseph-e--stiglitz-2015-06

Nel frattempo anche Portorico ha dichiarato default su una tranche del proprio debito di circa 70 miliardi di dollari, ma nessuno gli ha dato un gran peso (sbagliando, perché è sintomo di un fenomeno che si allargherà ben presto a macchia d'olio) 

Dalla TROIKA al DIRETTORIO

Il principale sponsor di Draghi presso l'opinione pubblica italiana, Eugenio Scalfari, ci informa su La Repubblica del 22 marzo in merito alla nascita della ennesima "istituzione" europea: Il DIRETTORIO. Si tratta di una creatura non ancora battezzata e nata in modo clandestino, come lo stesso Scalfari racconta: "... A quel punto i membri che non appartenevano all’Eurozona se ne andarono e i diciannove Paesi che condividono la stessa moneta affrontarono il caso greco. Prima però il presidente del Consiglio europeo propose e tutti accettarono la nomina di un comitato ristretto che si incontrasse con il premier greco che già attendeva in un’altra sala. Il comitato ristretto fu nominato e di esso fanno parte il presidente del Consiglio europeo, la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, il presidente della Bce Mario Draghi, il presidente dell’Eurogruppo e il presidente della Commissione Juncker.L'Europa con un improvviso salto nella procedura ha dunque eletto un direttorio che resterà in carica in permanenza fino a quando il caso greco non sarà interamente risolto e anche dopo, provocando però un palese malcontento in alcuni stati che pensavano di farne parte e ne sono invece esclusi. Il più irritato è il nostro Renzi, che mira ad avere un forte peso sulla politica economica europea. Quel peso non c'è, anche perché è Mario Draghi a tenere i cordoni della borsa ed è Draghi che, attraverso lo strumento monetario, è in grado di indicare le riforme da portare avanti, la politica del debito pubblico di vari Paesi e la flessibilità che l'Europa concede a certe condizioni agli stati che la richiedono. " 

Il presidente del Consiglio europeo è colui che presiede e coordina i lavori del Consiglio europeo. L'attuale presidente è il polacco Donald Tusk (scade a giugno :). La Cancelliera Merkel, si sa chi è (!); Il presidente francese F. Hollande, sia sa chi è (?); Il presidente della BCE M. Draghi, si sa chi è (!!); Il presidente dell'Eurogruppo: Jeroen Dijsselbloem è un politico olandese del Partito del Lavoro (PvdA) (??) ; il presidente della Commissione Juncker, si sa chi è (!?) 
Le funzioni del neonato DIRETTORIO (che nessuno ha eletto, come erroneamente pensa Scalfari) non sono ancora chiare, ma si possono immaginare come quelle di un "comitato sovranazionale", "extraparlamentare" ed "extraognicosa", da utilizzare a piacimento in qualsiasi situazione. 

Con evidente compiacimento, Scalfari ci informa che il vero boss del Direttorio è Draghi, perché è quello che stampa i soldi e decide a chi darli, e soprattutto non ha elettori che possano mandarlo a casa prima del termine - lontano - del 2019.

Il Direttorio ha già minacciato risolto i dubbi di Tsipras e Varoufakis, rendendo non necessario il lavoro della TROIKA.

 

 

 

 

Come darla vinta alla Grecia senza farlo sapere agli altri

http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_15/02/2015_547280

 

Il vero nodo della questione è come far sembrare che la cancellazione - di fatto - di gran parte del debito greco (60%) sia una "dilazione" anziché un taglio.

Perché in un mondo ormai chiuso nella trappola del debito, se dovesse passare l'idea che i debiti si possono NON pagare, fosse anche sulla base di motivi eccezionali, ogni debitore - privato, pubblico o impresa - si accorgerebbe di avere un potere contrattuale maggiore di prima, e sarebbe ben contento di farlo valere verso i creditori.

La differenza tra il caso Grecia di oggi e quello della Germania postbellica sta nel fatto che nel sistema attuale la cancellazione del debito non è sufficiente a garantire la ripresa dell'economia, se non è accompagnato anche dal governo della moneta e del sistema giuridico. Tsipras mente quando dice che in sei mesi il governo di Syriza può cambiare il corso della Grecia, restando nella gabbia UE.

Draghi e la Merkel mentono quando dicono che un accordo di allungamento del debito può consentire alla Grecia di uscire dalla crisi. Entrambi sanno che se alla Grecia dovesse essere concesso il taglio dei debiti, anche gli altri paesi seguiranno l'esempio, e non solo in Europa ma in tutto il resto del Mondo.

Ormai i debitori sono la maggioranza, e Tsipras è il loro profeta. Un'economia fondata sui debiti può accettare che non si paghino più ? Del resto, non sono proprio i banchieri centrali - Yellen, Draghi e C. - ad aver capovolto i rapporti di forza tra creditori e debitori ?, garantendo tassi a zero o negativi a favore degli Stati indebitati e l'allungamento perpetuo delle scadenze.

 https://www.menoopiu.it/blog/page/Perche-la-GRECIA-conta

Dove portano gli esperimenti di Zar Putin e Boss Obama ?

escalation ukraina

 

L'escalation della guerra in Ucraina tocca un alto livello di guardia, testimoniato dal tentativo Merkel - Hollande di far cambiare idea a Putin, il quale a sua volta chiede loro di far cambiare idea ad Obama.

1) Putin ha inviato truppe ed armi in Ucraina per tentare di acquisire una parte di territorio (fino a Mariupol) per poi sedersi al tavolo delle trattative per congelare la situazione (annessione di una parte dell'Ucraina).

2) Obama fa finta di resistere alle pressioni della Nato e del Congresso a maggioranza Repubblicana favorevoli alla fornitura di "armi letali" all'esercito ucraino.  Il suo prossimo Segretario di Stato A. Carter si è detto favorevole a considerare l'opzione "arma letale".

3) Le sanzioni economiche applicate da USA e EU stanno creando difficoltà a Putin, ma non ne scalfiscono la popolarità interna, nè il potere, che anzi si rafforza  e giustifica le ulteriori limitazioni alle libertà politiche e di espressione con l'aggravarsi dello scontro con l'Occidente. Inoltre Putin sa che le sanzioni economiche e il rischio di contagio finanziario sono una leva per convincere gli Europei a fare pressioni su Obama, perché l'economia di Francia, Germania & C. ha bisogno anche della Russia per riprendersi dallo stato di crisi. Le elezioni in Grecia con la vittoria di Syriza hanno dato una sponda ulteriore alle pressioni geopolitiche di Putin.

4) I colloqui di domenica Russia-Germania-Francia-Ucraina si concluderanno con tanti appelli e qualche pugno di mosche. I termini della questione sono esattamente quelli di un anno fa: Putin considera l'intera Ucraina come territorio di influenza politica della Grande Russia; essersi annesso la Crimea non gli basta. Gli europei non solo non hanno intenzione di "morire per Kyev" ma hanno bisogno di fare affari con i russi. Obama è costretto a mostrare i muscoli, dopo i tanti schiaffi internazionali, perché la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del prossimo anno è già iniziata. 

5) Con la caduta del prezzo del petrolio e i rischi di una recessione economica globale, cosa c'è di meglio di un pericolo di guerra Est - Ovest per entusiasmare gli speculatori e le industrie belliche nazionali ?

 

 

 

 

La Grecia NON vuole pagare i debiti

Le elezioni in Grecia hanno preso il sopravvento, dopo che la Merkel ha ventilato la possibilità di una uscita della Grecia dall'euro, e sono diventate una battaglia all'ultimo azzardo: "dall'Euro non si esce", proclamano i burocrati di Bruxelles, esasperando la rabbia di chi si sente in trappola e privato della possibilità di scegliere in democrazia.

"Vi cacceremo dall'euro, se non pagate i debiti" tuona la Germania della Merkel, ma molti pensano che sia un bluff per spaventare i greci e spingerli a votare il filotedesco Samaras.

I banchieri non stanno a guardare, e mandano giù i mercati finanziari per avvisare sia una parte che l'altra che non si scherza con loro, che gli speculatori amano i "rischi calcolati" (grazie ai soldi stampati da Yellen e Draghi) ma non i salti nel buio tipo Lehman Brothers.

I Greci che voteranno Tsipras e compagni hanno idee più pragmatiche: "restiamo nell'euro, ma senza debiti da pagare". E' quello che Mario Draghi aveva indirettamente promesso tre anni fa, ed è quello che va ripetendo nella stanze della BCE: il debito greco è insostenibile, a prescindere dai tassi di interesse. O i creditori rinunciano alla loro parte a favore di un abbattimento del debito greco o saranno guai per tutti.

Questa posizione è il risultato di quello che si palesava dietro l'azione dei Banchieri Centrali (Bernanke-Yellen, Kuroda, Carney e Draghi): il rischio che tassi a zero e denaro facile potesse far salire l'asticella dell'azzardo. Perché pagare i debiti ? Chi pagherebbe di più le conseguenze di crisi finanziarie al buio ? Chi ha più da perdere, i banchieri di Wall Street e Francoforte o i tassisti e gli agricoltori greci ?

Se i greci non pagano i debiti, perché dovrebbero farlo gli spagnoli, i portoghesi, i francesi o gli italiani? Come verrebbero ripartite le perdite del debito greco sui cittadini del resto dell'area euro? Da cosa è garantito il debito greco nei confronti dei suoi creditori?

 

 

 

 

La MERKEL inizia la campagna elettorale in GRECIA

Come era prevedibile la Merkel ha dato il via alla vera campagna per le prossime elezioni in Grecia.

Lo ha fatto senza retorica e perifrasi, con la pragmaticità teutonica che la contraddistingue: l'uscita della Grecia dall'Euro non è più un tabù e l'unione a tutti i costi non è un valore vincolante.

Quindi se i Greci scelgono Syriza, che chiede la rinegoziazione del debito, avranno come risposta la cacciata dall'euro, sprofonderanno nelle fiamme dell'inferno dei FALLITI e i loro debiti rimarranno ESIGIBILI, ovviamente ancorati al cambio dell'euro-marco.

L'uscita della Merkel, sostenuta dall'intera opinione pubblica tedesca, punta a togliere a Syriza l'arma principale di ricatto verso l'Europa: la cancellazione di gran parte del debito nominale greco è necessario per salvare l'Europa e la moneta unica.

Fino ad oggi quest'arma, la paura della dissoluzione dell'euro, ha funzionato creando un precario equilibrio di richieste di "rigore" e di allentamenti progressivi.

La campagna politica di Tsipras è basata su questo equilibrio precario: non siamo noi greci a voler uscire dall'euro, ma se ci costringete ...

Questa tattica aveva il suo presupposto che dall'altra parte il fronte dell'Euro a tutti i costi (che ha Mario Draghi come leader indiscusso) avrebbe finito con il concedere qualcosa.

Se invece viene meno la paura del salto nel buio del GREXIT, le armi di Syriza si spuntano a favore dello schieramento dell'attuale governo Samaras.

Ora si gioca a carte scoperte. Se la Grecia può uscire dall'euro, perché altri Stati non potrebbero fare altrettanto ?

La risposta di Tsipras potrebbe essere: se la Grecia non paga i debiti e viene cacciata dall'euro, troverà Putin e l'Unione Eurasiatica pronti ad accoglierla ...

Il porto del Pireo sarebbe affollato di navi russe e cinesi ...

SNOWDEN PIU' RICERCATO CHE MAI

Ora che tutto il mondo si è reso conto dell'enorme servizio che Snowden gli ha reso, rivelando le attività di spionaggio ed intercettazione che la NSA compie per conto del governo USA, Snowden riceve richieste di collaborazione da ogni parte.

I verdi tedeschi gli hanno chiesto di testimoniare di fronte al Bundestag in quello che sarà il primo processo politico contro gli Stati Uniti, accusati di aver spiato la Merkel ed altri milioni di cittadini della Germania.

Immaginate quale schiaffo politico per Obama se a Snowden fosse consentito di parlare pubblicamente nel cuore dell'Europa di diritti civili e  libertà. I tedeschi sarebbero ben felici di accoglierlo alla porta di Brandeburgo.

Ma anche i Russi, per  motivi diversi, offrono lavoro a Snowden: i siti Internet più popolari nella ex Unione Sovietica si contendono la collaborazione del whistleblower del secolo.

La CIA invece pare che abbia smesso di ricercare Snowden: un suo arresto, anche involontario, sarebbe un'altra patata bollente per Obama.

Da segnalare infine un duro commento cinese con un articolo di Xinhua, che definisce Uncle Tom (Zio Tom) come Peeping Tom (Tom il Guardone) e associa la caduta di credibilità dell'America dopo le rivelazioni di Snowden alla incapacità dei politici americani di risolvere la crisi del debito pubblico.

 

La lettera di Snowden al Parlamento tedesco 

 la lettera di Snowden dopo l'invito in Germania

LE PROVE CHE OBAMA HA MENTITO

Obama era stato informato nel 2010 dal generale Alexander (capo della NSA e dimessosi da poche settimane) che l'agenzia americana spiava la cancelliera Merkel e altri capi di stato in tutto il mondo. Lo rivela l'edizione domenicale della BILD, che inizia anche una campagna di stampa contro "l'ingenuità" della Merkel che ha preferito tenere il suo cellulare NOKIA anziché usare i telefoni criptati. Come dire: te la sei cercata.

Tommy Vietor, ex portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale e uno dei più stretti confidenti del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha detto a Bild: "La collaborazione tra i nostri servizi è così stretta che i tedeschi in realtà avevano un'idea precisa delle nostre capacità di intercettazione e spionaggio."

Perché solo ora gli europei fanno finta di indignarsi ?

ANCHE LA MERKEL NEL CLUB DEGLI SPIATI

A differenza di Hollande, la cancelliera Merkel è stata hackerata dalla NSA assieme ad altri milioni di cittadini tedeschi. Lo rivela Der Spiegel sulla base dei file ricevuti da Snowden: Obama ormai è impegnato a tempo pieno al telefono per giustificare lo spionaggio nei confronti di capi di Stato di tutto il mondo ("è stato un caso, un eccesso di zelo, lo facciamo per proteggervi dal terrorismo...").

 

Merkel spiata da NSA

Radio Snowden: Il Buono, il Brutto, I Cattivi

Il Buono: il Presidente della Bolivia Morales, che ha rischiato di essere abbattuto in volo e poi sequestrato per 10 ore come un criminale, per aver dichiarato la disponibilità a concedere asilo politico a Snowden. Morales ha annunciato l'intenzione di cacciare l'ambasciatore USA a Bogotà.

Il Brutto: Il Parlamento Islandese, che ha deciso di non decidere sulla concessione di asilo politico a Snowden. "Siamo troppo impegnati su altre questioni, in questo momento: se ne parla dopo l'estate". I parlamentari islandesi avrebbero fatto più bella figura se avessero dichiarato la verità: siamo troppo piccoli per opporci ai ricatti di Obama.

I Cattivi: I leader dei paesi europei - da Hollande alla Merkel, fino all'esibizionista Letta e alla ex Radicale Bonino - che hanno fatto quello che potevano per dimostrare di essere i maggiordomi di Obama.

 

Un riconoscimento sincero, invece, a Barbara Spinelli per quello che ha scritto sui Whistleblower

TEMPESTA PERFETTA

Una tempesta perfetta sembra stia per abbattersi sui mercati finanziari, con due mesi di anticipo sui tempi previsti. Ecco quali sono le vere turbolenze che si stanno accumulando:

1) Obama da il benservito a Bernanke, ottenendo come reazione due eventi in un solo colpo. Bernanke annuncia che prima o poi smetterà di stampare soldi per sostenere una "crescita" che non c'è;

e la sua credibilità di Banchiere Onnipotente, colui che regge tutto il peso del sistema finanziario mondiale, svanisce nel nulla. Gli speculatori sono "disorientati, orfani della Bernanke put" e nell'incertezza vendono tutto.

2) Il sistema bancario in Cina va incontro ad una crisi "Lehman style": il credito interbancario si è rarefatto, i tassi dei prestiti tra banche sfiorano il 30% (nessuna si fida dell'altra) e si attende da un momento all'altro il default di una banca.

Il governo tace, anzi smentisce, ma nessuno gli crede. Serpeggia il terrore che la fine del modello di "crescita" cinese possa provocare proteste sociali da far impallidire quanto successo in Turchia o Brasile.  

3) Il Giappone è un caso "disperante", il vero spettro della crisi mondiale, la minaccia di un nazionalismo corrotto, vecchio, retorico, cinico e incompetente, avvinghiato ad un modello di "crescita" fallito.

4) In Europa tutti ricattano la Merkel: a 3 mesi dalle elezioni la cancelliera non può far vacillare l'euro e quindi tutti gli altri paesi possono permettersi di dire quello che vogliono, cioè che riprenderanno a fare debiti per la "crescita", che chiederanno di rinviare i pagamenti in scadenza, di sfondare la soglia del 3%, "tanto non succede nulla".

5) La tempesta perfetta sta già facendo le sue prove generali nei paesi ex emergenti: le rivolte sociali in Turchia, in Brasile, in Indonesia, in Cile sono la sentenza più impietosa di condanna dei modelli di "crescita" adottati dalle tecnocrazie internazionali. Quei modelli elaborati ed imposti dalla logica del Fondo Monetario, di cui la Lagarde è il vero emblema: "Usami come vuoi".