Monotonia tedesca

Il partito della Merkel stravince le regionali del Nordreno-Westfalia, crolla la SPD di Martin Schulz, si ridimensiona il pericolo dell'estrema destra.

 

E' bastato poco alla cancelliera per riprendersi il controllo dell'elettorato: il freno all'immigrazione ha tolto argomenti al AfD, ma soprattutto la proposta di un'Europa a più velocità piace ai tedeschi perchè significa non essere più costretti a subire la zavorra dei paesi mediterranei - Grecia e Italia in testa.

Chi pensava che la vittoria di Macron in Francia avrebbe messo il vento a favore dei socialdemocratici in Germania si è sbagliato di grosso.
Il fenomeno Schulz, costruito in gran parte dai mass media, si è rivelato un fiasco mentre la crisi del modello socialdemocratico rischia di aggravarsi a tal punto che dalle prossime elezioni politiche di settembre potrebbe uscire una maggioranza CDU senza la necessità di Grosse Koalition.

Per Renzi, il quale spera che il vento francesse oltrepassi le Alpi per gonfiare le sue vele, il voto tedesco rappresenta lo snodo più importante per impostare la campagna di propaganda in vista delle elezioni: accentuare le critiche all'Europa governata dalla Merkel per prendere un pò di voti ai 5stelle potrebbe rivelarsi un boomerang pericoloso, perchè i tedeschi non aspettano altro per farci retrocedere in serie B.

L'Europa ricomincia da due o da tre ?

"Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un’Unione Europea con differenti velocità e che non tutti parteciperebbero ogni volta a tutti i passaggi dell’integrazione. Penso che questo potrebbe essere inserito nella Dichiarazione di Roma".

Euro due velocità

Le parole con cui la Merkel ha gettato il sasso di una possibile scissione dell'Europa e quindi dell'eurozona ripropongono in apparenza un tema antico e caro ai tedeschi (e non solo): la presa d'atto delle "divergenze" strutturali tra i vari gruppi di paesi europei - nordici e mediterranei in primis - e quindi della impossibilità di uniformarli attraverso regole e moneta uguali per tutti.
Le reazioni al "sasso" gettato dalla Merkel sono trasversali e ancora poco decifrabili, perchè nessuno ha ben chiaro come il nuovo principio - che rompe il tabù finora dominante e rappresentato dallo slogan di Mario Draghi in difesa dell'euro "whatever it takes" - possa essere attuato in modo ordinato senza scatenare reazioni centrifughe incontrollate.
Plaudono alle parole della Merkel anche alcuni europeisti storici come Romano Prodi ed Enrico Letta, ma sono soddisfatti anche i trumpiani come Le Pen e Salvini e i no-euro di sinistra che le considerano una prima breccia nel muro che loro proveranno a sfondare.
Mario Draghi si è trincerato dietro un no comment che in realtà è un no chiaro - "l'euro è irrevocabile" ha sentenziato appellandosi ai trattati e dimenticandosi che possono essere cambiati - e in generale lo schieramento socialdemocratico vede con diffidenza il progetto merkeliano delle due velocità per motivi elettorali più che per convinzione strategica.

Alcune considerazioni in ordine sparso:
E' triste vedere come gli argomenti che da anni sostengono la critica all'Europa come "gabbia monetaria" siano stati sbeffeggiati anzichè valutati attentamente quando le condizioni sociali e politiche consentivano di fare un esame ordinato e trovare misure corettive senza naufragare sugli scogli. Il dogma dell'unione monetaria ha schiacciato ogni tentativo di ragionamento e rivisitazione, sommergendo anche quegli aspetti, valori e speranze che invece avvicinavano ed accomunavano gran parte delle popolazioni europee, con il risultato tragico che è sotto gli occhi di tutti.

I capi e i tecnocrati europei si sono fatti condizionare pesantemente dalle scelte e dalle pressioni dell'amministrazione Obama, che aveva l'interesse a mantenere lo status quo dell'euro per motivi domestico-finanziari. Ora che il vento trumpiano ha cambiato direzione, prevale la reazione opposta del "tutti liberi" di fare ciò che si vuole. La Germania precede tutti in questa corsa per non perdere le posizioni di vantaggio acquisite in passato.

L'Europa a più velocità (due, tre ecc) è fattibile, come per anni lo è stato il "serpente europeo", ma nel frattempo il vero problema sarà di capire chi e come pagherà i costi enormi di un ritorno al passato. Le politiche monetarie della BCE hanno reso ancora più pesante il conto da pagare per i paesi che si troveranno nella "serie B" tra cui certamente l'Italia al fianco della Grecia, perchè l'ombrello di Draghi ha consentito ai governanti come Renzi di rinviare le questioni del debito e di largheggiare - con soldi finti - in manovre elettorali. Ora lo stock di debito è maggiore di cinque anni fa e un rialzo dei tassi - come sta già avvenendo - aumenterebbe anche la velocità di creazione diulteriore indebitamento.

L'Italia si trova nella condizione di perdere comunque, in ogni caso: se resta nel gruppo con la Germania viene schiacciata dal cambio e dalla concorrenza di un sistema più efficiente (soluzione lunga agonia); se finisce nel gruppo di coda con la Grecia e il Portogallo subisce uno shock inflattivo ed una fuga di capitali che possono rompere il sistema politico-sociale e quindi economico (soluzione schiena rotta).

Forse c'è una via di mezzo, quella di un'Europa a tre velocità, con l'Italia in quella di mezzo, forse da sola o con la Spagna (soluzione febbre altissima e cura da cavallo).

Discorsi teorici, perchè l'Italia non ha un governo per decidere e forse non lo avrà per molto tempo, e questo significa che qualsiasi soluzione sarà subìta anziché scelta.

 

PS

Il Parlamento britannico a larga maggioranza ha approvato la legge che richiede l'uscita dall'Unione Europea - Brexit - anche con il sostegno di una larga parte del partito laburista. E' un voto che sancisce il risultato del referendum popolare e soprattutto ribalta l'orientamento che lo stesso Parlamento aveva un anno fa. Come volevasi dimostrare.

Chi vota NO uccide i bambini

In una trasmissione televisiva che lo vedeva contrapposto al giornalista Marco Travaglio, il PdC Matteo Renzi ha chiarito in modo efficace perchè bisogna votare "si" al referendum costituzionale. Il suo ragionamento non fa una piega:

1) Bisogna mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici d'Italia, per evitare che il prossimo terremoto uccida i nostri figli 2) per raggiungere l'obbiettivo occorrono soldi che l'Italia non ha, e che dovranno quindi essere spesi a debito 3) la Merkel si oppone alla maggiore "flessibilità" chiesta dal nostro PdC per salvare la vita dei nostri figli 4) per sconfiggere l'austerity della Merkel è necessario che in Italia ci sia un PdC "forte" con un ampio consenso popolare 5) se il PdC perde il referendum, in caso di vittoria del NO, l'esercito anti-Merkel si indebolisce e viene sconfitto, quindi niente soldi per rifare le scuole, quindi i nostri figli moriranno sotto le macerie del prossimo sicuro terremoto.

In conclusione, chi vota NO uccide i bambini, così come chi denigra il fertility day  della LoRenzin e le buone abitudini, favorisce i cattivi "compagni" (comunisti, negri, drogati, omosessuali?) e impedisce ai bambini di nascere.

Merkel addio alla GROSSE KOALITION

Il voto regionale nel Meclemburgo-Pomerania segna il tracollo dei partiti tradizionali e il successo degli anti-euro di destra del AfD. Perdono i socialdemocratici (-5%, anche se restano il primo partito non hanno più il sostegno dei Verdi e di Linke) e la CDU di Angela Merkel (-4%, sorpassati dal AfD), i Verdi non superano la soglia e non hanno seggi, come i neonazisti), la sinistra Linke perde il 5,5%.

E' una campana, anzi un campanile, d'allarme per il governo centrale, per la Grosse Koalition e per il modello di governo europeo.

 

Tutti i partiti, di ogni collocazione, sono stati "puniti" dagli elettori.

Ma sarebbe riduttivo e sbagliato pensare che l'avanzata di AfD sia solo il frutto delle paure suscitate dai "migranti" e dal terrorismo islamico che serpeggiano in tutti gli strati sociali.

Ci sono almeno altre due ragioni che spingono molti elettori tradizionali di centro e di sinistra verso il cosiddetto "populismo".

1) La politica economica tedesca viene vista come succube della BCE e causa  malumori e ansie tra i pensionati e i piccoli risparmiatori, penalizzati dai tassi negativi e dal "sequestro" dei risparmi.

2) L'esito del referendum sulla BREXIT ha fatto crescere la sensazione che è possibile sconfiggere l'ineluttabile "gabbia" imposta dalla tecnocrazia, dando argomenti e slancio a quanti sostengono i temi dell'identità nazionale (non solo in chiave reazionaria) prima di quella europea.

Non basterà quindi al Cancelliere tedesco annunciare qualche ripiegamento sulle politiche dell'accoglienza dei migranti per riprendersi i voti ceduti a AfD, ma dovrà agire a tutto tondo per riaffermare  i valori tradizionali dei conservatori in vista delle elezioni politiche genearali del 2017.

La Grande Coalizione con l'SPD, ponte strategico verso Bruxelles e la BCE di Draghi sarà la prima vittima del tentativo di riscossa della Merkel.

 

 

La Fiera del TTIP ad Hannover

Obama è ad Hannover per piazzare il TTIP agli europei, che da sinistra e da destra non lo vogliono. Ma a lui interessa  solo convincere le burocrazie e gli apparati di governo, prima che scada il suo mandato. 

A vedere sui giornali tedeschi le foto dei teneri sguardi e  abbracci di Merkel-Obama sembrava che il gioco fosse fatto,  e invece è arrivato il siluro contro Obama della BILD, il giornale nazional-popolare di Merkel e soci, che pubblica in prima pagina un'intervista esclusiva a Karl Theodor Zu Guttemberg, ex ministro del governo Merkel dimessosi per lo scandalo della tesi di laurea copiata, ma molto apprezzato nell'elettorato CDU-CSU. 

Il titolo dell'intervista della BILD è uno schiaffo all'ospite americano: Perchè Obama ha deluso il mondo, ed è un'avvertimento alla Merkel: "cerca di non farci perdere altri voti, il TTIP conviene solo ad Obama"

 

MERKEL umilia la Germania

Il caso dello sconosciuto comico Böhmermann che sarà processato per aver fatto satira sul dittatore turco Erdogan è un colpo durissimo alla credibilità politica della Merkel e della Germania.

Der Spiegel Online : 

Erdogan and the Satirist: Inside Merkel's Comedy Conundrum

 Prior to the scandal, Böhmermann had led a niche existence in Germany's media landscape, but now everybody in the country knows who he is. The 35-year-old has triggered an affair of state, one which has served to demonstrate just how limited Chancellor Angela Merkel's power really is. And how absurd German law can be. If Böhmermann intended to show just how powerful satire can be, he has been incredibly successful.

The poem includes references to "goat fucking" and "oppressing minorities." It calls Erdogan "dumb as a post, cowardly and uptight" and "perverse, lice-ridden and a zoophile." "Kicking Kurds, beating Christians all while watching child porno films." It goes on in that vein.

 The satirical verses drove a wedge through the country. Böhmermann managed to demolish a nationwide consensus that hadn't really been up for debate for years: What are the limits of humor? For Böhmermann, though, consensus generally isn't the solution; it is the problem. He views consensus as poison.

The real provocateur, of course, is Erdogan himself, the man who is Böhmermann's target and the man who is making life extremely difficult for Chancellor Merkel. And his provocations have nothing funny about them. It is a context that cannot be forgotten when discussing the insulting poem that Böhmermann composed.

Those who criticize Erdogan are, depending on the circumstances, accused of being "terrorists," "traitors," "provocateurs" or "agents" of a foreign power. In a country where the majority is politically illiterate and gets its information from pro-government television, most people believe the dominant narrative of an evil world trying to keep Turkey in its place. In such an atmosphere, it is even possible for a schoolchild to be prosecuted over an ill-considered Facebook post.

  

Voto shock per la Merkel

Il voto dei tre Land tedeschi va oltre le previsioni della vigilia, che pronosticavano un arretramento della CDU di Merkel e un'avanzata della destra AfD.

La CDU perde più del previsto (soprattutto in Baden-W, quasi dimezzato) a vantaggio sia della AfD che della FDP (Liberali), mentre i socialdemocratici mantengono la Renania ma perdono vistosamente sia in Sassonia che in Baden-W.

I Verdi sono il primo partito nel Baden-Wurttemberg, ma negli altri due Land perdono.

Per la coalizione CDU-SPD (e per la Merkel) è stata una bocciatura senza attenuanti, che non si spiega solo con le polemiche sui profughi e le violenze di Colonia.

 Baden-Württemberg

Trionfo dei verdi, successo AfD che sorpassa SPD in calo, crollo della CDU (Merkel), avanza FDP

 Rheinland-Pfalz

Tiene SPD, arretra CDU, successo AfD, arretrano Verdi, avanza  FDP

Sachsen-Anhalt

Tiene CDU, valanga AfD, crollo Linke e SPD, arretrano Verdi, avanza FDP

 

Il trafficante ERDOGAN alza il prezzo

Lo spettacolo dei leader europei che mercanteggiano con il rappresentante turco usando i profughi siriani come merce di scambio è un'altra pagina buia della crisi politica e morale dell'Europa.

Nemmeno le apparenze, quelle a cui ha fatto appello Renzi chiedendo il rispetto della libertà di stampa !!, ormai sono più salve. Carne umana da un lato e denaro (miliardi di euro), interessi economici e militari dall'altro.

La Merkel mette in mostra il peggio dell'ipocrisia tedesca, ed è disposta ad accordare ad Erdogan tutto quello che chiede. 

Qualcuno dovrebbe ricordare a Merkel, Hollande & C. che Erdogan è anche un sostenitore dell'ISIS, un trafficante di petrolio e armi a mercato nero, uno sterminatore di Curdi, un palazzinaro corrotto, un dittatore che brucia libri e libertà di stampa.

Abbiamo già tanti validi motivi per diffidare dei politici europei, non datecene altri.

La disfatta di Colonia

Quello che è successo a Colonia la notte di San Silvestro dovrà essere raccontato e ricordato come uno dei momenti che segnano la storia di questa Europa: una sconfitta, anzi una disfatta, sulla scia di altre sconfitte, come le stragi di Parigi.

Mano a mano che si fa luce sulla violenza e sugli abusi subiti da decine di donne ad opera di centinaia di "arabi o nord africani"organizzati, si capisce che la battaglia di civiltà che da mesi sconquassa il mosaico dell'Europa segna una pesante battuta d'arresto.

Scrive Lucia Annunziata sul suo blog dell'Huffington Post: "..Un'operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all'intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l'Europa tutta e non solo la Germania. .."

La breve stagione della speranza e della solidarietà è già finita. I milioni di profughi che dalle rive del Mediterraneo si sono riversati all'interno delle frontiere sono visti come una minaccia, un'odiosa insicurezza in ogni istante di vita collettiva.Lo spazio di vivibilità che si pensava elastico ed accogliente è diventato ristretto e incomprimibile, la distanza di un braccio in una piazza affollata o in una metropolitana accalcata.

La battaglia di Colonia è stata una disfatta per chi sperava di poter anteporre valori di civiltà alla paura e agli interessi. Le trincee dei principii vengono spazzate via e arretrate.

L'Europa che ha salvato banchieri e politicanti corrotti non è stata in grado di salvare le vittime del Bataclan nè di impedire le aggressioni di Colonia. Chi vuole difendere le ragioni della convivenza, della dignità e della solidarietà dovrà trovarsi altri generali e alleati che non abbiano le sembianze di Junker, della Merkel, di Hollande o di Le Pen per poter sperare di vincere le altre battaglie che verranno.

Altri milioni di profughi premono alle frontiere d'Europa, in fuga dalle condizioni disumane che le guerre e i regimi stanno creando. Se le condizioni di accesso saranno quelle che la Merkel ha concordato con Erdogan pochi mesi fa, dovremo aspettarci di tutto, in peggio, per tutti.