"NOT MY PRESIDENT" alla Casa Bianca

In simultanea con il nuovo libro di Bob Woodward (quello dell'inchiesta sul Watergate di Nixon) dove Trump viene definito dai suoi fedelissimi "idiota" e "squilibrato", arriva sul New York Times un editoriale anonimo di un funzionario importante della Casa Bianca (qualcuno insinua che possa trattarsi addirittura del Vice Presidente Mike Pence) e della cerchia di uomini / donne al servizio di Trump.

Il contenuto dell'articolo è un altro colpo al Presidente, e questa volta proviene dalle stesse stanze in cui le paranoie del "idiota" si manifestano in presa diretta.

 

Dal New York Times, alcuni stralci dell'editoriale anonimo

I Am Part of the Resistance Inside the Trump Administration


I work for the president but like-minded colleagues and I have vowed to thwart parts of his agenda and his worst inclinations.

... To be clear, ours is not the popular “resistance” of the left. We want the administration to succeed and think that many of its policies have already made America safer and more prosperous.

But we believe our first duty is to this country, and the president continues to act in a manner that is detrimental to the health of our republic. ....
The root of the problem is the president’s amorality. Anyone who works with him knows he is not moored to any discernible first principles that guide his decision making.

Don’t get me wrong. There are bright spots that the near-ceaseless negative coverage of the administration fails to capture: effective deregulation, historic tax reform, a more robust military and more.

But these successes have come despite — not because of — the president’s leadership style, which is impetuous, adversarial, petty and ineffective.

From the White House to executive branch departments and agencies, senior officials will privately admit their daily disbelief at the commander in chief’s comments and actions. Most are working to insulate their operations from his whims.

The erratic behavior would be more concerning if it weren’t for unsung heroes in and around the White House. Some of his aides have been cast as villains by the media. But in private, they have gone to great lengths to keep bad decisions contained to the West Wing, though they are clearly not always successful.

It may be cold comfort in this chaotic era, but Americans should know that there are adults in the room. We fully recognize what is happening. And we are trying to do what’s right even when Donald Trump won’t.

The result is a two-track presidency.

The bigger concern is not what Mr. Trump has done to the presidency but rather what we as a nation have allowed him to do to us. We have sunk low with him and allowed our discourse to be stripped of civility.

Senator John McCain put it best in his farewell letter. All Americans should heed his words and break free of the tribalism trap, with the high aim of uniting through our shared values and love of this great nation.

We may no longer have Senator McCain. But we will always have his example — a lodestar for restoring honor to public life and our national dialogue. Mr. Trump may fear such honorable men, but we should revere them.

There is a quiet resistance within the administration of people choosing to put country first. But the real difference will be made by everyday citizens rising above politics, reaching across the aisle and resolving to shed the labels in favor of a single one: Americans.

The writer is a senior official in the Trump administration.

RUSSIAGATE, F.B.I. licenzia Trump

Aggiornamento di RUSSIAGATE, Trump licenzia l'FBI 

 

Il New York Times rivela che Trump chiese a Comey, capo del FBI licenziato pochi giorni fa, di insabbiare l'inchiesta sui legami di Flynn, braccio destro del Presidente, con i Russi.

“I hope you can let this go”, spero che tu lasci perdere questa faccenda, avrebbe detto Donald a Comey. Il quale ha preso nota di tutto, perché non si sa mai...

L'America, che sperava di diventare Great Again, fa fatica a credere a quello che sta accadendo e si interroga su come uscire da una situazione tragicomica. Il New York Times suggerisce di non ricorrere all'impeachment per togliere il peso di Trump sulla Casa Bianca: basta applicare il 25° Emendamento che consente al Congresso di rimuovere un Presidente "incapace" di adempiere al suo mandato a causa di malattie o gravi impedimenti. Nel caso di Trump c'è solo l'imbarazzo della scelta.

PANAMA PAPERS, Obama non si è accorto di nulla

 David Gunnlaugsson, capo del governo islandese è stato costretto alle dimissioni dalle proteste di piazza. Il suo nome compariva nella PANAMA Papers list 

Putin mente quando afferma che le notizie sui suoi traffici offshore - due miliardi di dollari - con Mossack Fonseca sono una macchinazione della CIA per diffamarlo.

La prova che la CIA non è dietro al lavoro investigativo di ICIJ è data dal fatto che Obama era all'oscuro dell'inchiesta giornalistica, perchè nè l'intelligence militare nè il grande orecchio della NSA erano al corrente di quanto stava per emergere da milioni di files condivisi da oltre trecento giornalisti sparsi in tutto il mondo.

Gli USA, dal suo Presidente fino al direttore del prestigioso New York Times - sponsor di Obama e ora di Hillary Clinton - erano all'oscuro di un evento di straordinaria importanza geopolitica  e finanziaria.

In attesa che Obama si giustifichi, magari licenziando qualcuno della CIA  e della NSA, il New York Times ha dovuto giustificare pubblicamente non solo di essere stato all'oscuro del lavoro investigativo, ma anche di aver taciuto la notizia per più di 24 ore, da domenica mattina al pomeriggio di lunedì, quando tutta la stampa mondiale riportava  la notizia dei Panama Papers a pieni titoli in prima pagina.

Il New York Times si è giustificato con argomenti poco credibili:

http://publiceditor.blogs.nytimes.com/2016/04/04/why-no-big-splash-for-panama-papers

 "siccome non facciamo parte del consorzio giornalistico investigativo (?), prima di dare la notizia dovevamo leggere i documenti e accertarne la veridicità, e questo richiede tempo"

Dopo questa "giustificazione" forse anche il direttore del New York Times rischia il licenziamento.

 In ogni caso Putin può stare tranquillo: Obama non si è accorto di nulla, deve ancora finire di leggere alcuni milioni di files.