BAYER compra MONSANTO con i soldi di DRAGHI

Monsanto è la famigerata azienda americana che manipola e impone semi OGM in tutto il mondo; Bayer è il colosso tedesco che condisce con i suoi concimi e pesticidi le piante nate dai semi Monsanto. Entrambi sono attivi nel diffondere il cancerogeno "manontroppo" glifosato (diserbante).

I tedeschi pensano di chiudere il cerchio comprandosi l'azienda americana con più di 60 miliardi: sembrerebbe  un'operazione di tipica finanza industriale, come tante in tutti i paesi ed epoche, ma invece ...

 

 

Ma l'acquisto di Monsanto da parte di Bayer passerà alla storia per una importante novità: i soldi della transazione verranno forniti da una banca centrale, anziché dal mercato finanziario, e precisamente saranno sborsati dalla BCE di Mario Draghi grazie al suo QE, il programma di acquisto di titoli pubblici esteso anche alle obbligazioni di aziende di grandi dimensioni, come per l'appunto la Bayer.

Nel mondo finanziario di una volta le acquisizioni di aziende si facevano utilizzando i mezzi tradizionali del mercato: pochi o niente contanti, scambio di azioni proprie (magari facendole manipolare da qualche analista), prestiti da parte di banche d'affari internazionali (che lucravano sia sui prestiti che sulla consulenza e collocamento).

Ora c'è un sistema molto più semplice e vantaggioso: la Bayer farà un'emissione di obbligazioni con rendimento reale negativo (cioè i creditori dovranno dare soldi al debitore-Bayer anziché il contrario) che saranno vendute alla BCE e con il ricavato saranno pagati gli azionisti di Monsanto.

Se fossi un azionista dell'azienda americana non mi accontenterei dei miserabili  65 miliardi offerti dai tedeschi e chiederei a Draghi di stampare un po' più di soldi, tanto non costa nulla.

E inoltre, se qualcuno dell'antitrust europea o americana provasse a mettere in dubbio l'operazione per motivi di eccessiva concentrazione, monopolio o posizioni dominanti, si potrebbe chiedere a Draghi di parlare con i suoi amici di Bruxelles - ad esempio Junker - per fargli capire che le sorti dell'Europa, dell'euro e del benessere mondiale non possono piegarsi alle vecchie logiche del vecchio capitalismo. Ora c'è il dio QE che decide e domina nel mondo messo sottosopra dai banchieri

G20 come creare inflazione e felicità

Lanciando banconote dall'elicottero (o da un drone) come suggeriva Milton Friedman 50 anni fa, e prima ancora Keynes (con altri mezzi).

 

 

Il G20 dei ministri e banchieri più importanti ha preso atto che QE (quantitative easing) e NIRP (negative interest rate policy) non funzionano per combattere la deflazione e il rallentamento dell'economia mondiale. Bisogna fare di più e di diverso, ricorrendo alla distribuzione diretta del denaro ai cittadini, che potranno spenderlo, e aumentando i consumi cresceranno anche i prezzi e la produzione. In due parole : "CRESCITA FELICE".

Come funziona il metodo helicopter money ? In un modo molto semplice e diretto: la banca centrale - nel nostro caso la BCE o tramite le banche nazionali - distribuisce ad ogni cittadino maggiorenne una carta prepagata con un importo prefissato, ad esempio 2.000 euro, che il cittadino deve spendere entro un anno (altrimenti perde il denaro residuo) per acquistare beni e servizi. Il denaro versato sulla carta non è a carico del debito pubblico, perchè è stato stampato dalla banca senza contropartita, e anzi può contribuire anche a far scendere il debito dello Stato, perchè le imposte vanno all'Erario. 

Nel caso dell'Italia moltiplicando 2.000 x 45 milioni di utenti finali, si ottiene una distribuzione di denaro di circa 90 miliardi di euro, di cui 18 vanno allo Stato e il resto alla crescita dei consumi, quindi dell'inflazione, quindi della produzione. Tutti felici: lo Stato che incassa denaro senza più tassare e i cittadini che hanno un bonus regalato. 

Aumentando l'importo del bonus aumenta anche la felicità. Semplice e conveniente, con poche piccole controindicazioni che vi lascio scoprire.

Alle prossime elezioni potreste fondare un movimento che propone il bonus della Crescita Felice, e se qualcuno vi copia l'idea non ci si deve preoccupare, perchè basterà aumentare l'importo del bonus nel programma elettorale del partito. Non costa nulla, anzi fa risparmiare perchè non ci sarebbe nemmeno più bisogno di banchieri come Draghi e Yellen, che devono far finta di essere indipendenti dalla politica, bastando un qualsiasi portaborse del primo ministro in carica.

Ai margini dei lavori del G20 si è anche discusso di MIGRANTI, (con afflato) e di BREXIT (con minacce a chi ne parla).

Draghi prevede disastri fino al 2017

"Il paziente non esce dalla sala di rianimazione" almeno fino a marzo 2017.

E' quello che il "chirurgo di fama mondiale" Mario Draghi ha sentenziato, mettendo in allarme i veri "familiari" del paziente, cioè imprese e famiglie che sperano di essere tranquillizzati sulle sorti del sistema economico malato.

Dopo l'annuncio del Presidente della BCE si stanno creando quelle condizioni di estremo disappunto e delusione che caratterizzano gli stati d'animo di chi in precedenza era stato indotto all'ottimismo. La crisi economica non è passata, la "crescita" si misura con gli zerovirgolaqualcosa, e nonostante le centinaia di miliardi stampati solo il 25% è stato utilizzato dalle banche per fare prestiti a imprese e famiglie.

Draghi ha di fatto annunciato che il paziente resta ancora attaccato alle macchine di rianimazione della BCE che gli pompano denaro liquido in gran quantità ma alterano tutte le altre funzioni vitali, in una sorta di "coma farmacologico".

I familiari del paziente iniziano a dubitare delle capacità salvifiche del chirurgo.

Il dio QE non esiste, i banchieri sono imbroglioni e Yellen è in trappola

La tempesta sui mercati azionari e commodity di tutto il mondo è un violento avvertimento alla Federal Reserve e alle altre banche centrali: “questo è quello che accade se pensate di smettere di stampare denaro (QE) o di alzare i tassi da zero, (ZIRP) fosse pure di una quantità simbolica ed insignificante”.

Se questa interpretazione sulle cause della tempesta finanziaria è vera non ci sarebbe da preoccuparsi più di tanto. Non appena la Yellen e i suoi colleghi avranno raccolto il  messaggio e capito l’antifona, tutto tornerà come prima, e anzi ci sarà da guadagnare ancora di più. 

La Banca centrale cinese non dovrà fare altro che immettere nuova liquidità nel sistema ( il QE alla cinese invocato a gran voce dai keynesiani di tutto il mondo) e consentire alle banche di erogare ancora più prestiti. Se la Cina riparte, anche il resto del mondo si rimette in moto, sentenziano i premi Nobel dell'economia.

Il messaggio è esplicito: il QE ha funzionato in passato e perché non dovrebbe funzionare anche ora ? Il QE, direbbe Draghi, è una fede e non si discute.

Questa è la versione ottimista della “improvvisa” tempesta di agosto, alimentata anche dalla crescente perdita di fiducia nelle capacità di “guida e pianificazione” del governo cinese. 

 Una testimonianza a favore di questa tesi è giunta nel corso del "Lunedì nero” delle borse: quando Wall Street ha raggiunto una perdita di 1000 punti – oltre il 6% - è entrata in azione la “squadra di salvataggio” della Federal Reserve che ha iniziato a comprare azioni per far salire l’indice azionario, di concerto con i network finanziari che passano le veline della Apple.

In conclusione, secondo questo punto di vista, la speculazione ha sotto controllo tutte le leve di funzionamento, tiene sotto scacco l’economia reale e i politici, e trova modo di guadagnare anche dalle tempeste, che non sarebbero reali ma frutto di effetti cinematografici  fatti apposta per impressionare chi di dovere.

C'è però un'altra lettura, più grigia e inquietante. La crisi dei mercati è l’esplosione di una bolla, anzi di tante bolle gonfiate per diversi anni dalle politiche “espansive” delle banche centrali, denominate QE, ZIRP e NIRP . 

La dimostrazione di confusione e scarsa capacità tecnica da parte delle autorità cinesi è solo l’esempio di una difficoltà generale, dall'Asia all'America Latina, a governare un fenomeno cresciuto sia per dimensioni che per complessità.

Le figuracce accumulate dai cinesi (manovre azzardate, passi indietro e bugie grossolane per nascondere la realtà della crisi economica) potrebbero tra qualche settima coinvolgere anche gli altri “onnipotenti” banchieri, a cominciare dalla Yellen.

I mercati crollano perché la Federal  Reserve non stampa più dollari da circa un anno, dopo averne stampati più di 4 trilioni, e quindi scarseggia la materia prima con cui speculare.

 La conclusione di questa ipotesi in apparenza è uguale alla precedente, cioè la richiesta alle Banche Centrali di più QE, ma contiene anche un fosco presagio: prima o poi il mondo si accorgerà che il QE non serve a creare più imprese e più lavoro, come sostengono Draghi, Kuroda e Yellen, ma solo ad inflazionare la finanza e a far crescere la bolla della speculazione nei marcati finanziari. 

I profitti di gran parte delle aziende quotate in borsa, in particolare quelle americane, non provengono solo dalla vendita di merci e servizi ma anche dai buyback azionari, cioè l'acquisto delle proprie azioni facendone aumentare il valore e incamerando i dividendi. E’ una sorta di economia parassitaria che sostituisce quella produttiva e che si avvantaggia del flusso continuo di denaro immesso nel sistema dalle Banche Centrali. Se il flusso si riduce o cessa, il gioco si inceppa, ed è necessario liquidare il più presto possibile le posizioni acquistate per non perdere il capitale guadagnato.

In sintesi, il dio QE può aiutare solo l'1% della società, mentre il restante 99% è costretto a pregare senza ricavarne benefici concreti. Questa opinione non circola negli ambienti anarcoidi o nelle diocesi di Papa Francesco : e’ la verità temuta dai banchieri centrali, e svelata in un white paper che la Federal Reserve di St. Louis ha pubblicato a pochi giorni dal raduno annuale di Jackson Hole, farà discutere e metterà in lieve imbarazzo alcuni partecipanti.

Nel paper - Current Federal Reserve Policy Under the Lens of Economic History: A Review Essay - si sostiene che i famosi QE di Bernanke, copiati  in tutto il mondo e in particolare in Giappone e in Europa, sono stati ininfluenti  ai fini del raggiungimento degli obiettivi di inflazione e crescita.

Nella migliore delle ipotesi, le politiche di QE (stampa di moneta mediante acquisto di titoli da parte della banca centrale)  e di ZIRP (tassi di interesse a zero) hanno consentito di tenere in vita alcuni settori economici, rimpinguare le banche e favorire il boom dei titoli azionari.

Il documento della FED di St Louis ha un valore mediatico ben superiore a quello che gli autori si immaginavano, perché sia in Europa che in Giappone gli ultimi dati economici sono stati deludenti  nonostante i trilioni di euro e yen stampati da Draghi e Kuroda nell’illusione che fossero sufficienti per far ripartire la produzione e l’occupazione, accendendo la cosiddetta “inflazione benefica”.

In definitiva l’analisi degli economisti FED inizia ad incrinare il dogma del dio QE imperante negli ultimi 6 anni. 

There is no work, to my knowledge, that establishes a link from QE to the ultimate goals of the Fed inflation and real economic activity. Indeed, casual evidence suggests that QE has been ineffective in increasing inflation. For example, in spite of massive central bank asset purchases in the U.S., the Fed is currently falling short of its 2% inflation target. Further, Switzerland and Japan, which have balance sheets that are much larger than that of the U.S., relative to GDP, have been experiencing very low inflation or deflation.

 Non poteva esserci momento peggiore per la Yellen, che tra un mese è chiamata a un evento più rituale che sostanziale: decidere se aumentare da ZERO  a 0,25 i tassi di interesse ! 

Anche questo sarà un evento mediatico surreale. Nessuno si  getterebbe dal balcone se il tasso del suo mutuo aumenta di  0,25%, eppure i mercati finanziari fanno finta di essere in grande apprensione per la possibile “svolta della Federal  Reserve” che li aveva abituati dal 2006 a non aumentare mai i tassi.

 Ma il dibattito attorno al “NON evento” dello 0,25 dimostra in realtà:

1) La Federal Reserve è prigioniera del meccanismo speculativo messo in moto da essa stessa con il QE;

2) La  Federal  Reserve  ormai è consapevole dell’ inutilità della sua politica monetaria e dei danni che sta provocando all’economia reale;

L’aumento di 0,25 fa paura ai mercati non per la sua consistenza quanto perché sarebbe l’inizio di una marcia indietro del modello concettuale introdotto da Bernanke e magnificato dai banchieri di tutto il mondo. Sarebbe la fine delle vacche grasse per i titoli azionari e per  i bond emessi dalle imprese, per i profitti realizzati con i buyback, la vendita di auto a rate ai subprime e l’iscrizione ai college costosissimi .

0,25 è un sassolino che rischia di inceppare e disvelare  l’intero apparato propagandistico finanziario.

3) Yanet Yellen è in pieno Comma 22: 

Se aumenta di 0,25 i tassi, i mercati crollano e si trascinano  anche l’economia reale, già asfittica. In tal caso la FED verrebbe incolpata della recessione che ne scaturirebbe.

Se NON aumenta i tassi, non potrà farlo per almeno un altro paio di anni, perché comunque il rallentamento dell’economia è già in corso e non ci sarebbero altre “finestre” utili per alzare i tassi (nel 2016 c’è la campagna presidenziale USA).

 

Alan Greenspan ex capo della Federal Reserve e guru indiscusso dei mercati prima di Bernanke, il 18/8/2015 ha dichiarato a Bloomberg:

“We have pressed the interest rates well below normal for a protracted period of time and the danger is they will come up to back up to where they have always been,” the former Fed chairman said. “There are two possibilities. Either we move slowly back to normal, or we do it in a fairly aggressive manner. History tells us it’s the latter which tends to be more prevalent than the former,” Greenspan said. The market impact will be “not good” , he said.

Anche altri tecnici autorevoli ormai chiedono il superamento delle politiche "non convenzionali" del passato perché gli effetti collaterali dannosi superano i benefici immediati.

Il dilemma di Yellen prima o poi  riguarderà anche Mario Draghi. Il suo QE non funziona, perché il PIL europeo del secondo trimestre si misura in decimali, la deflazione aumenta, la disoccupazione non cala.

E neanche i tassi sottozero funzionano, se non a sequestrare i risparmi dei cittadini a vantaggio delle banche.

Il costo finale del QE di Draghi sarà di oltre mille miliardi di euro e saranno “ininfluenti” per l’economia reale. Parola di Federal Reserve.

Per impedire che questa semplice verità si diffonda nell'opinione pubblica e faccia crollare la fede indiscussa nel dio QE, è utile agitare lo spauracchio del crollo dei mercati. Ma attenti a non agitare troppo, perchè qualcosa potrebbe frantumarsi irrimediabilmente.

 

il DRAGHI DEBITO MONSTRE

 

Il Sole 24 Ore rivela in un'inchiesta dettagliata la vera storia dei derivati sottoscritti dallo Stato italiano nei confronti di grandi banche internazionali.

Il debito complessivo generato da quei contratti ammonta a circa 42 MILIARDI di EURO da pagare nei prossimi anni

Ogni anno quei contratti costano ai cittadini italiani dai due ai tre miliardi di euro. Nessuno ha mai spiegato come e perchè quei contratti furono sottoscritti e con quali clausole.

Sappiamo però che furono sottoscritti a metà degli anni '90, e che dal 1991 al 2001 il Direttore Generale del Ministero del Tesoro (l'organo tecnico responsabile di quei contratti) era Mario Draghi, che dal 2002 diventò responsabile Goldman Sachs Europa.

A detta degli esperti consultati dal Sole 24 Ore, i derivati sottoscritti dal Tesoro hanno clausole strane e di cui non si comprende la convenienza per lo Stato italiano, pur tenendo conto delle difficili condizioni di mercato per i titoli pubblici di quegli anni. "...al nostro giornale risulta che la Repubblica Italiana abbia ceduto il diritto a entrare in swap che si sarebbero aperti 15 / 20 anni dopo (e, come detto, sarebbero poi rimasti aperti per altri decenni), un orizzonte temporale inverosimilmente lungo ... Sembra una scelta dettata da una fede nella profezia più che da una previsione analitica .."

Dato l'enorme interesse pubblico su questa vicenda, (42 miliardi di euro, oltre i circa 10 già pagati) sarebbe necessario che l'inchiesta del sole24ore fosse portata sul tavolo di qualche magistrato, e fatta propria da qualche forza politica in Parlamento.

Chi ha valutato e autorizzato quei contratti oggi siede su una poltrona molto più grande e dove i danni che si possono generare da "errori" finanziari sono su scala globale. E' quanto sta accadendo con il QE e i tassi sottozero, giustificati dalla necessità di aiutare l'economia e che stanno invece creando speculazione e distorsione sui mercati, tanto da far dire agli esperti che "la BCE sta guidando al buio, e a fari spenti". E chi c'è al volante ?

Mr Draghi, se tu fai QE noi facciamo ....BYE

Immaginate una zona dell'Africa devastata dalle carestie e dalla povertà. Immaginate che qualcuno prometta di inviare un grande quantitativo di generi alimentari alle popolazioni di quelle zone. Immaginate la carovana di camion stracolmi di pacchi e sacchi.

Immaginate l'arrivo della carovana nel piazzale polveroso dell'accampamento dove decine di migliaia attendono i viveri. Immaginate che dai camion iniziano le operazioni di scarico  e una moltitudine di persone si spinge, si picchia, si travolge per guadagnare le posizioni più favorevoli vicino ai camion e afferrare i sacchi di farina e quant'altro. Dopo pochi attimi vi rendete conto che un manipolo di energumeni armati si accaparra la quasi totalità degli aiuti scaricati. Gli energumeni si fanno strada con la forza (non hanno sofferto la fame e gli stenti) e non lesinano bastonate a chi cerca di ricevere il tanto desiderato aiuto alimentare.

Questa è la metafora del QE - già sperimentato da Bernanke (lui lanciava i soldi dall'elicottero), dalla Yellen, da Carney e dal banchiere di Abe (si chiama Kuroda ma è insignificante e nessuno ne conosce il nome). Ora tocca a Mr Draghi lanciare i soldi ad una moltitudine bisognosa, ma i posti migliori per arraffare tutto li hanno già prenotati i soliti potenti.

Come difendersi dall'ennesimo sopruso, mascherato da intenti nobili e salvifici ?

Nel solo modo che la dignità umana ci consente: non partecipare, non prestarsi al ricatto.

Per questo, Mr Draghi, più voi iniettate denaro fasullo nel sistema e più noi ridurremo le spese e i consumi, preferiremo tenere i risparmi sotto il mattone anzichè comprare titoli di stato di paesi ultraindebitati che non pagano più interessi (anzi, per acquistare la loro monnezza pretendono di essere pagati). Gli esperti finanziari diranno che un simile atteggiamento è stupido e improduttivo, ma non presteremo ascolto.

Con le debite proporzioni, più Draghi regala denaro ai soliti sopraffattori e speculatori, più noi ci defileremo dalla ressa.

 Good bye, Mr QE. 

Forse un giorno anche gli economisti di corte si accorgeranno che la cattiva depressione è figlia di pessimi banchieri.

DRAGHI affonda l'Euro e la Svizzera esce dal gioco

La mossa della banca centrale svizzera di abbandonare il legame di cambio franco/euro ha fatto tremare i mercati finanziari, con conseguenze ancora tutte da valutare.

I motivi sono molteplici:

  1.  I cambi tra le monete “più importanti” sono un elemento di equilibrio delicatissimo, per le quantità di denaro enormi scambiate (5 trilioni di dollari al giorno) e per le conseguenze sulle economie dei singoli paesi (ricadute sulle importazioni ed esportazioni di merci e servizi, e sui guadagni / perdite delle speculazioni finanziarie).
  2. L'oscillazione violenta del cambio euro / franco svizzero equivale ad una scossa tellurica dell'ottavo grado.Draghi aveva basato una buona parte della sua strategia QE sul fatto che gli svizzeri avrebbero continuato a comprare euro per difendere il cambio ad 1,20. Era come se la Svizzera avesse adottato l'euro come propria moneta nazionale, mentre ora ne è uscita e può fare quello che vuole.
  3. Per Draghi si tratta di uno smacco politico notevole, una quasi rottura dell'euro: se gli svizzeri non sono più disposti a sopportare i costi della difesa della moneta unica (60 miliardi di euro), perchè dovrebbero esserlo i tedeschi ?
  4. La campagna elettorale in Grecia si gioca sulla paura di “essere cacciati dall'euro”. I tecnocrati europei usano questa carta a favore di Samaras contro Syriza, ma l'uscita della Svizzera dimostra che dopotutto “si può fare”, se i costi della permanenza nell'euro superano i vantaggi.
  5. Tra pochi giorni Draghi dovrebbe annunciare l'avvio del QE (acquisto di titoli di Stato dei paesi europei pagati con moneta stampata dalla BCE) come manovra salvifica dell'economia europea e dell'euro. Ora circolano voci sul fatto che a comprare i titoli non sarebbe la BCE bensì le banche nazionali, nella misura che ciascuna di esse riterrà possibile. Se la voce è vera si tratta di un ulteriore passo verso il disconoscimento dell'euro e l'inizio di una divergenza tra le politiche monetarie dei singoli paesi. In altre parole si prefigura un ritorno a “prima della BCE”.
  6. Sembra che nel programma QE i titoli di stato della Grecia non saranno acquistabili dalla BCE (troppo rischiosi): se questa voce sarà confermata si tratta di una ulteriore ammissione dell'uscita della Grecia dall'Euro.

Draghi ha salvato l'euro o lo ha messo in trappola ?

https://www.bancafucino.it/Carta-conto-famili/

  

Draghi non è un politico?

Mario Draghi, che si dice pronto ad inondare l'Europa di denaro facile (per i pochi fortunati), afferma di non essere un "politico" e pertanto non è interessato alla carica di Presidente della Repubblica italiana che Napolitano lascerà vacante tra poco.

Mario Draghi ha ragione: i politici in Europa non contano quasi nulla, perché le vere scelte oggi le fanno i tecnocrati, nazionali e sovranazionali, che non partecipano alla farsa delle elezioni manipolate e delle battaglie in bicchieri d'acqua.

Mario Draghi non ha bisogno di chiedere il consenso elettorale per decidere le sorti della moneta europea (e quindi delle economie e dei rapporti sociali nei paesi euro): si sente investito ed illuminato dall'alto e tuttalpiù può chiedere l'opinione di altri banchieri, anch'essi liberi dai condizionamenti della "politica".

Mario Draghi tra meno di un mese deve iniziare la sua missione salvifica (QE) che consiste nel CREARE INFLAZIONE per "STIMOLARE la CRESCITA", cioè aumentare la tassazione reale a carico dei cittadini a favore degli Stati indebitati che utilizzeranno il denaro stampato dalla BCE per aumentare i loro debiti e perpetuare le politiche economiche nazionali dimostratesi inutili, improduttive ma funzionali al mantenimento del potere.

Mario Draghi ha scelto di pronunciare il suo "rifiuto" alla Presidenza italiana a tre settimane dal voto in Grecia: in tal modo Draghi avvisa i politici che quel voto è inutile, chiunque vinca e che la BCE accoglierebbe con favore anche una eventuale vittoria di Syriza, anzi ...

Mario Draghi non deve spiegare a nessuno (e non spiega) perché i duemila miliardi di euro stampati e regalati alle banche per comprare titoli di debito italiano o spagnolo o francese non hanno prodotto alcun cambiamento nelle economie di quei paesi, anzi ...

Mario Draghi non deve chiedersi (e spiegare) per quale motivo in Giappone il QE ultras di Abe ha fallito, e il QE di Bernanke-Yellen in USA altrettanto (se si depura la favola dalla realtà di un debito pubblico USA cresciuto fino a 18 trilioni di dollari, di una working class scomparsa e di un tasso di ineguaglianza sociale malcelato).

Mario Draghi non deve chiedersi perché l'economia europea non chiede prestiti a tasso zero, e come sia possibile che lo stato italiano (il cui debito pubblico viaggia al 150% del PIL) paga interessi inferiori a quelli degli Stati Uniti o della Gran Bretagna, o che le banche europee nascondano ancora buona parte dei loro bilanci, anche grazie a quegli ABS che lui vorrebbe comprare ...

Mario Draghi, in compagnia degli altri banchieri centrali, non verrà mai sfiorato dal dubbio che l'economia mondiale soffra delle scelte monetarie delle ultimi 20 anni e che la DEFLAZIONE sia l'effetto combinato di un indebitamento elevato e di tassi di interesse sottozero.

Mario Draghi non sa che il denaro lanciato dall'elicottero non finisce mai nelle tasche di chi ne avrebbe bisogno ma in quelle di chi è più potente, violento e ricco per accaparrarsi la manna che scende dal cielo.

Mario Draghi non è un "politico": lui i politici li tiene in pugno.

Bernanke non riesce a smettere

Come un alcolizzato aggrappato alla sua bottiglia, Bernanke non ce l'ha fatta a smettere di inondare il mondo di dollari "stampati per sostenere l'economia".

Neanche un timido accenno, che pure tutti si aspettavano.

Significa che ormai la dipendenza dei mercati finanziari dalla droga spacciata dalla FED è totale. La Federal Reserve è in un circolo vizioso: l'economia non cresce, nonostante i trilioni di dollari stampati, i debiti e le bolle speculative crescono. Se la Fed abbandona il QE, la finanza crolla trascinandosi l'economia reale; se la Fed non abbandona il QE, la ricchezza si dirige verso i guadagni speculativi piuttosto che verso gli investimenti ed il lavoro.

Tutti i principali commentatori finanziari hanno osservato che la mossa di Bernanke è pericolosa, perchè dimostra che la Fed ormai non ha più il controllo della situazione ed è costretta a subire i ricatti dei mercati più di quanto le possa essere concesso. Per un banchiere centrale la perdita di credibilità è l'inizio della fine.

Una domanda che nessuno ancora ha iniziato a fare: come è possibile che un ordine finanziario mondiale fondato sul dominio politico e militare degli Stati Uniti possa superare indenne una fase di perdita di potere e di credibilità sia del Presidente USA che del capo della Fed ?

Quando qualcuno inizierà a porsi questa domanda, forse sarà troppo tardi.