LE OLIMPIADI DI RIO SONO GIA' UN FALLIMENTO

Nemmeno i brasiliani sono entusiasti delle Olimpiadi organizzate a Rio de Janeiro. Un sondaggio a pochi giorni dall'inizio del global-show sportivo segnala che solo il 32% dei cittadini ritiene che il paese avrà benefici dai Giochi e il 60% è convinto che i danni/costi siano ben superiori dei vantaggi ottenuti.
Inoltre il 48% degli intervistati dichiara di non avere interesse ai Giochi Olimpici e solo il 22% si ritiene molto interessato. http://riotimesonline.com/brazil-news/rio-politics/poll-shows-brazilians-not-enthusiastic-about-olympic-gains/
Il fallimento delle Olimpiadi 2016 in Brasile non meraviglia più di tanto, date le premesse e le condizioni di caos politico e sociale in cui si svolgono: lavori di allestimento costati più del previsto e realizzati in modo approssimativo, corruzione e scandali combinati alla crisi economica e istituzionale, l'impeachment di Roussef, l'epdemia di zika e le gravi condizioni di inquinamento ambientale di tutta l'area attorno a Rio de Janeiro, lo scandalo del doping che coinvolge praticamente tutti gli atleti di qualsiasi disciplina, il Comitato (d'affari)Olimpico che si limita a prendere atto del fallimento, i Russi che se ne stanno a casa per evitare guai peggiori, la paura di azioni terroristiche e le proteste organizzate durante i Giochi per utilizzare la cassa di risonanza, ... e l'enorme miseria della periferia che verrà nascosta alle telecamere del mondo che saranno ben liete di non vedere.
A causa del fuso orario, saranno più Giochi PanAmericani che Olimpici. Ed è appena finita la Convention di Hillary Clinton...

Olimpiadi nel fango tossico a Rio de Janeiro

Il Rio Doce finisce nel mare 400 Km più a Nord di Rio de Janeiro. I 62 milioni di metri cubi di fanghi tossici che hanno invaso il fiume nella regione del Espirito Santo, dopo il crollo della diga di Bento Rodrigues, finiscono in mare ed iniziano il viaggio lungo le coste del Brasile, dove porteranno inquinamento e distruzione dell'ambiente per decine di anni.

Ad agosto del prossimo anno Rio de Janeiro ospiterà le Olimpiadi. Sulle spiagge di Copacabana la melma tossica si sarà sedimentata sotto la sabbia, e nessuno se ne accorgerà.

Già ora il governo di Dilma Roussef cerca di insabbiare le gravi responsabilità che hanno causato il disastro: "un evento naturale imprevedibile" - le piogge torrenziali che hanno spezzato la diga di contenimento di Bento Rodrigues - è un modo grossolano di nascondere le verità e le colpe delle multinazionali Vale e BHP Billiton.

Dopo lo scandalo Petrobras, se ne aggiunge un altro a conferma che il Brasile del miracolo economico è impegnato in un tragico testa a a testa con la Cina e l'India  nella olimpica gara alla distruzione del Pianeta Terra.

I cambiamenti climatici non sono "un evento naturale imprevedibile" ma la logica conseguenza delle devastazioni inarrestabili causate dallo sfruttamento delle risorse.

Le Olimpiadi sono ormai da decenni una fiera ambulante del gigantismo consumistico. Nei paesi che le organizzano, portano arricchimenti per pochi, tasse per molti, lavori precari che scompaiono rapidamente, corruzione degli affari e della politica.

Il Brasile è sull'orlo del collasso istituzionale. Dilma Roussef ha dovuto improvvisamente sospendere la sua visita di Stato in Giappone a causa dell'aggravarsi del caos politico. Tutto l'apparato governativo è sotto inchiesta per tangenti miliardarie, con l'arresto di finanzieri d'assalto, industriali e banchieri.

L'inflazione è alle stelle, l'economia è in recessione e la rabbia popolare, che in occasione dei Mondiali di calcio fu soffocata a stento, sicuramente non si farà scappare l'occasione delle Olimpiadi.

A Rio de Janeiro forse il fango rosso e tossico del Rio Doce non arriverà, ma la melma politica ha già sommerso tutto