ARRIVANO I NOSTRI (!?): missili di Trump sulla Siria

"Tonight, I ordered a targeted military strike on the air field in Syria from where the chemical attack was launched"

 

La Russia è stata informata prima dell'attacco, e si rafforza l'ipotesi di una mossa combinata.

 

dalla CNN

(CNN) The United States launched a military strike Thursday on a Syrian government target in response to their chemical weapons attack that killed dozens of civilians earlier in the week.

On President Donald Trump's orders, US warships launched 50 to 60 Tomahawk cruise missiles at a Syrian government airbase where the warplanes that carried out the chemical attacks were based, US officials said.
The strike is the first direct military action the US has taken against the regime of Syrian President Bashar al-Assad in the country's six-year civil war and represent a substantial escalation of the US' military campaign in the region, which could be interpreted by the Syrian government as an act of war.

Da Ankara a Berlino, i misteri di un giorno di terrore

Nel tardo pomeriggio l'ambasciatore russo in Turchia Andrej Karlov viene assassinato ad Ankara da un agente della sorveglianza. Alle 20,15 a Berlino, nel quartiere commerciale di Charlottenburg, un camion si lancia sulla folla, uccidendo almeno 12 persone.

Due attentati apparentemente diversi e distanti ma collegati da un comune denominatore: la guerra in Medio Oriente e il nuovo "squilibrio del terrore" che si è venuto a creare con la caduta di Aleppo, la vittoria militare della coalizione Assad-Putin, le ambizioni del dittatore turco Erdogan, la sconfitta di Obama, la vacatio di Trump e i riflessi sul cuore spompato dell'Europa 

Come è stato possibile che nella Turchia militarizzata e sultanizzata da Erdogan, un esponente importante e fondamentale della diplomazia internazionale sia stato assassinato in mondovisione con tanta facilità?

E dopo poche ore, l'attacco al cuore dell'Europa sicura, opulenta e tradizionale è solo una coincidenza oppure è la rappresaglia di poteri segreti che escono allo scoperto per rimarcare la loro cupa presenza ?

Come ha fatto un agente di 22 anni a sottrarsi alle massicce e spietate epurazioni del regime, a nascondersi a tutto e a tutti, per uscire allo scoperto guidato dal "cronometro" della storia? vorrebbero farci credere alla storiella del "terrorista dell'ISIS" che vendica le migliaia di vittime di Aleppo?

L'assassinio dell'ambasciatore russo in Turchia è stato commissionato, preparato e realizzato dai servizi segreti americani, con la piena consapevolezza dello scenario politico-militare che si sta delineando dopo la vittoria di Putin in Siria e il riavvicinamento di Erdogan. 

L'attentato di Berlino è stata la rappresaglia immediata all'attentato di Ankara.

Anche nel caso di Berlino è impossibile pensare che un esaltato islamico abbia potuto organizzare tutto da solo e in poco tempo, senza passi falsi e in uno dei paesi più "controllati" del mondo.

ll camion sarebbe piombato sulla Breitscheidplatz, ai piedi della "Gedaechtniskirche",  nel cuore della parte occidentale di Berlino provenendo dalla stazione dello Zoologischer Garten.

... Gli inquirenti stanno interrogando l'uomo che avrebbe guidato il camion polacco contro il mercatino natalizio. Lo riferisce il Die Welt, secondo il quale la persona morta trovata nella cabina del mezzo era polacca. Il quotidiano tedesco sembra così avvalorare apparentemente l'ipotesi - avanzata da alcune fonti tra cui lo spedizioniere polacco che ha raccontato di non aver avuto notizie dell'autista, il cugino, dal pomeriggio - che il camion polacco, partito dall'Italia e che doveva fare tappa a Berlino, sulla strada di casa a Stettino, possa essere stato sequestrato e usato per compiere la strage.

Più probabile immaginare che l'attentatore fosse un agente coperto, da innescare a comando, e in questo caso da parte dei servizi che avevano subito poche ore prima lo smacco dell'assassinio di Ankara. 

 

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da RT

 

  • 19 December 2016

    21:43 GMT

    Turkish President Recep Tayyip Erdogan called the shooting of Russia’s ambassador in Ankara a provocation, aimed at destroying bilateral ties. The Turkish leader "strongly" and "vehemently" condemned the assassination of Andrey Karlov.


    "I believe this is an attack on Turkey, the Turkish state and the Turkish people, and also a clear provocation ... [in terms of] Turkish-Russian relations. I am sure our Russian friends also see this fact," Erdogan said. ”Both Turkey and Russia have the will not to be deceived by this provocation.”


    The Turkish leader also confirmed the identity of the attacker as 22-year-old Turkish riot police officer Mevlut Mert Altintas. Erdogan also added that a joint commission with Russia would be established to investigate the murder. 


    "All the security measures around the Russian embassy and consulate general have been tightened as we agreed with Mr. Putin," Erdogan noted. "Our relations with Russia are significant … I am calling on those who aim to destroy our relations: You are waiting in vain. You will never reach your goals,” Anadolu reported.

  • 20:59 GMT

    US-based cleric Fethullah Gulen strongly condemned the attack and has absolutely no links to the gunman, Alp Aslandogan, Gulen’s advisor on media issues, told Reuters. "Mr. Gulen categorically condemns this heinous act,” he stressed.

  • 20:33 GMT

    Turkish Foreign Minister Mevlut Cavusgolu, who is currently visiting Moscow, said that the murder of the Russian ambassador in Ankara hasn’t affected relations between the two countries, which will work together on the investigation, Reuters reported.

 

 

 

 

Non basta l'INFERNO per descrivere ALEPPO

Una città che da mesi è bombardata, affamata, assetata, dove non esiste più alcuna forma di vita civile, gli ospedali trasformati in cimiteri, aspetta che i "Grandi della Terra" la smettano di esercitare questa tortura di massa su bambini, donne, anziani, innocenti.
L'ennesimo balbettio degli USA e dei suoi alleati, il calcolo criminale della Russia, l'impotenza di noi tutti, stanno trasformando Aleppo e la Siria nel detonatore di un conflitto mondiale senza precedenti.


 

Dal sito di UNICEF.ORG


“In Aleppo, 96 children killed and 223 children injured in merciless attacks this week alone. Each one, a daughter or a son.
“Doctors forced to let some children die while saving others with scarce medical supplies.
“Tens of thousands of children drinking dirty water because a pumping station was bombed and another switched off.

“Brave aid and rescue workers killed.

“Aid convoys destroyed.

“The world is watching these horrors unfold. Every day, they continue ... and get worse.

“The murder of the innocents in Aleppo must stop.
“UNICEF and our partners have just delivered some supplies to the besieged areas of Madaya, Fouah, Kefraya and Zabadani. In addition to continuing operations in western Aleppo, we are doing what we can to provide trucked water supplies throughout the city.
“But it is far from enough.
“The only real answer for Aleppo is an end to its descent into further horror.”

Il trafficante ERDOGAN alza il prezzo

Lo spettacolo dei leader europei che mercanteggiano con il rappresentante turco usando i profughi siriani come merce di scambio è un'altra pagina buia della crisi politica e morale dell'Europa.

Nemmeno le apparenze, quelle a cui ha fatto appello Renzi chiedendo il rispetto della libertà di stampa !!, ormai sono più salve. Carne umana da un lato e denaro (miliardi di euro), interessi economici e militari dall'altro.

La Merkel mette in mostra il peggio dell'ipocrisia tedesca, ed è disposta ad accordare ad Erdogan tutto quello che chiede. 

Qualcuno dovrebbe ricordare a Merkel, Hollande & C. che Erdogan è anche un sostenitore dell'ISIS, un trafficante di petrolio e armi a mercato nero, uno sterminatore di Curdi, un palazzinaro corrotto, un dittatore che brucia libri e libertà di stampa.

Abbiamo già tanti validi motivi per diffidare dei politici europei, non datecene altri.

Siria escalation del terrore

 

Aleppo in Siria é diventato il tragico crocevia di tutti i conflitti in gioco. 

Quello tra Russia e USA innanzitutto, e poi tra Arabia Saudita e Iran, tra Turchia e Curdi, tra tutti contro tutti.

Putin continua a bombardare ribelli e civili, mentre l'Isis ha già traslocato in Libia. Obama si prepara ad inviare truppe di terra, l'Arabia Saudita ha già inviato aerei da guerra ospitati nelle basi militari della Turchia, che a sua volta ha iniziato l'invasione della zona curda di Aleppo.

Decine di migliaia di civili cercano di sfuggire al fuoco incrociato, intrappolati tra le macerie.

Le trattative USA-Russia-Europa a Monaco per una tregua sono praticamente fallite e la situazione siriana evolve verso una drammatica escalation, come se non bastassero i 270.000 morti, 7 milioni di evacuati, 4 milioni di profughi, 13 milioni di affamati.

 

Putin Assad e i boia di Madaya

Madaya è assediata da sei mesi e 40.000 abitanti sono ridotti alla fame e ostaggio del regime siriano.

A Madaya non ci sono milizie di oppositori o terroristi e gli abitanti non nascondono armi: sono tenuti in ostaggio e ridotti alla fame dall'esercito governativo per "costringere" i ribelli che occupano alcuni villaggi vicini ad arrendersi. E' un ricatto sullo stile dei modelli nazisti, che qualifica - se ce ne fosse stato ancora bisogno - il regime di Assad e coinvolge l'amico Putin in una strage di innocenti di portata enorme.

Migliaia di bambini sono ridotti a pelle ed ossa, e vengono cibati da mesi con erba bollita in acqua salata. I traumi e le conseguenze del campo di concentramento di Madaya sono già irreversibili per il resto della vita.

Il governo di Assad, sotto la pressione internazionale, consentirà l'ingresso di aiuti alimentari da parte dell'ONU, ma non ha alcuna intenzione di togliere l'assedio.

Il campo di concentramento di Madaya è un lugubre simbolo della guerra siriana e dei suoi boia, compresi i mandanti.

Putin prepara la vendetta

La risposta della Moskva: missili contro basi turche

 

L'abbattimento del Su-24 russo da parte degli F16 turchi sarebbe stato motivato da uno sconfinamento durato 19 secondi in un raggio di 3 chilometri dal confine con la Siria.

E' questa la motivazione ufficiale del governo turco, dopo che Putin in conferenza stampa aveva già denunciato "la pugnalata alle spalle" ed evocato "gravi conseguenze".

Putin si trova ora nella condizione obbligata di dover rispondere con un gesto altrettanto forte sul piano militare, e non sarà certo l'invito di Obama a non cercare l'escalation che lo farà desistere.

L'intera strategia di Putin sul fronte siriano sarebbe compromessa dalla mancanza di una risposta.

Putin considera la Siria un suo territorio. L'idea di "libere elezioni" per gestire il dopo Assad è un controsenso, perchè una scelta libera implica il rischio che vada al potere uno schieramento non gradito.

Dopo le stragi di Parigi, l'asse con Hollande aveva di fatto rafforzato la strategia di Putin al punto da indurlo ad un eccesso di confidenza nel bombardare i gruppi di oppositori/mercenari del fronte anti-Assad.

Erdogan non è da meno: dopo la vittoria elettorale ottenuta con l'annientamento delle libertà civili, pensa di essere l'unico interlocutore credibile per l'Europa e la NATO nello scacchiere mediorientale, e ha bisogno di dimostrare che "investire" sul suo regime è un buon affare per tutti.

L'abbattimento del caccia russo potrà servire ad Erdogan per guadagnarsi la neutralità, se non addirittura la benevolenza, di tutte le fazioni in territorio siriano, compreso l'ISIS.

La vendetta di Putin non sarà emotiva e affrettata, ma sicuramente ci sarà.

Erdogan pugnala Putin alle spalle

I piloti russi uccisi dopo essersi lanciati con il paracadute

L'abbattimento del jet militare russo Su-24 al confine della Turchia "è una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo" è il commento secco ed esplicito di Putin. Il complice dell'ISIS è Erdogan. 

Putin dichiara che "l'incidente avrà gravi conseguenze sulle relazioni tra Russia e Turchia"

 da WIKIPEDIA:  Le Forze armate turche sono la seconda più grande forza armata permanente nella NATO, dopo le forze armate statunitensi, con una forza combinata di poco più di un milione di persone in uniforme che servono i suoi cinque rami. La Turchia è considerata la più forte potenza militare della regione del Vicino Oriente oltre a Israele. Ogni cittadino maschio turco, non fisicamente impedito, è tenuto a prestare servizio militare per un periodo che va da tre settimane a quindici mesi, in base all'istruzione e alla posizione lavorativa. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e non offre un'alternativa civile al servizio militare. La Turchia è uno dei cinque stati membri della NATO che fanno parte della politica di condivisione nucleare dell'alleanza, assieme a Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. Un totale di 90 bombe nucleari B61 sono ospitate presso la base aerea di Adana, di cui 40 sono assegnate per l'uso da parte dell'aviazione turca.

I miliziani del Free Syrian Army hanno rivendicato l'uccisione dei due piloti russi del Su-24 mentre stavano in paracadute. L'FSA è un'organizzazione anti Assad e filoturca che opera nella zona della Latakia, al confine tra Siria e Turchia. Il Su-24 abbattuto era in missione contro le postazioni dell'FSA, in una zona dove l'ISIS non è presente.

USA - Russia, gara a chi fa più danni collaterali

 immagini di repertorio

La strage di Kunduz è uguale a tante altre, in Afghanistan come in Iraq, in Siria come in Pakistan. E' uguale, sia che avvenga con armi americane, o russe, o inglesi, francesi, cinesi, turche, saudite, iraniane, israeliane, egiziane ... e colpisca Medici Senza Frontiere piuttosto che Emergency, chiese cattoliche o moschee islamiche, scuole, feste di matrimonio o l'intimità familiare.

Le immagini sono le stesse, le sagome, i colori, i suoni, gli effetti ... 

Ma è la prima volta da oltre 70 anni che i "danni collaterali" sono provocati negli stessi giorni da eserciti diversi, in paesi diversi, in situazioni apparentemente diverse, in realtà accomunate dalla crisi dei rapporti internazionali più grave dai tempi della guerra di Corea.

In Siria una troupe di Al Jazeera documenta un attacco aereo russo sulla città di Idlib proprio mentre un gruppo di civili portava soccorso alle vittime di un attacco precedente

http://www.aljazeera.com/news/2015/10/al-jazeera-team-survives-air-strike-syria-idlib-151004105413842.html

La strage di Kunduz ripiomba gli USA nella guerra da cui dichiaravano di essere usciti.

Le stragi degli aerei russi in Siria sono descritte dall'agenzia RT 

04 October 2015 - 11:11 GMT

The Russian Air Force uses high-precision laser-guided H-29L missiles to pierce reinforced terrorist infrastructure, Igor Klimov, Air Force spokesman, said on Sunday.

The H-29L air-to-surface missile armed with 500 kilograms of military-grade explosives is accurate to within two meters and has a combined high explosive and fragmentation effect.

“After the missile is launched, pilot illuminates a target with a laser-controlled aimer while the fighter jet continues to maneuver,” Klimov said.

The H-29L air-to-surface missile is being used by Sukhoi Su-24 and Su-34 bombers.

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La strage di Kunduz è un crimine di guerra. La presenza russa in Siria è un'occupazione militare camuffata dal pretesto dell'Isis.

Quello che sta accadendo lungo la linea di frontiera che va dal Mar Mediterraneo al Mar della Cina è la prova del caos strategico causato dalla inettitudine e arroganza delle potenze militari - Stati Uniti, Russia, Cina ed Europa - e dall'insinuarsi di nuovi protagonismi, con le pretese dell'Iran, dell'Arabia Saudita, dell'Egitto e della Turchia.

Obama si appresta a chiudere i suoi otto anni di presidenza con la parola "condoglianze".

In Siria Putin inizia la guerra totale con obbiettivo tutto il Medio Oriente

 

La Russia utilizza gli stessi metodi di propaganda degli USA che per anni hanno "illustrato" gli obbiettivi delle loro azioni militari con i video dei bombardamenti su "target selezionati", che servono a dare in pasto all'opinione pubblica l'illusione della precisione "chirurgica" e della razionalità degli attacchi aerei.

Il mondo ha imparato invece a conoscere e decifrare la realtà macabra che si intravede dietro le immagini, a prescindere da chi le diffonde.

Dietro la propaganda di questi giorni sta prendendo forma l'epicentro di un uragano geopolitico che coinvolge tutto il medio oriente ed oltre.

Putin affonda ogni speranza di risoluzione diplomatica della crisi siriana, con il solo metodo che conosce: prima colpisci poi, forse, discuti.

In Siria ha trovato l'ambiente ideale per la sua tattica. L'amico di Assad ha da tempo capito che Stati Uniti sono impantanati nelle loro contraddizioni, soprattutto quella più grande: aver trasformato la speranza della rivolta popolare contro il macellaio siriano in una guerra di mercenari da cui è nata la setta dell'ISIS.

Nessuno crede davvero che Putin abbia intenzione di combattere i terroristi, a meno di considerare tali tutti gli oppositori, soprattutto quelli non mercenari.

Obama sembra essere messo in un angolo, sia sul piano tattico - la presenza massiccia di forze militari russe sul terreno di scontro - sia su quello strategico, perchè le alleanze / divergenze tra i paesi arabi si stanno modificando molto rapidamente.

Cresce il rischio di guerra, perché nel caos può succedere di tutto.

Cresce l'emergenza dei profughi, perché i russi sparano e bombardano i civili.

Cresce la sensazione che un tavolo di trattativa vero potrà arrivare solo dopo che l'intero scenario medio orientale, già drammatico, sia stato completamente ribaltato e messo in discussione. 

http://www.aljazeera.com/news/2015/09/analysis-plan-save-syria-150930083231637.html

 

Putin sbarca in Siria per ripetere la Crimea

siria putin kerry

 

Putin è sbarcato in Siria, con aerei e carri armati per riaffermare il concetto già espresso in Crimea: quello che è mio è mio. 

Gli USA avevano cercato di abbattere il macellaio Assad nel 2012, fermandosi all'altolà dei russi dopo avere però armato i terroristi dell'ISIS.

Dopo tre anni di massacri e distruzioni, e dopo aver consentito all'ISIS di raggiungere un livello di forza militare inimmaginabile, gli USA cercano di entrare in Siria per combattere i terroristi, ma Putin non si fida e schiera per la prima volta l'esercito russo sul campo di battaglia siriano.

Il dopo Assad parlerà comunque il russo.

Santa Angela e il riscatto della Germania

 profughi a Monaco di Baviera

    (i.f.)   Il fiume di profughi arrivato a Monaco di Baviera evoca un'immagine salvifica della Germania e del suo popolo. I migranti sfilano tra due ali di cittadini che li accolgono come reduci da una vittoria, qualcuno porta in mano una grande fotografia di Angela Merkel, esibita come un'icona, la nuova santa di Germania.

Santa Angela in effetti sta compiendo un miracolo, creando una svolta finora impensabile nel comune sentire dell'opinione pubblica mondiale: la Germania, con la "folle" e giusta decisione di accogliere, senza limiti, i profughi di tutto il mondo, sta riscattando il suo passato, azzerando i dubbi e gli incubi, le silenziose perplessità, il senso di colpa dei suoi cittadini verso la Storia.

La Germania che 70 anni fa ha sterminato milioni di persone, è diventata nel corso dei decenni una democrazia solida, un motore economico importante, un centro di accoglienza per milioni di immigrati soprattutto delle'est europa, ha raggiunto una leadership diplomatica internazionale guadagnata senza avere un esercito.

In tutti questi anni ha dato prove e riprove della sua affidabilità politica e morale, e ha compiuto scelte difficili ed importanti per gli equilibri mondiali, come l'avvio della costruzione dell'Europa politica negli anni '60, la "realpolitik" della SPD degli anni '80 nel pieno dello scontro USA-URSS sui missili nell'Est Europa e la tormentata riunificazione con la Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino.  E' la stessa Germania criticata e contestata per l'atteggiamento "rigido, egoistico e avaro" nei confronti della Grecia e più in generale verso i paesi "periferici" dell'area euro. Nelle manifestazioni di piazza degli ultimi anni in numerose capitali europee, in primis ad Atene, sono riapparsi i cartelli che associano i politici tedeschi ai simboli del nazismo. Un'ombra ingiustificata quanto latente, che il tempo non riesce a scacciare. Un timore, una sensazione, un retropensiero: "La Germania si comporta bene, ... non è più una minaccia ...ma ... ". Come dire: sei bravo perché non fai il cattivo, non perché hai compiuto un'azione degna di apprezzamento e valore morale.

Ora sarà ricordata per le centinaia di migliaia, forse milioni di profughi di tutte le guerre contemporanee, che raggiungeranno il suo territorio  al termine di un viaggio lungo e pericoloso, lungo il quale gli altri (ungheresi, greci, serbi, francesi, slovacchi ... ma anche Turchia e tanti paesi dello scacchiere mediorientale) cercheranno di umiliarli e respingerli, ma loro proseguiranno sorretti dalla fede in Santa Angela.

 Frontiere aperte, il baricentro della speranza ora si chiama Berlino. L'immagine dei musulmani che sfilano per le vie della cristiana Monaco di Baviera inneggiando ad un leader politico cristiano europeo sta facendo il giro del mondo e vale più di 100 bombardamenti nella lotta contro i terroristi islamici.

Qualcuno dirà, anche a ragione, che l'improvvisa svolta tedesca è stata dettata dalla convenienza economica e da calcoli pragmatici. E' uno di quei casi in cui le obiezioni rafforzano la convinzione opposta. Agli scettici sarà utile evidenziare la dimensione morale della scelta non convenzionale fatta dalla Merkel, fuori dagli schemi di tutti gli altri politicanti europei e di molti del suo stesso paese.

La Merkel, a meno di improvvisi ripensamenti, ha dato una lezione  incredibile a tutti, a cominciare da Renzi ("muoversi anziché commuoversi", ma lui non è stato capace di fare nessuna delle due cose) per finire con Hollande e Cameron, grigi ed incompetenti ragionieri della contabilità micragnosa dei tecnocrati.Santa Angela Merkel

Brava Angela, i siriani di Berlino porteranno la tua immagine nel loro misero portafoglio; sei diventata la loro santa, e per i cittadini dei paesi europei sei comunque l'emblema di una politica seria. 

Ma non ti cullare sugli allori, è solo l'inizio, c'è da salvare davvero tanti milioni di esseri umani. 

Segnalo un'opinione interessante: https://theintercept.com/2015/07/14/syrian-refugee-crisis-will-transform-middle-east-politics/

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https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta

https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa  

https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA 

https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan 

https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

 

Farewell Obama

Dopo essersi infilato in un cul de sac, Obama è stato costretto a scegliere la soluzione 2: nessun attacco alla Siria, abbracciare il salvagente di Putin, lasciare Assad al suo posto, o al massimo sostituirlo con qualcuno che abbia il pieno gradimento della Russia.

Lo smantellamento degli arsenali di armi chimiche non è più un requisito immediato - entro la prima metà del 2014 - e in Medio Oriente, di fronte alle coste israeliane e siriane, la flotta russa potrà stazionare fino a quando vuole, in compagnia di quella cinese che sta per arrivare nelle tiepide acque del Mediterraneo.

Per Obama si tratta di una sconfitta, le cui conseguenze geopolitiche dal Medio Oriente fino al sudest asiatico sono imprevedibili. Assad inneggia alla vittoria e ringrazia i Russi.

Putin non poteva aspettarsi miglior regalo da Obama.

Scrive Leon Aron sul Wall Street Journal del 14/9: "Fin dall'inizio, l'obiettivo del Cremlino nel conflitto siriano è stato quello di rafforzare la sua legittimità interna e il suo prestigio internazionale, di uno che tratta "in piedi con gli Stati Uniti." Questo avviene in un momento in cui la popolarità del regime è cadente sotto il peso della corruzione, l'economia è al limite della recessione, la fiducia in Vladimir Putin sta precipitando, e una grande sfida politica è stata lanciata dal carismatico avvocato (e veemente anti-Putin) Alexei Navalny, che ha raccolto quasi un terzo dei voti nelle elezioni del sindaco di Mosca domenica scorsa.

L'imperativo generale della politica estera di Putin è stato quello di impedire il cambiamento di regime in Russia o in qualsiasi altro luogo. Questo obiettivo assume particolare urgenza, quando una minaccia per un regime autoritario si verifica sul territorio ex sovietico, che la Russia considera la sua sfera di influenza, o tra gli stati "clienti".

In questo contesto, il discorso del Presidente Obama e la politica degli Stati Uniti, che sembra emergere da esso possono essere interpretati solo da Putin come eccedente le sue speranze più rosee.

Sul piano nazionale, questo stato di cose ha rafforzato l'immagine di Putin come qualcuno che non solo ha affrontato senza batter ciglio gli Stati Uniti - che sono ancora la nazione più temuta e rispettata dai russi, ma ha costretto Obama a cambiare il suo corso. A livello internazionale, si è stabilito il signor Putin come una sorta di go-to broker che ha affondato un attacco militare apparentemente imminente dagli USA.

Ancora più importante, dal punto di vista di Mosca, la mossa di Obama ha ritardato o forse eliminato ciò che la Russia vede come il peggior risultato possibile: il cambiamento di regime in un cliente fedele e importante in una regione cruciale punto di vista geostrategico. O con vodka o con champagne,  al Cremlino stanno festeggiando." -Leon Aron è il direttore di studi russi presso l'American Enterprise Institute.

 

Gli israeliani potrebbero essere i primi a trarne le conseguenze: la perdita di peso degli USA potrebbe indurli a non rinviare più l'attacco ai laboratori nucleari iraniani, così come il timore che le armi chimiche siriane possano solo cambiare di mano, finendo in quelle degli hezbollah, potrebbe spingerli a cercare una loro autonoma soluzione al casino siriano. Oppure anch'essi dovranno cambiare alleanze, "fidandosi" che la presenza Russo-Cinese nello scacchiere possa portare più ordine e stabilità di quella realizzata dagli USA dalla guerra irachena in poi.

Quello che si è iniziato ad intravedere in questi giorni è un ribaltamento di rapporti di forza senza uguali dalla caduta del Muro di Berlino in poi.

Macelleria siriana e bugie a fin di bene

Ad Aleppo si prepara un ennesimo, grave massacro, con le truppe del regime di Assad che assediano i ribelli e la popolazione civile (quello che ne è rimasto) preparando l'attacco finale.

Obama promette armi agli insorti, perchè dice che esisterebbero le prove dell'uso delle armi chimiche da parte dell'esercito siriano. Nessuno crede alle "prove" americane, ma le bugie si possono dire anche a fin di bene, e sarebbero tollerate se veramente il sostegno USA ai ribelli potesse far cessare il macello siriano.

Se il sostegno fosse stato dato due anni fa, nel pieno della primavera araba, si sarebbero evitati 90.000 morti tra i civili e centinaia di migliaia di profughi. Si sarebbe potuto evitare che la Russia collocasse la sua flotta navale al largo delle coste siriane per bloccare gli aiuti ai ribelli, e che gli hezbollah libanesi si unissero all'esercito siriano di Assad. Si sarebbe evitato che gruppi terroristici si infiltrassero tra gli oppositori, monopolizzandone il comando militare in gran parte del paese.

Si sarebbe potuto evitare il paradosso che per salvare i siriani si rischia ora di incendiare tutto il Medio Oriente ed oltre. Si sarebbe potuto evitare che la Russia minacciasse la terza guerra mondiale, con le sue navi da guerra dentro il Mediterraneo. Si sarebbe evitato che la crisi siriana si sommasse a quella iraniana.

Le bugie a fin di bene bisogna dirle nel modo giusto al momento giusto, Mr. Obama, e bisogna dirne poche,non a ripetizione.