La strage di Las Vegas e la stupidità razzista dei sistemi di polizia

Se la strage di Las Vegas fosse stata compiuta da un immigrato di nome mohammed, il giorno dopo tutta la stampa e la politica mondiale avrebbero avuto due certezze: 1) si è trattato di un gesto terroristico; 2) il sistema di controllo antiterroristico ha fallito.

 

Sarebbero finiti immediatamente sotto accusa i vertici delle strutture di polizia e di intelligence con richieste di dimissioni e polemiche infinite; "come è stato possibile per un terrorista accumulare e trasportare una quantità enorme di armi ed esplosivi in un paese come gli Stati Uniti senza che nessuno se ne accorgesse?"

Ma lo stragista si chiamava Stephen Paddock, era un bianco arricchitosi (o rovinatosi) con il gioco d'azzardo e i 60 morti e 500 feriti sono "colpa del diavolo" secondo l'opinione di un ormai inqualificabile Donald Trump, oppure della vendita eccessiva di armi, secondo i progressisti.

Ma anche quest'ultima tesi, per quanto ovvia e condivisibile, non risponde alla domanda: come è stato possibile per Stephen Paddock trasportare un arsenale di armi e munizioni al 32° piano di un hotel senza essere intercettato, controllato, quanto meno disturbato, da uno qualsiasi delle migliaia di poliziotti che circolano e controllano il territorio degli Stati Uniti?

La risposta è che Paddock era bianco, mentre un terrorista è sicuramente "diverso", si chiama mohammed, ha la pelle scura, i tratti da immigrato e non frequenta i casinò di Las Vegas. Oppure è uno sbandato, ladro e nero, di quelli a cui prima spari e poi ti chiedi cosa abbiano fatto.

Almeno questo è quello che la polizia attua e pensa sulla base delle direttive e delle istruzioni di controllo ricevute da chi governa gli apparati negli Stati Uniti.

"Se vedete qualcuno che acquista o trasporta armi pesanti ed ha la pelle e i tratti gentili della razza bianca, dategli una mano perchè sicuramente non è un terrorista."

Sarebbe utile che la stampa e l'opinione pubblica si chiedessero: perché Stephen Paddock non è stato scoperto e bloccato dai sistemi di sicurezza interna? a cosa serve la NSA, l'FBI e la polizia federale se una strage come quella di Las Vegas - e come le tante altre degli ultimi anni - non viene prevenuta ?

Non è solo abolendo la vendita delle armi - misura sacrosanta ma sgradita a Wall Street - che si blocca la minaccia stragista, occorre che anche la polizia e il sistema di sicurezza siano cambiati in profondità, con direttive diverse, altrimenti nessun poliziotto si preoccuperà dei Paddock omicidi.

Un giocatore d'azzardo squilibrato fa una strage a Las Vegas

strage las vegas

 

Sessanta morti e più di cinquecento feriti sono il conteggio provvisorio della carneficina più grave della storia degli Stati Uniti provocata da armi da fuoco, avvenuta a Las Vegas durante un concerto di musica con oltre ventimila spettatori.

A provocare la strage è stato un pensionato giocatore d'azzardo, Stephen Paddock descritto come un anonimo e tranquillo "vicino di casa" che all'improvviso si scopre con un arsenale di decine di armi procurate con la solita facilità.

Al termine della strage Stephen Paddock si sarebbe suicidato nell'appartamento al 32° piano dell'hotel da cui aveva sparato migliaia di colpi con fucili automatici, per dieci interminabili minuti sulla folla radunata nel parco sottostante.

Viene esclusa la matrice terroristica, nonostante un'approssimativa rivendicazione dell'ISIS. 

A Wall Street i titoli azionari dei fabbricanti d'armi sono saliti. Non sarà certo Donald Trump a vietare la vendita delle armi a fanatici e squilibrati.