Tunisia il premio della speranza

 Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al "Quartetto del dialogo nazionale", un'esperienza unica nel suo genere, formata da quattro organizzazioni della società civile: sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati. Il premio è stato conferito al Quartetto "per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia dopo la rivoluzione dei Gelsomini del 2011", come si legge nelle motivazioni del comitato di Oslo.

"Il Quartetto  è riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull'orlo della guerra civile. E così ha messo il Paese nelle condizioni di stabilire una costituzione e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede".

Il premio Nobel per la pace, precisa il comitato, "è stato assegnato al Quartetto in quanto tale e non alle singole organizzazioni".

 Da http://www.arab-reform.net Il documento programmatico del Dialogo  di Hamadi Redissi

 

TUNISIA, una strage che non poteva accadere

 

Una tragica coincidenza ha fatto sì che le rassicuranti dichiarazioni del ministro della Difesa tunisino riportate dalla stampa la mattina del 26 giugno, fossero smentite nel pomeriggio da un attacco terroristico sulla spiaggia di Sousse con 28 morti.

L'escalation terroristica ha coinvolto anche la Francia, con una macabra decapitazione e l'esplosione di una fabbrica, e il Kuwait con una strage nella Moschea dell'Imam Sadiq dove sono morti 25 sciiti durante la preghiera del venerdì.

La simbologia e la sincronia dei tre attentati è inequivocabile.

 

Anche Tunisi rischia di bruciare

 

Brahmi

L'assassinio di Mohamed Brahmi, figura di spicco del Partito del Popolo, all'opposizione nei confronti del governo guidato dagli islamisti di Ennahdha, crea una situazione esplosiva.

Migliaia di manifestanti a Tunisi hanno dato fuoco alla sede del partito al potere e assediano il Ministero degli Interni.

L'assassinio di Brahmi ricorda quello di Chokry Belaid, leader dello stesso partito di Brahmi.

 

La situazione potrebbe precipitare verso una deriva "egiziana".