REFERENDUM ITALIA, gli scenari del dopo voto

Il dopo referendum non dipende solo da chi vince - se il NO o il SI - ma anche dalle percentuali  con cui il voto si suddividerà.

Ecco cosa potrebbe succedere a seconda dell'esito del voto 

se vince il SI con oltre il 53%

Renzi occupa la RAI e Mediaset, ordina a Mattarella di sciogliere le Camere prima della sentenza sull'Italicum

 

si va a votare subito con l'Italicum, Renzi si fa un partito personale, ottiene più del 40% e si prende tutto. Ai soliti populisti non resta che strillare a vuoto contro il regime di Renzi.

se vince il SI tra il 51% e il 53%

Renzi occupa la RAI e Mediaset, aspetta la sentenza sull'Italicum e si mette d'accordo con Berlusconi per una legge elettorale molto simile all'Italicum

si a votare  prima dell'estate 2017, Renzi vince e si prende tutto ecc ecc

se vince il SI con meno del 51%

Renzi occupa la RAI, aspetta la sentenza sull'Italicum, modifica la legge elettorale con Berlusconi solo in minima parte

si va a votare dopo l'estate 2017, dopo il voto tedesco per capire come butta in Europa ed estorcere un altro pò di soldi per fare le elezioni

se vince il NO con più del 53%

Renzi si dimette, ordina a Mattarella di incaricare  un suo nominato, aspetta la sentenza sull'Italicum e si mette d'accordo con Berlusconi per una legge elettorale quasi-proporzionale.

si va a votare dopo l'estate 2017, si aspetta il voto tedesco e si fa il governo di unità PD-FI

se vince il NO tra il 51 e il 53%

Renzi non si dimette, aspetta la sentenza sull'Italicum ecc ecc

Si va a votare dopo l'estate 2017 e dopo un'altra pioggia di bonus

se vince il NO con meno del 51%

Renzi occupa la RAI, si proclama vincitore morale politico, non si dimette ecc ecc

NON si va a votare prima del 2018

 

Renzi Berlusconi Erdogan Trump Xi-Jinping Putin, il potere non si accontenta di informazioni addomesticate

 

Hanno destato sorpresa, ma non indignazione, le dichiarazioni di Berlusconi che in tv da Vespa ha spiegato che lui è per votare NO al referendum del 4 dicembre, mentre il suo fido Confalonieri, in rappresentanza del gruppo Mediaset, voterà Si.


«Hanno paura - spiega il leader FI dallo studio di Porta a Porta - di una possibile ritorsione di chi ha il potere». «Ho avuto discussioni a questo livello - ha detto a Bruno Vespa che si è riferito alle interviste per il Sì di Fedele Confalonieri - e ho dovuto accettare, essendoci una maggioranza di risparmiatori e di investitori, che certe dichiarazioni del presidente di Mediaset, eccetera, sono attribuibili alla difesa dei risparmiatori».


Le dichiarazioni di Berlusconi sono state ampiamente ridimensionate dalla stampa nazionale, che le ha riportate alla stregua di esternazioni di un ex imprenditore vecchio e ormai privo di potere persino sulle aziende di famiglia. E invece dovrebbero essere oggetto di una denuncia ben più forte e convinta, se in questo paese, come nel resto del mondo, esistesse ancora un'idea vaga di cosa sia la libertà di stampa e di opinione.

Il gruppo Mediaset - televisioni, giornali e affari - si schiera con il SI non perchè convinto dalla solidità delle argomentazioni ma solo per paura di una possibile ritorsione di chi ha il potere. E perchè ha paura, forse qualcuno ha lanciato oscure minacce, o ha fatto intendere che i possibili scambi di favori prenderebbero un'altra direzione ?

Le dichiarazioni di Berlusconi avrebbero dovuto suscitare denuncia e indignazione anche da parte di coloro che in passato sono state vittime delle "possibili ritorsioni" dell'ex presidente del consiglio; e dovrebbero interessare anche la magistratura, perchè il ricatto o la ritorsione da parte di qualcuno contro un'azienda è pur sempre un'ipotesi di reato. C'era un tempo in cui le rivelazioni su "possibili ritorsioni" di gruppi di potere verso soggetti privati o pubblici venivano catalogate come "mafiose" o "piduiste". Nell'era di Renzi, sono normali metodi di persuasione esplicita.

Qualcuno si potrà consolare affermando che siamo nella media dello standard internazionale per quanto riguarda la libertà di stampa: anche in Turchia avevano inziato con "possibili ritorsioni" contro i mass media che si opponevano ad Erdogan, ed ora non c'è più imbarazzo nel chiudere i giornali e incarcerare i giornalisti. Per non parlare della Cina di Xi Jinping, che senza tanto clamore sta accentuando la repressione su chiunque faccia circolare idee non in linea con il suo pensiero, chiudendo addirittura giornali e siti internet vicini al partito comunista che un tempo servivano a testimoniare un qualche grado di tolleranza. O della Russia di Putin, dove i giornalisti vengono eliminati fisicamente.
E Trump, appena eletto, ha radunato gli editori e direttori delle principali catene di informazione che avevano appoggiato la Clinton per sbeffeggiarli e minacciarli. Anche negli USA qualcuno deciderà di "votare SI a Trump" per paura di "possibili ritorsioni".

Il Potere non si accontenta più dell'informazione addomesticata, ha bisogno della totale sudditanza, e i grandi network non chiedono di meglio. 

#Matteostaiantipatico a molti

Renzi é andato in televisione domenica pomeriggio per spiegarci come votare al referendum.
Scontato che lui è per il SI, ha rimproverato quelli che voteranno NO perché mossi solo da un sentimento di antipatia nei suoi confronti, e "quando uno vota per antipatia dimostra scarso interesse per il bene del Paese".

Dobbiamo essere grati a Renzi per questa sintesi semplice ed efficace sui problemi dell'Italia.
Dobbiamo essere grati a Renzi che, sacrificandosi per la causa del SI, fa di tutto per diventare sempre più antipatico.


Pare che negli ultimi giorni sia molto aumentato il numero delle persone a cui Matteo sta antipatico.

Quando uno vota per antipatia dimostra scarso interesse per il Paese. Agli italiani dico: per una volta lasciate da parte me, ci sono altre occasioni per mandarmi a casa

Matteo ! lasciaci almeno la libertà di sceglierci quando mandarti a casa !

#Matteostaiantipatico