SNOWDEN PIU' RICERCATO CHE MAI

Ora che tutto il mondo si è reso conto dell'enorme servizio che Snowden gli ha reso, rivelando le attività di spionaggio ed intercettazione che la NSA compie per conto del governo USA, Snowden riceve richieste di collaborazione da ogni parte.

I verdi tedeschi gli hanno chiesto di testimoniare di fronte al Bundestag in quello che sarà il primo processo politico contro gli Stati Uniti, accusati di aver spiato la Merkel ed altri milioni di cittadini della Germania.

Immaginate quale schiaffo politico per Obama se a Snowden fosse consentito di parlare pubblicamente nel cuore dell'Europa di diritti civili e  libertà. I tedeschi sarebbero ben felici di accoglierlo alla porta di Brandeburgo.

Ma anche i Russi, per  motivi diversi, offrono lavoro a Snowden: i siti Internet più popolari nella ex Unione Sovietica si contendono la collaborazione del whistleblower del secolo.

La CIA invece pare che abbia smesso di ricercare Snowden: un suo arresto, anche involontario, sarebbe un'altra patata bollente per Obama.

Da segnalare infine un duro commento cinese con un articolo di Xinhua, che definisce Uncle Tom (Zio Tom) come Peeping Tom (Tom il Guardone) e associa la caduta di credibilità dell'America dopo le rivelazioni di Snowden alla incapacità dei politici americani di risolvere la crisi del debito pubblico.

 

La lettera di Snowden al Parlamento tedesco 

 la lettera di Snowden dopo l'invito in Germania

Siria: Obama abbaia ma non morde, secondo i cinesi

 "Amid reports about a possible U.S. military intervention in Syria, observers debate on whether Washington is serious about launching a war that could burn the entire region, or it is just exerting utmost pressure on Damascus ahead of a political settlement."

Il quotidiano cinese Xinhua -  molto ben informato sul ciò che pensano i politici cinesi -  pone la domanda e trova la risposta:

"Issam Khalil, a Syrian lawmaker, told Xinhua a U.S. military intervention is "unrealistic" because the situation in Syria is " different."

"In my opinion, the threats and this media frenzy about Syria's chemical weapons are mere political pressure after the abject loses of the rebels in Syria and the United States is trying to create balance ahead of the planned peace conference in Geneva," Khalil said.

Di diverso parere sembrano essere i Russi.

da RT: "US president Barack Obama is repeating the pattern of actions of his predecessor, George W. Bush, in his push for a military solution in Syria, Foreign Affairs Committee chairman of the Russian Duma, Aleksey Pushkov said.“Obama is fiercely moving towards war in Syria, just like Bush moved towards war in Iraq. Just like in Iraq, this war won’t be legit and Obama will become Bush’s clone,” Pushkov wrote on his Twitter page on Sunday".

Le opinioni russe sono influenzate dalla "stretta amicizia" con il macellaio siriano Assad e dalla preoccupazione di perdere un avamposto storico  nel risiko mediorientale.

Ma l'ostacolo principale ad un intervento USA in Siria è rappresentato dall'opinione pubblica americana, a cui Obama è molto sensibile: meno del 10% si dichiara favorevole ad un intervento militare in Siria, anche se per fini umanitari. La maggioranza non capisce perchè gli USA debbano intervenire in un paese che non ha petrolio.

Qualcuno avanza il dubbio che anche in Siria possa finire come in Libia: sulle macerie del regime, gli unici ad avvantaggiarsi potrebbero essere le bande di alquaedisti e simili. L'ennesimo schiaffo alla politica estera USA.