Chi si illude di Al Sisi e perché ?

Quale sia il livello di considerazione che il dittatore egiziano Al Sisi ha nei confronti del governo italiano lo dimostra l'arresto di  Ibrahim Metwally Hegazy, padre di un ragazzo ucciso dai servizi segreti, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani in Egitto e legale della famiglia Regeni per l'accertamento della verità sull'omicidio di Giulio.

omicidio Regeni

 

Metwally era "scomparso" poco prima di partire per un convegno dell'ONU sui diritti umani, e la sua prigionia è stata "oscurata" per due giorni (in chissà quali condizioni) per essere poi resa pubblica con i soliti capi di imputazione che sono previsti quando si cerca di eliminare un rappresentante dei diritti umani: attività contro lo Stato.

L'arresto di Metwally è la smentità più evidente e violenta alle improvvide dichiarazioni di Alfano-Gentiloni sull'opportunità di inviare un ambasciatore italiano al Cairo: la ripresa dei rapporti diplomatici sarebbe tornata utile per l'accertamento della verità sull'omicidio di Giulio Regeni, come vuole farci credere il ministro degli esteri.

E per dimostrare la collaborazione tra autorità egiziane e italiane viene arrestato l'avvocato Metwally !! 

E' questa la collaborazione che ci si può aspettare dal regime di Al Sisi !? E' questo che il ritorno di un ambasciatore al Cairo dovrà agevolare, oltre alla riapertura dei fiumi di tangenti per il traffico di armi e petrolio?

Gentiloni si è affrettato, dopo la notizia dello "schiaffo" ricevuto con l'arresto del rappresentante del Egyptian Commission For Rights and Freedom, a fare l'ennesimo ipocrita proclamo : "trovare la verità sull'uccisione di Giulio Regeni è un dovere di Stato".

Come era un dovere di Stato accertare la verità sulla strage di Ustica di 37 anni fa, depistata e oscurata da interessi diplomatici e militari.

Sull'omicidio Regeni ci sono stati finora molti proclami e molte atroci prese in giro, e neanche un pezzetto minuscolo di verità.

 

La verità di AlFano sull'omicidio di Giulio Regeni

Al Fano Al Sisi

"Due partner ineludibili": l'Italia di Renzi, Gentiloni, Alfano, Berlusconi e l'Egitto di Al Sisi.

La frase con cui Alfano ministro di Gentiloni ha liquidato definitivamente ogni discussione o richiesta di verità sull'omicidio di Giulio Regeni, assassinato dai servizi di Al Sisi, é quella che molti non avevano avuto la faccia tosta di pronunciare, pur pensandola e condividendola.

https://www.menoopiu.it/post/la-verita-per-giulio-regeni-puo-attendere

Omicidio Regeni, Anonimo rilancia l'accusa ai servizi segreti mentre ENI annuncia di aver trovato altro gas in Egitto

 Una casuale coincidenza ha voluto che nello stesso giorno in cui  l'ENI annunciava la scoperta di un altro grande giacimento di gas  a 12 chilometri dalla costa dell'Egitto, la Repubblica ha diffuso    un'inchiesta sull'omicidio di Giulio Regeni condotta sulla base di  un dossier inviato da un Anonimo  che conferma e dettaglia  la  precedente lettera di un altro (o medesimo ?) Anonimo  (https://www.menoopiu.it/post/La-verita-vera-sullomicidio-Regeni)  e avvicina ulteriormente la scoperta della verità.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/09/news/la_faida_tra_servizi_dietro_la_fine_di_regeni_accanto_al_corpo_una_coperta_militare-141606948

 Nel dossier presentato dai giornalisti Carlo Bonini, Giuliano Foschini e Fabio Tonacci  si consolidano alcune verità:

1) Giulio Regeni sarebbe stato spiato fin dal suo arrivo al Cairo (settembre 2015). Qualcuno dall'Inghilterra aveva avvisato i servizi egiziani ?

2) La gestione del dossier su Giulio Regeni sarebbe statta al centro di una faida interna ai servizi di sicurezza - polizia contro militari, con questi ultimi nella parte dei duri che alla fine avrebbero assassinato il giovane ricercatore.

3) Il ritrovamento del corpo martoriato di Giulio con vicina una coperta militare (particolare inedito finora taciuto ) sarebbe stato un avvertimento/denuncia ad al Sisi da parte del servizio di sicurezza "civile"e un segno di accusa per quello militare.

4) nel reportage di Repubblica  il ruolo di al Sisi sembra quello della bella statuina, in balia dei suoi apparati e delle loro faide interne, un'ipotesi che già circola da mesi nelle stanze del potere al Cairo. E' un tentativo di decolpevolizzare il dittatore e in qualche modo riabilitarlo come interlocutore bisognoso di assistenza da parte dei paesi occidentali?

A lato dell'inchiesta di Repubblica si sviluppa l'ipotesi inquietante che Giulio Regeni sarebbe stato mandato allo sbaraglio - più o meno consapevolmente - dai servizi inglesi ;  perchè i docenti universitari di Cambridge che lo avevano accreditato per la ricerca a il Cairo si sono rifiutati di rispondere alle domande dei magistrati italiani?

Alcuni passi dell'inchiesta di Repubblica: 

 "Subito dopo il suo ingresso nel Paese - si legge nell'incarto recapitato alla nostra ambasciata in Svizzera - la Sicurezza Nazionale (il Servizio segreto civile, ndr) apre il fascicolo numero "333//01 intelligence anno 2015", il cui supervisore è l'allora Capo del Servizio, il generale Salah Hegazy (...)"

 "Spionaggio per conto di Italia e Gran Bretagna. Istigazione ad assassinare il presidente della Repubblica e autorevoli personalità dello Stato. Istigazione al sabotaggio e lo sciopero al fine di bloccare il ciclo produttivo. Manipolazione dell'immagine e dell'azione operaia in Egitto. Perpetrazione di azioni specifiche al fine di suscitare conflitti tra le fila operaie, creare disordine all'interno del Paese nonché calunniare l'Egitto con l'accusa di guidare il terrorismo. Istigazione degli operai a manifestare contro la legge e le istituzioni al fine di sovvertire il governo". Una costruzione paranoica che conosce il suo culmine quando Giulio entra in contatto con un ragazzo....

Il 19 dicembre del 2015, il generale Salah Hegazi viene rimosso dall'incarico di Capo della Sicurezza Nazionale e sostituito dal generale Mohammed Shaarawi. Pagherebbe due colpe. La pigrizia con cui ha gestito il fascicolo Regeni, ma soprattutto la decisione di sollevare dall'incarico il maggiore che ha scoperto il contatto tra Giulio e Whalid, il ragazzo che del generale è parente. L'ufficiale defenestrato si lamenta infatti con il generale Abbas Kamil, uno degli uomini più potenti del Regime, capo dello staff di Al Sisi e suo potente braccio destro. E Kamil reagisce. "Dispone - si legge nel dossier - che il fascicolo Regeni venga trasferito dalla Sicurezza Nazionale alla direzione dei Servizi segreti Militari, sotto il controllo del generale Mahmud Farj al Shihat" ... 

Il Boia si mette a lavoro su Giulio che, ignaro, è in Italia per le vacanze di Natale. Al Cairo, scoppia l'inferno tra la Sicurezza Nazionale e i Servizi Militari, che ormai si contendono il giovane ricercatore italiano come un trofeo che dà corpo a tutte le paranoie del regime. Lo Spionaggio esterno e il Nemico interno. Il ministro dell'Interno Abdel Ghaffar entra nella contesa. Con una lettera inviata ad Al Sisi (di cui il dossier riporta quello che ne sarebbe il testo), denuncia il "trasferimento illegale della pratica", l'"umiliazione" della Sicurezza Nazionale e del suo lavoro che "ha consentito di sollevare il coperchio sul ragazzo italiano e sulla rete cospiratrice a cui era collegato" e chiede che il caso venga restituito alla Sicurezza Nazionale.

Sappiamo che Giulio muore nelle 48 ore precedenti il suo ritrovamento, nella tarda mattinata del 3 febbraio. Ma perché far ritrovare il corpo? È ancora il dossier - ma non solo, come vedremo - a fornire ora una risposta plausibile. "All'alba del 3 febbraio, i Servizi segreti Militari consegnano il cadavere di Regeni alla Sicurezza Nazionale, ordinando di affrettarsi a seppellirlo con i suoi effetti personali in un'area del quartiere 6 Ottobre utilizzata dalla Polizia per far scomparire i sequestrati illegalmente e gli ignoti". Ma l'ordine non viene eseguito come i Servizi Militari vorrebbero. "Quella mattina, all'alba, il responsabile della struttura della Sicurezza Nazionale nella zona 6 ottobre raggiunge telefonicamente il generale Shaarawy. Lo informa dell'accaduto e dell'ordine ricevuto. Il generale Sharaawy si oppone e ordina al suo ufficiale di liberarsi rapidamente del corpo abbandonandolo in un luogo allo scoperto, in una delle strade desertiche vicine alla struttura in cui era stato consegnato dai Servizi Militari, di conservarne gli effetti personali e di recarsi personalmente nel suo ufficio per consegnarglieli. Lo stesso Sharaawy riferirà poi al ministro dell'Interno Ghaffar, informandolo di aver disposto la custodia degli effetti personali di Regeni in una cassaforte della Sicurezza Nazionale".

...Lo spaccato della resa dei conti interna al Regime si sovrappone come un calco a quanto, proprio in quei giorni, si legge nell'analisi ("The Egyptian media, the Conflict of Agencies and the President") di un autorevole think-tank come il "Washington Institute for near Policy". "Con la presa del Potere da parte di Al Sisi è ripreso il conflitto tra i Servizi segreti del Paese. La Sicurezza Nazionale tenta di recuperare il dominio che ha avuto nell'era di Mubarak. Il Servizio Militare, di cui Al Sisi è stato direttore e con cui ha stretti legami, lotta per evitare che non si pongano le condizioni per un nuovo Mubarak e una nuova Rivoluzione (...) È un conflitto non più nascosto. Bisognerà capire quanto in profondità si spingerà".

È in quella settimana di marzo, dunque, che, al Cairo, la verità su Regeni diventa un lusso che nessuno può più in alcun modo permettersi. "Shaarawy - scrive l'Anonimo - ha ora in mano anche la registrazione della riunione con il ministro e con Abbas Kamil". Ricatto chiama ricatto. Tutti colpevoli e dunque nessun colpevole. .."

Come presentare questa verità al governo e all'opinione pubblica italiana ? senza pregiudicare gli equilibri interni al sistema di potere egiziano ?  Ecco che si fa strada un'ipotesi che consentirebbe di superare lo stallo diplomatico senza togliere quasi nulla alla verità vera.

L'annuncio della scoperta del giacimento dell'ENI, che in teoria avrebbe dovuto sospendere le sue attività fino a quando l'Egitto non avesse fatto piena luce sull'omicidio di Giulio Regeni, sembra essere un messaggio trasversale ad Al Sisi: "nella faida tra i tuoi servizi ti conviene far emergere la verità, fare la parte di quello che è stato messo in mezzo suo malgrado, sacrificare la testa di qualche vertice dell'apparato militare, riconoscendone la responsabilità dell'omicidio, e consentire quindi di ripristinare le relazione d'affari precedenti. Noi siamo pronti, ce n'è in abbondanza per tutti ". La coincidenza è casuale.

 

Omicidio Regeni, Hollande fa affari con Al-Sisi

La retorica dell'europeismo mostra il suo vero volto: nel pieno dello scontro Italia-Egitto per accertare la verità sull'omicidio di Giulio Regeni, il presidente francese Hollande ne approfitta per andare a vendere armi ad Al-Sisi, il dittatore responsabile di torture e omicidi.

 

 

 

 

 

 

 

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/190994/Egypt/Politics-/Highlevel-French-delegation-arrives-in-Egypt-ahead.aspx

Hollande is expected to visit Cairo on 18 April, a trip that was announced in December 2015. The French delegation will stay in Egypt for four days. .... Egypt has been developing closer ties with France in the last two years. The countries have signed numerous military deals, including the purchase by Egypt of 24 Rafale fighter jets and a multipurpose frigate in June. Leaders of both countries have agreed on the importance of global cooperation to fight terrorism. 

____________

http://www.defensenews.com/story/defense/policy-budget/industry/2016/04/06/egypt-france-fighter-jet-frigate-satellite/82695674/

Egypt and France plan to sign agreements for the purchase of weapons that include fighter aircraft, navy vessels and a military satellite communication system worth €1 billion (US $1.1 billion) during the forthcoming visit of French President Francois Hollande to Cairo, according to French news site La Tribune.

La Tribune reported that the deal, which is expected mid-April, will include the sale of four new navy vessels worth up to €400 million by French naval defense equipment manufacturer DCNS. Two GOWIND corvettes are reported to be part of the upcoming sale.In terms of the deal, Airbus and Finmeccanica group member Thales Alenia Space will jointly supply the Egyptian defense force with a military satellite communication system worth €600 million.

The deals are expected to be signed during a visit to Egypt by Hollande on April 18. La Tribune said the signing during Hollande's visit to Cairo on April 18 would cap months of negotiations on the military acquisitions between the French and Egyptian governments.

If confirmed, the sale would bring the number of GOWIND corvettes supplied by DCNS to the Egyptian Army to six following the delivery of four variants in 2014. The Egyptian Navy has been negotiating with France for the sale of two military satellite systems for over two years.The deal has previously been called on and off a couple of times amid reports that Russian and South Korean companies had offered cheaper alternatives to the French system.

The Egyptian-French defense relationship has blossomed since February 2015 when Cairo purchased 24 Rafale fighters, a frigate and missiles. In October last year, France sold two Mistral helicopter carriers to the Egyptian Navy after cancelling an earlier deal with Russia in line with European Union sanctions imposed on Russia to protest its alleged involvement in Ukraine.

Se l'Europa dei popoli esistesse davvero, a nessun capo di governo europeo verrebbe in mente di incontrare il dittatore di un paese dove la polizia segreta ha assassinato un giovane europeo.

Ma a Hollande interessa ben poco dell'Europa dei popoli e dei giovani: lui rappresenta quella degli affaristi, dei banchieri e dei politicanti.

La visita del presidente francese in Egitto, dopo l'omicidio di Giulio Regeni, è un atto di sciacallaggio affaristico contro gli interessi e la dignità dei cittadini europei. 

C'è da augurarsi inoltre che Renzi faccia le dovute rimostranze e impedisca a Finmeccanica di associarsi all'affare.

La verità vera sull'omicidio Regeni

Le lettere di un anonimo alto funzionario del regime di Al Sisi consegnano ai magistrati e ai vertici politici italiani la vera verità sull'assassinio di Giulio Regeni.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/06/news/_ecco_chi_ha_ucciso_giulio_l_accusa_anonima_ai_vertici_che_svela_tre_dettagli_segreti-136996781

Il racconto circostanziato degli ultimi terribili giorni di Giulio, ricostruito da Carlo Bonini su Repubblica, indica i mandanti e gli esecutori dell'infame assassinio:

"L'ordine di sequestrare Giulio Regeni - scrive l'Anonimo - è stato impartito dal generale Khaled Shalabi, capo della Polizia criminale e del Dipartimento investigativo di Giza"

Quindi, tra il 26 e il 27 gennaio, "per ordine del Ministero dell'Interno Magdy Abdel Ghaffar", viene trasferito "in una sede della Sicurezza Nazionale a Nasr City". Di fronte ai suoi nuovi aguzzini, Giulio continua a ripetere di non avere alcuna intenzione di parlare se non di fronte a un rappresentante della nostra ambasciata. "Viene avvertito il capo della Sicurezza Nazionale, Mohamed Sharawy, che chiede e ottiene direttive dal ministro dell'Interno su come sciogliergli la lingua.

Tre giorni di torture non vincono la resistenza di Giulio. Ed è allora - ricostruisce l'Anonimo - che il ministro dell'Interno decide di investire della questione "il consigliere del Presidente, il generale Ahmad Jamal ad-Din, che, informato Al Sisi, dispone l'ordine di trasferimento dello studente in una sede dei Servizi segreti militari, anche questa a Nasr city, perché venga interrogato da loro". È una decisione che segna la sorte di Giulio. "Perché i Servizi militari vogliono dimostrare al Presidente che sono più forti e duri della Sicurezza Nazionale  ...

in attesa che si decida che farne". La "decisione viene presa in una riunione tra Al Sisi, il ministro dell'Interno, i capi dei due Servizi segreti, il capo di gabinetto della Presidenza e la consigliera per la sicurezza nazionale Fayza Abu al Naja ", nelle stesse ore in cui il ministro Guidi arriva al Cairo chiedendo conto della scomparsa di Regeni. "Nella riunione venne deciso di far apparire la questione come un reato a scopo di rapina a sfondo omosessuale e di gettare il corpo sul ciglio di una strada denudandone la parte inferiore. Il corpo fu quindi trasferito di notte dall'ospedale militare di Kobri a bordo di un'ambulanza scortata dai Servizi segreti e lasciato lungo la strada Cairo-Alessandria".

 

Nomi, luoghi e fatti circostanziati che indicano in Abd al-Fattah al-Sisi, capo della dittatura militare egiziana, il responsabile numero 1 dell'assassinio di Giulio.

Al Sisi sapeva del sequestro del giovane italiano e poteva intervenire per salvarlo; non solo non lo ha fatto, ma ha ordinato di proseguire le sevizie e torture fino alla morte.

Questa è la conferma della verità che tutti intuivamo fin dall'inizio. https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Va dato atto al team di investigatori italiani di aver compiuto una impresa notevole per accertare la verità.

Va dato atto al governo Renzi, dopo le incertezze iniziali, di aver fatto un salto di qualità nel braccio di ferro diplomatico con la cricca di Al Sisi. Ora si tratta di far seguire atti coerenti alle responsabilità che stanno emergendo. Il regime di Al Sisi ovviamente negherà le accuse e proporrà una versione addomesticata, ma ormai è troppo tardi per smentire le lettere dell'Anonimo.

La verità vera sul martirio di Giulio non servirà solo a ridargli dignità e giustizia, ma è una grande vittoria per chi in Egitto combatte a rischio della vita contro una dittatura feroce e arrogante.

 

Omicidio Regeni: la nuova versione non ufficiale

Il Ministro degli Interni egiziano Magdy Abdel Ghaffer ha messo in dubbio la versione ufficiale sulla morte di Giulio Regeni, versione da lui stesso fornita 24 ore prima, che attribuiva ad una "banda di sequestratori travestiti da poliziotti" l'uccisione del giovane italiano.

La nuova versione, per bocca del portavoce del ministro, è che la dinamica dell'omicidio "non è ancora del tutto chiara" e il ritrovamento dei documenti personali di Giulio "non significa che i membri della banda (5 uccisi dalla polizia) fossero i sequestratori e assassini del ricercatore italiano".

In sintesi, l'incapace ministro di Al-Sisi ha dovuto prendere atto che la menzogna con cui si é cercato di chiudere il caso è troppo grossolana, incredibile e umiliante e quindi è meglio cambiarla con un'altra.

Ma a questo punto ci sono due ulteriori bugie da spiegare: chi sono i 5 egiziani uccisi dalla polizia ? Dove sono stati trovati i documenti di Giulio e chi li aveva occultati / conservati ?

La nuova versione deve partire da queste due domande e dovrebbe essere più accettabile per il governo Renzi.

Proviamo a comporla: i cinque uccisi non erano una banda di delinquenti ma erano il gruppo al servizio di apparati di polizia, che ha ucciso Giulio Regeni, e i documenti ritrovati erano custoditi dai loro committenti. I cinque sono stati giustiziati sommariamente, per far sparire le prove / testimonianze e per trasformare la loro esecuzione in gesto "riparatorio" per il crimine commesso: il ministro Ghaffer potrà affermare che erano "violenti e incontrollabili", magari anche al servizio di forze contrarie al governo.

Erano uomini dell'apparato di terrore di al-Sisi, sono stati giustiziati per ordine del loro stesso capo, il caso è chiuso.

Questa macabra verità potrebbe essere più "gestibile", ma non è detto che gli egiziani siano disposti ad ammetterla.

 P.S. : Anche il giornale La Repubblica (nuovo corso renziano) ha collezionato una brutta figura, dopo che il suo direttore Mario Calabresi si era speso in prima persona per concordare un'intervista che serviva ad accreditare l'immagine di un Al-Sisi addolorato per la morte di Giulio e deciso a trovare la verità sull'omicidio.  

 

Omicidio Regeni: la versione ufficiale

L'infame verità ufficiale sulla morte di Giulio Regeni, dopo il "ritrovamento" di uno zainetto con i suoi effetti personali, tra cui la polizia egiziana inserisce anche "droga".

 

 

Come riportato dal Daily News Egypt: The Ministry of Interior announced Thursday night that it found belongings of the Cambridge University PhD student in an apartment in Qalyubia, near the capital.

“A red handbag was found, including a brown wallet, the passport of Regeni , his Cambridge University ID card, and a visa card,” an official ministry statement said. The ministry also said that the bag included other things such as another wallet, a sum of EGP 5,000, three sunglasses and a female wrist watch.

"Brownish stuff that looked like hashish – a form of cannabis drug,” the statement added. Earlier on Thursday afternoon, a statement released by the ministry said that security forces “succeeded in targeting” a criminal gang near New Cairo area; which was specialised in “impersonating policemen” for purposes of kidnapping and robbing foreigners living in Egypt.

In fact, the ministry said it killed all five members of the gang, whom had engaged in a gunfire exchange with the police during the arrest. In a detailed statement published by the ministry on its official Facebook page, it identified the killed suspects. The first was Tarek Abdel Fattah, 52 years old, along with his 26-year-old son Saad Abdel Fattah.

The two others were Mostafa Bakr, 60, and Salah Ali, 40. The ministry claimed the suspects were registered as highly dangerous criminal and wanted in different cases. The police said the men were driving a minibus as they neared a security checkpoint, and opened fire on security forces. “A fifth body, unidentified, was found in the minibus,” the ministry stated, in addition to an automatic rifle, a gun and an electric shock, and forged police cards carrying the badge of the Interior Ministry.

After that, the police reportedly raided the apartment of the first suspect’s sister, where they also found his wife. The ministry said the sister confessed to her brother’s crimes, and after searching the apartment, they found the belongings of Regeni, and others, which she also admitted were her stolen by her brother.  

According to them, the gang was responsible for the robbery of more than $20,000 and EGP 175,100 from nine Egyptians and foreign citizens, including an Italian citizen named David K. and a Portuguese citizen named Carlos M. At the end of the statement, the ministry thanked the Italian investigative delegation working on Regeni’s case in Egypt for “its efforts and cooperation.”

Come dire: il caso è chiuso...

 

Giulio Regeni ucciso da Al-Sisi

La "verità" sull'omicidio di Giulio Regeni promessa da Al-Sisi è arrivata, ed è più infame di ogni prevedibile "verità" manipolata. Ad uccidere il giovane italiano sarebbero stati 5 cadaveri di 5 delinquenti comuni.

 

A riprova della loro colpevolezza sono stati fatti ritrovare gli effetti personali di Giulio, compreso il passaporto. Nessuno potrà smentire la verità di Al Sisi. 

Come faranno Renzi, l'intelligence italiana e l'apparato affaristico che ruota attorno al suo alleato Al Sisi a dare credito alla beffarda "verità" sull'omicidio di Giulio ?

Indagheranno sulla morte degli indagati per l'omicidio di Giulio Regeni. Solo per chi non è dotato di intelligence, la nuova "verità" di Al Sisi sembra essere un'ammissione di colpa.

https://www.menoopiu.it/post/Omicio-Regeni-al-Sisi-propone-una-versione

Omicio Regeni, al-Sisi propone una versione

Una intervista di La Repubblica ad Al Sisi, concordata al massimo livello dei vertici di Stato, fa intravedere il possibile accordo tra governo Renzi e regime egiziano 

per cercare "una verità" plausibile sull'omicidio di Giulio Regeni e consentire di superare lo stallo negli affari intrapresi (ENI, infrastrutture, ecc). L'intervista del dittatore egiziano, sfrondata dalle parole di circostanza (che servono comunque a dimostrare un cambio di direzione) è incentrata sul tentativo di convincere l'opinione pubblica italiana che le convenienti relazioni d'affari tra Italia ed Egitto sono la cornice della possibile verità.

Da "La Repubblica":

Ma avrete un'idea di cosa possa essere successo al ricercatore italiano."Sulla morte di Regeni ci sono molti interrogativi che dobbiamo porci: il primo è sulla tempistica, in particolare sulla scoperta del corpo. Perché è accaduta durante la visita di una delegazione italiana di imprenditori con il ministro dello Sviluppo economico, che erano al Cairo per rafforzare la nostra collaborazione? Perché è accaduto mentre le relazioni tra noi hanno raggiunto un livello senza precedenti dal punto di vista economico e politico? Un'altra domanda inevitabile è capire chi ha interesse a boicottare o bloccare l'ampia collaborazione tra Italia e Egitto sul fronte dell'energia e della sicurezza, in una fase di turbolenza in tutta la regione. Non bisogna dimenticare l'importanza di questa cooperazione che arriva in un momento di sofferenza per la nostra economia e dopo anni di debolezza".

Lei quindi ci sta dicendo che i colpevoli del delitto Regeni vanno cercati tra i suoi nemici?"Parliamo dell'attacco al turismo, del crollo delle presenze russe completamente azzerate e di quelle italiane, mettiamo insieme tutti i fatti degli ultimi mesi, congiungiamo i puntini e vediamo l'immagine completa che si viene a creare: l'obiettivo è colpire l'economia egiziana e isolare il Paese. Questa è una ritorsione per la grande guerra che l'Egitto sta conducendo contro le forze dell'estremismo e del terrorismo. Spero che rimarremo uniti contro questi nemici e non permetteremo a nessuno di dividere l'Egitto dall'Italia". E come vi comporterete? "Vorrei assicurare al popolo italiano che i nostri sforzi continueranno notte e giorno finché non avremo trovato la verità su tutto quello che è accaduto e finché non avremo arrestato i colpevoli e li avremo portati in tribunale e puniti secondo la legge".

Ma un'idea su cosa sia successo e chi siano i colpevoli l'avrà? Al Sisi, che per tutta l'intervista è rimasto sempre fermo e composto nella sua sedia, si rabbuia e strizza gli occhi come chi cerca di guardare lontano: "Vi ho parlato delle molte sfide e dei rischi che ha di fronte oggi l'Egitto, vi ho parlato degli sforzi per garantire sicurezza e stabilità, ho promesso che ci impegneremo in modo convinto ed energico per portare in tribunale i responsabili. Stiamo fronteggiando una sfida terroristica che ha come obiettivi i luoghi turistici e il confine con la Libia e non abbiamo bisogno di creare divisioni ma di avere un rapporto di unità e sostegno con una nazione amica come l'Italia. Mi permetta però anche di parlare di Adel Moawad Heikal, un egiziano che è scomparso cinque mesi fa in Italia ma di cui non abbiamo mai avuto notizie. Tutti gli sforzi di ricerca non hanno avuto successo. Ma incidenti come questi non possono rovinare la relazione tra i nostri Paesi. I tempi duri mostrano e testano la forza e la durata delle relazioni di amicizia tra i Paesi"

Traduzione : un paese ostile all'Egitto (arabo? occidentale?) ha infiltrato le forze di sicurezza egiziane, convincendole che Regeni fosse un agente al servizio del nemico, con lo scopo di mettere in crisi l'immagine del governo egiziano e le sue relazione diplomatiche ed economiche con l'Italia, uccidendolo e facendo trovare il corpo nello stesso giorno di un importante incontro con la diplomazia d'affari italiana. Le forze di "sicurezza" e quindi il regime egiziano sarebbero state "vittime" di questo complotto e al-Sisi deve solo trovare un paio dei suoi aguzzini disposti a fare da "attori" di questa tragica "verità".

Renzi si dichiara soddisfatto per "gli evidenti e significativi passi avanti. Adesso tutti insieme troviamo i colpevoli".

Risolti alcuni dettagli, l'omicidio Regeni ha trovato "una verità" che va bene a tutti, e consente di tornare a pensare agli affari.

Erdogan come al Sisi, censura e terrore

Cosa fa un dittatore quando un giornale critica i suoi metodi e documenta la corruzione, le violenze e gli affari con i terroristi dell'Isis?

Chiude il giornale oppure lo occupa militarmente e al posto dei giornalisti ci mette i poliziotti.

E' quello che Erdogan ha fatto con il gruppo editoriale ZAMAN, di orientamento moderato e un tempo alleato di Erdogan ma poi passato all'opposizione per divergenze tra Zaman e la famiglia del sultano, per storie di scandali immobiliari e corruzioni.

E infine, se i lettori del giornale protestano chiedendo libertà di stampa e di opinione in un paese sedicente democratico, Erdogan vieta la manifestazione con l'uso della forza, arresta gli oppositori e se qualcuno viene trovato morto ...

La Turchia assomiglia sempre più all'Egitto di al-Sisi, il mandante degli assassini di Giulio Regeni.

Gli italiani che hanno intenzione di visitare o lavorare in Turchia farebbero bene a ripensarci, non solo per la propria incolumità in un paese in cui stragi e bombardamenti sono all'ordine del giorno ma anche come gesto di opposizione al regime di Erdogan. 

Shaimaa e la licenza di uccidere in Egitto

Shaimaa el-Sabbagh era un'attivista politica,uccisa da un poliziotto durante una manifestazione a Il Cairo il 24 gennaio 2015.

Il poliziotto fu riconosciuto colpevole della morte e condannato a 15 anni di reclusione. Ora una sentenza della Corte egiziana ha annullato la condanna e ha stabilito che l'uccisione di manifestanti ed oppositori in Egitto non è perseguibile. Come non saranno perseguiti, se mai venissero individuati, gli assassini di Giulio Regeni. Perché era "sospettato di essere una spia" e chi lo ha torturato e ucciso lo ha fatto per "legittima prevenzione", secondo i criteri del regime di al-Sisi.

Omicidio Regeni l'Egitto che nessuno vede

Mentre l'attenzione è rivolta alle notizie sulla morte terribile di Giulio Regeni ad opera della polizia egiziana, segnalo l'articolo di Alberto Negri sul Sole 24 Ore :

Il vero volto dell’Egitto che nessuno vuole vedere

https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-il-silenzio-di-GENTILONI 

Leggi il report di Amnesty International

https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1

https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Omicidio Regeni trattativa sulla versione ufficiale

Il governo Renzi sta trattando con l'Egitto per  trovare una versione "credibile" dell'assassinio di Giulio Regeni, ora che tutti sanno che è stato vittima degli apparati di terrore di Al Sisi.

 

Ma come ha precisato il ministro degli esteri Gentiloni, l'accordo sulla versione da far digerire all'opinione pubblica italiana è ancora lontano.

L'Italia si accontenterebbe di una verità che scarica le colpe su un settore deviato della polizia segreta che avrebbe agito all'insaputa di Al Sisi, che quindi non avrebbe responsabilità sull'omicidio.

La versione viene fornita dai media del gruppo De Benedetti, Huffington Post in testa, che titola: "Giulio Regeni arrestato con 40 oppositori e torturato per due giorni all'insaputa di Al Sisi"

Leggendo l'articolo si capisce che il titolo è una forzatura, banale tecnica per diffondere veline. Gli squadroni della morte di Al Sisi eseguono centinaia di torture e violenze, figurarsi se ogni volta si premurano di avvisare il loro boss dei delitti che compiono, o di chiedere il permesso. E' altrettanto evidente che agiscono sulla base di un mandato politico e di direttive organizzate da parte dei vertici militari al potere.

Il titolo del HuffPost è la sintesi della mediazione possibile tra il governo italiano e il regime egiziano, la linea sottile per continuare a mantenere i rapporti diplomatici e di affari con l'Egitto: salvare l'immagine di Al Sisi come capo di Stato e in cambio ottenere l'ammissione delle responsabilità dei corpi di polizia deviati, che consenta di dire "giustizia è fatta".  Al di sotto di questa soglia, L'Italia sarebbe umiliata nel sentimento e nell'intelligenza collettiva, e impedita a continuare gli affari commerciali, ma l'Egitto non sembra disposto a concedere nemmeno questa sottile bugia.

E poi c'è l'opinione pubblica italiana, scossa dal racconto delle atrocità subite da Giulio, che pretende una verità vera. L'Egitto è diventato un lager a cielo aperto per volontà di Al Sisi e dell'apparato militare, protetto dal consenso delle diplomazie internazionali. Nessuno può immaginare di fare turismo su quella terra insanguinata dal sangue di Giulio Regeni e di migliaia di egiziani.

https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-il-silenzio-di-GENTILONI 

Leggi il report di Amnesty International

https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1

https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

 

Omicidio REGENI e il regime Al SISI

Amnesty International ha denunciato la pratica della tortura e dell'omicidio sotto il regime di Abdel Fattah al-Sisi nel suo report sull'Egitto.

 Sembra di leggere il resoconto dell'omicidio di Giulio Regeni da parte dei servizi di polizia, ovvero gli squadroni della morte al servizio di al-Sisi.

... The year saw a continued dramatic deterioration in human rights following the ousting of President Mohamed Morsi in July 2013. The government severely restricted freedoms of expression, association and assembly. Thousands were arrested and detained as part of a sweeping crackdown on dissent, with some detainees subjected to enforced disappearance. The Muslim Brotherhood remained banned and its leaders were detained and jailed. Torture and other ill-treatment of detainees remained routine and was committed with impunity. Hundreds were sentenced to prison terms or to death after grossly unfair trials. Security forces used excessive force against protesters and committed unlawful killings with impunity. Women faced discrimination and violence. Some refugees were forcibly returned. Forced evictions continued. Dozens of people faced arrest and prosecution for their sexual orientation or identity. Courts imposed hundreds of death sentences; the first executions since 2011 were carried out in June. (...)

Leggi il report di Amnesty International

https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Giulio Regeni ucciso dalla polizia egiziana

La morte di Giulio Regeni squarcia il velo sul regime di polizia che governa l'Egitto.

La polizia egiziana ha ammesso indirettamente la propria responsabilità nell'omicidio del giovane italiano Giulio Regeni. Secondo gli ineffabili organi di sicurezza del regime di al Sisi, Giulio sarebbe morto in un incidente stradale. La versione ufficiale non spiega perché il cadavere sia stato trovato in aperta campagna, con segni di torture come invece riferito dalla Procura del luogo che ha svolto le prime indagini. Quindi l'ipotesi dell'incidente stradale è talmente inverosimile da diventare una implicita ammissione di colpa: siamo stati noi, ma non abbiamo alcun obbligo di dire la verità, anzi possiamo raccontare quello che vogliamo.

Secondo le ricostruzioni di amici, Giulio potrebbe essere stato vittima di una "retata" preventiva della polizia nei pressi di piazza Tahrir e trattato come un presunto oppositore del regime, torturato e picchiato fino alla morte.

Se questa ipotesi fosse confermata, il governo Renzi non potrà cavarsela con la convocazione dell'ambasciatore egiziano e le scuse di rito. E' bene che tutti si rendano conto che gli affari con al Sisi sono macchiati del sangue di migliaia di oppositori e innocenti.  

 

il nuovo mistero del A321 russo

 

aggiornamento 8/11/2015: The Sunday Times riporta

Plane bombing mastermind unmasked as Egyptian cleric

"The group’s frontman, Abu Osama al-Masri, an Egyptian cleric, brokered a pact with Isis last year in Syria.

 

Whitehall officials confirmed this weekend that Masri is a “person of interest” and that Britain would help Egypt or Russia in a “kill or capture” mission. Such a move could involve the deployment of the SAS to Egypt"

http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/Terrorism/article1630319.ece

 __________________________________________

https://www.menoopiu.it/russia_A321_2015.mp4

Un nuovo mistero si aggiunge a quello, ormai risolto, della distruzione del A321 russo con 224 vittime innocenti.

Non ci sono più dubbi ormai che l'aereo è precipitato dopo un'esplosione a bordo, come menoopiu Blog aveva ipotizzato fin dal primo giorno.

Putin lo ha ammesso indirettamente, con la sospensione di tutti i voli civili sul Medio Oriente e sull'Egitto, mentre Al Sisi è rimasto unico e deriso a sostenere la tesi del guasto meccanico. Si scopre che nel luglio scorso il suo esercito nel Sinai per poco non abbatteva con un missile un aereo civile britannico.

Per il dittatore egiziano la morte dei 224 passeggeri causata dalla carente sicurezza dello scalo di Sharm el Sheikh è un rovescio politico-militare incredibile che ha azzerato in un colpo solo tutta la scenografia dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez.

Chiarite le cause del disastro, resta da sciogliere i dubbi su chi è stato: l'Isis è ovviamente il principale, se non unico, indiziato.

Ma resta un mistero il motivo della mancata rivendicazione da parte del gruppo terroristico legato allo Stato Islamico. Poche ore dopo la  notizia del disastro, una rivendicazione attribuiva all'Isis l'abbattimento, senza precisare i dettagli.

Il documento postato via Twitter si rivelava un falso.

Perché non c'è ancora una rivendicazione credibile ? 

Alcune spiegazioni : Assessing IS’ Claim of Responsibility for the Russian Plane Downing in Egypt

sono ancora ipotesi 

La sentenza Morsi suggella la nuova dittatura egiziana

___________________

C'era davvero bisogno di costruire un processo kafkiano e mandare a morte l'ex presidente egiziano Mohamed Morsi?, per decretare la fine del sistema egiziano, la primavera araba e tutto quello che ne era scaturito ?. Non erano bastate le repressioni di massa attuate dai militari di Al Sisi, contraltare di quelle messe in atto dai Fratelli Musulmani quando erano al potere ?

La condanna a morte di Mohamed Morsi sembra inutile e crudele, ma serve in realtà a riscrivere la storia dell'Egitto degli ultimi anni: la cacciata di Mubarak non è stata mai digerita dalle Forze Armate, che hanno considerato le elezioni e la vittoria di Morsi come un pretesto per dimostrare l'impraticabilità di qualsiasi soluzione democratica.

Morsi forse otterrà la grazia dal Gran Mufti, ma è necessaria una forte mobilitazione internazionale per bloccare la sentenza. Nessuno ha in simpatia le idee e i metodi dei Fratelli Musulmani, ma l'omicidio, chiunque sia a subirlo o commetterlo, è un atto odioso e criminale. Se a commetterlo è chi governa una nazione e chi lo subisce rappresenta istanze sociali, politiche o religiose, il potere diventa dittatura.

http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2015/05/trials-mohamed-morsi-150502064220435.html

 

Perchè l'Egitto esplode

http://dam.alarabiya.net/images/16698e84-ba91-48e8-b577-afa8f34d65ac/600/338/1?x=0&y=0

Perchè in Egitto è esplosa la guerra?

Perchè, dopo la caduta di Mubarak e la vittoria elettorale dei Fratelli Musulmani, le diplomazie internazionali non hanno capito quello che si andava delineando per il futuro del Paese ?

Perchè gli USA hanno pensato di poter utilizzare i metodi “tradizionali” della diplomazia militare per gestire un fenomeno sconosciuto, dalle conseguenze catastrofiche ?

Perchè nessuno si rende conto che la maggioranza del popolo egiziano è esasperata dalla povertà e dalle promesse e speranze negate?

Perchè il modello di uscita dalla crisi economica dei paesi occidentali fa ricadere sui paesi più poveri le conseguenze della crisi stessa?

L'eccidio contro i Fratelli Musulmani in Egitto darà una spinta inattesa all'islamismo integralista che era entrato in crisi in quasi tutto il mondo arabo.

Per l'Egitto la soluzione “algerina” - a cui ormai tutti guardano come il male minore -  non sarà né utile, nè facile né indolore. La guerra civile non finirà se l'economia non viene sostenuta da un accordo internazionale.

I tecnocrati del FMI e del G20 dovrebbero ben conoscere il valore economico della stabilità politica del Medio Oriente, ma finora non se ne sono preoccupati eccessivamente. Con l'esplosione della guerra civile, l'effetto boomerang sul prezzo del greggio e per le economie occidentali è assicurato.

In Egitto è l'ora degli occhiali scuri

Fattah Al Sisi

La situazione in Egitto diventa sempre più buia e ingarbugliata.

L'apparizione del capo dell'Esercito Fattah al-Sisi, che ha chiesto alla popolazione di svolgere manifestazioni a suo favore per 26 luglio, non è stata rassicurante.

Quando indossano gli occhiali scuri i militari sembrano tutti uguali. 

Fattah al-Sisi, che ha destituito Morsi, sfida i suoi ex compagni della Fratellanza Musulmana, sostenitori di Morsi e sfida anche i suoi ex sostenitori economici - gli Stati Uniti - che  hanno reagito revocando gli aiuti economici e le forniture d'armi all'Esercito egiziano.

Non si sa ancora come si comporteranno le forze politiche laiche che sostengono l'attuale inesistente governo: accetteranno la pesante entrata in scena dell'Esercito - che li protegge dalla minaccia integralista  - esponendosi ad un'alleanza pericolosa; oppure rifiuteranno di schierarsi e non raccoglieranno l'appello di al-Sisi. In tal caso i militari sarebbero "costretti" a formare un governo militare, con ripercussioni imprevedibili in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente.

La situazione è buia e i militari si mettono gli occhiali scuri ...