Banche, giornali e conflitti di interesse

salva banche - banca d'italia

Luigi Zingales è un economista, docente e collaboratore del Sole24Ore e di numerose pubblicazioni internazionali. Mi chiedo cosa gli può essere capitato da spingerlo a scrivere una analisi/denuncia sul condizionamento delle banche nei confronti dei giornali e, guarda caso, di quelli italiani in particolare. https://promarket.org/are-newspapers-captured-by-banks/

Zingales ipotizza che i giornali sono condizionati dalle banche a causa delle pessime condizioni economiche in cui versano e dalla necessità di chiedere/utilizzare sempre più prestiti dalle banche.

Secondo l'economista il rapporto di sudditanza dei mass media è tanto più forte quanto il debito complessivo verso le grandi banche, e coinvolge maggiormente i grandi gruppi editoriali, esposti direttamente o indirettamente (quando l'editore è indebitato con le banche anche per le aziende non media)

Analizza due casi, quello del decreto di trasformazione delle Banche popolari (2015) e quello recente del fondo Atlante, inventato per acquistare i crediti in sofferenza del sistema bancario, liberandolo dsal peso di decine di miliardi di euro.

In entrambi i casi i giornali hanno evitato o addomesticato le analisi tecniche dei provvedimenti, sostenendo di fatto gli interessi delle banche coinvolte.

How can this occur? While it is plausible that banks can put some pressure on newspapers’ editors, it is hard to imagine that any serious journalist would change her opinion according to what the editor says. Yet, capture can be obtained in much more subtle ways. 

The most pervasive way is capture by sources. Often journalists are not experts on the topic they write about and thus they rely on the opinions of sources, whether they admit it explicitly or not. When the usual sources are all on one side of an issue, the newspapers will inevitably follow that bias. This possibility, however, cannot explain the difference between Italian newspapers and foreign ones. If anything, foreign correspondents have to rely more on sources, because they are less knowledgeable of the Italian situation. But they appear less biased. 

The second possibility is that newspapers’ editors select the opinion to publish under explicit or implicit pressure from banks. To explore this possibility I look at the main Italian newspaper, which is also one of the more indebted ones: Il Corriere della Sera. I find that two regular economic commentators expressed negative opinions about the Atlante Fund elsewhere (in a foreign newspaper and in an online magazine) but did not publish any article in Il Corriere della Sera on the issue of the Atlante fund. This is consistent with the newspaper selecting commentators to write about an issue in order to project a pro-bank spin. 

 

La conclusione a cui arriva Zingales è molto chiara e dura: 

The data are clearly too limited to draw a strong conclusion. Yet, there is some circumstantial evidence that Italian newspapers are captured by banks, enough to call into question the Panglossian view of the media shared by most people in the economic profession, and enough to call for an investigation by the Italian antitrust authority.

Ai casi esaminati da Zingales, aggiungerei anche quello della truffa "salvabanche" e in particolare dell'inchiesta sui vertici di Banca Etruria, delle responsabilità di Banca d'Italia e Consob. Anche in questo caso, che ha avuto un risvolto sociale e politico di enorme rilievo, i giornali principali si sono mostrati cauti oltremisura, a rimorchio delle indagini ufficiali, e soprattutto cercando di spegnere l'incendio attorno al "sistema" banche, comprese le istituzioni di vigilanza. 

Il caso di Banca Etruria ha messo in evidenza la sudditanza di molta parte della stampa - di qualsiasi orientamento - di fronte al rischio "sistemico" rappresentato dal "discreditare" oltremodo le banche e i banchieri.

Molti particolari sfuggono al lettore comune, ma per chi conosce il sistema, bancario, le implicazioni e i risvolti politici, basta poco per accorgersi della sudditanza degli editori ai diktat che vengono da chi ha i cordoni della borsa. Si enfatizza la "scoperta" da parte del commissario di Banca d'Italia di 100 milioni di fido elargiti agli amici dei vertici di Banca Etruria, ma si omette dal dire che era impossibile non accorgersene e semmai il vero quesito è perché non sia andato subito dal magistrato.

Quando si parla di banche, il giornalismo di inchiesta è sempre in vacanza.

BANCHE e onde gravitazionali

Cosa hanno in comune le banche europee e le onde gravitazionali previste da Einstein ? Entrambe hanno a che fare con i BUCHI NERI.

Ma mentre nel caso delle onde gravitazionali Einstein le aveva previste senza avere strumenti di rilevazione, per le banche europee la BCE ha fallito ogni previsione, tanto che negli stress test dello scorso anno non si era accorta degli enormi buchi neri di Deutsche Bank o Credit Suisse.

SUBPRIME alla Padoan

La soluzione alla crisi delle banche italiane non sarà una bad bank ma una "cartolarizzazione assistita" dalla garanzia dello Stato Italiano (cioè dei cittadini contribuenti).

La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria per impacchettare asset tossici (come i crediti in sofferenza delle banche) e rivenderli a qualcun altro sotto forma di titoli obbligazionari che pagano cedole. Se gli asset sottostanti sono crediti di difficile solvibilità, vengono definiti "subprime", perchè hanno un valore inferiore. Dalle ipotesi filtrate sembrerebbe che la proposta di Padoan sarebbe di offrire a questi titoli la garanzia dello Stato  nel caso in cui l'emittente dovesse fallire (come la storia dei subprime ha dimostrato). In tal modo verrebbero aggirati gli ostacoli relativi al divieto di aiuti di Stato e alla mancanza di copertura del bilancio pubblico.

Anche le controindicazioni legate al prezzo / costo dell'operazione sembrano superate. Si tratterà di un buon regalo alle banche che con un piccolo sforzo - un aumento di capitale da far pagare agli azionisti pensionati - si apriranno la porta per fare molti profitti nei prossimi anni, grazie alla possibilità di fare nuovi prestiti senza troppo preoccuparsi della loro qualità.

Per un paio d'anni ci sarà da fare tutti felici: banchieri, speculatori, risparmiatori e governo. Quest'ultimo in particolare avrà il vento in poppa verso le elezioni del 2018 grazie al giro di denari creato dai vecchi e nuovi debiti. Poi, tra due - tre anni - qualcuno (i risparmiatori) si accorgerà che sotto la vernice c'è la solita spazzatura, ma sarà troppo tardi. 

Nel frattempo qualcuno (banchieri/speculatori) avrà fatto molti guadagni e li avrà messi al sicuro, ma non dite di averlo visto a cena con Renzi o con la Boschi.

 

Renzi il piccolo fiorentino

Anche un mese fa sosteneva che le banche italiane erano solide: quando Renzi parla di banche, truffa ci cova.

 

intervista di Renzi al Sole24ore del 21 gennaio 2016 che riporta la data del 21 gennaio 2015.

Renzi ha imbrogliato anche sulla data dell'intervista al Sole 24 Ore.

L'unica cosa interessante che ha detto è che sta cercando un acquirente per Montepaschi, ovviamente tra i suoi amici. Il titolo in Borsa è schizzato, dopo le pesanti perdite dei giorni precedenti. In altri tempi si sarebbe ipotizzata una manovra speculativa. Tra il governo  Renzi e le banche c'è feeling.

 

https://www.menoopiu.it/post/Il-piccolo-sbruffone-fiorentino

LAUDATO SI', quello che la politica non sa dire

laudato SI'

http://kids.britannica.com/comptons/art-109541/Garbage-completely-covers-the-surface-of-this-river-in-Jakarta  Jurnasyanto Sukarno—epa/Corbis

 

Alcuni dei passaggi dell'enciclica di Papa Francesco potrebbero essere facilmente copiati ed inseriti in un programma politico elettorale.
Quanti voti prenderebbe quel partito che si presentasse con un simile manifesto contro "Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione" e a favore di "una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti." ?

La risposta è scontata.
Il testo del capitolo più "radicale" dell'enciclica.  https://www.menoopiu.it/page/LAUDATO-SI          

 

Le banche favoriscono la disonestà

Un esperimento svolto da alcuni ricercatori dell'Università di Zurigo dimostrerebbe quello che la gente comune pensa da centinaia di anni. La cultura d'impresa del sistema bancario favorisce i comportamenti disonesti, anche se i dipendenti delle banche non sarebbero di per sé più disonesti di quelli di altri settori.

http://www.mediadesk.uzh.ch/articles/2014/unternehmenskultur-in-der-bankenindustrie-beguenstigt-unehrliches-verhalten_en.html

 

25 banche hanno bisogno disperato dei vostri soldi

La BCE di Mario Draghi ha pubblicato gli stress test su 130 banche europee di cui almeno 25 hanno bisogno (o hanno avuto bisogno) di denaro per adeguare il proprio capitale per evitare il fallimento.

Gran parte dei soldi arriveranno da risparmiatori più o meno consapevoli dei rischi a cui vanno incontro. Ma a rassicurarli ci penserà Draghi con l'iniezione di liquidità a costo zero in cambio dei titoli garantiti dalle banche stesse. In realtà la BCE sta cercando di convincere i governi nazionali ad accollarsi le garanzie a favore delle banche bisognose di capitali. Montepaschi e Carige hanno fiducia in Renzi.

Gli stress test pubblicati dalla BCE tranquillizzano i mercati finanziari: basteranno appena 10 miliardi di euro per scacciare le preoccupazioni sullo stato di salute delle banche. 

Questo è quello che verrà riportato dai mass media. In realtà gli stress test fanno trapelare la necessità di trovare almeno altri 170 miliardi di euro entro 12 mesi per coprire una parte - la più evidente - dei crediti deteriorati delle banche. 

Le verità si dicono a puntate, come del resto è avvenuto negli ultimi 5 anni di ottimistiche previsioni e di puntuali smentite. Arrivederci ai prossimi stress test.