Post Brexit, in Austria una scelta di civiltà

Hanno fatto bene i giudici austriaci ad annullare i risultati delle elezioni presidenziali che avevano dato la vittoria al Verde Van Der Bellen sull'estrema destra di Hofer per pochi ma truffaldini voti ?

Oppure avrebbero fatto meglio a chiudere un occhio, vista la posta in gioco per l'Austria e l'Unione Europea ?
La Corte Costituzionale non ha avuto dubbi: meglio andare di nuovo a votare, con la quasi certezza che vincerà Hofer, piuttosto che lasciare dubbi e ombre sul sistema democratico, in un momento storico così importante.
"Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La sentenza deve rafforzare il nostro stato di diritto", ha detto il presidente della Corte costituzionale Gehrart Holzinger prima di leggere il dispositivo con cui è stato accolto il ricorso dell'estrema destra.
Una scelta lungimirante di civiltà, nel pieno della polemica sul referendum in Gran Bretagna che secondo molti NON doveva esserci, perchè il popolo non sempre ha il diritto e la capacità di scegliere secondo "ragione".

Un'altra tegola per gli eurotecnocrati, che adesso dovranno fare i conti anche con il pericolo OXIT (Osterreiche exit)

Post Brexit, Bernie Sanders suona la sveglia negli USA

La retorica della stampa progressista italiana spiega il Brexit con il conflitto tra i giovani filo-europeisti e i vecchi nostalgici che vogliono tornare indietro.

Provate a dirlo ad un giovane diplomato, laureato e disoccupato a cui viene proposto di lavorare per 3 euro l'ora o 400 euro al mese. Negli Stati Uniti non se la passano molto meglio e il contagio Brexit peserà sulle prossime elezioni presidenziali, come denuncia Bernie Sanders, il più votato dai giovani americani.

"Surprise, surprise. Workers in Britain, many of whom have seen a decline in their standard of living while the very rich in their country have become much richer, have turned their backs on the European Union and a globalized economy that is failing them and their children"
http://www.commondreams.org/news/2016/06/28/wake-democrats-warns-sanders-populist-unrest-cannot-be-ignored
Citing troubling metrics of massive income and wealth inequality both in the U.S. and around the globe, Sanders said the xenophobia and regressiveness represented by the rise of Donald Trump within the Republican Party and Friday's vote in favor of Brexit in the UK is the result of increasing numbers of people around the world who recognize that the economic system is designed to disproportionately benefit the rich and powerful, not them.

Post BREXIT resurgo la truffa salvabanche

Non bisognava essere particolarmente informati per immaginare cosa Renzi andava a discutere con Hollande e Merkel dopo il voto pro Brexit

 

soldi, soldi all'Italia per sostenere il governo e le banche entrambi minacciati dall'ondata populista, soldi da far apparire miracolosamente dal nulla e farli scomparire dal debito pubblico, e riapparire nei bilanci delle banche.

Dietro lo scudo dell'europaura, i responsabili del disastro si accingono a farsi applaudire ed incensare come salvatori delle patrie, mentre dietro le quinte regolano i conti rimasti in sospeso. L'Italia ne ha diversi, e primo tra tutti il conto delle banche decotte e saccheggiate, sommerse da 360 miliardi di euro di prestiti andati in fumo (e qualcuno nelle tasche di amici).

Grazie al Brexit, sarà possibile fare con Banca Popolare di Vicenza o Veneto Banca quello che per motivi tecnici non si era potuto con Banca Etruria: salvare banche e banchieri senza troppi fronzoli, senza che lo si dica, senza che nessuno se ne accorga, anche tra i risparmiatori.

Ma il conto chi lo paga ?

E qui entrano in gioco i prestigiatori della finanza, i creatori di Panama Papers, gli inventori di "teste di legno" che fanno girare i soldi facendone perdere tracce e provenienze.

I soldi non necessariamente devono essere "veri", cioè esistere ed essere nelle disponibilità di qualcuno: c'è la BCE che li stampa per chi ne faccia motivata richiesta.

la nuova truffa salvabanche funzionerà così: un soggetto parapubblico (CDP o equivalente) si compra con 40 o 50 miliardi i crediti in sofferenza delle banche, non con il proprio denaro ma emettendo obbligazioni che vengono acquistate dalla BCE, la quale ovviamente non ha quel denaro ma può "stamparlo" cioè farlo figuare nel proprio bilancio come "prestito" concesso a CDP a fronte delle obbligazioni emesse.

La forma è salva, come le banche, perchè il debito pubblico non aumenta, nonc'è intervento dello Stato (se non con qualche marginale garanzia), la proprietà delle banche resta nelle "mani amiche" di un ente controllato dal potere politico, i risparmiatori non vengono penalizzati, anzi vengono "salvati".

Renzi ha già pronti gli slogan da agitare nella campagna referendaria di ottobre. Ci sono dettagli" tecnici" da mettere a punto e ostacoli legali da rimuovere, ma nell'emergenza tutto sarà consentito, tanto ormai nessuno se ne accorge. Poi tra qualche anno verrà presentato il conto ai soliti imbecilli.

Lo schema potrà essere ripetuto anche in Germania, in Francia o in Spagna, laddove qualche banca ( o tante) ne avessero bisogno. Sarebbe lecito chiedersi : "ma la BCE nel 2015 non aveva fatto gli stress test alle banche europee per verificare se erano in grado di superare una turbolenza molto forte ?" ed eventualmente apportare dei correttivi ? O gli stress test della BCE erano una bufala o chi li ha fatti aveva altri scopi.

Ma intanto post BREXIT resurgo.

https://www.menoopiu.it/post/Renzi-salva-banche-la-truffa-si-complica1

 

Uscire da questa Europa si può, anzi si deve

L'Europa è esplosa come una pentola a pressione, alla quale negli ultimi anni hanno cercato di impedire qualsiasi sfiato, senza spegnere il fuoco sottostante. Pensavano che la pentola reggesse all'infinito e invece è esplosa nel modo più imprevedibile. Lo spettro di una nuova Europa si aggira per l'Europa.

In sintesi è questo quello che è accaduto con il Brexit, ed è per questo che non ci si può meravigliare del voto inglese.
La troika e i governi dell'eurozona lo scorso anno avevano "comprato" il referendum greco con pochi spiccioli, pensando di aver chiuso il buco della pentola, senza spegnere il fuoco.
E convinti della efficacia del loro modello o forse costretti a reiterarlo grazie alle rassicurazioni monetarie della BCE di Draghi whateverittakes hanno replicato con la Francia dove i giovani bruciano le piazze e il governo pensa di abolire il Parlamento...
la Spagna va al voto domenica per la seconda volta in sei mesi, in un clima ancora più incerto.
La Germania viene spiazzata nella sua strategia del doppio binario, fare finta di guardare all'Europa per coltivare i propri interessi.
L'Italia è andata già a bussare cassa: Renzi ha chiesto di poter aumentare il debito pubblico per trovare i soldi con cui fare un pò di regali prima del referendum di ottobre.

La pentola è scoppiata nel Regno Unito, dove la City di Londra ha rappresentato il cuore della speculazione finanziaria - scandalo Libor, manipolazione delle valute e dell'oro, vendita di prodotti finanziari tossici - il simbolo dell'impunito potere bancario internazionale.

Casa Europa crolla sotto il peso delle diseguaglianze e delle oppressioni, delle illusioni e delle bugie.
Fanno finta di stare calmi, ma Merkel, Junker, Draghi e Hollande sono nel panico.

Tutti promettono cambiamenti, per salvare l'Europa dalla disgregazione, ma le contraddizioni degli ultimi 15 anni non si cancellano in pochi mesi e non potrà farlo chi le ha generate.
Uscire da questa Europa si può, anzi si deve. Lo spettro di una nuova Europa si aggira per l'Europa.

 

Incredibile vittoria di LEAVE, i tecnocrati nel panico, i governi europei non sanno cosa fare, gli inglesi non consentono a Cameron di fare il tsipras e lo licenziano

Ribaltando ogni previsione e manipolazione il voto del BREXIT prevale 52 a 48 nel referendum in Gran Bretagna.

CAMERON si dimette, le BORSE si sgonfiano, e in Europa inizia la BREXIT LIBERATUTTI corsa al referendum

 

Il voto inglese, con l'eccezione di Londra, ha travolto ogni dubbio sulla permanenza o meno nell'Unione Europea. Tutti i governi al potere, ad iniziare da Cameron, escono sconfitti dal voto popolare. Qualcuno pensa ad una soluzione stile Tsipras, cioè rinnegare l'esito del referendum e rinegoziare la permanenza in EU, ma gli inglesi non sono i greci e il prezzo del voltafaccia sarebbe troppo alto anche per le casse della regina.

Perchè il fronte Brexit perderà il referendum

Dopo l'assassinio di Jo Cox le probabilità di vittoria del fronte BREXIT si sono ridotte a meno del 15%.

 Senza dubbio l'onda emotiva seguita all'uccisione della deputata laburista per mano del terroristaneonazistasquilibrato Thomas Mair ha convinto buona parte degli indecisi (che prima del 16 giugno erano circa il 15%) a schierarsi per il "remain" e una parte del brexit a cambiare fronte.
Come certamente avranno un peso sull'esito finale gli ultimi "colpi di paura" sparati da sedicenti economisti, banchieri, affaristi e tecnocrati di ogni estrazione e nazione sulle conseguenze catastrofiche che l'uscita della Gran Bretagna dalla UE avrebbe sull'economia britannica e mondiale.
Ma alla fine dei conti il vero motivo che sta dietro la sconfitta del brexit va ricercato nella composizione politica e nelle idee di chi lo sostiene. Un fronte troppo caratterizzato da conservatori e nostalgici e molto poco da chi aspira all'autonomia da Bruxelles per scelta di libertà dalle imposizioni tecnocratiche, per valori di comunità e identità ma senza alzare muri, per convenienza economica ma senza rinunciare alla solidarietà.
Il partito laburista di Corbyn, dopo una fase di interrogativi e incertezze, ha scelto di scomparire dalla battaglia referendaria, con poche eccezioni a favore del "leave", appiattendosi e nascondendosi dietro il governo Cameron e il partito conservatore, che di fatto ha occupato tutta la scena pro e contro il Brexit. Il neo leader non è andato oltre una generica affermazione che la UE "non è democratica, ma non possiamo lasciarla".
Sulla scelta di Corbyn hanno influito le pressioni della componente blairista del Labour e l'orientamento dominante a livello europeo di tutte le componenti socialdemocratiche, nettamente immerse nel modello tecnocratico di sviluppo e incapaci di declinare i valori tradizionali con le nuove tensioni sociali, come ha dimostrato la recente sconfitta elettorale. 

Anche gli scozzesi di Nicolas Sturgeon si sono divisi, con la maggoranza dell'apparato a favore di un generico remain che a molti è risultato indigeribile e machiavellico.

La sera del 23 giugno Cameron riceverà le congratulazioni di Obama e Tsipras, Lagarde e Junker, Draghi, Merkel,Hollande, Erdogan, Soros e via dicendo. Anche i veri padroni di Londra, arabi, russi, cinesi e kazaki potranno riaprire le bottiglie di champagne. Chissà se qualcuno si ricorderà di ringraziare anche Jeremy Corbin ?

Se qualcuno avesse programmato l'omicidio di Jo Cox ...

Archiviato l'atto formale di incriminazione di Thomas Mair per l'assassinio della deputata laburista Jo Cox. L'autore del folle gesto si è di fatto dichiarato "prigioniero politico", rispondendo alle domande di rito con "My name is death to traitors, freedom to Britain".

 


Non ci sono dubbi sulla colpevolezza di Mair, catturato al termine dell'agguato, nè sul movente, l'odio per chi, come la Cox, rappresenta l'impegno a favore dei rifugiati, degli immigrati e per l'integrazione della Gran Bretagna all'Europa.
Thomas Mair è uscito dalla sua casa di Birstall nel primo pomeriggio del 16 giugno con l'intento di uccidere. Sapeva dove trovare Jo Cox, le cui attività politiche sul territorio si svolgevano senza misure di sicurezza. Ha ucciso con tre colpi sparati da una pistola autocostruita e 7 pugnalate, gridando "Britain first" e ha ferito un cittadino accorso per difendere Jo. Poi si è dato alla fuga a piedi e dopo pochi minuti è stato arrestato. Nessuno ha visto eventuali complici di Mair, che quindi avrebbe condotto l'azione in perfetta solitudine.
Un "lupo solitario" che in quaranta anni di vita trascorsi a Birstall si era fatto notare solo per aver sgridato qualche volta i ragazzi che andavano a giocare sotto la sua casa. Thomas Mair non è mai riuscito a trovare un lavoro fisso, niente relazioni umane, scambiava qualche parola con le signore del vicinato che ogni tanto gli commissionavano lavori in giardino. Il suo periodo più felice sembra che lo abbia trascorso dieci anni fa in una comunità terapeutica.
Nessuno a Birstall era a conoscenza delle sue relazioni pericolose con i gruppi razzisti e neonazisti di oltreManica.


Thomas Mair, alleged killer of British MP Jo Cox, was a longtime supporter of the neo-Nazi National Alliance.
According to records obtained by the Southern Poverty Law Center Mair was a dedicated supporter of the National Alliance (NA), the once premier neo-Nazi organization in the United States, for decades. Mair purchased a manual from the NA in 1999 that included instructions on how to build a pistol
Mair, who resides in what is described as a semi-detached house on the Fieldhead Estate in Birstall, sent just over $620 to the NA, according to invoices for goods purchased from National Vanguard Books, the NA’s printing imprint. Mair purchased subscriptions for periodicals published by the imprint and he bought works that instruct readers on the “Chemistry of Powder & Explosives,” “Incendiaries,” and a work called “Improvised Munitions Handbook." Under “Section III, No. 9” (page 125) of that handbook, there are detailed instructions for constructing a “Pipe Pistol For .38 Caliber Ammunition” from components that can be purchased from nearly any hardware store.
The Daily Telegraph also reported that Mair was a subscriber to S. A. Patriot, a South African magazine published by White Rhino Club, a pro-apartheid group. The club describes that magazine’s editorial stance as opposed to “multi-cultural societies” and “expansionist Islam.” According to the Daily Telegraph, a January 2006 blog post attributed to the group described Mair as “one of the earliest subscribers and supporters of S. A. Patriot.”
https://www.splcenter.org/hatewatch/2016/06/16/alleged-killer-british-mp-was-longtime-supporter-neo-nazi-national-alliance


Le tracce dei contatti di Mair con l'estremismo neonazista si fermano a dieci anni fa.
Come se avesse covato i suoi rancori in attesa del grande evento, senza sapere quale, ma che certamente gli avrebbe consentito di mettere a frutto tutti quegli anni di oscura preparazione, in un momento storico denso di occasioni come questo: il dramma dell'immigrazione e la frattura con l'Europa.
Thomas Mair ha atteso quasi 20 anni per compiere il suo gesto folle.
Tutto lascerebbe pensare che sia stata una serie di coincidenze fatali a far intrecciare il suo destino con quello di Jo Cox, una settimana prima dell'avvenimento politico più importante e controverso nella storia recente della Gran Bretagna e del mondo intero. Oppure ha lucidamente scelto il momento (pochi giorni dal voto), la vittima (volto pulito e credibile di un nuovo Labour Party) e le circostanze per dare risalto al suo attentato, come dimostrano le sue parole "my name is death to traitors ..." alla prima udienza del processo.
Oppure è stato usato da qualcun altro. Qualcuno che lo aveva memorizzato nei propri archivi, ne aveva studiato le caratteristiche e deciso il potenziale utilizzo. Qualcuno molto più capace di Mair di cogliere le connessioni geopolitiche e la rilevanza strategica del voto del 23 giugno, qualcuno che ha scelto con cura sia la vittima che il carnefice e ha deciso di muoverlo come una pedina.
Non dovrebbe essere difficile risalire ai rapporti intrattenuti da Thomas Mair con la fauna del terrorismo neonazista. Il suo computer e il suo telefono conservano tutte le tracce dei suoi contatti. Ma non è detto che i suoi interlocutori siano i veri mandanti dell'omicidio di Jo Cox, anzi è probabile che siano il penultimo anello di una lunga catena.
Nessuno si meraviglierebbe più di tanto se si venisse a sapere che qualcuno di quelli che temono il crollo del sistema bancario e finanziario mondiale, e cioè il crollo delle proprie fortune economiche, in caso di uscita della Gran Bretagna dalla UE, si sia speso qualche briciola di ricchezza per mettere in moto una macchina omicida e condizionare il risultato del Brexit.

La verità non uscirà fuori prima del 23 giugno.

 

L'omicidio di Jo Cox mette fine al referendum su Brexit

 AGGIORNAMENTO: Minacciata, ma non protetta . La deputata laburista uccisa ieri a Birstall, vicino a Leeds, aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi. Un uomo - che non era Thomas Mair - era stato arrestato. Ma nonostante questa escalation di violenza (riferisce il Times), la valutazione delle misure di protezione per Jo Cox da parte della polizia era ancora in corso.

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La morte della deputata laburista Jo Cox per mano di uno strano squilibrato che avrebbe "firmato" l'omicidio al grido di "Britain First" (formazione di estrema destra favorevole al "leave" della Gran Bretagna dall'Europa) mette fine al referendum del 23 giugno, anche se girano voci di un rinvio.

L'assassino avrebbe sofferto di problemi di salute mentale. Le testimonianze sono ancora confuse e parziali, ma appare strana la dinamica dell'agguato che sarebbe durato dai 15 ai 20 minuti, e solo al termine la Cox sarebbe stata colpita da tre pallottole sparate da una pistola rudimentale, dopo essere stata accoltellata.

Poteva essere salvata, con un intervento tempestivo della polizia ?

L'impegno sociale e politico della Cox era esemplare, soprattutto in difesa dei profughi e degli immigrati, oltre che del "remain" al referendum del 23/6.

Un editoriale del Guardian : The idealism of Ms Cox was the very antithesis of such brutal cynicism. Honour her memory. Because the values and the commitment that she embodied are all that we have to keep barbarism at bay.

http://www.theguardian.com/commentisfree/2016/jun/16/the-guardian-view-on-jo-cox-an-attack-on-humanity-idealism-and-democracy

Che il referendum ormai sia avviato verso un esito scontato lo hanno capito subito i mercati finanziari di tutto il mondo, che pochi minuti dopo che la notizia dell'agguato al grido di "Britain First" era stata diffusa, hanno invertito la rotta e recuperato gran parte delle perdite che fino a quel momento registravano sulla base dei sondaggi che davano il "leave" in vantaggio su "remain".

Non è un mistero che i veri interessi che sarebbero colpiti da un'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sono quelli delle grandi banche e dell'alta finanza, piuttosto che quelli dei pensionati come vorrebbe far credere la propaganda di Cameron e dei burocrati di Bruxelles.

La morte di Jo Cox, come scrive il Guardian, dimostra che "the slide from civilisation to barbarism is shorter than we might like to imagine."

 

 

 

Effetto Raggi, in Europa nasce il problema Renzi

 Il secondo turno delle elezioni comunali in Italia si svolgerà 4 giorni prima del referendum in Gran Bretagna e a una settimana dalle ri-elezioni politiche in Spagna. 

Una vittoria della M5S Raggi a Roma e del centrodestra a Milano potrebbe influenzare anche gli altri due eventi successivi, e qualcuno in Europa propone di suonare l'allarme rosso nei prossimi giorni, per isolare o limitare il contagio della sconfitta di Renzi, per non far crescere ulteriormente il senso di impotenza che traspare dai vertici di Merkel, Hollande, Cameron, Junker e Draghi; ma le opinioni su come e cosa fare divergono. 

Una parte dei laburisti inglesi e in generale del gruppo socialista europeo propone di scendere in campo a fianco del governo italiano, cardine della tenuta dei tecnocrati in tutto il continente, magari con l'ennesimo appello contro la "minaccia dei populisti". Qualcuno obietta che una simile discesa in campo sarebbe poco efficace, o addirittura controproducente, vista la bassa considerazione che l'opinione pubblica ha delle istituzioni europee.

Un'altra parte vorrebbe non esporsi troppo in difesa delle sorti di Renzi, che due anni fa si pavoneggiava come il "più votato dei leader europei". La Merkel ha già il suo da fare e non pensa di farsi coinvolgere più di tanto, anche perchè il sostegno che Renzi cerca si traduce in altre concessioni ad allentare i cordoni della borsa per far scendere una pioggia di bonus prima del referendum di ottobre.

Una cosa è certa: il volto tranquillo di Virginia Raggi ha letteralmente squarciato le pagine dei mass media di tutto il mondo, assieme alla notizia della sua probabile elezione a sindaco di Roma. Gli spagnoli e gli inglesi che saranno chiamati al voto dopo il 19 giugno hanno potuto vedere che si tratta di una giovane che ispira simpatia e attenzione anzichè evocare favole e incubi sui "populisti euroscettici assatanati".

Anche per questo la battaglia di Roma non può essere confinata al "semplice voto amministrativo" come ha cercato e cerca di fare Renzi, il quale ora inizia a  diventare, lui sì, un problema grosso per l'Europa. Al prossimo vertice Junker gli chiederà : "Matteo, ma non ci avevi garantito che in Italia era tutto sotto controllo per i prossimi 10 anni?"