I minatori di Shuangyashan contro Xi Jinping

La rabbia dei minatori cinesi della Longmay Mining Holding Group, una delle principali aziende di estrazione del carbone in Cina, esplode a Shuangyashan, nella provincia di Heilongjiang.

I minatori non vengono pagati da molti mesi, sono al limite della sopportazione. 

Rappresentano una realtà storica dello "sviluppo" economico e sociale della Cina, che le autorità di governo hanno deciso di "riconvertire" con un metodo semplice: affamandoli,  negando diritti elementari e reprimendoli con l'uso della forza e della censura. Sono le vittime di una politica di sviluppo insensata, della corruzione e della commistione tra politici e affarismo. 

Da AFP : "I'm on my knees, my family can't eat," an elderly woman pleaded with a man who appeared to be a government official.

"Tell me, how can we live?" she shouted, before collapsing and being rushed away by fellow protesters.

The situation in Heilongjiang exemplifies the dilemma faced by Chinese authorities, who say they want to reform the world's second-largest economy and at the same time seek to avoid unrest.

 Le immagini della protesta dei minatori di Shuangyashan sono state censurate.

Menoopiù Blog è in grado di mostrarle.

4000 MORTI al giorno in Cina per le polveri di carbone

 

 

 

L'inquinamento atmosferico in Cina uccide 4000 individui al giorno  - l'equivalente di Napoli in un anno - in gran parte causato dalle polveri sottili PM2.5.

Le conseguenze più diffuse si riscontrano in decessi per infarto, malattie asmatiche, cancro. I morti per inquinamento sono il 17% di tutti i decessi (compresi quelli per limiti di età) e rappresentano una vera e propria emergenza globale, una strage silenziosa e crudele come denunciata dal video UNDER THE DOME.

Lo studio degli effetti delle polveri PM2.5 - in gran parte emesse dalla combustione del carbone per uso industriale e domestico - è stato condotto dalla Berkeley Earth e sarà pubblicato nelle prossime settimane.

Per quattro mesi nell'arco di oltre un anno i ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 1500 stazioni dislocate sul territorio cinese, elaborandoli con un modello implementato dalla World Health Organization per calcolare gli effetti patologici.

Le situazioni più gravi si riscontrano nel Nord Est - l'area di Pechino e la zona di Tianjin dove è avvenuta l'esplosione devastante di pochi giorni fa.

Oltre il 60% dell'energia prodotta in Cina deriva dalla combustione di carbone.

CIANURO DI SODIO a Tianjin

dopo l'esplosione dei depositi nel porto della città, sale a 85 il numero dei morti e oltre 700 feriti. Evacuata una zona di 10 km quadrati, ma l'ordine di evacuazione è ormai  tardivo.

Le autorità cinesi iniziano ad ammettere alcune verità: il deposito di sostanze (sconosciute) pericolose era in un'area non consentita dalle norme ma nessuno se ne era accorto !