Dopo Renzi, inizia la ricerca di un accordo PD-Berlusconi

Gli italiani hanno bocciato il tentativo di costruire un nuovo blocco di Potere basato sul narcisismo dinamico di Renzi e il continuismo dell'era Napolitano.

 

 

Dopo l'inequivocabile voto del 4/12 Renzi si dimette - come avrebbe potuto non farlo ? - da presidente del consiglio, ma resta segretario del partito di maggioranza nel parlamento, posizione che cercherà di sfruttare per provocare di fatto una paralisi istituzionale con la quale screditare le opposizioni - in particolare i 5 Stelle - per poi negoziare un accordo di potere con Berlusconi che eviti di qualche mese il necessario ricorso alle elezioni anticipate.

Mattarella è chiamato a scegliere tra due opzioni: assecondare il tentativo Renzi-Berlusconi di arrivare al voto non prima della fine del 2017, caricandosi di una responsabilità notevole rispetto ai desiderata espressi dal voto del 4 dicembre; oppure forzare il parlamento a votare una legge elettorale minima ma organica (Camera e Senato) per andare a votare prima dell'estate del 2017. Quale delle due scelte, lo si capirà da come e a chi darà l'incarico per la formazione del nuovo governo.

Il Movimento 5 Stelle è il vincitore principale del 4 dicembre: è stato suo l'apporto di voti maggiore al fronte del NO, e sulla scia della vittoria ha l'obbligo di indicare un'alternativa al tentativo di Renzi-Berlusconi di ritardare il voto. Senza però cadere nella trappola di utilizzare l'Italicum come scorciatoia per andare al potere.

La stampa di apparato - con il gruppo De Benedetti in testa - esce pesantemente sconfitto dal referendum. Il direttore di "Repubblica" dovrebbe dimettersi?

Anche Mario Draghi esce indebolito dalla sconfitta di Renzi: nell'immediato dopo-referendum ha dato ordini di comprare BTP e azioni delle banche italiane, per dare l'impressione che i mercati non temono la crisi italiana e che la vita (dell'euro) continua. Ma è solo un bluff, anche per lui la resa dei conti è vicina. Non può passare sotto silenzio il fatto che Renzi ha utilizzato il Quantitative Easing della BCE per aumentare il debito pubblico di altri 100 miliardi, quasi tutti spesi in mance elettorali, e che Draghi ha favorito oggettivamente il "moral hazard" di Renzi, permettendogli anche di rinviare le soluzioni possibili per le banche in crisi, Montepaschi in primis.

 

BAYER compra MONSANTO con i soldi di DRAGHI

Monsanto è la famigerata azienda americana che manipola e impone semi OGM in tutto il mondo; Bayer è il colosso tedesco che condisce con i suoi concimi e pesticidi le piante nate dai semi Monsanto. Entrambi sono attivi nel diffondere il cancerogeno "manontroppo" glifosato (diserbante).

I tedeschi pensano di chiudere il cerchio comprandosi l'azienda americana con più di 60 miliardi: sembrerebbe  un'operazione di tipica finanza industriale, come tante in tutti i paesi ed epoche, ma invece ...

 

 

Ma l'acquisto di Monsanto da parte di Bayer passerà alla storia per una importante novità: i soldi della transazione verranno forniti da una banca centrale, anziché dal mercato finanziario, e precisamente saranno sborsati dalla BCE di Mario Draghi grazie al suo QE, il programma di acquisto di titoli pubblici esteso anche alle obbligazioni di aziende di grandi dimensioni, come per l'appunto la Bayer.

Nel mondo finanziario di una volta le acquisizioni di aziende si facevano utilizzando i mezzi tradizionali del mercato: pochi o niente contanti, scambio di azioni proprie (magari facendole manipolare da qualche analista), prestiti da parte di banche d'affari internazionali (che lucravano sia sui prestiti che sulla consulenza e collocamento).

Ora c'è un sistema molto più semplice e vantaggioso: la Bayer farà un'emissione di obbligazioni con rendimento reale negativo (cioè i creditori dovranno dare soldi al debitore-Bayer anziché il contrario) che saranno vendute alla BCE e con il ricavato saranno pagati gli azionisti di Monsanto.

Se fossi un azionista dell'azienda americana non mi accontenterei dei miserabili  65 miliardi offerti dai tedeschi e chiederei a Draghi di stampare un po' più di soldi, tanto non costa nulla.

E inoltre, se qualcuno dell'antitrust europea o americana provasse a mettere in dubbio l'operazione per motivi di eccessiva concentrazione, monopolio o posizioni dominanti, si potrebbe chiedere a Draghi di parlare con i suoi amici di Bruxelles - ad esempio Junker - per fargli capire che le sorti dell'Europa, dell'euro e del benessere mondiale non possono piegarsi alle vecchie logiche del vecchio capitalismo. Ora c'è il dio QE che decide e domina nel mondo messo sottosopra dai banchieri

RENZI é a ZERO

Il PIL del secondo trimestre dell'Italia di Renzi resta fermo a zero, il debito pubblico supera ogni record.

Le previsioni sbagliate del governo dovrebbero avere come conseguenza una correzione profonda delle politiche economiche fin qui raccontate, che invece non ci sarà.

Renzi ha già iniziato a cercare scuse: Brexit, terrorismo, calo petrolio, migranti ecc.

Gli ostacoli alla "crescita" sarebbero stati superiori agli sforzi del governo (e di Draghi) tali da annullarne gli effetti.

Con questi dati del PIL (che nel terzo trimestre potrebbero addirittura peggiorare) Renzi dovrà spostare ulteriormente la data del referendum costituzionale a non prima del 2018 ... 

Ma come è stato possibile sbagliare così clamorosamente le previsioni economiche ? è sempre colpa di qualche accidente imprevedibile ? perchè Francia e Italia sono ferme e la Spagna cresce ? forse perchè da otto mesi non ha un governo ? chiedetelo a Draghi e al suo QE.

Qualche economista comincia a dubitare di ciò che fanno i banchieri centrali: Roberto Sommella (Direttore Relazioni Esterne Antitrust, fondatore de La Nuova Europa) scrive:

I tassi zero stanno ingrippando il motore dell'economia

 

 

 Muovendosi lungo l'asse delle ascisse (tassi verso zero) l'inflazione decresce, e con essa anche il PIL soprattutto nei paesi con un alto debito pubblico e bassa produttività come l'Italia e il Giappone, con la differenza che il primo resta ingabbiato dall'euro mentre il secondo sopravvive svalutando pesantemente lo yen.

 

Anche il New York Times - giornale notoriamente keynesiano e krugmaniano - è costretto a constatare che le manovre di Draghi sono deludenti e pericolose : 

What Two Years of Negative Interest Rates in Europe Tell Us

It hasn’t worked very well. As many experts predicted at the time, the policy has had only a modest impact on growth. It is also increasingly clear that pushing rates down further wouldn’t help much and could, in fact, increase risks to the global financial system.

 

 

 

Crisi Monte dei Paschi anticamera della crisi del governo Renzi ?

I miliardi finora messi sul piatto della crisi del Monte dei Paschi di Siena non sono bastati, anzi sono evaporati . Ne servono ancora altri, tanti, troppi, per evitare il fallimento della banca senese con le pesanti ricadute sul già traballante governo italiano, magari proprio prima del referendum di ottobre.

E' l'ulteriore macigno di una vicenda che da 10 anni corre parallela al sistema di potere politico e finanziario, dopo l'acquisto dell'Antonveneta, i derivati nascosti, la gestione clientelare dei crediti e la montagna di sofferenze, i personaggi che l'hanno gestita e la morte misteriosa di un suo dirigente ...
Il Montepaschi è stato il crocevia di tanti e diversi percorsi di potere.
Uno dei quali chiama in causa le istituzioni europee, con Draghi al vertice della BCE dopo essere stato governatore della Banca d'Italia che "vigilava" sulla banca di Siena.
Una settimana prima del referendum su Brexit, la BCE recapita a Siena una lettera in cui gli si chiede di monetizzare entro il 2017 almeno metà dei quasi 50 miliardi di sofferenze accumulate. L'operazione deve servire a ricapitalizzare la banca, perchè è ormai chiaro che nessuno è più disposto a mettere soldi dentro MPS. Quindi l'unica soluzione, prima del fallimento è di vendere i crediti inesigibili. Ma non è così facile e la BCE lo sa benissimo.
Cedere le sofferenze iscritte a bilancio con percentuale di recupero del 40-50% contro un mercato che è disposto a pagarne 15, massimo 20, significa accusare una perdita secca di trenta punti percentuali, cioè 10-15 miliardi che qualcuno deve trovare per salvare MPS.
Nessuno è disposto ad una follia del genere, a meno che non riceva qualcosa di molto importante in cambio. Cosa e chi può garantire il salvatore del montepaschi ?
Il potere politico e quello finanziario, uniti in un patto d'acciaio.
Prima 15, poi 40, le ultime cifre indicano in 150 i miliardi necessari per salvare le banche italiane.
A questo punto, con l'aggravarsi della situazione del MPS, è chiaro che il problema non è più tecnico-finanziario ma politico e chiama in causa tutti coloro che da 10 anni ad oggi hanno gestito, e continuano a gestire, la crisi della banca nascondendone la reale portata, distruttiva per il sistema politico italiano.

 

http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-07-04/monte-paschi-leads-italy-banks-lower-amid-fresh-capital-worries
Cited by Bloomberg, Vincenzo Longo, a strategist at IG Markets in Milan said that selling such a large stock of soured loans “could lead the bank to seek additional capital that investors are not available to provide. The government’s moves to seek easier rules to support Italian banks underscores the difficulty of the weakest ones, adding pressure to the industry.”

Italian Prime Minister Matteo Renzi is weighing injecting capital into the nation’s banks after Britain’s vote to leave the European Union jolted stock markets, aggravating the decline in Italy’s lenders. The plan has drawn opposition from Germany and is pitting Renzi against the EU amid concern government funding would violate the region’s state-aid rules.

Monte Paschi, which has dropped 70% this year, has sold 2 billion euros of bad loans since 2015, toward a goal of 5.5 billion euros in such disposals by 2018. Chief Executive Officer Fabrizio Viola said in May that he is considering accelerating the effort. Clearly, the ECB's insistence that the bank offload more than €9 billion over this time period is not doing well with the company's shareholders, as well as those of other Italian banks who are looking at Italy's bad debt load of €360 billion and wondering who is next.

Ma perchè la BCE, che per diversi anni aveva fatto solo qualche "sussurro" sulla crisi delle banche italiane, all'improvviso decide di mettere nero su bianco un ordine tanto perentorio quanto difficile da eseguire ?
La risposta è nello scontro di potere che attraversa la BCE fin dalla nomina di Draghi ma accentuatosi in modo esponenziale dopo la decisione di whateverittakes di imporre tassi negativi ai bond gevernativi e aumentare l'immssione di liquidità nel sistema, iniziative che non solo non hanno portato a significativi miglioramenti nell'economia reale, ma hanno anche messo in tensione il mondo delle banche e delle assicurazioni, penalizzate dal dover tenere in bilancio centinaia di miliardi di titoli che rendono meno di zero e presentano rischi sempre più elevati e quindi richiedono maggiori coperture di capitale, cioè soldi veri.
Proprio quello che scarseggia in tutta Europa ma in particolare in Italia e nel Monte dei Paschi di Siena.

Mario Draghi è sotto pressione e molti iniziano a ricordarsi che la crisi del Monte dei Paschi ha avuto origine quando in Banca d'Italia c'era lui a dare priorità e indicazioni, e che forse l'andazzo di Siena sia stato sottovalutato.
Per non dare fiato alle voci, la BCE accelera le richieste alle banche italiane e al MPS in particolare e gli dà l'ultimatum sulla vendita delle sofferenze.
Entro luglio ci saranno i risultati dei nuovi stress test dell'EBA e il Monte Paschi ne uscirà più che stressato (molto più dei precedenti test, chissà perché). La BCE è stata ovviamente preavvisata e per non fare la parte di chi interviene sempre in ritardo ha mandato (e pubblicizzato) la lettera al Monte dei Paschi, negli stessi giorni in cui Renzi chiedeva soldi, Merkel non li concedeva e Junker suggeriva di come farli uscire dal cilindro, cioè dalle tasche dei contribuenti, e Schauble per tutta risposta ha annunciato il licenziamento di Junker.
Renzi se la prende con Draghi

Italian Prime Minister Matteo Renzi criticized European Central Bank Governor Mario Draghi for not having done more to resolve Italy's banking woes when he held a key Treasury job in Rome in the 1990s.

Renzi's rare public criticism of Draghi came on the day Italy's third-largest lender, Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI), said that the ECB had asked it to cut its bad debts by 40 percent within three years, heaping more pressure on Rome to stabilize its banking system.

Se questo non è scontro di potere ... sulle ceneri dell'Unione Europea.
Qualcuno almeno avvisi i 60.000 risparmiatori che hanno investito nelle azioni e nelle obbligazioni subordinate di MPS.

Grazie a Draghi il denaro fugge via dall'Italia

Un recente studio di Marcello Minenna dimostra che il denaro stampato dalla BCE di Draghi negli ultimi anni non è stato utilizzato per far crescere l'economia reale e l'occupazione 

 

ma è andato ad ingrossare i bilanci delle società finanziarie del centro-nord europa, Lussemburgo in testa. Nei primi 4 mesi del 2016 dall'Italia sono usciti 180 miliardi di euro!!

La favola di Draghi, che promuove crescita e sviluppo con i tassi negativi e l'acquisto di titoli di debito degli Stati e di grandi aziende, non incanta nessuno: la disoccupazione non cala, i consumatori non consumano, il denaro stampato finisce nei portafogli dei ricchi che lo investono nelle piazze finanziarie più speculative e incentiva l'aumento dei debiti di chi è già molto indebitato.

As of the beginning of 2016, over € 180 billion has shifted from Italy towards mutual funds located in Luxembourg, Netherlands and Germany. Only 20% of them can be traced back to Italian entities (i.e. round trip funds). The hunt for yield in a unprecedently low-interest-rate environment can only explain part of this sustained capital flight towards Northern Europe. Subtle but persistent redenomination risk (the risk that a euro asset will be redenominated into a devalued legacy currency after a partial or total Euro break-up) affecting Italian assets. Moreover, the fear of adverse effects of the bail-in regulation that came into effect in January 2016 may have had a meaningful role in explaining this massive portfolio readjustment by the private non-banking sector.

 The ECB T-LTROs and the QE efforts are fueling significant outflows toward the core countries, driven by the non-banking sector. 

 Marcello Minenna http://soberlook.com/2016/05/disentangling-nature-of-italys-capital.html

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 New money flows (TLTROs loans and revenues from the selling of government bonds) reached Eurozone banks but only partially were employed to increase the exposure on national government bonds. A new source of capital flows has emerged and become the primary driver of Italy Target2 negative net balance: a shift in Italy’s private non-banking sector from government and banking bonds to foreign shares and mutual funds.  Looking closer at Figure 6, one can infer that the Target2 net balance (blue line) was only affected by the sell-off and the subsequent repurchase of Italian government bonds (green line) until June 2014. Afterward, foreign investment by the non-banking sector (red line) played a larger role in dragging down the Target2 balance.

L'incubo di Draghi si chiama Kuroda

Mentre gli opinionisti commentano l'ultima intervista di Mario Draghi alla Bild cercando di interpretarne le implicazioni nello scontro con il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, la vera minaccia alla credibilità della BCE viene dal Giappone.salva banche what ever it takes

Il collega giapponese  di Draghi, Haruhiko Kuroda, ha toccato con mano cosa significa fare promesse e non mantenerle, in particolare quelle che interessano gli squali finanziari assetati di "manovre" che gli permettano di speculare su tutto.

E' bastato che Kuroda lasciasse immutato il quadro di misure monetarie - già oltre livelli mai visti - e i "mercati" delusi dalla mancata pioggia di denaro lo hanno messo sotto pressione.

Non c'è più nessuno tra gli analisti economici che dubiti della incompetenza del giapponese, che da tre anni promette -  a suon di trilioni di dollari - di risolvere la crisi deflattiva senza riuscirci. Non ci crede più nemmeno il suo padrino Abe, che ora dovrà sostituirlo con qualcuno meno imbarazzante.  

L'ultima trovata di Kuroda era stata quella di copiare Mario Draghi con i tassi negativi sui depositi (chi risparmia deve pagare chi si indebita) ma tutto continua come prima. 

Per un banchiere centrale è come ricevere una lettera di licenziamento per giusta causa.

MarketWatch: "Bank of Japan boss Kuroda shocked markets by not launching more stimulus.

“It is hard not to feel sorry for the Bank of Japan,” said IG’s Chris Beauchamp in a note. “It has tried unconventional policy once this year, and it didn’t work. Now it has tried to be unconventionally conventional, sitting on its hands, and this hasn’t worked either.”

Ed ecco allora che sorge il dubbio:  Draghi, che ha fatto le stesse inutili e rischiose manovre di Kuroda, farà la stessa fine del giapponese ?

Fin quando si tratta di rispondere alle melense domande dei giornalisti, Draghi ha vita facile e può persino permettersi di raccontare la favola che lui non fa politica, ma obbedisce alle leggi - e si permette di minacciare gli inglesi in caso di Brexit ! 

Ma ad un certo punto gli squali gli chiederanno di più, come lo hanno chiesto a Kuroda, pronti ad azzannarlo se dovessero rimanere delusi.

 

Draghi De Benedetti Renzi - DDR

All'ombra delle inutili polemiche sulle "primarie" del PD, si consolida l'asse finanziario- politico-mediatico del nuovo potere in Italia.

 

 

 La nascita del triumvirato Draghi - De Benedetti (Carlo) - Renzi risale agli ultimi mesi dello scorso anno e si è manifestata  prima con la sostituzione del Direttore di Repubblica Ezio Mauro (non funzionale al cambio di linea politica del giornale del gruppo De Benedetti) poi con la "improvvisa" conversione di Eugenio Scalfari prima al Renzi di Ventotene e poi al Renzi di Verdini. 

Il ruolo di Scalfari è più simbolico che sostanziale ma è comunque decisivo per suggellare il nuovo potere data la sua amicizia, ovvero appartenenza, con Mario Draghi, il quale a sua volta è un politico vero e un finto banchiere, perchè conosce tutte le stanze del potere europeo e internazionale, comprese quelle dei mass media.

Il modo in cui Draghi è stato incensato, illustrato, inneggiato, immortalato, idolatrato da Scalfari e dai media del Gruppo De Benedetti (La Repubblica in testa) negli ultimi due anni, ha dell'imbarazzante (per un professionista serio della comunicazione) e si spiega solo alla luce (o all'ombra) di un accordo di potere.

Un accordo che non poteva non passare anche attraverso la politica, e quindi aveva bisogno di sciogliere il nodo della presenza di Renzi sulla scena politica e della profonda antipatia, anche personale, tra Scalfari (Ezio Mauro) e Renzi.

Il nodo lo ha sciolto De Benedetti, silurando Ezio Mauro e costringendo Scalfari a mettere da parte i sentimenti personali verso Renzi e a considerare la realtà del potere.

Renzi è l'unica scelta possibile in Italia, a meno di non voler consegnare Palazzo Chigi ai 5Stelle, punto. Draghi ha bisogno di Renzi (e viceversa) per governare in Italia. Draghi è riuscito ad addomesticare Tsipras il bipolare, ma non può ripetere il miracolo in Italia con Grillo. Renzi ha bisogno di De Benedetti, De Benedetti ha bisogno di Draghi (e viceversa) per farsi finanziare l'acquisto di Stampa e Corriere e il triangolo (magico) DDR è fatto.

 Quindi, caro Eugenio, cambia idea su Renzi (sai tu come fare) così come hai cambiato idea sulla libertà di informazione e sul monopolio dei mass media, o altrimenti il triangolo (magico) DDR si chiuderà senza di te.

Scalfari ha cambiato idea, e per dimostrarlo ha tirato fuori i suoi vecchi arnesi di manipolazione: la nostalgia per Ventotene coniugata al neorealismo per Verdini. 

Ora scrive soprattutto di Papa Francesco, anche se alla fine cerca sempre di infilare un panegirico per il suo amico Mario. Il triangolo potrebbe trasformarsi in un quadrato.

 

Il mistero dell'inflazione che non c'è

Banchieri ed economisti si chiedono come mai l'inflazione non c'è, nonostante i tassi a zero (o sotto) e 13mila miliardi di dollari stampati.

Nessuno finora ha trovato una risposta convincente: la discesa del prezzo del petrolio, il rallentamento dei consumi, l'eccesso di produzione, il calo demografico, le tensioni geopolitiche ecc.

Mario Draghi ha lanciato il grido d'allarme contro le "forze globali" che minacciano la crescita e quindi il sistema e quindi il modello di società ecc. ecc.

Secondo i Banchieri Centrali, la risposta a "l'inflazione che non c'è" è: "fare di più". 

Più QE, tassi di interesse ancora più sottozero, più consumi facendo ricorso ai debiti, più debiti degli Stati per finanziare opere pubbliche.

I banchieri conoscono una sola equazione, quella della linea retta: y=+ax, ma sulla base di questa funzione non riescono a spiegare perchè l'inflazione non cresce.

Il più patetico è il banchiere di Abe, il giapponese Kuroda, che ormai è diventato una barzelletta: dopo aver portato sotto zero per la prima volta i tassi giapponesi, si aspettava una forte svalutazione dello yen per avvantaggiare le esportazione e invece lo yen si è inspiegabilmente apprezzato sul dollaro vanificando le previsioni di Kuroda.

Anche gli altri Banchieri ormai sono contornati da un alone di scetticismo. Nessuno crede più alla possibilità che le loro manovre possano risollevare l'occupazione o l'economia, e sempre più ci si affida alla constatazione che "le loro medicine non servono a guarire ma sono meglio di niente".

Meglio fare qualcosa che non fare nulla, è stata la difesa di Draghi alle critiche degli scettici. 

Questa affermazione non è vera, anzi.  Se i fenomeni, sia quelli spontanei che quelli indotti, non sono lineari, allora l'affermazione di Draghi si rivela molto pericolosa.

E' sufficiente dare uno sguardo al grafico (parabola con concavità verso il basso)

Questo grafico spiega il mistero dell'inflazione che non c'è: quando i tassi scendono sotto una certa soglia (ad esempio 0,5%) la crescita dell'inflazione inizia a diminuire (ramo discendente della parabola) e diventa negativa per tassi inferiori allo zero.

Per far crescere l'inflazione sarebbe necessario alzare i tassi almeno fino alla soglia di +0,5 cioè l'opposto di quello che i banchieri stanno facendo.

Ma portare i tassi in alto in questo momento significa deludere la speculazione finanziaria e provocare crolli nei mercati, sia azionari che obbligazionari.

Perchè da un certo punto in poi, la riduzione dei tassi di interesse provoca deflazione anzichè inflazione ? Per lo stesso motivo per il quale non si può ridurre il salario dei lavoratori al di sotto di un livello ottimale per i consumi.

I tassi a zero o negativi delle Banche Centrali sono la vera causa della deflazione.

https://www.menoopiu.it/post/Il-mondo-capovolto-dei-banchieri

 

Il mondo capovolto dei banchieri

Avevano raccontato che la crisi era risolta grazie a loro. Ma intanto hanno continuato a stampare denaro e hanno capovolto i tassi di interesse. Ora evocano oscure forze che concorrono a deflazionare l'economia. Dopo aver capovolto il mondo, i banchieri non sanno più rimetterlo dritto.

La Banca del Giappone ha imitato la BCE di Draghi, la Banca centrale svizzera, danese e svedese portando i tassi da zero a negativi: se prestate i soldi allo Stato dovete pagare voi gli interessi, ovvero i ruoli si sono capovolti. Ma almeno fosse servito a far ripartire l'economia (non la speculazione) !

E invece l'economia mondiale è in crisi, dalla Cina al Brasile, dal Sud Africa alla Russia, gli Stati Uniti si sentono già in recessione e l'Europa affonda sotto il peso dei debiti, dei migranti e della classe politica mediocre.

Draghi ha fallito tutti gli obbiettivi prefissati di inflazione, occupazione, crescita e se la prende con il calo del petrolio e delle nascite. Se un medico vi prescrive medicine che non funzionano e poi da la colpa ai cambiamenti climatici, prima lo guardate strano e poi cambiate medico.

Le banche secondo Draghi erano state risanate, gli stress test della BCE ne avevano individuate solo alcune bisognose di cure particolari, e tra queste non c'era la Deutsche Bank che invece ora viene indicata come sull'orlo del collasso, sotto il peso di sessantamila miliardi di euro di derivati.

La finanza mondiale non si fida più di Kuroda, Yellen, Draghi e C, o meglio, ritiene che abbiano fatto il possibile per garantirgli il pieno di rendite e profitti e che sia giunto il momento di incassarli e metterli al sicuro, in attesa di altri banchieri con altre medicine (più debiti, più soldi stampati e sequestro dei risparmi).

Se negli USA il prossimo presidente sarà Trump, Yellen farà le valigie; e altrettanto accadrà in Giappone per Kuroda, se il consenso di Abe continuerà a scendere.

Anche Draghi in Europa non si sente più sicuro di arrivare a fine mandato nel 2019: la proposta franco-tedesca di creare un ministro delle Finanze europeo in realtà è un tentativo di marginalizzare il ruolo del presidente BCE che adesso, nella latitanza della politica, esercita un potere di supplenza incontrastato, favorendo i paesi più indebitati e corrotti. La Grecia è il solito canarino nella miniera, l'Italia è un problema, ma l'intero sistema mondiale ripiomba nella crisi.

https://www.menoopiu.it/post/Il-dio-QE-non-esiste-i-banchieri-sono-imbroglioni-e-Yellen-e-in-trappola