Turchia arrivederci al 2030

Nonostante tutto il SI non va oltre il 51%; il NO prevale ad Ankara e Istanbul. Brogli elettorali a man bassa. Il colpo di Stato di Erdogan è ancora più evidente.

 

Il farsesco referendum a cui sono chiamati oggi i turchi ufficializzerà la dittatura di Erdogan fino al 2029.

Decine di migliaia di oppositori in carcere; tutti i giornali critici chiusi o imbavagliati; magistrati, insegnanti, militari, avvocati minacciati ed epurati; la minoranza curda massacrata.


Il voto dei turchi è un voto "sotto dettatura", ininfluente e scontato. Sarebbe una vera sorpresa se Erdogan non dovesse ottenere più del 60% dei voti .

Il vero obiettivo del sultano palazzinaro è di ottenere un cambiamento costituzionale con cui mettere la parola fine ad ogni parvenza di pluralismo interno e dedicarsi alla ricerca della consacrazione internazionale, il sogno dell'ottomano moderno che con minacce e tangenti aspira a riaffacciarsi tra i potenti della Terra, tra i quali sono in molti ad aspettarlo a braccia aperte.

Perché il regime autoritario di Erdogan non ha diritto di fare propaganda in Europa

In Olanda la destra xenofoba di Wilders ha chiesto e ottenuto che fossero vietati i comizi dei ministri di Erdogan sul territorio europeo in occasione del referendum costituzionale che formalizzerà la nascita del regime islamista turco.

In Francia il governo socialista ha invece respinto una analoga richiesta di Marine Le Pen.
La Germania aveva già negato l'agibilità politica ai comizianti turchi, mentre altri paesi si barcamenano indecisi sul da farsi.

Si contrappongono due posizioni: la prima è formale e si attesta nell'enunciare un principio di libertà di opinione ed espressione sul suolo europeo da parte di legittimi rappresentanti di Stati legalmente riconosciuti, come è il caso della Turchia.
La seconda è sostanziale e variegata, e a mio avviso giustificata, perché parte dalla considerazione di quanto è successo e sta per succedere in Turchia, dove Erdogan ha progressivamente e metodicamente eliminato le libertà democratiche, il diritto di informazione, ha arrestato i militanti e i leader dei partiti di opposizione, ha incarcerato centinaia di migliaia di oppositori, ha licenziato dalle scuole e dai tribunali migliaia di persone colpevoli di non ossequiare il potere, ha militarizzato l'intera nazione.
La Turchia di Erdogan ha perso ogni parvenza di legalità. Come non rendersi conto che i ministri del Sultano che vengono a comiziare in Europa per accaparrarsi il voto delle comunità turche sparse e disinformate, sono un affronto ai principii di legalità e libertà ? Come è possibile che i partiti di tradizione progressista e laica abbiano potuto lasciare nelle mani della destra anti-islamista le bandiere dei diritti di espressione e di agibilità?
Se da un lato i bizantinismi della diplomazia internazionale consentono ad Erdogan di avere ancora formalmente voce in capitolo in molte questioni e situazioni, dalla NATO alla crisi dei profughi siriani, dall'altro è innegabile che c'è una soglia che non può essere oltrepassata.

I rappresentanti del governo turco che vogliono avere accesso alle piazze delle città europee per parlare ai loro connazionali di questioni politiche importanti, hanno un modo molto semplice per ottenerlo: revocare le misure repressive, liberare tutti gli oppositori incarcerati, ridare voce e libertà alla stampa, smetterla di perseguitare e assassinare le minoranze, ripristinare le basi minime di uno Stato di diritto.
I progressisti in Europa hanno avuto una grande occasione per manifestare la solidarietà verso chi in Turchia si oppone alla svolta autoritaria. Purtroppo la miopia congenita di molta parte delle sinistre di governo porta ormai a non vedere neppure i macigni.
Se Renzi avesse avuto davvero la statura di uno statista, avrebbe speso qualche parola al Lingotto per non lasciare una battaglia di civiltà nelle mani di Wilders Le Pen Salvini.

Inferno Turchia ultimo girone, Erdogan fa arrestare i leader di HDP eletti dal popolo

Arrestati nella notte i leader del partito HDP, espressione democratica del popolo curdo e della Turchia laica. E' l'ultima tappa della trasformazione della Turchia in una dittatura ufficiale, il Sultanato di Erdogan.

 

http://www.eastjournal.net/archives/77863

A finire in manette, questa notte, non sono solo persone. E’ un partito. Ma si sa che quando la patria arde, i partiti si spengono. E la Turchia uscita dal fallito golpe è un paese in fiamme. Ardono le streghe del complotto contro lo stato, ardono i nemici della patria inviolabile, immaginati, presunti, colpevoli di reati abominevoli, e si aprono le galere per giornalisti e politici, e della democrazia resta la cenere.

Quale che sia l’accusa nei loro confronti, sarà una finzione. L’arresto è politico. Non c’entrano terrorismo, corruzione, complotto o ladrocinio, nessuna accusa sarà veritiera, ma inganno a coprire la barbarie di un potere definitivamente approdato all’autoritarismo. Nessuno nasconde gli errori del partito, l’eccessiva vicinanza con il PKK, l’appoggio morale dato alla guerriglia. Ma non è questo il punto. Il punto è che un partito è stato fisicamente, arbitrariamente, arrestato per ragioni che non hanno nulla a che vedere con il crimine, ma con la politica. Il fatto è che fare politica, in modo democratico, in opposizione al governo, è nella Turchia di Erdogan il più grave dei reati.

Come si è giunti fin qui?

L’HDP aveva saputo raccogliere consensi al di fuori dell’abituale bacino elettorale dei partiti filo-curdi, intercettando quella fetta di società erede dell’esperienza di Gezi Park, arrivando così a superare il quorum – che in Turchia è fissato al 10% – ed entrando in parlamento nel 2015. Tuttavia, invece di svolgere una funzione di mediazione tra istituzioni dello stato e ragioni della guerriglia curda, l’HDP ha presto aderito supinamente alle posizioni del PKK, alienandosi le simpatie dei moderati ed entrando in rotta di collisione con Erdogan.

Scriveva, alcuni mesi fa su queste colonne, Lorenzo Marinone: “Come partito rappresentato in parlamento, l’HDP è nella condizione di mediare tra le parti. Da un lato dialogare con il PKK, dall’altro portare lo scontro sul piano politico costringendo il governo a trattare. È pur vero che Erdoğan ha fatto carte false per non riprendere il processo di pace. D’altronde nessuno poteva aspettarsi che il compito dell’HDP sarebbe stato facile. Tuttavia – prosegue Marinone – se le posizioni dell’HDP si appiattiscono su quelle di chi resiste con la lotta armata, gli equilibri saltano. Salta il suo ruolo di unico interlocutore politico, il solo grimaldello con cui poteva scardinare i piani di Erdoğan. Che avrà buon gioco a legare richiesta d’autonomia a terrorismo, delegittimando così l’intera agenda politica del partito filo curdo. Senza compiere il passo eclatante di dichiararlo fuorilegge, bensì svuotandolo dall’interno pezzo dopo pezzo”.

Parole profetiche, che spiegano almeno in parte le cause che hanno portato l’HDP dal parlamento alla galera. Ma si è aggiunto un elemento, quello del golpe di luglio, che ha spinto Erdogan ad accelerare il passo nella direzione intrapresa, approfittando della situazione per eliminare i nemici politici, curdi compresi.

Inferno TURCHIA, la dittatura di Erdogan contro CUMHURIYET e quello che resta della libertà di stampa

Arrestati i giornalisti e il direttore Murat Sabuncu di Cumhuriyet, ultimo giornale di opposizione in Turchia rimasto a denunciare le violenze e i soprusi della dittatura di Erdogan.
Fondato nel 1924, Cumhuriyet era già stato colpito dalla repressione con l'arresto dei suoi principali giornalisti, tra cui Can Dundar che qualche mese fa ha fatto a tempo a rifugiarsi in Germania. I nuovi arresti preludono alla messa fuorilegge del giornale e all'arresto dei suoi sostenitori, amministratori e lettori.
Il disegno autoritario di Erdogan, che il finto golpe di luglio ha accelerato, è ormai al culmine: decine di migliaia di arrestati o epurati, l'esercito e la polizia che si sono sostituiti alla magistratura e alla stampa, l'avventura militare in Siria e Iraq per far leva sul nazionalismo, la soppressione dei deputati di opposizione e in particolari di quelli filo-curdi, il ricatto di "inondare" l'Europa con i flussi di rifugiati ridotti in campi di concentramento.

 

Cumhuriyet'ten kamuoyuna açıklama: Teslim olmayacağız

Cumhuriyet gazetesi Genel Yayın Yönetmeni Murat Sabuncu ile yazarlar ve yöneticiler sabah saatlerinde evlerinde yapılan arama sonrasında gözaltına alındı. Cumhuriyet Vakfı Adına İmtiyaz Sahibi Orhan Erinç, basın özgürlüğü ve yurttaşların haber alma özgürlüklerine yapılan darbe ile ilgili açıklama yaptı.

KAMUOYUNA

Cumhuriyet gazetesi gazetedir ve gazetecilik suç değildir.

Cumhuriyet Gazetesi 7 Mayıs 1924 tarihinde yayınlanan ilk sayısından itibaren ülkemizde her anlamda gerçek bir demokrasi kurulması için yayınını sürdürmüş, hiçbir hükümet ve hiçbir partinin gazetesi olmamıştır. Cumhuriyetin, Atatürk devrim ve ilkelerinin açtığı “aydınlanma” yolunda, aklın bağnazlıktan, bilimin dinden bağımsızlaşması, laiklik ilkesinin toplumca benimsenmesi için çaba gösteren bir gazetedir. Gerçek budur ve bundan ibarettir.

Cumhuriyet gazetesi laik, demokratik ve sosyal hukuk devletinin vazgeçilmezliği ve insan haklarının korunması için gazetecilik çizgisinden hiç ödün vermemiştir. Demokrasinin savunuculuğunu yapan Türkiye Cumhuriyeti ile yaşıt bir gazetedir. Gücünü okurlarından alır. Cumhuriyet gazetesi hiçbir güç tarafından teslim alınamayacak olan gazetecilik inancıyla yayın hayatını sürdürür ve sürdürecektir.

İleri sürülen suçlamalara yanıt vermeyi dahi doğru bulmuyoruz, zul sayarız.

Ancak bilinen bir gerçeği tekrarlayalım. Ülkemizde yıllarca Fetullah Gülen ve cemaat yapılanmasının Türkiye Cumhuriyeti için ne kadar büyük bir tehlike olduğunu, temel amacının laikliği ortadan kaldırarak Türkiye Cumhuriyetini yıkmak ve ele geçirmek suretiyle İslam devleti kurma çabalarının önlenmesi için yaptığı yayınların halkın gerçekleri öğrenmesi amacıyla yapıldığını herkes bilir. Aksi inkar edilemez nitelikte bu yayınlarla kamuoyunu bilgilendiren Cumhuriyet gazetesi Vakıf ve Yönetiminin ve yazarlarının “FETÖ/PDY ile PKK/KCK terör örgütlerine” “müzahir” oldukları ve “üye olmamakla birlikte örgüt adına suç işledikleri” iddiasıyla soruşturma başlatılmış olmasını hayretle ve endişeyle karşılıyoruz.

Basın özgürlüğü, laik, demokratik, sosyal hukuk devleti ilkeleri ve temel insan hak ve özgürlükleri , evrensel hukuk ilkeleri korunmalıdır.

Terör örgütleri adına suç işlemek, 15 Temmuz darbe girişimini meşrulaştırma amacına yönelik yayın yapmak gibi inanılması ve kabul edilmesi güç iddialara dayalı yakalama/gözaltı/ el koyma işlemlerini kabul edilemez, hukuka aykırı işlemler olarak değerlendiriyoruz. Hukuk güvenliğini ortadan kaldırmaya yönelik işlemler kabul edilemez.

Basın suçları nedeniyle açılan soruşturmalar Cumhuriyet gazetesinin yayınları bakımından yadırganmayacak kadar alışılmıştır. Haberler nedeniyle yazar ve muhabirlerimizin Basın Savcılığına çağrılarak ifadelerine başvurulmaları da çok doğaldır.

Ancak bu kez Cumhuriyet Gazetesi Vakıf yöneticileri ve yazarları için uygulanan, sabah baskını şeklinde gerçekleşen yakalama/gözaltına alma/arama işlemleri söz konusudur.

İfadelerine başvurmak için çağrıldıklarında her zaman gelebilecek olan Vakıf Yöneticileri ve Cumhuriyet Gazetesi Genel Yayın Yönetmeni başta olmak üzere gazetemiz yazarları hakkında uygulanan bu işlemleri, Cumhuriyet gazetesinin yayınına son verme girişiminin başlangıcı olarak görüyoruz. Böyle bir girişim hukuk güvenliğini, basın özgürlüğünü ortadan kaldırır.

Bu tür hukuki dayanağı bulunmadığı gibi inandırıcılığı da olmayan iddialarla Cumhuriyet Gazetesinin yayınına son vermek amacı basın özgürlüğüne ve halkın haber alma, gerçekleri öğrenme hakkına açıkça aykırıdır. Cumhuriyet gazetesi hakkında başlatılan operasyonlardan ve Cumhuriyet gazetesini susturma çabalarından derhal vazgeçilmelidir.

Cumhuriyet gazetesinin, gazetemizin yayınına son verme çabalarını şiddetle kınıyoruz.

Tam bir kesinlikle ifade edelim.

Cumhuriyet gazetesi hiçbir darbe döneminde, hiçbir güç tarafından nasıl teslim alınamadıysa, dün Fetullahçı savcı ve yargıçlarla ve onların emrindeki güçlerle nasıl mücadele ettiyse, bu gün de nereden ve kimden gelirse gelsin her türlü baskıyla sonuna kadar mücadele edecek güçtedir.

Mücadelemizin okurlarımızla ve dayanışmayla süreceğine inanıyoruz.

Cumhuriyet gazetesinin yöneticileri ve yazarları gözaltına alınmış olsa bile demokrasi ve özgürlük mücadelesini gazetemiz sonuna kadar sürdürecektir.

Cumhuriyet gazetesini yalnız bırakmayan tüm okurlarımıza, demokrasiye ve Türkiye’nin aydınlık geleceğine olan inançlarıyla tüm baskılara karşı direnen Cumhuriyet gazetesi ile dayanışma içinde bulunan herkese teşekkür ediyoruz.

CUMHURİYET

TURCHIA, una strage per suggellare il nuovo patto Putin-Erdogan-Assad

 

Un bambino kamikaze viene fatto esplodere a Gaziantep, città turca vicina ad Aleppo in Siria, durante una festa curda di matrimonio. 54 morti - oltre la metà bambini - e decine di feriti, per l'ennesimo attentato "ad opera dell'Isis" in una Turchia completamente militarizzata e controllata dagli apparati governativi, che arrestano decine di migliaia di "gulenisti" ma non i terroristi dell'ISIS che organizzano stragi su commissione.

 

 

E dall'altra parte del confine turco-siriano gli aerei di Putin bombardano i curdi del YPG, quelli che hanno combattuto contro l'ISIS a Kobane, e che occupano una striscia di terra diventata strategica.

Nei giorni scorsi i vertici politici turchi avevano ammesso l’esistenza di colloqui diplomatici con il “nemico” Assad, che ora potrebbe trasformarsi in alleato prezioso.

Una sorte di “fronte unito” dei regimi più o meno dittatoriali dal Mediterraneo agli Urali.

La strage di Gaziantep è un messaggio violento e cinico che segnala una nuova svolta nella guerra siriana e in tutto lo scacchiere.

PER LA GRAN BRETAGNA ERDOGAN E' UN AFFARE

Mentre in Turchia l'ondata di arresti, epurazioni e torture del golpe post-golpe non si ferma, la diplomazia internazionale inizia a scoprire le carte per evitare le imbarazzanti domande sui diritti politici e civili calpestati dal dittatore turco e riprendere il business as usual nel nuovo contesto di rapporti di forza.

_______________________________

_________________________

 


In prima fila nella corsa ad ingraziarsi le simpatie di Erdogan c'è la Gran Bretagna del neo ministro degli Esteri Boris Johnson, il cui ambasciatore ad Ankara Richard Moore ha rilasciato una incredibile e inquietante intevista al hurriyet daily news- organo di stampa dell'ottomano.


http://www.hurriyetdailynews.com/uk-envoy-gulen-may-be-behind-failed-coup-attempt.aspx

"The Gülen movement led by self-exiled cleric Fethullah Gülen in the United States might have staged the July 15 coup attempt, the United Kingdom’s ambassador to Turkey has said, vowing to cooperate with Turkey against Gülen-affiliated institutions in the kingdom if evidence is provided. "I don’t have any difficulty in accepting what the government is saying; that Gülenists were involved in this coup - dichiara l'ambasciatoreI think there is a quite good deal of understanding that they had infiltrated other institutions, particularly the police and judiciary... in private, I have heard from Turkish ministers that others apart from Gülenists were probably involved in the coup; not every single officer discharged from the army is likely to have been a Gülenist. Clearly there are people involved in the coup for other motivations which should come clearer in the coming weeks

domanda dell'intervistatore: Do you share concerns that the government reaction against the Gülenists within the state, media and elsewhere could turn into a major crackdown on opponents?

risposta:... if people try and infiltrate state institutions and act as a subversive force, then that threat needs to be removed. So there is an understanding; this is the starting point.And then of course any action against anyone has to be proportionate and has to stay within the rule of law. Turkey has to meet their international obligations. And on all of those, the government has given assurances that those are its intentions.

The appointment of Boris Johnson as Britain’s foreign secretary caused skepticism here over his remarks on Turkey. When does he plan to come to Turkey?

Well, I don’t know, but I know he wants to come relatively soon. Probably in the autumn. I found some of the rhetoric during our referendum campaign both ill-informed and unfair about Turkey. But the Turkish leadership absolutely made it clear in conversations with our new U.K. government that that is in the past.International relations are not just about personalities; we should look at the fundamentals of our relationship. Here we are already NATO allies and G-20 partners. [We are] Turkey’s second largest export market, and 2,700 U.K. companies work here. So there is a deep full spectrum relationship and I am very confident that our new foreign secretary and prime minister will get on very well with their counterparts.For our foreign secretary, his connection with Turkey really means something to him. He’s got relatives, cousins here, some of them very eminent Turkish diplomats. It’s not a remote thing to him, it’s a meaningful connection. I think when he comes he will focus on it. But you tell me, is there any foreign secretary in the world who is partly Turk? I think that gives us a unique perspective on Turkey. Turkey is very much in front of his vision at the moment after the attempted coup which was the first crisis with which he had to deal.

_____________


Nel frattempo in Germania Erdogan ha organizzato manifestazioni a suo favore, pretendendo addirittura di poter trasmettere in diretta un suo comizio al raduno di Colonia.
Il permesso non gli è stato accordato dalle autorità tedesche non per l'indecenza della richiesta ma per "motivi di ordine pubblico". L'ottomano ha protestato e ha fatto capire alla Merkel che così facendo Boris Johnson l'avrebbe scavalcata nella classifica delle sue simpatie personali.
Ma la corsa è solo all'inizio.

LO STRANO GOLPE IN TURCHIA - qualcuno spieghi a Obama cosa è successo

Mentre il segretario di Obama John Kerry si esibisce in dissertazioni giuridiche in merito alla richiesta turca di estradare il nemico Gulen dagli USA ed è costretto sulla difensiva - “We think it’s irresponsible to have accusations of American involvement” - Putin telefona a Erdogan e gli fa i complimenti

putin-erdogan-golpe

http://www.dailysabah.com/
Russia's President Vladimir Putin called President Recep Tayyip Erdoğan on the phone on Sunday, expressing condolences for the victims of the failed coup attempt and wished for the restoration of order and stability in Turkey.
Putin described the attempted coup as unacceptable and voiced his hope for a speedy return to stability, the Kremlin said in a statement.
Putin stressed the "categorical unacceptability in the life of a state of anti-constitutional acts and violence."
Two leaders also retariated their agreement to meet in the first week of August.
Following strained relations between two countries over the jet downing incident on November 2015, Turkey and Russia showed signs of reconciliation in recent weeks.
A Russian Su-245 bomber jet taking part in air campaign against Turkmen rebels in northern Syria was downed by two Turkish F-16 jets for breaching Turkey's airspace after repeated warnings. The incident caused a diplomatic spat, while the Kremlin ordered sanctions on food products, an end to visa-free travel, and a ban on Russian tourists taking package holidays in Turkey.
In late June, Erdoğan sent a letter expressing condolences to the family of the Russian pilot who was killed by rebels after the he ejected from the plane.
The move was welcomed by the Kremlin, which took steps in lifting the ban for Russian tourists visiting Turkey and easing commercial flow.
 
 
E' quasi certo che i servizi di spionaggio russi hanno giocato un ruolo importante nel preavvisare Erdogan sui preparativi di manovre negli ambienti militari.
Messo in allerta, il dittatore turco avrebbe scelto la tattica di non ostacolare il golpe, tenendo comunque la situazione sotto controllo per sfruttare il successivo ribaltamento di scena.
Il fallito colpo di stato in Turchia ha dato il pretesto a Erdogan per reprimere le ultime parvenze di democrazia con oltre 6.000 arresti, non solo tra i militari ma soprattutto tra magistrati, giornalisti, docenti universitari.
Molti di loro rischiano la pena di morte, che il governo ha promesso di reintrodurre, in quella che potrebbe diventare la più grande carneficina "democratica" dei tempi moderni.

LO STRANO GOLPE IN TURCHIA durato poche ore, centinaia di morti e migliaia di arresti che rafforzano il dominio di Erdogan

La Turchia piomba nel cupo caos di un golpe militare, tentato da alcuni reparti dell'esercito senza alcun seguito nè tra le forze armate nè tra i movimenti politici di opposizione.

http://www.cumhuriyet.com.tr/


Nasce il sospetto che Erdogan, venuto a conoscenza della congiura, abbia in qualche modo "non ostacolato" la preparazione del golpe, sapendo di poterlo controllare e di trarne il massimo vantaggio per il rafforzamento del suo potere.


Ora Erdogan verrà acclamato come salvatore della democrazia turca.

Il GOLPE del post-GOLPE

 

 

Circa tremila tra giudici e pubblici ministeri sono stati arrestati o epurati dall'amministrazione del sistema di Giustizia, poche ore dopo il "ritorno" di Erdogan al potere.

Il sistema giudiziario turco è uno dei principali ostacoli al disegno autoritario del dittatore turco, i cui traffici personali e familiari sono stati spesso oggetto di indagini in passato.

Strage continua in Turchia

L'attacco terrorista all'aeroporto Ataturk di Istanbul è l'ultimo della scia di stragi - dieci - che in un anno ha provocato centinaia di morti in tutta la Turchia.

 

Erdogan pensa solo a giustificare l'impotenza del suo regime, incapace di contrastare i terroristi che indisturbati si muovono nel paese, mentre i diritti delle opposizioni, della stampa, della magistratura vengono annullati e repressi. 

La Germania si è accorta del genocidio degli Armeni

"... Ricordiamo che su due milioni di Armeni residenti in Anatolia, furono uccise circa un milione e mezzo di persone, i tre quarti - è importante vedere le proporzioni, oltre che il numero totale. Altrettanto avvenne per la minoranza siriaca (o assira, secondo le denominazioni)

 ... Ricordiamo che genocidio vuol dire sterminio programmato e organizzato dall’alto, non una cosa episodica. A volte la parola genocidio viene usata a sproposito oggi: genocidio significa la volontà di programmare dall’alto, di ottenere la sparizione di un popolo per motivi, dice la famosa dichiarazione delle Nazioni Unite del dicembre 1948, “etnici, politici o religiosi”. Questa è proprio la definizione del termine, inventato da un ebreo polacco, Raphael Lemkin, che inventò questa parola, dobbiamo sempre ricordarlo, nel 1944, e la inventò basandosi su ciò che era successo al suo popolo - la sua famiglia era scomparsa ad Auschwitz - ma tenendo presente la tragedia degli Armeni che studiava da 30 anni. Il collegamento lo stabilì già lui e lo dichiarò in due celebri interviste televisive che rilasciò negli anni ’50 agli albori della televisione."

(Antonia Arslan, autrice del libro "La masseria delle allodole")

Il Parlamento della Germania oggi ha votato una risoluzione in cui si riconosce che un secolo fa la Turchia commise il genocidio del popolo armeno. Il voto era previsto nel 2015 per la ricorrenza del centenario, ma fu rinviato per motivi diplomatici (la Merkel non voleva danneggiare la campagna elettorale di Erdogan).

Il dittatore turco Erdogan ha reagito violentemente al voto tedesco richiamando l'ambasciatore turco a Berlino. L'arroganza di Erdogan di fronte all'evidenza storica dovrebbe far capire alle istituzioni europee che non è possibile negoziare con un simile personaggio,ma la Merkel si è preoccupata di far sapere che la (sua) amicizia con il Sultano "è solida".