Grazie a Francia e Italia riapre il mercato degli SCHIAVI in Libia

Un reportage della CNN ha documentato che in Libia, attorno ai Centri di detenzione degli immigrati, si è creato un vero e proprio mercato degli schiavi.

http://edition.cnn.com/videos/world/2017/12/04/libya-slave-auctions-reporters-notebook-elbagir-pkg.cnn

La propaganda europea, soprattutto in Italia e in Francia, esalta i "successi" nella riduzione degli sbarchi ma tace sulla realtà dei lager libici, finanziati dai paesi europei, dove le condizioni della dignità umana sono sconosciute e dove si sta sviluppando la tratta degli schiavi, con la complicità e l'interesse delle fazioni libiche al potere.

John Dalhuisen, direttore di Amnesty International Europe, scrive su Al Jazeera:

The EU's complicity in refugee abuse in Libya

Refugees and migrants are routinely exposed to human rights violations committed by Libyan officials and security forces and abuses at the hands of armed groups and criminal gangs, who are often working in close cooperation and to mutual financial advantage. In a lawless country, refugees and migrants have become a resource to be exploited - a commodity around which an entire industry has grown, as the shocking footage of an apparent slave auction aired by CNN last month highlighted.

The European Union, its member states - and Italy, in particular - have pursued their own goal of restricting the flow of refugees and migrants across the Mediterranean, with little thought, or seemingly care, for the consequences for those trapped in Libya as a result. They have entered into a string of cooperation agreements with Libyan authorities responsible for grave human rights violations, in particular, the Libyan Coast Guard (LCG) and the General Directorate for Combating Illegal Migration (DCIM).

Migrants and refugees are caught in a soul-destroying cycle of exploitation to which collusion between guards, smugglers and the LCG consigns them. Guards at the detention centres torture them to extort money. If they are able to pay they are released. They can also be passed onto smugglers who can secure their departure from Libya in cooperation with the LCG. Agreements between the LCG and smugglers are signalled by markings on boats that allow them to pass through Libyan waters without interception, and the Coast Guard has also been known to escort boats out to international waters. 

The actions of European countries are leading to increasing numbers of people being stopped or intercepted. In so doing, European governments - and again, Italy, in particular - are breaching their own international obligations and becoming complicit in the violations committed by the Libyan authorities they are sponsoring and cooperating with.

 Le opinioni e le denunce espresse da Amnesty International si sommano a quelle di Medici Senza Frontiere e di altre decine di organizzazioni umanitarie.

La Libia è un mattatoio a cielo aperto, dove i profughi respinti dall'Europa vengono venduti come schiavi a quelli che i francesi e gli italiani faranno a gara per avere come soci negli affari miliardari per la ricostruzione e sfruttamento delle risorse libiche.

Finito il business sulle coste italiane inizia quello nell'entroterra africano, dove Macron e Gentiloni sono impegnati in una poco nobile competizione. I trafficanti di esseri umani ringraziano.

Macron toglie il velo all'ipocrisia europeista

Napoleone Macron nel giro di pochi giorni ha mandato tre schiaffoni all'Italia di Renzi-Gentiloni.

Prima ha negato i porti francesi per l'approdo delle navi cariche di migranti, alla faccia della "fraternité", applicando l'accordo voluto da Renzi sul "portarli tutti in Italia"; poi ha concesso ai due litiganti libici, Sarraj e Haftar, quello che l'Italia non era riuscita a dare, cioè armi e mazzette nelle quantità richieste; infine ha comprato con i soldi dello Stato i cantieri navali STX per impedire alla Fincantieri italiana di diventarne proprietaria di maggioranza, alla faccia delle norme europee sulla concorrenza e sui limiti agli interventi nazionali.
I partiti politici italiani hanno gridato allo scandalo, si sono indignati pubblicamente e perfino Alfano ha espresso un velato dissenso da Macron; a qualcuno comincia a venire il dubbio che "la giovane speranza d'Europa" altro non sia che una riedizione della tradizione sciovinista francese, che punta a massimizzare i propri interessi a scapito degli altri paesi.
Anche le decantate capacità tecniche e gestionali dell'ex studente della École nationale d'administration si appannano sotto l'effetto delle dimissioni di ministri scelti frettolosamente e di quelle del capo delle forze armate, con un calo di popolarità che si accoppia alla constatazione che il nuovo Bonaparte è stato eletto con meno del 25% dei cittadini aventi diritto.
La realtà è che Macron ha capito ed esplicitato prima degli altri quello che è lo stato attuale dell'Unione Europea e in particolare dell'area Euro: un sistema di gioco a somma zero, dove i guadagni di uno corrispondono alle perdite di qualcun altro. Fino ad oggi in questo sistema era stata la Germania a beneficiare delle perdite altrui, ora la Francia di Macron cerca di riequilibrare i giochi a scapito soprattutto dell'Italia.
Va dato atto al presidente francese di aver iniziato a rimuovere il velo all'ipocrisia dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte, che continuano a propinare l'immagine di una unione europea che giova agli interessi di tutti e di tutto.
Macron sarà presto emulato da tutti gli altri governanti, in una corsa centrifuga sempre più accelerata.
E' una anticipazione di quello che sarà l'Europa a "due velocita'", che inizierà a prendere forma dopo il voto tedesco di settembre. E quando si voterà in Italia nel marzo del 2018 probabilmente i giochi saranno già fatti.

Altro che Libia - Renzone l'Africano si ferma in Basilicata

Proprio nei giorni in cui dal caos libico sembrava emergere una soluzione che consente al governo Renzi di autorizzare l'intervento militare, scoppia il caso "Basilicata" che costringe la ministra Guidi a dimettersi, e si allarga addirittura al capo  della Marina Militare.

Come si fa ad intervenire con l'esercito in Libia (operazione di per sè rischiosissima e impopolare) in una situazione politica così depressa e con un apparato militare indagato dalla magistratura?

L'inchiesta Tempa Rossa, la connection tra petrolio, appalti, politica, rifiuti e appropriazione di beni pubblici, estende le conseguenze oltre i confini e rischia di far saltare il grande obbiettivo di Renzi: intervenire nel Nord Africa, piantare le bandiere e ricostruire la più potente lobby italiana dall'epoca democristiana, quella dominata dal Petrolio di Stato e da tutto ciò che ci ruota attorno.

Una parte fondamentale di questa strategia si sta costruendo in questi giorni con lo "sbarco" del libico Fayez Serraj, eletto dall'ONU a nuovo primo ministro con il compito di dare copertura istituzionale ad una richiesta di intervento militare straniero. La precondizione indispensabile per mandare truppe italiane sul territorio libico è rappresentata dal binomio ONU-governo libico, cioè una missione che abbia una cornice internazionale e una richiesta di intervento da un "legittimo" governo libico.

Quest'ultima condizione sembrava impossibile da realizzarsi, a causa della guerra tra le varie tribù e bande legate agli interessi petroliferi, e aggravata dalla presenza di gruppi terroristi di ogni specie, su cui l'ISIS sta prendendo la leadership.

Proprio ora che la situazione sembrava sbloccarsi, Renzi è costretto a fermarsi in Basilicata, dove di petrolio se ne trova poco.

La situazione in Libia vista da Guma El-Gamaty  http://www.aljazeera.com/news/2016/02/libya-gaddafi-left-long-damaging-legacy-160216072812492.html

 

 

Andiamo a salvarli !

"Non ho mai visto niente di simile. Mille morti in una settimana. Sono i numeri di una guerra che ci ostiniamo a non vedere. Aprite gli occhi... Sono i nostri morti, è il nostro mare, sono le nostre leggi... Le nostre leggi sì, perché se quei mille avessero potuto avere un visto in ambasciata, non sarebbero finiti mangiati dai pesci... "

A settembre 2014 Gabriele Del Grande scriveva sul suo Blog queste amare considerazioni. Ora ne sono morti quasi mille in un solo giorno, e l'unico effetto di questa nuova tragedia sono le reiterate idiozie dei rappresentanti politici. Un po' più di questo, un po' più di quello, mostrarsi indignati e tristi per l'occasione, e discutere animatamente se fare il BLOCCO all'imbocco dei porti o al limite delle acque internazionali libiche.

In entrambi i casi il fenomeno della migrazione viene considerato alla stregua di un lavandino che perde acqua: dove metto il tappo ? più sopra o più sotto. Impiegare la forza militare per distruggere i barconi degli scafisti,  va bene, ma se chi scappa da guerre e miserie viene lasciato a terra, troverà forse una sorte migliore di quella toccata ai morti del Mediterraneo ?

C'è un solo modo di affrontare l'emergenza migrazione : considerare le migliaia di persone che scappano dagli orrori del nord Africa come individui da SALVARE e non come fastidiosi poveracci da CONTENERE.

E per salvarli è necessario andarli a prendere sulla terra ferma, prima che qualcuno gli venda a caro prezzo un viaggio di-sperato nel mar mediterraneo.

ANDARLI  a salvare significa creare dei punti di raccolta sulla terra ferma (Libia,Siria, Yemen, Somalia), protetti da contingenti ONU e organizzare il trasferimento dei rifugiati verso l'Europa, munirli di un visto di ambasciata, una carta di diritti, regolarizzarli per integrarli in una vita dignitosa. Non è impossibile, anzi.

Ciascun paese dovrà impegnarsi ad accogliere un numero congruo di immigrati. La presenza europea nel Nord Africa potrebbe diventare un punto di riferimento e di speranza concreto, sottraendo migliaia di persone al ricatto dei mercanti di vite umane.