Ecco l'Islam che piace a Trump

Dicono che sia pazzo, bugiardo, infantile, ma Donald Trump nei momenti importanti dimostra la sua vera inclinazione, quella del biscazziere e del televenditore.
E' riuscito a vendere 100 miliardi di dollari di nuove armi all'Arabia Saudita, il paese che ha finanziato i mandanti della strage dell'11 Settembre e i tagliagole dell'ISIS, l'unico guarda caso ad essere rimasto fuori dal gruppi di paesi islamici inclusi nel divieto di ingresso negli Stati Uniti di tre mesi fa.


In questo caso, la parte dell'ingenuo sprovveduto teleimbonito la fa il popolo americano che lo aveva eletto presidente per fare "America First" e che aveva "comprato" le sue promesse elettorali prima e il suo staff paramilitare dopo.


I trumpiani ribattono che l'America ci guadagna due volte nel vendere le armi prodotte dai "suoi lavoratori" agli indigeni arabi che le usano per controllare la situazione geopolitica del medio oriente nell'interesse degli Stati Uniti. E in fondo in fondo, l'Arabia Saudita è una monarchia amorevole verso i suoi sudditi di sesso maschile, come dovrebbe essere anche negli USA, e quanto alle donne ... è il male minore.
Business is business, come direbbe Macron, il quale invece si trova costretto a dover vendere le armi all'Iran per controbilanciare quelle americane vendute ai sauditi.
Il tutto nel nome della "pace" in medio oriente, quella che i siriani hanno conosciuto negli ultimi cinque anni, e che gli egiziani e i turchi apprezzano dentro le galere di Al Sisi ed Erdogan.

Se ne parlerà nei prossimi giorni al G7 dei mercanti d'armi nello scenario di Taormina che si affaccia sul medio oriente. Ma prima Donald Trump avrà fatto visita a Papa Francesco per comprare le indulgenze necessarie ad accedere in Paradiso.

A casa da FRANCESCO

Papa Francesco fa lezione di diritto e di solidarietà all'aperto, sull'isola di Lesbo, tra i migranti sopravvissuti all'orrore della guerra siriana, e torna a Roma con tre famiglie musulmane come esempio di speranza concreta.

L'Europa dei politicanti invece mercanteggia con Erdogan e studia soluzioni per fare affari sulla pelle dei profughi.

Omicidio REGENI il silenzio di GENTILONI

 Nonostante le evidenze schiaccianti che l'omicidio di Giulio Regeni sia stato commesso dagli apparati polizieschi del regime di al-Sisi, il Ministero degli Esteri italiano non ha ancora diramato nessuna nota ufficiale e nemmeno un avvertimento alle centinaia di turisti e lavoratori italiani in Egitto.

Il ministero si è limitato a convocare l'ambasciatore per chiedere di "collaborare nell'inchiesta" sulla morte del giovane. 

In assenza di iniziative da parte del governo, si sono invece mobilitate le voci del dissenso al regime: Mona Seif e altri attivisti della rivoluzione anti-Mubarak hanno lanciato un appello via FACEBOOK:

PLEASE PLEASE DON'T TRAVEL TO EGYPT

L'Osservatore Romano, giornale del Vaticano di Papa Francesco, non ha ancora riportato alcun commento alla notizia della crudele uccisione di Giulio.

Leggi il report di Amnesty International

https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1

https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Vatileaks 2, processo a Papa Francesco

Inizia oggi in Vaticano un processo molto particolare, che vede coinvolti alcuni personaggi del sottobosco vaticano, due giornalisti italiani colpevoli di aver raccontato la verità, e sullo sfondo la figura del Papa dei poveri, il Francesco che annuncia cambiamenti e rivoluzioni e si ritrova a dover gestire i casi scandalosi di cardinali che usano il denaro per fini personali, ville, appartamenti, cumuli di ricchezze in casseforti bancarie.

Il processo denominato Vatileaks 2 ha come imputati ufficiali un paio di prelati, una PR che non si sa come e perchè sia stata introdotta e promossa ai vertici dell'amministrazione cattolica e due giornalisti italiani, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, colpevoli di aver scritto due libri-inchiesta sul malaffare vaticano utilizzando le soffiate dei prelati e della PR.

L'accusa è di aver diffuso notizie e documenti riservati, sulla base di una nuova legislazione voluta proprio dal nuovo Papa, ma in realtà rischia di essere un boomerang

L'opinione pubblica, in particolare quella cattolica sempre meno tollerante verso le verità di comodo, si chiede come sia stato possibile che Bergoglio si sia fidato di personaggi come Lucio Vallejo Balda (prelato) e di Immacolata Chaouqui (PR) per riformare l'ex IOR e tutto quello che ci ruotava attorno.

E ci si chiede perchè Bergoglio abbia acconsentito che sul banco degli imputati ci fossero anche due giornalisti che hanno solo raccontato quello che avevano raccolto dai documenti e dalle rivelazioni altrui, esercitando il diritto alla libertà di informazione.

L'opinione pubblica, anche quella cattolica abituata agli atti di fede, si sarebbe aspettato che sul banco degli imputati del processo in Vaticano ci fosse quel cardinal Bertone e il suo compare ex presidente dell'ospedale Bambin Gesù che hanno usato il denaro destinato ad opere di bene per ristrutturare il mega-appartamento privato del cardinale.

Oppure quelle decine di personaggi misteriosi che per anni hanno usato lo IOR per spostare denaro in modo illegale in ogni angolo del mondo. 

Di fronte allo scandalo enorme che erode la credibilità della Chiesa, il Vaticano pensa di cavarsela mandando a processo i comprimari e i giornalisti? Oppure c'è una regia occulta che punta a screditare e colpire il Papa dei poveri?

Il processo che inizia oggi in Vaticano diventerà il processo contro coloro che non processano i veri colpevoli. Bergoglio non sembra che se ne sia accorto.

Il Giubileo in webcam

La preoccupazione che il Giubileo proclamato da Papa Francesco possa essere l'occasione di attentati terroristici è più che giustificata. 

Subito dopo gli attacchi di Parigi si è discusso della necessità o meno di far svolgere un evento religioso e turistico di tale portata: milioni di persone tra cui nascondersi e farsi esplodere sono una situazione unica per i fanatici di qualsiasi provenienza.

Il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi è tra i più convinti sostenitori della tesi a favore dello svolgimento del Giubileo, anche in un clima di massima allerta: è convinto che la sfida con i terroristi possa essere vinta con sistemi intelligenti, realizzati con un massiccio aumento delle forze impiegate per prevenire e contrastare le minacce e con grandi investimenti in tecnologie di sicurezza.

Avendo già ottenuto il via libera alla spesa da parte di Junker, il problema ora è come utilizzare in modo intelligente i soldi. Le assunzioni di forze nuove di polizia ed esercito saranno sapientemente gestite in vista delle elezioni comunali a Roma - voto di scambio necessario per la sicurezza - ma anche l'uso di una rete capillare di webcam intelligenti che possano riconoscere i terroristi mentre si aggirano in ogni angolo della capitale, anche dentro le toilette delle stazioni, dei bar, dei musei ecc.

La perdita di un pezzetto di privacy sarebbe più che giustificata dagli obbiettivi e dagli incassi della manifestazione.

Non sappiamo se l'ottimismo di Renzi sarà sufficiente a far superare la paura di attentati e stragi ai milioni di fedeli cattolici in tutto il mondo, facendoli giungere in massa a San Pietro. Certamente i terroristi saranno terrorizzati dall'impiego di webcam intelligenti e si guarderanno bene dal prendere un aereo per recarsi a Roma.

Potrebbero "accontentarsi" di fare stragi e attentati prima che i turisti arrivino nella Capitale, in un aeroporto di partenza anziché in quello di arrivo. L'effetto di terrore sarebbe quasi identico, senza il rischio di imbattersi nelle webcam intelligenti di Renzi. Il quale avrebbe comunque realizzato il suo obbiettivo di spendere molti soldi prima delle prossime elezioni amministrative.

L'unico modo per evitare inutili rischi, in modo intelligente e sicuro, sarebbe quello di fare il Giubileo via webcam, con le persone interessate comodamente sedute a casa loro. Si spenderebbe molto di meno e non servirebbero webcam con un quoziente di intelligenza elevato. Basterebbe quello dei politici attuali.

 

 

esecuzione sommaria di Jeremy McDole mentre Papa Francesco incontra Obama

jeremy mcdole Il filmato che riprende l'esecuzione sommaria di Jeremy McDole è la prova scientifica di quello che da anni è evidente all'opinione pubblica mondiale: la polizia USA è un corpo paramilitare non assoggettato al diritto comune, e non solo ha licenza di uccidere ma soprattutto ha il potere di "giustiziare".

Jeremy McDole era su una sedia a rotelle, perché paralizzato dall'età di 10 anni, e tre poliziotti gli si sono schierati davanti - come un plotone di esecuzione - per intimargli di "non muoversi". Jeremy si é toccato le gambe, (forse per far capire che non poteva muoverle) e la polizia ha scaricato una raffica di colpi, da pochi metri, contro una persona sola. 

Se questa non è un'esecuzione sommaria ...!!

Se Jeremy fosse stato armato, perché i tre poliziotti si sono schierati davanti a lui anziché aggirarlo e disarmarlo ?

La visita del Papa Francesco negli USA non poteva avere un contraltare più drammatico, beffardo e violento.

 Le parole del Papa dentro l'aula del Congresso americano, ai rappresentanti più impettiti e screditati della storia del paese, devono essere sembrate davvero vuote e retoriche ai milioni di neri che subiscono la discriminazione razziale e quella sociale.

Francesco ha perso un'occasione per far sentire davvero la sua voce a quei tre poliziotti che hanno assassinato Jeremy McDole.

LAUDATO SI', quello che la politica non sa dire

laudato SI'

http://kids.britannica.com/comptons/art-109541/Garbage-completely-covers-the-surface-of-this-river-in-Jakarta  Jurnasyanto Sukarno—epa/Corbis

 

Alcuni dei passaggi dell'enciclica di Papa Francesco potrebbero essere facilmente copiati ed inseriti in un programma politico elettorale.
Quanti voti prenderebbe quel partito che si presentasse con un simile manifesto contro "Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione" e a favore di "una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti." ?

La risposta è scontata.
Il testo del capitolo più "radicale" dell'enciclica.  https://www.menoopiu.it/page/LAUDATO-SI          

 

Laudato Si', il manifesto di Papa Francesco

 

" 109 - Il paradigma tecnocratico tende ad esercitare il proprio dominio anche sull’economia e sulla politica. L’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l’essere umano. La finanza soffoca l’economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale. In alcuni circoli si sostiene che l’economia attuale e la tecnologia risolveranno tutti i problemi ambientali, allo stesso modo in cui si afferma, con un linguaggio non accademico, che i problemi della fame e della miseria nel mondo si risolveranno semplicemente con la crescita del mercato. "

Dall'Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune

http://www.osservatoreromano.va/it/news/lettera-enciclica-laudato-si-

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Inequality, la denuncia di Francesco

 

inequality, la denuncia di Francesco

Questo cartello scritto a mano, esposto all'ingresso di una chiesa di Parma - ma anche di tante altre chiese - è stato scritto prima della copertina di TIME che incorona Papa Francesco come uomo più importante dell'anno.

Da notare lo slogan ormai universale sulla "globalizzazione dell'indifferenza" e il fatto che il nome dell'autore - Francesco, senza appellativo - è scritto in piccolo e sbilenco, quasi a rafforzare l'immagine di un papa semplice e normale, perché la sua denuncia è più grande del suo apparire.

 

La destra affaristica di tutto il mondo - la globalizzazione - è spaventata dalla immediatezza del messaggio eversivo di Francesco.

Teme che questo Papa realizzi un'impresa simile a quella di Giovanni Paolo II°, che contribuì ad abbattere il muro di Berlino e l'impero sovietico, questa volta nei confronti del "muro di Wall Street" che divide l'1% super-ricco dal resto della popolazione.

La globalizzazione dell'indifferenza

papa francesco a LampedusaChi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Per queste persone che erano sui barconi e per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Chi ha pianto per questi uomini? Siamo una società che ha dimenticato l'esperienza del piangere, del patire. La globalizzazione dell'indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere.

 

Un discorso storico di Papa Francesco